consiglio fabbrica
FI Metalmeccanici milano piazza Umanitaria, 5
SOMMARIO
Documento economico del governo ( da 24 ore )
- Documento Direttivo Federazione CGIL-CISL-UIL (16-17 dic. '77)
- Comunicato Federazione CGIL-CISL -UIL NazIonale sulle festività (4-1-1978)
Comunicato Segreteria Nazionale FLM sulle festività (3-1-1978)
Comunicato della Segreteria Nazionale FLM sullo stato delle vertenze in corso. (4-1-1978)
agenzia di informazione sindacale
43
n.
1978
VI
gennaio
anno
della FLM milanese
Il documento economico del Governo
Il governo ha presentato il pacchetto economico nel corso dell'incontro con i sindacati - Ecco il testo integrale del documento
La manovra di politica economica posta in essere nel corso del 1977 ha consentito rallentamento di alcuni vincoli che condizionano la crescita del nostro sistema economico. La situazione attuale, come emerge dagli aggiornamenti della evoluzione congiunturale è caratterizzata dal conseguimento di alcuni importanti obiettivi di stabilizzazione, peraltro ancora precari e — soprattutto a causa dell'andamento negativo della congiuntura internazionale — dal rallentamento dei ritmi produttivi e dalle conseguenti gravi preoccupazioni per le prospettive dell'occupazione. La necessaria correzione di rotta, intesa a dar un sostegno alla ripresa produttiva e soprattutto all'occupazione, deve quindi avere ben presente la necessità di evitare 11 riesplodere del processo inflazionistico e il deterioramento della nostra ragione di cambio.
Il dato saliente che condiziona una manovra di rilancio dell'economia è la circostanza che nel 1978 l'Italia deve rimborsare, tra capitali ed interessi, più di 4,8 miliardi di dollari per prestiti contratti negli anni recenti, per far fronte alla situazione verificatasi successivamente alla esplosione dei prezzi del petrolio e delle materie prime.
Non è possibile, nè auspicabile nella situazione attuale, realizzare un avanzo della bilancia dei pagamenti correnti di tale ammontare per il 1978; sarà pertanto necessario negoziare l'accensione di nuovi prestiti o il rinnovo parziale o totale di quelli in essere, per un ammontare dell'ordine di alcuni miliardi di dollari.
E' chiaro che la possibilità di ottenere nuovamente crediti internazionali dipende soprattutto dalla nostra capacità di tenere sotto controllo la attuazione economica e social.
La strategia dí politica economica prescelta dal Governa deve essere rigorosa nel perseguimento Mite ' obiettivi nella ripartizione dei costi che, ovviamente, devono essegl sopportati da chi sta meio e/o ha già un lavoro.
D'altra -arte, i margini per una manovra fiscale e Militarle del tipo di quella realizg t a cavallo tra 8 1976 e il
. incontra o-ri una diffiCOltà obiettiva nella necessità di non comprimere eccessivamente la domanda globale e nube& impone di operare sui
costi di produzione sia del settore pubblico che di quello industriale.
Occorre cioè operare con decisione, da un lato per ridurre le spese del settore pubblico allargato per lasciare uno spazio adeguato al finanziamento delle attività produttive e, dall'altro, per accrescere la produttività di tutto il sistema economico al fine di realizzare un consistente recupero di competitività.
Lo spazio finanziario che può essere creato con il contenimento del disavanzo del settore pubblico allargato non è sufficiente per una azione efficace di difesa e, soprattutto, di ampliamento dei livelli di occupazione.
Soltanto operando per contenere la dinamica sia del disavanzo del setto,: pubblico allargato sia dei costi di produzione unitari è possibile creare lo spazio sufficiente per avviare a soluzione il problema della garanzia del diritto al lavoro per tutti, senza favorire al tempo stesso il riesplodere del processo inflazionistico.
Mentre lo Stato da par. t• ma farà ogni sforzo perchè le risorse finanziarie siano utilizzate per accrescere l'efficienza del sistema, al Sindacato si chiede di programmare la propria azione in modo da garantire, per la parte che gli compete, l'appoggio ad una politica di rilancio senza inflazione, per la quale è indispensabile che ie rivendicazioni contrattuali sommate ai miglioramenti automatici non facciano crescere il costo unitario del lavoro più dei prezzi, come è invece accaduto nel 1977.
Ma la credibilità delle politica economica che il Governo intende attuare dipende soprattutto dalla capacità di dare risposte adeguate agli urgenti problemi di alcune imprese, la cui situazione è tento. grave -da riflettersi pesantemente sul contesto economico, per la impossibilità di assicurare i pagamenti per forniture e dí mantenere quindi in vita le stesse attività produttive.
Occorre, quindi, isolare casi di crisi più gravi, adottando per questi misure specifiche e realizzando un intervento straordinario per ricapitalizzare le imprese a partecipazione statale, e in particolare anche per evitare distorsioni e condizionamenti neirandicatione della legge
di rièoaversione industriale e dei meccanismi di intervento previsti nel quadro di una politica ordinata di riassetto dell'apparato industriale, La necessità di affrontare nell'arco di poche settimane queste situazioni aziendali, capaci di aggravare i problemi della occupazione, ha portato ad una modifica ulteriore dei conti' finanziari dello Stato, costringendoci ad ampliare la manovra per contenere il disavanzo del settore pubblico allargato entro il limite — non superabile — di 24.000 miliardi, se vogliamo ottenere ancora credito internazionale ed evitare un nuovo aumento dei prezzi difficilmente controllabile.
Lo sforzo compiuto, operando sulle entrate con un impegno prioritario contro l'evasione e sulle spese soprattutto per controllare la spesa
previdenziale e sanitaria, modificando i meccanismi che ne provocano la lievitazione automatica, ha consentito di mettere a punto misure dirette a favorire la ristruttstrazione e la riconversione dell'apparato produttivo — in primo luogo quello industriai& — al fine di eliminare quelle ragioni strutturali che sono all'origine delta squilibrio e dei vincoli del nostro sistema economico.
Le misure di nuove entrate e di contenimento delle spese non esauriscono l'esercizio di contenimento del disavanzo del settore pubblico allargato, fino a ricondurlo al limite ritenuto dal GoVerno invalicabile in 24.000 miliardi, per cui occorre — di intesa con le forze politiche e sociali — proseguire nella individuazione di ulteriori nuove risorse e riduzioni di spesa nel sci: torr sanitario o previdenziale.
Questi i provvedimenti proposti per tentare uno sviluppo senza inflazione
Premessa
La manovra di politica economica attuata nel corso del 1977 ha reso meno stringenti alcuni vincoli, che condizionano la crescita del nostro sistema economico, La situazione attuale, come emerge dagli aggiornamenti della evoluzione congiunturale, è caratterizzata dal conseguimento dì taluni Importanti obiettivi di stabilizzazione, peraltro ancora precari, dal rallentamento dei ritmi produttivi e dalle conseguenti gravi preoccupazioni per le prospettive dell'occupazione. Appare più che mai essenziale la contestualità dí una manovra selettiva di rilancio dell'economia con la politica di rafforzamento della stabilizzazione (1) essendo ancora accentuate le spinte inflazionistiche che, soprattutto nella seconda parte dell'anno, potrebbero costituire motivo di gravi perturbazioni.
Le misure caratterizzanti questa correzione di rotta sono dirette a sostenere selettivamente la domanda e ad eliminare le ragioni congiunturali e strutturali all'origine dello squilibrio. L'obiettivo finale è quello di favorire la ristrutturazione e la riconversione dell'apparato produttivo con una più accentuata crescita della Produttività di tutto
il sistemi' economico, di cui la quantità e la qualità delli spesa pubblica è componente determinante. Le scelte delle misure e degli interventi vanno costantemente rapportate alla loro capacità di favorire il riequilibrio del processo di sviluppo del Mezzogiorno. La gestione della manovra in corso d'anno potrà richiedere integrazioni edeaggiustamenti sulla base dei risultati man mano verificati e del comportamento delle forze imprenditoriali e sindacali.
