Credo che non sfugga a nessuno quanto sia ormai radicato nella mente dei lavoratori il significato del consiglio di fabbrica come strumento di lotta.
Nel 1969 con le lotte del contratto, i delegati ed il consiglio erano cose embrionali; poi via via si sono sviluppati su due filoni.
Sul piano organizzativo ponendosi il superamento dei vecchi schemi sindacali e del metodo di direzione e di partecipazione alle scelte.
L'altro è quello dei contenuti della politica rivendicativa e sociale, di un sindacato di classe che carèttèrizza come organizzazione di lotta che incide e cambia qualitativamente la organizzazione del lavoro nella fabbrica per migliorare radicalmente le condizioni di lavoro partendo dall'orario, dall'ambiente, ritmi, qualifiche ecc., saldando tutto questo alla lotta per le riforme, collegandosi con tutte le altre categorie dl lavoratori per un nuovo tipo di sviluppo economico e sociale.
Oggi queste idee hanno camminato, sono acquisite da grandi masse di lavoratori, si deve lavorare e lottare per dargli concretezza e
Riconoscere il Consiglio !
continuità; il Consiglio di Fabbrica è lo strumento che abbiamo e bisogna dire che nella nostra fabbrica è un fatto assodato, basti pensare alla partecipazione dei lavoratori alle assemblee per l'approvazione del regolamento e nella elezione dei delegati, dove si è espressa in modo massiccio e ordinata, una elezione che ha presentato serietà e responsabilità di tutti i lavoratori nelle scelte dei propri rappresentanti, mediante lo strumento della scheda bianca.
Questo ci ha permesso di affrontare con metodo nuovo anche l'elezione degli organismi interni del Consiglio di Fabbrica, esecutivo, commissione sindacale; incominciando già da oggi alla rifondazione del sindacato nuovo, nel quale si riconoscono tutte le forze rappresentative della fabbrica; un sindacato nuovo che utilizza le energie degli uomini di grande esperienza, assieme a quelle dei giovani, che sono l'elemento importante nel dare nuova linfa, maggior forza, articolazione di presenza in tutti i reparti e uffici, metodo nuovo di porsi con i lavoratori per una sempre più larga presa di coscienza dei problemi da risolvere.
Certo che tutto questo non è avvenuto in modo tranquillo; in questa fase della creazione dei nuovi organismi ci si è già scontrati sui temi di fondo, ad esempio: quale sindacato vogliamo costruire, che tipo di politica deve avere ecc., sarà compito di tutti in questi mesi promuovere un necessario dibattito di massa su questi temi tra tutti i metalmeccanici e le altre categorie.
Il punto centrale sarà il congressi unitario dei metalmeccanici che si terrà dal 24 al 29 ottobre.
Se vogliamo però che queste volontà sí concretizzino, è necessario che in questi mesi si incominci a conquistare posizioni nuove come il riconoscimento del Consiglio di Fabbrica, dare soluzione al problema della garanzia del posto di lavoro, dell'orario contrattuale delle prospettive di sicurezza ai lavoratori della Ercole Marelli.
Inoltre è necessario che i lavoratori facciano pesare nei confronti del padronato la propria volontà anche mediante una massiccia iscrizione al sindacato unitario. Tutto questo ci deve permettere di affrontare la battaglia contrattuale in una posizione di grande forza.
febbraio 1972 Bollettino del Consiglio di Fabbrica della -Ercole Marelli
LE DIMISSIONI DELLA
COMMISSIONE INTERNA
In data 25 gennaio — in ottemperanza alle decisioni della 2s Conferenza dei metallurgici fatte proprie dal Consiglio di Fabbrica della Marelli — la commissione interna ha rassegnato le dimissioni con la lettera che segue:
Con la presente i membri della Commissione Interna rassegnano le dimissioni dal loro incarico in applicazione alle decisioni prese dal Consiglio di Fabbrica.
