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Escavatore11

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Problemi da risolvere

Il momento attuale è particolarmente grave; stanno riemergendo in modo drammatico tutti i vecchi problemi irrisolti del nostro paese. I prezzi aumentano, l'occupazione è compromessa, in agricoltura stiamo pagando anni di indecisioni e di scelte contrarie all'interesse della collettività nazionale.

Ancora una volta anzichè affrontare a fondo questi problemi, il governo preferisce tamponare le falle con provvedimenti d'emergenza. Queste misure improvvisate non possono che portare a risultati disastrosi per il paese e a pagare saranno come sempre i lavoratori e le classi meno abbienti.

Vi è in atto una grossa manovra speculativa che tocca i generi di prima necessità come lo zucchero, la pasta, il sale ecc., prodotti che sono spariti contemporaneamente da tutti i negozi, senza spiegazioni, se non quella che la colpa è del consumatore che di punto in bianco si è ricordato di acquistare questi prodotti.

Ma non sí parla delle grandi quantità di questi prodotti nascoste nei grandi magazzini, questo avviene per aumentare i loro prez71. La pasta ne è un esempio evidente; in tutta Italia non vi era più pasta, è bastato che il governo accettasse di aumentare questo Prodotto di L. 70 al chilogrammo, che il miracolo si è verificato, in

tutti i negozi è riapparsa la pasta (a prezzo maggiorato). Questa è una ulteriore prova che i rpodotti ci sono, ma vengono nascosti per fini speculativi.

Riguardo al problema del petrolio continuano a pervenire notizie allarmanti, come aziende che annunciano la messa in cassa integrazioned;dipendenti, ospedali senza riscaldamento, migliaia di appartamenti al freddo, agricoltori che

si trovano in serie difficoltà per la semina.

Dalle stesse informazioni governative apprendiamo che vi sono grandi quantitativi di carburante che vengono imboscati dalle grandi compagnie petrolifere (le sette sorelle) al fine di aumentare i loro già enormi guadagni strappando altri aumenti sui prezzi del carburanti.

Questa non è la via giusta da CONTINUA M P

La Redazione del Giornale ed Il Consiglio di Fabbrica

AUGURANO BUONE FESTE

DALLA PRIMA

seguire; continuando per questa strada saremo sempre in balia di grossi profittatori. L'unico mezzo per evitare tutto questo è che il governo intervenga con decisione per confiscare tutte le scorte illecite ed incriminare questi profittatori che speculano sulla pelle della popolazione; questo come soluzione a breve termine.

Occorre inoltre un'operazione governativa per sottrarre il nostro paese ai ricatti delle compagnie petrolifere, trattando direttamente l'acquisto del petrolio con i paesi produttori.

L'indecisione nell'intraprendere questa strada crea ulteriore malcontento e timore tra tutta la po-

polazione, dando così spazio alle manovre delle forze eversive collegate sempre più a loschi interessi internazionali.

Il movimento dei lavoratori è deciso e responsabile, le piattaforme rivendicative presentate in questi ultimi tempi ne sono testimonianza dell'indirizzo di rinnovamento che in esse è posto. Il governo e i padroni sbagliano quando credono di mettere in ginocchio i lavoratori.

L'alto senso di responsabilità dimostrato in tante occasioni dai lavoratori non deve essere scambiato per debolezza; i problemi da risolvere sono tanti e solo con l'avvio dQlle riforme è possibile conseguire dei buoni risultati.

Le Confederazioni sindacali CGIL

- CISL - UIL hanno proclamato una settimana di lotta per lo svg luppo dell'agricoltura; per questi obbiettivi, contro il carovita, in queste ultime settimane sono stati fatti diversi scioperi generali di regione e provincia (Torino, Genova, le Marche ecc.).

I responsabili prendano atto quindi delle decisioni delle masse popolari perchè senza la loro partecipazione (e la storia lo insegna) non si risolvono i gravi problemi che sta attraversando il paese, perciò il governo deve cambiare i suoi indirizzi e provvedimenti per superare le attuali difficoltà e per avviare iniziative eeconomiche e sociali che eliminino gli squilibri esistenti nell'interesse di tutto il paese.

