UNA NUOVA FASE
La lotta della Innocenti è stata al centro della battaglia per la difesa della occupazione e per un nuovo tipo di sviluppo nell'ultimo anno. Dall'estate '75 al marzo '76 si è guardato da ogni parte alla nostra fabbrica coma alla situazione più chiara e decisiva per valutare la capacità di resistenza dei lavoratori e la consistenza del fronte di forze ed alleanze costruito intorno alla lotta per l'occupazione. Dopo più di otto mesi di duro scontro e 114 giorni di occupazione della fabbrica, abbiamo conquistato un importante accordo che riconosce la garanzia del posto di lavoro per tutti e prevede un processo di investimenti e di trasformazioni produttive. Si trattava di un risultato che indubbiamente segnava una prima sconfitta di quelle forze che puntavano ad uscire dalla crisi.attraverso i licenziamenti di massa e lo arretramento del sindacato e del movimento operaio.
Da allora all'Innocenti si è aperta una nuova fase: quella di ottenere la applicazione dell'accordo di Roma, di aprire il confronto sulle prospettive della nuova società. Si tratta di una fase meno drammatica, ma forse anche più complicata-di quella che si è conclusa il 18 marzo.
Questa fase deve decidere sul futuro della nuova Innocenti, sulle sue prospettive a breve e lungo periodo, e per ciò sulla sicurezza stessa dell'occupazione e sulla validità complessiva della soluzione alla crisi, e alla liquidazione della Innocenti Leyland. Dobbiamb ottene-. re il rispetto dell'accordo contro i tentativi di snaturare i'contenuti più significativi riguardo ai corsi di riqualificazione, alla prospettiva di alternativa produttiva, alle condizioni di lakroro, ai servizi sociali etc..
Il rispetto di questi elementi comincia.a decidere fin d'ora della validità della soluzione complessiva.
Se infatti i corsi di riqualifica, zione vengono rinviati dal disimpegno assoluto.della nuova Innocenti, ciò significa che essa ha progetti fumosi ed incerti sulla fase di inserimento della produzione motociclistica.
Se tutto lo sforza della Gepi-De TO. maso è solo quello di spremere di più 0i operai senza investire in nuovi impianti, che reale prospettiva può avere una fabbrica già tanto mal ridotta dalla gestione Leylnd?
.Se non c'è un serio impegno rivol'to alla ricerca ed alla progetta-.
zione, che sicurezza può avere nel futuro la produzione di moto ó del. l'auto furgone?
E' un terreno nuovo di confronto e di scontro.
Siamo perciò impegnati per il rispetto dei termini dell'accordo di Marzo e per dare una prospettiva di produzione, di occupazion4 di nuova professionalità ai lavoratori della Nuova Illitocenti. Si aprono molti problemi Quello.di usare i nuovi diritti contrattuali sulla conoscenza dei programmi di investimento e di trasformazioni tecnologiche, a1lo scopo di avere certezza sui progetti del Gruppo e sulle proposte che_noi dobbiamo elaborare perchè le soluzioni siano valide e serie all'Innocenti, alla Maserati, alla Benelli, alla Guzzi. Quello di ottenere un diverso ruolo della Gepi e del capitale pubblico, ridotto attualmente a un semplice e comodo
strumento nelle mani degli imprenditori privati senza serio controllo da parte di governo e Parlamento. Quello di impedire che con i salvataggi industriali passi una linea che cerca di cancellare anni e anni di conquiste sindacali sulle condizioni di lavoro e sui rapporti tra direzione C.d.F. e lavoratori.
Pensiamo di utilizzare anche il. giornale fin dai prossimi numeri allo scopo di affrontare queste domande per non tornare all'indietro,ma per avere più chiara la via da compiere ancora.
Vogliamo organizzare incontri tra lavoratori, tra compagni e amici che ci hanno sostenuto e invitare tutti a contribuire con articoli e lettere che portino avanti la discussione su questi temi.
COMUNICATO C. d. F. E F.L.M. PER L' INCONTRO
DEL 1 OTTOBRE COL GRUPPO GEPI - DE TOMASO
Il C.d. F. Nuova Innocenti riconferma gli impegni presi nella riunione del coordinamento del 26.7.76 e riportati nel successivo comunicato.