A far data da oggi, per tutti i problemi che interessano i lavoratori all'interno dello stabilimento, vi invitiamo ad instaurare i rapporti con l'organismo unitario di Viabbrica, che a norma dello Statuto del Consiglio ha l'incarico di mantenere il contatto con la Direzione. »
(Seguono le 13 firme dei commissari interni).
La Commissione interna — che dalla liberazione a oggi ha diretto cento lotte e tenuto alto il prestigio del sindacato e difeso validamente gli interessi dei lavoratori in tempi in cui l'unità dei lavoratori era solo un bel sogno e la repressione colpiva inesorabilmente lascia quindi definitivamente al Consiglio di Fabbrica e alla nuova generazione operaia la direzione della lotta per l'emancipazione dei lavoratori.
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11_ CONSIGLIO SI PRESENTA
ALLA DIREZIONE
Sempre in data 25 gennaio il Consiglio di Fabbrica comunicava alla direzione la sua composizione completa, assieme ai suoi organismi di coordinamento, verbali, statuto. con la lettera che segue:
Con la presente — a norma della legge n. 300 del 20-5-1970 (Statuto dei diritti dei lavoratori) comunichiamo che presso la Vs. azienda si è costituita unitariamente — nell'ambito dei sindacati FIM-FIOM-UILM derenti alle Confederazioni Nazionali dei Lavoratori e firmatari del contratto nazionale di lavoro — la rappresentanza sindacale aziendale il cui organismo diriaente è denominato Consiglio di Fabbrica.
In allegato Vi trasmettiamo copia del regolamento (approvato
dall'assemblea dei lavoratori) verbale, elenco nominativo dei componenti il Consiglio di Fabbrica e la Composizione dell'Esecutivo.
Ouesta comunicazione sostituisce ed annulla le precedenti in merito alle rappresentanze sindacali aziendali. »
Anche questa comunicazione è un fatto di grande importanza, che avviene per la prima volta alla Ercole Marelli. Ricordiamo infatti che il precedente Consiglio — quello eletto nel maggio del '70 — non fu comunicato alla direzione, alla quale invece furono comunicate solamente le rappresentanze di ogni sindacato in misura paritetica.
Il nuovo Consiglio di Fabbrica si afferma così come l'organismo esclusivo di rappresentanza dei lavoratori della Ercole Marelli presso la direzione, e come l'organismo sindacale unitario. L'unità sindacale dei metallurgici — fondata sui consigli di fabbrica — significa infatti prima e soprattutto che ogni sindacato riconosce nel consiglio espresso liberamente dai lavoratorila struttura dí base del sindacato unitario e conseguentemente rinuncia ad ogni designazione di rappresentanti di organizzazione.
LA TRATTATIVA PER IL RICONOSCIMENTO
Sono iniziate presso la dkezione aziendale le trattative per il riconoscimento del Consiglio di Fabbrica.
Con il riconoscimento da parte nostra si vuole principalmente affermare:
1) La facoltà del delegato di esplicare pienamente nel reparto nell'ufficio il mandato per il quale i lavoratori lo hanno prescelto, cioè di intervenire a tutela e a salvaguardia delle condizioni di lavoro e a far valere le esigenze dei lavoratori.
2) L'affermazione della piena rappresentatività del Consiglio rispetto a tutti i problemi dei lavoratori in fabbrica, con le necessarie articolazioni, e con un monte ore retribuite sufficiente a sviluppare l'attività di riunioni del Consiglio, formazione sindacale, commissioni, ecc.
Ogni tentativo di pervenire a un riconoscimento di carattere restrittivo delle prerogative del delegato del consiglio troverebbe nella pronta mobilitazione dei lavoratori la risposta adeguata.
