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Dibattito unitario20

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Dibattito Unitario n.

L'ACCORDO DEL 13 DICEMBRE 1974: un punto di partenza

Il 13 dicembre all'Associazione Industriali Lombarda, dopo 3 giorni di trattative, si è raggiunta un'intesa con la Magneti Marelli il cui dato più evidente è il rientro im mediato dalla cassa integrazione dei 1500 lavoratori cegli stabilimenti di S.Salvo (Equipaggiamenti) e Rabotti Torino (Motori Elettrici).

L'intesa segue la linea aperta con gli accordi FIAT e ALFA ROMEO ed è frutto delle linee che ci siamo dati con il documento del Coordinamento del 5.11.1974 e marca una linea di lotta, in particolare sulla rigidità della forza lavoro.

Indubbiamente l'intesa si inserisce nel oli ma della vertenza generale di cui uno dei punti di resistenza maggiore del padronato è proprio quello riferito alla garanzia del salario ed alla contrattazione dei piani di ristrutturazione legati ad investimenti. L'intesa contiene in sè elementi che giudi chiamo positivi, in modo particolare come valore complessivo quello di costringere la Direzione a discutere con noi su una serie di temi fondamentali. Questo non significa aver battuto la linea del padrone, signifi ca porre una indicazione ed una strada e costruire con la lotta, partendo dalle in-. >15.

Convocare ogni C. d. F. per una

gestione di lotta dell'accordo

BOLLETTINO DEL COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA DEL GRUPPO MAGNETI MARELLI

tese, un confronto per imporre alla Magneti Marelli una diversa scelta che scaturisca anche dalla volontà dei lavoratori e sulla quale si applichi un controllo conti nuo.

Gli impegni riguardano : Gli investimenti e l'occupazione in parti colare per S. Salvo,Potenza e gli stabili menti più piccoli, la conferma di un confronto sistematico su : orari di lavoro, verifica investimenti in rapporto all'occupazione e alla diversificazione produttiva, organizzazione del lavoro in rapporto a migliori condizioni di lavoro, compi ti carichi di lavoro e arricchimento professionale nell'ambito degli accor di;

mobilità nell'ambito di aree aziendali definite, legate a impegni di prospet tiva con l'obiettivo di salvaguardare i livelli esistenti di occupazione; e comunque criteri tempi e modalità van no concordati.

Tutte queste verifiche a partire da febbra io saranno oggetto di un confronto trimestra le che può anche voler dire un tentativo di ingabbiare la struttura di fabbrica in un. confronto permanente, ma certamente sarà, se accompagnato dalla lotta e da un salto di qualità dei Delegati, del Coordinamento della F.L.M., un elemento di garanzia. In questo quadro rientra anche il contronto sul lavoro dato all'esterno che và visto in ogni unità produttiva e la definizione del problema dei "ponti". Anche se effettuata in modo diverso fra unità produttive del gruppo ha respinto la logica della direzio ne che voleva tempi più lunghi per S.Salvo Torino e la divisione dello stabilimento di Crescenzago con ponti diversi.

Non solo questo, ma si è anche imposto in modo particolare alla Associazione Industria li Lombarda un tipo di accordo che fa intervenire in parte l'azienda per la copertu ra economica e che può essere un utile riferimento per la vertenza generale.

In conclusione? al di là del ponte, resta il giudizio e l'uso che ne dobbiamo fare di questa intesa pur avendo presente i li-

miti e i rischi che un accordo come questo comporta sopratutto nella sua gestione . L'intesa apre nuovi spazi ma non garantisce automaticamente il controllo di questi spazi.

Certamente la Magneti Marelli tenterà di pgrtare ad una gestione della sua crisi, ma sarà appunto su questo terreno che dovranno misurarsi i lavoratori e le loro strutture sindacali.

Si tratta in sostanza di sapere se la stra tegia del controllo sindacale và avanti in una situazione nuova o se il sindacato e i Consigli di 2abbrica rimangono ingabbiati in una logica corporativa ed aziendalistica che porterebbe inevitabilmente ad una perdita di autonomia ed alla divisione del movimento.

Questo scontro col padronato non è garanti to ovviamente dall'intesa, è aperto.

Infatti l'intesa indica una linea di lotta e sottolinea il ruolo e la responsabilità che ne deriva per i delegati e le struttu re di base.

