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Escavatore7

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I' escavatore

dicembre 1972

Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt

MATURITA' POLITICA

I Numeri non dicono tutto. Anche se sono di per sè impressionanti. Circa tre milioni di lavoratori impegnati ieri nello sciopero generale della Lombardia. Certamente molti di più di centomila nei cortei e in pazza del Duomo a Milano. Centinaia di migliaia a manifestare nelle strade e nelle piazze di tutti i grandi centri lombardi.

Tuttavia è difficile per chi non ha visto queste manifestazioni capire quanta forza, quale maturità e coscienza civile e democratica, auale ampiezza e slancio unitario abbiano fatto del 31 ottobre 1972 uno di quei giorni che lasciano un segno nella storia delle lotte popolari. Qualcuno diceva « uno sciopero, quello di oggi, ancora più grande e forte di quello generale del 19 novembre 1969.

Uno sciopero che, come allora e forse ancora di più, ha visto una partecipazione totale dei lavoratori e si è svolto tra la simpatia e la solidarietà della popolazione.

In quel giorno del 1969 il movimento aveva toccato forse il punto più alto. E proprio in quel giorno le centrali della provocazione vollero a Milano il morto. Cadde Annarumma. Poche settimane dopo venne la strage di piazza Fontana. La trama nera procedeva nella sua sanguinosa scalata per spezzare lo slancio, l'unità, l'ampiezza di lotte popolari, che, al di là delle pììr importanti vittorie sindacali, conquistavano successi sulla linea delle riforme e della costruzione di nuovi rapporti politici.

Oggi lo sciopero di Milano e della Lombardia, che viene dopo la grande giornata meridionalista di Reggio Calabria e quella dei cin-

quantamila contadini a Roma, dopo gli scioperi generali di Torino, Napoli, Venezia e di tante altre città, dice che siamo a modificazioni profonde che il processo involutivo che ci ha dato il governo di centrodestra è in crisi e si va affermando una tendenza nuova. Torna l'unità, non solo sindacale, ma del popolo lavoratore, delle giornate migliori dell'autunno '69. Una unità però più salda e profonda perchè ha superato le prove di duri attacchi e manovre insidiose. Torna una combattività che è però più matura e consapevole perchè non vuole ricadere in quelle ingenuità o in quegli errori che possono aver favorito in passato il contrattacco di destra.

Non si può quindi, non si deve solo dire che è tornato l'autunno '69. E' un autunno diverso, nuovo, nel quale i lavoratori dispiegano

la medesima forza di tre anni fa. Ma con una differenza qualificativa. Che deriva non solo dal fatto che questa forza si è conservata intatta, malgrado le bombe, le manovre e le insidie. Le prove dure e difficili hanno insegnato a non chiudersi più nelle proprie rivendicazioni di categoria, ma a porre — contemporaneamente -- le grandi questioni del Paese. H Mezzogiorno, l'occupazione, l'agricoltura, i prezzi, la casa, la scuola, i trasporti, la sanità, sono individuati come obiettivi da perseguire costruendo alleanze sociali.

La lotta generale del 31 ottobre della più popolata regione d'Italia è stata un momento di generalizzazione e di sintesi al più alto livello politica del modo nuovo con il quale già avevano affrontato le loro grandi categorie, dai ferrovieri, dai chimici, dai postelegrafonici, dagli alimentaristi, agli edili e ai metalmeccanici, che stanno scendendo in campo con una piattaforma che parla all'intero Paese, che si fa carico di Problemi generali della società italiana.

A desso che il tempo per lo spettacolo è scaduto, parliamo di cose serie ...

IL SALTO MORTALE!

Se camminando per la strada oppure alla guida della vostra auto o magari in tram vi capitasse di vedere qualcuno che fa dei salti mortali o delle piroette, o che comunque si comporta in una maniera strana, non vi allarmate, tranquillizzatevi, non è un matto fuggito dal manicomio né un pagliaccio che annuncia l'arrivo di un circo nel quartiere, non è nemmeno un atleta in ritardo sulle olimpiadi, è soltando un dirigente d'azienda. Se il suo modo di comportarsi spaventa i bambini o intralcia il traffico non ve la dovete prendere con lui ma... con i metalmeccanici, perchè sono proprio loro la causa del suo squilibrio.

