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Verso il rinnovo del contratto definire la piattaforma rivendicativa
E' in pieno svolgimento in tutte le fabbriche metalmeccaniche italiane la consultazione per la definizione della piattaforma rivendicativa da presentare alla Confindustria per il rinnovo del Contratto di Lavoro.
In questo quadro, anche da noi — dopo la riunione del Consiglio di Fabbrica — in tutti i reparti ed uffici si è sviluppata la consultazione al fine di avere il massimo contributo di idee osservazioni e proposte da parte di ogni lavoratore operaio e impiegato sulla proposta nazionale elaborata nella Conferenza Nazionale di Brescia.
II dibattito si sviluppa e accentra, in modo particolare, sulla situazione e clima politico esistente nel Paese, nel momento in cui andiamo al rinnovo del Contratto di lavoro, per l'attacco padronale e dei pubblici poteri aì diritti dei lavoratori, al diritto dì sciopero e alla contrattazione artitotata.
Attacco che va respinto, imponendo contemporaneamente le riforme di struttura, con il massimo di fermezza e unità da parte dei lavoratori e dei più ampi strati della popolazione.
Per questo è indispensabile -come ha sottolineato la Conferenza di Brescia — che la piattaforma rivendicativa contrattuale sia sele-
zionata, con delle priorità, e precisi obiettivi sulla stessa linea tracciata nelle grandi lotte del 1969, e non semplicemente un lungo elen co e sommatoria dei giusti bisogni ed esigenze dei lavoratori come qualcuno dice.
Per non permettere al padronato, ed ai suoi alleati, di sviluppare manovre di divisione contro i lavoratori, di attuare lui delle selezioni nelle richieste che ìt, saranno presentate è necessario che siano i lavoratori a definire e scegliere,
preventivamente, con precisione gli obiettivi e le richieste.
Prepararsi al rinnovo contrattuale partecipando attivamente alla definizione della piattaforma, rafforzando l'organizzazione sindacale e i suoi strumenti di direzione (Consigli di Fabbrica) affinchè la prossima lotta contrattuale sia non solo una battaglia che verrà combattuta ma anche vinta facendo così ulteriormente progredire le condizioni sociali, di lavoro e vita dei lavoratori e delle loro famiglie.
CONQUISTATO UN POSITIVO ACCORDO CHE AVVIA LE PEREQUAZIONI RETRIBUTIVE
Nella mattinata del 15 giugno, presso I' Assolombarda, è stata raggiunta una positiva intesa aziendale che, il giorno successivo, la assemblea dei lavoratori approvava con 59 voti contrari l'accordo raggiunto.
In questo modo si concludeva, nel giro di un paio di settimane. la vertenza aziendale che aveva visto impegnati i lavoratori in scioperi e assemblee.
A parte viene pubblicato il testo integrale dell'accordo, in questa sede ci limitiamo solamente ad un sintetico commento dello stesso.
In primo luogo l'accordo prevede l'istituzione di un « terzo elemento » retributivo per tutti i lavoratori (operai, impiegati, equiparati) che avvia una perequazione retributiva all'interno di ogni categoria.
In altre parole, ciò significa che si sono fissate, per ogni categoria, dei superminimi garantiti (non più assorbibili in caso di passaggio di categoria, ecc.) per tutti i lavoratori indistintamente.
Questo fatto ha portato una prima perequazione retributiva con miglioramenti, a Sesto S. Giovanni, a ben 2.906 operai, pari al 72%, ed -à 634 impiegati, pari al 38%.
L'elevata percentuale di lavoratori interessati sta anche a dimostrare che i salari della Ercole Marelli sono complessivamente bassi, rispetto alle altre aziende similari.
Vale infine la pena di riportare le percentuali dei lavoratori che hanno avuto benefici economici nelle singole categorie in modo che tutti gli operai e impiegati possano valutare, con cognizione di causa, i risultati raggiunti.
Ricevono benefici economici, perchè con « superminimi » inferiori a quelli fissati, le seguenti percentuali di lavoratori:
operai: la super. 41%; 1® (0.
S.) 64%; 26 (0.0.) 70%; 341 categoria 88%; 4» categ. 98%; 5°
(M.C.) 100%
equiparati: 2» categ. 10%
impiegati: 1" cat. 3%; 2" categ.