Nell'incontro De Toma:so dovrà:
1 -.indicare come intende rispettare gli impegni presi nelle varie aziende
2 definiré le prospettive produttive del gruppo e azienda per azienda specificando i prodotti e i tempi di avvio
3 - definire l'uso del capitale - pubblico in materia di investimenti e di rinnovo tecnologico azienda per azienda indicando il tipo di intervento e date precise
4 - gli impegni circa la progettazione e la ricerca tecnologica Anche le questioni riguardanti il potenziale umano dovranno essere definite con precisione.
In particolare l'avvio delle attività richiede impegni precisi per il mantenimento dei livelli occupazionali attuando assunzioni e riqualificazione quanto meno nella misura del turn-over azienda per azienda.
E' anche necessario ricostruire nelle singole aziende una capicità effettiva di gestione e direzione tecnica che sappia affrontare i problemi posti dall'avvio di produzioni diverse e che permettono un rapporto serio e concreto con i consi-r
gli di fabbrica.
In sostanza oltre alla scontata direzione di gruppo è necessario che le singole aziende abbiano un'effettiva direzione locale.
In questo primo incontro di gruppo la F.L.M. chiede che venga riconosciuto ufficialmente dall'azienda l'organismo sindacale di coordinamento.
E' necessario inoltre _aggiungere la richiesta di riconoscimento del C.d.F. del gruppo in quanto alla Nuova Innocenti l'azienda ha respinto la lista dei delegati del C.d.F. sostenendo che essa riconosce solo i RAS previsti dallo Statuto dei lavoratori.
E' importante che le Commissioni del coordinamento già decise, accellerino i loro lavori in particolare la commissione "Ricerca tecnologica e progettazione" deve essere immediatamente costituita in quanto può darci strumenti importanti per la gestione dei piani produttivi delle varie aziende, per questa commissione sarà importante il
collegamento con il coordinaMento del settore ciclo e motociclo.
I risultati dell'incontro con De Tomaso verranno discussi dai rispettivi C.d.F. e dalle assemblee dei lavoratori, inoltre occorre fissare da subito una assemblea di tutti i C.d.F. del gruppo per impostare la gestione degli accordi, valutare le inadempienze di De Tomaso, ed impOstare le iniziative necessarie.
Il coordinamento De Tomaso e la F.L.M. devono chiedere con urgenza un incontro con la Gepi per definire con precisione il ruolo e la presenza del capitale pubblico nella gestione del gruppo De Tomaso. E' urgente mettere in atto l'iniziativa di chiedere un incontro congiunto delle Regioni interessate (Lombardia, Marche, Emilia) con il coordinamento De Tomaso e la FLM per verificare il ruolo che intendono svolgere sia sul determinare l'uso del capitale pubblico sia nell'esercitare il giusto controllo.
SI TORNA NEl REPARTI
La fabbrica è tornata al lavoro. Con difficoltà, con incertezza, certo non Priva di pesanti incognite per il nostro futuro di lavoratori.
Ma è tornata al lavoro. Per questo abbiamo creduto giusto lottare duramente per lunghi mesi, per questo, proprio per la difficile esperienza che insieme abbiamo saputo costruire, dobbiamo mantenere saldo lo spirito unitario che ci tu. sorretti, la forza che ci ha permesso di poter oggi discutere in condizioni molto diverse le nostre prospettive.
Molti, quasi tutti i reparti, han-
no ripreso la loro attività.
Ma quali cambiamenti! Come è diversa oggi la condizione di molti lavoratori! A volte vien da pensare che, in fondo, la conclusione della nostra vertenz4on si sia in real tà tradotta in quelle aspettative che il grande movimento di lotta sorto al suo interno lasciava sperare.
Non è così.
Non possiamo e certo vogliamo nascondere realtà molto gravi, come il tentativo di eliminare interi reparti (il cablaggio), la diversa e più pesante ridi_stribuzione
3 dei carichi di lavoro, i lavorato-.40
ri ancora incertamente estraniati dal ciclo produttivo: ma non è così.
