I CROCIATI ALLE CORDE
Il 15 giugno é certamente una data che rimarrà profondamente impressa nella mente dei lavoratori in quanto principalmente i lavoratori hanno in altre importanti occasioni respin to i tentativi di divisione e di crociata perpetrati dai conservatori e dalla reazione, ma la lezione non é servita; questi parassiti hanno voluto ritentare in occasione delle elezioni amministrative, sfoderando arroganza e malvagità, hanno raccontato tramite la radio e la televisione che l'America é la salvezza e che il -fl,.ricolo viene dall'est e quindi di menticando completamente i problemi del nostro paese invitavano gli italiani a non votare a sinistra. Certo non potevano raccontare questi squallidi liguri avidi di soldi e di co mode poltrone di essere i responsabili di aver portato l'Italia sull'orlo del fallimento economico e alla più completa instabilità politica.
Sono talmente disonesti e inseihsibili alle condizioni di vita della povera gente han.. no per anni in nome della più completa "libertà", organizzato l'uscita "clandestina" di migliaia di miliardi dall'Italia, hanno inoltre organizzato e accumulato ingenti somme di denaro col petrolio con i fondi neri con le colossali evasioni fiscali, mentre le buste pa ga venivano defalcate, la produzione comprsglgli investimenti soppressi,il credito bloccato mettendo molte piccole aziende e migliaizdi lavoratori in estrema difficoltà. Ed ora Bignardi dice che siamo stati cattivi a non dargli il voto e Fanfani dipinge quadri neri
Ma noi siamo convinti di non aver per niente esagerato nel giudicare coloro che hanno mantenuto la libertà di rubare legalmente e di non fare giustizia per 30 anni.
I lavoratori, il ceto medio produttivo, molta gente onesta ha voltato le spalle ai la-
dri e ai parassiti, dalle campagne alle città al mondo della scuola ai giovani agli intel lettuali alle caserme si é cambiato votando a sinistra proprio nella direzione del nuovo modello di società verso uno sviluppo che abbandoni i vecchi schemi del capitalismo; sen za queste scelte radicali non si esce dalla crisi profonda nella quale si é gettato il pae se; e per fare questo é necessaria e insostituibile ancora l'iniziativa e la lotta dei lavoratori che consapevoli delle nuove e più grandi responsabilità scaturite dalla consul tazione elettorale sapranno sviluppare nei prossimi mesi.
Certo i lavoratori nelle fabbriche hanno dato un impulso importante per l'esisto di que ste votazioni, esito che noi giudichiamo estremamente positivo in quanto esso darà la pos sibilità di amministrare meglio e onestamente grandi città meridionali come Napoli-Caglia ri e molti altri comuni, mentre al Nord sono possibili mutamenti profondi in centri decisivi per l'economia come Milano - Torino - Genova - Venezia ecc., lo giudichiamo inoltre positivo perché ha avuto un carattere nazionale in senso decisamente progressista.
L'entusiasmo unitario e responsabile che ha caratterizzato il dopo elezioni denuncia una maturità delle masse popolari e dei lavoratori che un certo "senatore" non é degno di rappresentare, maturità che non significa certamente tregua di sorta ma nuovo impulso ver_ so l'unità sindacale e la lotta per le riforme. I prossimi mesi avre mo i rinnovi dei con tratti di importanti categorie, in quelle occasioni faremo pesare maggiormente la nostra forza per modificare gli intendimenti di Agnelli e per far uscire il paese dal Tunnel di Colombo. Coloro che non hanno voluto trarre alcun insegnamento da queste elezioni é desti nato a far la fine del "senatore" che dopo aver sorriso alla televisione parlando di ca valli e di quadri, anziché della disoccupazione e del colera, dopo aver strizzato l'occhio ai liberali, ora, essendo questi naufragai, corre al riparo del centro sinistra sen za peraltro trovarlo, come se una formula lo salvasse dalla vergogna!
No Fanfani! L'Italia é cambiata e con lei molta gente. I lavoratori ti hanno già condan nato, non certamente solo te, ma con te tutti coloro che a capo del partito che ha avuto le più grandi responsabilità nella gestione del potere dalla liberazione ad oggi hanno dimostrato costantemente di essere degli incapaci e dei grandi truffatori.
TRAPASSATO DA UNO SPIE
DO COME SAN QUINTI NO, Neraibib.
le 150 ore
Che cosa mi aspettavo da questa scuola?
Non certo quello che ho trovato. Il mio pensiero si era fermato alla scuola tradizionale dove, ancora oggi, se le posizioni ideologiche degli alunni non si trovano in linea con gli insegnanti non sono accettate; parlare di questo o di quelltorientamento politico significava essere emargina ti
Nei corsi delle 150 ore ho trovato molta apertura, espressioni sincere nella più Libera partecipazione democratica ed inoltre la possibilità di poter esprimere le proprie idee.
Il corpo insegnante molto democratico ha applicato un metodo di insegnamento lineare chiaro e per tutti assai proficuo.
Noi tutti aspiriamo ad una migliore e più vasta cultura non solo per il nostro ar rlechimento personale ma anche per dare un intelligente contributo alla società.
I governanti ed il padronato hanno sempre avuto interesse a tenere le masse nellvignoranza ed hanno privato intere genera zioni del sommo bene che é la cultura.
Oggi, noi tutti che abbiamo già potuto godere di questo diritto rivolgiamo una espressione di encomio e di ringraziamento a quanti si sono battuti per questa grande
conquista: ai sindacati, ai delegati di classe ed ai lavoratori.
Esprimere un riconoscimento particolare ai delegati di classe é doveroso perché si sono adoperati con tutte le loro risorse per il buon fine dei corsi facendosi porta tori di materiale e di nuove idee, per il buon svolgimento delle ricerche sulle quali é basata la scuola.
Non é mancato l'Ostruzionismo da parte delle forze conservatrici del governo, han no tentato anche il sabotaggio con circola ri antidemocratiche.
La scuola é un diritto e pertanto ci batteremo perché questo vantaggio possano averlo tutti senza distinzione sociale, così da non avere più emarginati e sfruttati in una società che si definisce demo cratica; in una società dove tutti devono poter esprimersi e con una intelligente e valida partecipazione contribUire alla ere sita della classe operaia basata sul la voro, sulla giustizia e sulla libertà.
e e billia.rat
'IRAVOLTO DAI SUCCESSICOME AM Itif0 R E
I LAVORATORI SCRIVONO il malcontento dei lattonieri
Si c'é un forte malcontento fra i latto neri?
