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Tribuna sindacale10

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tr■buna s ndaca e uniaria 1977 gennaio

IL CONVEGNO NAZIONALE DEI DELEGATI AFFRONTA I PROBLEMI DEL GRUPPO

L'anno appena iniziato rischia di essere un anno cruciale anche per il Gruppo Siemens, assumono quindi una importanza assai rilevante le scelte e le decisioni cui sono chiamati i delegati di tutti i consigli di fabbrica al Convegno Nazionale che si terrà il 27 di gennaio a Sesto San Giovanni.

Il confronto che il Coordinamento ha aperto ormai da quasi due anni con la Direzione sui problemi degli orientamenti produttivi e occupazionali ha avuto andamento alterno, ma tutto sommato estremamente deludente e, ora siamo in grado di verificarlo, gravemente preoccupante.

Abbiamo avuto una prima fase in cui l'azienda sembrava disponibile a scendere sul terreno della ricerca di soluzioni positive, durante la quale, sotto la nostra pressione essa ha assunto posizioni accettabili per quanto riguardava il futuro dell'ACE, ha formulato promesse circa l'ACF, ha firmato accordi sulla salvaguardia dei livelli di occupazione che prevedevano anche misure di reintegro del turn-over. A questa fase ne è seguita una se-

conda, nella quale si è ben capito come queste posizioni fossero del tutto in malafede e prese per sottrarsi all'incalzare del Sindacato : infatti i programmi non sono stati attuati, gli accordi non rispettati e la soluzione di tutti i problemi affidati ancora una volta alla Cassa Integrazione.

Questi mesi però ci hanno permesso di affinare la nostra analisi e di costruire meglio la nostra linea. Il gruppo versa, dal punto di vista produttivo, in una condizione molto pesante che può essere affrontata solo con radicali interventi risanatori, senza i quali sconteremo un grave ridimensionamento delle fabbriche, per alcune addirittura con possibilità di collasso, ed un conseguento restringimento di settori impiegatizi legati alla produzione.

Tale condizione assume aspetti diversi da fabbrica a fabbrica ma è, tutta, frutto di una linea strategica cui la Siemens affida la sua presenza in Italia : fare sempre di pii.) della-Siemens Elettra una società commerciale e disimpegno netto riguardo a investimenti che amplian-

do le strutture produttive consentano di mantenere inalterato l'occupazione.

A questa linea,;ormai nitida e chiara, ne va appc&a un'altra altrettanto limpida che 'D'Irta da un presupposto fondamentale : riequilibrare il rapporto tra beni importati e beni prodotti dalla Siemens Elettra. Oggi tale rapporto è di 3 a 1, con un saldo negativo per la nostra bilancia dei pagc,menti di circa 1001 lo miliardi.

Schematicamente questa linea calata in ogni fabbrica dovrà significare :

A C F - Stenta l'impossibilità di prevedere anche in condizioni di mercato più favorevoli un incremento sostanziale della attuale produzione ed in presenza delle razionalizzazioni già in atto, è ragionevole prevedere che si renderà libera una forza di lavoro pari al 3035 per cento degli attuali occupati. Diventa pertanto non pii) rinviabile l'introduzione di una produzione agggiuntiva che copra questa manodopera.

segue in 6

. . ,
BOLLETTINO UNITARIO DEL COMITATO LE COORD . F . L .M. DELLA SIEMENS ELETTRA-ACE GIOVEDI 27 GENNAIO A SESTO SAN GIOVANNI

Ambiente di lavoro : I' esperienza dell' ACF utile per tutti i lavoratori del gruppo

Nella primavera del 1974 venne effettuata alla Siemens Elettra di Cavenago Brianza un'indagine condotta dai medici dello SMAL (Servizio di Medicina per gli Ambienti di Lavoro) del Comitato Sanitario di Zona "Brianza d'Adda 3" di Vimercate, in collaborazione con il Consiglio di Fabbrica e con tutti i lavoratori.

