LA NOSTRA VERTENZA NEL QUADRO DELL' INIZIATIVA DEL SINDACATO PER IL SUPERAMENTO DELLA CRISI
La vertenza aperta alla E,Marelli insieme alle iniziative in atto in tutti i grandi gruppi industriali del nostro Paese e in centinaia di grandi, medie e piccole fabbirche rappresentano oggi, una prima concreta possibilità che ci diamo di trasformare le nostre elaborazioni teoriche di strategia sindacale in fatti concreti, che sappiano dare un primo segno concreto di una inversione di tendenza rispetto al continuo degradare della situazione economica,sociale e morale del nostro Paese.
La battaglia in atto a livello internazionale tra i paesi capitalistici per la ricerca di nuovi equilibri, nella divisione del lavoro, pone in termini ravvicinati la questione di quale ruolo il nostro Paese deve svolgere all'inter no di questa battaglia, se la scelta deve essere quella, come noi riteniamo, di svolgere un ruolo che sappia sviluppare la cooperazione economica tra i vari paesi conquistando una propria possibilità di scambio e di collaborazione o se invece dobbiamo, come sta facendo il padronato, subire supinamente un ruolo subalterno riservatoci dai paesi più forti (USA - Germania) che per le mutate condizioni internazionali non può che portare a livello interno a una drastica riduzione della base produttiva, la limitata possibilità di
operare sui mercati internazionali e con scelte produttive a basso livello tecnologico con il conseguente accentuarsi dei fenomeni di disoccupazione di massa, della disgregazione sociale, in particolare tra i giovani che escono dalle scuole con un bagaglio culturale che non potrebbe trovaré la sua utilizzazione in un apparato produttivo arretrato e degradante.
In questa situazione si pone al sindacato e al movimento operaio la necessità di una scelta precisa o ci limitiamo a svolgere un ruolo di amministrazione e di contrattazione degli effetti di queste scelte delegate ad altri, rimanendo in una posizione difensiva senza prospettive, o invece compiamo tutti assieme un grande salto di qualità e poniamo nello scontro una nostra proposta autonoma conducendo una battaglia per imporre le scelte necessarie per dare prospettive positive non solo alla classe operaia ma all'intero paese.
E' questa la scelta che il nostro movimento sindacale ha compiuto e sta arricchendo nello svolgersi dei congressi confederali che sono in corso e che ha nelle vertenze dei grandi zrupg, pur con i loro limiti un primo importante contributo di iniziativa e di lotta. Due ci sembra siano le questioni centrali che dobbiamo affrontare: e>
giugno 1977 Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli
I) La trasformazione e, riconversione dell'apparato industriale che risponda alle necessità reali espresse dal Paese in termini di consumi sociali, e nello stesso tempo che sappia rispon dere alla domanda internazionale, in particolare dei paesi emergenti, di beni di investimento e di impianti ad alto livello tecnologico;
2) La profonda trasformazione dell'apparato dello stato per dare efficenza alla macchina burocratica e alle erogazioni di servizi per imporre la programmazione economica, per ampliare la possibilità di intervento dei cittadini nella vita del paese, sviluppando la democrazia, insomma facendo dello stato l'organizzatore e il punto di riferimento per l'orientamento e l'indicazione degli obiettivi generali attorno ai quali l'.insieme del paese è chiamato a mobilitarsi.
Una proposta politica come questa trova nel padronato e nelle forze dominanti una accanita resistenza, in quanto mette in discussione l'intero assetto economico e sociale, essa richiede scelte coerenti di battaglia contro il parassitismo, esige che venga reciso ogni legame clientelare, mette in discussione gli equilibri dí potere economico e sociali determinatesi in questi anni.
Proprio perchè la posta in gioco ha questa importanza è necessario che anche al nostro interno vi sia il massimo di chiarezza e di coerenza di impostazione e di iniziativa nella formulazione degli obiet tivi e nella conduzione delle lotte.