Questa é la risposta che danno a coloro che chiedono: "il vostro reparto come va?"
Ebbene ci sono delle difficoltà o per meglio intenderci, c'é una insufficienza di programmazione e non c'é dubbio che que sto problema é reale.
Occorre quindi contrattare con maggior decisione e con impegno.
Abbiamo lottato si contro la mal organizzazione all'interno del reparto, ma l'unico risultato, diciamolo francamente é stato l'acquisto di una piegatrice, la quale non rispecchia affatto le reali esi genze del reparto. E qui si apre la criti ca.
Io mi chiedo spesso, con quale criterio tecnico hanno potuto decidere di acquista re questa macchina?
Una macchina funzionale deve sopratutto rispecchiare le esigenze di produzione . Non avviene con questa macchina non perché non sia efficiente, ma perché sono state riutilizzate per il funzionamento lance e prisma di un vecchio rottame venduto, non tenendo conto delle attuali esigenze pzedIrttive del reparto, derivate dall'introduti6ne-di nuovi tipi di gabine.
Infatti meste vecchie lance e prisma sono più corte rispetto al bancale della macchina e per poter effettuare una piega che vada bene, bisogna prima riprenderla diverse volte e poi sistemarla attigianal mente con martello e mazzuola. Vi é poi un'altra macchina detta spacca schiena (la roditrice).'
L'anno di costruzione di questa macchi7 na non si riesce a vederlo, si può quindi immaginare il funzionamento.
Nessuno vuole lavorarci sopra, per evi tare di terminare la giornata con la schie na rotta e le braccia tremanti.
Questa roditrice dovrebbe sagomare tut te le parti formanti la gabina spingendo lamiera e dima sotto un pun.z_p_LieL>.
Vi sono poi molti altri problemi, come i trapani mal funzionanti, posto di lavoro con spazio ristretto (c'é più spazio 'negli uffici tra una scrivania e l'altra che tra un banco di lattoniere e l'altro).
Per chi avesse qualche dubbio può toglierselo con un giretto nel corridoio de gli uffici e nel reparto lattonieri.
Ci sarebbe poi da sistemare il tetto, ogni volta che piove si deve lavorare con l'ombrello. Un altro problema sarebbe il portone.
Cosa si aspetta a fare una porticina per l'ingresso degli operai? Si eviterebbe co sì di aprirlo ogni momento raffreddando il reparto nei mesi più rigidi.
Per l'ingresso del materiale per l'officina meccanica sarebbe ora di prendere dei provvedimenti programmativi evitando quindi di continuare l'avanti e indietro con carrelli elevatori. D'inverno non si supera di 10° si può quindi immaginare la conseguenza per noi lattonieri che siamo in prossimità dello stesso.
Questo penso siano i motivi di malcontento più importanti e anche facilmente — volendolo.rimediabili del reparto lattonie ri. Z. S.
IMPRESSIONI SULLE ELEZIONI DEL C. d. F.
Mai visto tanto interesse come in questi giorni da parte degli impiegati che, in ge nere, quanto riguarda il CdF o sindacato é molto difficile sentirne parlare.
Siamo alle elezioni del nuovo CdF. Qua si tutti si domandano i nomi dei candidati.
Strano a dirsi ma si preoccupano che i loro voti non vadano persi e di conseguen za son si riesca ad eleggere tutti i dele gati.
A questo punto mi chiedo "E' finalmente cambiata la mentalità dell'impiegato oppu re é solo un'illusione?"
Purtroppo a questa domanda per il momento non c'é risposta, ma fra non molto potremo vedere gli sviluppi.
Vorrei che in previsione del rinnovo del Contratto Nazionale si possa dire finalmen te che i dipendenti della FMC sono uniti nella lotta per un miglioramento generale.
UN IMPIEGATA
NOCIVITA' E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
La nuova commissione ambiente e antifortunistica, eletta dal C.d.F., vuole dare nuovo impulso e rinnovato vigore nella battaglia contro gli infortuni e la nocività all'interno dei reparti e degli uffici partendo dalle esperienze già fatte in passato e tenendo ben presente che quando si toccano certi argomenti la direzione dell'azienda si rinchiude in se stessa rimandando nel tempo la soluzione dei problemi.
Il C.d.F. sa quanto sia agnostica la direzione sul problema risanamento ambiente; quan te difficoltà pone per una migliore condizione ambientale, difficoltà che comprendono la parte economica e quella tecnica.
Siamo convinti perfettamente, che apportare delle innovazioni tecniche atte a rendere più sicuro il luogo di lavoro e a meglio produrre, comporti delle spese non indifferenti, una ricerca all'interno dei reparti per trovare le cause e la giusta soluzione, un modo diverso di vedere e intendere il luogo di lavoro, e cioé, una maniera diversa di concepi re l'organizzazione del lavoro nella fabbrica.
Questa organizzazione che va dal modo come é organizzata dal lato amministrativo, che é basato su concetti superati, é talvolta causa di perdita enorme di tempo ed inoltre di insicurezza da parte del lavoratore nei confronti della capacità dirigenziale.
Questo stato di cose porta il lavoratore a disinteressarsi dei problemi più importanti e lo rende indifferente anche per la stessa attività che svolge.
Perché avviene tutto questo?.... Perché il lavoratore non viene coinvolto nel processo produttivo; l'azienda chiede al lavoratore più la prestazione manuale che non quella intellettiva nonostante il lavoro che deve svolgere; anche questo va inteso come nocività.. (frustrazione intellettuale).
Riprendendo il problema delle nocività nei reparti, quella più visibile, come fumo, polvere, rumore ha avuto qualche miglioramento ma é mancata decisamente la volontà di ri solvere a fondo il problema; ci si é accontentati di qualche palliativo o di qualche medi camento per calmare il crescente malumore nei reparti più soggetti alla nocività.
Si pensi al banco della sbavatura, al banco a rulli della cesoia, si pensi inoltre in quali condizioni si trova ancora la mensa (nei giorni di pioggia Sembra di essere a Vene zia....), ognuno Ai noi é in grado di dare un giudizio non può non disapprovare questa inerzia da parte della direzione che da anni non interviene adeguatamente.
Non serve a nessuno prendere dei provvedimenti disciplinari contro questo o quei lavoratore perché non osserva le misure di sicurezza, come non servono le circolari che la direzione ha fatto avere ai capi reparto e ai capi squadra, dove si minacciano pesanti multe a chi non osserva o non fa osservare le norme di sicurezza; questo serve solo a inasprire gli animi nel momento in cui viene applicato il prov vedimento.
