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Uniti si vince19

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giugno 1977

Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli

LA NOSTRA VERTENZA NEL QUADRO DELL' INIZIATIVA DEL SINDACATO PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI La vertenza aperta alla E,Marelli insieme alle iniziative in atto in tutti i grandi gruppi industriali del nostro Paese e in centinaia di grandi, medie e piccole fabbirche rappresentano oggi, una prima concreta possibilità che ci diamo di trasformare le nostre elaborazioni teoriche di strategia sindacale in fatti concreti, che sappiano dare un primo segno concreto di una inversione di tendenza rispetto al continuo degradare della situazione economica,sociale e morale del nostro Paese. La battaglia in atto a livello internazionale tra i paesi capitalistici per la ricerca di nuovi equilibri, nella divisione del lavoro, pone in termini ravvicinati la questione di quale ruolo il nostro Paese deve svolgere all'inter no di questa battaglia, se la scelta deve essere quella, come noi riteniamo, di svolgere un ruolo che sappia sviluppare la cooperazione economica tra i vari paesi conquistando una propria possibilità di scambio e di collaborazione o se invece dobbiamo, come sta facendo il padronato, subire supinamente un ruolo subalterno riservatoci dai paesi più forti (USA - Germania) che per le mutate condizioni internazionali non può che portare a livello interno a una drastica riduzione della base produttiva, la limitata possibilità di

operare sui mercati internazionali e con scelte produttive a basso livello tecnologico con il conseguente accentuarsi dei fenomeni di disoccupazione di massa, della disgregazione sociale, in particolare tra i giovani che escono dalle scuole con un bagaglio culturale che non potrebbe trovaré la sua utilizzazione in un apparato produttivo arretrato e degradante. In questa situazione si pone al sindacato e al movimento operaio la necessità di una scelta precisa o ci limitiamo a svolgere un ruolo di amministrazione e di contrattazione degli effetti di queste scelte delegate ad altri, rimanendo in una posizione difensiva senza prospettive, o invece compiamo tutti assieme un grande salto di qualità e poniamo nello scontro una nostra proposta autonoma conducendo una battaglia per imporre le scelte necessarie per dare prospettive positive non solo alla classe operaia ma all'intero paese. E' questa la scelta che il nostro movimento sindacale ha compiuto e sta arricchendo nello svolgersi dei congressi confederali che sono in corso e che ha nelle vertenze dei grandi zrupg, pur con i loro limiti un primo importante contributo di iniziativa e di lotta. Due ci sembra siano le questioni centrae> li che dobbiamo affrontare:


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