Certo, noi metalmeccanici e lavoratori in genere, con le nostre rivendicazioni per migliorare le condizioni di lavoro, di salario che non è mai sufficiente, con la pretesa di curarci meglio la salute siamo la causa del loro squilibrio psicofisico.

Quindi se a tutto questo si aggiunge la presunzione del Consiglio di fabbrica di suggerire un modo migliore per dirigere l'azienda allora oltre i salti mortali può venir loro anche il mal di testa e, tra salti e emicranie può succedere che... poverini siano stanchi.

Mentre noi (assenteisti) che produciamo per tenere in piedi l'azienda, non possiamo essere mai stanchi e tanto meno ammalarci o chiedere permessi. Invece, per controllare meglio l'assenteismo. si dovrebbe arrivare anche per i Dottori d'azienda alla timbratura del cartellino, allora i salti sarebbero davvero mortali... per loro... perchè mentre oggi le loro assenze sono

giustificate per mancanza di cartellino, domani con il cartellino « l'assenteismo » sarà di molto ridotto, a meno che anche lor Dottori si trovino un Medico amico che giustifichi la loro assenza. Perchè oggi non è giustificabile, con lo stipendio che si ritrovano (che vale come lo stipendio di 6 operai di 1- categoria) non giustificare la loro assenza.

E concludiamo con un consiglio: (non di fabbrica) fra i vari salti cercate di farne uno anche nei reparti: lì troverete chi, senza tanti salti, fa saltare fuori anche il vostro stipendio.

Spartaco

sto argomento spiegando il motivo per cui la classe operaia oggigiorno non ha più niente da invidiare alla classe impiegatizia, anzi direi qualcosa da insegnare, ad esempio la compattezza ed il senso di responsabilità che l'ha portata ad una coscienza politica che a noi manca.

Un chiaro esempio del nostro livello di coscienza lo stiamo manifestando nel corso degli scioperi iniziati, che ancora è necessario l'intervento dei delegati per la sospensione del lavoro.

Questo vorrebbe essere un invito rivolto a TUTTI i miei colleghi impiegati in merito al tesseramento al sindacato unitario, spiegandone le ragioni e soffermandomi su alcuni punti di primaria importanza rispetto al discorso generale. Innanzi tutto chiariamo cosa rappresenta per noi lavoratori il sindacato: è l'unica arma legale (compreso lo sciopero) che abbiamo a disposizione per difenderci dalle imposizioni e ristrutturazioni (oggi più che mai) del padronato e se ancora esiste qualche impiegato che si illude di essere immune da questo, sarebbe ora che si svegliasse. poiché lo sfruttamento, la de qualificazione ed ora, grazie al governo Andreotti, la nuova legge della cassa integrazione estesa pure agli impiegati, esprimono chiaramente la nostra realtà. Perciò è assurdo che esistano ancora preconcetti circa l'unità di lotta con gli operai, inutile soffermarsi su que-

Siamo in fase di contrattazione, tutti abbiamo visto le richieste poste al padronato e sappiamo che la posta in gioco è forte, perciò è necessario il massimo impegno responsabile di ciascun lavoratore e la stretta collaborazione fra impiegati ed operai.

Iscriversi al sindacato unitario significa battere il disegno padronale che tende a scaricare sui lavoratori le scelte sbagliate che essi hanno fatto e che oggi hanno portato il nostro paese in una situazione di difficoltà economica e, non contenti, cercano in tutti i modi di insabbiare le riforme. persino quelle già approvale dalla passata legislatura e per le quali già si erano stanziati i soldi, ricorrendo a tutti i mezzi: dalla disoccupazione alle bande di teppisti fascisti, che in questi ultimi temei si sono fatti più pericolosi, perchè isolati, e pertanto ricorrono all'arma che conosf-ono e che più si addice loro: IL TERRORISMO POLITICO. mettendo in pericolo le stesse istituzioni democratiche.

