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Calcolatore25

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il calcolatore

Dalla crisi si

esce se vi è volontà di percorrere assieme ai lavoratori nuove strade

Come la crisi generale cala nel settore e nella fabbrica - Come reagisce il padrone alla crisi - Come uscire dalla crisi

La crisi generale è dovuta ad un groviglio di iniziative personali ancorate a visioni aziendalistiche protese ai facili ed immediati guadagni.

Queste iniziative, proprio perchè personali, proprio perchè partono dalla ristretta visione aziendale sono incapaci di collocarsi in un mosaico nazionale ed internazionale per un coordinamento degli sforzi e delle iniziative capaci di soddisfa re i bisogni reali del cittadino e dell'industria prevedendone il soddisfacimento immediato e futuro.

Il tutto in una spaventosa assenza di una politica nazionale di program mazione economica e ricerca scienti fica e proprio per questo incapace di offrire prospettive chiare agli investimenti e agli orientamenti produttivi a breve e a lungo termine.

Lo confermano le scelte consumistiche che vedono investimenti a brevissimo termine che tengono conto solo dei facili guadagni ma non affrontano i nodi della nostra economia e tendono a soddisfare i bisogni meno urgenti del cittadino.

Lo conferma lo sviluppo industriale e produttivo concentrato al nord del Paese che lascia inutilizzata e mortifica una grossa parte di lavora tori che possono e vogliono essere protagonisti coscenti dello sviluppo del nostro Paese.

Lo conferma l'assenza di una program mazione nazionale che, per non disturbare i sonni di "Lor Signori che contano", tutti dediti ad accumulare quattrini, a esportare capitali, a non preoccuparsi dei bisogni reali del Paese e a sognare impossi>>

novembre 1973'

bili e stupide rivincite nei confron ti dei lavoratori; non permette alla parte sana del Paese di impegnarsi in uno sforzo serio per andare a investimenti e programmi capaci di soddi sfare i bisogni reali della colletti vità.

come sempre, a non scontentare e non intralciare i disegni della I.B.M. e delle altre multinazionali.

Questa debole e rinunciataria politi ca ci ha portato ad essere dipendenti da queste multinazionali per l'acqui_ sto dei componenti elettronici e dei prodotti ad alto contenuto tecnologi co.

Questa dipendenza stà oggi diventando un cappio al collo che strozza e limita la espansione di questo setto re.

Lo conferma la volontà politica costantemente covata dai vari governi democristiani e dai vari La Malfa, Carli Colombo ecc, ansiosi unicamente di agevolare, non dispiacere e non intralciare gli interessi e i disegni degli "amici americani e non, purchè potenti multinazionali" permettendo loro di inserirsi nei settori chiave della economia del nostro Paese condizionandone lo sviluppo, la capacità produttiva e la competitività.

Lo conferma la non volontà del governo di assumersi il compito di programmare e orientare Teconomia Italiana, investendo esso stesso, incoraggiando e favorendo gli investimenti capaci di farci uscire dal la crisi.

La crisi nel settore non è altro che la proiezione della crisi più generale, contiene gli stessi anacronismi e le stesse contraddizioni. Anche qui, i limitati e timidi inve stimenti la mancanza di una visione nazionale del problema; la miopia di un governo e di unpadronato che non hanno voluto una ricerca nazionale sui componenti, che non hanno voluto darei un programma nazionale del settore impegnati anche qui, e

Relega il nostro Paese a costruire prodotti con basso contenuto tecnolo gico, e poichè i prezzi dei componen ti vengono fissati dalle multinazionali che li producono, relega la nostra industria elettronica a costrui re prodotti scarsamente competitivi e scarsamente remunerativi.

Questo vuole anche dire che se oggi il settore elettronica e tutta la nostra economia sono esposti ai contraccolpi della crisi si deve sapere che ci sono precise responsabilità e bene individuati responsabili.

Muitina-zional

Come reagisce il nostro padrone alla crisi.

A noi pare, e i fatti ci auguriamo lo smentiscano, che non si discosti dalle linee del padronato in genera le.

Timidi e limitati oltre il convenien te sono gli investimenti e decisamen te al disotto dell'ultimo accordo

sottoscritto con i lavoratori. Ritardi pesanti e titubanze nella realizzazione dei prodotti sostitutivi che rappresentano il futuro del la fabbrica e della occupazione. Accordo con la Philips per la vendita di più grossi calcolatori. Richiesta di un prestito agevolato all'IMI come d'altronde hanno fatto la Olivetti e l'Honeywell. Ventilata possibilità di cassa integrazione.