44% 3a categ, 61%; 4» categ.
77 per cento.
Questi dati sono la dimostrazione più chiara e convincente, di ogni discorso, dell'infondatezza delle critiche fatte — da piccolissimi gruppi di più parti — a questa impostazione. Infatti risulta ora evidente come il problema delle perequazioni retributive:
investa tutti i lavoratori dall'impiegato di 1° categoria all'ultimo .manovale; che, fissando i valori del 3° elemento sulla base dei parametri contrattuali, i lavoratori maggiormente interessati sono gli operai e impiegati delle categorie più basse e con percentuali decrescenti per tutti gli altri lavoratori.
Quindi un buon avvio delle perequazioni, anche se complessivamente i valori sono bassi, s'è visto nel quadro del rinnovo del contratto di lavoro e della realizzazione dell'inquadramento unico — operai, impiegati, equiparati.
II secondo aspetto riguarda il premio di produzione e, anche se per il 1972 si è ottenuto un aumento di 37.500 lire, il risultato non ha completamente soddisfatto i la-
A TUTTI I LAVORATORI E ALLE LORO FAMIGLIE
voratori, o meglio ha lasciato in parte la bocca amara poichè si è arrivati a 147.500 lire e non alle centocinquantamila. Ma certamente nel valutare i risultati non ci si può fermare al fatto che non vi è una cifra tonda.
Infine l'ultimo aspetto affrontato è quello delle prospettive produttive dell'azienda in relazione alle quali la direzione ha fatto la dichiarazione pubblicata con l'accordo. Dalla sua lettura si ricava come l'azienda intenda continuare le attuali produzioni e come abbia in corso di attuazione un programma di riorganizzazione, ampiamento e ammodernamento produttivo che porterà all'assunzione di circa 100 operai.
Va infine sottolineato il fatto che l'azienda si è impegnata ad informare periodicamente il Consiglio di Fabbrica sugli sviluppi della situazione. Al di là delle dichiarazioni della Direzione, però è necessaria la costante e massima vigilanza dei lavoratori — sulla situazione aziendale — che rappresenta, in ogni momento, la garanzia più sicura.
Il testo integrale dell'accordo
Addì 15 giugno 1972, in Milano tra l'Associazione Industriale Lombarda in persona dell'Avv. Salvatore Arengi che rappresenta ed assiste la ditta ERCOLE MARELLI presente nelle persone dei sigg.: Or. Alberto Pavesi e Dr. Francesco Favara e i Sindacati Provinciali dei lavoratori:
FIOM - presente nella persona del sig. Antonio Pizzinato
FIM - presente nella persona del sig. Giampiero Colombo
UILM - presente nella persona del sig. Donato Di Meo presente la Rappresentanza Sindacale Aziendale
si è convenuto quanto segue: Il premio di produzione di cui all'art. 3 - Parte Quarta - del CCNL 8 gennaio 1970 viene elevato per l'anno 1972 dalle attuali Lire 110.000 a L. 147.500 pro-capite comprensive di tutti gli istituti contrattuali, oltre alla corresponsione del premio orario o mensile in atto.
L'erogazione avverrà:
in data 31-7-1972 per i ratei maturati sino al 31-8-1972;
in data 31-12-1972 per i ratei maturati dal 1°-9-1972 al 31-12-1972.
Viene istituito un « terzo elemento » della retribuzione nelle misure appresso indicate:
Impiegati la categoria super
L. 11.300 mensili
Impiegati la categoria
L. 11.100 mensili
Impiegati r categoria (e la categoria C.S.) L. 8.500 mensili
Impiegati 3' categoria (e 2° categoria C.S.) L. 6.550 mensili
Impiegati C categoria
L. 5.900 mensili
Operai l« cat. super L. 31.05 orarie
1« L. 30.00
,1 L. 27.30
3 a » L. 25.70
4a » » L. 24.80
5a a » L. 23.50
Per costituire detto terzo elemento verranno scorporati fino a concorrenza gli importi di superminimo, a qualsiasi titolo assegnati, eccedenti i minimi tabellari vigenti. Detto scorporo verrà effettuato, sempre fino a concorrenza:
a) per gli impiegati e categorie speciali, anche sulla = indennità so-
stitutiva dell'incentivo di produzione » relativa all'importo del superminimo scorporato;
b) per gli operai, anche sulla percentuale del 14,86 (riduzione orario) relativa all'importo del superminimo scorporato. Pertanto, quando sarà effettuato il ricalcolo (1-12-1972), sul terzo elemento sarà applicato l'aumento del 5,14%.
