Battaglie Sindacali
PIATTAFORMA
GRUPPO G.T.E. (definitiva)
(dal Coord. Sind. Naz. del 28 ottobre 1980)
PIATTAFORMA GRUPPO G.T.E. (definitiva) (dal Coord. Sind. Naz. del 28 ottobre 1980)
L'introduzione delle nuove tecnologie elettroniche nelle telecomunicazioni ha accentuato l'interesse che forze politiche ed economiche hanno da sempre rivolto al comparto.
Le conseguenze dell'elettronificazione sono tali da rappresentare una occasione di modifica degli equilibri fin qui esistenti, sia sul versante della gestione del sistema delle telecomunicazioni, che su quello della struttura industnale; l'introduzione dei nuovi servizi connessi con l'elettronificazione del sistema telecomunicazioni stanno diventando un'occasione di rimessa in discussione dei precari equilibri di competenze che avevano fin ora governato la gestione delle telecomunicazioni.
Questi problemi furono ampiamente messi in luce dal programma finalizzato elettronica, ciononostante fino ad ora non si é proceduto, da parte governativa, in nessuna delle scelte di politica industriale e gestionale che lo stesso programma finalizzato, se pur con evidenti carenze e limiti, prospettava.
A tutt'oggi non sono ancora stati sciolti i nodi dell'assetto istituzionale dei servizi di telecomunicazioni, e ció ha impedito di compiere le scelte riguardanti:
le tecniche di commutazione elettronica
la diffusione dei nuovi servizi e la loro gestione i compiti della STET il ruolo delle multinazionali il finanziamento del sistema telecomunicazioni (tariffe e ricapitalizzazione).
Per quanto concerne il ruolo delle multinazionali, i lavoratori della GTE ritengono che tali aziende devono dare il loro contributo ed impegno per la realizzazione di sistemi di nuova tecnologia, ma al tempo stesso esse devono essere condizionate da previsi criteri di comportamento al fine di accertare concretamente la loro volontà politica per contribuire allo sviluppo dell'economia nazionale ed alla salvaguardia dell'occupazione.
Alcuni criteri di condizionamento potrebbero essere: il pareggio fra produzione e fatturato l'impegno nella ricerca e progettazione (da misurare in rapporto percentuale sul fatturato) l'impegio di investimenti al sud per una maggiore autonomia produttiva, gestionale e di sviluppo degli stabilimenti ivi dislocati il reperimento di materie prime e/o semilavorati, componenti elettronici, nel limite del possibile, dal mercato interno la capacità (organizzazione commerciale e marketing) e la quantità di prodotti rivolti all'esportazione.
Pertanto, sulla base di queste brevi considerazioni, nasce la necessità di elaborare una prima parte politica di rivendicazioni comune a tutte le vertenze delle aziende del settore e che dovrà essere rivolta in due direzioni: una verso il Governo l'altra verso le direzioni aziendali.
La coincidenza dello scontro sui due fronti é importante in quanto dovrebbe portare finalmente degli elementi di "programmazione" e di chiarezza in un settore che, per i finanziamenti previsti, dovrebbe ricoprire un ruolo importante nell'industria italiana.
Inoltre, il fatto di stabilire dei criteri e dei tempi di applicazione del programma, toglierebbe alle aziende quell'arma o alibi (incertezze, nebulosità, ecc.) che puntualmente sfoderano nel corso dei confronti con il sindacato.
In particolare rivendichiamo:
NEI CONFRONTI DEL GOVERNO
Per la difesa dell'occupazione e delle risorse nazionali la riduzione delle tecniche (in concomitanza con l'introduzione del sistema elettronico al fine di essere economici e competiviti occorre aumentare i propri spazi di mercato poiché quello italiano presenta dei forti limiti oggettivi) e razionalizzazione della domanda pubblica
allargare la gamma dei servizi (trasmissione dati, ecc.)
l'impiego di risorse nazionali per favorire le esportazioni
la programmazione territoriale delle risorse; quindi razionalizzare i piani di investimento per regioni in modo tale da non creare gravi problemi per i reparti di installazione e soprattutto per uno sviluppo armonico e paritario delle regioni stesse riforma degli enti di gestione del servizio telefonico (dal Ministero PP.TT. alla SIP).