Se riviviamo i drammatici momenti che abbiamo vissuto, la violenza con cui il padronato intendeva colpirci, per dimostrare a tutto il paese come, a suo modo di vedere e di agitr e, si poteva affrontare la crisi economica; se consideriamo le grandi e potenti alleanze che esso aveva posto in campo per ottenere lo scopo, dal Governo alle oscure forze reazionarie che hanno tentato di screditare la nostra lotta, ebbene se pensiamo a tutto ciò dobbiamo anche dire che, pur tra mille difficoltà e contraddizioni, abbiamo saputo resistere, controbattere con forza, ottenere il consenso di vaste frange popolari, battendo il principale disegno padronale e conquistandoci un accordo che, se pur può presentare evidenti limiti, è comunque, con la sua attuazione, garanzia reale del posto di lavoro per tutti i lavoratori della Innocenti.
Il punto, quindi, è proprio come tornare a lavorare, come fare rispet:are nei suoi precisi termini l'intero accordo di Roma.
Ed è proprio tra i lavoratori oggi presenti nei reparti che l'unità non si deve disperdere: non abbiamo lottato insieme per poi subire umiliazioni o pesanti condizioni di resa sul posto di lavoro; non abbiamo nemmeno lottato col tono di chi oggi dimostra incertezza o sfiducia nelle proprie forze nel
momento in cui è indispensabile muoversi per difendere non generici ideali, bensì un ben definito patrimonio di diritti conquistati sul lavoro in tanti anni di sacrifici dell'intero movimento operaio.
Straordinari, carichi di lavoro, or,ganici, ristrutturazione: su questi temi dove l'attacco è evidente e pesante, deve tra i lavoratori aprirsi un colloquio franco.
Con la stessa franchezza che ci ha visti impegnati nei momenti più duri: un colloquio a volte difficile, molte volte aspro, ma sempre teso a ricercare un momento capace di vederci insieme, convinti, decisi. La ripresa attiva della discussione tra i lavoratori in fabbrica é quindi indispensabile.
Essa costringe ad affrontare insieme per risolverli problemi che di giorno in giorno, talvolta, diventano sempre più insostenibili; essa porta a rivitalizzare\la costante presenza e responsabile azione del C.d.F.come momento dirigente, così come noi con convinzione abbiamo creduto nei momenti più difficili.
Soprattutto porta i lavoratori in fabbrica a prendere coscienza di un fatto: la lotta non è terminata il giorno in cui è stato tolto lo striscione dai cancelli, ma si è solo superato il momento più difficile della intera\vicenda.
Oggi il dovere di ogni lavoratore occupato è quello di riprendere senza soggezione coscienza dei proi;
pri diritti per farli valere, con la lotta se necessario, perchè questa volontà è non solo a garanzia dei suoi interessi ma soprattutto momento di unità con i lavoratori ancora oggi estranei alla fabbrica. L'impegno che ci deve accomunare per fare rispettare gli accordi sul modo e la quantità del lavoro, sul rifiuto delle drastiche ristrutturazioni e sul metodo di gestione univoca del processo produttivo, non è soltanto giusto obiettivo di garanzia per chi lavora, ma è anche soprattutto la grande forza che, non in termini di solidarietà, ma di piena coscienza del nostro ruolo
E IL CABLAGGIO
Fra di noi, sia del Consiglio o fra gli operai della Innocenti, in questi giorni la tematica dei nostri discorsi, è sempre basata sui costi di produzione e sul rendimento, però solo della classe operaia. A mio modo di vedere questa è la vera politica produttiva impostata e voluta da De Tomaso.
Incentivi, saturazione, cicli di produzione, tempi singoli o a squadra oppure costi di reparto tipo cablaggio.
Però, vi è un poco di cattiveria, nel mio modo di pensare" ma perchè mai nessuno si è domandato o chiesto, quanto può costare qualsiasi dirigente o impiegato di 6° livello con 3 o 5 o 10 persone a carico? Vecchia prassi padronale di 20 anni fa.
Piccoli nuclei, dove cercano di sfruttare le capacità fisiche e materiali delle singole persone sino all'osso.