Ogni lavoratore deve fare il massimo sforzo per cautelarsi contro l'infortunio, tutti possono pestarsi un dito con il mar tello, ma nessuno dovrebbe infortunarsi agli occhi perché non portava gli occhiali di sicurezza, questo non é ammesso?...
Ogni lavoratore deve comprendere quale importanza ha la prevenzione contro gli infortuni. Qui ci rifacciamo al discorso della responsabilità e della partecipazi2 ne di tutti i lavoratori a gestire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro; solo così ci renderemo conto che le miglio rie ottenute finora sono solo delle gocce di un grande mare in possesso di chi, in nome del profitto e del lucro, ha preteso anche la gestione della salute dei lavoratori.
Un vele gatti
ttLO, Si(rNOR ABBIAMO ESAMINAI?) CON\
CURA I DAI! RA(.(2.11 E..
E LA CONCLUSIONE INSOMMA
i f.ALLORA,01;ALlt,ONCIRI5UL:AliT DELL'INCHIESTA StaUf ZIONI PI LAVORO NELLE FAS ITALIANE ? eFABBRICHEnALIANE FANNO SCHIFO!ANTINFORTUNISTICA
La commissione antinfortunistica vuole rendere noto a tutti i lavoratori il numero degli infortuni che si sono verificati nei diversi reparti, perché siano oggetto di dibattito fra i lavoratori.
Questo dibattito deve servire a conoscere i luoghi e le lavorazioni che producono il maggior numero di infortuni, nell'intento di eliminare le cause.
Pertanto la commissione antinfortunistica chiede che i lavoratori collaborino con impe gno e che denuncino-. quelle cause che possono essere motivo di infortunio.
Inoltre, la commissione antinfortunistica richiama l'attenzione di tutti i lavoratori sull'importanza del problema antinfortunistico, a cautelarsi in quelle lavorazioni che co stituiscono un pericolo e a richiedere ai responsabili i mezzi protettivi se ancora ne fossere sprovvisti.
La commissione kitinfortunistica si limita a fornire i dati che riassumono il numero degli infortuni verificatisi dal 1968 al 1974 e il numero degli infortuni verificatisi nei singoli reparti nei due anni 73-74 ed inoltre gli infortuni negli ultimi tre mesi del 1975, marzo-aprile-maggio.
Un ritorno che non ci deve essere
Alla caserma di PS « Annarumma » il PCI è il primo partito
MILANO, 16 giugno Gli agenti di PS della caserma Annarumma di Milano hanno votato per il 29,8% per il PCI. Su 671 voti scrutinati al seggio 1506 (dove i civili iscritti erano soltanto 7) il PCI ha ottenuto ben 200 suffragi. Rispetto alle elezioni politiche del 1972 i comunisti sono passati appunto dal 9,7 al 29,8%, risultando il primo partito. Gli altri partiti hanno ottenuto infatti: la DC 189 voti, 28,2% (31,9% nelle politiche); il PSI 80, 11,9% (5,4%); il PDUP 11, 1,6%; il PSDI 36, 5,4% (3,2%); il PRI 10, 1,5% (2,4%); il PLI 12, 1,8% (1,6%); il MSI 133, 19,8% (44,8%).
Morire di droga
FRANCESCO CASTORINA (Catania): « A Trento, giorni fa, un ragazzo moriva di droga. Aveva quattordici anni, poca voglia di vivere, ma cer-, to tanta disperazione. La notizia della sua morte avrebbe meritato la prima pagina dei giornali: perchè è stata l'accusa che quel giovane ha lanciato alla società di oggi, con l'ignoranza che domina, la disumanità, la crisi dei valori. Certo il voto al PCI " è quel- I lo che conta ": ma deve contare proprio per cambiare il sistema, per un nuovo mondo ».
GIORDANA FERRANTE (Torino): a Nelle nostre città la presenza della droga comincia a vedersi, a sentirsi. E' un fenomeno che cresce assieme alla disumanizzazione dei quartieri dormitorio, alla discriminazione di classe nelle scuole, alla diffusione dei falsi valori del capitalismo. Il movifnento di massa, i partiti della classe operaia non possono più a lungo ignorare questo problema, non possono fingere che non esista. Lo affrontino con decisione e avranno il mondo giovanile alloro fianco».
Maggioranza assoluta delle sinistre nel paese natale del sen. Fanfani
AREZZO. 16 giugno
Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, paese natale del segretario della DC, sen. Fanfani, ha visto l'affermazione della lista unitaria di sinistra che ha conquistato, col 52,5%, la maggioranza assoluta.
Le sinistre sono avanzate del 2,8,0 rispetto alle precedenti regionali e del 3,2° o rispetto alle -ooliticne. La DC ha subìto una flessione del1'1,5%.
Per ordine del pretore Convento
«altsivo» sequestrato a
Roma
ROMA, 30 giugno
Un intero convento, di proprietà delle suore del « Preziosissimo Sangue » e stato sequestrato oggi a Roma, nell'ambito dell'inchiesta che il pretore Luciano Infelisi sta conducendo sui fenomeni di abusivismo edilizio nella capitale. Il monastero, la cui costruzione stava per essere ultimata, sorge a Macchione. una località alla periferia di Roma compresa fra la Cristoforo Colombo • la tenuta di Castelporziano, Nella zona circostante sono state poste sotto sequestro, sempre per ordine del magistrato, anche un'Ottantina di ville private.
L'inchiesta — che ha condotto ai provvedimenti di sequestro — aveva preso le mosse da una denuncia inoltrata tempo fa da due ispettori urbanistici della XIII Circoscrizione: i geometri Vozzi e De Rossi.
Il terreno scelto dagli speculatori come- teatro degli abusi, è vasto circa 200 ettari, tutti vincolati dal piano regolatore. Le costruzioni erano state avviate, e in parte concluse, senza che nessuna licenza fosse stata in precedenza rilasciata.
Malattia e periodo delle ferie
I giorni di malattia documentati interrompono, a nostro avviso, il godimento delle ferie anche quando non vi è ricovero ospedaliero. La questione non è regolata dal contratto collettivo metalmeccanici. Quei pochi contratti che hanno affrontato e risolto tale questione hanno tutti stabilito che i giorni di malattia non possono essere considerati giorni di ferie (CCNL per aziende di credito, per le esattorie, per aziende commerciali, ecc.).