L'avversario di classe non trascurerà nessuna arma e provocazione, ne abbiamo chiare dimostrazioni in questi mesi, sia sul piano economico che su quello sociale per sviare la nostra iniziativa su terreni devianti.
.pa campagna propagandistica portata avanti dal padronato sul "costo del lavoro" isolato da ogni contesto di politica economica quasi fosse questo l'unico ele mento su cui agire al fine di superare la crisi del paese, l'attacco in atto contro l'occupazione, le provocazioni che assumono le caratteristiche di un preciso attacco all'ordinamento democratico dello stato, sono degli esempi concreti di quale volontà di resistenza al nuovo e di quali potenti forze dispongono i nostri avversari.
Dobbiamo avere coscienza quindi che le nostre vertenze ci inquadrano in questo scontro complessivo e ne sono un momento importante: esse hanno al centro del- 2
le rivendicazioni elementi essenziali di questa proposta politica e un loro positivo e rapido sbocco è necessario per fare avanzare la prospettiva da noi indicata.
Per raggiungere questo obiettivo di una rapida e positiva soluzione di queste vertenze è necessario che si sappia condurle avanti con metodi di lotta adeguati al tipo di scontro che abbiamo aperto è necessario perciò che tutti assieme riflettiamo se in una fase come questa e con gli obiettivi che ci poniamo è pensabile di utilizzare solo forme di lotta tradizionali all'interno delle fabbriche o non è invece necessario che la nostra iniziativa si debba spostare maggiormente fuori della fabbrica, per coinvolgere in primo luogo tutte quelle forze sociali che si riconoscono nei nostri obiettivi (giovani, donne, disoccupati ecc.), ampliando in questo modo il fronte sociale delle adesioni alle nostre vertenze e nello stesso tempo per ricercare il confronto con le forze politiche e le istituzioni democratiche perchè anche da parte di questesí abbia ad assumere decisioni concrete e iniziative, che andando al di la della pur necessaria solidarietà, sappiano sorreggere la nostra iniziativa.
In concreto, nella nostra vertenza chiediamo ad esempio investimenti produttivi e ampliamenti occupazionali nei settori della trazione, delle pompe, dell'energia ecc., queste richieste, che muovono da esigenze reali del Paese devono trovare però da parte dello stato, delle regioni,delle provincie, dei comu ni una capacità di organizzare e di orientare investimenti attraverso piani di settore la programmazione territoriale, per quanto riguarda i trasporti pubblici, l'agricoltura, l'ecologia, l'edilizia popolare ecc, e quindi è anche rispetto a questi enti e forze politiche che dobbiamo portare avanti la nostra iniziativa e il confronto se vogliamo dare continuità produttiva e prospettive occupazionali alle aziende. E' in questa d'rezione che si muovono le iniziative attuate in questi giorni come lo sciopero nazionale del "settore energia", lo sciopero generale dei metalmeccanici sestesi, gli incontri tra la FLM e i partiti, l'amministrazione comunale ecc., a queste iniziative deve ora essere data una continuità che coinvolga non solo gli organismi dirigenti del sindacato a tutti i livelli, ma l'insieme dei lavoratori che stanno portando avanti
questa difficile e impegnativa battaglia. Lo stato delle vertenze che vede il padronato pubblico e privato arroccato in una posizione di sostanziale rifiuto del confronto reale sui temi posti in discussione, accomunato da una posizione degli organi di informazione (giornali, TV ecc) che fingono di non vedere e rifiutano una corretta informazione sulle nostre lotte per isolare e nascondere all'opinione pubblica il reale scontro oggi in
atto, ci deve impegnare a moltiplicare gli sforzi per andare a portare i motivi di fondo delle nostre lotte in mezzo alla gente per fare che queste diventino sempre più elementi di una battaglia popolare contro coloro che non vogliono vedere ed assumere come dato irreversibile il nuovo che le importanti lotte condotte in questi anni dai lavoratori ha introdotto nel nostro paese e a dare a queste sbocchi conseguenti.