NON E%-- C,IUSTO CHE VOI CI ACCUSIATE PER DEI NORMALI INCIDENTI i SUL LAVORO ! OMICIDI BIANCHI: E UN'ESAC,ERRIONE
OMICIDI E BASTA
QUSTO : °AMIAMOLI
Il nuovo Consiglio di Fabbrica
DELEGATI OPERAI
Arlati Giuseppe - rep. 1L
Villa Arnaldo - rep. 1L
Sabbioni Pietro - rep. 1D
Vertemati Renzo - rep. IH - 1G
Raimondo Ugo - rep. 1H - 1G
Scotto Giacomo - fonderia
Poli Lorenzo - fonderia
Di Donato Michele - fonderia
Bianchi Franco - rep M
Sala Federico - rep. M
Torcasso Vincenzo - rep. M
Chiusa Luigi - rep. N
De Giorgio Leonardo - rep P
Palmisano Pietro - rep. P
Villa Andrea G. - rep. P
Giustini Carlo - rep. P
Cozzaglio Antonio - rep. P
Chinelli Giovanni - rep P
Canavicchio Aldo - rep. 10
Nardo Giannino - Serv. generali
Origo Enrico - Serv. generali
Polvani Omero - Serv. generali
Virdis Mario - rep. 4G
Villa Angelo - rep. 4G
Luraghi Carlo - rep. 4G
Facheris G. Carlo - rep. 4G
Arrighi Marino - rep. 4G
Castelli G. Carlo - rep. 4G
Riva Mario - rep. 20
Brusati Aldo - rep. 20
Furlan Vladimiro - rep. 20
Galimberti Felice - rep. T.S.
Rigoni Giordano - rep. T.S.
Sarich Giuseppe - rep. T.S.
Maggiolini Francesco - rep. 30
Campanini G. Franco - rep. 30
Ciamarra Stefano - rep. 30
Galeotto Irving - rep. 30
Rota Rinaldo - rep. 3T
401 Bramilla Aldo - rep. 3T
Frigerío Ferdinando - rep. 39
Locatelli Tommaso - rep. 3B
Nossa Battista - rep. 3C - 3E
Daolio Giannino - rep. 3C - 3E
Rapelli Giuseppe - rep. 3G
Rigolcii Pietro - rep. 3G
Rosin Renzo - rep. 3G
Salvadori Luigi - rep. 3H
Sicchieri Carlo - rep. 3H
Cuguttu Salvatore - rep. 3H
Buraschi Carlo - rep. P
Marrone Francesco - rep. fond.
Nebuloni Giulio - rep. fonderia
Ramboni Mario - rep. 20
Villa Angelo - serv. generali
DELEGATI IMPIEGATI
Tasca G. Piero - imp. Pal. sp.
Vallicelli Walter - uff. tec. PC
Bramati Costantino imp. amm.
ldone Carmelo - imp. ammin.
Campion Luciano - imp. vend
Zaletto G. Carla - imp. vendite
Vriz Giovanni - imp. d'offic.
Prati Auto - imp. d'officina 2'
Crippa Mario - imp. d'offic. 2"
Bidoglia Vittorio - imp. d'off. 2-
Rizzi Antonio - imp. d'offic. 2"
Adduci Egidio - rep. Pal. man.
Ardolino Mario - rep. Pal. man.
Cavenati Giulio - piano S
Riva Roberto - piano R
Leandri Aldo - piano 1
Ripamonti Aldo - piano 2
Ripamonti Federico - piano 3
Perfetti Giovanni - piano 4
Maggioni Stefano piano 5
Nava Raffaele - piano 6
de la possibilità della cooptazione fino ad un 10% rispetto al numero dei delegati eletti. Con questo atto si è voluto reintegrare una componente sindacale che è uscita sacrificata nella elezione dei delegati, in relazione al lungo travaglio che ha attraversato la UILM milanese.
Il Consiglio di Fabbrica che si è riunito il 24 gennaio ha nominato i nove compenenti il COMITATO ESECUTIVO,
BIANCHI Franco
BRAMATI Costantino
FRIGERIO Ferdinando
GALIMBERTI Felice
PERFETTI Giovanni
RIVA Mario
RIVA Roberto
VALLICELLI Walter
VIRDIS Mario
e i tre componenti la COMMISSIO NE SINDACALE E CONTRATTAZIONE,
ARLATI Giuseppe
BURASCHI Carlo
RIPAMONTI Aldo.