Sostegno selettivo della domanda
Il sostegno della domanda, nel 1978, sarà perseguito, con scelte selettive, principalmente attraverso un consistente volume di «investimenti pubblici autonomi., da finanziare anche mediante ricorso a fonti internazionali.
L'esperienza di questi ultimi anni sconsiglia, infatti. l'adozione di nuovi provvedimenti di spesa che, per difficoltà varie, non danno luogo a realizzazioni nei tempi voluti, con la conseguenza che i loro effetti vengono a manifestarsi successivamente in senso prociclico.
Pertanto — sulla linea del-
Da « SOLE 24 ORE »
2
le indicazioni di settori prioritariamente indicati dai partiti nell'accordo di luglio — le misure programmate riguardano da un lato Faccele• ramento di interventi già autorizzati, ma non ancora realizzati e, dall'altro, la definizione di opere e di commesse di immediato e verificato avvio, A questo fine essenziale è la definitiva approvazione (da parte del Parlamento) delle «norme relative alla accelerazione delle procedure per la esecuzione delle opere pubbliche e di impianti e costruzioni industriali». Nel contempo, presso il ministero dal Bilancio e della Programmazione economica, un Grupno di lavoro presiederà a seguire l'iter di approvazione e di esecuzione dei progetti di cui si è decisa la realizzazione (le Amministrazioni e gli Enti trimestralmente comunicheranno al Gruppo gli adempimenti posti in essere). Il ministro del Bi• lancio periodicamente terrà informato il Parlamento.
T Edilizia
In via preliminare — per assicurare continuità all'azione pubblica nel settore e di conseguenza sottolineare il carattere di aggiuntività e congiunturale di alcune misure straordinarie di spesa — si intende:
al controllare — con continuità — il tempestivo utilizzo della assegnazione di 1.078 miliardi per gli interventi di edilizia sovvenzionata che sono stati autorizzati con la legge di stralcio del Ddl n. 1000 per assicurare, in corso d'anno, l'apertura di nuovi cantieri;
b) assumere la decisione relativa al quadro finanziario del piano decennale (con stan• ziametri a partire dal 1979) che il Comitato ristretto delIl Commissione Lavori pubblici della Camera sta mettendo a punto.
La spesa che si intende attivare in via aggiuntiva deriva dal: rifinanziamento, con Provvedimento di urgenza, dell'edilizia convenzionata e agevolata, fissando un limite d'impegno di 70 miliardi. Si solleciterà l'intervento diretto delle organizzazioni cooperativistiche a livello nazionale e l'Ance
Per sostenere le iniziative più Opportuno per sollecitare l'imnegno degli organismi asso- ciati;
adozione di un « progetto
sPeciale Cassa » per là spesa complessiva di 1.000 miliardi (di cui 300 miliardi erogabili nel 1978), da finanziare con ricorso a fonti estere, per fronteggiare gravi situazioni di crisi occupazionale in aree urbane ed industriali del Mezzogiorno per le quali si è dovuto far ricorso a meccanismi straordinari di Cassa integrazione.
Gli accertamenti condotti sulla fattibilità del «progetto» o sui tempi di esecuzione hanno fatto rilevare che facendo
ricorso alla creazione all'interno della Cassa integrazione di uno strumento organizzativo ad hoc ed utilizzando le disusosizioni della legge n. 183 sulla « concessione » a consorzi di imprese e di cooperative in forma unitaria della progettazione ed esecuzione delle opere, si potrà assicurare l'insediamento dei cantieri entro una data ravvicinata.
Energia
Il recente dibattito parlamentare ha indicato le politiche e gli impegni che nei settore energetico il Governo dovrà perseguire. Partendo da queste linee nel 1978 gli investimenti riguardano:
per la produzione non nucleare e distribuzione di energia, un ammontare di 2.178 miliardi, di cui L690 miliardi per commesse ed appalti a terzi (a cui sono da aggiungere circa 3Y' miliardi per commesse ed appalti di esercizio); per la realizzazione delle centrali nucleari un ammontare di 436 miliardi procedendo, fin dai primi mesi del 1978, all' aggiudicazione delle apparecchiature, in modo da date all'industria elettronuclearc la possibilità di organizzare ed avviare subito le lavorazioni necessarie. Condizione essenziale a questi fini è quella che si addivenga alla localizzazione delle centrali in via legislativa in caso di non disponibilità di un numero adeguato di siti a tempi ravvicinati (fine gennaio 1978) (legge 393).
Di conseguenza saranno adottate • misure necessarie per II riequilibrio file ntztr- lo dell' Enel, anche per diminuire l'incidenza del deficit dell'ente sul disavanzo del settore pubblico allargato e poter definire le operazioni sul mercato internazionale dei capitali necessarie per finanziare soprattutto il programma eleitronueleare. Le misure riguardano: il progressivo adeguamento dei ricavi ai costi, con un primo aumento immediato delle tariffe dell'energia elettrica (tale aumento dovrebbe consentire un incremento degli introiti pari al 16%);
l'ulteriore apporto al fondo di dotazione (al fine anche di contenere l'onere conseguente all'indebitamento contratto dall' Enel ai tassi di mercato per il pagamento degli indennizzi della nazionalizzazione) da definire — in sede di approvazione da parte del Cipe dell' aggiornamento del piano energetico — in correlazione all' attuazicne dei ' programmi d'investimento e con cadenza crescente 1978-1981 ed un primo apporto, per l'anno 1978, di 100 miliardi.
E Trasporti
La definizione del « piano nazionale dei trasporti. — che richiede una matura riflessione in sede dell'apposita conferenza nazionale già convocata — è condizione essenziale per l'elaborazione di un nuovo
piano ferroviario (che riguarda non solo progetti di investimenti, ma anche la scelta di modelli organizzatori per l'azienda ferroviaria).
Con immediatezza si provvederà, invece, tenendo conto della capacità di spendita dell'azienda ferroviaria, ad accelerare la realizzazione di opere di armamento urgenti e ad autorizzare l'acquisto di materiale rotabile e di attrezzature segnaletiche (per il complessivo importo di 600 miliardi), contribuendo, anche per questa via, alla complessiva riorganizzazione del settore metalferro.
E Telefoni
II volume di commesse Sip, che per il 1978 vengono assicurate all'industria del settore, viene stabilito in un minimo di 1.200 miliardi. Nel quadro di ben definiti piani finanziari, che accertino l'effettiva decisione e possibilità di assicurare ulteriori commesse (400-500 miliardi) verrà considerata anche la misura di una revisione tariffaria.
E Opere pubbliche
Per questo settore si pre- vede una disponibilità aggiun- tiva di costi di circa 500 miliardi rispetto a quella considerata nelle iniziali previsioni di bilancio, da utilizzare prevalentemente nel Mezzogiorno. La somma sarà utilizzata per opere pubbliche ordinarie e straordinarie, in particolare: opere di difesa idrogeologica e rimboschimento, opere portuali ed aeroportua- li, viabilità
Agricoltura
I finanziamenti assicurati al settore, sia con la legge n. 406/1977 (330 miliardi annui) sia con ii cosiddetto "quadrifoglio" (il Governo garantirà la copertura dell'aumento di stanziamento già deliberato dalla Camera, che dovrà riguardare anche le spese inerenti le comunità montane) consentono nel 1973 un intervento cospicuo a condizione che le Regioni assicurino la massima incisività nella definizione dei Programmi di settore. Gli interventi del "quadrifoglio" saranno accompagnati da un programma pire mozionale per l'industria agroalimentare delle aziende a partecipazione statale anche con jointatentures con imprese private.
A questo fine si provvederà all'immediato riordino delle aziende a partecipazione statale operanti nel settore, creando una finanziaria di settore, con centri decisionali localizzati nel Mezzogiorno, a cui viene attribuita la responsabilità di predisporre e gestire il programma.