Iscriversi al sindacato unitario non è solo questo, ma è anche una Presa di posizione chiara nei confronti di quei falsi « amici • dei lavoratori che lanciano parole d'ordine in aPparenza • sinistrissime ma in sostanza contro i lavoratori. Quando si predica di sabotare le oraaniz7azioni sindacali ed i partiti tradizionali della classe operaia per noi organizzarsi autonomamente significa nei fatti volere la distruzione della capacità di lotta dei lavoratori per poi gettarli in pasto alla reazione.

Aderire al sindacato significa rafforzare la base e nel vivo della lotta contrattuale come oggi ci troviamo dare una testimonianza dl forza al padronato, la quale influirà sull'esito ed il termine della firma del contratto.

Una delegata

0110
" Ho chiesto una diminuzione dello stipendio per richiamare la sua attenzione: quello che in realtà desidero è un aumento!

parche' ci fanno fare straordinari ?

PER SPENbERE DI MENO

Anche pagando di più le ore straordinarie il padrone risparmia molto rispetto a quel che dovrebbe spandere per un nuovo personale, in contribuzioni, liquidazione ecc. Inoltre, mentre le assunzioni sono Irreversibili lo straordinario permette una maggiore elasticità rispetto all'aumento del lavoro: mantiene minimo il livello di occupazione e sopperisce alle esigenze eccezionali con uno sfruttamento intensivo del lavoratore.

PER MANTENERE LA DISOCCUPAZIONE

Lo straordinario permette di limitare le assunzioni, mantenendo la riserva di manodopera disoccupata, che ha una funzione essenziale nella economia capitalisti ca. La disoccupazione non è una plaga sociale dovuta alla arretrata industrializzazione od a carenze tecnologiche: è invece strutturale, essenziale al sistema e quindi ineliminabile.

Si pensi alla Pirelli, ove vediamo, insieme alla cassa integrazione per moltissimi operai, lo straordinario ad oltranza per altri: non è allora certo il lavoro che manca !!!

L6 i ti EvE lEARL i1YsTRAORDOWel CoRGANttO D'Alt 14;11104 e I L. LAVORO RVMENTR

Nell'ultimo decennio si è verificata una preocupante diminuzione della popolazione attiva. Era il 36,1% nel 68 ed il 35,5 nel 69. E' uno dei livelli più bassi fra i paesi Industriali e si riflette pure nella continua emigrazione e diminuzione della manodopera femminile.

L'economia capitalistica si fonda sulla concorrenza tra i lavoratori, in eccedenza rispetto alla quantità di lavoro richiesto.

Con Io straordinario aumentiamo la concorrenza e portiamo via il posto ai disoccupati che sarebbero stati assunti' per svolgere un tale lavoro. Vediamo come è difficile per i nostri figli o fratelli che, terminati gli studi cercano una occupazione, trovare uno sbocco alla loro richiesta. Eliminando lo straordinario non risolveremo Il problema della disoccupazione, ma riusciremo ad aprire la porta a molti che sono oggi esclusi.

NUOVA LEGGE SULLE PENSIONI INPS

Dal 1° luglio 1972 è entrata in vigore la nuova legge sulle pensioni. Essa non raccoglie le giuste e indispensabili richieste dei lavoratori e dei pensionati, comunque presenta parziali miglioramenti nei confronti delle proposte iniziali del governo.

Queste modifiche, anche se piccole, sono state possibili grazie alla costante mobilitazione dei lavoratori e dei pensionati.

Minimi di pensione

I nuovi minimi di pensione sono così fissati:

L. 30.000 mensili fino a 65 anni di età.

L. 32.000 mensili per chi ha più di 65 anni di età.

Pensioni Sociali

Dal 1.7.1972 le pensioni sociali sono fissate in L. 18.000 mensili per tredici mensilità l'anno, inoltre dal 1.1.1973 viene applicata anche per le pensioni sociali la scala mobile, con gli stessi criteri delle altre pensioni INPS.

La innovazione di maggiore rilievo è l'estensione ai pensionati sociali dell'assistenza sanitaria, che

verrà erogata dall'INAM.