Il peso di questo scontro non può ricadere solo sui lavoratori della Magneti Marelli, al contrario questa linea di resistenza e di possibili nuove conquiste deve essere strettamente legata alla risposta che il Sindacato è in grado di dare sui problemi generali dell'occupazione, del mezzogiorno, del salario;in sostanza della vertenza generale e del modo in cui se ne esce in merito alla crisi e a che deve pagarla. In altre parole la battaglia dei lavoratori della Magneti Marelli dipende dalla capacità di sviluppare in fabbrica e nel Pae se le lotte necessarie per unificare i lavoratori in un momento in cui si tende a dividerli e nel momento in cui le forze dominanti tentano il gioco velleitario, ma pericoloso, di restaurare nel Paese ed in fabbrica attraverso il ricatto economico vecchi e superati equilibri di potere. Con questo spirito, senza trionfalismi, senza rassegnazioni, si apre il 1975.e con esso una indicazione di lotta che emer ge dall'intesa raggiunta, la quale si salda e trova un suo spazio nella lotta generale che il movimento porta avanti per bat tere la linea padronale in fabbrica e nel Paese.

TESTO INTEGRALE DELL' ACCORDO

Addì 13 Dicembre 1974 in Milano

Tra l'Associazione Industriale Lombarda in persona dell'Avvocato Salvatore Arengi che rap. presenta ed assiste la Ditta Fabbrica Italiana Magneti Marelli presente nelle persone dei Signori: Dr.Domenico La Monica, Sig. Pierluigi Isella, Dr. Felice Ballatore e Sig. Marco Bonissone e la Federazione Lavoratori Metalmeccanici presente nelle persone dei Sigg.: Annio Breschi, Giovanni Chinosi, Mario Stoppini e Ferruccio Girola presenti le Rappresentanze Sindacali Aziendali si conviene quanto segue:

L'Azienda dichiara che suo obiettivo è il mantenimento dell'occupazione. Nel quadro dei provvedimenti individuali nel presente accordo e tenuto conto dell'attuale situazione di mercato, l'azienda riconferma gli impegni assunti con gli accordi del 28 dicembre 1973 e del 7 febbraio 1974 e dichiara che non ricorrerà a licenziamen ti per riduzione di personale nel 1975. Anzi, per gli stabilimenti di San Salvo e Potenza, l'azienda si pone l'obiettivo del mantenimento dei livelli occupazionali anche con la copertura del normale ricambio del lavoro. Inoltre, l'azienda dedicherà una par ticolare attenzione in ogni unità e/o area produttiva nell'intento di mantenere quanto dichiarato in premessa.

2) L'azienda e le Rappresentanze Sindacali Aziendali, unitamente - ove necessario - alle rispettive Organizzazioni Sindacali, esamineranno congiuntamente e sistematicamente anche in relazione all'evolversi della situazione di mercato:

La situazione degli orari di lavoro nonchè del possibile scaglionamento delle ferie nell'ambito delle normative contrattuali;

I programmi di investimenti nel Mezzogiorno e le iniziative di diversificazione pro duttiva, per settore e per zona, ed i relativi traguardi complessivi di occupazione nel gruppo;

I problemi inerenti alle modifiche sostanziali in materia di organizzazione del lavoro, tenendo conto di piani organizzativi che si propongono migliori condizioni di lavoro (in materia di umanizzazione, migliore distribuzione dei compiti e dei carichi, arricchimento professionale), al fine di adeguarvi l'andamento produttivo, nel rispetto delle normative previste dai contratti di lavoro e dagli accordi integrati vi aziendali;

l'eventuale esigenza di mobilità della mano d'opera nell'ambito di aree definitive, in relazione a fabbisogni non contingenti e allo obiettivo di salvaguardare i livel li esistenti di occupazione. Prima di procedere ad eventuali trasferimenti colletti vi di personale, si esamineranno - sulla base di elementi obiettivi - criteri, tempi e modalità del provvedimento, nella salvaguardia dei livelli di professionalità anche mediante idonei mezzi di formazione professionale.

3) A decorrere dal mese di febbraio 1975 verranno effettuate verifiche trimestrali aventi come oggetto lo stato di realizzazione degli obiettivi di cui ai precedenti punti 1) e 2), le prospettive produttive per il successivo trimestre ed i relativi orari di lavoro. Nell'eventualità di rilevanti variazioni delle condizioni di mercato le veri-

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fiche potranno aver luogo su richiesta di una delle parti anche al difuori delle scadenze previste.