Per ottenere il riconoscimento dello SMAL da parte dell'Azienda, i lavoratori della Siemens lottarono nell'ambito della vertenza contrattuale del 1973, includendo nella piattaforma rivendicativa il capitotolo riguardante l'ambiente di lavoro per la tutela della salute e dell'integrità fisica, diritto sancito dallo Statuto dei Lavoratori, Articolo 9.

L'indagine dello SMAL ebbe lo scopo di analizzare l'ambiente e le condizioni di lavoro al ffine di individuare i fattori di nocività presenti in fabbrica, di valutarne gli effetti sulla salute dei lavoratori e di indicare i provvedimenti necessari per giungere alla loro eliminazione. Il metodo seguito per lo svolgimento di detta indagine è stato basato sul rilievo delle considerazioni soggettive dei lavoratori e su sopralluoghi dei sanitari negli ambienti di lavoro.

Durante le assemblee di reparto i lavoratori descrissero il lavoro che svolgevano, la posizione in cui eseguivano,gli strumenti che utilizzavano, il ritmo e il carico di lavoro i turni, e fornirono i dati circa l'ambiente di lavoro (temperatura, illuminazione, rumore, polvere, odore, umidità, acidi, ecc.) . Questo primo compito venne eseguito dai lavoratori in collaborazione con la Commissione Ambiente di Lavoro del Consiglio di Fabbrica. In successiveassemblee di reparto o, per usare il termine più appropriato, assemblee dei gruppi omogenei, i la-

voratori esposero e discussero con i medici dello SMAL i problemi della loro salute personale : malattie, infortuni, disturbi dell'equilibrio fisico e psichico.

I sanitari effettuarono quindi dei sopralluoghi negli ambienti di lavoro per confrontare i dati forniti dai lavoratori con la realtà di fab brica, esaminata secondo criteri tecnico-scientifici, con l'ausilio della strumentazione in dotazione allo SMAL, al fine di evidenziare la nocività esistente e per dare le indicazioni atte ad eliminarla. Dalla relazione finale, che i medici dello SMAL consegnarono due anni fa al Consiglio di Fabbrica, ai lavoratori, alla Direzion:- della Siemens Elettra, al Sindaco e all'Ufficiale Sanitario di Cavenago Brianza, al Presidente del Com tolto Sanitario di Vimercate, all( Organizzazioni Sindacali CGII di Vimercate, emergono dei dati che preoccupano i lavoratori, coscienti che la salute è un bene personale e colletivo che va difeso e non monetizzato. Questa preoccupazione deve essere condivisa dalle Autorità locali politche e sanitarie e dall'opinione pubblica ; tutti sono coinvolti e responsabili di ciò che avviene nel proprio territorio. (Seveso, Manfredonia, Ciriè insegnano )

Noi lavoratori dell'ACF, dopo aver preso coscienza dei problemi che riguardano la salute e l'ambiente di lavoro, abbiamo richiesto gli interventi per migliorare macchine e impianti, attuando anche delle lotte che hanno già dato dei buoni risultati ; altri miglioramenti sono in corso di attuazione, però sappiamo che ci sarà da lottare ancora duramente e a lungo per raggiungere gli obiettivi scaturiti dall'inda, gine SMAL. Siamo certi che a livello di Gruppo Siemens-Ace ci siano delle mete comuni da raggiungere

nel campo della salvaguardia della salute e che si debbano concretizzare in una piattaforma rivendicativa di gruppo.

Nella fabbrica il primo posto viene dato alla produzione e al profitto; la persona umana è solo uno strumento, a tutt'oggi indispensabile al servizio delle macchine necessarie per ottenere il prodotto. Se un operaio si ferma : non ha voglia di lavorare ; se è ammalato : fa dell'assenteismo ; se gli succede un infortunio : è colpa sua perché è distratto ; ma se si blocca una macchina, ecco che i tecnici accorrono solleciti, la puliscono, la oliano, la riparano, la rimettono in efficienza. Se i nostri medici della Mutua, salvo rare eccezioni, avessero tanta sollecitudine nei riguardi dei loro pazienti quanta ne hanno i tecnici per le macchine, il rapporto paziente-medico diventerebbe più soddisfaciente sia dall'una che dall'altra parte. Un rapporto nuovo come quello instaurato con i medici dello SMAL. che sentiamo veramente al nostro servizio senza riserve, aiuta a modificare nella mentalità comune la figura del medico, considerata finora con servile reverenza, come se egli fosse un altro padrone, l'unico arbitro della nostra salute.