Ma la soluzione sopra indicata discende dai principi generali • in materia di diritto del lavoro ed è quindi valida per tutte le categorie. Il primo principio è che la malattia del lavoratore rientra nel normale rischio della impresa in quanto il rapporto si sospende durante la malattia, ma non si interrompe (art. 2110 CC). Tale principio è valido anche nel periodo feriale. Inoltre l'art. 36 della Costituzione sancisce un diritto indisponibile a ferie annuali retribuite. La convenzione internazionale del lavoro n. 52, ratificata dall'Italia con legge 2 agosto 1952 n. 1305, e pertanto facente parte dell'ordinamento italiano, prevede altresì espressamente che non sono computabili nelle ferie annuali retribuite i giorni di malattia sopravvenuti nel corso delle ferie. Da ciò discende la regola che, avendo le ferie quale scopo precipuo quello di reintegrare le, forze fisiche e intellettuali dei lavoratori, non possono essere considerati giorni di ferie i giorni di malattia caduti nei periodo feriale. Eventuali norme contrattuali in contrasto con tale principio sono da ritenersi illegittime.
Anche la più recente giurisprudenza la pensa in tal modo (Pret. Roma 6 aprile 1973 . Pret. Genova 22 novembre 1973 - Trib. Milano 27 giugno 1974, tutte pubblicate nella rivista Orientamenti Giurisprudenza - del Lavoro, n. 73 e 74). Se pertanto all'azienda alla quale è stata regolarmente certifica. ta la malattia durante il periodo feriale non prolunga lo proporzione i giorni di ferie, si può chiedere il pagamento dell'indennità sostitutiva delle ferie non godute, oppure, entro l'anno e previa diffida al datore di lavoro, di usufruire effettivamente dei giorni di ferie trascorsi in malattia: appunto perchè le ferie sono destinate a ricostituire le energie psicofisiche del lavoratore, così soddisfacendo un interesse generale direttamente garantito dall'articolo 36 della Costituzione.
CHI DIRIGE UN REPARTO ?
CAPI REPARTO ? CAPI SQUADRA ?
E' uso abituale pensare che il capo re parto nella fabbrica sia colui che, ricevendo direttive di massima da parte del direttore di produzione, organizza il lavoro nel reparto mettendo la sua capacità organizzativa e la sua intelligenza a disposizione delle esigenze di produzione sperimentando di volta in volta nuovi metodi per il buon funzionamento del reparto, rispettando rigorosamente le norme di sicurezza dell'operaio assicurandosi che lo stesso abbia a disposizione gli impian ti e gli strumenti tecnici validi per poter produrre.
E' inoltre altrettanto abituale pensare che il Capo Squadra sia colui che rice vendo le stesse direttive di massima orga nizza mettendo la sua capacità di inventi
va il lavoro ad un piccolo o grande gruppo di operai all'interno del reparto.
Dovremmo quindi trovarci di fronte a due figure professionali importanti delle quali l'una non escluda l'altra, invece riscontriamo che il Capo Squadra esegue so lo ordini ed é costretto a rincorrere i pezzi lavorati da un reparto all'altro non é insomma messo in condizione di lavorare in base alle sue capacità ed alle esigenze del suo gruppo finendo per convincersi che il suo compito sia quello di fare della ginnastica inventando come arricchimento professionale, camminate veloci il più del le volte a vuoto. La direzione d'altra par te non é che si preoccupa troppo dei capi squadra, gli a solo dato una busta ver
de anziché azzurra ma forse per la direzione basta il nome. Ecco come si affronta l'organizzazione del lavoro alla FMC, di-i stribuendo titoli non responsabilità, que sta é roba per pochi intimi (quando va be ne).
Con questo io non intendo dire che ho la soluzione in tasca, credo comunque di poter Eire qualche osservazione: ad esempio/il capo squadra per aver lavorato pri ma come operaio/per il contatto continuo con il suo gruppo perla esperienza che acquisisce nella sua branca di lavoro, de ve avere la responsabilità decisionale, partendo dall'ordine di produzione al tra sporto della stessa in un altro reparto od altro ciclo di lavorazione, deve anche decidere di eventuali permessi chiesti da operai e deve essere pure responsabile del la sicurezza degli impianti a lui designa ti, provvedendo se necessario a fermare quelli che sono mal funzionanti affinché venga eliminata qualsiasi situazione di pericolo per l'operaio/acquistando in que sto modo la fiducia dello stesso) inoltre la responsabilità della idoneita del lavoro effettuato é sempre sua, il passaggio da un ciclo di lavorazione all'al tro può essere benissimo coordinato dai vari capi squadra senza alcuna supervisio ne. Stando così le cose sembrerebbe alquan to ridimensionata la figura del capo reparto. Io direi di più, non serve, un capo reparto che fa quello che dovrebbe fare un capo squadra, é inutile, in quanto il lavoro ad opera finita lo fa abbastanza male non conoscendo appieno nei particolari le varie branch e di lavoro, egli alla fi ne si limita a comandare a bacchetta operai e capi squadra provocando risentimenti dagli uni e dagli altri a tutto disca pito della produzione. Ciò'nonostante il capo reparto é necessario, certo il suo compito non é quello di "pedinare o spin gere" l'operaio, neanche quello di Are la guardia, non é neppure quello di porre la sua autorevole firma sul permesso. Il capo reparto deve avere una visione globale del reparto in funzione del pregram ma di lavoro dell'azienda, deve partecipare alla discussione insieme ai dirigen ti di eventuali progetti di costruzioni di nuove macchine, deve infine in prima
persona influenzare la direzione in meri to all'acquisto di nuovi impianti sia in sostituzione di vecchi rottami sia in fun zione di nuove esigenze produttive.
Per finire: l'accentramento delle responsabilità continua a dimostrarsi nega tiva e la confusione nei reparti si accentua.
Credo quindi che la direzione farebbe bene a tenere in considerazione le indica zioni suggerite, altrimenti cPmostrerà di non sapere o di non volere affrontare i problemi dell'azienda così come nella pra tica si presentano.