4) a. Con decorrenza dalla settimana che ha inizio col 16 dicembre 1974, negli stabilimenti nei quali veniva effettuato l'orario ridotto, verrà ripristinato l'orario normale contrattuale. Le parti convengono inoltre di effettuare una sospensione della attività lavorativa per gli stessi stabilimenti (San Sal o-equipaggiamenti e Rabotti Torino - motore elettrici) dal 23 dicembre 1974 all'8 gennaio 1975 - ompresi con le seguenti modalità:

Corresponsione della retribuzione delle festività cadenti nel periodo suddetto; trattamento Cassa Integrazione Guadagni ordinaria:

anticipazione delle spettanze retributive relativamente alle festività del 29 giugno 1975 per entrambi gli stabilimenti, dell'8 dicembre 1974 per lo stabilimento di San Salvo e del 15 agosto 1975 per lo stabilimento Rabotti di Torino;

- integrazione di tutto quanto sopraddetto - fino alla concorrenza dell'80% della restibu zione lorda complessiva - con le ulteriori ore necessarie e per le quali è previsto il recupero.

b.Per lo stabilimento di Crescenzago la sospensione dell'attività lavorativa sarà limitata la periodo dal 23 dicembre 1974 compreso al1 1 1.1.75 con ripresa del lavoro il 2.1.75. Il trattamento complessivo verrà effettuato con i criteri sopraddetti, senza che occorra anticipazione di festività.

c.Per i dipendenti di tutte le altre unità produttive, comprese le filiali e gli impiegati, la sospensione dell'attività lavorativa sarà limitata alle giornate del 23 e 27 dicembre 1974, in sostituzione delle quali verranno utilizzate le retribuzioni di due giornate festive, che saranno individuate tra Direzione e Rappresentanza Sindacale Azien dale di ciascuna unità.

Previo esame congiunto, l'azienda comanderà in servizio durante i suddetti periodi di sospensione, oltre agli addetti ai servizi indispensabili, il personale necessario a garantire la normale ripresa produttiva.

Letto, confermato e sottoscritto.

NOTE DI COMMENTO E DI CHIARIMENTO SULL' INTESA

I punti 1 e 2 dell'intesa saranno ogget to di un confronto sistematico a parti— re dal Febbraio '75, ciò vuol dire che su questo dovremo operare un controllo per sezione, per ufficio e per unità produttiva al fine di giungere nei con— fronti con la Direzione con la pia am— pia conoscenza di ogni tema e la mobili tasione dei lavoratori. Il confronto avviene con i C.d.F., il Coordinamento o la F.L.M. in rapporto all'entità del problema. Nella prima quindicina di Gennaio avver rà un incontro con la Direzione in mori to agli Stabilimenti di Torino e di Fi— renze per le prospettive di queste uni— tà e di Pavia per gli investimenti oh* devono essere realizzati; inoltro l'a— zienda fornirà i dati relativi all'000u pazione globale e distinta per unità pra duttiva e per divisione (s* questa base é possibile anche il controllo delle as sunzioni e dell'organico).

Lavoro eaterne:quosta parte non 4 com— presa nell'accordo, ma vi 6 l'impegno della Direzione a discuterlo con i Ced..1% in cui il fenomeno esiste. Si tratta quindi di ra000gliere ampie documenta— aloni, distinguere tra lavoro precario lavoro regolare, unificare il fenome— no alla luce della produzione interna • comunque far applicare alla direzione gli accordi aziendali, il contratto di lavoro, le leggi • far rispettar, l'im— pegno assunto di mantenere l'occupazio— ne esistente.

Ponti • loro retribuzioni:

— San Salvo e Torino: chiusura per 8 giornate lavorative di cui 2 coperto oon anticipazione di festività • le

restanti 6 con intervento della cassa integrazione al 66% ed integrazione dell'Azienda fino all'80% lordo che corrisponde al 93% netto.

Cresoenzago (operai, ad eccezione dei comandati): chiusura per 4 giornate lavorativo con intervento della cassa integrazione al 66% ed integrazione dell'Azienda a San Salvo • Torino.

E' bene precisare che la definizione dell'intesa laddove 6 scritto: "Integra zione di tutto quante sopra detto, fino alla conoorrenza dell'80% della retribu zione lorda complessiva, con le ulterio— ri ore neotoesarie • per le Quali 6 pre— visto il recupero" significa oh* l'Asia: da opererà un'integrazione cono già det to senza ohe poi le ore corrispondenti all'integrazione debbano essere recupe— rate con lavoro.