Il Governo assumerà tutte le iniziative necessarie per dare sollecita attuazione, in sede parlamentare, degli altri punti dell'accordo tra i sei Partiti (patti agrari).
Ristrutturazione industriale sostegno imprese
O La ristrutturazione produttiva, il sostegno della occupazione e la ripresa degli investimenti Industriali sarà perseguita in un contesto programmatico — cosi come previsto dalla legge n. 675 — con una articolazione di misure e di interventi in grado anche di far fronte con immediatezza, alle gravi situazioni di emergenza.
Il Cipl na gira iniziato l'esame della • relazione generale sullo stato ded'industria » presentata da, mmistro cornpeten :e.
il Governo intende dell nire subito gli strumenti per ia ristrutturazione finanziaria it-i,prese in modo da assicurare con testua lità con la ristruttura:ione o riconversione di cui alla legge numero '175.
Per le imprese private si intende procedere, in via amministrativa sana base di criteri da definire in sede parlamentare, con l'adozione di apposito provvedimento legislativo per l'iatscaturiane di necessarie agevoiaaioai fiscali. Lo stramento individuato è queilo del.e società consortili per azioni tra aziende ed istituti di credito.
Il Comitato per il credito ed il risparmio - sulla base delle indicazioni del ,Parlamento -- entro il corrente anno fisserà le modalità per la costítus alone celle società consortili per az'eni, i limiti posti alla quota di partecipazione delle aziende di credilo, l'apporto dei privati azionisti, le caratteristiche dei plaid di risanamento finanzario e Loro collegamento con la ristrutturazione procuitiva, nomba, per le operazioni di rilevanti proporzioni, il preveniivo parere • di ammissliilitàs dei tipi, in analogia a quanto previsto per il credito aacvoleto dalle leggi nn. 183 e 675, ferma restando la salutazione tecnico-finanziaria e la responsabilità del sistema bancario
Per le imprese a Partecipazione statale, in analogia a quanto previsto per 16 imprese a capitale privato il .Governo intende a questo fine proporre un intervento di ricapitalizzazione (per l'importo di '1.fr30 riirolto,,eal arviare 'un riequilibrio, della struttura finanziaria (3) con modalità -che tengano conto della situazione dei bilancio dello Stato e del:Più problemi di governo della liquidità. Tale apporto, da adottare con immediatezza è rivolto:
da un lato a, favorire il• riordino del sistema sulla base di un più sano equilibrio finanziario delle aziende. Il riordino sarà perseguito sulla base delle indicazioni che scaturiranno dal dibattito in corso in sede parlamentare: dall'altro consentire la contestuale realizzazione di
3
programmi di investimento in misura adeguata al momento congiunturale, per cui si rende necessario utilizzare nel 1978 una quota di 1.760 miliardi a valere sull'autorizzazione di spesa prevista dalla legge numero 675.
L'utilizzo delle sopraindicate disponibilità resta subordinato a presentazione di programmi di risanamento finanriario e produttivo nonchè di investimento.
oPer affrontare, in un contesto programmatico, le più gravi situazioni di crisi aziendali che si sono rese drammatiche in queste ultime settimane e che richiedono interventi immediati (4) si provvederà, sulla base di « relazione generale sullo stato dell'industria — che è la premessa indispensabile per rendere operativa la legge n. 675 — a brevissima scadenza, ad anticipare le linee fondamentali di alcuni piani settoriali riguardanti la siderurgia, la chimica (fibre), il tessile. Contestualmente sarà valutata la indicazione dei sindacati per l'anticipo dei piani di settore per il metalferro (materiale rotabile) ed il navalmeccanico (cantieristica), In tale modo, isolati i casi,di crisi più grave, possono adottarsi per gli stessi misure che consentano di evitare mere operazioni di salvataggio che non risolvono sostanzialmente i problemi finanziari e produttivi e non garantiscono la stabilità dei posti di lavoro. Per questi casi — in aderenza alle « linee fondamentali dei piani di settore » — saranno predisposti entro il 31 gennaio 1978 appositi programmi di ristrutturazione finanziaria e produttiva, che — previa consultazione dei sindacati e sentita la specifica Commissione parlamentare — saranno approvati dal Cipi. I programmi dovranno — facendo ricorso agli strumenti previsti dalla legge n. 675 e da quelli per la ristrutturazione finanziaria — garantire il mantenimento dei livelli occupazionali nel Mezzogiorno, anche mediante iniziative sostitutive. Per i problemi occupazionali già emersi o che emergono in altre zone del Paese si farà ricorso al meccanismo di mobilità previsto dalla legge di riconversione industriale. Si potrà, inoltre, con superamento del sistema di « cassa integrazione » prevedere la costituzione di un « fondo ad hoc», come strumento fondamentale di una politica attiva del lavoro.
Si tratta sostanzialmente di dar corso all'accordo di luglio fra i partiti, che prevede il ricorso a « nuovi strumenti per affrontare situazioni che richiedono un ridimensionamento di natura strutturale della occupazione a livello della singola azienda e la creazione dl nuove occasioni di lavoro stabile »,
Le modalità ed i tempi necessari per la definizione dei programmi di risana-
mento dei particolari punti di crisi anzidetti, richiedono l'assunzione ad horas di una misura di « finanza straordinaria » per consentire alle aziende la continuità dell'attività produttiva con definite garanzie per l'occupazione esistente e la ripresa dei pagamenti ai fornitori, stante — in assenza di idonee garanzie — la impossibilità per il sistema bancario di anticipare gli stessi crediti che tali imprese hanno nei confronti di Enti ed Amministrazioni pubbliche.
Per le imprese private la finanza straordinaria — per importo limitato e predeterminato (400 miliardi come limite massimo di impegno) — va attuata su decisione del Cipi dal sistema creditizio con operazioni di tiraggio dí risorse finanziarie inquadrate nei programmi di creazione di liquidità compatibili con gli obiettivi primari di sviluppo del credito complessivo e che affermino una responsabilità solidale del Tesoro. L'importo relativo potrà essere utilizzato o attraverso le stesse imprese, ponendo appositi strumenti di controllo o attraverso il sistema bancario, in via sostitutiva, per il pagamento dei salari e forniture di esercizio.
("i' Per le situazioni di crisi di piccole e medie aziende ubicate nel Mezzogiorno, la Sovvenzionata (stralcio già deliberato dal Parlamento della legge n. 1000) agevolata e convenzionata (provvedimento da adottare):
Fune, l'insun e la (rept provvederanno congiuntamente — utilizzando apposito fondo della Cassa, ai sensi della legge n. 183 — a promuovere ed assistere — partecipando al capitale delle società — processi di ristrutturazione nel settori più colpiti, quali quelli della carta, del tessile-abbigliamento, del conserviero tradizionale, delle attività collegate all'edilizia (ceramica).
OGli interventi fin qui indicati saranno integrati da ulteriori misure a favore delle medie e piccole industrie e dell'artigianato. In particolare sarà assicurata: l'operatività delle misure di agevolazione creditizia della legge 183. La delimitazione delle aree di intervento al centro Nord sarà disposta 'mi:len-temente dal Cipi, in assenza dei prograrrir assetto territoriale delle krt. ni, i parametri statistici prev, sti dalla legge stessa in termini restrittivi, con riserva di procedere a successive na...1ifiche di intesa con le Regioni; la concessione alle piccole e medie imprese dei finanzia, menti previsti dalla legge n. 675, sulla base delle direttive generali di settore adottate dal Cipi, in sede di deliberazione della relazione sulla situazione Industrale del Paese: l'utilizzo immediato per 11 credito artigiano delle disponibilità della legge 675 limitatamente agli esercizi 1977 e 1978.