NEI CONFRONTI DELLE AZIENDE
L'introduzione della nuova tecnologia elettronica nei prossimi anni produrrà nelle aziende manifatturiere gravi problemi sia in termini di pesante riduzione occupazionale (a parità di prodotto: calo del 50'/.degli addetti alla produzione e del 70 per cento degli addetti all'installazione), sia in termini di organizzazione del lavoro mediante modifiche spesso peggiorative della condizione lavorativa e professionale dei lavoratori.
Obiettivo centrale di questa tornata di vertenze aziendali diventa quindi quello di contrastare gli effetti negativi delle nuove tecnologie. Sul terreno occupazionale mediante una politica articolata che intrecci la prima parte dei contratti con la manovra sugli orari di lavoro, si vuole cioé realizzare l'obiettivo di mantenere gli attuali livelli occupazionali durante il corso del processo di introduzione delle nuove tecnologie.
RAPPORTO NORD/SUD; PER UNA POLITICA DEL MEZZOGIORNO
Bisogna rimettere in discussione l'equilibrio attuale fra nord e sud soprattutto nell'ambito della distribuzione delle risorse, dei carichi di lavoro, per una maggiore autonomia l'impegno di investimenti al Sud per uno sviluppo dello stabilimento di Marcianise con una politica di qualificazione ed incremento occupazionale.
Si rivendica una concreta inversione di tendenza rispetto all'attuale centralizzazione decisionale dei servizi al Nord. Occorre dare un ruolo protagonista ai servizi C.Q. - U.T.M. - UFF. PIANI - UFF. ACQUISTI per permette-
re una reale crescita professionale, operativa e decisionale.
Inoltre si richiede lo sviluppo dei servizi tecnici alla produzione per realizzare un'effettiva autonomia gestionale produttiva dello stabilimento di Marcianise anche in previsione del progressivo inserimento della produzione di prodotti elettronici di commutazione (EAX, GTD).
Questa operazione che riguarda la dislocazione delle nuove produzioni fra gli stabilimenti di Marcianise e di Milano dovrà far "assumere un ruolo preminente allo stabilimento di Marcianise senza pregiudizio dei livelli occupazionali al Nord". (Assemblea nazionale delegati GTE - Caserta 16/17 marzo 1979).
Per le produzioni della divisione trasmissioni di Marcianise si rivendica una maggiore autonomia gestionale (Ac: quisti, programmazione, magazzino).
Occorre accelerare il processo di trasferimento - pur nel mantenimento dei livelli occupazionali al Nord - di interi cicli produttivi (dal montaggio ai collaudi finali MPX/FDM e PCM) al fine di realizzare anche una migliore distribuzione della qualificazione professionale all'interno del gruppo.
DIVERSIFICAZIONE
E' importante ricercare nuovi spazi e nuove attività aggiuntive nel caso, del resto probabile, che non si riesca a far fronte all'eventuale perdita occupazionale. Occorre anche determinare un nuovo rapporto fra ricerca, produzione e commercializzazione.
ORARIO DI LAVORO
E' importante limitare gli effetti (per l'occupazione) del cambio di tecnologia organizzando in modo coerente la manovra di riduzione di orario con particolare riferimento alle lavorazioni a turno ed ai discontinui.
E' indispensabile che la riduzione di orario ed i principi per attuarla siano unitari per tutti i gruppi industriali . delle telecomunicazioni.
ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Sul terreno delle condizioni di lavoro occorre aprire una iniziativa che tenda a modifiche della organizzazione del lavoro che salvaguardino e arricchiscano la professionalità dei lavoratori; verificare nuovi tipi di organizzazione del lavoro per ridurre la parcellizzazione del lavoro e per aumentare il contenuto professionale mediante ricomposizione delle mansioni, nuove aggregazioni di mansioni, isole, diversa distribuzione del lavoro, ecc.).
Deve essere inoltre gestita piú incisivamente a riqualificazione professionale mediante la contrattazione, l'organizzazione ed il controllo dei corsi di aggiornamento coordinando eventuali iniziative anche in collaborazione con enti esterni.
INFORMAZIONI
Richiesta di maggiori informazioni sugli orientamenti produttivi e sulle scelte tecnologiche future
rispetto alle conseguenze occupazionali, specialmente per le aziende multinazionali che hanno problemi di dipendenza sia per la progettazione sia per l'utilizzo di materiali e macchine forniti dalla casa madre (EAX 3, EAX 5, GTD, ecc.).
