tr buna s ndaca e . unitaria giugno
TUTTO IL GRUPPO IN LOTTA PER LA DIFESA DELL' OCCUPAZIONE
primo incontro al Ministero del Lavoro non ha segnato, come del resto era facilmente prevedibile, una svolta nella nostra vertenza di gruppo; ha confermato invece come permanga tuttora, a oltre tre mesi dall'apertura delle trattative, una posizione del tutto negativa da parte della Siemens e come, cono parole dello stesso Sottosegretario "l'azienda non prospetti alcuna contropartita rispetto al suo disegno di ridimensionamento".
Crediamo sia opportuno, anche sulla base delle assemblee che subito sono state tenute in tutto il gruppo, approfondire alcune valutazioni su questo incontro.
Innanzitutto va rilevato il modo estremamente positivo con cui noi ci siamo presentati al tavolo del Ministero: da una parte sostenuti da un movimento di lotta che nelle ultime settimane e' andato crescendo e facendosi più consapevole come dimostrano le ma nifeetazioni di zona tenutesi a Cavenago e a Sesto S. Giovan ni- le uniche incertezze le re gistriamo ancora a Sulmonadall'altra siamo andati a quen sto incontro accompagnati da tutta una serie di prese di po sizione da parte delle forze politiche lombarda • abbruzzesi da parte degli Enti Locali e della Regione Abruzzo che hanno
rafforzato la nostra posizione ed evitato, in questo primo in contro, che lo spostamento del la sede di trattativa pesasse negativamente sulla vertenza.
E' stato chiaro infatti che la Siemens, proprio perchè isolata politicamente, nqn è riuscita in questa fase almeno nel suo intento di fare svolge re al Ministero un ruolo di me diazione a sostegno della sua richiesta di Cassa Integrazione "al buio".
Viceversa le questioni che sono subito emerse sono quelle di fondo, che abbiamo posto alla base della nostra piattaforma e attorno alle quali va certamente ricercato, a questo pun to, un intervento attivo e posi tivo del Governo.
Non oi nascondiamo che quando poniamo il problema deci rivo del riequilibrio tra impor tazione e produzione nazionale poniamo un problema complesso e delicato che investe certamente i rapporti tra Italia e Germania anche a livello di stati, di rapporti commerciali comples eivi, di politica all'internodel Mercato Comune.
Sappiamo bene che quando poniamo la questione di una maa giore indipendenza nella ricerca nella progettazione, nella commercializzazione, tocchiamo un nodo di fondo della nostra soggezione economica ai paesi pia forti e del ruolo di colonialismo e di rapina delle ri-
sorse e dei profitti che fino ad oggi hanno svolto le Multinazionali, Siemens compresa, , nel nostro Paese; nodo che deve essere affrontato anche a livel lo legislativo da parte del po: tere politico.
ancora non dimentichiamo che quando affrontiamo il tema dello sviluppo nel settore gilet tromedicale coinvolgiamo direttamente lo Stato attraverso le sue articolazioni - Regioni, ospedali, ecc. - quale committente e quindi quale organizza; tore della domanda nel settore del Governo in quanto responsabile della politica sanitaria dei ritardi nell'attuazione della riforma .
Ma è proprio in questo aggredire i problemi di fondo che sta la forza e la giustezza del la nostra piattaforma.
Va poi rilevato come pro7 prio per la distanza enorme ed immutata che ci separa dall'azienda, le prospettive di solu zione della vertenza non sono certamente di tempi brevi. Questo, unitamente alla complessità ed alla gravità del la nostra situazione ed alla forza certo internazionale di cui la Siemens può disporre, non ci deve però indurre alla rassegnazione o alla frustrazio ne rispetto ad un compito che a qualcuno potrebbe sembrare al di sopra delle nostre possibili
. .