Per tutti gli operai delle altre uni— tà produttive le giornate di lavoro perse saranno 2 coperte con anticipa— zioni di festività cadenti in Sabato Domenica e con una retribuzione di queste festività secondo contratto (6 ore e 40 invio* di 8 ore).

Per tutte le filiali e gli impiegati la chiusura 6 liiitata alla settimana di Natale, oon 2 giornate di lavoro perse di cui una coperta con una fe— stività cadente in Domenica (8-12-74): l'altra con una festività cadente in Sabato (1-11-75) che per contratto non dovrebbe essere retribuita agli impiegati ma che la Direzione retri— buirà; questo 4 uno degli aspetti po— sitivi, in termini di principio, del— l'intesa.

per una maggiore ed incisiva battaglia
per conquistare uniti altri importanti obiettivi

il fascismo non passerà la Resistenza continua

INTRODUZIONE

Quest'anno, le celebrazioni della Liberazione dall'oppressione nazi-fascista, acqui stano un particolare significato: nel momento in cui le forze reazionarie del nostro paese, stanno giocando la carta della provocazione nei confronti della classe operaia, a colpi di tritalo e di leggi liberticide, imponente ed unitaria dev'esse re la risposta dei lavoratori.

Dobbiamo essere capaci di vivere questo anniversario, non solamente come momento di ricordo e di commozione, ma come momento di lotta, come risposta unanime a chi vorrebbe far arretrare l'Italia di cinquant'anni.

Non è un mistero ch determinate forze economiche e politiche hanno trasformato ne gli ultimi anni la lotta politica italiana, sono quelle che sempre hanno avversato le conquiste dei lavoratori e che per tentare di sconfiggerli non hanno esitato a fare ricorso ai provocatori neofascisti, sino a giungere alle stragi. Piazza Fonta na, ancora viva nella nostra memoria, è stata la prima tappa di questa strategia.

Considerando gli anni che hanno visto il fascismo di Mussolini trionfare e il periodo che attualmente stiamo vivendo,pi potrebbe pensare che la storia si ripete: il neofascismo, infatti, sta conquistando posizioni di rilievo all'interno dell'ap. parato statale, la Magistratura ed i servizi segreti sono particolarmente clemen ti e protettivi con questi squallidi epigoni delle squadracce nere, la polizia non interviene e lascia nelle mani dei sostenitori di Almirante interi quartieri di ho ma, le provocazioni nere avvengono quotidianamente. Una cosa è però cambiata dagli anni '20: oggi i lavoratori sono uniti e non sono disposti a correre avventure rea zionarie.

L'immediata mobilitazione dei lavoratori, è stata in questi ultimi anni un chiaro monito a chi ha interesse a minare le istituzioni repubblicane. "Il fascismo non passera" è questa la parola d'ordine che intendiamo portare avanti, non passerà quello in camicia nera e col manganello, ma non passerà neanche quello perbenista col doppiopetto, quello che vede AlMirante brigare con alcuni settori della Democrazia Cristiana. Attenti, indietro e non si torna.

Consiglio di Fabbrica Magneti Marelli

IL FASCISMO

Il movimento fascista nasce a Milano il 23 marzo 1919, in una sala concessa dagli industriali e commercianti milanesi in Piazza San Sepolcro. Il programma del movi mento è un insieme di nazionalismo, di democraticismo, di richiami a tematiche so cialiste. Esso intende indirizzarsi, affinchè si leghino agli interessi della gran de borghesia, a ex combattenti della la guerra mondiale, piccoli agricoltori, com mercianti, studenti, in funzione antiproletaria, usando demagogicamente anche tema tiche anticapitaliste.

Il leader e ispiratore del fascismo fu sin dall'inizio Benito Mussolini.

Nato a Predappio il 29 luglio 1883, nel 1900 si iscrive al partito socialista. Di tendenza anarco-sindacalista, collabora a diversi periodici, quando a Forlì fonda il settimanale "Lotta di classe" assumendo contemporaneamente la segreteria della federazione socialista della città.