La parola ai lavoratori
Stimolati dall'iniziativa del C.d.1'. a esprimere il proprio parere anche ai lavoratori d'azienda, vogliamo esprimere una considerazione e dei giudizi su alcuni punti della vertenza che ci vede direttamente coinvolti e che riteniamo giusti, perchè hanno l'obiettivo di mantenere l'occupazione attuale e nel contempo dando una prospettiva migliore sia a livello aziendale che generale. Nel 74 l'occupazione in questo reparto era di circa 250 unità oggi a distanza di un palo d'anni è di 150 unità. L'obiettivo ulteriore della direzione è di ridurre ancora gli attuali a 60. La direzione giustifica tale suo comportamento alla non competitività della lavorazione in ghisa e propone tecnologie più avanzate.Non ci opponiamo a questi progressi tecnologici anzi conveniamo e rivendichiamo nella stessa vertenza un obiettivo del genere per impegnare l'azienda alla ricerca di una soluzione, si badi che già nel settore altre ditte hanno sviluppato tali scelte La vecchia fonderia non va chiusa ma va ristrutturata continuando la produzione di carcasse in ghisa dí altezza d'asse che vanno da 200 a 315, piccole e medie pompe ed anche grosse, la soluzione con il già programmato doppio turno alla Disamatic il rientro della sbavatura riflet terebbe in senso positivo sugli organici oltre ad avere un reparto più efficiente e competitivo.
UN GRUPPO DI OPERAI DELLA FONDERIA
Sulla vertenza energia
La posizione del sindacato in campo energetico credo che si possa riassumere da alcuni passi della mozione conclusiva dell'ultimo attivo nazionale tenuta al Lirico in cui si rileva "l'inadeguatezza delle proposte fin'ora formulate dalla commissione conoscitiva dell'industria rispetto alle scelte di carattere nucleare, di diversificazione produttiva ed in generale di politica energetica". Per questo "bisogna riprendere il confronto con le forze politiche, la commissione industria, il governo per andare rapidamente al dibattito parlamentare per la definizione di un piano energetico che avvii una politica di accordi di politica estera per il superamento dello stato di subordinazione tecnologica, per un decisivo ruolo dell'Enel, del CNEM, dell'ENI e delle parte cipazioni statali quali strumenti di una programmazione industriale decisa dal parlamento.
Queste iniziative politiche e di lotta devono puntare al superamento dell'immobilismo e degli arretramenti che carat terizzano oggi il governo e devono impedire così l'avanzare di una linea padronale che ripropone la vecchia logica di sviluppo."
In merito alle discusse questioni dei fabbisogni finanziarii e delle locazioni si respinge la proposta di una liberalizzazione delle tariffe elettriche come mezzo di finanziamento indiscriminato, si ritiene necessario fare chiarezza con le popolazioni sui rischi
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CONTINUA IN ULTIMA
IL PUNTO SULLO SCONTRO IN ATTO
Dopo i primi incontri all'Assolombarda (27 aprile - IO e 20 maggio), la posizione dell'azienda è giudicata dal C.d. F. e dalla FLM nettamente negativa. Pertanto abbiamo sviluppato una serie di iniziative di lotta per riconfermare la validità delle nostre richieste e respingere l'atteggiamento della dire_ zione: nell'ambito delle 13 ore di scio pero attuate sono state fatte assemblee
di reparto, scioperi articolati per reparti e uffici, assemblee di gruppo omogeneo (3B) sullo SMAL, una manifestazione interna alla fabbrica, oltre alla partecipazione allo sciopero nazio nale per la "vertenza energia" e lo sciopero generale dei metalmeccanici di Sesto San Giovanni del 31 maggio scorso.
