il
sindacato
n. 2 ottobre 1976
unitario bollettino del c.d.f. della nuova innocenti
UNA NUOVA FASE La lotta della Innocenti è stata al centro della battaglia per la difesa della occupazione e per un nuovo tipo di sviluppo nell'ultimo anno. Dall'estate '75 al marzo '76 si è guardato da ogni parte alla nostra fabbrica coma alla situazione più chiara e decisiva per valutare la capacità di resistenza dei lavoratori e la consistenza del fronte di forze ed alleanze costruito intorno alla lotta per l'occupazione. Dopo più di otto mesi di duro scontro e 114 giorni di occupazione della fabbrica, abbiamo conquistato un importante accordo che riconosce la garanzia del posto di lavoro per tutti e prevede un processo di investimenti e di trasformazioni produttive. Si trattava di un risultato che indubbiamente segnava una prima sconfitta di quelle forze che puntavano ad uscire dalla crisi.attraverso i licenziamenti di massa e lo arretramento del sindacato e del movimento operaio. Da allora all'Innocenti si è aperta una nuova fase: quella di ottenere la applicazione dell'accordo di Roma, di aprire il confronto sulle prospettive della nuova società. Si tratta di una fase meno drammatica, ma forse anche più complicata-di quella che si è conclusa il 18 marzo.
Questa fase deve decidere sul futuro della nuova Innocenti, sulle sue prospettive a breve e lungo periodo, e per ciò sulla sicurezza stessa dell'occupazione e sulla validità complessiva della soluzione alla crisi, e alla liquidazione della Innocenti Leyland. Dobbiamb ottene-. re il rispetto dell'accordo contro i tentativi di snaturare i'contenuti più significativi riguardo ai corsi di riqualificazione, alla prospettiva di alternativa produttiva, alle condizioni di lakroro, ai servizi sociali etc.. Il rispetto di questi elementi comincia.a decidere fin d'ora della validità della soluzione complessiva. Se infatti i corsi di riqualifica, zione vengono rinviati dal disimpegno assoluto.della nuova Innocenti, ciò significa che essa ha progetti fumosi ed incerti sulla fase di inserimento della produzione motociclistica. Se tutto lo sforza della Gepi-De TO. maso è solo quello di spremere di più 0i operai senza investire in nuovi impianti, che reale prospettiva può avere una fabbrica già tanto mal ridotta dalla gestione Leylnd? .Se non c'è un serio impegno rivol'to alla ricerca ed alla progetta-.