I medici e gli altri operatori sanitari devono essere i naturali alleati dei lavoratori nella lotta per la difesa della salute, mettendo a di4iosizione del movimento operaio ìe loro conoscenze specifiche e il loro impegno non solo per curare le malattie, ma soprattutto per prevenirles.,anche costringendo i padroni a migliorare gli ambienti, le macchine, le condizioni di lavoro, perché le statistiche delle malattie e degli infortuni anche mortali dimostrano chiaramente quanto alto sia il prezzo che i lavoratori pagano per avere il diritto di guadagnarsi il pane.

UN CONTRIBUTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DI CAVENAGO

Durante tutta la fase preparatoria del contratto, durante tutto il periodo enl quale si è esplicata la lotta per il rinnovo contrattuale, tema centrale di tutte le assemblee, riunioni, comizi, interventi dei dirigenti sindacali, è stata anche la certezza che con la conclusione positiva del rinnovo contrattuale non si sarebbe definitivamente raggiunto tutto ciò che conteneva la piattaforma. ANzi vi era consapevolezza che specialmente per la prima parte del contratto, quella che riguardava gli investimenti, L'occupazione, il decentramento, le modifiche tecnologiche produttive ecc., la conclusione contrattuale avrebbe rappresentato l'inizio di nuove fasi di lotta che avrebbe vi-

sto i i lavoratori impegnati per uan nuova e diversa fase dello sviluppo produttivo ed economico del nostro paese. E' con questa consapevolezza, che le commissioni ambiente dei singoli CdF si sono collegate a livello di gruppo, con i rispettivi SMAL e le zone sindacali dando vita al convegno svoltosi alla FLM provinciale il giorno 21 novembre. Il convegno ha rilevato una notevole ripresa del dibattito e della tensione in materia di ambiente e di salute specie nell'area milanese. Dal convegno sono emerse diversità marcate sulla qualità e quantità delle lotte già intraprese per l'ambiente nelle varie realtà produttive che devono essere superate per poter presentare cosi'

ima piattaforma di gruppo in tema di ambiente e salvaguardia della salute.

Il convegni) ha stabilito la convocazione di assemblee a cui parteciperanno i medici dello SMAL e le strutture sindacali di zona per sollecitare il dibattito fra i lavoratori su :

- rqpporto stretto tra salute ed ambiente

2 - interrelazione o vincoli tra le ristrutturazioni tecnologiche e le modifiche dell'ambiente. Le assemblee dovranno sfociare nella individuazione di una piattaforma di gruppo che unifichi gli obiettivi per la salvaguardia della salute negli ambienti di lavoro.

CONTRIBUZIONI SOCIALI La Siemens non paga

Dieci infortuni sul lavoro ogni minuto secondo in una giornata lavorativa calcolata mediamente in otto ore, dieci « omici bianchi » ogni 24 ore. Questo il consuntivo che si ricava dai dati forniti dall'ISTAT e dall'INAIL. La gravità di questo fenomeno risulta ancor più evidente ove si consideri che nel corso dell'anno rimangono infortunati oltre il 16 per cento dei lavoratori subordinati occupati nell'industria e nell'agricoltura.