La scelta dei membri dell'Esecutivo è avvenuta in base a criteri di funzionalità; si è scelto cioè un gruppo in grado di portare avanti speditamente il lavoro e di dare attuazione alle decisioni prese dal Consiglio di Fabbrica, che' è e rimane l'unico organismo decisionale.
Il Consiglio di Fabbrica che si è riunito il 12 gennaio, ha provveduto alla cooptazione dei compagni Buraschi, Marrone, Nebuloni, Villa, Ramboni. Ciò è avvenuto in ottemperanza a quanto stabilisce lo statuto del Consiglio che preve
Nella scelta dei componenti la commissione sindacale e per la contrattazione — che affianca l'Esecutivo nella fase di elaborazione e di contrattazione sui problemi sindacali, vertenze aziendali e di settore — si è tenuto invece conto prevalentemente dell'esperienza e della competenza.
La rotazione deve permettere al maggior numero possibile di delegati di avvicendarsi nel coprire incarichi cli responsabilità.
I lavoratori seguono con viva preoccupazione I' evoluzione della situazione politica nel nostro paese.
lavoratori vogliono un governo che si impegni concretamente nella realizzazione delle riforme sociali, che sappia imprimere un nuovo sviluppo economico e sociale al nostro paese, che conduca una energica battaglia per stroncare i rigurgiti fascisti e tutti i tentativi di involuzione a destra.
Per le riforme contro ogni svolta a destra
Il concetto generale delle riforme non può essere inteso nel senso tradizionale del termine, « piccole riforme » che soddisfano solo momentaneamente certe esigenze. Vedi assistenza sociale e sanitaria com'è attuata oggi. Ma azione riformatrice e riforme di struttura che tendono a modificare i rapporti di potere economico e quindi anche politico, togliendolo ai detentori del capitale per trasferirlo alla collettività.
Cosa intendono i lavoratori per riforme?
I lavoratori intendono per riforme quelle leggi nuove capaci di trasformare la società nelle sue strutture vecchie e incidere profondamente al punto di ledere quegli interessi di gruppi privilegiati che con la speculazione e il profitto privato antepongono l'interesse di pochi a quello della collettività nazionale.
Per fare un esempio la legge sulla casa, pur nei suoi limiti — se su di essa ci sarà mobilitazione dei lavoratori — è in grado di porre un freno alla speculazione ed ha posto le base a quel diritto sancito nella costituzione repubblicana: « la casa per tutti a prezzo politico ».
La casa è un servizio sociale, un bene che va assicurato a tutti i cittadini e non può continuare ad essere sottoposto a meccanismi speculativi; come è avvenuto fin ora col saccheggio degli stipendi e dei salari, con la speculazione sui fitti.
Nella famiglia del lavoratore italiano il fitto incide per almeno il 35-40%; in altri paesi europei (Inghilterra e Germania Occidentale) pesa solo del 10%. Perchè questo squilibrio? Perchè in quei paesi l'edilizia pubblica ha costruito ben il 50 0/o delle abitazioni. Mentre in Ita-
lia ha costruito appena il 7% del totale.
Questo tentativo di riforma ha scatenato la reazione degli interessi offesi, creando un clima recessivo sul piano economico e un riflusso reazionario, col tentativo di spostamento a destra dell'asse politico.
Solo l'unità dei lavoratori sconfiggerà e creerà quel clima nuovo capace di realizzare altre leggi di riforma, che non restino solo sulla carta e siano svuotate di contenuto, ma che servano davvero a dare un volto nuovo a tutta la società italiana.
Sì alle riforme; sì al progresso sociale. No al fascismo; no alle svolte reazionarie.
Viva l'unità di classe dei metallurgici, viva l'unità di tutti i lavoratori unica forza capace di trasformare questa società dalle radici.