FILASTROCCA NATALIZIA

Ogni anno ritorna questa festa, a tutti fa piacere... ma qui qualcosa resta. Sarà per tradizione oppur per convenienza ma degli auguri non ne puoi far [senza.

Te li fa anche il padrone... è tutto dire, ed in quel giorno gli pare di sentire uno strano sentimento di bontà che non avverte più appena il Natale se ne va.

In questa circostanza son d'usanza gli auguri spumante e panettone con qualcuno che dice com'è buono il padrone... oggi si sta benone...

Natale del consumo si potrebbe [chiamare, anche se per quest'anno ti fanno rinunciare a qualche cosa che... lasciatemelo [dire: non cí rinuncian loro ma dicono [così: «l'austerity l'è per ti e non per mi ». Vi consiglio, tanto per finire i doni che tutti potrebbero gradire: con la pasta, lo zucchero, il sale, con ogni altro bene non manchi tra i regali un bidon... di Kerosene.

Dopo Natale, già dicono i padroni, questi onerai saran tutti più buoni... e forse forse senza guardar l'orario mí faranno... lo straordinario.

F no sionor Padrone può sembrar buono un giorno il Consiglio di Fabbrica ma provaci a scherzare non vuole confusione, ouando qui fai ritorno, dono Natali. , rispettando l'orario il giorno di vigilia verrà abolito ti chiamano fratello... in straordinario!...

Amico, sì, il padrone

E allora Amici anche l'Escavatore

Con parole e sorrisi

ti fan sentir... più bello...

ma appena qui ritorni come prima del giorno di Natale!

dopo sì pochi giorni ti ritrovi a lottare bene o male

vi fa gli auguri ma di vero cuore. Auguri di benessere, da un lavoratore della Carpenteria. riposo ed allegria

Spartaco

Ouesto tema da parecchio tempo torna e ritorna alia ribalta con insistenza che richiede ormai una definitiva soluzione.

Il Consiglio di Fabbrica preso atto di questa impellente necessità si è proposto di portare fino in fondo la lotta per la eliminazione totale del lavoro straordinario, che viene effettuato alla sera e al sabato, che è sempre motivo di tante discussioni fra i lavoratori.

E' importante chiarire su quali contenuti si vuole realizzare tale programma. Tenendo conto delle linee di principio che valgono per tutti i lavoratori, il C.d.F. ha riproposto ancora una volta alla direzione dell'azienda la sua posizione. L'orario di lavoro deve essere rigorosamente rispettato perchè non è con il lavoro straordinario che raziendg risolve i problemi di pro-

Sentenza positiva sulle festività

duzione. Il sabato, che i lavoratori dopo lunghe lotte si sono conquistato per il riposo, il tempo libero, e per favorire la piena occupazione deve rimanere tale.

Costringere la direzione a non fare produzione al sabato si costringere la stessa a rivedere i suoi programmi; programmi che devono essere portati a conoscenza del C.d.F.; certo non è che si possano risolvere i problemi eliminando lo straordinario, nessuno si fa delle illusioni ma detti problemi non si sono mai risolti nemmeno con il lavoro straordinario ed inoltre non si è mai riusciti a vedere chiaro il programma di produzione.

Le giustificazioni della direzione sono sempre le stesse: lavoro arretrato, pezzi mancanti, lavoro

urgente ecc.. Con il lavoro straordinario la direzione è riuscita fino ad oggi a coprire in parte quelle carenze causate da una mancata programmazione degli investimenti a mascherare bene o male i limiti di produzione con il lavoro che viene tuttora effettuato al di fuori della fabbrica.

La trascuratezza da parte della direzione nel rinnovare le macchine aumenta il quantitativo di lavoro dato in appalto e la richiesta insistente di lavoro straordinario, l'azienda non tiene conto della riduzione di orario di lavoro ma pretende di effettuare lo stesso quantitativo di produzione con l'organico pressocchè invariato.