Investimenti pubblici
progetto cassa:
02 Energia
Produzione non nucleare:
produzione nucleare:
Ei Trasporti
Commesse per materiale rotabile e apparecchiature elettroniche
E]
E]
Telefoni
Commesse per
Opere pubbliche
Ulteriore impegno di cassa per 11 1978
El Agricoltura
Possibilità di spesa 1978 sullo stanziamento del quadrifoglio (700 miliardi) e sulla legge 403 (330 míawd1)
L'efficacia degli interventii fin qui indicati richiede, tuttavia, tempestive misure più specificamente rivolte alla riduzione dei costi di produzione, per assicurare il mas. simo di competitività con le altre economie.
La riduzione ulteriore del costo del denaro, In presenza di un contenimento del tasso di inflazione, sarà perseguita anche attraverso un intervento specifico dell'autorità monetaria atto a sollecitare ed incentivare una effettiva riduzione dei tassi per gli operatori.
L'attuazione degli impegni assunti con l'accordo interconfederale del gennaio scorso ed il provvedimento di fiscalizzazione degli oneri sociali hanno prodotto effetti positivi sul costo del lavoro. Tuttavia le valutazioni prJvvisorie sull'andamento del 1977 segnalano una ulteriore lievitazione dei costi per unità di prodotto assai superiore alle tendenze registrate nei Paesi concorrenti. Considerando le limitate possibilità di recupero della produttività a causa dei limiti di immediata espansione dell'attività produttiva, è evidente che la dinamica dei costi permane un problema tra i più seri della situazione economica italiana. Il Governo ritiene dover sottolineare la necessità che le organizzazioni sindacali confederali — in un anno di rinnovi contrattuali interessanti importanti settori — procedano ad una programmazione delle rivendicazioni salariali, ad un coordinamento tra le diverse categorie in coerenza con la dichiarata volontà del Sindacato di contribuire ad una ripresa nella stabilità.
La preventiva e compiuta conoscenza della dinamica contrattuale — nazionale ed aziendale — e la possibilità di stima degli effetti dei meccanismi di indicizzazione in atto, sono elementi essenziali per la definizione e gestione da parte delle Autorità pubbliche di una manovra di politica economica più espansiva, non sottovalutando la pericolosità di una inflazione sempre pronta a riesplodere.
Intatti. condizione determinante per l'efficacia della manovra di rilancio è una dinamica del costo del lavoro per unità di prodotto in linea con quella dei Paesi nostri concorrenti. Il Governo, per suo conto, intende contribuire direttamente ed indirettamente a non accrescere il costo del lavoro per il 1978 attraverso:
a) Una riduzione degli oneri sociali gravanti sull'industria manifatturiera per un ammontare pari a 1000 miliardi. Allo scadere del contributo alle imprese concesso con il provvedimento dello scorso febbraio, s‘irà introdotta una misura strutturale di riduzione proporzionale degli oneri contributivi gravanti sulle imprese e con uno specifico apo' porto per il comparto della mano d'opera femminile;
b) l'abolizione del blocco relativo agli scatti di con-
®
E Edilizia 1.070 miliardi 70 miliardi di limite di impegn che consentono circa o 1000 miliardi dl investimento 1.000 miliardi (300 erogazione effettiva 1978) 2.178 miliardi + 330 per commessa e appalti di esercizi 436 miliardi 600 miliardi 1.200 miliardi elevabile a 1.700 500 miliardi 4
tingenza sui redditi di lavoro dipendente superiori a 6-8 milioni, il che — pur non incidendo sui costi di produzione — costituisce un incremento salariale da valutare.
La finanza pubblica
Sulla base delle previsioni che è possibile formulare sul- l'andamento delle entrate e delle spese del bilancio della pubblica amministrazione, co me definita nel conti nazionali, a costanza di legislazione e tenuto conto delle spese per concessioni di credito della pubblica amministrazione e delle operazioni degli altri enti pubblici inclusi nel settore Pubblico «allargato» (secondo la definizione che ne è stata data nella lettera di intenti al Fmi) il disavanzo di cassa Per l'anno 1978 risulta dell'orditte di circa 26.000 miliardi (5), contro 19.000 miliardi Cir. ca per il 1977.
A tale cifra si aggiungono gli importi relativi ad ulterio ri misure di sostegno della produzione e degli investimenti, concernenti la riduzione degli oneri contributivi dell'industria (1.600 miliardi) ed un complesso di erogazioni ll per investimenti aggiuntivi nel settore pubblico (1.000 nonchè l'apporto aggiuntivo per i programmi di investimento e di risanamento delle Partecipazioni statali (2.050 miliardi, che accrescono per 1.050 miliardi il disavanzo del settore pubblico allargato).
Tale disavanzo di cassa del settore pubblico allargato (miliardi 29.650) non è compatibile con un equilibrato sviluppo della economia e in panicolare con gli obiettivi di equilibrio globale dei conti con l'estero e di attenuazione del tasso di inflazione.
Si rende pertanto necessario procedere ad una riduzione della spesa e ad un aumento delle entrate che consentano di ricondurre tale disavanzo entro limiti congruenti con ali obiettivi desiderati impostando al contempo una azione di riduzione progressiva e di rioualificazione della spesa pubblica (6) salvaguardando comunque le spese necessarie alle misure di rilancio.
I provvedimenti necessari devono ricondurre il disavanzo per il 1978 entro il limite di 24.000 miliardi, ritenuto questo compatibile con gli obiettivi più generali di crescita del prodotto interno, adeguato ai problemi Occupa?innali interni: con un equilibrio globale della bilancia dei nagamenti; con una disponibilità di credito per il settore nroduttivo di circa 15.000 miliardi (a cui si aggiungono i trasferimenti di risorse dal settore pubblico — vedi fiscalizzazione — ed inclusi nel deficit di quest'ultimo) ed infine c'on una ulteriore riduzione del tasso di inflazione. La manovra proposta per la ridu- zion e del deficit allargato si 'gRiUn¢e non solo a quanto è Stato già fatto in sede di
aredisnosizione del bilancio dello Stato (attraverso la eliminazione. la riduzione ed il ,-onaelamento di diverti stanziernentil ma fa affidamento sulle nroposte che dovranno scaturire dalla Commissione parlamentare nrevica nettii accordi dei sei nartiti. che si '-otri avvalere delle conclusioni a cui — entro la fine del ^arrente anan — perverrà Comitato ari hnc coetitulto aresso il ministero del Tesoro.
Le misure che vengono qui di seguito indicate tengono conto della percorribilità politica che ciascun settore considerato offre alla' stregua delle indicazioni del ricordato accordo, e soprattutto tendono ad introdurre meccanismi di riduzione di snesa che possono -produrre effetti crescenti nel tenmn. oltre a richiedere l'immediato obbligo egli enti pubblici non economici a contenere entro il 7% l'aumento della spesa corrente, anche attraverso un blocco degli organici e con il trasferimento alla Tesoreria dello Stato dei fondi di loro perii n enza
A) Dal lato della spesa le proposte riguardano i settori:. previdenziale, sanitario e della f inanza locale. a l Spesa previdenziade: gli interventi urgenti devono inquadrarsi in un programma di risanamento generale e le proposte per il riequilibrio delle gestioni pensionistiche possono così riassumersi: modifica dei criteri di concessione della pensione di invalidità sostituendo al concetto di capacità di guadagno quello di capacità lavorativa. introducendo due gradi di invalidità: invalidità parziale (superiore ai 2/3) alla quale corrisponde un assegno mensile e revisionabile dopo ogni triennio e invalidità totale con diritto a pensione; divieto del cumulo di retribuzione e pensione di invalidità totale; riequilibrio delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi sia attraverso l'aumento di contributi, sia attraverso un più stretto controllo sulle iscrizioni degli assicurati (per artigiani e commercianti pareggi6 gestione al 1981 e per i coltivatori diretti aumento dei contributi e piano di risanamento gestionale). Per la gestione dei lavoratori dipendenti resta fermo l'obbligo la categoria di riequilibrio gestionale allorchè abbia a verificarsi il deficit; riforma della previdenza in agricoltura con abolizione delle retribuzioni convenzionali e l'adozione del sistema di versamento vigente per l'industria; riscossione unificata dei contributi previdenziali e mutualistici attraverso il sistema fiscale, considerando una possibile lieve riduzione delle aliquote contributive in relazione alla standardizzazione dell,. basi imponibili e comu laue accentrando i flussi
firtanélari nella Tesoreria Aglio Stato;
— attuazione dell'obbligo del1'Inps a realizzare il casellario centrale pensionati;
— disciplina ppiù restrittiva della volontaria (attualPmrrnte 2 milioni di casi) aumentando il periodo di contribuzione occorrente e la entità del contributi.