Nel 1911 al congresso di Reggio Emilia riesce a far espellere dal partito i princi pali esponenti del riformismo: questo successo lo porta alla direzione dell'Avanti! Si era alla vigilia della guerra, il PSI era neutralisa ed all'inizio Mussolini si adeguò alla linea del partito. Dopo aver preso contatti col direttore del Resto del Carlino, quotidiano intervenísta, organo degli agrari emiliani, pubblica un ar ticolo di fondo in cui sostiene la necessità della guerra. Viene prima allontanato dalla direzione dell' Avanti, e poi espulso dal partito socialista.

La principale causa di questo radicale cambiamento è da ricercarsi in un congruo finanziamento accordatogli dalla Edison, dalla Fiat, dall'Ansaldo e dall'Unione Zuccheri.

Durante la campagna per la guerra, Mussolini conosce d'Annunzio, fanatico interve nista, assieme conducono una feroce campagna contro il PSI, accusato d'essere favorevole alla pace.

Finanziati dagli industriali, appoggiati da questura e magistratura, gli intervea tisti fanno cadere il governo Giolitti e trascinano nel 1915 l'Italia in una guer ra che costa 600.000 morti e 5.000.000. di invalidi.

Finita la guerra, alla borghesia è impossibile mantenere il regime dittatoriale che aveva caratterizzato il periodo bellico, e ritenuto indispensabile per raggiun gere la vittoria.

I vari governi che si succedono, promettono libertà, prosperità, mentre gli industriali preparano la conversione da economia di guerra in economia di pace.

In questo quadro caotico, d'Annundo guida il 12 settembre 1919 un gruppo di ufficiali alla conquista di Fiume, in nome della "Vittoria Mutilata".

Mussolini dalle colonne del suo giornale "Il popolo d'Italia" appoggia apertamente d'Annunzio.

Le elezioni del 1919 vedono la vittoria del PSI e dei popolami. Capo del governo viene nominato Giolitti.

Col governo di Giolitti si ha un massicio ingresso in grande stile sulla scena po litica nazionale delle squadre fasciste protette ed in molti casi aiutate da magi atratura, questura, prefetti, carabinieri. >02›

Esse operano prevalentemente in Emilia e nella Valle Padana, dove più forte è il movimento socialista e dove più estese sono le organizzazioni popolari (cooperati ve, case del popolo, camere del lavoro).

Inizia sul movimento operaio una vera e propria ondata di terrore. Scrive A. Gram sci l'Ordine Nuovo del 23 luglio 1921: "Nei 365 giorni dell'anno 1920, 2.500 italiani (uomini, donne, bambini e vecchi) hanno trovato la morte nelle vie e nelle piazze, sotto il piombo della pubblica sicurezza e del fascismo.

Nei trascorsi 200 giorni di questo barbarico 1921, circa 1.500 italiani sono stati uccisi dal piombo, dal pugnale, dalla bàrbarie fascista, circa 40.000 liberi cit tadini della democratica Italia sono stati bastonati, storpiati, feriti; circa 20 mila altri liberissimi cittadini sono stati esiliati con bandi regolari o costret ti a fuggire".

Ecco le promesse di riforme del governo Giolittil Forte di protezioni nello stesso apparato statale, per il fascismo è un gioco eli minare i propri oppositori.

Intanto i caporioni fascisti, con la complicità di Salandra e di uomini fedeli a Giolitti, quali il prefetto di Milano Lusignoli, preparano la "marcia su Roma". Il piano approntato dal cosidetto quadrumvirato (De Bono, Balbo, De Vecchi, Bian chi).

Il 28 ottobre 1922 i fascisti marciano su Roma e senza colpo ferire entrano in cit tà dove Mussolini li raggiunge in vagone letto da Milano, pronto a scappare in ca so di insuccesso in Svizzera.

Il 30 Ottobre il Re accorda il mandatoedi costituire il nuovo governo,a Mussolini.

Il 16 Novembre, Mussolini, si presenta alla Camera per chiedere pieni poteri, pro nunciando tra l'altro queste parole: "Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli. Potevo sprangare il parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti, ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto".

Fanno parte del I° gabinetto Mussolini: popolari, democratico-sociali, nazionalisti, seguaci di Salandra.

Mussolini "paga" immediatamente i debiti con gli industriali e prima di presentar si alla Camera, il 10 Novembre abroga con decreto legge la nominatività dei titoli azionari. Anche agli agrari Mussolini fa un grosso favore: abolisce immediatamente un disegno di legge già approvato dalla Camera sulla riforma agraria.