Negli ultimi anni il ritmo degli infortuni sul lavoro in Italia è stato in media di I milione 600.000 l'anno (di cui 4-5.000 mortali e

circa 60.000 con esito di inabilità permanente. Il grafico, che pone in relazione gli indici degli infortuni sul lavoro e degli investimenti negli ultimi cinquant'anni, dimostra come l'incremento degli infortuni (decuplicati in mezzo secolo) sia stato superiore a quello degli investimenti. Ciò mette in rilievo che il processo di accumulazione capitalistica e il progresso tecnico si sono svolti sinora senza tenere conto della protezione del lavoro e che, evidentemente, tra gli investimenti stessi ben poco è stato dedicato alla prevenzione degli incidenti. •

Ancora una volta la SIEMENS tende a rimettere in discussione e a non dare applicazione agli accordi firmati. Di fronte alla richiesta del Coordinamento di dare corso al versamento dei 60 milioni concordati per le contribuzioni sociali ( 20 milioni per la zona di Cavenego, 20 milioni per Sulmona e 20 milioni per Milano), la direzione si é trincerata dietro una serie di ostacoli formali per ritardare al massimo il pagamentp di questi fondi. Vuole la certezza che i fondi siano effettivamente versati per opere di utilità sociale, come se non fossimo stati noi ad aver posto per primi questo vincolo e ad aver costituito in tutte le zone comitati comprendenti le organizzazioni sindacali e gli Enti Locali, per verificare che queste somme venissero correttamente impiegate.

Ma non creda la Direzione di sfuggire ai suoi obblighi, la prossima piattaforma del Gruppo darà a questo problema l'importanza che merita e la costringerà a rispettare gli impegni assunti.

612d INFORTUNI loo LL.:1 INVESTIMENTI 900 Indice 1920=100 1100 800700 600 500 400 300' 200100 1920 '25 '30 '35 4._}. '40 '45 '50 '55 '60 '65 '70
infortuni al minuto
Dieci

Una piattaforma complessiva con al primo posto investimenti e occupazione

Il 27 c.m. si terrà il Consiglio Nazionale dei delegati del Gruppo Siemens-Ace. Inutile soffermarsi molto sull'importanza di questo avvenimento che vede appunto riuniti tutti i Consigli di Fabbrica per esaminare e dibattere i molti problemi che accomunano i lavoratori del Gruppo.

E' anche evidente come questo Consiglio Nazionale dei delegati assuma ulteriore importanza a fronte delle decisioni della Siemens di effettuare la propria ristrutturazione ricorrendo quasi esclusivamente alla Cassa Integrazione ed ai "non licenziamenti di massa".

Noi, lo ripetiamo per l'ennesima volta, siamo per prenderci le nostre responsabilità facendoci anche carico di una situazione di mercato oggettiva che comunque non vogliamo venga esasperata con terrorismo e dalla quale riteniamo sia impensabile uscire ricorrendo alle cure richieste dalla Direzione. Compito del Consiglio Nazionale ,dei delegati sarà anche di discutere la nuova piattaforma rivendicativa di Gruppo. Questa scadenza giunge con qualche mese di ritardo proprio perchè la situazione produttiva della Siemens in Italia in questi ultimi tempi si è andata ulteriormente deteriorando ed è qui quindi indispensabile che la vertenza di Gruppo sia elaborata con serietà e consapevolezza.

Noi del Consiglio di Fabbrica di Vipiteno attribuiamo molta importanza a questa vertenza proprio perchè riteniamo sia indispensabile tanto il consolidare conquiste già fatte quanto riaffermare con un accordo garanzie e diritti indispensabili per assicurare un sereno lavoro nelle fabbric he e negli uffici. Abbiamo quindi elaborato la nostra PROPOSTA che rimettiamo alla discussione del Consiglio Nazionale dei delegati e che trova i suoi punti qualificanti in

I - GARANZIA DEL POSTO DI LAVORO - INVESTIMENTI

Su questo punto non intendiamo soffermarci. Altri compagni su questo giornale illustreranno pienamente l'importanza di questa richiesta. Noi potremmo solo aggiungere che senza tale garanzia non é possibile alcun confronto tra noi e la direzione.