Il terzo elemento non verrà costituito per coloro che sono retribuiti a provvigione o comunque con partecipazioni variabili.
Per coloro che percepiscono importi aggiuntivi comunque denominati sotto qualsiasi voce che non siano superminimi, il terzo elemento sarà costituito mediante scorporo del superminimo e, in difetto, dai detti importi aggiuntivi.
Per i minori, le misure mensili ed orarie del terzo elemento saranno stabilite in proporzione alle misure dei minimi tabellari.
Il terzo elemento avrà decorrenza dal 1° luglio 1972 e sarà applicato in riferimento agli stipendi e alle paghe in atto alla data di decorrenza.
Letto, confermato e sottoscritto.
Dichiarazione della Direzione
In relazione ai colloqui intercorsi presso l'Assolombarda, si conferma quanto ampiamente esposto in quella sede, e cioè che la Ditta si propone, per l'immediato futuro, di mantenere e sviluppare le produ zioni, fatta eccezione per pochi e non essenziali tipi, semprechè le condizioni del mercato lo consentano.
I programmi di ampliamento e ammodernamento, a suo tempo formulati e più volte illustrati alla Rappresentanza Sindacale Aziendale, sono in corso di realizzazione e saranno completati, salvo imprevisti, in gran parte entro la fine del 1972 e, in alcuni settori, all'inizio de 1973.
Nel quadro di tale programma, la Ditta si propone — semprechè vengano reperiti elementi idonei — di procedere nei prossimi mesi alla assunzione di circa 100 operai.
La Direzione continuerà come per il passato a dare alla Rappresentanza Sindacale Aziendale le opportune informazioni sulla situazione produttiva aziendale.
Dirigere e non comandare
I LAVORATORI DEI REPARTI
1A2 - 1H1 - 1G01 e UFF. SPEDIZIONI DICONO NO Al SOPRUSI
Mercoledì 21 giugno 1972 i lavoratori dei suddett ireparti hanno effettuato un'ora di protesta per respingere alcuni atteggiamenti dei dirigenti di questa sezione che sono i signori Grego, Friz e Storniolo che, da un po' di tempo, hanno modi di comportamento autoritari e minacciosi verso gli operai e gli impiegati.
Il metodo è quello di richiamare ì lavoratori in modo autoritario, impartendo gli ordini senza il minimo dialogo, trasferendo persone da un ufficio all'altro minacciando altri.
Sappiano questi signori che i lavoratori non accettano più i vec-
chi metodi del bastone e della carota, ma che le lotte, l'esperienza, impongono un modo di vivere diverso nella fabbrica. I lavoratori sanno bene che il rispetto dei diritti conquistati è il primo elemento da difendere unitamente alla propria dignità di cittadini all'interno della fabbrica: rispettosi — certo — degli altri valori, e non invece come vorrebbero questi signori: oggetti da comandare e da sbattere qui e là come e quando si vuole!
Pertanto, una prima risposta unitaria è stata data, sappia l'azienda che strumentalizzare certi signori che si prestano a certi metodi si sbaglia. Alla E. Marelli, abbiamo sempre trovato il modo, con l'azione dei lavoratori, di far cambiare le cose nel senso giusto e nell'interesse di tutti.
Costruire l'unità sindacale
Crescita democratica e pluralistica
APRIAMO IL DIBATTITO
Con questo numero del giornaletto pubblichiamo due articoli e apriamo un dibattito sulla costruzione dell'unità sindacale, dopo le serie difficoltà intervenute nel processo unitario a seguito della rimessa in discussione e non mantenimento degli impegni presi nei Consigli Generali della CGIL, CISL e UIL del novembre 1971 (Firenze 3) e della conseguente costituzione del patto federativo, cioè la s Federazione CGIL, CISL, UIL ». Noi consideriamo — nella nuova situazione venutasi a creare — la Federazione come un ponte di transizione per la costruzione dell'unità sindacale organica e non alternativa ad essa. Per questo è necessario che, partendo dai traguardi già raggiunti (Consigli di Fabbrica eletti su scheda bianca, Consgli di Zona, sedi unitarie, ecc.), si operi per andare avanti — tenendo conto della volontà e decisione delle masse lavoratrici — e non per frenare questo processo o peggio ancora per ricacciarlo indietro.