La pensione sociale viene data di cittadini italiani che non hanno altre pensioni e che hanno compiuto 65 anni e con un reddito annuo che non superi le 234.000 lire mensili.

Invalidi civili

Dal 1.7.1972 l'assegno mensile per gli invalidi civili viene unificato in L. 18.000 mensili per tutti, sono altresì portati alla stessa cifra gli assegni di accompagnamento.

Agli invalidi civili non viene estesa l'assistenza sanitaria. (Chi sa perchè?!?).

Lavoratori Autonomi

Dal 1.7.1972 il pensionato con pensione minima (lavoratore autonomo) percepirà L. 24.000 mensili, dal 1.1.1974 vi sarà un aumento di L. 3.000 mensili, dal 1.7.1975 i minimi (dei lavoratori autonomi) saranno parificati a quelli di tutti gli altri pensionati.

Assegni familiari

Sono stati adeguati i minimi di

reddito ai fini del diritto agli assegni familiari e alle quote di maggiorazione delle pensioni, pertanto i nuovi limiti di reddito, di qualsiasi natura essi siano, sono così fissati: dal 1.7.1972 L. 41.600 mensili per una persona (moglie o genitore).

L. 72.800 mensili per due persone a carico (moglie, genitori).

Inoltre in avvenire tali quote saranno adeguate all'aumento delle pensioni.

Pensioni vecchie

Tutte le vecchie pensioni contributive liquidate prima del 1.5.1968 vengono rivalutate a partire dal 1.7.1972, con percentuali diverse a seconda della loro decorrenza.

Le aliquote di aumenti saranno all'incirca le seguenti:

50% per le pensioni con decorrenza anteriore al 1.1.1952;

40% per le pensioni liquidate dal 1952 al 1957;

30% per le pensioni liquidate dal 1958 al 1960;

25% per le Pensioni liquidate nel 1961 e nel 1962;

20% per le pensioni liquidate nel 1963 e nel 1964;

15% per le pensioni liquidate nel 1965 e nel 1966;

10% per le pensioni liquidate tra il 1.1.1967 e il 30.4.1968.

Poichè passeranno parecchi mesi prima che tutte le pensioni possano essere rivalutate (in quanto l'INPS non dispone di sistemi automatizzati, ogni pratica deve essere svolta a mano), entro l'ottobre 1972 verrà erogato un acconto di L. 30.000.

Vi sono altre varianti di minore portata, che aui non abbiamo riportato, ma che si possono trovare nel decreto legge N. 267 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1* luglio 1972.

Vi sono altre varianti di minore Portata, che quì non abbiamo riportato. ma che si possono trovare nel decreto legge n. 267 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° luglio 1972.

Il Consiglio di Fabbrica (L'Assistente Sociale)

Così à questo, il vostro e nuovo odano di pensioni per i lavoratori »? da 0.E.."yekatiSA)

Messaggio dal carcere

Trentaquattro mesi di carcere, quasi tre anni: in uno sporco gioco politico la vita e la sorte di alcuni individui non è che conti molto, il nostro processo è nuovamente rimandato, forse di un anno, la ragione di Stato è prevalsa, i sudari di ermellino hanno deciso: a l'ordine regna a Catanzaro ». Abbiamo sofferto tre anni di ingiusta e iniqua detenzione, ed ora anche coloro che concorsero al nostro linciaggio si mostrano indignati della ennesima manovra politica attuata tramite la decisione della Corte di Cassazione di trasferire il nostro processo nella città calabra: 1.200 chilometri da Milano e 600 da Roma. Stupore e indignazione quasi unanimi per tale assurda decisione: a Catanzaro, si osserva, manca il carcere, per presenziare al processo dovremmo perciò effettuare una traduzione quotidiana di oltre 100 chilometri da un altro carcere; non vi è un ospedale che potrebbe accoglierci; l'aula del tribunale è insufficiente come capienza; servizio d'ordine paralizzerebbe il centro cittadino ecc. ecc. Quindi il processo subirà un rinvio di mesi e mesi, sempre che non salti ancora volta per un'ulteriore richiesta di

legittima suspicione, o per l'impossibilità logistica di essere effettuato.

