A che punto siamo
Incominciando il 1973 viene spontaneo da parte del Consiglio di Fabbri ca e delle Organizzazioni Sindacali fare il punto sulla situazione azien dale e sulle prospettive future che si aprono.
L'attuale momento è caratterizzato dalla grande lotta che i lavoratori metalmeccanici stanno portando avanti per il rinnovo del contratto di lavoro, i contenuti innovativi presenti nelle richieste dei lavoratori ci portano, come forse mai era successo in passato, ad uno scontro lungo e difficile; la controparte pa dronale pubblica e privata sostenuta da una situazione politica ed eco nomica di chiara marca conservatrice confacente ai suoi obbiettivi, respin ge le richieste dei lavoratori trincerandosi su posizioni vecchie e superate dalle stesse realtà aziendali.
Per quanto riguarda la nostra azienda i problemi emersi dalla concentrazione fra diverse aziende sono stati numerosi e complessi, il Consiglio di Fabbrica prima e dopo la totale unificazione dei lavoratori ex ASGEN
ed ex Costruzioni Elettromeccaniche nello stabilimento di Sesto S. Giovanni ha affrontato con impegno e ri solto una serie di questi problemi. Con piattaforme rivendicative aziendali e di gruppo i lavoratori hanno armonizzato una serie di trattamenti diversi, e sancito una serie di miglioramenti sociali ed economici.
Fra i più significativi figurano la costituzione della mensa interna gra tuita con l'indennità riconosciuta su tutti gli istituti contrattuali; l'armonizzazione dei premi di produzione e accantonamento feriale; indennità turnisti; eliminazione delle categorie più basse per operai ed impiegati; 3° elemento perequativo; garanzia al R. 114 sul cottimo, oltre ad un notevole numero di passaggi di categoria.
Per alcune condizioni di migiore favore che riguardano unicamente gli ex lavoratori Costruzioni Elettromec caniche (vedi 750 ore per gli operai e 4 mensilità e mezzo per gli impiegati, premio che viene erogato dall'azienda al 60° anno) l'azienda ha dovuto recedere dal proposito di non
riconoscere tale beneficio.
Per quanto riguarda l'ambiente di la voro il Consiglio di Fabbrica sta operando per risolvere e migliorare situazioni carenti, (servizi, ecc.) mentre sta trattando per definire quanto previsto dall'accordo del 13 aprile 1972, tenendo conto di qilan to il Comune di Sesto S. Giovanni, in una sua recente delibera, ha deciso di attuare per quanto concerne la medicina preventiva con l'istitu zione di un apposito Centro comunale. Accanto a queste positive soluzioni rimangono da definire alcune gravi situazioni di inadempienza da parte dell'azienda, la più grave delle quali è stata subita dagli impiegati e dagli equiparati che hanno avuto il passaggio di categoria dal 1°maggio 1972, a questi lavoratori l'azienda non ha corrisposto gli scatti biennali maturati, e in definitiva dopo averli complimentati per la promozione avuta, gli ha in pratica ridotto lo stipendio.
Per gli equiparati il fatto riveste particolare gravità in quanto dovran no subire l'aggravio della trattenuta della complementare a causa del passaggio alla cat'egoria impiegatizia, e per completare l'opera sono stati liquidati in modo che viene interrotto il rapporto di lavoro compromettendo i benefici sugli istituti contrattuali quali le ferie e l'anzianità.
Su questi fatti il Consiglio di Fabbrica non permetterà all'azienda di svuotare di contenuto gli accordi sottoscritti dopo dure lotte.
I problemi affrontati e quelli da risolvere ci danno modo di prevedere un avvenire irto di difficoltà, il modello di conduzione cui si ispi ra l'Italtralo non ci sembra il più indicato per fare decollare una fabbrica nata proprio per ovviare a carenze che in un settore come quello
elettromeccanico trovava le aziende italiane in grave ritardo tecnologico ed organizzativo. Infatti sta venendo avanti abbastanza chiaramente un tipo di razionalizzazione delle produzioni che porterà sicuramente ad un aumento dei ritmi, ed ad una costante dequalificazione del lavoro, e non risolverà certamente i prodemi di fondo che affliggono l'azienda. Ed è proprio su questi temi che ci dovremo misurare, contribuendo con il nostro impegno di lotta a fare si che le trattative per il rinnovo con trattuale abbiano una svolta decisiva, permettendo l'acquisizione di nuo vi strumenti che ci permetteranno di respingere certe linee di politica economica basata esclusivamente sullo sfruttamento del lavoratore.
Uno dei principali problemi rimasti sul tappeto da quanto è nata l'Italtrafo, è stato la creazione di un fondo solidaristico che avesse caratteristiche tali da soddisfare le reali necessità dei lavoratori, che provenivano dall'Asgen e dalla Breda Elettromeccanica.