A tale scopo è importante — come lo è sempre stato in tutti questi anni — il contributo concreto e fattivo di tutti i lavoratori ed in tal senso va considerato anche questo nostro dibattito a cui invitiamo a partecipare tutti i delegati ed i lavoratori.
L'invito è: scriveteci le vostre opinioni e pareri e proposte in merito all'unità sindacale.
L'unità sindacale rappresenta lo effetto logico dell'intensa e tumultuosa trasformazione economica della Società italiana. Essa pone in risalto la crescita democratica dei lavoratori e la loro volontà di acquisire maggior peso contrattuale e politico per raggiungere migliori condizioni di vita e di lavoro.
Dall'esito positivo di questo processo di unificazione, può e deve nascere in un sindacato forte e largamente rappresentativo capace di difendere con vigore, nei confronti del mondo imprenditoriale, i diritti del lavoro e rispetto al potere politico, un interlocutore valido per la realizzazione di una efficace programmazione economica.
Il raggiungimento di questi obiettivi di interesse generale è favorito o meno dal crearsi di condizioni di assoluta chiarezza, di piena autonomia rispetto ad ogni tentativo di strumentalizzazione di partito e di leale accettazione del quadro istituzionale fissato dalla Costituzione.
E' indispensabile pertanto operare, nel rispetto scrupoloso della reciproca autonomia, affinchè il processo di unificazione sindacale possa salvaguardare nell'interesse dei lavoratori, le seguenti esigenze:
una struttura interna autonoma e democratica che eviti artificiose divisioni ricollegabili allo schieramento partitico; una procedura che favorisca la ampia partecipazione della base ed il potere decisionale dei lavoratori per evitare rischi, carichi di gravi conseguenze, di una unità sindacale al vertice; una volontà a svolgere una funzione dialettica all'interno delle istituzioni democratiche per rafforzare, con la partecipazione dei lavoratori, il pluralismo sociale, economico e politico del Paese.
La salvaguardia di queste fondamentali ed irrinunciabili esigenze è affidata, in base ai principi dell'autonomia, ai lavoratori. Una soluzione coerente su queSte linee ci fa esprimere un chiaro giudizio di positività del processo di unificazione sindacale. Le migliori tradizio-
ni della classe lavoratrice, che con le sue specifiche responsabilità emergono anche, in un momento delicato ed aperto a una crescita democratica e pluralistica dalla società sono le garanzie dell'unità di classe contro ogni forma di chiusura corporativa e settoriale.
L'aspetto di questo momento delicato è stato recentemente sottolineato dalla Conferenza Nazionale Unitaria dei Metalmeccanici a Brescia e poi ripresa da un comunicato delle Segreterie Provinciali della CGIL, CISL, UIL. L'indicazione di un « Patto federativo » non alternativo alla realizzazione dell'unità sindacale organica, deve essere un mezzo capace di arrivare, in tempi ben definiti, all'unità stessa.
Per fare ciò è necessario approfondire i contenuti e le procedure del « Patto », sviluppando ulteriormente il discorso unitario e prospettando la costruzione degli strumenti unitario ai diversi livelli (Consigli di Fabbrica; stampa unitaria, attività formative, riunioni congiunte).
Solo così si riusciranno a fare passi in avanti, perchè rendendo efficiente l'organismo federativo aumenta la consapevolezza di essere vicini alla meta.
L'autonomia di ogni singola centrale sindacale, nell' ambito delle strutture organizzative, verrebbe rispettata nel quadro di una tale soluzione-ponte per i molteplici aspetti derivanti.
Dopo questo breve commento, la politica unitaria, potrebbe apparire come una lotta complessa e difficile, ma essa ha fra le grandi masse dei lavoratori sostenitori convinti ed appassionati.