SFRUTTATORI " PACI
SPECULATORI EVASORI mAnOSI-TASCISTI
120.11
SFRUTTATI e DisOcCUPATI LAVORATORI EMIGRANTI CETI max moto
Costituito il Consiglio unitario Inaugurata la sede unitaria
L'esecutivo del Consiglio di Fabbrica della E. Marelli, a nome dei 6000 lavoratori, esprime viva preoccupazione per la situazione politica creatasi nel nostro paese.
AUSPICA
che nella costituzione del nuovo governo, si tenga conto delle istanze portate avanti dal movimento operaio sindacale.
CHIEDE un governo che si impegni concretamente nella realizzazione di riforme, che sappiano imprimere un nuovo sviluppo economico sociale al nostro paese, ravvisa inoltre che venga condotta una eneraica battaglia per stroncarè i riauraiti fascisti tutti i tentativi di involuzione a destra in modo da salvaauardare le istituzioni democratiche Repubblicane nate dalla Resistenza.
Si è svolto il 13 gennaio a Sesto San Giovanni il convegno costitutivo del Consiglio unitario di Zona. Nella stessa giornata è stata inaugurata la nuova sede unitaria dei metalmeccanici, in via Benedetto Croce 84. Col Consiglio Generale Unitario — che ha eletto un comitato direttivo unitario e successivamente un comitato esecutivo — e la sede unitaria i metallurgici di Sesto si sono dati le strutture sindacali unitarie capaci di portare avanti le lotte future.
L'unità vince. Il sindacato unitario di classe, che riconosce come sua struttura di base il Consiglio di Fabbrica, deve ricevere l'adesione di tutti i lavoratori metallurgici per Presentarsi più forte e più unito all'appuntamento del rinnovo contrattuale.
SOLLECITA, un ampio piano di investimenti produttivi, indispensabili per una ripresa economica capace di corrispondere alle giuste esigenze dei lavoratori. rimuovere le cause che hanno determinato una situazione critica e insicura.
RICHIEDE precise volontà politiche, per superare l'attuale situazione mortificante Per il movimento operaio, base irrinunciabile per produrre ricchezza e benessere nel paese.
L'ESECUTIVO del Consiglio di Fabbrica E. Marelli
tk. #itt ,?OSA gg$ ‹ ,›. • , t ì E N Al:14...LOTTkt7 ,;..ONTRATTUA SESTO SAN GIOVANNI:
AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Onorevole Giovanni Leone ROMA
L'ampio sviluppo che hanno assunto le vertenze di reparto e i risultati positivi, ma limitati, che riescono a realizzare, pongono il problema di una analisi più ampia della condizione lavorativa e della struttura del salario alla Ercole Marelli, con l'obbiettivo di darci al più presto una strategia generale valida per tutti i lavoratori.
Dalla vertenza di reparto costruiamo una strategia per tutti i lavoratori
Alla Marelli abbiamo una situazione interna sufficientemente complicata e seria per la quale occorre urgentemente darci una linea, una strategia precisa per non correre il rischio di logorarsi in lotte saltuarie di reparto che ottengono risultati modesti rispetto agli obiettivi che si pongono.
Non vogliamo con questo soffocare giuste rivendicazioni, ma solo dire che prima occorre una analisi precisa della situazione, individuarne gli obiettivi prioritari da raggiungere, perchè l'esperienza ci insegna che partire su spinte emotive o non del tutto chiare per i lavoratori, si finisce poi per accettare largamente la scelta della Direzione, con una evidente insoddisfazione della maggioranza dei lavoratori che hanno scioperato e non hanno ottenuto nessun beneficio.
!n una situazione sufficientemente squilibrata come è quella della E. Marelli non si può pensare che basti mettersi in sciopero in diverse centinaia alla volta e accontentarsi di poche decine di passaggi di categorie e di aumenti salariali.
L'Esecutivo ha avuto il mandato dall'ultimo Consiglio di Fabbrica di preparare (e Io sta facendo) un piano organico e preciso di lavoro essendo stato riconosciuto questo metodo il più appropriato e il più valido per affrontare a risolvere i problemi della contrattazione.
