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Consiglio di fabbricaFLM50

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consiglio di fabbrica

etalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5

Comitato esecutivo FLM milanese: O.d.g. su ambiente e salute

Documento conclusivo con impegni e scadenze Bilanci consuntivi

Documento FLM nazionale sulla politica economica del Governo

agenzia dì informazione sindacale

LM F
,-, 50
Bilanci FIOM-CGIL Milano
1978
FLM milanese
ANNO VI MAGGIO
della

COMITATO ESECUTIVO F.L.M. MILANESE

PIAN DEI RESINELLI - 15/16 MAGGIO 1978

VERBALE

Relazione e conclusioni: ANTONIO PIZZINATO

Presidenza: LUISA MORGANTINI

Interventi:

RAIMONDI, ORIANI, BISOGNI, RIVA, LURAGHI, BARTOLOZZI, BURRESI, DI MEO, RICOTTI, LUCETI, MOIOLI, FERRE' GINO, GASPARETTO, STOPPINI, MILANI, PASSERINI, CANCIANI, PETRELLA, PIRRAGLIA, TURRI, BENAGLIA.

tali che oggi hanno bisogno di una maggiore attenzione in una fase di crisi e ristrutturazione.

L'Esecutivo della F.L.M. si dichiara, da oggi, direttamente impegnato, e di conseguenza disponibile, a tutte • le azioni e iniziative necessarie qualora il confronto con l'Assolombarda non si avviasse ad una soluzione positiva.

L'Esecutivo della F.L.M. ritiene che per una puntualizzazione della fase che movimento sindacale vive sui problemi dell'ambiente di lavoro — fase in cui alla domanda sempre più massiccia dei lavoratori per la tutela della salute risponde una posizione delle aziende sempre più di chiusura — la Federazione CGIL-CISLUI L convochi una riunione con la presenza dei Consigli di Fabbrica.

Comunicazione di un'indagine nelle fabbriche in preparazione del contratto, A. Fanzaga — Lettura iniziative decise dall'Esecutivo, M. Stoppini — O.d.g. sulla vertenza per applicazione CCNL sull'ambiente di lavoro.

O.D.G. SU: AMBIENTE DI LAVORO E SALUTE IN FABBRICA

Approvato, con 1 astenuto

L'Esecutivo Provinciale della F.L.M. ravvisa nel comportamento delle direzioni aziendali, in particolare quelle associate all'Assolombarda, una chiara volontà di non affrontare il problema della tutela della salute in fabbrica e delle condizioni ambientali, disconoscendo, nei fatti, anche le soluzioni adottate nella stipula di accordi aziendali.

Il rifiuto di riconoscere la struttura pubblica (SMAL) e la riproposizione di strutture private (Centro Diagnostico Italiano) sono perni di una strategia che, sulla non applicazione prima ed uno svuotamento poi, vuole modificare profondamente i contenuti dello Statuto dei lavoratori.

Il confronto avviato dalla Federazione CGIL-CISL-UIL con l'Assolombarda deve trovare una sua accelerazione per concludersi con un accordo, non potendo prescindere dall'urgenza di affrontare i problemi ambien-

REDAZIONE: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.

Direttore responsabile: Walter Galbusera.

DOCUMENTO CONCLUSIVO, IMPEGNI E SCADENZE DELLA F.L.M. MILANESE

L'esecutivo Provinciale della F.L.M. milanese, riunitosi nei giorni 1 5-1 6 maggio, assume la relazione di Pizzinato svolta a nome della Segreteria ed i contributi del dibattito.

La relazione e la discussione si è articolata sui seguenti temi:

come rispondere all'attacco terroristico portato nei confronti della democrazia, dei lavoratori e del Paese; la situazione economica ed i processi di ristrutturazione e riconversione in atto, in particolare a Milano; la situazione politica, il ruolo del sindacato e l'autonomia in questa fase; la F.L.M., la democrazia nel sindacato e la discussione aperta all'assetto delle strutture sindacali; gli impegni e le scadenze di lotta del 1978.

Contestualmente, l'Esecutivo della F.L.M. fa propri i documenti della Segreteria e del Direttivo Nazionale in ordine a: • terrorismo; politica contrattuale; valutazioni sulle scelte di politica economica del Governo.

Inoltre, l'Esecutivo si convoca per il giorno 24.5.1978 nella sede della F.L.M. di Milano, per preparare, sulla base delle indicazioni nazionali contenute nella relazio-

Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971.

Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 3°.

presenze 15.5 : 74 su 107 presenze 16.5 : 77 su 107 Intervenuti n. 21 di cui compagni di fabbrica 6 apparato 10 segretari 5
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ne e nel documento conclusivo del direttivo Nazionale del 27-28 aprile, la Conferenza di Organizzazione di zona ed eleggere i partecipanti alla Conferenza Regionale. La Ila Conferenza nazionale di organizzazione F.L.M. si terrà entro la metà di giugno.

Gli impegni e le scadenze che dovranno essere sostenuti dalle lotte del Movimento Sindacale per l'anno 1978 possono così riassumersi:

A) A LIVELLO PROVINCIALE

Aprire le vertenze con le controparti (Al L, Intersind, Al Monza, Al Legnano, API ARTIGIANI) sui seguenti temi:

"prima parte" dei contratti per piccole e medie aziende;

mobilità interaziendale per le aziende in crisi (Creas Sial Lerici ecc.);

sviluppo dell'occupazione giovanile e dell'occupazione in generale;

lavoro precario, lavoro a domicilio.

Indire, promuovere le iniziative necessarie per una conclusione in tempi stretti della vertenza aperta della Federazione CGIL-CISL-UIL sulla tutela della salute e sull'ambiente di lavoro.

L'Esecutivo dà mandato alla Segreteria di individuare modalità e temi per riprendere il confronto a livello provinciale e di zona con il mondo della scuola e gli studenti.

B) A LIVELLO DI ZONA

In accordo con i CUZ va proseguito il lavoro con le leghe dei disoccupati e avviata la costituzione della organizzazione dei lavoranti a domicilio.