Per queste persone l'unica misura è quella dello sfruttamento totale.
sosterrà partendo dalla fabbrica, sul lavoro, la ben più difficile battaglia che ci vede accomunati ai lavoratori che ancora non hanno ripreso la loro attività. E' nella fabbrica che ci si misura giornalmente col padrone, è nella fabbrica che il movimento operaio si organizza per le sue battaglie; noi non vogliamo certo rinunciare a veder realizzata la più importante: la ripresa della completa attività produttiva dell'azienda, il completo reinserimento in fabbrica di tutti i nostri compagni di lavoro.
Per questo verso di loro bisogna avere una attenzione particolare; qualcuno nel momento della battaglia li avevamo al nostro fianco, ora più che mai sono in una trincea diversa.
E' vero che in questo momento della nostra difficile situazione, dobbiamo avere il massimo di coscienza ed uscire da questo trapasso, per attuare una reale riconversione, dove alla fine i benefici dovrebbero essere uguali per tutti. Non voglio soffermarmi troppo sul reparto a ,cui io appartengo. Secondo il mio parere tuttiireparti della vecchia Innocenti devono sopravvivere.
Non ho elementi o dati tecnici per analizzare la produzione del cablaggio, ma con sincerità, posso affermare che la gran maggioranza dei lavoratori di tale reparto, benchè fisicamente in condizioni precarie ha sempre svolto il proprio dovere. Voi forse direte che qualcuno è riuscito con varie manovre a farsi assegnare in questo reparto, anche se non malato.
La colpa va imputata a certi capi ai vari livelli che non sono mai sta5 ti alla altezza del loro compito.~.
Perciò come tutti i reparti devono sopravvivere, anche il cablaggio deve continuare a lavorare.
Il denaro pubblico dato dal governo non sia usato a scopo speculativo.
La lotta fatta anche dai lavoratori
del cablaggio non deve servire per regalare ad altri il profitto e lo sfruttamento.
Gli stessi chiedono di continuare a lavorare con serenità.
Il delegato del reparto cablaggio (Marco Beati)
PERCHE' I CORSI DI RIQUALIFICAZIONE
Abbiamo sempre sostenuto che uno dei principali motivi della nostra forza nel corso della tormentata vicenda dell'Innocenti è consistito nell'unità dei lavoratori: unità di lotta e di obiettivi, coesione intorno alla fabbrica di 4.000 operai e impiegati.
I corsi di riqualificazione sono stati ideati anche per questo, oltre che per una serie di altri aspetti che vedremo dopo, cioè per far sì che ogni lavoratore non riammesso al lavoro in questa prima fase della ripresa produttiva, rimanga e si senta, da tutti i punti di vista, un dipendente della Nuova Innocenti, con una collocazione precisa ed un impegno da rispettare, in qualche misura all'interno stesso della fabbrica. Siamo anche convinti che gli unici oggi a dimostrare il vero interesse affinchè se ne definiscano le modalità e i tempi di attuaziine siamo noi lavoratori e organizzazioni sindacali. Le
altre parti interessate,l'azienda per prima, danno la sensazione di farne volentieri a meno. Noi per controriteniamo questo punto parte integrante e fondamento dell'intero accordo raggiunto il 18.3.1976 al Ministero del Lavoro. Come è noto i corsi dovrebbero interessare i .lavoratori non assorbiti dalla produzione auto, quindi circa 1.000/1.100 _Lavoratori in funzione della seconda o terza fase produttiva rappresentata dal "piano moto" e "furgone polivalente". Essendo già trascorsi i termini di tempo previsti in proposito dallo accordo di Roma, abbiamo preso contatto con l'assessorato all'istruzione della Regione Lombardia che, riconosciuto assolutamente inadeguato il documento presentato dall'azienda il 13.7.1976 per la richiesta di personale riqualificato, ha convocato la stessa per chiarire alcuni aspetti fondamentali legati ai programmi di produzione. -11›
Un altro incontro, di carattere più politico, abbiamo avuto con la quinta Commissione regionale all'istruzione affinchè .- ,venga espresso un giudiz io ufficiale sull'attuale situazione rispetto a questo problema
Ma oltre a questo ruolo di pressione ci siamo preoccupati di contribuire con qualche nostra interpretazione a far si che i corsi siano qualcosa di veramente utile sia ai lavoratori che alta società ed abbiamo quindi iniziato a parlare di riqualificazione per aree omogenee.