Ai dirigenti dell'azienda chiediamo, per soddisfare una nostra legittima curiosità, quanto è venuto a costare sul piano economico la mancanza di un piazzale per il collaudo, e i realtivi straordinari del sabato e dei giorni festivi, ed ai lavoratori quanto è costato il sacrificio di trascurare la famiglia e rinunciare al riposo. Per noi lo straordinario anche se in misura ridotta si riflette negativamente sull'economia dell'azienda che paga un prezzo altissimo per recuperare una piccola parte di produzione.

11 C.d.F. ha detto basta a questo stato di cose!!! Esige inoltre di essere messo a conoscenza, per tempo, dei programmi della azienda intende discutere con la direzione i problemi che riguardano gli investimenti e l'organizzazione del lavoro.

Il pretore di Milano ha emesso una importante sentenza in favore dl una operaia in materia di pagamento delle festività infrasettimanali.

L'azienda Meccanica RP.C. S.r.l. è stata infatti condannata al pagamento della differenza fra quanto percepito dall'operaia (cioè il corrispettivo di 6 ore e 40) e quanto dovuto (cioè 8 ore lavorative) per ogni festività infrasettimanale cadente tra il lunedì e il venerdì del mese di dicembre 1972. Nella sentenza è inoltre ribadito che la retribuzione delle otto ore deve essere quella di fatto percepita, compresa quindi la maggiorazione del 20 per cento dovuta alla riduzione di orario.

Una sentenza innovatrice, che può consentire a tutti i lavoratori di far valere i loro diritti.

La direzione, i capi e sottocapi, devono capire che sono passati i tempi in cui si potevano fare accordi a lunga scadenza sul lavoro straordinario, è finito il discorso del: ,‹ io ti do e tu mi dai », non si può più accettare una situazione che peggiora di giorno in giorno danneggia il lavoratore e la produzione in ogni reparto. Le direzioni di diverse fabbriche hanno capito che per quella strada non andavan o molto lontano e si sono messe al passo con i tempi dimostrando intelligenza e saggezza.

GLI STRAORDINARI

CONVEGNO SULL' ANTINFORTUNISTICA

Sesto S. Giovanni, 3 novembre 1973, sala Consigliare.

Presente il Sindaco di Sesto San Giovanni, con la partecipazione dallagagistratura di Milano, dell'Ispettorato del lavoro, dell'E.N.P.I. e un centinaio di Delegati delle fabbriche e dei cantieri, si sono svolti i lavori del convegno sul tema dell'Antinfortunistica.

Negli interventi dei convenuti si è denunciato con forza che all'interno delle fabbriche c'è una vera propria aggressione alla salute all'integrità fisica del lavoratore dove la cupidigia per il profitto, l'ignoranza e la insensibilità di molti datori di lavoro a volte comportano tragiche conseguenze per i lavoratori e le loro famiglie.

Sono stati citati i casi ultimi della » Trifil » e della « De Medici », casi che hanno fatto parlare di loro in modo tremendamente funesto e che purtroppo dobbiamo ammettere che Milano ha il triste primato a livello europeo per infortuni mortali sul lavoro.

La Magistratura dal canto suo ha sostenurto che la classe operaia deve portare la lotta più a fondo in difesa della salute in fabbrica e premere in quei settori della Magistratura perchè vengano modificate quelle leggi che oggi regolano questa materia; leggi emanate nel periodo del regime fascista che tutelavano soltanto gli interessi dei padroni.

Il Magistrato intervenuto ha dichiarato che non è sufficiente punti-e il datore di lavoro comminando multe ma lo si deve arrestare condannare con pene severe quando si è accertato che sul posto di lavoro di cui lui è responsabile mancano quelle misure di sicurezza indispensabili a garantire l'incolumità fisica del lavoratore.