1977
BOLLETTINO UNITARIO DEL COMITATO DE COORD. F L M DELLA SIEMENS ELETTRA ACE
LA SIEMENS RIPRESENTA ANCHE AL MINISTERO IL PROPRIO PIANO DI RIDIMENSIONAMENTO PRODUTTIVO
Le co se non stanno così, le possibilità di soluzione ci nono. noi possiamo ben comprenderle se solleviamo lo sguardo al di là del gruppo Siemens e se osserviamo che sono ormai milioni i lavoratori che lottano e sono impegnati su terreni :simili ai. nostri; a partire dai lavoratori dei grandi gruppi per andare alle decine di vertenze aperte nelle aziende per l'applicazione della prima parte del contratto nazionale e alle molte vertenze nelle socie ti multinazionali (Philips, Ig Sperry-Univac) che, anche in settori di produzione analoghi ai noetri,pongono rivendicazioni di sviluppo delle strutture produttive e dei livelli di occupazione, di autonomia tecnolo gica e commerciale del tutto si sili alle nostre.
Non va inoltre dimenticato come uno dei punti fondamentali attorno ai quali si sta sviluppando il confronto tra le forze politiche per la definizione di un programma di governo, sia proprio quello delle misure di politica economica da attuare por rilanciare gli investimenti allargare la base produttiva e sviluppare l'occupazione al Sud.
E' del tutto evidente come dalle lotte in corso nel paese di penda la soluzione positiva 8,n che di questo nodo politico e come tale soluzione possa favo rire a sua volta il risolversi delle vertenze aziendali.
Il compito che quindi ci compete è di attrezzarci a sostenere, rafforzando sempre piú la nostra uxiith nella consapevolezza della estrema importan za della posta in gioco, una battaglia dura ed ancora assai 'lunga ma che non ha alternative, nell'interesse de i lavoratori tutto il Gruppo e negli iute ;ressi pii generali del paese.
La più minacciata è la donna
5.6 Maggio 1977. Coordinamento a Sulmona. Incontro con le lavoratrici dell'ACE, con le donne.
E' difficile affrontare i problemi relativi alla piattaforma nel suo complesso, non é facile analizzare la situazione produttiva del Gruppo, eppure una cosa é semplice: rendersi conto della nostra condizione di donne sfruttate, oggi piú che in ogni altro momento.
Allora iniziamo a discutere un po' di tutto, ma un concetto emerge in modo prevaricante rispetto agli altri ed é quello dell'importanza di lottare per difendere il posto di lavoro, quel posto che oggi per le donne dell'ACE, ma direi per tutte noi donne, rappresenta un primo punto per raggiungere la vera emancipazione.
La questione femminile riguarda certamente, e in primo luogo l'emarginazione femminile nel mondo del lavoro, il persistente carattere subalterno della nostra collocazione nella produzione, caratteristiche queste che accanto a quelle piú profonde che investono un costume, una tradizione che insiste nel vedere il lavoro delle donne come complementare di riserva, in aggiunta al reddito di una famiglia sono le ragioni più vere del perché si colpisce in primo luogo la manodopera femminile.
Certo, sono donne ha detto qualcuno, ma é la manodopera femminile dei settori produttivi che viene espulsa: e quindi si produce sempre meno o si produce sfrut-
tando di piú chi rimane e comunque la percentuale degli occupati diminuisce e diventa sempre piú indispensabile comprendere che non é piú solo in gioco il diritto al lavoro delle donne.
Se si continua a ridurre l'occupazione conseguentemente si riduce sempre di piú la stessa capacità del sindacato, che trova vigore e forza contrattuale in primo luogo nella classe operaia occupata, di incidere e lottare sulle scelte che indichiamo, laddove (nel Sud) molta meno gente possiamo chiamare alla lotta: e forse non é superfluo nemmeno ribadire ancora quanto siano decisivi i rapporti di forza nello scontro duro di ampio respiro politico che abbiamo aperto e quanto necessario sia l'ampliamento dello schieramento di lotta di cui abbiamo bisogno per andare avanti per raggiungere i nostri obiettivi.
Uno sviluppo dell'occupazione femminile non é solo necessario alla donna per riaffermare la sua autonomia, la sua emancipazione, ma diventa questione politica ed economica di fondo.
Non si esce infatti dalla crisi di oggi se non si mobilitano energie materiali ed umane sempre piú ampie.
Non si riesce a raggiungere l'obiettivo di fondo che ci siamo posti se anche intorno alla vertenza aperta non si costituisce un movimento forte e consapevole di donne che insieme agli altri lavoratori del Gruppo lotti per superare lo stato di 9 crisi in cui la Siemens ed il padronato in generale vogliono farci ristagnare.