Da ciò deduciamo che non stà facendo una politica di investimenti e quindi di gestione attiva della fabbrica capace di fugare ombre e pericoli ma sta portando avanti una politica di timidi investimenti che inevitabilmente portano a una gestione passiva della fabbrica e al ridimensionamento produttivo e occupazionale.

E' proprio partendo da queste considerazioni e da altre che il Consiglio di Fabbrica insieme ai lavoratori, intendono andare a un incontro per verificare le volontà reali della Direzione sui problemi:

Investimenti

decisamente insufficienti a dare grinta e slancio agli attuali prodotti e ai prodotti sostitutivi in cantiere sui quali non si capiscono e non si giustificano ritardi così pesanti e incertezze che denunciano poca volontà o vol9ntà contrastanti all'interno della Direzione Generale in ordine a queste realizzazioni e in ordine al futuro aziendale.

Finanziamento pubblico

troppo spesso, in altre aziende è servito per finanziare la ristruttu razione riducendo la base produttiva e occupazionale come alla Plasmon; Lesa ecc.

Anche qui bisogna verificare la vo lontà della Direzione per assodare se essa intende ottenere il prestito pubblico (soldi della collettività) per finanziare operazioni antioperaie e antiproduttive o se invece vi è la volontà di ottenerlo passando attraverso il decentramento regionale dando a livello della programmazione regionale del lavoro garanzie prodihttive e occupazionali.

Può rappresentare certamente un valido contributo sia nel dare maggio ri possibilità di mercato sia quale apporto economico per la società; può però, ed è tutto da verificare, rappresentare un valido surrogato nel settore delle vendite a fi-onte di una programmata diminuzione pro3 duttiva aziendale.

Accordo Philips-Lagomarsino

Questa non è una reazione positiva rispetto alla crisi e alle aspettative dei lavoratori; questo g "dora to isolamento, è un rapporto incoerente con la programmazione naziona le, è incapacità di dialogo con le forze del lavoro, è allineamento al la parte più conservatrice del padronato italiano.

Non è isolandosi, predisponendo pia ni di lavoro che tengono conto solo delle forze aziendali e dei concorrenti più vicini in quanto avversari con i quali fare i conti sul mer cato, che si spiana la strada a un diverso e più sereno modo di produr re.

Non è chiedendo un prestito agevola to e ritenendolo l'unico rapporto da tenere con la programmazione nazionale e regionale che si crea nuovi rapporti con la programmazione che si fa mutare indirizzi programmatici al nostro Paese.

Dalla crisi del settore si esce se vi sarà volontà di dissociarsi dal la parte reazionaria del padronato, se si uscirà dall'isolazionismo aziendale, se si inizierà a conside rare la fabbrica uno strumento inte grante di un disegno più ampio teso alla soluzione dei problemi generali e si inizierà un nuovo rapporto con la programmazione nazionale e regio nale per concepire e attuare una prima programmazione a breve e medio termine che, se pur non risolutiva dei problemi dall'oggi al domani, incoraggi e orienti gli investimenti privati dando loro prospettive di mercato a livello nazionale ed euro peo. Programmazione nazionale e regionale che operi essa stessa investimenti capaci di elevare i contenu ti tecnologici dei nostri prodotti, dando loro un mercato qualificato, orientando le produzioni in funzione dei bisogni reali dell'industria, del settore pubblico e dell'insieme delle attività produttive nazionali.

Non è intravedendo nei lavoratori, sindacati e partiti politici vicino ai lavoratori, l'incomprensione più dura a tutti i discorsi aziendali che ci permetterà di affrontare i nodi di questa crisi.

Non è con la cassa integrazione, quindi pagando lavoratori che non producono, e con l'allineamento alle forze più reazionarie del padronato che si darà ossigeno alla nostra economia e permettera nuove e più serenze esperienze produttive.

Dalla crisi generale si esce se si affrontano, assieme ai lavoratori questi nodi politici che sono i contenuti prioritari della piattaforma generale presentata dalle Organizzazioni Sindacali. 4

Dando ad esse programmi produttivi e facendo giocare al settore pubbli co della nostra industria e delle amministrazioni locali un ruolo trai nante al mercato del settore che dia ossigeno e supporto alla conquista di una indipendenza dalle multinazio. nali per acquisire più grinta e spazio nel mercato in generale contra stando le egemonie delle multinazio nali e i disegni retrivi di una par te del padronato.