La più grossa difficoltà per realizzare l'obbiettivo del nuovo fondo sociale è costituita dal differente modo ai alimentare finanziariamente le prestazioni del FILAM (Asgen) e del FAS (Breda), per il primo caso il lavoratore contribuisce con 1 ora di lavoro oltre a quanto stabilito dal vigente C.C.N.L., per il secondo il lavoratore ex Breda contribuisce con una trattenuta sullo stipendio dello 0,20 %, ovviamente le prestazioni del Filam t sono molto più numerose e vanno da quelle che si possono definire indispensabili (integrazione salari e stipendi oltre a quanto prevede il contratto) 10 a prestazioni di modesta importanza (militari, matrimoni, occhiali, ecc.).
Il nuovo fondo sociale che si andrà a creare nello stabilimento Italtrafo di Sesto, dovrà tenere conto delle diverse realtà e porre le condizioni perchè in esso si identifichi la grande maggioranza dei lavoratori.
Nell'assemblea recentemente tenuta su questo specifico problema che ha visto la partecipazione massiccia di tutti i lavoratori impiegati ed operai con un largo dibattito e partecipazione espressa dai numerosi interventi, un dato è emerso con unanimità e cioè l'esigenza di avere un FONDO SOLIDARISTICO gestito dai lavoratori.
Sul modo con Cui invece si vorrebbe alimentarlo l'assemblea è risultata divisa, ed è qui che il compito di sensibilizzazione fra i lavoratori si fa delicato, le Organizzazioni Sindacali coerenti con gli obbiettivi elaborati as sieme ai lavoratori sull'orario di lavoro non possono avallare una soluzione contradaitoria e che era sicuramente improponibile per i lavoratori ex Breda come quella di andare a concordare con l'azienda prestazioni di lavoro oltre r_rario contrattuale perché significa smentire un punto della piattaforma contrattuale che prevede il consolidamenti: delle 40 ore settimanali e la riduzione drastica degli straordinari con il riposo compensativo. Da queste valutazioni emerge chiaramente che nessuno vuole distruggere il Filam che tanti benefici ha portato ai lavoratori e alle loro famiglie, ma bensì creare qualcosa di nuovo che sia adeguato ai reali bisogni dei lavora tori e cne tenga conto dei mutamenti e dei miglioramenti che le lotte dei la voratori hanno realizzato nel Paese, (100% dello stipendio per malattia ed infortunio) e partendo alpunto da questi presupposti e da una analisi a gran di linee delle prestazioni si può affermare che con una trattenuta pari a mezzbra di lavoro settimanale a cui si devono aggiungere le 250 lire mensili pro-capite versate uall'azienda per scopi assistenziali si può mantenere in vita un fondo che garantisca la quasi totalità delle prestazioni attualmente erogate dal: FILAM.
La scelta della contribuzione attraverso la trattenuta e non con un orario di lavoro in più di quello contrattuale è una soluzione più idonea e più confacente all'attuale situazione e rispetta lo spirito solidaristico sul quale si basa lo statuto del FILAM.
Per questo occorre che i lavoratori dell'italtrafo assieme agli attuali amministratori dei fondi già esistenti si adoperino affincnè si attui quanto prima una soluzione soddisfacente e unificante del nuovo fondo interno.
Vietnam chiama
...Il popolo vietnamita è forte perchè la sua causa è giusta, perchè è unito e coraggioso e perchè gode dell'appoggio ui tutti i popoli del mondo amanti della pace, incluso il popolo americano. E' per il loro amore della giustizia e dell'umanità che molti progressisti americani, e di tutte le provenienze, centinaia di migliaia di giovani, studenti, professori, scien ziati, avvocati, scrittori, artisti, preti e operai hanno coraggiosamente alzato la loro voce e organizzato enormi dimostrazioni contro la politica di aggressione al Vietnam.
...Il nostro popolo ha molta stima per questa lotta da parte del popolo americano. Siamo profondamente commossi dagli eroici sacrifici di Helga Herz e di altri combattenti per la pace. Vorrei inviare alle famiglie di questi martiri i miei sentimenti di affetto e di ammirazione anche a nome dei miei compatrioti. (Ho Chi Minh)
ESSERE MADRE NEL VIETNAM
Non è cosa facile essere madre nel Vietnam. Altrove vuole dire insegnare ai bambini a cogliere fiori, da noi vuole dire insegnargli a sc-ndere nelle trincee.
Le altre madri gli insegnano concerti d'uccelli e di musica, noi, il nostro compito è fargli distinguere il rombo d'un B-52, d'un AD, d'un Phantom dal ruggito terribile.
O Maria Santa!
Per mille e novecento sessantanove anni hai tenuto tuo figlio tra le braccia, sai che le madri del Vietnam mese dopo mese sfioriscono vegliando le notti lontano dal figlio evacuato?
Cí sono tempi che il solo compito è fare che i figli diventino "uomini", ci sono tempi che occorre di più: insegnargli a diventare eroi. Questo è il compito delle madri del mio Paese.
(Che
Lan Vien)In questa situazione, la mobilitazione dei lavoratori italiani e di tutte le forze democratiche deve essere ancora più forte che nel passato.