LE DONNE E LA VERTENZA DI GRUPPO
Le vertenze dei grandi gruppi asse dell' iniziativa sindacale
Se i grandi gruppi da poco tempo sono entrati ufficial mente in campo, il confronto nelle grandi fabbriche è già aperto da mesi.
Falck, Fiat, Magneti Marelli, Telettra, Gruppo Egam e naturalmente Siemens Elet tra (solo per fare qualche nome) sono sulla breccia ormai da settimane.
Presentate le piattaforme aziendali e di gruppo, lavoratori e sindacati si so no trovati subito di fronte al veto posto dalla Con findustria ad iniziare il confronto su investimenti ed occupazione.
Più dei diritti conquistati coni contratti di lavoro, per il padronato priva to (quello pubblico non si è certo distinto di molto) valeva il blocco della con trattazione aziendale deci so dalgoverno.
L'ultimo accordo governosindacati ha fatto piazza pulita di questo pretestuo so ostacolo.
Se qualcuno però riteneva che,dopo l'accordo con il governo, si andasse alla riapertura delle trattati ve in termini positivi, è stato subito disilluso. Il padronato continua irresponsabilmente a fare quadrato sulla prima parte delle piattaforme riguardan ti investimenti ed occupazione, contribuendo ad acuire il già drammatico problema della disoccupazione giovanile.
In modo particolare per quanto riguarda le grandi aziende milanesi c'è un net to rifiuto da parte del padronato di affrontare il problema del turn-over per tutto il 1978.
Se sul tema dell'occupazio ne ai segna il passo su quello degli investimenti, c'è il rischio di tornare
indietro.
Infatti anche quando le aziende accettano di fare gli investimenti, questi vengono intesi solamente come il sistema migliore per snellire la produzione diminuendo i costi a scapito sempre ed esclusivemente dei livelli occupazionali. Occorre quindi battere, ed al più presto, questo atteggiamento se non vogliamo correre il rischio di vedere compromesse tutte le conquiste fatte finora
e di ritrovarci con una sacca di disoccupazione che tende a salire a livel li insanabili.
In prime luogo l'intero Mo vimento deve puntare su una maggiore sensibilizzazione dei lavoratori sulla prima parte del contratto.
Anche se il tema è già sta to ampiamente dibattuto nel le assemblee è indispensabi le andare subito ad un confronto ancora più serrato. Del resto la giornata di
Verso il Coordinamento fra i C.d.F. delle aziende che vendono contattori
Si é svolta giovedì 12.5.77 la prima riunione E' per questo che le altre fabbriche possono del Consigli di Fabbrica delle aziende che sopportare meglio le eventuali crisi del settore, producono e vendono teleruttori e relé in in quanto le altre produzioni possono sopperiItalia. re alla crisi del mercato settoriale.
Questa prima riunione é servita per far emer- Questo dimostra inoltre che la nostra richiegere alcuni problemi che gié sono presenti sta di un'altra produzione aggiuntiva nello nella vertenza del nostro Gruppo. Stabilimento ACF di Cavnago é giusta. L Si é messo in evidenza che quasi il 70% del Un altro problema emerso e sul quale c'é bimercato italiano di questi prodotti é coperto sogno di un'analisi pii approfondita é di veda fabbriche straniere. Inoltre quasi tutte le dere come é possibile far produrre nel nostro aziende straniere non producono i telerutto- paese questo prodotto che é importato dall'eri in Italia, ma li importano direttamente stero in notevole quantité a scapito della dall'estero. bilancia dei pagamenti.
Nonostante lo Stabilimento di Cavenago, an- Bisogna inoltre sottolineare come tutti i che la Siemens non si sottrae a questa logica, Consigli di Fabbrica che hanno partecipato alla (alcuni modelli di teleruttori vengono impor- riunione abbiano messo in evidenza l'importantati dalla Siemens tedesca). za di tenere un coordinamento del settore e Le fabbriche italiane presenti in questo set- di collegarlo anche al problema dell'impiantitore sono di dimensioni piccole e trovano stica per vedere di fare richieste comuni per alcune difficolté a tenere il passo con le fab- superare i vari problemi posti dalla crisi. briche multinazionali. Con l'impegno di estendere l'iniziativa alle Quasi tutte le aziende, siano esse straniere o altre fabbriche che in questa prima riunione iatliane, hanno altri settori di produzione e erano assenti e di approfondire i temi emersi riservano ai teleruttori solo una parte della in questo incontro nei veri CA.F. i delegati loro produzione. hanno fissato la prossima riunione al mese di 3 Giugno.