lo mi stupisco invece del loro stupore: questa prassi del regime non è che la logica conseguenza di un disegno politico che anche loro, per ognavia e tornaconto o per pavidità, hanno concorso a sviluppare Stupirsi e indignarsi oggi è solo una riprova di viltà e di irresponsabilità e non accetto che sulla pelle dei compagni e mia ora i cari benpensanti tentino di sciacquare la loro coscienza pseudo-democratica. Parlare, denunciare, indignarsi dopo tre anni di questa infame farsa che si perpetua contro di noi, senza risalire alle cause, vuol dire non solo dare credibilità al tutto, ma rendersene complici. La denuncia va fatta alle radici, ai giorni del nostro preordinato arresto, ai giorni dell'autunno aperaio, ai giorni della nostra istruttoria a senso unico. A quei fatti bisogna risalire: a quando Pinelli volò dalla finestra, a quando fu costruito il mio riconoscimento con il Rolandi, a quando fu rapinata l'istruttoria ai alutlici milanesi e consegnata a Roma. A quando tutti avallarono e osannarono ogni iniziativa, sopru-

so, falso, ingiustizia di poliziotti, magistrati e politici.

E' stato affermato di recente che il nostro processo è una spina nel cuore di tutti i democratici e che ritardare il giudizio oltre un limite ragionevole equivale a violare la legge. Certamente si è permesso di violare la legge e i più elementari diritti dell'uomo. Ma affinchè le parole non siano solo un modo per salvare la buona coscienza dei borghesi occorre che tutti si mobilitino e si impegnino quotidianamente perchè si giunga alla verità sulla strage di piazza Fontana e ai torbidi retroscena politici che vi si annidano. Occorre che le masse lavoratrici comprendano che le iniziative prese dai miei difensori e dalle organizzazioni di sinistra, sia al livello processuale che pubblico e parlamentare, siano non solo sostenute ma fatte proprie perchè il piano eversivo che era dietro le bombe non era diretto soltanto contro noi anarchici ma aveva l'obiettivo di impedire e bloccare le lotte e il movimento di crescita democratica e di classe nelle fabbriche, nelle scuole, nelle campagne.

Almeno questo

VEDIAMO UN PO'.ti Vie.

CON DOMANI SONO ESATTAMENTE OTTO ANNI CHE LAVORO NEL GRUPPO CHESTER-PERRY...

QUANDO HO COMINCIATO ERO VENTIM4FiStAs0 NELLA GRADUATORIA PER DIVENTARE CAPO UFFICIO ADESSO SONO oicrosnismo...

AMMETTENDO CHE QUESTA PROGRESSIONE RIMANGA COSTANTE FRA ALTRI OTTO ANNI 5AI'O' atiATTORACESIANO...

Pietro Valpreda, un cittadino che, indipendentemente da ogni soggettiva convinzione di innocenza o meno, è comunque in stato di detenzione da ormai tre anni in seguito ad indagini di polizia errate, arbitrii e violenze senza pari, in seguito ad una istruttoria ritenuta non valida dalla stessa Corte di Assise di Roma.

NEGLI OTTO ANNI CHE 50110 STATO QUI HO GUADAGNATO QUATTRO POSIZIONI...

A questo cittadino da tre anni viene negata giustizia con una serie di espedienti che lasciano chiaramente intravvedere uno « sporco gioco politico a.

Si chiede che venga fatta finalmente luce e si dice tutta la verità attorno agli eventi del dicembre del '69 e che il Parlamento avvalendosi del potere legislativo esamini ed approvi misure legislative per abbreviare i termini di detenzione preventiva degli imputati.

Per questi motivi da parte di organizzazioni e personalità democratiche milanesi è stata promossa una petizione al Parlamento che tutti sono invitati a «inttoscrivere.