Passare cioè dalla libera iniziatia dei singoli gruppi e reparti (senza una adeguata conoscenza
AScistio -CRISI -ChSgA iggfONESONO (70 SIMPIENTi DEL PiqD °NEL
della situazione) ad un lavoro di analisi, di scelte prioritarie, di obiettivi è il cambiamento necessario che si richiede anche come motivazione fondamentale dell'avvenuto rinnovo del Consiglio di Fabbrica. Così come è indispensabile cogliere le richieste comuni che sono presenti nelle diverse rivendicazioni e farne oggetto di una discussione or :nica in modo da presentarle in maniera collettiva e non invece bruciarle in t< focolai » spezzettati.
Ora ci sono problemi aperti (ai quali occorre quanto prima dare una positiva soluzione) altri se ne apriranno, ma occorre tener presente che la linea vincente non è quella di pensare che basta mettere le castagne sul fuoco e poi qualcuno le toglierà.
Se non c'è una profonda convinzione sulle richieste, se queste non sono il frutto di una valutazione seria profonda finiremo abbastanza in fretta per chiuderci in un corporativismo di reparto senza sbocchi e non sapremo cogliere i reali problemi quali le ristrutturazioni. le sperequazioni. le categorie, il salario reale. che sono i veri nodi sui quali è necessario che ci sia la consapevolezza e l'omogeneità di intenti per affrontarli e risolverli insieme.
Questo è il metodo valido che dà senso al Consiglio di Fabbrica, che responsabilizza i lavoratori e qualifica il delegato, che non significa affatto rinvio dei problemi ma invece costruzione di una strategia generale e alternativa che convinca tutti i lavoratori, una strategia vincente.
ORDINE DEL GIORNO
DEI LAVORATORI DEL 6° PIANO
Al Consiglio di Fabbrica
E. Marelli
LAVORATORI GRUPPO 6° PIANOSecondo stabilimento
ESPRIMONO solidarietà agli eroici morti per la Lotta di Liberazione ed a tutte le istituzioni democratiche, dopo il nuovo grave crimine commesso dalla teppa fascista a Milano.
CONDANNANO questa nuova manovra del terrore fascista che ha il solo scopo di reprimere le democratiche lotte sociali e di portare il paese al caos, minacciando il progresso del popolo italiano.
INVITANO le OO.SS. (C.G.I.L.C.I.S.L. - Ul.L.) a fare conoscere a chi di dovere, che i lavoratori non permetteranno nessuna involuzione e nessuna svolta autoritaria e reazionaria.
Il recente caso ACEA ha dimostrato che — malgrado le sollecitazioni intervenute da più parti e la mobilitazione dei lavoratori del settore — i responsabili della politica economica del nostro paese non hanno la capacità o la volontà di affrontare i gravi problemi del settore elettromeccanico.
La crisi del settore si manifesta alla Marelli soprattutto nelle piccole costruzioni. E' necessaria un'ampia mobilitazione dei lavoratori per costringere l'azienda a uscire dal generico e dare le richieste garanzie di ordine produttivo e occupazionale.
La riorganizzazione sulla pelle dei lavoratori
Come gran parte dei settori produttivi di beni strumentali il settore elettromeccanico è stato in particolare danneggiato dalla politica di sviluppo industriale perseguita nel corso degli anni 60, con il rafforzamento delle produzioni di beni di consumo e delle produzioni di base ad esse collegate, a scapito di altre produzioni che al contrario rivestono un preciso significato strategico per ogni Paese industrializzato. L'avvio della programmazione economica nazionale e la nazionalizzazione dell'energia elettrica non hanno portato fino ad ora ad alcun rilevante risultato.
E' una fatalità che questo settore sia rimasto ai margini o è unà precisa scelta da parte dei governanti e dei padroni?
Non può essere che una precisa scelta di politica economica. L'intero settore infatti produce su licenze controllate dai monopoli USA (Westinqouse, Generai Eletric), e i padroni dichiarano che questo tipo di concessione fa risparmiare loro notevolmente sul fatturato.
I committenti delle centrali elettriche (ENEL in particolare) chiedono a garanzia della commessa la progettazione Westingouse.