2 - CONSOLIDAMENTO DEL TURNOVER

Rispetto al turn - over esiste già un accordo che fissa per le singole unità produttive dei livelli occupazionali ben precisi che qui ricordiamo brevemente :

ACF Cavenago : 950 operai

ACE Sulmona : 1043 operai

OQA Milano : 200 operai

Torino : 43 operai

Questi numeri sui q _tali l'Azienda era con noi cónven atP non più di un anno fa devoti,. etere rispettati perché :

a - non possiamo permettere che i lavoratori che lasciano l'azienda per vari motivi non siano, almeno parzialmente sostituiti con nuovi assunti. Visto che il padronato ha manifestato in massa la volontà di non effettuare alcun tipo di finanziamento che comporti nuovi posti di lavoro, l'unica possibilità che ci rimane per mettere un minimo di di freno alla crescente disoccupazione é di imporre a tutte le aziende (Siemens compresa) di rimpiazzare con nuovi assunti quei lavoratori che hanno lasciato l'azienda.

b - noi abbiamo sempre rispettato gli accordi. Pretendiamo che la Siemens si comporti nello stesso modo. Se noi dovessimo esonerare la direzione dal rispetto di questo accorso sicuramente creeremmo un precedente pericolosissimo. Per quale motivo la Siemens dovrebbe poi rispettare gli accordi futuri ?

Inoltre proponiamo l'utilizzo del

LA PROPOSTA DEL CDF DELL' OQA DI VIA VIPITENO
— In fondo siamo tutti metallurgici. Solo che a me è toccato l'oro.

turn - over per iniziare in serio discorso rispetto alla mobilità del personale imponendo all'azienda che almeno una parte dei lavoratori che dovranno essere assunti i 5(1 ber cento ? ) vengano reperiti direttamen te nelle singole unità produttive. Facciamo un esempio : se la Siemens deve assumere per l'Officina di Vipiteno 10 operai specializzati noi diciamo che 5 può assumerli presso l'ufficio di collocamento o dove crede più opportuno mentre altri 5 dovranno essere scelti tra gli operai qualificati presenti in fabbrica iniziandoli alla specializzazione. Cosi facendo si creerebbe un "buco" di 5 unità negli operai qualificati, "buco" che verrà coperto da altri operai non qualificati (manovali, magazzinieri, ecc.) che tendano entrare in produzione. Tornando ai numeri l'azienda assumerà comunque 10 operai di cui 5 specializzati e 5 non qualificati. Ciò che proponiamo sia ben chiaro non intende risolvere il problema della mobilità professionale ma semplicemente iniziare questo discorso che sinora, almeno nella nostra fabbrica, é sempre stato lettera morta.

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Oltre a rivedere nella qualità e nella quantità le facilitazioni che attualmente godono gli studenti-lavoratori noi proponiamo che anche per loro si studi un meccanismo simile a quello sopra esposto riguardante gli operai . Troppo spesso i notevoli sacrifici di questi lavoratori vengono vanificati non salvaguardando la professionalità da loro acquisita in anni di studio.

4 - PASSAGGI AUTOMATICI

Proponiamo di estendere anche ai lavoratori non direttamente legati alla produzione (personale di mensa, fattorini, ecc.) il passaggio automatico dal secondo al terzo livello dopo 24 mesi come tutti gli altri lavoratori.

5 - CRAL E PATRONATI

Chiediamo l'applicazione della legge 300 (Statuto dei Diritti dei Lavoratori) art. 11 e 12 riguardante la gestione di CRAL e patronati da parte di organismi formati a maggioranza da rappresentanti di lavoratori.

Chiediamo inoltre che in ogni singola unità produttiva l'azienda metta a disposizione del CRAL locali adatti allo svolgimento di attività ricreative culturali ed assistenziali.

Proponiamo anche al Consiglio Nazionale dei Delegati di esaminare con la dovuta attenzione la possibilità di autorizzare il CRAL alla vendita di prodotti alimentari a prezzi controllati.

