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LOTTA DI CLASSE E PROVOCATORI La democrazia, la libertà di espressione e di organizzazione dentro e fuori dai luoghi di lavoro, la conquista di un miglior benessere è costata ai lavoratori in generale e alla classe operaia in particolare immensi sacrifici e tremendi lutti; compagni di lavoro più anziani di me, che lavorano ancora ricordano benissimo. E' storia recente, storia degli anni 50 e 60, quando la polizia di Scelba sparava nelle piazze sui lavoratori; Reggio Emilia, Avola, Battipaglia e tante altre città, dove i lavoratori morti sulle piazze li contiamo a centinaia, sono state teatro di cruenti lotte. Erano gli anni bui, erano gli anni dove il padrone, grazie anche alla divisione sindacale, faceva il padrone in assoluto e niente lo poteva contrastare, cottimi intensivi, licenziamenti, chiusure di fabbriche e mobilità dei lavoratori dentro e fuori dei luoghi di lavoro, avvenivano quotidianamente senza che nessuno fosse in grado di contrastarlo. Per i lavoratori non c'erano nè leggi nè diritti, umiliati e sfruttati per 10-12 ore al giorno, sabato e domenica compresi, e quando si riusciva a organizzare uno sciopero con manifestazioni allora c'era la polizia di Scelba che nel nome del popolo italiano caricava e sparava sui manifestanti; per il proletariato era giorno di lutto, un altro operaio era stato ucciso. I fatti esposti sopra non li ho citati per fare della facile retorica (anche se sono stati espressi in modo semplice e schematico), ma per richiamare l'attenzione di chi continuamente parla in nome del proletariato quando non ha niente da spartire con esso. La classe operaia anche se aveva mille motivi per scendere armata nelle piazze e sempre rifuggita dal farlo e neppure una volta, nella sua lunga storia, dalla fine della guerra di liberazione in poi è successo che un lavoratore, un operaio, abbia per una volta, una volta soltanto portato con sè un'arma, un bullone, un sasso e tanto meno martelli o chiavi inglesi, attrezzi di lavoro molto usoti dai metalmeccanici. La classe operaia ai suoi appuntamenti per i problemi da risolvere si è sempre presentata armata dei propri ideali, convinta della giustezza delle proprie rivendicazioni e pagando prezzi sempre altissimi per ogni passo fatto in avanti. I lavoratori in difesa del diritto di scioperare e di manifestare il proprio dissenso o consenso su questo o quel problema, su questo o quel governo, hanno sostenuto lotte
esemplari contro i padroni, contro i fascisti, smascherando disegni eversivi, provocatori infiltrati e falsi profeti dell'ultima ora. Dopo la guerra di liberazione la classe lavoratrice, che aveva dato con la lotta armata un contributo determinante per la sconfitta del fascismo, è stata determinante anche nel contribuire alla nascita dello stato democratico, ed ha adottato come strategia per la soluzione dei problemi politici ed economici il terreno delle lotte democratiche ed è rimasta fedele a questa strategia anche quando gli altri sparavano nelle sue file dimostrando nei fatti che questa per la classe operaia è la carta vincente. E' bene dirlo e ribadirlo per togliere le ragnatele dal cervello di certi personaggi che stanno all'interno anche del sindacato, quando sostengono che venerdì, 9 settembre, i lavoratori impegnati nel servizio d'ordine del sindacato alla fine della manifestazione, dopo il discorso del Segretario della CGIL, Luciano Lama, che parlava a nome delle tre confederazioni, CGIL-CISL-UIL, hanno aggredito e picchiato dei giovani che disturbavano la manifestazione; queste sono accuse infamanti e spudorate menzogne che dimostrano poca conoscenza e poco rispetto per i lavoratori. Migliaia di lavoratori hanno visto le provocazioni dei P. trentottisti e di altri esagitati che gridando slogans proletari col volto mascherato hanno prima aggredito e poi picchiato con chiavi inglesi i veri proletari. La classe operaia e le sue organizzazioni in questo momento hanno di fronte compiti e responsabilità enormi, sia per la gravità della situazione che riguarda la crisi economica che pesa sulle spalle dei lavoratori e delle masse popolari in modo ingiusto, che per la difesa delle libertà democratiche, strumenti necessari per avanzare sulla via del progresso sociale, di conseguenza è indispensabile che la classe operaia aumenti la vigilanza e la combattività onde respingere le provocazioni e garantire il raggiungimento degli obiettivi che si è prefissa; ed è per questo che venerdì in piazza del Duomo centomila lavoratori erano presenti ad ascoltare il Segretario della Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL. La possente forza dei lavoratori è al servizio della democrazia e del paese per creare condizioni migliori per tutti; i lavoratori non hanno mai fatto provocazioni e non inizieranno adesso, ma risponderanno colpo su colpo ad ogni tentativo di ricacciarli indietro. C.d.F. - F.M.C.