PER RILANCIARE GLI INVESTIMENTI, ALLARGARE LA BASE PRODUTTIVA E SVILUPPARE L' OCCUPAZIONE AL SUD
lotta per i grandi gruppi del 27.4.77 è stata la car tina tornasole dello stato attuale del movimento: ad una adesione pressochè totale allo sciopero si è pe rò riscontrata una grossa partecipazione alla manifestazione in Piazza Castello.
Astenendosi dal lovoro in maniera così compatta i la voratori hanno dimostrato che la voglia di lottare c'è ed è notevole. La scar sa partecipazione alle ini ziative significa esclusivamente poca consapevolezza sull'importanza degli obiettivi.
Di questo il Sindacato deve tenere conto ed in primo luogo i C.D.F. hanno il dovere di moltiplicare gli sforzi per battere quella visione riduttiva del Sindacato che i padroni tenta no in ogni modo di far pas sere e che vuole un Sindacato occupato solamente su problemi salariali o comun que non certo espressione di una classe dirigente (i lavoratori) che vuole pesa re maggiormente nelle scel te del Paese.
La seconda constatazione è che ritengo sia indiepensa bile continuare la vertenza dei Grandi Gruppi (ma anche le singole vertenze aziendali) sugli attuali livelli di mobilitazione che sono attestati più o meno sulle 2-3 ore di scio
Pero settimanali.
Pur essendo convinto che non siamo certo all'ultima spallata, credo si deb ba andare al più presto ad una verifica del clima di tensione nelle fabbriche.
Del resto non ci siamo mai tirati indietro quando c'era da confrontarsi con la controparte; anzi, siamo stati noi, in prima persona, a perseguire sempre questa strada, ma è altrettanto ve ro che quando ci si trova di fronte in maniera tanto com patta l'intero padronato che si rifiuta con intransigenza di entrare nel merito delle nostre richieste con quello spirito necessario per superare gli ostacoli in positivo vuol dire che non c'è alcuna volontà di confrontarsi, ma solamente di scontrarsi.
Certamente la precarietà del quadro politico attuale, la ricerca troppo lenta di accordi programmatici in sierre all'incalzare più deciso della crisi economica sono motivi oggettivi che hanno portato l'intero Movimento a periodi di indecisioni e titubanze; ma a questo proposito va fatta subito una considerazione: non illudiamoci che il superamento anche positivo di questa grave crissi politica, che eventuali accor di o partecipazioni dirette al governo in forma più allargata e democratica di altri partiti possano, se
lasciati fini a se stessi, essere la bacchetta magica Per uscire dalla crisi. Noi auspichiamo che quanto prima si vada al superamento di questa fase piena di limiti e povera di organicità : invitiamo tutte le forze politiche ad adoperarsi perchè ciò avvenga nel più breve tempo possibile, ma ribadiamo con fer ma consapevolezza che noi, in prima persona, vogliamo essere partecipi delle scel te future del Paese, perchè storicamente è nostro dirit to e perchè in tutti questi anni abbiamo dimostrato coi nostri sacrifici, col nostro lavoro, con le nostre lotte e con la nostra unità di esserci conquistato a pieni voti il titolo di classe dirigente.
Solamente perseguendo questi due obiettivi: maggiore sensibilizzazione sull'importanza della posta in gio. co ed aumento della mobilitazione daremo un implulso significativo verso il superamento di questa fase stagnante, costringendo il padronato a scendere concre tamente sul terreno della trattativa.
Prepariamo quindi a sostenere con vigore le lotte che ci attendono partecipando concretamente alle iniziati ve che unitariamente verran no elaborate per battere tutti coloro che dalla crisi vogliono trarre profitto a discapito dei lavoratori e delle classe più deboli.