6 - AMBIENTE DI LAVORO E SMAL

Abbiamo già avuto contatti con medici dello SMAL per iniziare un serio discorso sulla medicina preventiva. A questi primi contatti indispensabile che seguano iniziative concrete per fare il punto sulla condizione di lavoro nelle varie unita produttive.

7 - CONTRIBUTI SOCIALI

Imporre all'azienda il rapido versamento dei 60 milioni già sottoscritti per il 1975/76 e rinnovare questa forma di contribuzione sociale anche per il 1977.

8 - PARTITI POLITICI ED ORGANIZZAZIONI SOCIALI E DEMOCRATICHE

Riteniamo siano maturi i tempi per cui anche tra i lavoratori della Siemens - Ace pur nella loro diversità di estrazione politica si inizi un sereno e democratico confronto in modo particolare sui, gravissimi temi della crisi politica ed economica che attanaglia il Paese.

E' importante comunque che questo confronto sia disciplinato da

una normativa specifica che dia uguai' possibilità di espressione (distrib azione giornali, affissioni in apposite bacheche, ecc.) a tutti i partiti politici con rappresentanza parlamentare MSI ESCLUSO.

Chiediamo inoltre che con i partiti politici trovino spazio all'interno dell'Azienda anche organizzazioni sociali democilatiche (ACLI,UDI, ANPI, ecc.).

9 - E. D. R.

Come tutti sanno la voce E.D.R. composta dalle 12.000 lire dell'acconto sulla contingenza del febbraio 75 e dalle 25.000 lire dell'ultimo C.C.N.L. non sono ancora parte integrante dello stipendio per cui non verranno calcolate nel premio feriale del 1977.

Noi chiediamo appunto che già da quest'anno le 37.000 lire dell'E.D.R. siano considerate della media degli stipendi che divisi per il numero dei dipendenti del Gruppo formano il premio feriale.

10 - PREMIO DI PRODUZIONE

Anche se abbiamo lasciato per ulti-. mo il rinnovo del premio di produzione non é certo perché non diamo importanza a questa validissima conquista. Riteniamo infatti che sia impensabile non andare ad un recupero del salario a fronte del notevole aumento del costo della vita che solo parzialmente viene integràto dagli scatti della contingenza.

Pensiamo comunque superfluo fare ora delle cifre. Giudichiamo il Consiglio Nazionale dei delegati la sede più opportuna per dibattere questo tema.

- STUDENTI LAVOIATORI
I 11111111111111/1

UN BLUFF I CORSI DI RIQUALIFICAZIONE ALL' ACE

PRENDO I SOLDI PRODUCO NON RIQUALIFICO

Alla fine dell'agosto u.s. il CdF e i lavoratori dell'ACE di Sulmona presero in esame il problema dei corsi di riqualificazione. Già nel mese di luglio, in una riunione presso l'ufficio Provinciale del Lavoro, la direzione aziendale ebbe occasione di dichiarare lo stato di buona salute della fabbrica di Sulmona al punto da definirla "risanata" la situazione (fu il dott. Pollinini stesso ad esprimersi in questi termini) ; queste affermazioni dimostrarono ben presto il loro sapore opportunistico in relazione ai requisiti richiesti per ottenere il finanziamento regionale di oltre 200 milioni per la realizzazione dei corsi. Il CdF diede assenso all'attuazione dei corsi facendo fede nelle dichiarazioni dell'azienda, consapevole nello stesso tempo che il ritardo di due anni nell'attuazione dei corsi, e cioè ad avvenuta riconversione, ne nullificava le finalità: i lavoratori infatti venivano chiamati a corsi per qualificare la loro manodopera su operazioni che già da due anni effettuavano con notevole capacità produttiva. l'improvvisa dichiarazione dell'Unione Provinciale degli Industriali dell'Aquila, circa l'impossibilità di assicurare il posto di lavoro oltre sei mesi e il negativo giudizio che il CdF espresse nel merito delle finalità e della conduzione sia pratica che teorica dei corsi stessi (tenendo conto che la parte pratica, che assorbe il 50 per cento della durata del corso, è nè più nè meno la effettiva produzione) sono stati elementi fondamentali perché l'ENAIP (ente gestore dei corsi) assusumesse l'iniziativa della sospensione degli stessi.