Organizzati
CGIL -tonfi formazione professionale
L'ECAP (Ente confederale addesthimento profesii6nale) della CGI-L 'organizza anche per.-l'anno scolastico 1975-'76 corsi serali di formazione professionale gratuiti «tinti l Regicme • a ;per tocnici radio-Ty, .,tocnici in elettrdzaca inchistriale,•oettricisti installatori e analisti chimici. Organizza- inoggg. ersi
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Scopo principato Atti, corsi ECAP è una preparazione teorico-pratica degli allievi il più possibile completa ed aggior nata; non vienetrascurata una preparazione socio-culturale basata sul dibattito tra studenti e insegnanti. La scuola dispone di laboratori modernamente attrezzati.
Per maggiori informazioni su programmi e modalità di iscrizione rivolgersi alla segreteria Tiell'ECAP-CGIL - via Giambellino 115 • Milano - telefono 42.32.551, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 18 alle ore 22.
dalla SEhtfl,UP, DOVRE61 CHIARIRMI LE IDEE SUI SINDACAVI AUTONOMI.. L'OSSERVATORE FMC AD ESEMPIO DA CHI SONO AUTONOMICon il disimpegno dell'anticipo inden nità di malattia e data la situazione at tiva del vecchio bilancio e del fondo caS sa che ammonta a 10 milioni circa, pensia mo che fosse veramente ora di fare qualcosa per questa nostra Cassa Assistenza Interna e così dopo vari incontri e sospirate riunioni si é riuscita a concludere ed a mettere in attuazione con inizio da111.5.1975 alcune modifiche ed inse rire nuovi interventi al vecchio regolamento C.A;I. le quali sono già state espo ste in bacheca.
Tenendo conto delle indicazioni e dei suggerimenti forniti dai lavoratori, il nostro impegno é stato quello di iniziare intervenendo nei casi che presentano un maggior carattere di necessità, in cui i lavoratori sono più esposti e gravati di_spese, inoltre si é cercato di mantenerci collegati alle prestazioni che offrono gli Enti Assistenziali senza così incoraggiare la forma privata.
La situazione del fondo cassa che come suddetto ammonta a 10 milioni circa (N.B. Il bilancio 1974 non é ancora definito a causa delle pratiche INAM in sospeso) ci permetterà per un certo periodo di tempo di mantenere invariate le quote mensili dei contributi che sono di 400 lire per ogni iscritto e di 150 per l'Azienda. Questo periodo ci consentirà (fra 10-12 mesi) di esaminare la situazione del nuo-
vo bilancio e di dare un giudizio sulle nuove innovazioni.
La previsione del nuovo bilancio é senza dubbio quella che le uscite supereranno le entrate le quali sono molto esigue e perciò sarà necessario un aumento del contributo anche da parte dell'Azienda.
Per giudicare il risultato delle numodifiche sarà indispensabile la convocazione di un'assemblea generale di tutti i soci che potranno così fare nuove proposte per le possibili innovazioni o modifiche e inoltre si dovrà decidere in base al nuo vo bilancio gli aumenti dei contributi.
Le difficoltà incontrate per portare al l'attuazione queste modifiche hanno confer mato l'arretratezza dialcuni articoli che regolano lo statuto e in questa parte tutti i Consiglieri dovrebbero impegnarsi per adeguarlo ai tempi mediante una gestione diretta la quale sarebbe senz'altro più funzionale e democratica.
Questa nostra Associazione (C.A.I.) che i lavoratori si sono dati anni fa (come in tante altre aziende) é senz'altro ancora valida per la carenza Assistenziale che ci offrono i nostri Istituti però questo non dovrà in nessun modo intaccare la volontà e il nostro impegno per l'attuazione di una vera riforma sanitaria ed assistenziale e so lo allora la C.A.I. non avrà più motivo di esserci.
E dagli con la carpenteria se.
La R.A.S. sul problema dell'ambiente ha avuto recentemente con la Dire= zione della fabbrica alcuni incontri per mettere a punto misure di in tervento nei reparti e in modo particolare nella carpenteria.
Questo reparto che ha iIl maggior numero di lavoratori ed è il più vasto come dimensione è anche il reparto più disgraziato in fatto di nocività per il tipo di lavoro che vi si svolge.
La nocività ( fumo, polvere, rumori) tanto per citare le più evidenti che abbiamo in carpenteria, armai la conosciamo tutti per avere trattato l'argomento diverse volte anche su Questo giornale e per l'ennesima vol= ta in questo articola.
A queste nocività se ne aggiunge un'altrar forse non conosciuta da tutti; ma non meno grave delle altre:"la Direzione ed il medico di fabbrica "; la prima perchè con i suoi interventi poco seti, superficiali che rasen= tano il tragicomico e l'incoscienza nei confronti dei problemi della sa= Iute manifesta ancora una volta la scarsa volontà nell'affrontare questi problemi:: pensiamo alle stazioni del fumo, frutto dell'improvvisazione, che servono ad aspirare il fumo, mandarlo fuori dal reparto,, farlo rieri trare dalla porta e dalle finestre..... e poi giudichiamo se questa è serietà!... Recentemente il Delegato ha fatto osservare al Direttore della produzione l'aspetto ridicolo del funzionamento della stazione del fumo ( con dimostrazione sul posto ), il Direttore ha risposto:"chiudete porte e finestre così il fumo non rientrerà più," inoltre ha aggiunto che se i lavoratori della carpenteria pretendono l'aria condizionata nel re= parto, la Direzione non è disposta ad accogliere la richiesta.
Egregi Signori, questo è troppo!... Una simile dichiarazione merita di essere biasimata perchè ancora una volta si dimostra (come se ce ne fosse ancora bisogno) quanta poca comprensione si ha per la salute dei lavora= tori ed inoltre quanto-poco rispetto per gli impegni presi con i rappre= sentanti dei lavoratori.
Tutti i lavoratori della F.M.C. sanno benissimo che la fabbrica non sarà mai un soggiorna piacevole con o senza condizionatori d'aria,. ma sanno altrettanto bene che le condizioni di lavoro possono essere migliorate continuamente, basta che si abbia la serietà e la volontà di farlo, mentre sino ad oggi i lavoratori hanno ricevuto,. oltre il danno alla salute,. le beffe della Direzione.
Seconda nocività :il Medico. Il Medico di fabbrica che era presente al= la contestazione del delegato ha potuto constatare la grave situazione ambientale del reparto. Al Medico di fabbrica si chiede soltanto di fare il Miedico nel vero senso della parola, di essere obbiettivo nel dare un giudizio. professionale, di non lasciarsi influenzare negativamente dal capo del personale se crede ancora nella sua professione. Inoltre il suo giudizio professionale relativo alle condizioni di lavoro e agli ambienti in cui i lavoratori sono. costretti a svolgere le loro attività deve es= sere' a favore e in difesa della salute dei lavoratori.