E DOPO ALTRI OTTO SelEM.•.E DOPO ALTRI ano SECONDO• E DOPO bile ANSIA— //M ..... MI
L'AVkEI MAI FATTA ?
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E DOPO ALTRI OTTO DEC/A40.• •

Per la democrazia nel paese

Il consiglio di fabbrica preoccupato per le oscure manovre di forze eversive in atto nel paese ha votato all'unanimità il seguente ordine del giorno:

Milano, 9-11-1972

Al Parlamento (alla Presidenza della Camera e del Senato)

Al Governo ed al Ministero dell'Interno

Alla DC, PCI, PSI, PSDI, PRI, PLI di Milano

Al Prefetto di Milano

Al Questore di Milano

Agli organi di stampa cittadini

Un grave fatto viene riportato in questi giorni sulla stampa, e per bocca di alcuni noti esponenti di partiti politici: l'affermazione che la « trama nera » (cioè il tentativo eversivo delle forze reazionarie con potenti appoggi interni ed esterni al nostro Paese) è stata portata avanti ed è tuttora in corso. A cosa si voglia giungere con questo tentativo, è noto ai lavoratori italiani, infatti più volte possenti proteste sono state espresse per i vili attentati squadristici. E come allora siamo preoccupati per la scarsa volontà di prevenire atti delittuosi che si prefiggono di creare il clima adatto ad interventi antidemocratici.

Vogliamo elencare alcuni punti su cui POCO o nulla si è fatto per giungere alfa verità ed alla azione contro le forze eversive:

— L'oscura morte dell'anarchico Pinelli Giuseppe e l'incriminazione voluta ad oani costo e senza prove di Valpreda Pietro per la strane di Milano, con il seguente tentativo

di creare un clima antisindacale.

Le strane e manovrate azioni delle sedicenti Brigate Rosse, dirette a convalidare la tesi degli opposti estremismi, ed a far passare in secondo piano l'autentico pericolo per la democrazia italiana, cioè quello di destra.

I moti di Reggio Calabria, che videro i fascisti insieme ad alcuni noti esponenti della Giunta Reggina mettere a fuoco la città con obiettivi antidemocratici.

Il deragliamento del treno a Gioia Tauro.

-- Il tentativo d'organizzare un colpo di stato da parte del fascista Borghese Valerio, impunemente fuggito all'estero.

Le dichiarazioni fatte dal fascista Almirante Giorgio a Firenze. La libertà lasciata ai fascisti d'organizzare campi paramilitari. L'allontanamento del Procuratore Fiasconaro da Milano per evitare che piena luce fosse fatta sulla strage di Piazza Fontana. I continui attacchi ai livelli d'occupazione e le continue promesse di riforme non mantenute, atte a creare un clima di sfiducia verso le istituzioni democratiche.

I lavoratori tutti esprimono la più sentita condanna per ciò che è avvenuto e continua impunemente ad avvenire. e coscienti di ciò che è costata la libertà e l'indipendenza nazionale, vigilano e vigileranno sempre con decisione affinchè nessuno possa permettersi di rinortare a tristi situazioni le condizioni del popolo italiano.

Per i lavoratori della LinkBelt il Consiglio di Fabbrica

La redazione augura a tutti Buon Natale e un Felice

Prendiamo atto della iniziativa presa dalla direzione tramite comunicati (esposti alle bacheche) ed articoli riportati da Colloqui aziendali riguardanti problemi sociali tipo INAM e pensioni. Auspichiamo che questa iniziativa abbia un seguito anche per quelle informazioni che normalmente ai lavoratori non vengono comunicate, esempio: la chiusura della filiale di Padova. LA

INFORTUNI

Ogni anno nel nostro paese succedono 16 milioni di Infortuni sul lavoro. Una parte considerevole di tali Infortuni causa assenze dal lavoro superiori a 3 giorni:

INFORTUNATI (assenze sup. a 3 giorni)

all'anno

1.640.000 al giorno

6.560

ogni ora di lavoro

937

OMICIDI BIANCHI _

300.000 nuovi Invalidi ogni anno a causa di Incidenti sul lavoro. In Italia ci sono 3,5 milioni dl invalidi, di cui 2 milioni In età lavorativa. quanti sono i morti in incideteli sui, lavoro? .• ,

MORTI

all'anno

5.000 al giorno

20

ogni ora di lavoro 3

QUAL E IL TUO 5P0QI PREFERITO(
REDAZIONE
1973

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