Intanto le squadre fasciste saccheggiano sedi di giornali antifascisti, cooperati ve, case del popolo camere del lavoro; uccidono sindacalisti ed operai; olio di ricino e bastonature sono all'ordine del giorno.

Nel 24 vengono effettuate le elezioni in un clima di provocazione e di paura. I brogli elettorali non si contano.

La lista nazionale del fascio littorio ottiene (grazie alla legge truffa sulle elezioni) 356 deputati; popolari 39 seggi; socialisti unitari 24; massimalisti 22; comunisti 19; repubblicani 7; gruppo di Amendola 8; partito sardo d'azione 2.

30 Maggio 1924 Giacomo Matteotti denuncia alla camera il clima di intimidazio ne in cui sono avvenute le elezioni e ne chiede la ripetizione.

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Firma la propria condanna a morte.

Il 10 Giugno, mentre si reca alla Camera, viene rapito ed assassinato da una banda fascista ispirata da Mussolini e dal ministro degli interni De Bono.

Si leva nel paese lo sdegno, mentre una grave crisi investe il fascismo.

I deputati antifascisti, spezzano il Parlamento e si ritirano sull' "Aventino".I1 senato riconferma la fiducia al fascismo.

Gramsci propone di mobilitare le masse contro il fascismo proclamando lo sciopero ,politico generale, proposta che viene respinta da tutti gli altri partiti antifascisti.

Mussolini rincuorato dall'incapacità dell'opposizione di intervenire, usa ancora una volta le maniere forti.

Selve Gramsci su l'Ordine Nuovo "La caduta del fascismo dal 15 Novembre 1924 : nel giugno, dopo il delitto Matteotti, il colpo subito dal regime fu così forte che un intervento immediato di una forza rivoluzionaria ne avrebbe posto in pericolo le sorti. L'intervento non fu possibile perché, nella maggioranza, le masse erano incapaci di muoversi oppure erano orientate verso soluzioni intefmedie, sotto l'influenza dei democratici e dei socialdemocratici".

Con le leggi "fasciatissime" del 25 anche la più piccola parvenza di democrazia sparisce dall'Italia.

La politica imperialista propria del fascismo, porta l'Italia a correre l'avventura della seconda guerra mondiale.

Con l'avvicinarsi della sconfitta allo stesso interno del fascismo scoppiano contraddizioni. Piccola borghesia e vastistrati popolari perdono la fiducia nel fascismo.

La classe operaria é in testa a questo movimento, con gli scioperi del marzo 1943.

Il 25 Luglio alla seduta del Gran Consiglio del fascismo, Mussolini viene esonerato e ne affida l'incarico a Badoglio.

L'8 settembre 1943 il e Badoglio firmano l'armistizio con gli ango-americani e fuggono a Brindisi, lasciando il paese in mano ai nazzi-fascisti.

Fin dal 1942 i partiti antifascisti avevano creato contatti più frequenti e stabili fra di loro.

Con 1'8 settembre viene creato il CLN ( Comitato di Liberazione Nazionale). Già da l'ottobre 1943 inizia la guerra partigiana.

Si tratta solo di azioni di sabotaggio, ma ottengono come risultato di gettare nella confusione i comandi nazzisti e fascisti.

Nell'inverno 43-44 la Resistenza si rafforza, prima nelle campagne e sulle montagne poi nelle città con i GAP.

La lotta partigiana crea delle zone libere dove i lavoratori assumono il potere. I nuovi combattenti sono reclutati in fabbrica, le donne raccolgono informazioni e cibo.

Il 10 aprile il PCI é il CNIAOLIffcadono le direttive per l'insurrezione:

"Già oggi dobbiamo considerarci in fase di sciopero insurrezionale nel senso che 4

ogni manifestazione si deve accompagnare largamente ad azioni armate; nel senso che alcune categorie, come i ferrovieri, gli addetti ai trasporti, ecc., devono già considerarsi in sciopero generale insurrezionale, cioé in uno sciopero che non deve cessare che con la vittoria definitiva, in uno sciopero che non deve consistere solo nella paralisi del lavoro, ma in attacchi, con tutte le armi, ai mezzi e alle vie di comunicazione. Già oggi, le masse operaie e contadine di quelle regioni dove più ferve la lotta partigiana, e dove si pone all'ordine del giorno la liberazione di vallate e zone intere, devono essere chiamate allo sciopero, all'azio ne insurrezionale in appoggio e accompagnamento dell'azione militare".