Art. 8 - CURE TERMALI
Ai Soci che:
1 - Usufruendo dell'Assistenza INAM soggiornino in un centro termale per un periodo di cura, viene concesso un sussidio, che non potrà mai superare l'importo della spesa effettivamente sostenuta, pari a Lit. 6. 000 giornaliere per un periodo massimo di 15 giorni calendario.
Il socio che usufruendo dell'assistenza INAM goda per il periodo di cura del pro prio periodo di ferie conserva il diritto al sussidio nei modi e per i tempi sopra stabiliti.
2 - Usufruendo dell'assistenza INPS soggiornino in un centro termale per un periodo di cura, viene concesso un sussidio forfettario di Lit. 18. 000. =
Il socio che usufruendo dell'assistenza INPS goda per il periodo di cura del proprio periodo di ferie perde ogni diritto al sussidio sopra disciplinato.
Condizioni per l'acquisizione al diritto di sussidio sono:
- certificato di prescrizione delle cure termali redatto a cura dei competesti organi (INAM o INPS) -
- documentazione idonea a stabilire il periodo di effettiva cura rilasciata dallo stabilimento termale -
e) - documentazione atta a determinare la spesa effettivamente sostenuta.
Art. 9 - CURE CLIMATICHE
Ai figli dei soci, sino all'età di 12 anni compiuti, che abbiano soggiornato in una colonia marina o montana viene concesso un sussidio pari a Lit. 2. 000 giornaliere per un massimo di 30 giorni di calendario.
Il sussidio, che non potrà mai superare l'importo della spesa effettivamente sostenuta, verrà corrisposto dietro presentazione dei seguenti documenti:
- stato di famiglia -
- certificato attestante la somma sostenuta dal socio -
e) - certificazione attestante l'effettivo soggiorno nella località climaticaIn via del tutto eccezionale il consiglio si riserva di autorizzare l'erogazione del sussidio anche ai figli dei soci che, causa un grave stato di infermità, non siano stati accettati dall'ente o dagli enti gestanti le colonie medesime.
Per poter sottoporre il caso al consiglio occorre produrre:
- Certificato medico attestante la reale necessità per il figlio del socio al soggiorno in località climatica -
- Certificato attestante il rifiuto, con motivazione, di grave stato di infermità emesso dall'organo gerente la colonia -
PROTESI DENTARIE
Il sussidio per interventi di protesi dentarie effettuate sulla persona del socio viene regolamentato come segue:
Forma diretta:
Qualora il socio si avvalga dell'assistenza medica fornita dagli ambulatori INAM, l'intervento C. A. I. coprirà l'intera somma sostenuta e documentata dal socio.
Forma indiretta
Qualora il socio si avvalga delle prestazioni di un proprio medico di fiducia la C. A. I. interverrà con un sussidio pari al 30% della differenza esistente tra la somma effettivamente pagata e la somma che l'INAM rimborserà al socio.
L'intervento che, per entrambe le forme, non è ripetibile nel bienni o non potrà in ogni caso superare il massimale di Lit. 60. 000. =
Documenti necessari per l'ottenimento del rimborso sono:
- fattura o ricevuta del medico curante -
- documento attestante l'importo rimborsato dall'INAM -
PRESIDI ORTOPEDICI - OCCHIALI
Ai soci che, a seguito di prescrizione medica attestante la necessità d'interventi correttivi, abbiano sostenuto spese relative all'acquisto di: Presidi Ortopedici - Occhiali viene corrisposto un sussidio pari al 50% della differenza esistente tra la somma totale sostenuta ed il rimborso INAM percepito.
Il diritto al sussidio, non ripetibile nell'arco dei 12 mesi, si acquista presentando:
- certificato medico attestante la necessità dell'intervento correttivo
- la ricevuta della spesa sostenuta e della somma recuperata dall'INAM
A chiarimento si specifica:
a) - per presidi ortopedici s'intende:
tutori del tronco (busti - corsetti - gorgere - collari - reggispalle)
contenitori addominali (cinti - ventriere) calzature ortopediche su misura
b) - il rimborso relativo agli occhiali sarà sempre e comunque commisurato alla spesa sostenuta per l'acquisto delle lenti con esclusione quindi della spesa sostenuta per l'acquisto della montatura.
L'acquisto di lenti corneali a contatto non comporta nessun diritto al sussidio.
Le risposte del movimento sindacale
In merito alla crisi in atto, ed ai problemi che la stessa ha aperto all'interno del Movimento Sindacale, in questi ultimi tempi, la risposta che il movimento stesso ha saputo dare, è risultata abbastanza limitata.
In effetti l'iniziativa, è riuscita ad ostacolare la strategia del padronato (in termini di riorganizzazione del lavoro), nei suoi effetti più immediati, ma non è stata in grado di ribaltare, ne le fondamentali scelte di politica economica, ne gli elementi di fondo della linea padronale.
A mio avviso, i limiti fondamentali che hanno contrastato il raggiungimento di questi obiettivi Sono stati: un certo rallentamento delle iniziative di fabbrica di fronte ad una riorganizzazione padronale, come può essere il discorso di una maggiore utilizzazione della forza lavoro, con l'accettazione in senso assoluto da parte del movimento sindacale della mobilità; insufficienza di una strategia generale, per la trattativa globale con il governo (in merito ad una nuova politica produttiva), che da parecchi mesi si è reso latitante.
Per il primo aspetto, bisogna dire, che troppo spesso ci buttiamo in vicoli ciechi, dove a volte il rifiuto ostinato della cassa integrazione, o il discorso degli investimenti, divenivano di fatto l'alibi, dietro al quale nascondere la perdita di potere del movimento operaio e nello stesso tempo, farci carico di certe responsabilità e scelte padronali, senza però riuscire a fronteggiare le ristrutturazioni in atto, che sono le cause principali della mobilità della forza lavoro ed incidano nello stesso momento sui livelli occupazionali.
Il secondo aspetto, è collegato a questi limiti, sopra citati, in cui l'incapacità di darci una strategia organica, contro il sistema capitalistico, nella speranza di una presunta volontà di diversificazione delle imprese, porta di fatto ad una perdita di potere nelle fabbriche e attenua la possibilità del movimento sindacale a contrapporsi al disegno dell'avversario.