Tutto questo ha portato il settore da 70.000 addetti negli anni 50 agli attuali 40.000.
Come vediamo i padroni risparmiano sui fatturati i committenti sono garantiti e i lavoratori sono a scasso; questa sarebbe la logica che governanti e padroni vorrebbero continuare.
In questi ultimi anni, con la
maggiore unità dei lavoratori, abbiamo iniziato un discorso di approfondimento attorno alle scelte in merito allo sviluppo del settore.
E' emerso con chiarezza che il settore elettromeccanico così come è strutturato rispetto allo sviluppo tecnologico in atto in altri paesi europei, non può reggersi a lungo.
Occorre che sia ristrutturato in modo diverso.
Bisogna recuperare i ritardi della specializzazione, avviare un processo di concentrazione, istituire un consorzio di ricerche liberandoci dalla sudditanza tecnologica dei monopoli USA.
Chi deve operare in questa direzione?
Le Organizzazioni Sindacali propongono che il ministero della programmazione economica pr'omuova la nascita di un consorzio per la ricerca comprendente, ENEL, FF. SS. aziende pubbliche e private del settore. Inoltre propongono che il ministero in parola coordini un piano di ristrutturazione dell'intero settore, discusso e concordato con lavoratori e sindacati.
Per questi obiettivi siamo scesi in lotta più volte.
Oggi l'intero settore attraversa una profonda crisi causa la ristrutturazione e le varie concentrazioni.
Il ministero non riesce a controllare le varie commesse di lavoro, come la centrale elettrica ACEA commissionata alla SIEMENS tedesca per un fatturato di L. 150 miliardi.
Si parla di costituire una concentrazione nazionale del settore
per far fronte alle immense difficoltà; ma ogni azienda sembra intenzionata ad operare per conto proprio.
La E. Marelli in questo ultimo anno ha messo in moto un piano di ristrutturazione tendente a rafforzare la sezione G.M. dimostrando di volere abbandonare la piccola produzione, come produzione ,di massa, riservandosi di produrre alcuni gruppi di pompe.
Sono ormai alcuni mesi che abbiamo aperto una vertenza con l'azienda, per conoàcére come intende impegnare i vari miliardi destinati alla ristrutturazione.
Di fronte a precise domande la Direzione fino ad ora non ha risposto che con affermazioni generiche ed evasive senza assumersi impegni precisi. Bisogna che la direzione si assuma interamente la responsabilità di fronte alle prospettive riservate alla sezione P.C. Siamo a conoscenza che alla Pelizzari di Arzignano è in corso una ristrutturazione per una produzione di motori di serie. La E. Marellí fino a che punto è interessata a questa operazione?
I miliardi stanziati per riorganizzare le piccole produioní, per quali famiglie di prodotti sono riservati?
Quanti saranno gli occupati alla fine di questa operazione?
Queste sono le domande alle auali la direzione — diversamente dal passato — deve rispondere con serietà e concretezza, cerche i lavoratori della Ercole Marelli non sono disposti a farsi prendere in giro.
1972 dpsindacati ei a tessera unitaria met allurgici
LAVORATORE DELLA ERCOLE MARELLI
devi aderire al sindacato unitario Nig perchè devi essere un protagonista e non uno spettatore dell'unità sindacale, cioè di un processo che ti riguarda da vicino come lavoratore e come cittadino; devi aderire al sindacato unitario perchè anche il tuo contributo è indispensabile per respingere il tentativo padronale di scaricare sulle spalle dei lavoratori le difficoltà economiche ed insabbiare le riforme;
devi aderire al sindacato unitario per sconfiggere tutte le forze scissionistiche e antiunitarie che con la creazione di « sindacati gialli » vorrebbero bloccare la marcia della classe lavoratrice rompendone in primo luogo l'unità; devi aderire al sindacato unitario per fare più forte tatua organizzazione nella prospettiva del rinnovo contrattuale. ADERISCI
11 AL SINDACATO 11 UNITARIO .