C) PROBLEMI GENERALI

Casa — Equo Canone: richiedere, come F.L.M., un incontro con la F.L.C. e la Federazione CGIL-CISL-

PREPARIAMO LA

II° CONFERENZA NAZIONALE

Comitato Esecutivo Provinciale F.L.M. 24 maggio ore 9-18 p.za Umanitaria 5

Conferenze di Organizzazione di Zona — 6 giugno ore 15 e 7 giugno tutto il giorno.

Conferenza Regionale F.L.M. 12 e 13 giugno.

Conferenza Nazionale F.L.M. — 15-16-17 giugno Rimini

UIL per decidere le iniziative a sostegno della modifica della legge sull'equo canone.

L'Esecutivo impegna la F.L.M. milanese a sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale dei lavoratori della polizia per la costituzione di un sindacato come indicato dalla Federazione CGIL-CISL-UIL.

Le nostre iniziative sui problemi generali non possono non trovare i metalmeccanici milanese impegnati per la realizzazione della riforma sanitaria e del sistema pensionistico così come indicato dalla Federazione CG I L-CISL-UI L.

La F.L.M. è impegnata a partecipare con una propria delegazione alla manifestazione dei lavoratori chimici il 19 maggio a Brindisi e a quella dei lavoratori tessili il 26 maggio a Roma.

D) RUOLO DEI C.D.F. E DEI COORDINAMENTI SULLA GESTIONE DELLA POLITICA AZIENDALE

— Attiva e puntuale gestione degli accordi aziendali in particolare sui punti qualificanti: occupazione, investimenti, ambiente di lavoro ecc.

— Sulla Organizzazione del lavoro vanno recuperati i ritardi della nostra elaborazione, realizzando le condizioni di carattere propositivo per battere il disegno di restaurazione gerarchica voluta dalle direzioni aziendali, teso a svuotare gli accordi ed i risultati conseguiti in questi anni.

Al tempo stesso va battuto il disegno Confindustriale rivolto a reintrodurre il lavoro a cottimo, i premi di presenza, aumenti di merito, gestione unilaterale dell'orario di lavoro e teso a svuotare le conquiste del sindacato ed il ruolo dei C.d.F.

Sulla organizzazione del lavoro una prima iniziativa del sindacato non può che partire dai livelli di elaborazione raggiunti, in particolare nel corso 150 ore che ha impegnato 13 C.d.F. della provincia di Milano.

Oggi non si tratta di decidere un nuovo ciclo di vertenze aziendali ma di concludere positivamente le vertenze aperte, dare uno sbocco positivo alle vertenze con problemi occupazionali e di CassaIntegrazione. Un impegno particolare viene assunto dalla F.L.M.' milanese per la soluzione positiva della vertenza Breda Siderurgica e Nuova Innocenti.

Fermo restante l'impegno a rinnovare il CCNL alla sua scadenza, e far sì che lo stesso sia un momento reale di partecipazione dei lavoratori e di rilancio del ruolo dei C.d.F., si decidono le seguenti iniziative: avviare, da subito, l'indagine provinciale da realizzare in 300 aziende campione. I risultati di detta indagine saranno discussi in un seminario da tenersi entro la prima decade di settembre.

Contestualmente, nelle aziende multinazionali va compilato il questionario predisposto dalla CGILCISL-UIL;

Convegno sul lavoro manuale e intellettuale; Convegno sulla questione femminile; realizzare la consultazione sulle proposte CGILCISL-UIL e F.L.M. in ordine alla struttura del salario. La consultazione per l'esame delle proposte di rinnovo contrattuale dovrà partire dopo il periodo feriale.

DI ORGANIZZAZIONE F.L.M.
3

RELAZIONE DEI SINDACI REVISORI DEI CONTI

Il giorno 9.5.78 nella sede della F.L.M. provinciale in piazza Umanitaria 5, si è riunito il collegio dei sindaci presenti i compagni: CASTOLDI, COMI, GRIFFINI, LARIZZA, MAESTRONI, RIPAMONTI; assenti giustificati: LAZZARI e MOLGORA, per procedere alla verifica del bilancio 1.3.77 — 28.2.1978.

Premesso che il suddetto esercizio è avvenuto senza che fosse stato eletto il collegio dei sindaci i neoeletti hanno ritenuto valide le voci ed i valori di gestione presentati dall'amministrazione.

Il collegio dei sindaci ha comunque esaminato il bilancio nel suo insieme e a tale riguardo evidenzia quanto segue:

si è riscontrato con soddisfazione che la tenuta dei dati e delle scritture contabili è regolare, risponde al prospetto indicato dalla Segreteria e alle esigenze dell'organizzazione;

vi è stata una maggior uscita alla voce decentramento zone pari a 80 milioni circa che andrebbe verificata in modo particolareggiato zona per zona;

la spesa del Telex messa in previsione non trova riscontro nel consuntivo;

per quanto concerne "II lavoratore metallurgico" a fronte di una previsione di 100 milioni se ne sono spesi la metà, quindi è stata ridotta l'attività di informazione essenziale per la linea sindacale; solidarietà internazionale: questa voce non è stata rispettata spendendo solo il 20% del previsto quindi, in un momento particolare come questo, non si è fatto quanto era nostro dovere fare nei confronti dei lavoratori che ancora vivono sotto la dittatura fascista.

VERIFICA CONTABILE E DEI BENI PATRIMONIALI

In questa prima riunione di carattere organizzativo il collegio dei sindaci non ha proceduto alla verifica dell'esistenza finanziaria, anche perché la Segreteria non era stata avvisata della nostra convocazione, ma lo stesso si ripropone di farlo alla prima verifica trimestrale.

Si richiede inoltre che venga predisposto un inventario aggiornato e completo dei beni patrimoniali della F.L.M.

BILANCIO DI PREVISIONE 78-79

Vista la situazione finanziaria 1977-78 che registra un passivo di 80 milioni circa (sulla carta ma è senz'altro maggio.re nella realtà) si invitano gli organismi competenti a rispettare il bilancio di previsione 78-79 in modo da arrivare alla fine della gestione a pareggio. Inoltre si invitano tutti, dirigenti e lavoratori, di farsi carico di tale situazione e quindi procedere con parsimonia alle spese.

In questa ottica il collegio dei sindaci propone di aumentare il chilometraggio utile per viaggiare in prima classe. Si segnala altresì la necessità di convocare

il collegio sindacale in presenza di decisioni riguardanti la politica finanziaria.