L'Ispettore dell'Ispettorao del lavoro ha denunciato le gravi carenze dell'Ente sia a livello di personale come di attrezzature, per cui essendo in organico sono in 28 persone dovrebbero controllare circa 180.000 fabbriche dislocate in Lombardia, onere eccessivamente gravoso dove è impossibile svolgere l'attività di controllo in modo valido.

Il Delegato dell'E.N.P.I. ha confermato quello che già si sapeva

e cioè che mancano sia i tecnici che gli strumenti e che pertanto l'intervento a livello di fabbrica è quasi nullo.

Il quadro della situazione dimostra che gli Enti preposti alla garanzia della salute e della sicurezza non sono affatto efficiente.

Gli investimenti disposti dal Governo relativi alla sicurezza sul lavoro sono ridicoli e lo stesso Governo dimostra di non tenere in conto il problema della sicurezza sul lavoro nonostante che il paese paghi un costo altissimo con morti, invalidi e mutilati sul lavoro oltre il costo economico.

Il Governo che al Convegno doveva essere presente con il Ministro del lavoro on. Bertoldi non può rimanere assente e sottovalutare il problema dell'antinfortunistica ma deve intervenire con leggi e fondi per attuare quella riforma sanitaria indispensabile ad una società moderna e progressista che deve andare nella direzione indicata dai Sindacati e lavoratori per soddisfare i bisogni reali di tutto il paese.

Si devono istituire al più presto le unità sanitarie locali in base alla legge regionale (n. 37) introdurre il libretto sanitario personale con dati biostatistici della fabbrica; libretto che servirà in ogni occasione al lavoratore per avere sempre sotto controllo il proprio stato di salute.

TIRESIA

Se le assenze dal lavoro sono in aumento ciò è dovuto al fatto che rispetto al passato le condizioni di lavoro provocano un aumento di malati ed invalidi.

L'azione del C.d.F. per quanto riguarda la tutela della salute dovrà impegnarsi per conoscere i seguenti dati• quali fattori nocivi sono presenti nell ambiente di lavoro.

quali effetti (disturbi malattie infortuni) derivano ai lavoratori che vi sono esposti.

i dati relativi alla quantità e qualità dei fattori nocivi e gli effetti da questi provocati dovranno essere annotati su:

tesserino di rischio individuale libretto sanitario personale registro dei dati ambientali registro dei dati biostatistici.

Al Medico di fabbrica deve essere attribuita la responsabilità di giudicare tecnicamente, scientificamente da un punto di vista strettamente professionale, l -esistenza o meno di un rischio ambientale.

Il Medico di fabbrica deve rispondere della situazione igienica dell'Azienda per l'insieme delle lavorazioni mediante dichiarazioni scritte dalle quali risulti se l'Azienda, un reparto, un singolo posto di lavoro sono nocivi o no e in base a quali criteri.

Per il Comtiato Antinfortunistico VAI LATI

ARRIVERACOMUNQUE PRIMA DELLA RIFORMA SANITARIA L@ 2. Studio G. ) WPg MA COSI0‘ NON ARRIVERA IN TEMPO ALL' OSPEDALE...

NO AL FUMO IN CARPENTERIA

5 Da troppo tempo si tratta questo problema, si discute, si promette, si prospetta e... il fumo resta!

E' proprio valido il vecchio proverbio: tanto fumo e niente arrosto! Però ci sembra quasi sia arrivato il momento di smetterla col prendere in giro la gente che lavoral... Se per rendervi conto di persona che questo problema è da risolvere una volta per sempre provate a rimanere almeno una settimana in questo reparto e forse vi farete convinti della necessità urgente di prendere provvedimenti e realizzarli al più presto. Forse le proposte e le promesse sono sempre state discusse in autunno: stagione di sonnolenza, di nebbia e di malinconica pigrizia, di ingiallimento di foglie cadenti e di tante altre belle scuse.