Posto il problema alla Regione si arriva alla convocazione di un incontro tra Regione, Organizzazio-

ni Sindacàli provinciali e zoanli e le direzioni ACE ed ENAIP eni quale la direzione ACE smentendo il comunicato dell'Unione Industriali assicurava che la Regione era in possesso di una lettera nella quale si precisavano i termini delle garanzie occupazionali in questione. In considerazione di queste precisazioni fu deciso di riprendere i corsi ; ma dopo appena un mese, nell'incontro avvenuto a Milano il 23.11.1976 la Direzione Siemens Elettra ACE annunciava di voler ricorrere'alla cassa integrazione, smentendo le affermazioni precedenti e confermando la strumentalità e malafede di alcune affermazioni che l'ing. Fonzi a suo tempo fece in una delle sue "assemblee ai lavoratori" dichiarando che l'interruzione definitiva dei corsi avrebbe costretto l'ACE alla Cassa Integrazione.

E' chiaro che l'azienda già da allora cercava pretesti e giustificazioni per la Cassa integrazione (da notare che la azienda ha dichiarato più volte che i settori passibili di cassa integrazione in modo più massiccio sono proprio quelli dove maggiore è il numero dei lavoratori che frequentano i corsi), nel tentativo di scaricarne le responsavilità sulle Organizzazioni sindacali ed il CdF.

Emerge chiaramente come di fronte allo "capacità" di aziende come l'ACE, disposte a fare carte false e a tutto strumentalizzare pur di ottenere i finanziamenti pubblici, debba essere più attenta la vigilanza dei lavoratori e degli stessi Enti pubblici, affinché il denaro della collettività, il cui reperimento costa pesanti sacrifici ai lavoratori, non venga sperperato, ma venga finalizzato a riqualificare le strutture produttive del nostro paese.

dalla prima

A C E - Mentre per l'ACF l'azienda nasconde la vera portata della crisi, cosi' non fa per l'ACE dove è la direzione stessa a valutare in 250 i lavoratori oggi superflui. Il problema non si pone quindi in modo molto diverso o si interviene. in un nuovo settore o si amplia quello dei componenti visto che l'ACE fornisce solo il 20 per cento di quanto la Siemens vende in Italia.

GORLA - SIEMENS - Al di la dei problemi gravi che riguardano il ritardo nell'entrata in vigore della riforma sanitaria e le difficolta di pagamento degli ospedali, la verita è che su 27 miliardi che la Siemens fattura in Italia apparecchiature elettro-medicali, la quota di produzione Gorla - Siama si aggira attorno ai quattro miliardi. Esiste quindi un mercato in Italia in grado di assorbire la produzione della Gorla. Questa fabbrica, va dunque potenziata, messa in grado, ampliandone la capacita autonoma di ricerca e progettazione di rispondere ad una domanda sociale in un settore che noi intendiamo privilegiare.

O Q A - Questa fabbrica vive da sempre in modo asmatico, è la sua stessa natura di fabbrica nata esclusivamente a supporto della vendita di prodotti e impianti di importazione e non come unita produttiva vera e propria che la rende fonfonclamente malata. Se puntare ad una sua qualificazione come struttura produttiva, legata quindi ad una modifica radicale nell'organizzazione di tutto il settore dell'impiantistica o invece ad una sua riconversione in abbinamento allo sviluppo di altre fabbriche è un tema di dibattito.

Certamente ci saranno anche altri problemi su cui il Convegno si dovrà pronunciare, ma questi riteniamo sono le questioni principali da approfondire e puntualizzare, corredandole con le necessarie iniziative politiche e di lotta per predisporre una proposta complessiva da sottoporre al dibattito nelle assemblee dei lavoratori.