BILANCI DI ZONA F.L.M.

Il Collegio dei Sindaci informa la segreteria, e tutti i compagni funzionari addetti all'amministrazione nelle varie zone, che provvederà in tempi diversi alla verifica dei bilanci delle zone stesse.

Tali verifiche verranno preventivamente concordate dal Collegio dei Sindaci, l'amministrazione centrale e quella periferica.

Nel frattempo il Collegio Sindacale invita la Segreteria a bloccare tutte le rimesse mensili a qiielle zone che ancora non abbiano fatto pervenire il bilancio di previsione al centro completato secondo lo schema previsto dal documento votato dal Comitato Esecutivo.

TRASFERTE E SPESE

Il Collegio dei Sindaci, al fine di una più chiara possibilità di controllo, raccomanda a tutti (segretari, funzionari ed iscritti) che nella compilazione della nota della trasferta e della spesa si abbiano ad evidenziare nel dettaglio i singoli capitoli di spesa seguendo le indicazioni contenute nella nota stessa. Nota che deve essere compilata di pugno dall'interessato.

Il Collegio dei Sindaci propone inoltre che ogni variazione della quota di trasferta sia preventivamente discussa ed approvata dal Comitato Esecutivo della F.L.M.

In conclusione il Collegio Sindacale esprime parere favorevole sulla gestione 1.3.77-28.2.78 e ne invita l'approvazione.

BILANCIO CONSUNTIVO 1974

gestione 1-3-74 / 28-2-75

ENTRATE 1. QUOTE ASSOCIATIVE tramite c/c 800.893.732 cassa o zona 18.783.400 sopravv. 1973 42.999.435 2. QUOTE CONTRATTO 19.462.800 3. VARIE sottoscrizioni 23.895.915 entr. diverse 8.915.587 restit. prest. FLM naz. 25.000.000 4. RECUPERI da c/c estratto c/ 12.213.813 diff. bilancio prec. 29.940.907 TOTALE ENTRATE 982.105.589 4

1975

gestione 1-3-75 / 28-2-76

USCITE 6. RESIDUO ATTIVO BILANCIO 1974 73.584.290 TOTALE ENTRATE 1329.029.859 PASSIVO 12.584.053 1. ATTESTATI UNITARI 2. CONTRIBUTI ZONE 3. QUOTE TESSERE CONFEDERALI CISL 170.998.000 229.708.601 28.126.400 CGIL 66.048.000 8.158.400 4. PERSONALE FIM 14.400.000 FIOM 14.400.000 UILM 10.200.000 5. STAMPA E PROPAGANDA a) Lavoratore Metallurg. 82.214.000 13), volantini, manif., lib. 30.075.222 c) manifestaz. convegni 44.725.320 deleg. estere, coord. 31.194.645 formazione 14.206.853 6. SEDE UNITARIA 54.000.000 7. CANCELLERIA, POSTALI 479.380 8. TELEFONO E SPESE POSTALI 1.038.926 9. SOLIDARIETA' INTERNAZ. 3.800.000 10. 150 ORE 6.581.877 11. F.L.M. ESECUT. E CGU 16.850.100 12. RIMBORSI A FED. PROV. FIM 28.000.000 FIOM 40.000.000 UILM 12.000.000 13. VARIE 1.351.575 TOTALE USCITE 908.557.299 ATTIVO BILANCIO 73.548.290 TOTALE A PAREGGIO 982.105.589
CONSUNTIVO
BILANCIO
ENTRATE 1. QUOTE ASSOCIATIVE tesseramento 1975 1.113.860.960 tesseramento 1974 99.481.070 sopravv. 1973 1.678.177 QUOTE CONTRATTO 2.149.000 SOTTOSCRIZIONE 13.746.556 VERTENZE 5.062.935 VARIE 19.502.871 TOTALE A PAREGGIO 1.341.613.912 USCITE 1. ATTESTATI UNITARI 180.006.000 2. CONTRIBUTI ZONE 226.182.565 3. QUOTE TESSERE CONFEDERALI CISL 36.246.400 CGIL 82.404.800 UIL 10.032.000 20% CONTRIBUTI CONFEDERALI CISL 41.909.900 CGIL 95.280.550 UIL 11.599.500 4. PERSONALE UNITARIO FIM 69.020.000 FIOM 99.840.000 UILM 34.200.000 5. RIMBORSI AUTO benzina, riparazioni 5.173.740 incidenti 1.595.420 6. IL LAVORATORE METALL. 80.803.456 7. STAMPA, VOLANTINI, LIBRI 26.730.025 8. MANIFESTAZIONI, CONVEGNI 81.224.770 9. COORD. ATTIVITA' SEGR. 22.973.315 10. FORMAZIONE 14.348.190 11. ATTREZZATURA UFFICI 14.891.439 12. CANCELLERIA, GIORNALI 4.061.452 13. TELEFONO E SPESE POSTALI 5.377.985 14. SOLIDARIETA' INTERNAZ. 51.129.500 15. 150 ORE 5.563.950 16. CEDOS 6.480.480 17. F.L.M. ROMA (Esec. C.G.) 3.034.155 18. RIMBORSI A FEDER. PROV.LI FIM 35% 42.000.000 FIOM 50% 60.000.000 UILM 15% 18.000.000 19. VARIE 1.541.490 20. AFFITTO E SPESE SEDE UNIT. 9.962.830 TOTALE USCITE 1.341.613.912 5