Il 25 aprile 1945, le truppe partigiane entrano a Milano, l'Italia é libera.

"Il CLN dell'Alta Italia il 30 aprile così dichiara: la fucilazione di Mussolini é complici, dal CLNAI ordinata, é la conclusione necessaria di una fase storica che lascia il ns. paese ancora coperto di macerie materiali e morali; e la conclusione di una lotta insurrezionale che segna per la patria la premessa della rinascita e della ricostruzione.

Il popolo italiano non potrebbe iniziare una vita libera e normale, che il fascismo per 20 anni gli ha negato, se il CLNAI non avesse tempestivamente dimostrato la sua ferrea decisione di saper fare suo un giudizio già pronunciato dalla storia. Solo a prezzo di questo taglio netto con un passato di vergogna e di delitti il popolo poteva avere l'assicurazione che il CLNAI é deciso a perseguire con fermezza il rinnovamento democratico del paese':

NEOFASCISMO: TRAME NERE E STRATEGIA DELLA TENSIONE

Dal 1969, la vita politica italiana è stata caratterizzata dalla strategia della tensione: l'attacco neofascista alle istituzioni democratiche.

"Dinamitardi in camicia nera e irreprensibili petrolieri, agenti segreti e fascisti in doppio petto, povera gente esasperata e nobili agrari sono stati i protago misti di alcuni dei momenti più difficili e delicati che il nostro paese abbia vis lauto nel dopoguerra. Non certo i soli protagonisti: perchè tali sono stati anche, Il l a nel campo opposto, i trecentomila lavoratori in piazza del Duomo a Milano dopo a strage del 12 dicembre, gli operai e i braccianti che sono sfilati per le vie di Reggio Calabria ("Nord e Sud uniti nella lotta"),tutte le forze democraticheche anno isolato il MSI nel Parlamento e nel paese prima e dopo l'assassinio dell'agente Marino". (da Indagine su un movimento al centro di ogni complotto, ed. dalla federazione milanese del PCI, pag.9).

nel 69 con l'elezione di G. Almirante alla segreteria del MSI che si vengono a creare le condizioni di pericolosità del movimento neofascista in Italia.

La soppravvivenza sino ad oggi del neofascismo, è da ricercarsi nell'uso strumentale ed antipopolare dei voti missini: dalle varie elezioni dei sindaci di Roma , al governo Tambroni , sino all'elezione a Presidente della Repubblica dell'onoravo le Leone.

Col 1969, dicevamo, il MSI riesce a stringere legami, sia con le forze più reazio natie del capitale, sia con ambienti internazionali, riuscendo altresì a convoglia re una base di massa nel mezzogiorno.

Il paese vede una forte avanzata del movimento operaio, una politica di unione sin dacale, e la reazione dei settori maggiormente minacciati dalle riforme.

Il MSI è lo strumento giusto al momento giusto.

E' in questo clima che prende il via la strategia della tensione.

aprile - dicembre 1968, ordigni neofascisti scoppiano a Padova e a Roma.

Le elezioni politiche vedono l'avanzata delle sinistre.

2 dicembre 1968: Avola, due braccianti assassinati dalla polizia.

-:31 dicembre 1968- 1 gennaio 1969: i carabinieri aprono il fuoco contro i manife i stanti davanti alla Bussola di Viareggio. Soriano Ceccanti resta paralizzato per tutta la vita.

29 febbraio 1969: Nixon in Italia; scontri all'università di Roma, muore lo stu Idente Domenico Congedo.

Gennaio - marzo: ancora bombe a Padova.

!- 9 aprile: Battipaglia. La polizia spara: due morti.

15 aprile: Padova. Attentato allo studio del rettore dell'Università.

i- 25 aprile: Milano. Attentati alla Fiera ed alla stazione. Autore Freda. Incarce ;reti gli anarchici.

6 luglio: scissione del PSU voluta da Saragat.

8 - 9 agosto: 10 attentati ai treni, organizzati da Freda e Ventura.

27 ottobre: Pisa. Assassinato dalla polizia Cesare Tardini durante una provocazione fascista.

19 novembre: Milano. Durante lo sciopero generale della casa la polizia carica ila folla dinnanzi al Lirico. In uno scontro tra gipponi muore il poliziotto AnnaIrumma.