E' compito delle Organizzazioni sindacali, in un momento come questo, non sottrarsi alla responsabilità di presentare ai lavoratori chiarezza e proposte costruttive capaci di respingere il tentativo delle forze anti-unitarie e moderate di minare alla radice l'unità, come espressione di avanzamento e di progresso.
NAVA RAFFAELE (delegato impiegato)UNITA' D'AZIONE E ORGANICA
L'unità di tutte le forze del lavoro di fronte alle difficoltà insorte in ordine e ai tempi di conclusione del processo unitario ha subìto negli ultimi tempi una pausa di riflessione.
Questo non significa che è stata intaccata la volontà per il suo raggiungimento anzi conferma che l'obiettivo dell'unità organica di tutti i lavoratori per i contenuti che la compongono è una esigenza irrinunciabile tale da assicurare una più valida e complessa difesa degli interessi dei lavoratori e per rafforzare le basi del sistema democratico.
Certo, il cammino per giungere all'unità di tutti deve però essere lastricato di lealtà, fiducia reciproca e chiarezza estrema al fine di abbattere i detriti che ancora la ostacolano per arrivare al traguardo con uno sforzo comune.
Il nuovo momento operativo per rendere concreto questo proposito è data dalla costituzione del - Patto Federativo » che vuol essere la acquisizione e il mantenimento del patrimonio unitario fin qui raggiunto.
Questa nuova fase transitoria del processo unitario consente di contrapporre, ai tentativi messi in essere dal padronato che mira a fiaccare l'intero movimento sindacale dei lavoratori nel momento maggiore di difficoltà economica del paese e in vista dei rinnovi contrattuali, una politica più aderente ai momenti odierni atta a rafforzare le capacità di lotta, la conquista di più avanzati traguardi civili e sociali quali la politica delle riforme, dell'occupazione e per una maggiore partecipazione dei lavoratori nelle fabbriche e nella società.
li • Patto Federativo » deve dare permanente certezza all'unità d'azione in funzione dell'unità sindacale organica di tutti i lavoratori ma per essere effettivamente operante deve venire osservato e applicato da tutte le strutture e a tutti i livelli organizzativi sindacali.
In questo modo la nascente federazione avrà pieno potere decisionale sulle politiche contrattuali, sulle politiche di riforma, sulle politiche economiche e sociali e di programmazione ecc. realizzando un preciso ruolo del sindacato e quindi dando certezza al traguardo dell'unità organica di tutti i lavo-
ratori.
Questa partecipazione dell'intero movimento sindacale al confronto per l'unificazione trova un momento importante di verifica sui consigli di fabbrica, nei loro compiti, nel rapporto con tutte le strutture del Sindacato e nel loro modo di formazione e di elezione.
Un autonomo accordo sindacale — che comprenda anche le rappresentanze sindacali ed aziendali previste dai contratti e dalle leggi — deve dare la certezza che, in ogni momento, tutte le espressioni proprie del movimento sindacale ab-
biano un apposito regolamento elettorale e la certezza dí poter essere adeguatamente rappresentate. Pertanto rendere coscienti i lavoratori della nuova dinamica che in prospettiva si pone per raggiungere l'unità di tutti i lavoratori significa operare in una realtà politica indiscussa, caso contrario si incorrerebbe in un grave errore che sarà scontato dai lavoratori stessi al momento della lotta per il rinnovo dei contratti.
LETTERA APERTA AL SINDACATO
Premetto di non aver presentato prima questa mia per evitare inutili discussioni sulla vertenza aziendale.
Pur condividendo l'istituzione del 3° elemento, mi domando: a Con quale diritto le Organizzazioni Sindacali hanno preteso l'immobilismo salariale di quei lavoratori che, pur usufruendo di qualche aumento, non arrivano ad uno stipendio mensile di L. 135.000, quando gli stessi sindacati stanno rinnovando o si preparano a rinnovare contratti per categorie di lavoratori, il cui stipendio supera di gran lunga le 160 mila lire mensili? •.