1. QUOTE ASSOCIATIVE tesseramento 1977 sopravv. 1976 sopravv. 1975

2. QUOTE CONTRATTO

3. VERTENZE

4. VARIE

5. SOTTOSCRIZIONE MANIFESTAZIONE ROMA 2-12-77

AUTO benz. ripar. prov. incidenti

6. IL LAVORATORE METALL.

7. STAMPA, VOLANTINI

CONSUNTIVO 1976 gestione 1-3-76 / 28-2-77 ENTRATE 1. QUOTE ASSOCIATIVE tesseramento 1976 1.370.004.997 tesseramento 1975 110.947.457 sopravv. 1974 6.113.254 19. RIMBORSI A FED. PROV.LI FIM 35% 57.750.000 FIOM 50% 82.500.000 C) UILM 15% 24.750.000 VARIE 10.893.447 AFFITTO E SPESE SEDE 11.652.470 TOTALE USCITE 1.605.815.427 17.086.700 24.108.761 44.421.441 1.572.682.610 33.132.817 1.605.815.427 BILANCIO CONSUNTIVO 1977 gestione 1-3-77 / 28-2-78 99.600.000 TOTALE A PAREGGIO 143.300.000 53.350.000 QUOTE CONTRATTO VERTENZE VARIE TOTALE ENTRATE PASSIVO TOTALE A PAREGGIO USCITE Residuo passivo bilancio '75 1. ATTESTATI UNITARI 2. CONTRIBUTI ZONE 3. QUOTE TESSERE CONFEDERALI CISL CGIL UIL 4. PERSONALE UNITARIO FIM FIOM UILM
RIMBORSI AUTO benzina, riparazioni incidenti
IL LAVORATORE METALL. 7. STAMPA, VOLANTINI, LIBRI 8. MANIFESTAZIONI, CONVEGNI 9. COORD., ATTIVITA' SEGR. 10. FORMAZIONE 11. ATTREZ. E TELEX
CANCELLERIA E GIORNALI 13. TELEFONO E SPESE POSTALI 14. SOLIDARIETA' INTERNAZ. 15. 150 ORE 16. CEDOS 17. F.L.M. ROMA (Esec. C.G.) 18. RIMBORSO A FEDER. UNITARIA USCITE
ATTESTATI UNITARI
CONTRIBUTI ZONE
QUOTE TESSERE CONFEDERALI a CISL a CGIL a UIL
CONTRIBUTI CONFEDERALI a CISL a CGIL a UIL
PERSONALE UNITARIO FIM FIOM UILM
RIMBORSI
BILANCIO
5.
6.
12.
1.
2.
3.
20%
4.
5.
1.766.089.509 116.832.428 10.487.689 1.071.816 44.176.992 9.105.881 215.532.373 2.163.297.188 81.175.550 2.244.472.738 247.008.400 307.235.384 64.055.000 137.864.300 17.348.900 75.195.000 161.840.700 20.366.100 118.337.500 176.300.000 59.850.000 10.571.370 5.772.125 54.565.685 80.542.137 12.584.053 191.468.600 251.749.642 78.156.300 177.685.350 21.631.500 10.162.390 1.624.236 102.771.770 74.359.745 30.513.400 24.194.901 34.240.824 20.888.250 5.423.462 11.954.402 3.500.000 7.292.210 24.198.225 7.620.250 30.000.000 ENTRATE
TOTALE PASSIVO BILANCIO 1977 6

O.D.G. SUI BILANCI

L'Esecutivo F.L.M. di Milano, visti i bilanci consuntivi '74/'75 — '75/'76 — '76/'77 — '77/'78 dell'Amministrazione Provinciale F.L.M., sentita la relazione del Collegio dei• Sindaci revisori dei conti sul bilancio consuntivo '77/'78 e la'discussione seguita, li approva.

Invita il Collegio dei Sindaci revisori a verificare in tutte le zone i bilanci consuntivi '77/'78 e preventivi '78/'79 ai soli effetti amministrativi ed a relazionare, entro tre mesi, all'Esecutivo Provinciale.

Sollecita gli amministratori provinciali a verificare la corretta applicazione del documento sulle "norme per il funzionamento della F.L.M. milanese" del 3 aprile 1978

Votazione sui bilanci: 1 voto contrario

Votazione su I l'o.d.g.: 1 voto astenuto

Sono intervenuti sul bilancio i seguenti compagni: ORIANI, MORGANTINI, FERRE' GINO, JORFIDA, PETRELLA, LUCETI, PIZZINATO, PIRRAGLIA, STOPPINI, CASTRIA, RAIMONDI, GHIRO.

NOTA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE F.L.M. SUL

PROGRAMMA DEL GOVERNO

1) Le dichiarazioni programmatiche del governo si aprono con i temi di politica economica e pongono in primo piano l'obiettivo dell'occupazione e del Mezzogiorno come "il solo che può rendere accettabile i sacrifici necessari", richiamando a questo proposito le dichiarazioni del movimento sindacale. In questo contesto il governo propone la scelta di "un metodo di programmazione". Poiché il tema della programmazione è al centro delle proposte sindacali come strumento di regolazione del sistema economico in vista del raggiungimento degli obiettivi prioritari dell'occupazione e dello sviluppo del Mezzogiorno, vale la pena di notare come il governo stemperi questa scelta e la riporti in un alveo tradizionale, specificando che si tratta di un metodo di "programmazione", idoneo ad indirizzare, sostenere ed integrare un efficiente sistema di mercato che — non bisogna dimenticare — rappresenta la scelta politico-economica di fondo della nostra Carta Costituzionale". Si deve osservare che il sindacato, pur non ponendo in discussione il sistema di mercato, rivendica la programmazione come strumento di perseguimento dei suoi obiettivi economico-sociali, non come puro strumento tecnico di sostegno e integrazione di quel sistema di mercato che ha portato agli attuali squilibri. A conferma empirica di una inadeguata, o inesistente, strumentazione di politica economica per il conseguimento dell'obiettivo dell'occupazione, si legge che "Il Governo, nel mentre riconosce essenziale il formarsi di un adeguato risparmio all'interno dell'impresa, sottolinea con forza che, ìn questo momento grave, gli imprenditori e le loro organizzazioni devono assumere come proprio l'impegno di finalizzare l'impiego di quelle risorse al rafforzamento ed all'espansione della base produttiva e dell'occupazione".

II metodo della programmazione, da questo punto di vista, si concretizza in una politica dei redditi, peraltro a senso unico, per la quale il contenimento dei salari dovrebbe favorire la formazione dei profitti, dai quali scaturirebbero maggiori investimenti e occupazione. Di qui la seguente impostazione per le scadenze contrattuali del 1978, le rivendicazioni di carattere salariale debbono essere in linea con la dinamica negli altri paesi concorrenti e "non andare oltre la difesa del salario reale — in larga parte già garantita dalla scala mobile — e la perequazione dei salari più bassi". Di seguito si ammonisce che nel caso di mancato rispetto di questi vincoli saranno adottate le misure necessarie a "correggere i comportamenti delle forze sociali". Si prospettano così "sanzióni" di politica economica a carico dei sindacati, come unica parte sociale alla quale si attribuiscono dei vincoli, ribaltando un punto fondamentale della linea sindacale che è l'autonomia delle sue scelte rivendicative.