QUALE TIPO DI RIQUALIFICAZIONE
deteriori, quali quello della.parcellizzazione del lavoro che porta a conseguenze da tutti deprecate: ripetitività, alienazione,alta rigidità della mobilità e dei cicli. Di fatto la creazione di profili professionali troppo specifici e troppo legati agli aspetti produttivi di ogni singola azienda consentiva quest'ultima.un utilizzo di manodopera dove e quando necessario, salvo creare una serie di problemi al cessare o variare di quel tipo di produzione, problemi che hanno ampi risvolti di carattere sociale.
Noi intendiamo per contro giungere alla formazione di profili professionali che, prescindendo dalle specifiche posizioni di lavoro e necessità aziendali, valgono di per se sull'intero mercato del lavoro avendo nel contempo soddisfatto alcune legittime aspirazioni (non solo di tipo professionale o economico) nel singolo lavordtore.
Il concetto di qualificazione professionale per aree omogenee non è legato à dimensioni e strutture aziendali nè soltanto ad aspetti parziali di un qualsiasi ciclo produttivo, ma piuttosto alla formazione di,una figura professionalmente completa in ogni lavoratore. E' una concezione che rifiuta la tendenza aziendale di questi ultimi anni di selezionare e specializzare\il personale in determinati e specifici aspetti dell'attività produttiva secondo le necessità contingenti dettate da considerazioni esclusivamente tecniche, trascurando un rapporto fondamentale quale quello fra lavoratore e proprio lavoro che presuppone la conoscenza complessiva di determinate fasi produttive.
Questa tendenza ha creato (ove applicata) aspetti che giudichiamo 7
Riteniamo perciò che i corsi debbono essere tesi ad una preparazione generale multivalente con apprendimento di cognizioni tecniche generali e di formazione sociale, per giungere all'approfondimento di particolari processi tecnologici ed operativi nel settore meccanico. Indicativamente alcune aree che riteniamo possano essere definite omogenee e tali da richiedere profili professionali di dimensioni adeguata sono:
macchine utensili
montaggio (componenti, motore, di linea)
fusione, stampaggio a caldo, trattamenti termici
stampaggio e assemblaggio, saldatura telaio
Su questa proposta è necessario sviluppare il dibattito al nostro interno per costruire un maggiore impegno e per realizzare bene e.in tempi brevi i corsi di riqualificazione.
LA RETE
la Direzione della Nuova Innocenti, tra gli altri preziosi insegnamenti, ci sta facendo anche imparare il modo giusto di decidere ciò che è più o meno importante. Non poteva che essere così, dato il felice incontro tra la fantasia argentina e la tradizionale scrupolosità europea che ha permesso di creare la nuova capacità imprenditoriale che oggi dirige la Pensiamo solo un po'.agli investimenti e alle modifiche più urgenti ché noi avremmo magari deciso. Essendo poco ricchi di fantasia e poco 'dotati anche di attenzione, noi avremmo puntato a modificare la rete idrica, quella elettrica e avremmo pure pensato a migliorare un po' gli impianti. Saremmo certi arrivati anche all'assurda decisione di considerare importanti i danni che possono venire dal dovere fare (sot to la pioggia o la neve) quasi un chilometro per andare alla mensa! Dimenticando così completamente che si. può henissimo saltare qualche pasto o che si diventa più sani faicendo una bella corsetta nella nebbia. Sembra, tra l'altro, che molti imprenditori argentini e italiani, grazie proprio a questo tipo di cute, mantengono la loro perfetta salute.
,Per fortuna stiamo imparando a capi;te anche noi quali sono le cose più ;importanti e la differenza tra ciò che può soltanto apparire un bene ie.ciò che in realtà lo è anche in realtà. Ha infatti pienamente ragio ne la Direzione: come non capire 'che l'investimento prioritario, irtinunciabile, non rinviabile neppure di un giorno, era la Rete? Si, proprio la Rete, quella che delimita lo spazio tra chi è dentro e chi ®fuori dalle. fabbrica? C'è qualche lavoí.atoré che parla di una gabbia, qualcuno che ha pensato che si voleS-8
se costruire un nuovo Zoo.