Informazioni piú dettagliate rispetto alla necessità di mobilità della forza lavoro ed ai carichi di lavoro nelle aree dell'installazione.
Incontro annuale entro il 1.o trimestre con la Direzione Generale e, entro i due mesi successivi, con le direzioni divisionali su: consuntivo dell'anno precedente copia del bilancio.
Incontro annuale entro il mese di novembre di ogni anno con la Direzione Generale e, entro i due mesi successivi, con le direzioni divisionali su: previsioni future, carichi produttivi, ecc. investimenti previsti in sede di budget, tempi di realizzazione e loro applicazione disaggregata per unità produttive.
Incontri periodici sui carichi produttivi (per reparti e/o settori) a livello di stabilimento.
Occupazione: comunicazione semestrale degli organici suddivisi per divisione per unità produttive, per categorie, per sesso, per linee di prodotto, ecc. Comunicazione preventiva e discussione sul lavoro dato in appalto. Rispetto legge 1369 per ció che
riguardano le condizioni ed il trattamento del lavoratore dell'appalto.
Comunicazione preventiva e discussione sulla introduzione di lavorazioni a turno e orari slittati.
Conoscenze dell'andamento produttivo e gestiodale di società collegate (SYLVANIA).
DECENTRAMENTO E INDOTTO
Richiesta di informazione trimestrale delle aziende ch.: lavorano per la GTE.
Pe, sonale occupato
Carico di lavoro in numero di ore
Tipo di lavoro azienda per azienda
Rispetto accordo 31.10.1974 in merito all'applicazione del CCNL nelle rispettive aziende interessate
Motivi del ricorso a lavorazione esterne.
POLITICA INDUSTRIALE
Pareggio fra produzione e fatturato
L'impegno nella ricerca e progettazione (percento sul fatturato)
L'impegno di investimenti al Sud per una maggiore autonomia produttiva gestionale e di sviluppo di quegli stabilimenti
Il reperimento di materie prime e/o semilavorati, componenti elettronici, nel limite del possibile, dal mercato interno
La capacità (organizzazione commerciale e marketing) e la quantità di prodotti rivolti all'esportazione.
Orario di lavoro
Premessa
La riduzione dell'orario di lavoro é un obiettivo che il Sindacato si é dato a partire dallo scorso contratto nazionale di lavoro, con la prospettiva di realizzare per la metà degli anni '80 una settimana lavorativa di 35 ore. La riduzione dell'orario di lavoro é un'operazione che, insieme alla diversificazione produttiva, al controllo dell'organizzazione del lavoro, alla programmazione dei corsi di addestramento professionale, ed all'incremento dei volumi produttivi, cerca di affrontare con un certo anticipo le problematiche occupazionali conseguenti all'avvento delle nuove tecnologie elettroniche che secondo il nuovo piano del ministero PP.TT . (ex ministro Darida) saranno commissionate alle aziende manifatturiere da parte della SIP per gli anni 85/86.
MANTENIMENTO CONDIZIONI DI MIGLIOR FAVORE, ossia:
21.o giorno di ferie
permessi retribuiti previsti da accordi o da altre fonti di regolamentazione o anche dalla consuetudine (visite specialistiche, franchigie per i ritardi, l ora 3/4 per impiegati Cassina e Cotogno, 1/2 giornata alla vigilia di Natale, ecc.).
A) RIDUZIONE SETTIMANALE DELL'ORARIO DI LAVORO A PARTIRE DALL'1.7.81 DI 1 ORA E 1/2:
Calcolo per anno intero: Settimane lavorate teoriche 52 - [(ferie 4 sett. + I giorno) + (P.R. per ex-festività 5 giorni) +(festività infrasettimanali 4/5 giorni)]
SETTIMANE REALMENTE LAVORATIVE = 46 Totale riduzione orario di lavoro annuale: 46 settimane x 1,5 h. = 69 ore per la cui retribuzione vengono utilizzate:
40 ore CCNL (1982)
13,20 ore festività spostate in domenica (2/6 e 4/11)
16 ore di festività religiose cadenti in sabato e/o domenica).