Sulla prima parte del contratto
LA POSIZIONE DELLA DITTA
Investimenti
Si prevedono 3 miliardi per la Divisione Prodotti di Serie e II miliardi per la Divisione Grandi Macchine: gli investimenti in parte attuati e in parte da attuare sono orientati al rinnovamento di macchinario, impianti e strutture finalizzati ad un forte recupero di produttività.
Investimenti
Il C.d.F. e la FLM,pur coscienti che gli investimenti che incrementino la produttività sono un fattore importante, ritengono però che questa impostazione sia assolutamente insoddisfacente e rivendicano che gli investimenti siano anche orientati alla espansione della base produttiva e a nuove produzioni che salvaguardino e sviluppino l'occupazione, oltre che a migliorare l'organizzazione del lavoro, l'ambiente di lavoro, le condizioni sociali (es. mensa) come elementi indispensabili per il lavoratori ed il Paese.
Piani di ristrutturazione e programmi produttivi
Ristrutturazioni
L'Azienda non ha piani precisi. Poichè la realtà cambia giorno per giorno e l'azienda si adegua alle esigenze che sorgono. Comunque, quando avrà deciso delle cose precise ne infor merà il C.d.F.
Ristrutturazioni
E' molto dubbio e contradditorio avere dei programmi produttivi previsionali per il 1977 e don sapere come svilupparli, in sostanza in che modo produrre; le stesse commissioni chiamate a riorganizzare la fabbrica sono state indirizzate con la logica degli schemi e criteri fatti a tavolino senza un giusto accosta mento alla realtà della situazione, inoltre non tenendo presente tutte le componenti della fabbrica per operare nel migliore dei modi; il nostro giudizio per quello che si vede nei reparti e uf-
LE NOSTRE PRECISAZIONI PER IL CONFRONTO
Programmi produttivi
MOTORI E POMPE DI SERIE
ci sarà cessazione di produzione per alcuni modelli continuerà la produzione per altri saranno istituiti nuovi tipi di motori e pompe
AERAULICA
Ventilatori: oltre la gamma normale ce ne saranno dei nuovi ed altri rinnovati;
Condizionamento: oltre al mantenimento di alcuni prodotti che normalmente si fanno saranno rinnovati alcuni, più nuove lavorazioni derivate da pro dotti DELCHI
FONDERIA: Conferma del piano precedente trasformazioni con nuove tecnologie dalla ghisa all'alluminio, per i motori fino al altezza d'asse 200 - per il resto non si prevedono investimenti migliorativi
fici al riguardo, è negativo: troppi cambiamenti sono stati fatti non sempre ubbidendo a quella che è stata l'impostazione iniziale, a volte contraddicendo e lasciando le cose alla vecchia maniera e in questo caso non rispettando l'accordo del 1975; sugli spostamenti del personale la ditta vuole sfuggire ad una discussione preven tiva come metodo e vuole eludere il diritto di intervento dei C.d.F.; le garanzie stabilite per i lavoratori con l'accordo del 1975, non sempre sono rispettate, gli esempi sono molti: dai trasferimenti senza consultare, soprattutto riguardante gli spostamenti di poche persone, a quelli concordati e non rispettati (vedi 2Q), al presentare le cose da parte della direzione solo quando ci sono delle difficoltà nell'operare per avere solo un supporto, al condizionare la gente anche quando il posto di lavoro proposto non collima con il rispetto della professionalità, carico di lavoro ecc.
Pertanto ribadiamo che sui progetti di ristrutturazione si debbano rispettare i diritti di informazione e contrattazione preventiva con il C.d.r.
Programmi produttivi
Le questioni che vogliamo approfondire e su cui impegnare la ditta più decisamente sono:
FONDERIA
Noi siamo favorevoli a soluzioni tecnologiche più avanzate e quindi a impegni precisi per quanto riguarda la trasformazione da ghisa in alluminio per ciò che è già attuabile ma anche per quanto previsto in termini di ricerca tecnologica. Per la produzione ín ghisa oggi non eliminabile, il progetto di ristrutturazione deve tener conto del mantenimento di questa produzione garantendo l'occupazione e intervenendo decisamente per l'ambiente di lavoro.