Il risultato netto che consegue dalle misure sopradescritte — progressivamente crescente nel tempo — si valuta (con prudenza) ai fini del 1T18 intorno agli 800 miliardi.
Le misure indicate non garantiscono la possibilità di mettere sotto controllo e ricondurre i meccanismi di crescita della spesa previdenziale entro limiti compatibili con le esigenze di crescita del sistesa economico e di ampliamento della base produttiva, stante la necessità di lasciare spazio agli investimenti produttivi privati e pubblicL D'altra parte i meccanismi automatici che regolano la crescita delle prestazioni accentuano lo squilibrio economico delle varie gestioni, rendendo ingovernabile la spesa. Occorre quindi affrontare questi problemi non solo per realizzare una riduzione per l'anno 1978 ma, prospetticamente, per rendere crescente ed incisiva nel tempo la governabilità del sistema.
b) Spesa sanitaria: in attesa di una completa regolamentazione attraverso il i Servizio Sanitario Nazionale le proposte per rafforzare l'azione di contenimento della domanda di prestazioni già iniziata, con l'introduzione del ticket (il Governo intende sollecitare la rapida approvazione parlamentare del disegno di legge) sui medicinali, vanno integrate con la immediata definizione, di intesa con le Regioni, di norme di comportamento e di razionalizzazione della spesa sanitaria, cosi come previsto dall'accordo dei sei Partiti e specificamente per ridurre i tempi di degenza e garantire il posto in ospedale solo quando necessario: nonchè introdurre standars di spesa per le diverse malattie, responsabilizzando i medici con adeguate forme di controllo.
Nel quadro delle direttive, di particolare rilievo risulta quella dell'applicazione della norma (articolo 14 Dpr 128/ 1969) per quanto attiene il potere-dovere di decisione del medico di guardia sulla necessità del ricovero e sulla destinazione del malato nonchè la organizzazione di strutture alternative (laboratori, day hospitals, ecc.) presso le quali il degente non abbisognoso di ricovero, ma soltanto di accertamenti diagnostici, possa rivolgersi.
Il Governo, inoltre, per ridurre il consumo dei farmaci e razionalizzarlo, oltre che con l'introduzione del ticket moderatore intende procedere ad una ulteriore drastica revisione del prontuario; ridur-
re la spesa rtconoschsta.per ir pubblicità farmaceutica ed a dottare misture per contenere la spalla rendita alla confa zione del farmeed su modello già in atto In altri Paesi.
Per impegnare con più decisione Regioni' ed enti ospada fieri e perseguire un contenimento della spesa ospedailera, il Governo determina in sede Cipe — sentite le Regioni volume del Pno odi parametri di ripartizione e nel contempo assicura un regolare flusso dei fondi a scadenze prestabilite fermo sempre il limite complessivo di spesa. Per assicurare <letto flusso saranno introdotti i necessari emendamenti al bilancio e sarà sancito il divieto di ricorso da parte degli ospedali all'indebilanírnto bancario. •
Gli effetti di conteniate!~ per il 1978 risultano modesti giati anche per la vischiosi e non possono essere di previsione, pur considerando che in prospettiva, per effetto di pronte misure e regole di comportamento potranno aversi sensibili benefici per la finanza pubblica e per gli stessi standard di prestazione.
Finanza locale il GoverCa no intende, fin dall'immediato, operare per una inversione di tendenza nell'andamento della spesa degli enti locali. A questo fine il provvedimento di riforma generale risponde ai criteri di cui allo accordo dei sei Partiti (7).
Per la fase transitoria — prevedibile al massimo in tre anni — si propone l'assunzione a carico totale dello Stato della spesa massima stabilita, con la immediata introduzione del vincolo del bilancio economico a pareggio e della responsabilità degli amministratori.
Nel 1978 assicurerà pertanto agli enti locali una erogazione in dodicesimi di una somma pari a quella prevista per il 1977 salvo effettuare conguagli trimestrali o semestrati con il tetto massimo di spesa fissato in 13500 miliardi.
B) Dal lato delle entrate i provvedimenti riguardano sia tributi diretti ed indiretti, sia le tariffe dei servizi pubblici con l'obiettivo di adeguare i prezzi dei beni e servizi prodotti da aziende pubbliche all'evoluzione dei costi per evitare ulteriori distorsioni nella allocazione delle risorse.
Il concorso della manovra fiscale alla riduzione del disavanzo del settore pubblico allargato ai esprimerà, per complessivi 2300 miliardi di maggiori incassi tributari nel 1978, attraverso le seguenti misure:
n l modificazioni legislative " l volte ad accelerare le iscrizioni a ruolo relative ai soppressi tributi diretti 4 cui accertamenti saranno dettaitivarnente completati entro il prossimo 31 dicembre, • ad elevarne i limiti per le partite
--D 5
In contenzioso (700 miliardi); introduzione del versamento d' acconto, nella misura del 75 per cento, anche per l'Ilor (650 miliardi); periodizzarione più frequente dei versamenti Iva per le minori imprese attualmente tenute a versamenti semestrali e annuali (450 miliardi); dl elevazione dal 16 al 18 per 1 cento della ritenuta effettuata dalle aziende di credito sugli interessi corrisposti a depositanti e correntisti (500 miliardi).
Si prescinde dal maggior gettito (100 miliardi) che deriverà da ritocchi a tributi locali, già calcolato in sede di determinazione del fabbisogno dei Comuni per il 1978.
Gli interventi previsti, coerenti oon il perfezionamento dell'ordinamento tributario, rispondono all'intento di stabilire una saldatura con il 1979, anno In cui si prezede possano maturare. interessanti riflessi diretti e indiretti sugli introiti tributari a seguito degli accertamenti relativi al nuovi tributi. SI sottolinea inoltre che le
ipotesi considerate dislocano le maggiori entrate per il 1978 prevalentemente nella seconda metà dell'anno, in linea con il presumibile sviluppo della politica anticongiunturale.
Componente essenziale della manovra fiscale è la lotta alle evasioni. Nel quadro della progressiva messa a regime dell'azione di accertamento e in relazione alla fondamentale riforma dell'Amministrazione finanziaria M prevedono in particolare:
una più netta separazione, ne1l'organí7zatione e nel lavoro degli uffici, dalle attività di routine da quelle di verifica e di controllo, a vantaggio di queste ultime;
un più elevato livello di utilizzazione, ai fini degli accertamenti dei risultati di servizio della Guardia di finanza; l'avvio di tecniche semiautomatizzate di selezione delle posizioni con più alto indice di significatività fiscale; — l' intnxluzionegraduale di più rigorosi obblighi documentali in materia di Iva, in parallelo con la messa a disposizione di adeguati contingenti per i controlli; la revisione del sistema san-
zionatorio e del contenzioso penale tributario; — la regolamentazione dei Consigli tributari e l'intensificazione della partecipazione dei Comuni all'accertamento dei tributi.