In sostanza ciò che si intende programmare è l'evoluzione del salario e del costo del lavoro, adoperando in funzione del controllo di queste variabili, gli strumenti di politica monetaria e fiscale. Nonostante le dichiara-

8. MANIFESTAZIONI, CONV. 51.429.200 9. COORD., ATTIVITA' 21.071.983 10. FORMAZIONE 37.639.681 11. ATTREZZ. UFFICI 1.356.635 12. CANCELLERIA, GIORNALI 5.067.771 13. TELEFONO E SPESE POSTALI 12.420.910 14. SOLIDARIETA' INTERN. 1.000.000 15. 150 ORE 6.202.942 16. CEDOS 13.182.700 17. F.L.M. ROMA (CG, Esec.) 5.861.080 18. RIMBORSI A FED. PROV.LI FIM 35% 57.750.000 FIOM 50% 82.500.000 UILM 15% 24.750.000 19. CONTR. A FED. REG.LE 10.000.000 20. VARIE 16.723.874 21. AFFITTO E SPESE SEDE 14.643.000 22. MANIFEST. ROMA 2-12-77 191.035.694 23. SALDO BILANCIO 1976 121.851.850 24. RESIDUO PASSIVO 1976 33.132.817 TOTALE 2.244.472.738
7

zioni di principio, mancano invece totalmente obiettivi qualificanti relativi all'occupazione, in generale, e all'occupazione nel Mezzogiorno e giovanile, in particolare. In questo quadro risulta arduo accettare l'affermazione contenuta nel programma secondo la quale "su questa base la programmazione acquista il suo pieno significato di "metodo di governo dell'economia".

Rispetto all'impostazione della piattaforma dell'EUR vi è un capovolgimento nel senso che il movimento sindacale pone come obiettivi della politica economica e della programmazione l'occupazione e il Mezzogiorno, e considera le politiche salariali, rispetto alle quali dichiara la disponibilità a sacrifici da parte dei lavoratori, come strumento per il perseguimento di quell'obiettivo: per il governo, invece, il contenimento dei salari assurge ad obiettivo del programma, mentre l'occupazione dovrebbe seguire come conseguenza auspicabile attraverso il rilancio del meccanismo di accumulazione tradizionale.

2) In attesa del "programma triennale" che sarà esposto al 'Parlamento contestualmente al bilancio del '79 che dovrebbe contenere una previsione pluriennale della spesa pubblica compresi i diversi settori di intervento diretto (Mezzogiorno, riconversione industriale, partecipazioni statali, "quadrifoglio" agricolo, edilizia e piano energetico) si indicano per il 1978 gli obiettivi di "risanamento della finanza pubblica".

Su questo tema vi è un dibattito in corso che dura dall'autunno sia per definire il livello quantitativo del disavanzo del settore pubblico allargato (indicato di volta in volta in una cifra variabile da 19.000 ad oltre 33.000 miliardi), sia per definire il rapporto fra disavanzo pubblico e credito totale interno dal quale dipende la disponibilità di credito per il settore privato. Su quest'ultimo punto, il piano della confindustria sosteneva la riduzione del disavanzo pubblico a 19.000 miliardi (in pratica, il disavanzo registrato nel 1977), in modo da lasciare più ampio spazio, nell'ambito del credito totale interno, al settore privato, come strumento di sviluppo più rapido. Questa tesi — che fa dipendere il livello di sviluppo dell'economia dalla disponibilità di credito riservata alle imprese — è stata dimostrata infondata (si veda la polemica di Monti che dirige l'Ufficio studi della Banca Commerciale con Savona direttore della Confindustria). In effetti la linea della Confindustria avrebbe come conseguenza non un maggiore sviluppo, ma riaprirebbe più verosimilmente il capitolo dell'esportazione dei capitali reinnestando a un più alto livello il processo svalutazione-inflazione.

Il programma di governo opera una mediazione tra le opposte rivendicazioni definendo il seguente quadro. II disavanzo tendenziale supera i 29.000 miliardi: il governo propone di riportarlo a 20.000 (cifra prossima ai 19.000 rivendicati dalla Confindustria) mediante tagli di spesa e maggiori introiti pari a oltre 9.000 miliardi; al tempo stesso si ipotizza una spesa suppletiva dell'ordine di 4.000 miliardi "destinataial sostegno diretto o indiretto dei settori produttivi",'ritornando così ai 24.000 miliardi indicati in precedenza al movimento sindacale come tetto del disavanzo, mentre il credito totale interno è previsto in 40.000 miliardi.

Mentre è più difficile giudicare la consistenza effettiva di queste previsioni, dal punto di vista sindacale è importante valutare le conseguenze sociali che si

collegano a questo quadro di riferimento che è politico prima di essere contabile.

Infatti i tagli, di spesa e i maggiori prelievi che il governo annuncia per 9.000 miliardi incidono sulla materia previdenziale, fiscale e tariffaria. In particolare i 9.000 miliardi necessari per ridurre il disavanio da 29.000 a' 20.000 miliardi sarebbero reperiti come segue:

taglio del 5% del volume di spese correnti dell'intero settore pubblico allargato con un risparmio di 3.200 miliardi; ulteriore risparmio di 3.000 miliardi mediante rinvii di spesa al 1979;

aumento delle entrate fiscali e tariffarie per 2.800 miliardi.

Nei tagli di spesa previsti al punto a) rientrano le questioni dell'assistenza sanitaria e delle pensioni. Per la prima si ribadisce l'introduzione del ticket sui farmaci, mentre, in altri testi non ufficiali, si fa cenno a "disposizioni che corresponsabilizzino l'assistito e lo rendano partecipe in specifiche spese" (ticket per le visite mediche e le degenze), nonché "nel caso accertato di malattia non grave" alla riduzione del rimborso per i primi tre giorni. Per quanto riguarda le pensioni, si annuncia entro quattro mesi una proposta di riforma che dovrebbe interessare,. oltre alla revisione dei criteri di invalidità e delle norme in materia di cumulo, la revisione dei criteri di indicizzazione che attualmente fanno riferimento, com'è noto, alla dinamica dei salari minimi contrattuali.