IL PADRONATO SCONTRO COI LAvORATORI ******* • • 4 WHAM
fu Pi di PE in ra in nE N in ci Si qt le L, ra tL es fa zi Q cE in di
GORLA SIAMA : IL FUTURO PUO' NON ESSERE NERO
La Gorla Siama trae le sue origini dalla fusione, avvenuta negli anni '30, di alcune piccole aziende artigiane che si interessavano di apparecchiature radiologiche.
Peró già dai primi anni del dopoguerra ebbe inizio uno strettissimo rapporto di collaborazione con la SIEMENS AG., gli presente in azienda seppure con un pacchetto azionario di minoranza.
Negli anni '60 la SIEMENS AG. é entrata in possesso del pacchetto di maggioranza, ma questa presenza in fabbrica si é ufficializzata solo dopo la fusione con la SIEMENS ELETTRA S.p.A., in seguito alla quale la GORLA SIAMA ha assunto l'attuale denominazione di Divisione A4.
La fusione non ha mutato nella sostanza i rapporti con la Casa Madre, cosicché la azienda ha potuto conservare in tutto e per tutto la sua struttura che le permette di essere in grado di intervenire in tutte le fasi del processo produttivo, dalla progettazione di un impianto alla sua installazione su tutto il territorio nazionale.
Oggi piú che mai questa struttura va difesa in tutti i suoi settori in quanto qualsiasi cedimento che conduca ad un drastico ridimensionamento di una sua parte (per es. dello sviluppo) avrebbe la conseguenza di
compromettere seriamente il futuro di tutta l'azienda. Su questo punto, ed é bene ribadirlo, non é assolutamente possibile transigere.
E' purtroppo una realtà che l'azienda stia attraversando un periodo di grave crisi, che ha molte e complesse motivazioni. E' innanzitutto una crisi di prodotti che indubbiamente invecchiati e non sollecitamente rinnovati tecnologicamente hanno perso la loro competitività sul mercato italiano, mentre sul mercato internazionale e specificatamente i paesi in via di sviluppo, a cui era destinato una buona parte della nostra produzione, hanno costretto la SIEMENS a costruire in loco le apparecchiature importate, pena l'esclusione del mercato.
Si é altresì" consapevoli che da questa crisi, di cui é responsabile totalmente la miope politica aziendale della direzione Siemens, si debba uscire al piú presto perché il perdurare di questa situazione sfocia inevitabilmente in una forte diminuzione dell'occupazione.
Questa previsione é tutt'altro che infondata perché i fatti ci danno ragione: infatti se prendiamo in esame i dati relativi al numero dei dipendenti, registrati al settembre del 1976 e li confrontiamo •
con quelli di due anni prima si riscontra una differenza negativa di 84 unità , differenza che a tutt'oggi é senz'altro aumentata e che senza dubbi supererà le 100 persone.
occupazione al: Operai
Oggi comunque il potenziale tecnico e produttivo dell'azienda é in grado, nell'arco di due anni di recuperare il terreno perduto se si procedesse celermente ad un adeguato programma di nvestimenti che comportino di pari passo lo studio di nuovi prodotti e l'ammodernamento delle attrezzature dei reparti di produzione, onde poter tornare sul mercato con buoni margini di competitività nei confronti delle altre aziende del settore.
Pertanto é necessario respingere ogni tentativo di commercializzazione dell'azienda, politica perdente oggi più che mai essendo in una fase di restringimento della domanda interna, e puntare all'esportaaiene dando fiato agli altri settori portanti dell'azienda, cioé alla progettazione, allo sviluppo ed alla produzione.
UN ESEMPIO DEL COLONIALISMO
DELLA SIEMENS
30.9.1974 328 388 716 30.9.1976 275 357 632
Impiegati rotai
SI ESTENDONO LE ADESIONI ALLA NOSTRA PIATTAFORMA
venuto all'ACE.
IL COORDINAMENTO, CONTINUANDO LA SUA ATTIVITA' ALL'ESTERNO DEL GRUPPO, HA RICERCATO IL CON FRONTO ANCHE CON I PARTITI POLI RICI E CON GLI ENTI LOCALI DI SULMONA E CON LA REGIONE ABRUZZO E QUI DI SEGUITO PUBLICA LE PRESE DI POSIZIONE.