Per le tariffe: la revisione riguarderà l'energia elettrica, le ferrovie — mantenendo fermo il principio della fascia sociale — nonchè le aziende erogatrici dei servizi a livello locale « con l'obiettivo del raggiungimento ravvicinato del pareggio per tutti i servizi con esclusione dei trasporti. Le diverse modalità di aumento dovrebbero consentire un incremento medio monetario intorno al 18 % (valutato in circa 1.000 miliardi); ovviamente la manovra tariffaria non dovrebbe essere vanificata da rivendicazioni contrattuali per gli addetti ai settori, che si risolvano in un aumento netto dei salari reali.
La quantificazione delle misure di nuovi gettiti e di ridu-
zione di spese -risulta di 4.100 miliardi: è quindi insufficiente a riportare il disavanzo complessivo dei settore pubblico allargato da 29.650 miliardi a 24.000 miliardi, che è ritenuto un vincolo insuperabile, non volendosi da parte del Governo far ricorso a manovre di rinvio degli effetti di cassa della spesa. Si rendono necessari quindi ulteriori provvedimenti al fine di conseguire in primo luogo economie e poi maggiori entrate per un ammontare di 1.550 miliardi. Le economie devono essere realizzate operando innanzitutto sui meccanismi automatici di crescita delle spese sanitarie e previdenziali.
La manovra si conferma indispensabile sia per poter realizzare investimenti programmati nel settore pubblico e sia per ,,.arantire agli investimenti ed alla produzione flussi di credito adene-ati agli obiettivi dí ripresa e di difesa dei livelli nectipazionalL
Documento Direttivo Fede Cgil Cisl Uil
16 - 17 DICEMBRE '77
Il Comitato direttivo della Federazione Cgil Cisl Uil approva la relazione presentata a nome della Segreteria da Bruno Trentin, con i contributi venuti dal dibattito.
La situazione sociale ed economica del Paese sta subendo un drammatico aggravamento che si manifesta in particolare nella crisi in cui precipitano parti rilevanti dell'apparato produttivo, nel punto critico raggiunto dalla finanza pubblica e soprattutto nella par ticolare gravità che vanno assumendo i problemi dell'occupazione e della disgregazione sociale, specie nel Mezzogiorno.
Sulla tendenza recessiva in atto pesano, da un lato le scelte del governo e, dall'altro, la linea di politica industriale e l'atteggiamento politico del padronato. Gli stessi orientamenti che hanno ispirato la redazione del bilancio dello Stato si muovono in questa direzione anche profilando il rischio di una nuova offensiva fuorviante ed inaccettabile sul costo del lavoro che sebbene oggi accantonata potrebbe riemergere sulla base della mancata definizione da parte del governo della copertura di 1.500 miliardi previsti nei provvedimenti economici. Sulla base di una straordinaria estensione del movimento di massa al centro del quale c'è l'obiettivo dell'occupazione e dello sviluppo del Mezzogiorno, il sindacatoha sottolineato l'importanza particolare dell'incontro con il governo del 15 dicembre, per acquisire una svolta nel-
la politica economica e industriale affrontando contestualmente i problemi di reperimento e di risparmio delle risorse.
ll sindacato ha proposto cioè di affrontare e dare soluzione immediata all'emergenza più grave in connessione a una nuova capacità di sciogliere i nodi strutturali dei piani di settore, del riordino delle partecipazioni statali, del rifinanziamento delle imprese, dell'avvio di un serio programma per il Mezzogiorno, sui quali misurare una svolta di fondo nella politica economica.
La richiesta di un profondo mutamento di politica economica avanzata da parte del sindacato non ha trovato riscontro nelle proposte del governo. Tali proposte governative si mantengono nel quadro di un'ottica congiunturale offrendo risposte sostanzialmente negative alle questioni decisive di una politica espansiva qualificata dei principali problemi di intervento nel Sud, della domanda pubblica, della riconversione dell'apparato produttivo, mancando inoltre gli elementi necessari di rigore e di giustizia sociale nel reperimento dei mezzi finanziari necessari a finanziare le scelte rivendicative.
Rispetto alle proposte del governo il sindacato ribadisce le sue rivendicazioni che stanno in un rigore di lotta all'inflazione e collocano gli impegni selezionati per l'espansione nel limite generale posto al deficit pubblico.
1) - Il Mezzogiorno è il punto essenziale sul quale misurare una reale vo-
lontà politica di mutamento della politica economica del Governo.
Il Comitato direttivo ritiene infatti che la drammatica condizione economica e sociale delle regioni meridionali debba costituire l'impegno prioritario dell'azione del governo attraverso un piano coordinato di interventi che affronti contestualmente le questioni dell'edilizia sociale e abitativa; dell'industria e del ruolo delle Partecipazioni statali; della promozione di un tessuto indotto di piccole e medie aziende; dell'assetto territoriale e delle opere pubbliche; della agricoltura e delle relative infrastrutture. In questo contesto devono essere mantenuti gli impegni occupazionali assunti dalle autorità di governo e dalle imprese pubbliche e private.
2) - E' essenziale l'immediato rilancio dell'edilizia nel quadro di un programma pluriennale che superi il metodo dei finanziamenti stralcio o solo su base annuale e che costituisca elemento di coerenza per gli stanziamenti indispensabili nel 1978, in modo da rispondere alla domanda di case e ad una esigenza reale della economia di conoscere con esattezza le dimensioni della domanda pubblica nel settore.
3) - Per l'industria il sindacato ha già richiesto, rispetto ai casi più drammatici, un intervento finanziario che preveda anche forme di intervento del sistema bancario nei capitale di rischio a patto che tali operazioni avvengano in relazione a singoli casi, sotto il pieno
6
controllo del Parlamento e delle parti sociali e nell'ambito dei piani di settore. Forme di intervento accompagnate alle stesse condizioni anche di misure di consolidamento di alcune situazioni debitorie.
- Per le Partecipazioni statali il sindacato ribadisce l'esigenza dell'avvio del loro riassetto attraverso l'individuazione di nuovi accorpamenti polisettoriali, a partire da quello agro-industriale, caratterizzati dalla loro finalizzazione programmatica; e attraverso una piena responsabilizzazione delle aziende operative rispetto ai piani di settore.
Per la Montedison il sindacato rivendica l'urgente costituzione per legge della Finanziaria pubblica che raggruppi tutte le partecipazioni pubbliche del gruppo, realizzando così lo strumento per un effettivo controllo pubblico sul gruppo e Per l'attuazione di una reale programmazione del settore.
Elementi importanti della programmazione nel settore chimico debono essere anche i grandi gruppi della Sir e della Liquigas. Gli • interventi tinanziari indispensabili per garantire la continuità della produzione e dell'occupazione in questi gruppi, debbono far parte di programmi di ristrutturazione finanziaria predisPosti e controllati dagli organi della Programmazione anche riservandosi di utilizzare i pacchetti azionari attualmente controllati dagli Istituti di credito.
- Per i problemi occupazionali dei giovani vanno confermati e attuati gli elementi caratterizzanti della legge 285 respingendo le ricorrenti offensive del Padronato volte a snaturarla, introducendo l'inaccettabile criterio della nominatività delle assunzioni, e va determinato, al contrario, un immediato sforzo eccezionale e congiunto sui contratti di formazione lavoro, realizzando l'aumento consistente dei fondi per la formazione professionale e l'avvio di una loro gestione finalizzata ad una qualificata politica dell'occupazione e, infine, attuando un confronto con le regioni e gli enti locali sui Progetti per le attività socialmente utili.
- Per le tariffe, è per il sindacato , irrinunciabile la scelta politica di conrrontarsi sul loro eventuale ritocco contestualmente al varo di misure strutturali, di qualificazione dei servizi, ed all'adozione di misure di risparmio quali quelle che ripetutamente sono state Proposte nel campo energetico. In questo quadro va comunque salvaguardata la Conquista delle fasce sociali e l'introduzione di tariffe differenziate.