In compenso, il sindacato e la stampa, sono prodighi di elogi verso la nostra categoria. I metalmeccanici sono le punte avanzate dell'unità sindacale, la categoria pilota, la maturità operaia, la forza traente dell'economia italiana; e consapevoli di tale forza ci siamo visti scavalcare nella scala salariale da tutte le categorie improduttive del paese: ATM, INPS, ENEL, SIP, RAI, ANAS, ferrovieri dipendenti comunali, Cassa del mezzogiorno e tante altre categorie dí cui mi sfugge il nome e in qualche caso anche l'utilità.
Mi sorge il dubbio che il sindacato, in questi ultimi anni, si sia imposto il ruolo di programmatore dell' occupazione, dell' economia, della ristrutturazione delle aziende, non abbia saputo programmare le sue rivendicazioni, creando dislivelli salariali che vanno a discapito delle categorie più basse, ma no-
nos tante tiltto dobbiamo rallegrar ci: il bollettino sindacale ci ha comunicato che il metallurgico ha vinto a Cannes, siamone orgogliosi! Sempre convinto dell'importanza che il sindacato occupa in un paese democratico, certo di aver interpretato il pensiero della maggioranza dei metalmeccanici (miei compagni di lavoro), sperando che di quanto scritto si prenda atto, porgo cordiali saluti.
Operaio dell'Ercole Marelli (segue la firma)
PALAZZINA 2 H
Portiamo a conoscenza che gli impiegati della palazzina 2 H sono in stato di completo disagio a cui sono soggetti:
alle continue sensibili vibrazioni causate dalla macchina trita rottami di una ditta esterna, adiacente alla palazzina che rendono insalubre l'ambiente di lavoro e pregiudicano l'incolumità dei lavoratori;
da un po' di tempo si aggiungono forti scoppi causati dalla sala prova grosse macchine rotanti in ditta che letteralmente scuotono profondamente tutte le Infrastrutture.
Questo stato di cose sono a conoscenza degli organi responsabili della Società (Direzione Servizi Generali) ma, purtroppo, nessun intervento è valso a migliorare le condizioni.
Invitiamo l'azienda ad intervenire e promuovere degli accertamenti e le azioni necessarie per porre fine a tale situazione.
I lavoratori della palazzina
Continuità di una linea consolidare l'orario contrattuale
II Consiglio di fabbrica, riunitosi il giorno 28 giugno 1972, per discutere sulla ipotesi di piattaforma rivendicativa contrattuale nazionale di categoria, ha preso in esame una richiesta avanzata dalla direzione del personale in merito alle ore straordinarie.
Il Consiglio si è dichiarato disponibile per la concessione dello straordinario per il trasferimento e riorganizzazione dei reparti nel quadro delle ore previste dal contratto di lavoro, mentre ha deciso di non accettare nessuna richiesta di straordinari per la produzione.
Le ragioni primarie sono:
1) continuità della linea Sindacale in merito allo sviluppo dei livelli occupazionali, conseguente difesa dell'obiettivo delle 40 ore, ap-
plicazione rigida delle eccezionalità.
Siamo di fronte ancora ad una situazione di grave crisi economica con conseguenze sui livelli occupazionali dove il nostro settore è. uno di quelli colpiti, basti ricordare ancora le ombre che investono la nostra fabbrica e che più volte abbiamo denunciato la flessione di centinaia di addetti in meno.
Parimenti si verifica lo stesso fenomeno negativo alla stessa Industrie elettriche Legnanesi, che fa trasformatori, minaccia licenziamenti e cassa di integrazione, oltre alla situazione precaria alla O. T.E. di Bergamo, alla stessa Italtrafo, così al tecnomasío Brown Boveri (stab. di Porta Romana) avverte in questo periodo un grosso calo produttivo.
2) Siamo in piena preparazione del rinnovo Contrattuale, non possiamo correre il rischio che la lotta per il contratto attenui il nostro impegno di politica economica nei confronti del settore elettromeccanico. Ciò, se non altro. perchè uno scontro come quello che si prospetta per il contratto e la possibilità di accoglimento delle nostre rivendicazioni, esigono da parte del potere politico delle scelte precise di sviluppo programmato dell'economia nel nostro paese.
La nostra azione quindi, in coerenza con queste scelte, non può che dar forza e contribuire ad Indirizzare giustamente anche lo scontro contrattuale. Lavoratori rafforziamo la nostra unità, intorno alla linea del Sindacato, rifiutando di prestarci alle manovre padronali.