Se noi lavoratori saremo capaci di costringere padroni e governo a compiere questo primo passo avremo gettato le basi per iniziare a usci re dalla crisi, iniziando un nuovo modo di produrre e un nuovo modo di soddisfare i bisogni reali del Paese.

Il Consiglio di Fabbrica

Tribunale Russell II

Ci è stata inviata una lettera dal Tribunare Russel II che ci sentiamo di pubblicare in quanto i contenuti sono di estrema attualità e gravità.

Roma, 18 settembre 1975

Cari compagni ed amici, Vi scriviamo con riferimento alla circolare in data 18.6.75 per mezzo della quale i segretari generali Ben

tivogli Benvenuto e Trentin solleci tarono alle Federazioni provinciali di mobilitarsi a favore del Tribuna le Russel II per l'America latina. Gli stessi segretari, e in particolare Bruno Trentin che è membro del la giuria del Tribunale, ci hanno suggerito di far giungere la nostra voce sino ai comitati di fabbrica, di cui le Federazioni ci hanno premurosamente fornito l'indirizzo.

Il Tribunale Russel II per l'America latina realizzera dal 10 al 17 genna io 1976 la sua terza ed ultima sessione: la prima si era tenuta a Roma dal 30.3 al 6/4.1974 e la seconda a Bruxelles dal 11 al 18.1.1975.

Per la terza abbiamo scelto Lisbona, anche se temiamo di dover cambiare sede all'ultimo momento a causa del la instabilità della situazione politica Portoghese. La data è definì tiva.

Le due precedenti sessioni (a cui hanno partecipato rispettivamente i compagni Trentin e Tridente come membri della giuria e Tagliazucchi come esperto) non solo hanno fatto luce su situazioni sociali, politi che e umane dell'america latina di solito conosciute in modo superfi-

ciale ma hanno iniziato un processo di chiarimento circa la conseguenze di queste situazioni sulla condizio ne di vita e di lotta della classe operaia italiana, a Bruxelles le multinazionali erano sotto accusa, ed è stato dimostrato che l'ampia libertà d'azione di cui esse dispon gono nei paesi sottosviluppati e anche in Italia permette loro un largo spazio di manovra nei paesi d'origine: i forti lucri ottenuti dagli stabilimenti impiantati in Paesi dove non c'è diritto di sciopero e la mano d'opera è miserevolmente retribuita sostengono la "mano dura" padronale nelle lotte sindacali qui da noi, sino al ricorso alla cassa integrazione, alla chiu

-IL MOSTRO DI SEMPRE

LETTERA AL CONSIGLIO DI FABBRICA
t

sura degli stabilimenti, all'aggrava mento della disoccupazione nel Paese. Il Tribunale Russel stà facendo opera di chiarimento su questo grave probleme oltre che richiamare la classe operaia Italiana alla mobilitazione per una solidarietà internazionale approfondita e costante. Abbiamo riscosso il plauso e il soste gno di molte ed eminenti personalità di vari paesi ma soprattutto la rico noscenza dei popoli latino-americani. A noi interessa che la nostra lotta sia di popolo, dal momento che ci battiamo per i diritti dei popoli. La preparazione della terza sessione richiede fondi considerevoli ed anche questa volta, come nelle due occasioni precedenti, partiamo da zero. Contiamo sugli amici, sui militanti e sulla solidarietà popolare.

La FLM come sindacato di categoria è sempre stata presente anche al nostro sforzo economico. Per questa terza tappa ci siamo proposti di entrare in contatto diretto con le basi sindacali e chiedervi non solo contributi finanziari ma anche l'instaurazione di rapporti di scambio informativo.

Siamo a vostra disposizione per inviare documenti, filmati, oratori e testimoni, per promuovere dibatti ti, per intervenire nei corsi delle 150 ore.

Attendiamo anche il risultato delle vostre raccolte che può essere versa to sul conto 200017 della Banca Nazionale del Lavoro, Agenzia Senato, Roma, intestato al Tribunale Russel; oppure, sempre intestato al Tribunale Russel sul conto corrente postale 1/53268.

In piena solidarietà vi salutiamo, vi auguriamo successo per le vostre battaglie e ringraziamo fin da ora per il contributo che riterrete op, portuno inviarci.

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