Più in generale per i prezzi si richiede al governo di porre in essere attraverso le strutture distributive delle par- tecipazioni statali che vanno potenziate, ' oPportuna utilizzazione delle strutture annonarie dei comuni, ed interventi diretti d. approvvigionamento e distribuzione al consumo dei generi alimentari più diffusi, una efficace politica antiinflazionistica.
- Per l'agricoltura la verifica dell'imPegno del governo di costruire l'Ente di gestione agro-alimentare deve costituire Parte del confronto sull'insieme delle P roposte di riforma strutturale del settoO agricolo avanzate dai sindacati con la Piattaforma per lo sviluppo agro-industriale.
E' inoltre necessaria l'urgente approvazione della legge sui patti agrari e la s ollecita approvazione e attuazione del Piano quadrifoglio e una capacità di im''''hegoo del governo e delle regioni per
la realizzazione dei progetti speciali per l'agricoltura e per la definizione dei piani di zona.
Significativo rilievo in questo quadro assumono i problemi del rapporto con la Cee per la ridefinizione di una più avanzata collocazione dell'agricoltura nazionale nel contesto europeo.
- La politica fiscale deve diventare lo strumento principale di reperimento delle risorse. Al fine di perseguire questo obiettivo, congiuntamente a una più rigorosa politica di lotta alla evasione, vanno prospettate, sia pure a tempo differito, ma precisamente definito, misure di imposizione addizionale sui redditi personali medio-alti, sui redditi da capitale, nonché un maggiore prelievo sugli interessi dei depositi bancari. Un ulteriore inasprimento si rende necessario, in questa situazione, sui prodotti di lusso, anche in alternativa ad eventuali inasprimenti ge_ neralizzati dell'Iva. Una importanza particolare riveste l'ormai ineludibile problema della dotazione agli enti locali di una reale capacità di accertamento (consigli tributari) e di una specifica capacità impositiva.
- Per il costo del lavoro il sindacato conferma la sua impostazione di fondo che individua nella riforma della struttura sia del salario che del costo del lavoro un autonomo obiettivo strategico. La difesa e la valorizzazione delle principali conquiste di questi anni costituisce un elemento irrinunciabile di questa linea. La scala mobile delle retribuzioni, così come il rapporto pensionisalario e l'adeguamento automatico delle pensioni sono capisaldi che non possono subire attacchi e ridimensionamenti. Per il sistema pensionistico si ribadiscono gli indirizzi contenuti nel documento presentato al governo sulla riforma, il risanamento del settore l'unificazione contributiva dell'Inps e la realizzazione dell'equilibrio della gestione pensionistica per i lavoratori dipendenti.
- Sulla riforma di Polizia il sindacato, come ancora confermato in questo stesso direttivo con uno specifico ordine del giorno, riafferma la richiesta della smilitarizzazione e della libertà di scelta sindacale della polizia.
- Per i casi di crisi produttiva che hanno raggiunto in questi ultimi mesi una drammaticità e un rilievo politico eccezionale, le proposte del sindacato si qualificano nel nesso che vuol stabilire tra l'emergenza e la prospettiva, tra la garanzia della 'continuità di occupazione, salario e produzione e l'avvio di una politica di piani settoriali. In questo quadro ha importanza decisiva la conclusione delle vertenze aziendali in atto. Perciò la soluzione dei grandi punti di crisi, Montedison (Ottana, Montefibre); Unidal; Allumetal; Maralli Siderurgica; Sir-Liquigas; Pozzi-Ginori, la definizione concordata dei programmi produttivi e di lavoro per la siderurgia e la cantieristica, la realizzazione di un negoziato urgente sulle più acute crisi nel settore tessile-abbigliamento e cartario come per le situazioni aziendali ex-Gepi assumono il carattere di segnale politico della più generale inversione di tendenza che il sindacato rivendica nella politica economica. L'erogazione dei mezzi finanziari necessari a compiere queste operazioni va perciò correlata ai criteri e agli obiettivi di politica industriale con i quali si devono risolvere i singoli casi, agli assetti proprietari e direzionali che possano garantirli, al rapporto con le politi-
che settoriali.
In questo ambito, nel quadro dell'attuazione della legge 675, il sindacato intende perseguire una politica di mobilità controllate da posto di lavoro a posto di lavoro, escludendo soluZioni assistenziali di parcheggio.
A questo riguardo gli incontri concordati per la prossima settimana di casi più gravi di crisi aziendale devono collocarsi all'interno di una logica di interventi programmati nei singoli settori, prevedendo di conseguenza interventi che anticipino le misure più generali di programma del settore. Su questi obiettivi di cambiamento di politica economica si muove l'azione del sindacato partendo dalla critica di fondo ai contenuti della proposta governativa, alla condotta del governo nel campo economico e al mancato mantenimento degli impegni presi con il sindacato nell'incontro del 12 settembre.
Per questa ragione la Federazione unitaria al fine di perseguire con la massima forza e impegno unitario i suoi obiettivi, proclama lo sciopero di 8' ore dei lavoratori di tutte le categorie, con grandi manifestazioni da tenersi nei capoluoghi di regione, da effettuare tra il 10 e il 18 gennaio; la segreteria della Federazione si riunirà il 5 gennaio per fissare il giorno dello sciopero.
Il direttivo impegna tutte le organizzazioni ad aprire il più vasto dibattito coi lavoratori sugli obiettivi dello sciopero, e su questi a ricercare il collegamento e la partecipazione dei giovani dei disoccupati.
Il Comitato direttivo sottolinea che la volontà della Federazione è di ricercare tutte le sedi di incontro e di decisione per intervenire efficacemente nelle gravi situazioni di crisi aziendali, settoriali territoriali che non tollerano rinvii di sorta e afferma la sua volontà di prendere in esame valutare positivamente ogni sostanziale mutamento nelle scelte di politica economica che sano state fino ad ora avanzate.
Il Cd ribadisce quindi che il sindacato non si propone di promuovere uno sciopero di protesta senza interlocutore, in un vuoto di governo, e conferma la disponibilità del sindacato a sospendere a ritirare la decisione di sciopero se effettivi fatti nuovi interverranno negli indirizzi di politica economica dell'attuale governo che saranno valutati dal Comitato direttivo stesso.
Il Cd dà mandato alla segreteria di prendere contatto con i partiti democratici per confrontarsi con le forze politiche sulle scelte di fondo del sindacato per fronteggiare la crisi.
7
COMUNICATO FEDERAZIONE CGIL - CISL - UIL NAZIONALE SULLE FESTIVITA'
La Federazione CGIL CISL UIL rileva che gli incontri richiesti, sin dal 13.12. 1 77 u.s.2 per la regolamentazione definitiva delle sette festività soppresse o spostate dalla leg ge del 5 Marzo 1 77, n. 51, non hanno avuto luogo finora o per ritardato riscontro delle controparti o per la proposizione di condizioni inaccettabili, come quella avanzata dal la Confindustria e dall'Intersind di condurre le trattative congiuntamente.
La federazione, come già chiarito nel comunicato del 23 Dicembre scorso, riconferma la richiesta di avvio urgente degli incontri, ribadendo la sua posizione favorevole a stabilire contrattualmente un numero di giornate di riposo retribuite, corrispondente alle festività soppresse o spostate.
Stante la pratica impossibilità di pervenire ad un accol, sindacale prima del 6 Gennaio prossimo, in cui cade una delle festività divenute 'lavorative, la Federazione sottolinea la necessità che per la giornata suddetta non veng, ,.,:no adottate soluzioni in contrasto con le posizioni espresse d'intesa con le Organizzazioni di categoria. Pertan to mentre respinge gli orientamenti della Confindustria che in una sua circolare considera definitivamente risolto il probleaa delle ex festività della legge del Marzo '77, limitandosi ad applicare ad esse il regime retributivo previsto ll'accordo del 26 Gennaio scorso, invita le strutture sindacali ad attenersi alla linea espressa dalle confe derazioni.