Per l'incremento delle entrate il programma prevede maggiori entrate fiscali per 1650 miliardi e un incremento delle tariffe (elettricità, ferrovie, locali) per 1.150 miliardi. Per il fisco si fa riferimento all'aumento delle ritenute sugli interessi dal 16 al 18% e a ritocchi ai versamenti di acconto; al recupero cri quote di evasione nei diversi settori, in particolare IVA; all'aumento di imposte indirette non specificate per la parte non coperta dalle misure precedenti.

Per le tariffe, secondo le indicazioni fornite in precedenza, si tratta di un aumento delle tariffe ferroviarie per 400 miliardi e di un aumento del 16% delle tariffe elettriche. Quest'ultimo punto è attualmente oggetto di discussione negli organi tecnici, con la proposta di parte governativa di limitare l'aumento delle tariffe per uso industriale al 6%, facendo gravare un maggior aumento (intorno al 40%) sui consumi domestici con la pratica liquidazione della fascia sociale o con la sua riduzione a un puro "principio" per una disponibilità di potenza installata di 1,5 KW (contro gli attuali 3). Le tariffe telefoniche dovrebbero essere aumentate (400 miliardi) per finanziare gli investimenti della SIP. Altri aumenti si prevedono infine per i servizi erogati a livello locale.

Per concludere'su questo punto, bisogna rilevare che mentre i tagli di spesa (pensione e sanità) e i maggiori prelievi (tariffe e imposte indirette non ancora indicate) ricadono in larga misura sul potere d'acquisto delle masse lavoratrici, del tutto incerta rimane l'efficacia dei propositi relativi agli altri tagli della spesa pubblica, e nessuno assegnamento concreto si fa sul recupero di quell'ampia fascia di evasione dell'imposizione diretta oltre che dell'IVA che è all'origine dello ;quilibrio fra entrate e possibilità di spesa del sistema finanziario pubblico. Vi è inoltre da considerare che,

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secondo alcuni esperti, il quadró presentato dal governo sopravvaluta, rispetto ai dati storici di cui si dispone, la capacità di spesa effettiva e sottovaluta le entrate per una cifra valutata nell'ordine di 3.000 miliardi: in questo caso verremmo a trovarci di fronte a una maggiore pressione tributaria e tariffaria, senza un'effettiva compensazione dal lato della spesa con un effetto insieme inflazionistico (aumento delle tariffe e delle imposte indirette) e deflazionistico.

AZIONE DEL GOVERNO PER IL 1978

ll Mezzogiorno è indicato fondamentalmente come punto di riferimento di tutta la strategia di intervento (ristrutturazione industriale, investimenti in agricoltura, Partecipazioni Statali, occupazione giovanile). In termini concreti manca tuttavia un chiaro e definito programma di investimenti coordinati che dia il segno dell'intreccio fra emergenza e interventi strutturali. Le proposte più rilevanti sono le seguenti:

verifica da parte del CIPE entro tre mesi di tutti i programmi d'investimento a suo tempo deliberati e che non possono essere attuati per definire eventuali iniziative alternative;

un censimento dei progetti esecutivi di opere Pubbliche che possono essere avviati immediatamente, utilizzando anche un aumento degli stanziamenti di 500 miliardi;

richiesta alla Cassa per il Mezzogiorno di presentare un piano di spesa per il 1978 per un ammontare di 3.000 miliardi.

In concreto non solo non siamo in presenza di uno sforzo organico nei confronti del Mezzogiorno che sia all'altezza delle difficoltà drammatiche che dal punto di vista occupazionale vi si manifestano, ma è fondato il dubbio che senza una svolta nell'impegno politico, di cui non ci sono nel programma segni concreti, le stesse indicazioni di spesa non trovino attuazione. Il flusso di 3.000 miliardi di stanziamenti previsti per la Cassa per il Mezzogiorno corrisponde infatti a una media teoricamente impegnabile di 250 miliardi al mese per tutto il 1978, senonché nella situazione attuale la spesa effettiva, oscilla fra il 5 e il 30 per cento della spesa Programmata.

OCCUPAZIONE GIOVANILE

li governo propone la modifica della legge articolando la struttura delle liste speciali sulla base delle fasce professionali e in rapporto ai titoli scolastici, consentendo la chiamata nominativa per le aziende fino a 10 dipendenti, una migliore specificazione del contratto a termine e di quello di formazione.

Dal punto di vista del finanziamento della legge la Federazione CGIL-CISL-UIL aveva chiesto la concentrazione nel '78 di tutti gli stanziamenti previsti nel quadriennio per un ammontare di circa 1.000 miliardi con un ,aumento sulle previsioni di 600 miliardi. Questo sarebbe stato un segno di impegno esplicito in direzione del più grave dei problemi sociali con i quali oggi il paese si confronta. Il governo assume l'impegno di un finanziamento aggiuntivo di 250 miliardi da destinare ad un programma straordinario di riqualificazione dei giovani nel Mezzogiorno. Questo è, peral-

tro, un terreno importante di confronto, poiché vi è il rischio molto serio che in assenza di un chiaro programma straordinario d'intervento che attualmente continua a mancare, sia a livello del governo che delle regioni, gli stessi impegni di spesa, per quanto distanti dalle richieste avanzate dal movimento sindacale, rimangano sulla carta.

INVESTIMENTI PUBBLICI, POLITICA INDUSTRIALE, PARTECIPAZIONI STATALI

Nel prograMma vengono riconfermati gli investimenti precedentemente annunciati nei settori dell'energia, nei trasporti ferroviari (materiale rotabile), nei telefoni (se si effettuerà l'adeguamento delle tariffe), nelle opere pubbliche, nell'edilizia (approvazione del piano decennale). Poiché non vi sono quantificazioni di spesa, si suppone che rimangono invariate le indicazioni dei precedenti documenti governativi che abbiamo realizzato nella nota alla Segreteria F.L.M. del gennaio scorso.

Per quanto riguarda l'attività industriale si riconferma l'opportunità di un "intervento pubblico programmato", sulla base delle "direttive" approvate dal CIPI, a partire dai programmi più urgenti relativi alla siderurgia e alla chimica;all'energia, al settore alimentare.