POMPE MEDIO - GRANDI: le "intenzioni" de_ vono diventare impegni, con tempi necessari; le capacità tecnico professionali, sono tali, che sarebbe sbagliato non impegnarsi ancora sul prodotto che è parte integrante della produzione E.Marelli; siamo per un rinnovamento delle strutture
LAVORAZIONI DECENTRATE
escluso la fonderia (240 milioni), per il resto l'entità è limitata; per la fonderia la ditta dichiara che attraverso la fusione in alluminio
TRAZIONE
Bisogna che l'azienda definisca il proprio ruolo all'interno del comparto produttivo ed una maggiore qualificazione
5 per rispondere ai nuovi livelli di ser-
i
(sempre che si trovi il personale), ed il rientro di una parte del lavoro esterno, il fenomeno si ridurrebbe di molto.
POMPE MEDIO - GRANDI la ditta "ha intenzione" di rimanere nel mercato, sia come parte impiantistica (ITEM), che come produzione; nelle intenzioni la produzione passerà al II°stabilimento.
TRAZIONE manca a livello governativo una pro_• grammazione che faciliti la penetrazione sul mercato estero; "siamo intenzionati"ad un rafforzamento sotto il punto di vista progettuale e produttivo.
AUTOMAZIONE E STRUMENTAZIONE introduzione di nuovi prodotti e modifica di alcuni.
NUCLEARE sarà completato entro il settembre 77
AUTONOMIA TECNOLOGICA "ci teniamo" alla autonomia tecnologica; non si può pensare però al problema riguardante le grandi macchine, turbo ecc.
ORARIO .
l'azienda non intende ricorrere alla cassa integrazione ma non può impegnarsi in modo preciso, perchè dipende dalle situazioni di mercato;
ORGANICI previsioni non si possono fare per i singoli reparti. La cosa certa è che ci sarà una perdita ulteriore di alcune centinaia nel 1977; possiamo impegnarci su un numero quantificato di assunzioni (circa altri 40 entro dicem bre).
ITEM - AERMARELLI
la ditta farà il possibile per portare a conoscenza la suddivisione per linee dei programmi produttivi.
SCUOLA: utilizzo delle strutture che abbiamo (2incaricati per la formazione) secondo le esigenze si affronteranno i casi concreti.
vizio richiesti dagli enti pubblici, nel contempo adeguarsi per presentarsi meglio per le esportazioni.
GROSSE MACCHINE
Si evidenzia molta incertezza in questo campo, si scarica tutto sul cliente che è l'Ente pubblico, mentre gli sforzi per una presenza in campo internazionale sono molto limitati e limitato è anche l'impegno per il potenziamento delle proprie capacità per puntare nel tempo ad una maggiore autonomia tecnologica.
NUCLEARE
Non basta fissare i tempi del completamento della struttura: bisogna ripuntualizzare gli impegni del 1975 in termini di occupazione e di capacità tecnico professionali.
ERARIO
L'azienda deve garantire l'orario di lavoro per tutto l'anno.
ORGANICI
Partendo dalle scelte di politica industriale nel senso indicato dai lavoratori e dal sindacato, l'azienda deve impegnarsi ad un allargamento della base produttiva che garantisca la sostanziale tenuta dei livelli occupazionali. Siamo pertanto decisamente contrari alle ipotesi di altre centinaia di posti di lavoro in meno nel 1977.
Il numero di assunzioni previste (40) è quindi assolutamente insoddisfacente.
LAVORO DATO ALL'ESTERNO
Il discorso dell'entità limitata non ci convince, anche perchè conosciamo elementi che possono determinare un giudizio diverso. Sembra che l'azienda voglia sfuggire ad un impegno per portare a conoscenza del fenomeno il chiediamo dati più precisi periodicamente per settore che abbiano certamente una consistenza nell'arco di un anno, e di riflesso le ditte fornitrici.