Il sindacato rinnova il suo impegno per risolvere la crisi del paese

I duemila quadri presenti all'assemblea sindaclae all'EUR a Roma, giustamente come ha sottolineato Benvenuto nella sua relazione, hanno iniziato un dibattito che nei prossimi giorni continuerà in tutte le province, zone e fabbriche del territorio nazionale.

L'assemblea dell'EUR (convocata dopo alcuni rinvii) ha ridato sicuramente più slancio e chiarezza al Movimento Sindacale Italiano, dopo il travaglio degli ultimi tre mesi, in cui i vertici sindacali sono stati sottoposti a un difficile confronto con Governo, Confindustria e Partiti, nel quale si discutevano linee, giuste o sbagliate, che non erano sicuramente frutto di un ampio dibattito con tutti i lavoratori.

Il dibattito svolto nei due giorni ha sciolto alcuni nodi fondamentali che non poco hanno diviso i lavoratori in questo periodo.

Sono state fatte alcune scelte fondamentali e ora sembra che il Sindacato si sia messo nella posizione giusta per affrontare e superare la crisi del Paese.

Vediamo ora di riassumere le principali scelte :

- Difesa intransigente della scala mobile, della contrattazione articolata e dello Statuto dei Lavorato tori, perché questi sono gli strumen-

ti sindacali per la difesa dei salari, per sviluppare e allargare l'occupazione, per salvaguardare sul piano giuridico i diritti dei lavoratori.

- "I sacrifici", che in questi ultimi mesi sono stati imposti e previsti da parte del Governo e Confindustria per colpire soprattutto i lavoratori e le loro conquiste, devono finalizzarsi in obiettivi concreti di sviluppo economico, allargamento della base produttiva, nuovi investimenti al Sud e attuazione dei vari piani agricolo-alimentare - edilizia popolare - trasporti - sanità - ecc. che i Governi in questi ultimi anni non hanno realizzato.

Quindi niente politica dei due tempi, ma disponibilità del Sindacato a rivedere una diminuzione del costo del lavoro autonomamente per quanto riguarda : scale mobili anomale, nuovi scatti di contingenza sull'indennita di quiescenza (liquidazione), possibilità per il 1977 di lavorare le cinque festività, aumenti dei turni di lavoro e fiscalizzazione parziale finalizzata degli oneri sociali Sicuramente tutte queste disponibilità non saranno concesse solo perché la crisi è grave, ma di fronte a impegni precisi da parte del Governo e Padronato a quantificare le proprie scelte in modo da far uscire il Paese dall'attuale model-

lo di sviluppo e alla conquista di primi successi sul terreno dell'Occupazione.

Il supporto per portare avanti queste linee è stato individuato, giustamente, nella ripresa dell'iniziativa di fabbrica, sull'organizzazione del lavoro e con l'apertura delle ;r Idi vertenze di gruppo -Fiat, Montedison, Partecipazioni Statali- che avranno come punti principali la difesa e lo sviluppo dell'occupazione.

Inoltre, come Sindacato, si è assunto il problema della riconversione produttiva, ma in modo concreto, (senza rinvii e confronti globali che, purtroppo, in questi ultimi tempi, non hanno portato molti frutti), con iniziative settoriali da tempo definite che malauguratamente sono rimasti sulla carta, senza una precisa iniziativa: di lotta. Nei prossimi mesi questi discorsi diverranno fatti concreti solo con un rapporto reale con la base : con l'unità e la nostra forza sapremo, come in altre occasioni uscire vincitori, anche se oggi è molto più difficile, in quanto i nodi stanno venendo al pettine.

L'assemblea dell'EUR ci ha messo sulla strada giusta, sta a tutti noi lavoratori di dare il proprio contributo di unità e lotta.

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L ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI HA CONFERMATO LA VIA GIUSTA IL DIBATTITO CONTINUERA' NELLE ASSEMBLEE DI FABBRICA

Per uscire dalla crisi il paese ha bisogno della nostra unità e della nostra lotta

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