Roma, 4.1.'78
COMUNICATO SEGRETERIA NAZIONALE FLM SULLE FESTIVITA'
La Segreteria Nazionale della F.L.M. considera la decisione della Confindustria di avviare trattative per la regolamentazione definitiva delle 7 festività solo congiunta mente con l'Intersind, una manovra dilatoria e comunque una grave violazione degli impegni assunti che prevedono un assetto definitivo contrattato entro il 1977.
La Segreteria Nazionale della F.L.M. conferma l'ob iettivo di pervenire all'accorpamento delle 7 festività per un riposo da godersi collettivamente, come previsto dalla piattaforma inviata alla Confindustria dalla Federazione CGIL CISL UIL . La F.L.M. non è pertanto disponibile ad accettare la politica dei fatti compiuti e conseguentemente ritiene che le festività del 1978 - a partire da quella del 6 Gennaio - non pos sono avere il trattamento economico previsto dall'accordo del 1977
In questo • quadro la Segreteria Nazionale della F.L.M. impegna tutti i Consigli di Fabbrica ad aprire vertenze sul calendario annuo di lavoro - fanzionale anche ad un controllo e sviluppo degli organici evin questo ambito,definire intese sull'accorpamento delle festività - come già avvenuto in alcune aziende, che ovviamente non pos sono essere utilizzate ad altro titolo.
.Qualora in tempi rapidi non si riprendano gli incontri - già sollecitati dalla Federazione CGIL CISL UIL - e non si pervenga a conclusioni precise, la F.L.M. si riserva di decidere tutte le iniziative di lotta necessarie ad impedire un prolungamento degli orari annuali.
Roma, 3.1.'78.
8
Comunicato della Segreteria Naz. FLM sullo stato delle vertenze in corso
La Segreteria Nazionale della F.L.M. ha discusso l'andamento delle vertenze in corso, con particolare riferimento alle vertenze con le PP.SS., l'Italsider, Cantieri, Alfa, Sit Siemens, anche in rapporto alla prossima scadenza dello sciopero generale. La Se greteria F.L.M. denuncia l'atteggiamento di sostanziale chiusura delle aziende rispet to alle rivendicazioni che sono al centro delle piattaforme relative ai processi di investimento, di riconversione, di consolidamento ed espansione dell'occupazione in particolare nel Mezziogiorno. La Segreteria sottolinea lo stretto rapporto esistente fra i contenuti di queste vertenze e gli obbiettivi generali di mutamento della poli— tica economica e al suo interno della politica industriale del governo. V necessario che il governo dia un seguito immediato all'impegno di anticipare a brevissima sca— denza le linee fondamentali di alcuni piani di settore, dalla siderurgia, al navalmec canico, ai - trasporti vincolando a questi una prospettiva di investimenti che eviti la recessione e che, specie per le partecipazioni statali, non si traduce solo in solu— zioni di ricapitalizzazioni finanziarie. In questo quadro, la Segreteria della F.L.M. chiede all'Intersind o alle controparti aziendali un chiaro mutamento di volontà po litica, la riapertura del negoziato con l'obbiettivo di sbloccare la situazione di stallo provocato dalla rigidità delle posizioni aziendali. In assenza di una seria svolta che consente una conclusione soddisfacente delle vertenze in corso, in primo luogo sulle questioni degli investimenti, dell'occupazione e del Mezzogiorno, le azien de a PP.SS., e l'Intersind si assumerebbero la responsabilità di un ulteriore aggra— vamento delle tensioni nelle fabbriche e di conflitti sociali che investono realtà territoriali già fortemente provate dalla crisi.
La Segreteria F.L.M. mentre manifesta la sua chiara volontà di avviare un negoziato stringente che avvii verso positive conclusiobi le vertenze in corso, sottolinea al— tresì l'assoluta determinazione di tutta la categoria nel respingere ogni tentativo di rimettere in discussione le conquiste realizzate dai lavoratori, e nel pretendere viceversa risposte alle proprie proposte di merito in tema di organizzazione del lavo ro e di inquadramento professionale che vanno in direzione di fornire una base reale di discussione sui problemi della efficienza e della produttività.
La Segreteria F.L.M. impegna tutta la categoria, a partire dalle fabbriche in lot ta, a realizzare il più stretto intreccio fra i problemi al centro delle vertenze e la piattaforma dello sciopero generale tesa a una profonda svolta della politica eco— nomica del governo per una ripresa dell'economia, degli investimenti e dell'occupazio ne, a partire dal mezzogiorno.
Allo scopo di sottolineare questo intreccio e per promuovere tutte le iniziative necessarie nel quadro della fase preparatoria dello sciopero generale, la Segreteria della F.L.M. ha chiesto un incontro urgente con la Segreteria della Federazione Unita— ria CGIL CISL UIL.
La Segreteria F.L.M. infine, coerentemente con l'impostazione che è stata alla base della proclamazione dello sciopero generale per la quale i lavoratori si misurano oggi non con una formula di governo ma con i contenuti della politica economica, ritiene che lo sciopero generale, anche alla luce delle posizioni finora emerse profondamente contraddittorie con gli obiettivi del movimento sindacale , debba essere confermato come momento decisivo di milioni di lavoratori per pervenire a una svolta reale di Politica economica .
9
Roma , 4.1.1978
Bruno Marabese alla Segreteria Regionale F.L:21. Lombardia
Domenico Petrella nuovo Segretario della di MIlano
Il Comitato Direttivo della - C.G.I.L. di MIlanop riunitoíi n 10.Novembre 1977 a Rogoredojha rivolto il suo sentito e vivo ringraziamento al Compagno Bruno Marabese che lascia la Milanese dopo oltre 12 an ni di impegno di direzione delle lotte dei metalmeccanici milanesi a livello di zona prima e successivamente alla Segreteria Provinciale poichè chiamato a far parte de1111Segreteria Regionale LOmbarda della F.L.M. . Successivamente rettivo Provinciale ha eletto nella Segreteria il compagno Domenico Petrella attualmente alla zona Sempione della F.L.M. . Pertanto la Segreteria Provinciale della - C.G.I.L. risulta così composta : Chinosi Giovanni , Fanzaga Antonio , Luceti Renato, Moreschi Cesare, retrel la Domenico Pizzinato Antonio Segretario Generale , Soave Sergio i,
Lettera FLM prov. ali' Esecutivo
Sindacale Unitario di Polizia
(19-12-'77)
All'Esecutivo Sindacale Unitario di PoliziaP.za Umanitaria 5 Milano
Cari amici, Alla vigilia dello sciopero generale nazionale con l/ obiettivodella conquiata e della smilitarizzaziode dei corpi di P.S. e del riconoscimento del diritto di libera associazione sindacale; mentre siamo impegnati ad organizzare assemblee con la Vs partecipazione nelle grandi fabbriche, la Segreteria Provinciale F.L.M. , quale segno tangibile della ns collaborazione al la costituzione del Sindacato Unitario del la Polizia aderente alla Federazione CGILCISL-UIL ha deciso di sottoscrivere un contributo di L. 3.000.000 .
Anche in relazione al Vs telegram ma aderiamo senz'altro alla Vs proposta di un incontro per stabilire i contatti neces sari per una collaborazione fra le ns due
organizzazioni, che vogliamo sempre più stretta ed efficace .
In tal senso inviteremo tutte le nostre strutture di zona e di fabbrica ad avviare rapporti con il Vs Esecutivo Provinciale .
Con i più cordiali saluti.
p.LA SEGRETERIA PROVINCIALE (Tiboni-Pizzinato-Galbusera)
Redazione: piazza Umanitaria n. 5 - tel. 54.68.020/1/3/4, Milano.
Direttore responsabile: Walter Galbusera.
Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 344 del 28 settembre 1971
Spedizione in abbonamento postale - Gruppo 3°
Il capitano Margherito parla all'assemblea dell'Alfa Romeo