Tutto ciò, determina l'esigenza di raccogliere tutti gli spunti necessari e gli obiettivi espressi dalle lotte dei mesi passati per darsi una seria strategia, il cui punto
di partenza resta la fabbrica, andando ad una verifica delle conquiste realizzate e rendendole sempre più attuabili: recuperare terreno sui vari aspetti dell'organizzazione del lavoro, ponendoci obiettivi realizzabili, come possono essere la verifica degli organici, la rigidità nell'uso della forza lavoro ed il potenziamento delle strutture esistenti nelle fabbriche.
Queste prospettive, però, devono ricercare alcune condizioni, senza le quali tutto ciò sarebbe vano.
Bisognerà raggiungere un potenziale di unità fra i lavoratori, riaffermando con obbiettivi adeguati la saldezza del movimento, a partire dalla difesa dei salari e del rilancio della linea ugualitaria, fare della lotta, per un nuovo modello di sviluppo, una lotta per la democrazia, in modo da condurre lo Stato ad un ruolo propulsivo dell'economia.
Questo, penso, sia ciò che i lavoratori e tutti i democratici, si aspettano, dal sindacato e da,l governo. secondo le indicazioni che hanno espresso il 15 giugno, per serio rinnovamento della società italiana.
UNA VITA BRUCIATA
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Cari amici ho ricevuto la vostra lettera e, in seguito, il vaglia che avete mandato. Nel nostro paese attualmente le cose, per quel che riguarda i prigionieri politici, continuano nello stesso modo. Riponiamo grandi speranze nelle campagne che si stanno svolgendo a favore dell'amnistia. In particolare ce n'è una diretta dalla Comision nacional de Justitia y Paz per la quale si stanno raccogliendo migliaia di firme per ottenere la libertà dei prigionieri politici e il riconoscimento dei diritti di riunione e associazione. Noi, mogli di prigionieri, stiamo collaborando pienamente, in modo da fare arrivare l'azione dappertutto.
In tutti i settori della popolazione le pressioni sono molto forti in favore di queste richieste e per il riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo.
Con il mio più vivo ringraziamento ricevete i saluti di
F. F.l /4/'75
Carissimi amici e compagni, vi auguriamo che stiate bene di salute, che per la lotta che conduciamo è una delle cose principali. Vi scrivo per comunicarvi che oggi stesso abbiamo ricevuto la vostra lettera che ci ha molto rallegrati e che attendevamo ansiosamente. Abbiamo anche ricevuto il vostro vaglia di cui vi siamo molto grati e apprezziamo lo sforzo che fate.
Mio padre sta bene e con il morale molto alto, il che è molto bene per sostenere il carcere che è noioso e monotono; il più doloroso è che priva la gente della sua libertà il che è inumano poiché ognuno ha il suo modo di pensare e ciò non si può togliere anche se lo torturano o gli impongono qualsiasi sacrificio.
E pensare che questa parola tanto bella e significativa come è la LIBERTA' si veda insudiciata da uomini che avrebbero dovuto farla brillare e che privano gli uomini di godere di essa.
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Cari amici
ho ricevuto la vostra lettera da ormai molto tempo, ma il vaglia che avete inviato ha impiegato parecchio per arrivare, e certo anch'io ho tardato nel rispondervi; ma benché tardi, mi fa piacere rispondere a tutti quelli che scrivono, cosicché lo faccio per ringraziarvi per l'interesse che ci dimostrate e anche informarvi che mio marito è ora a casa in libertà vigilata anche se in attesa di un altro processo nel quale è stata chiesta la sua condanna a due anni e due mesi.
Non ho altro da dirvi, ricevete un forte abbraccio dagli amici di Spagna.
Appunti sulla gestione sindacale I.N.P.S.
Il 9 luglio presso il circolo di "via De Amicis" si é tenuto un convegno indet to dalla Federazione CGIL-CISL-UIL sul tema, gestione sindacale dell'INPS, con la relazione del Presidente del comitato provinciale gestione INPS Renato Buschi, dea dibattito che ne é seguito, é chiaro come la situazione disastrosa dell'INPS, non si sia riusciti a migliorarla in que sti ultimi quattro anni, contrariamente a quanto ti auguravano lavoratori e sindacati, con l'ingresso dei rappresentanti dei lavoratori nel consiglio direttivo. Basti pensare al maggior numero delle pratiche che vengono svolte ancora
a mano con i limiti che questo comporta, cumuli di pratiche pensioni ineva se, lungaggini e attesa dei lavoratori di due e più anni prima che si vedano arrivare la pensione dal momento della doman da. Miliardi di contributi non pagati o pagati con notevoli ritardi senza interes si.
Si aggiungano gli evasori che si calcola in oltre 1000 miliardi annui.
Personale in continuo movimento il qua le non fa l'esperienza dovuta. Il soprav vivere di metodi clientelari, anche da parte del personale con favori del singo lo nei confronti dell'utente.
A tutto questo, si era pensato per mi
gliorare la gestione, l'introduzione di un moderno sistema meccanografico, siste ma che é continuamente sabotato da quelle forze conservatrici, che hanno voluto limitare la partecipazione sindacale nello Istituto, dal collegio dei sindaci e del le altre forze con il preciso intento di creare degli ostacoli continui.
Per avere una misura a quale entità é giunta l'opera d: sabotaggio basti pensa re che con il 1.1.1974 doveva entrare in funzione il sistema automatico di riscos sione e controllo meccanografico, ma que sto ancora non é entrato in funzione, quindi i lavoratori si trovano oggi con questi due anni di contributi non ancora registrati.
Per superare tutto questo, necéssita, una riforma più avanzata basata su esperienze vissute in questo quadriennio dai rappresentanti dei lavoratori e togliere dalle mani degli imprenditori la gestione dei contributi affidandoli ad una gestione dove siano rappresentate tutte le forze del lavoro.
"Abolizione del collegio dei sindaci"
Per un controllo diretto da parte dei lavoratori ad ogni istanza di elaborazio ne e gestione dell'ente assistenziale
rarria
Fermare la mano del boia
Un'altra barbara, orrenda sentenza. Le corti marziali di Franco non si danno tregua nella sanguinaria sfida che il regime di Madrid lancia alla Spagna, dove l'opposizione democratica serra le file e si estende. e al mondo. dove salgono d'ora in ora l'indignazione e la protesta. Altri cinque giOvani antifascisti sono stati condannati a morte, dopo un processo farsa, sulla base di « confessioni » estorte aguzzini con ogni genere di vessazioni e torture. Sono già dieci. nel giro di queste ultime settimane, gli oppositori che i tribunali franchisti hanno deciso dí mandare a morte con l'uso della garrota, quello strumento che nella sua rudimentale • efferatezza può vergognosamente essere assunto a emblema della sola dittatura fascista rimasta in piedi in Europa.