SCUOLA
Riteniamo che i problemi che si pongono sia all'esterno che all'interno della fabbrica, siano tali che abbisognano di qualcosa di meno occasionale ma più duraturo, sia per la riqualificazione, per L'aggiornamento, l'addestramento e la preparazione dei giovani e non. Proponiamo una fase sperimentale che sia istituita nei primi mesi del 1978.
VERIFICHE OGNI TRIMESTRE PER TUTTI I TEMI SOPRAELENCATI
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Sugli altri problemi della piattaforma
LA POSIZIONE DELLA DITTA
AMBIENTE DI LAVORO
No al riconoscimento dello SMAL: ci atteniamo alla posizione della Associazio ne Industriale Lombarda; applicazione del contratto sui libret ti personali, disponibilità a vedereinterventi nelle sezioni 3T, 3S e 4G: "è desiderio" della ditta modificare in meglio gli ambienti di lavoro,per il momento non abbiamo possibilità economiche adeguate; per il momento, con alcuni spostamenti interni, di magazzini e macchine acquisiamo spazio per la sezione 3T; installazione strumenti di aspirazione al 3H, 3M e 4G per I2milioni di lire.
INQUADRAMENTO UNICO
disponibilità ad affrontare il proble ma settore per settore,
PROBLEMI SOCIALI
Mensa: ristrutturazione (self service) per quanto riguarda la E.Marelli nessun pregiudizio, però mancano i soldi se verranno reperiti previsioni di impostare per fine 78 il problema del II° stabilimento; per Vía Lancetti, non si giustifica la richiesta.
CONTRIBUTO SOCIALE I%
Abbiamo contribuito in questi due anni ad un'opera pubblica con una spesa di 150 milioni (asfaltatura di una strada di collegamento), cioèdi utilità pubbli ca, pertanto riteniamo di essere a posto.
SALARIO
Le 80 mila pro capite annue, sono di maggiore spesa per la ditta, vogliamo come contropartita un recupero di produttività (riesaminando ad es. il cottimo); siamo disponibili a vedere come ripartire la somma sui due istituti richiesti, siamo contrari a costituire una mensilità del premio feriale.
LE NOSTRE PRECISAZIONI PER IL CONFRONTO
AMBIENTE DI LAVORO
Riconoscimento dello SMAL: riteniamo che lo scarico di responsabilità tra Assolombarda e ditta sia un modo diplomatico per dire di no. Ormai sono anni che lo SMAL opera su tutto il territorio e di fatto è già uno strumento riconosciuto: fermarsi alle pregiudiziali è pura miopia della politica dell'Assolombarda e delle 'assocciate.
LIBRETTI SANITARI
al di là delle disponibilità, l'impostazione data dalla ditta su tali stru menti precluda elementi di maggioreobiettività e garanzia per i lavoratori.
INTERVENTI NELLE SEZIONI 3T,3S e 4G
l'impostazione della ditta è da modificare radicalmente perchè presenta il problema della prevenzione, in modo occasionale e di eventuale disponibilità ecouliffiiia;.
noi rivendichiamo la prevenzione come forma dí intervento sull'ambiente, che attraverso gli stessi investimenti di ristrutturazione possa trovare tempi contemporanei alla stessa.
riteniamo riduttiva e insufficiente l'attuale posizione della ditta e rivendichiamo risultati concreti in questa vertenza.
INQUADRAMENTO UNICO
Bisogna accelerare i tempi del confronto settore per settore; un altro problema importante è la parte di applicazione contrattuale riguardante la ricomposizione, rotazione, arricchimento professionale: stabilire i tempi per il confronto e í criteri (su questa parte la ditta è sorda).