Comunicato dei partiti politici
Si sono riuniti presso la FLM di Sulmona i partiti politici
senta tutt'ora delle drammatiche prospettive a fronte di incertezze produttive e di ristrut turazioni che mettono in perito lo i livelli occupazionali. Di fronte a questa preoccu pante situazione le forze politiche denunciano con forza l'at teggiamento "irresponsabile" della Direzione Siemens Elettra che dopo tre mesi circa dalla rotturadella trattativa non ha voluto più riprendere il condemocratici DC , PSDI, PCI, PSI,fronto in sede sindacale costrill la FLM Prov. e il Coordi- gendo la FLM e il Coordinamento namento Nazionale Sindacale per PDUP, Nazionale a richiedere l'inconesaminare lo stato della verten tro con il Ministero del Lavoro. za SIEMENS ELETTRA - ACE e le — Tale atteggiamento della Siesue prospettive. mens Elettra - Ace è inaccettaNell'incontro,che segue quelbile dal punto di vista politiio bilaterale già avuto con i —co e sociale perchè mira a draE partiti politici democratici, mitizzare la situazione nel si è discussa la situazione oc- gruppo facendo pagare la crisi cupazionale e produttiva nel del settore solamente ai lavoratori anche attraverso licenziamenti Siemens Elettra che pre- ziamenti illegittimi come è av-
I partiti chiedono al Governo Nazionale e alla Regione Abruz" zo di non concedere nessun con tributo all'azienda nè in conto riconversione industriale, nè in conto formazione professionale se non vi saranno garan zie da parte dell'azienda circa il mhntenimento dei livelli occupazionali e le prospettive reali di sviluppo.
I partiti politici confermano altresì il loro contributo politico attivo ad ogni livello per lo sbocco positivo della vertenza.
DC, PSDI, PCI, PSI, PDUP FLM PROVINCIALE COORDINAMENTO NAZIONALE SIEMENS ELETTRA - ACE
TELEGRAFI DELLO STATO
Trasmesso il per cartellini di urgenza ore Trasmittente
l'.10D. 25 - Hcii 1975 Cod. i'S.3roo
SPAZIO Circuito di trasm:::sione
TOTALE .. • L. TELEGRAMMA
Quafifica DESTINAZIONE PROVENIENZA 1 'NUMERO PAROLE DATA ORE • Via e altre z'oni di servizio
AVVERTENZA — SI PREGA SCRIVERE A MACCHINA O A CARATTERE STAMPATELLO
DESTINATARIO E INDIRIZZO
Mgoromm (Voli nata i a tergo)
MINISTRO LAVORO ET PREVIDENZA SOCIALE
CONFERENZA.-.CAPIGRUPPO ET UPPICI O PRESIDENZA QUESTO C ONS IG 1;1: O
REGIONALE . •-APPOGGIA • .?RI VENDI C AZ i ONE- PEDERAZ ONE CGIL- CIST, UIL • • -SIEMENS- - -E LETTRA-AC ESULMONA-- SU • - VERTENZA • GRUPPO ET_AZIENDALE
. .. COMUNICA SIGN.ORI A... V 0.5 TRA.. DECISA VOLONTA .. GRUPPI... POLI T NON CONCEDERE CONTRIBUTI CONTO FORMAZIONE PROV'E.Z; i ONA ET AZIENDA SE NON SUBORDINATAMENTE AT ACCORDO AZIENDA SINDACATI . •ET••'CON•"pREci-SE • ZARAN ZI E 'MANTENIMENTO.. VET,LT • DOC UPA ZI E'!
SVILUPPCF.,PR ODUTT I VO STOP-• EDES I ONOREVOLE-MINISTRO t 3$ O•
INDIRIZZO _QUANTO _ATTIENE . FONDI._ RIC ONVERSIONE_ • .INT::.ISTRIA12 •STOP -
TALITA ' DI GI OV/AIINI PRESIDENTE CONSIGLIO REGI (MALE, AB.R0..ZO bligatorie, ad uso d'ufficiu,, che vengono„trasnieze £olo a richies!gt de! mittente 9141E, DOMICILIO DEL MITTENTE : osirj_i.2. o Regi aut.]. e - L Aquila i
t t
DA PARTE DI FORZE POLITICHE, ENTI LOCALI, REGIONI
I
ROMA