Ma rimane il fatto che anche l'autunno passa e... il fumo resta; gli occhi si annebbiano, i polmoni si intossicano, il lavoro diventa più faticosa ed il reparto sempre più odioso, ma... c'è qualcuno che nel suo studio pensa... e altri invece che nel lavoro suda... ma non importa la produzione bene o male c'è... Si apriranno porte e finestre a primavera e il fumo forse un po' diminuirà.

Gli Amleti della LINK-BELT forse passan le ore a chiedersi: « Togliere o non togliere il fumo dalla carpenteria?... Mettere o non mettere i filtri ai rubinetti?... Concludere o non concludere i lavori del banco della sbavatura?.., Così passano le stagioni e tutto rimane nel loro cervellone.

Visto e considerato che poco o niente si è concretizzato si richiede ancora una volta di fare il possibile per migliorare le condizioni nell'ambiente di lavoro rendendo

l'aria più respirabile onde poter rendere meglio nel lavoro con meno danno per la salute dei lavoratori.

Qualcuno poi non dica che non abbiamo pazienza...

Gentili signori, ogni cosa ha i suoi limiti e se la causa di questi ritardi è dovuta all'autunno pigro e malinconico cí penseremo noi a rallegrarlo... magari con qualche fischiata...

Un operaio affumicato

1,. kustu àfiwebArt

Discorso di NERUDA nella accettazione del premio

NOBEL

Vostra Maestà, vostre Altezze Reali, signore, signori, siamo venuti da molto lontano, da fuori o da dentro di noi stessi, da lingue contrapposte, da Paesi che si amano, Però prima di rispondere e prima di respirare devo riconcentrarmi, andarmene lontano da qui, chiedo scusa, e molte grazie. Ritorno ai sentieri della mia infanzia, alla mia terra, all'inverno del sud in America, ai giardini di lillà dell'Araucania, alla prima Maria che strinsi tra le mie braccia, al fango delle strade che non conoscevano pavimentazione, agli indios vestiti a lutto, che ci lasciò la conquista, a un Paese, a un continente oscuro che cercava la luce.

E se questo splendore esce da questa sala di festa e arriva attraverso la terra e il mare a illuminare il mio passato, esso illumina anche il futuro dei nostri popoli americani che difendono il loro diritto alla dignità, alla libertà e alla vita.

lo sono un rappresentante di quel tempo, e delle lotte attuali che po-

polano la mia poesia. Chiedo scusa per avere esteso la mia riconoscenza a tutti i miei, ai dimenticati della terra che in questa felice occasione della mia vita mi sembrano più veri delle mie parole, più alti delle mie cordigliere, più grandi degli oceani.

lo appartengo con orgoglio alla moltitudine umana, non ai pochi, ma ai molti, e sono qui attorniato dalla loro presenza invisibile.

L'ultimo grido contro il «golpe»

Nixon, Frei e Pinochet fino a oggi, fino a questo amaro mese di settembre dell'anno 1973 con Bordaberry, Garrastazu e Banzer, iene voraci della nostra storia, roditori delle bandiere conquistate con tanto sangue e tanto fuoco, impantanati nei loro orticelli, predatori infernali satrapi mille volte venduti traditori, eccitati dai lupi di New York, macchine affamate di sofferenze, macchiate dal sacrificio dei loro popoli martirizzati, mercanti prostitute del pane e dell'aria d'America, fogne, boia, branco di cacicchi di lupanare, senza altra legge che la tortura la fame frustrata dei popolo.

AMORE E MORTE DI UN PRESIDENTE

Voleva dare al popolo, che lo elesse, un po' di benessere: perciò fu ucciso.

Voleva dare al popolo, scongiurando ogni guerra, un po' di terra: perciò fu ucciso.

Voleva dare al popolo, che aveva tanto fame,

un po' più di pane: perciò fu ucciso.

Voleva dare al popolo non più mestizia, ma più giustizia: perciò fu ucciso.

Or, Salvador Allende non è più alla guida del popolo Cileno

che lo elesse che con tanto amore luí diresse.

Ora il suo popolo, di nuovo nel dolore attende, ii trionfo della morte del Presidente Allende

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