Invece la Rete è utilissima. Ci ha permesso infatti di capire, meglio di tante altre cose, che si stava costruendo un muro per separare chi sta di qua e chi sta di là, tra lo operaio con la tuta e l'operaio in cassa integrazione.
Resta solo un dubbio: riusciranno le fantasticherie proprie dei ceti ricchi del Sud - America e le idee apprese alla scuola di Valletta, uomo forte della Fiat negli anni 50, a farci dimenticare le cose fatte insieme - in tanti anni o i lunghi giorni e notti dell'occupazione? Sarà sufficiente una rete a rompere quell'unità che ci ha fatto resistere per tanto tempo?
RETRIBUZIONE REGOLARE
Da quanto tempo i lavoratori della Innocenti non portano a casa un salario pieno, comprensivo di tutte le competenze? Fra le tante preoccupazioni di questo ultimo anno, questa è stata forse la più assilante. Al punto che questo problema è apparso in più di una occasione come problema esclusivo, che metteva in secondo piano tutti gli altri. Di fronte alla necessità di avere periodicamente, in maniera sufficiehtement\e regolare, l'indispensabile a vivere per noi e le nostre famiglie siamo stati molte volte costretti a centrare la nostra attenzione e iniziativa più a questo che non ad altri problemi; problemi che sóno poi quelli decisivi, delle condizioni di lavoro all'interno della fabbrica, dei corsi di riqualificazione, dei programmi Produttivi futlìri, del rispetto dell'accordo di Roma ecc. E' importante affrontare
decisamente queste questioni perchè dalla risoluzione di esse dipenderà la sicurezza futura di tutti noi. Ma ci rendiamo nello stesso tempo conto che per affrontare questi nodi occorre una condizione: poter disporre di salari e stipendi pagati regolarmente. Se manca questo tipo di certezza , questo minimo di serenità economica, tutto diventa più difficile. E' proprio nella consapevolezza di ciò che l'iniziativa di questi mesi del C.d.F. è stata tesa a risolvere al più presto possibile i] problema dei pagamenti: problema che in alcuni aspetti è finalmente risolto anche se dopo lunghe e laboriose infatti trovato struttura della
trattative. Si è un accordo sulla busta paga. L'accordo di Roma prevede che con la nuova società le paghe dei dipendenti debbano rimanere di fatto inalterate: tuttavia su un aspetto (quello relativo al conteggio dei cottimi e degli incentivi) le posizioni della direzione e del C.d.F. non coincidevano. Questa è la ragione per cui fino ad ora gli operai della Nuova Innocenti hanno preso solo acconti mensili e non la busta paga per intero . Con i primi di settembre si è invece finalmente raggiunto l'accordo con la direzione: questo accordo prevede che fino a quando non si ridiscuterà i criteri di valutazione dei cottimi essi verranno pagati secondo i criteri precedentemente in atto alla.Leyland. In questa maniera è ora possibile comporre la busta paga in tutti i suoi elementi mantenendo evidentemente la garanzia dei precedenti livelli retributivi.
Questo significa che per tutti colora che sono rientrati- in produzione con il mese di settembre si chiuderà la pratica degli acconti: il 15. ottobre avremo finalmente l'intera busta paga comprensiva di ogni comL__ petenza.
Se le cose da questo punto di vista
sono risolte, non sono ancora risolte per quanto riguarda la IPO. Quando sembrava infatti che anche su questo fronte le cose fossero risolte, il Consiglio di Amministrazione della IPO ha pensato di prendere una decisione incredibile: quello di non pagare l'aumento contrattuale di 25.000che decorrano al primo magL gio. Questa gravissima decisione, oltre a bloccare e ritardare il saldo di giugno che compete alla IPO, ci costringerebbe a rinunciare alle 25.000 che nel mese di maggio abbiamo invece trovato in busta. Una si-. mile decisione non poteva non trovare risposta. E la risposta c'è stata. Tre ore di sciopero con una Manifestazione in Prefettura ha fatto sentire la voce dei lavoratori fino al Governo: e questa volta erano insieme a reclamare i propri diritti sia coloro che sono già in fabbrida a lavorare sia coloro che sono ancora in Cassa integrazione, sia i lavoratori della Faema.