Per la Montedison si avalla un'operazione finanziaria rivolta a riaffermare in modo fittizio la natura privata del gruppo in contrapposizione con le proposte avanzate dal movimento sindacale.

Per quanto riguarda le Partecipazioni Statali si ribadisce l'impegno a rivederne l'assetto, ma anche in questo caso eludendo gli impegni precisi ed urgenti che costituivano uno dei punti essenziali della piattaforma dell'EUR. Paradossalmente si affida agli enti stessi il compito di rivedere la propria struttura organizzativa. Come unico impegno esplicito vi è quello dell'unificazione delle partecipazioni pubbliche del settore agricolo-alimentare. Si fa inoltre riferimento alla ridefinizione della GEPI. Dal punto di vista finanziario si riconferma l'aumento dei fondi di dotazione per il 1978 per un ammontare di 1.750 miliardi subordinato alla presentazione di adeguati piani di investimento (fra i quali si menzionano gli impegni per Bagnoli e Gioia Tauro).

MOBILITA'

Il programma propone di ampliare i compiti delle Commissioni previste dalla legge 675 comprendendovi le funzioni previste dalla legge per il lavoro a domicilio e per l'occupazione giovanile. Per l'avvenire si prospetta un ulteriore concentramento delle funzioni di intervento sul mercato del lavoro coordinando le materie del collocamento e della formazione professionale, la cui revisione è attualmente all'esame del Parlamento. Si prospetta così un riordino istituzionale complessivo, pur senza risultarne ancora definiti i termini. Nel merito dei problemi della mobilità, il programma prevede la revisione della Cassa integrazione e la formazione di una lista speciale che farà capo alle commissioni previste della legge 675 per l'iscrizione dei lavoratori che perdono il lavoro: a questi sarà garantita una particolare indennità per un

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periodo massimo di 18 mesi (salvo deroghe nel Mezzogiorno), rendendo obbligatorio il loro impiego in corsi specifici di lavoro e di qualificazione. "Nel caso di rifiuto di lavoro in corrispondente qualifica, gli iscritti alle liste perderanno la particolare indennità e la precedenza nel reimpiego"

ACCORDI FRA LE PARTI E COSTO DEL LAVORO

Infine, "il governo sollecita per adottare le necessarie misure legislative — un accordo tra le parti sociali su turni, orari, distribuzione del lavoro, forme di lavoro parziale ed a tempo determinato (anche in via sperimentale) ai fini di una migliore regolamentazione del controllo di tutte le forme di lavoro esistenti". Per quanto concerne il costo del lavoro il governo conferma la fiscalizzazione di una quota degli oneri sociali pari a 1.640 miliardi, dando a questa misura un carattere strutturale, cioè — evidentemente — rendendola permanente.

CONCLUSIONI

Il programma è concepito, secondo le parole del Presidente del Consiglio, all'insegna del "rilancio nella stabilità". In effetti la stabilizzazione e la continuità con la vecchia politica prevalgono sugli elementi di rilancio e di cambiamento. Quali sono le previsioni per il 1978? La situazione finanziaria verso l'estero continuerà a migliorare. Secondo gli impegni assunti col FMI con la Lettera d'intenti della primavera 1977, l'Italia s'impegnava a perseguire un avanzo della bilancia dei pagamenti corrente di 1.000 miliardi per la fine del '78. Questo traguardo è stato già anticipato e raddoppiato alla fine del 1977 (con un attivo della bilancia dei pagamenti di circa 2.000 miliardi); per la fine del '78 si prevede un ulteriore attivo di 2.000-2.500 miliardi. Da questo punto di vista l'operazione di stabilizzazione ha raggiunto ampiamente gli obiettivi previsti. Ma parimenti la caduta del reddito e della produzione industriale si è accentuata nella seconda parte del '77 e nei primi mesi del '78, aggravando la situazione dell'occupazione (riduzione dell'occupazione della grande industria, non reintegro

del turn-over, mancata creazione di nuove occasioni di lavoro). In questo contesto una politica di vero e proprio rilancio qualificato dell'economia è praticamente inesistente. Il reddito nazionale dovrebbe aumentare nel '78 sul '77, in conformità delle previsioni più pessimistiche della fine del '77, a una media del 2%. La cifra citata dal Presidente del Consiglio di uno sviluppo del 4,5% si riferisce infatti al ritmo d'incremento del reddito che si presume di raggiungere a fine anno, che corrisponde appunto a uno sviluppo medio del '78 sul '77 del 2 per cento. In queste condizioni, scontando un aumento della produttività industriale del 4 per cento secondo le previsioni correnti, si ha come risultato un'ulteriore riduzione dell'occupazione. Il paese si trova così di fronte a un secondo anno di stagnazione: situazione che non ha confronto con nessun altro paese capitalistico per i quali l'OCSE prevede mediamente uno sviluppo intorno al 4 per cento.

La sostanza dèlla politica economica del governo consiste in una ripresa "spbntanea" del sistema fondata sull'innalzamento del livello delle scorte e sulla crescita delle esportazioni. L'Italia ha migliorato nel 1977 sia la sua quota di esportazione sul mercato mondiale, sia le ragioni di scambio. Questa politica di "ripresa spontanea" dovrebbe essere sostenuta per il 1979 attraverso il contenimento dei salari e il corrispettivo aumento dei profitti. In sostanza, come si è detto nella parte relativa alla politica salariale, i salari dovrebbero aumentare in linea con il saggio d'inflazione (13-14 per cento), mentre l'aumento della produttività (maggiore produzione con una riduzione dell'occupazione) dovrebbe alimentare il "risparmio dell'impresa". C'è da rilevare che in questo modello il salario reale dei lavoratori in termini di potere d'acquisto si riduce per effetto della maggior incidenza fiscale sull'aumento monetario del reddito. In sostanza ci si trova di fronte a una "programmazione" che tende a ridursi a politica dei redditi, e una politica dei redditi che si riduce a una pura semplice politica dei salari in assenza di misure di controllo sui prezzi, profitti e rendite, come — almeno in teoria — si è sempre sostenuto nei paesi come la Gran Bretagna dove si è sperimentata la politica dei redditi.