'- 7 dicembre: due giornali inglesi ppbblicano il testo del "rapporto segreto" dei ,colonnelli greci sui progetti di eversione fascista in Italia. í

11 dicembre: Epoca esce con la copertina tricolore auspicando la Repubblica pre sidenziale.

12 dicembre: Milano. Strage di Piazza Fontana. 16 morti e 88 feriti. Una bomba inesplosa viene trovata alla Comit. A Roma due bombe: all'altare della patria,alla banca Nazionale del Lavoro.

16 dicembre: Milano. Pinelli muore " cadendo " dall'ufficio politico al quarto piano della Questura.

Questa sintetica cronologia serve a dimostrare, come dal 1969 la strategia della tensione abbia trasformate le città italiane, creando paura ed incertezza, permet tendo a determinati organi di stampa ed a determinate forze politiche di premere per un "governo forte".

Sono i "rossi" che mettono le bombe. Su questa parola d'ordine inizia la caccia all'anarchico. Il colpevole per piazza Fontana è già pronto; è un ballerino:Pietro Valpreda. Tutti i testimoni contro l'anarchico o muoiono o spariscono. E' il giudice di Treviso Stiz, che dà la soluzione all'enigma: i colpevoli sono fasci sti, Freda, Ventura, Pozzan, il deputato del MSI Pino Rauti.

Ma non è finita:

Reggio Calabria,Feltrinelli, Calabresi, Franceschi, la strage alla questura di Milano, l'assassinio dell'agente Marino, la strage dell'Italicus, Brescia, Tuti. Ora i facisti non tentano più di far cadere le colpe sulla sinistra. Firmano i lo ro omicidi, li esaltano con deliranti messaggi, trovano protezione nella magistra tura e nei corpi separati dello Stato ( Miceli capo del SID, protegge Borghese).

Continuano ad attentare alla vita dei cittadini:

13 Aprile 1975: bomba sulla linea ferroviaria Firenze-Roma.

Il ministro degli interni Gui dichiara: "Gli attentati ai treni sono tutti di ma no fascista".

La risposta dei lavoratori è la volontà di sconfiggere Almirante, i suoi protettori, i suoi finanziatori, attraverso la vigilanza democratica, la mobilitazione di piazza, trasformando le commemorazioni in lotta.

La Resistenza non è finita.

Per celebrare il 30° anniversario della Liberazione, il consiglio di Fabbrica de la "MAGNETI MARELLI" ha organizzato una mostra su "Fascismo e Neofascismo".

Le brevi note sopra riportate, servono come puntualizzazione per una chiara lettura della mostra stessa.

voi imparate che occorre vedere non guardare in aria; occorre agire non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo!

I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancora fecondo.

NO al fascismo

CONSIGLIO DI FABBRICA MAGNETI MARELLI
!

LO AVRAI

CAMERATA KESSELRING

IL MONUMENTO CHE PRETENDI DA NOI ITALIANI

MA CON CHE PIETRA SI COSTRUIRA' A DECIDERLO TOCCA A NOI

NON COI SASSI AFFUMICATI

PEI BORGHI INERMI STRAZIATI DAL TUO STERMINIO

NON COLLA TERRA DEI CIMITERI

DOVE I NOSTRI COMPAGNI GIOVINETTI

RIPOSANO IN SERENITA'

NON COLLA NEVE INVIOLATA DELLE MONTAGNE

NON COLLA PRIMAVERA DI QUESTE VALLI

CHE PER DUE INVERNI TI SFIDARONO CHE TI VIDE FUGGIRE

MA SOLTANTO COL SILENZIO DEI TORTURATI

PIU' DURO D'OGNI MACIGNO

SOLTANTO CON LA ROCCIA DI QUESTO PATTO

GIURATO FRA UOMINI LIBERI

CHE VOLONTARI SI ADUNARONO

PER DIGNITA' NON PER ODIO DECISI .A RISCATTARE

LA VERGOGNA E IL TERRORE DEL MONDO

SU QUESTE STRADE SE VORRAI TORNARE

Al NOSTRI POSTI CI RITROVERAI

MORTI E VIVI COLLO STESSO IMPEGNO

POPOLO S'ERRATO INTORNO AL MONU~ CHE SI CHIAMA ORA E SEMPRE RESISTEN

Lapide dettata da PIETRO CALAMANDREI per la cittè oila comandante delle truppe tedesche in Italia C1543Cunso in risposta alla affermazione di Kesselring 1945): « Gli Italiani dovranno farmi un monumento.....

CV

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