Dibattito Unitario n. 26 - ottobre '77 BOLLETTINO DEL COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI I ABBRICA DEL GRUPPO MAGNETI MARELLI
Conquistato un positivo accordo
UNA VITTORIA PER ANDARE AVANTI La vertenza aziendale della Magneti Marelli in corso da circa 9 mesi ha trovato oggi uno sbocco concreto e positivo attraverso una formulazione di ipotesi di accordo che è stata sottoposta al dibattito e alla approvazione delle assemblee dei lavoratori. Questa ipotesi di accordo raggiunge nella sostanza gran parte degli obiettivi che erano contenuti nella piattaforma rivendicativa e specificatamente: l'azienda sulla base degli impegni di investimento, di sviluppo produttivo, di potenziamento della ricerca e della progettazione concordata, assumerà entro il 1978, 500 lavoratori in tutte le unità del gruppo. Tale risultato che realizza in gran parte degli stabilimenti ed in particolare per gli stabiilmenti del Sud il ripristino dei livelli occupazionali, è fortemente significativo perchè pone un freno alla tendenza al drastico ridimensionamento dei livelli occupazionali che l'azienda ha cercato di perseguire anche attraverso l'incentivazione delle dimissioni volontarie. Il grande valore politico all'interno di queste 500 assunzioni è l'impegno strappato alla Magneti Marelli ad almeno 150 assunzioni di giovani disoccupati e l'affermazione che l'azienda è disponibile a tal fine ad utilizzare la legge 285 sull'occupazione giovanile. Questa conquista apre un varco nell'atteggiamento di chiusura e di boicottaggio finora assunto dalla Confindustria rispetto a tale legge ed indica una via concreta per gestire con la lotta gli spazi aperti dalla legge 285. Di particolare significato politico è stata anche la presenza della delegazione al tavolo delle trattative di una rappresentanza della Lega dei disoccupati CGIL-CISL-UIL di Sesto S. G. a significare il comune impegno di lotta per la conquista di nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda l'orario di lavoro l'azienda si è impegnata dopo l'ultima massiccia richiesta di cassa integrazione a non ricorrere più a tale strumento fino alle ferie del 1978. Altro punto importante è costituito dal concreto impegno alla salvaguardia della occupazione femminile sia attraverso il riadattamento di postazioni di lavoro tradizionalmente occupate da lavoratori maschili e l'impiego su di esse di donne, sia attraverso nuove assunzioni. Per quanto riguarda gli appalti l'azienda è impegnata a gestire in proprio entro il 1979 i servizi di vigilanza di Romano Lombardo e le attività di manutenzione e di men-
sa per lo stabilimento di Crescenzago, una parte di lavoratrici saranno assunte direttamente dalla Magneti Marelli all'1.1.1978: mentre nell'ambito delle assunzioni che si renderanno necessarie nel superamento degli appalti l'azienda privilegerà i lavoratori delle imprese esterne adibite a tale attività. L'azienda inoltre è impegnata a non perseguire una politica di decentramento produttivo e a far rientrare entro il 1978 le lavorazioni di fonderia, tranceria e viteria e apparecchiature pneumatiche attualmente svolte all'esterno. Punti particolari riguardano il riconoscimento dello SMAL e l'impegno a versare le quote accantonate per opere socialmente utili. Per la parte salariale i lavoratori beneficeranno, tra premio di produzione e premio feriale, L. 110.000 per il '77 e ulteriori 100 mila nel '78. Un accordo, quindi che chiude positivamente una vertenza impegnativa, ma che mostra anche i limiti della attuale situazione produttiva e sindacale, sociale e politica: i 18 miliardi di investimenti, le 500 assunzioni strappate con l'accordo, non sono di per sé, sufficenti a cambiare positivamente tutti gli aspetti della situazione della Magneti Marelli. Non è mutata la situazione precaria del settore auto, nè l'Azienda si è svincolata da esso; più in generale non si alleggerisce il peso della crisi sull'insieme della struttura produttivo e della società italiana. E' a questo insieme di problemi, allora, che si deve rispondere, partendo certamente dall'accordo, ma per dare un contributo attivo alla battaglia più generale che impegna, nel Paese, l'insieme del Movimento Operaio, per ottenere una modifica sostanziale degli indirizzi produttivi fino ad oggi prevalenti (e sul settore auto non troviamo certo avversari di poco conto). Su questo terreno, che Io sviluppo della vertenza ha evidenziato, i Consigli di Fabbrica e i lavoratori del gruppo Magneti Marelli sanno che ci dovremo misurare con il padronato e il governo per garantire l'applicazione dell'accordo, per andare oltre sulla strada della diversificazione produttiva e della espansione di alcuni settori, di una dipendenza meno esclusiva dal mercato dell'auto, soprattutto per fare effettivi passi avanti verso il superamento della crisi cambiando la fabbrica e la società.