febbraio 1972
Bollettino del Consiglio di Fabbrica della -Ercole Marelli
Riconoscere il Consiglio ! Credo che non sfugga a nessuno quanto sia ormai radicato nella mente dei lavoratori il significato del consiglio di fabbrica come strumento di lotta. Nel 1969 con le lotte del contratto, i delegati ed il consiglio erano cose embrionali; poi via via si sono sviluppati su due filoni. Sul piano organizzativo ponendosi il superamento dei vecchi schemi sindacali e del metodo di direzione e di partecipazione alle scelte. L'altro è quello dei contenuti della politica rivendicativa e sociale, di un sindacato di classe che carèttèrizza come organizzazione di lotta che incide e cambia qualitativamente la organizzazione del lavoro nella fabbrica per migliorare radicalmente le condizioni di lavoro partendo dall'orario, dall'ambiente, ritmi, qualifiche ecc., saldando tutto questo alla lotta per le riforme, collegandosi con tutte le altre categorie dl lavoratori per un nuovo tipo di sviluppo economico e sociale. Oggi queste idee hanno camminato, sono acquisite da grandi masse di lavoratori, si deve lavorare e lottare per dargli concretezza e
continuità; il Consiglio di Fabbrica è lo strumento che abbiamo e bisogna dire che nella nostra fabbrica è un fatto assodato, basti pensare alla partecipazione dei lavoratori alle assemblee per l'approvazione del regolamento e nella elezione dei delegati, dove si è espressa in modo massiccio e ordinata, una elezione che ha presentato serietà e responsabilità di tutti i lavoratori nelle scelte dei propri rappresentanti, mediante lo strumento della scheda bianca. Questo ci ha permesso di affrontare con metodo nuovo anche l'elezione degli organismi interni del Consiglio di Fabbrica, esecutivo, commissione sindacale; incominciando già da oggi alla rifondazione del sindacato nuovo, nel quale si riconoscono tutte le forze rappresentative della fabbrica; un sindacato nuovo che utilizza le energie degli uomini di grande esperienza, assieme a quelle dei giovani, che sono l'elemento importante nel dare nuova linfa, maggior forza, articolazione di presenza in tutti i reparti e uffici, metodo nuovo di porsi con i lavoratori per una sempre più larga presa di coscienza dei problemi da risolvere.
Certo che tutto questo non è avvenuto in modo tranquillo; in questa fase della creazione dei nuovi organismi ci si è già scontrati sui temi di fondo, ad esempio: quale sindacato vogliamo costruire, che tipo di politica deve avere ecc., sarà compito di tutti in questi mesi promuovere un necessario dibattito di massa su questi temi tra tutti i metalmeccanici e le altre categorie. Il punto centrale sarà il congressi unitario dei metalmeccanici che si terrà dal 24 al 29 ottobre. Se vogliamo però che queste volontà sí concretizzino, è necessario che in questi mesi si incominci a conquistare posizioni nuove come il riconoscimento del Consiglio di Fabbrica, dare soluzione al problema della garanzia del posto di lavoro, dell'orario contrattuale delle prospettive di sicurezza ai lavoratori della Ercole Marelli. Inoltre è necessario che i lavoratori facciano pesare nei confronti del padronato la propria volontà anche mediante una massiccia iscrizione al sindacato unitario. Tutto questo ci deve permettere di affrontare la battaglia contrattuale in una posizione di grande forza.