Al momento non sappiamo ancora se riusciremo'a risolvere positivamente la vicenda, su qugsto sono comunque scese in lotta in questi giorni anche tutte le altre fabbriche IPO d'Italia.
Infine c'è il problema della regolarizzazione della C.I.G. dal 15 giugno in poi.
Anche qui, tanto per cambiare, abbiamo degli arretrati da riscuotere ma, seppure con ritardo, le 300.000 di accordo sùlla C.I.G. di mercoledì 29.9. ci hanno permesso di recuperare buona parte delle nostre spettanze dei mesi giugno, luglio e agosto. In ogni caso potremo fra poco farla finalmente finita con la pratica degli acconti; infatti la richiesta di C.I.G. è stata regolarmente inoltrat4lalla azienda e questo ci permetterà.di avere il pagamento della C.I.G. in maniera-regolare mese per mese.
Insomma, dopo tanti sacrifici per , tutti noi e tanti ritardi anche.co.1-
pevoli sia da parte della nuova direzione che da parte degli amministratori pubblici, riusciremo con il mese di ottobre ad ottenere tutti i nostri arretrati e l'avvio di un pagamento regolare. Con questo non sono certo risolti i nostri problemi. In altri articoli del giornale li affrontiamo e li affronteremo in altri articoli futuri su questo stes-
Quando le parole sono seguite dai fatti
Abbiamo toccato con mano quanto sia importante registrare dei fatti anche se minimi quando, come durante la nostra lotta per il posto di lavorò, ci sono centinaia e migliaia di famiglie in attesa di una bocca:ta di ossigendrhe garantisca la continuità di una lotta giusta e sacrosanta.
Oltre ai contributi del fondo unitario CGIL-CISL-UIL, quelli del Comune, della Provincia, della Regione, che ci hanno aiutato per il funzionamento della mensa ed anche con dei contributi economici a tutti i lavoratori, sono pervenuti al C.d.F. contributi in contanti per un importo complessivo di £. 58.383.786=.
Se consideriamo che questa cifra è stata raggiunta mettendo insieme tutti i contributi di 1.000, 5.000 e 10.000 lire, ben si può dire che la nostra vicenda ha coinvolto gli enti.locali, tutti i comuni limitrofi, i partiti, le comunità, le fabbriche di tutte le categorie, i singoli cittadini e tutta la Chiesa Ambrésiana.
questo è dimostrato dalle 300 assemblee e più alle quali abbiamo presenziato, dalle numerose manifestazioni e riunioni e sopratutto dalla mobilitazione di Roma con 1.500 lavoratori e le delegazioni della F.L.M. e degli studenti romani.
so bollettino. Ma, come dicevamo all'inizio, per affrontare i grandi problemi che sono tuttora aperti è necessario l'impegno e l'iniziativa di tutti i lavoratori ed è possibile fare questo solo se ognuno di noi sa di poter far fronte ai propri impegni familiari: se vi è questa certezza e serenità immediata allora potremo guardare anche più in là nel nostro futuro.
DECISIONI DELLA ASSEMBLEA DEL 10 SETTEMBRE
Nel corso dell'assemblea del 10 settembre, oltre all'approvazione del rendiconto finanziario si è deliberato di stornare al conto unitario CGIL-CISL-UIL il residuo attivo del nostro fondo aziendale a sostegno delle fabbriche in lotta.
In totale, dopo avere rimborsata alla F.L.M. provinciale tutte le spese sostenute a nostro favore, la somma da stornare è di 15 milioni. A commento finale dobbiamo esprimere la nostra più viva soddisfazione per la sensibilità riscontrata nel corso di questi lunghi mesi. Una sensibilità ed una solidarietà che ci ha permesso di resistere fino alla conclusione positiva della nostra vertenza: ora tocca a noi dimostrare nei fatti se saremo in grado di non sciupare questo grande patrimonio di partecipazione attiva.
RENDICONTO FINANZIARIO
DAL 26.11.1975 ALL'1.9.1976
Entrate £. 58.383.786
Uscite £. 17.969.330
Totale £. 40.414.456
Rimanenze Rimborso F.L.M.
Totale Ristorno CGILCISL-UIL
Giacenza C.d.F.
£. 40.414.456
£. 20.000.000
£. 20.414.456
£. 15.000.000
£. 5.414.456