CONQUISTA DI UN PIANO DI FORMAZIONE
PROFESSIONALE
Contrattazione con la direzione aziendale di un Piano di Formazione Professionale straordinario coerente con questa fase di ristrutturazione della GTE nel quadro piú generale del comparto.
Il volume (monte ore) di questo piano viene richiesto pari a 1 ora alla settimana per numero dei dipendenti (290.000 ore complessive).
Detto piano deve essere finito e contrattato durante la vertenza che stiamo per aprire. La partenza della formazione deve essere immediata.
TRASFORMAZIONE DEL MONTE ORE PER P.F.P. IN RIDUZIONE DI ORARIO SETTIMANALE
Tutto il monte ore sopradefinito, al termine del piano o di una parte del piano, sarà tradotto in
riduzione di orario settimanale. Scegliendo una suddivisione del piano in due "tranche", la prima operazione di trasformazione in riduzione - pari a metà del monte ore - dovrà avvenire entro giugno 1982; la seconda entro la fine del 1983.
I lavoratori interessati a queste operazioni e le modalità dovranno essere definite nel corso della vertenza sulla base della consultazione e del massimo risultato di occupazione raggiungibile.
TURNI ESISTENTI
Riduzione orario a 35 ore settimanali (37,5 ore di presenza)
Consensualid del lavoratore per il passaggio da lavoro normale a lavoro a turni Conservazione della percentuale di maggiorazione di due ore per turno Parificazione del trattamento di maggiorazione tra operai e impiegati.
RIDUZIONE ORARIO per i lavoratori discontinui a 40 ore settimanali.
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Organizzazione del lavoro
I problemi organizzativi e di contenuto del lavoro rappresentano all'interno delle fabbriche gli aspetti piú complessi di studio e sperimentazione e nello stesso tempo di demotivazione e malcontento tra i lavoratori.
Le conseguenze delle scelte aziendali in materia di investimenti, la continua evoluzione tecnologica dei prodotti e le esigenze sempre nuove del mercato, fanno si che lo strumento dell'organizzazione del lavoro in azienda diventi uno strumento al quale si deve sempre piú frequentemente ricorrere per dare risposte adeguate ai nuovi problemi.
Nella determinazione di nuove forme organizzative non deve essere la sola Azienda a decidere, ma il Consiglio di Fabbrica ed i lavoratori interessati a questi processi devono sempre piú assumere il ruolo di soggetti attivi.
L'intervento sull'organizzazione del lavoro significa intervento complessivo sui problemi che il lavoratore oggi vive nella realtà del lavoro: professionalità, qualifiche, formazione professionale, orario di lavoro, produttività e superamento dei livelli gerarchici.
Si richiede per gli stabilimenti: sperimentazione di isole (gruppi di lavoro autonomi) e di nuove aggregazioni di mansioni in aree di montaggio (preparazioni, pre-collaudi, ecc.) tecnici e impiegati: diffusione della conoscenza dei progetti ai quali si sta lavorando. In particolare per la progettazione EAX il "nesso" tra il prodotto del lavoro del programmatore ed il suo utilizzo per il funzionamento della centrale.
Possibilità di intervento nel processo di distribuzione del lavoro; autonomia professionale rispetto ai problemi derivanti dall'introduzione di nuove apparecchiature tecnologicamente avanzate.
Necessità di partecipare a corsi di aggiornamento e specializzazione; individuazione delle aree maggiormente e piú immediatamente interessate al problema.
Si richiede per gli installatori:
la rotazione fra le varie mansioni e fra i vari tipi di tecnologia in conseguenza del calo di contenuto di manodopera con l'avvento delle nuove tecnologie elettroniche che si riverserà in modo pesante nei servizi di installazione, si richiede di iniziare un processo di conversione professionale - da installatori a collaudatori - per un numero consistente di lavoratori necessiti di corsi specifici di aggiornamento e addestramento professionale.
AMBIENTE DI LAVORO
Individuazione e confronto sui reparti nocivi e conoscenza dei materiali (nocivi) impiegati nel lavoro Ricerca di un collegamento stretto e continuo con le strutture esterne preposte e competenti in materia di nocività (SMAL, ecc.)
Conoscenza degli infortuni tramite i registri dell'infermeria
Agibilità delle commissioni ambiente per sopralluoghi nei reparti individuati.