PROBLEMI SOCIALI
Mensa: non è accettabile l'impostazione per cui gli investimenti "sociali" come la mensa sono residui degli investimenti "tecnologici". Vogliamo impegni e tempi precisi per il self service al I° e II° stabilimento e per la mensa di Via Lancetti.
PROBLEMA I% CONTRIBUTO SOCIALE
l'azienda deve rispettare l'accordo sindacale del 7.10.74, a tale proposito ci sono delibere del consiglio comuCONTINUA IN ULTIMA
reali e sui mezzi per superarli connessi alla scelta nuclearé, cui devono rispondere con tutti gli strumenti necessari, a partire dalla ricerca sulla sicurezza, il governo, l'ENEL, il CNEM e le regioni, evitando ogni scarico di responsabilità e ogni strumentalizzazio ne interessata di chi non vuole arriva= re ad una diversificazione delle fonti di energia e perpetuare così l'attuale dipendenza dal petrolio. Si afferma l'esigenza di far fronte ai fabbisogni energetici indispensabili per la ripresa economica del Paese, sia attraverso un rapido avvio del piano energetico, nel quale trovino giusto ed adeguato peso sia la scelta nucleare quanto le altre fonti energetiche soprar tutto idroelettrica, sia attraverso un piano aggiuntivo di centrali tradizionali.
La posizione di alcuni lavoratori
La posizione della E.Marelli sin dallo inizio del programma nucleare italiano è sempre stata di indecisione e soprattutto di subalternità nei confronti del consorzio semi-privato (elettro nucleare italiana) in cui vi erano FIAT - TOSIE.MARELLI - BREDA ed altre. Questa pòsizione non ha mai fatto ín modo che la Direzione prendesse chiaramente un indirizzo preciso e deciso di impegno in questo campo per esempio attrezzandosi o istruendo del personale (utilizzando magari il fondo comunitario messo a disposizione per queste necessità), e assumendo del personale quali-
Continua dalla settima Piattaforma
ficato o da qualificare come richiedeva l'accordo stipulato fra il C.d.F. e la Direzione alla fine del 1975.
E' vero che è in fase di ultimazione il capannone, costruito con un prestito IMI di 15 miliardi per la lavorazione degli alternatori per le nucleari V e VII, è anche vero però che tutti si chiedono all'interno degli uffici e delle officine, a cosa serve quella "cattedrale", se poi non si è attrezzati progettualmente e strutturalmente per questo impegno.
Se poi si somma la difficoltà, il ritardo dell'avvio del piano energetico, la frantumazione del potenziale produttivo elettromeccanico pesante, (che genera sicuramente incertezza occupazionale in un libero mercato) la carenza di circolazione di informazioni, la difficoltà della materia, la confusione cresce a detrimento di una spinta che venga dal movimento per il superamento dei ritardi nell'applicazione del piano energetico. La necessità quindi a nostro avviso è quella ad esempio di riordinare, come prima visione generale nazionale, la nostra struttura produttiva di elettromeccanica pesanté andando come primo passo verso un consorzio "totale" delle industrie del settore almeno per una programmazione produttiva interaziendale e come secondo passo la spinta verso una ricerca applicativa che qualifichi il prodotto.
nale e degli organi di controllo per opere pubbliche di Via Boccaccio e Via Benedetto Croce, delibere n° 179 e 180;
quanto comunicatoci dalla ditta sulla asfaltatuta strada non ha nessuna pertinenza con l'accordo del 1974, ma sono obblighi di legge che devono essere rispettati.
SALARIO
-.sulla proposta fatta dalla ditta siamo molto, ma molto lontani: si tenga presente la contenutezza della cifra richiesta, l'assenza di sviluppi salariali, aziendali di questi ultimi due anni; c'è l'esigenza di equilibrare la situazione in rapporto ad altre realtà sia del settore e consociate.
riconfermiamo la richiesta a stabilire una mensilità del premio feriale.
UN GRUPPO DI TECNICI