Roma 12/4/1978

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Bilancio consuntivo 1977 e di previsione 1978

FIOM -CGIL Milano

I BILANCI DEL SINDACATO

La Segreteria provinciale F.L.M. è pervenuta alla decisione di pubblicare su "Il Consiglio di fabbrica" anche i bilanci delle singole organizzazioni FIM, FIOM UILM, oltre al bilancio unitario della F.L.M.

In questo numero pubblichiamo il bilancio della FIOM-CGIL. Nei prossimi pubblicheremo quelli della FIM e della UILM.

BILANCIO FIOM 1977-78

La Segreteria provinciale della FIOM ritiene positiva la decisione della Segreteria F.L.M. di pubblicizzare tutti i bilanci sindacali, perché ciò consente di rendere conto ai lavoratori ed al movimento sull'uso delle risorse che sono il frutto della contribuzione volontaria di tutti i lavoratori iscritti al sindacato.

II problema dell'iscrizione e dell'adesione dei lavoratori al sindacato è la premessa indispensabile per mantenere in vita l'organizzazione sindacale dei lavoratori come strumento di lotta per l'emancipazione ed il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro.

Il bilancio della FIOM di Milano si avvale sia delle entrate degli iscritti alla FIOM-CGIL congelati al 1971 che continuano a versare le quote di iscrizione sul conto corrente di organizzazione sia delle quote di ristorno del bilancio unitario F.L.M. provinciale.

Con questo bilancio bisogna rispondere a tutte le spese attività che non sono comprese nel bilancio unitario che sono prevalentemente spese per contribuzioni alle istanze di categoria e confederali superiori (C.d.L. CUZ — regionali — nazionale CGIL — ecc.) e spese fisse per il personale, per lo svolgimento dei congressi e per le strutture della FIOM.

Nel 1977 la FIOM di Milano, utilizzando l'accantonamento del "Fondo liquidazioni", ha acquistato un Centro per le attività di formazione sindacale' residenziale" a Pian dei Resinelli.

Dai dati del bilancio FIOM risulta una limitata uscita Per le attività politico-sindacali vere e proprie, che non vengono più svolte a livello di singola organizzazione, Ma unitariamente ed esclusivamente dalla F.L.M.

Il bilancio FIOM consuntivo e preventivo è stato approvato all'unanimità con la seguente risoluzione:

"Il Comitato direttivo della FIOM di Milano, riunito il 10 aprile 1978, sentita la relazione della Segreteria e quella del collegio dei revisori dei conti, approva il bilancio consuntivo del 1977 e preventivo del 1978. Dà mandato alla Segreteria di formulare un nuovo schema di bilancio più articolato e preciso che contenga in allegato i dati delle contabilità separate del Centro Stampa, del Centro di Pian dei Resinelli, della Immobiliare FIOM e della situazione patrimoniale".

La Segreteria provinciale FIOM

BILANCIO CONSUNTIVO 1977 (1 aprile 1977 / 31 marzo 1978)

ENTRATE TESSERAMENTO 1977 986.562.725 STAMPA A PAGAMENTO 1.656.500 QUOTA PER PERSONALE D!STAC. FLM 165.550.000 SINISTRI ATTIVI 280.000 DIVERSI A.B.DicK, Recupero Tess., Sottoscriz., Recuperi, Interessi, Ristorno 153.251.460 PRELIEVO FONDO LIQUID. 149.650.000 TOTALE ENTRATE 1.456.950.685 USCITE TESSERAMENTO Tessere CG IL 160.000.000 Tessere CDL 64.000.000 Quote CDL 225.000.000 Quote CGIL Reg. 37.500.000 CONTRIBUTO PERSON. FIOM REG. 11.060.000 PERSONALE Stipendi, Contrib. Liquidaz., Collaborat., Assicur., Infort. 554.262.383 UFFICI Spese Generali C.d.L., Telefoni, Sedi, Cancelleria, ecc. 20.852.987 PROPAGANDA Centro Stampa, Carta, Deleg., Quotid. e Pubbl., ecc. 25.043.662 TRASPORTI Indenn. Vett, Carburante, R i par., Assicu raz. 41.009.992 DIVERSI Rappres., Viaggi e Trasf., Compartecip., Solid., Congressi 100.872.505 RIEPILOGO TOTALE ENTRATE 1.456.950.685 TOTALE USCITE 1.454.195.529 ATTIVITA' D'ESERCIZIO 2.755.156 11
ACCANTONAMENTI Indenn. Vett. e Anzianità 34.594.000 Quote Contr. C.d.L. Quote Contr. CUZ Quote Contr. CG IL Reg. 338.000.000 84.000.000 67.000.000 PRESTITO IMMOB. FIOM Per acquisto Resinelli 180.000.000 CONTRIB. STIP. PERS. FIOM REG. 15.000.000 TOTALE USCITE 1.454.195.529 PERSONALE Stip., Contrib. Liquid., Collab. 500.000.000 UFFICI Telefoni, Manut. Sedi FIOM, Cancel. 25.000.000 PROPAGANDA Centro Stampa, Carta, Pubbl. ecc. 30.000.000 TRASPORTI BILANCIO PREVENTIVO 1978 Indenn. Vett., Riparaz., (1 aprile 1978 / 31 marzo 1979) Carbur. Ass. 35.000.000 DIVERSI Rappres. Viaggi, Solid. Compart. 50.000.000 ENTRATE CONFERENZE E CONVEGNI REGION. 30.000.000 TESSERAMENTO (FIOM e Rist. FLM) 1.582.000.000 STANZIAMENTO STRAORD. Piano Resinelli 50.000.000 DIVERSI Centro Stampa, Recup. Tesser. REINTEGRO FONDO LIQUID. 149.650.000 Interessi Attivi, Cancelleria 21.394.844 TOTALE USCITE 1.656.150.000 INTEGRAZIONE PERSONALE FLM 50.000.000 ATTIVO 1977 2.755.156 TOTALE ENTRATE 1.656.150.000 RIEPILOGO TOTALE ENTRATE PRESUNTE 1.656.150.000 USCITE TOTALE USCITE PRESUNTE 1.656.150.000 TESSERAMENTO (n. 113.000xL. 2.500) 282.500.000 RESIDUO A PAREGGIO 12

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