Alcuni esempi di «liberalizzazione »
Seppur ce ne fosse stato bisogno, questo tragico martellare di sentenze capitali ha tatto cadere anche l'ultima illusione di chi dentro e fuori della Spagna aveva nutrito la speranza di una graduale e indolore « liberalizzazione » del regime. Ma la garrota che — se la mano del boia non verrà fermata a tempo — potrebbe attanagliare la gola dei patrioti baschi Garmendia e Otaegui, degli esponenti del FRAP. Vladimiro Fernandez
Trovar, Manuel Antonio Blanco Chivite. José Humberto Baena Alonso e dei loro compagni condannati a morte ieri, Maria Jesus Dasca, Concepcion Tristan /entrambe in stato di gravidanza). Manuel Calzai:era!, Romano Garcia e José Luis Sanchez, non farei che accrescere l'ira e il moto di rivolta del popolo spagnolo; non farà che rafforzare ed estendere l'alleanza di tut-
le le forze antifranchiste. La unità dello schieramento antifascista ha tatto un significativo e importante passo avanti con l'accordo sottoscritto a Madrid tra la Giunta democratica e la Piattaforma di convergenza democratica, per la creazione di una alternativa comune al franchismo. In queste ore, dinanzi alla sfida franchista. è necessario che tutte le forze democratiche del nostro Paese levino più alta ed energica che mai la loro voce di protesta per salvare la vita degli antifascisti spagnoli; rendano concreta e più ampia la loro solida. rietà con il popolo spagnolo in lotta; chiedano immediate iniziative da parte del governo italiano; si battano con decisione perché sia cancellata finalmente dal nostro continente la vergogna del fascismo che insanguina la Spagna da quarant'anni.
CARMONA (Sevilla)
A Carmona in provincia di Siviglia il 1" agosto in conseguenza della mancanza cronica di acqua, un numeroso gruppo di abitanti blocca per protesta la circolazione sulla strada per Siviglia. La guardia civile scioglie selvaggiamente il blocco composto in maggioranza di donne e bambini e spara contro i pacifici dimostranti. Viene ucciso Miguel Roldan Zatra
FUENTARRABlA (San Sebastiano)
Il 2 maggio due supposti militanti dell' ETA, Xavier Roque e Mondragon, cadono in un'imboscata preparata dalla guardia civile sulla spiaggia di Fuentarrabia. I due giovani vengono assassinati mentre tentano di entrare in Spagna.
VALLADOLID
II I di settembre più di •;ilen operai dello stabilimento Fasa-Renault, ,he erano stati licenziati. manifestano pacilicamente nel .entro della dita. La polizia sclogiie violentemente la manilestazione tacendo uso delle armi. Vegli scontri risultano Irriti 15 poliziotti e 9 manifestanti.
MADRID
otto persone sono arrestate con l'accusa di aver partecipato all'attentato della Porta del Sole a Madrid. Tra i detenuti si trova G. , novela For2st moglie dello scritzore teatrale :Mons() Sastre.
Con q Ilt» t a assurda montatura poliziesca si cerca di Irenare l'ampio movimento unitario che si sviluppa in tutto il paese e di seminare la contusione e il panico. (Da » n. 5 ottobre 19741.
Arresti in massa
Domenica 29 ottobre 1973, alle lire 10,30, la polizia e entrata violentemente nella chiesa di Santo Antonio Maria Vianev a Bar(elloIla. ha attraversato la parte dove si celebrava la messa entrando nella sala contigua arrestando 113 persone.
Secondo la pulizia eli arrestati costituivano la Commissione permanente della Assemblea della Catalogna (unione di tutte le forze
BARCELLONA
L'S settembre vengono arrestate 67 persone accusate di partecipare all'Assemblea di Catalogna. La polizia penetra brutalmente nel convento di religiose d,, ve i 67 si tt-ovava no.
Tra gli arrestati sotto persone appartenenti a tutti gli strati sociali, prolessionisti, operai. contadini, studenti, casalinghe ecc.
11 giorno 11 il giudice mette in libertà provvisoria 50 degli arrestati mentre gli altri 17 sono passati al carcere.
Gli otto punti della Giunta
O
Il problema della casa sarà considerato prioritario sia nel prossimo bilancio sia nei piani pluriennali.
O Ottenere dalla Regione la costituzione di più Commissioni per l'assegnazione degli alloggi popolari nel Comune di Milano per accelerare al massimo l'esame delle 40 mila domande presentate in occasione dell'ultimo bando.
42) Reperire 1000 alloggi per far fronte ai bisogni più urgenti e immediati mediante requisizione di alloggi sia privati che pubblici da parte del Prefetto, utilizzando parte degli alloggi per senza tetto, tramutando in affitto alloggi costruiti per il riscatto.
O
Le « segnalazioni atipiche » — cioè le situazioni delle famiglie che hanno occupato abusivamente alloggi popolari e quelle da tempo all'attenzione della Ripartizione edilizia popolare — saranno esaminate congiuntamente dalla Commissione comunale assegnazione alloggi per giungere ad una rigorosa graduatoria di priorità.
O Sospensione temporanea degli sgomberi degli attuali occupanti e blocco delle occupazioni per consentire alla Commissione assegnazione alloggi di svolgere il proprio lavoro. Resta fermo che non saranno più tollerate nuove occupazioni di alloggi pubblici sia singole che collettive.
O Introduzione dell'equo canone per gli affitti delle case popolari, sia dell'IACP che del Comune e contemporanea verifica della morosità per stroncare eventuali morosità ingiustificate.
O Verifica attenta delle condizioni di reddito, in rapporto alla composizione dei nucleo familiare, degli attuali inquilini delle case popolari per il recupero degli alloggi abitati da famiglie che risultassero non più aventi effettivo bisogno di una casa popolare.
O Impegnare l'IACP ad avviare subito i programmi per l'investimento dei 20 miliardi per l'edilizia popolare e contemporanea richiesta alla Regione di fondi per il risanamento di circa 700 vani in stabili comunali nel centro storico. Accelerare tempi e procedure per la realizzazione e l'estensione del Piano di 167 in Milano.