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Escavatore5

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I' escavatore

maggio 1972

Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt

RINNOVO CONTRATTUALE

CON L' UNITA' SINDACALE

Nella prima riunione dei dirigenti sindacali di fabbrica operai, si è iniziata la discussione sulle rivendicazioni da porre alla scadenza dell'attuale contratto collettivo nazionale di lavoro che dovrebbe essere rinnovato il 1 gennaio 1973.

I temi di discussione si possono riassumere in parti distinte: la parte salariale e la parte normativa.

Per l'aumento salariale, una parte dei presenti a questa riunione ha proposto un sostanziale aumento salariale 80-100 lire ora, tralasciando la parte normativa e basandosi su affermazioni che si aspettano un beneficio economico immediato.

La parte più considerevole dei presenti, invece, ha proposto si, un aumento salariale, ma maggiormente ha insistito sulla definizione normativa e ha proposto una soluzione normativa unica per tutte le categorie dei lavoratori (impiegati, categorie speciali ed operai). Sul tema dell'aumento salariale è inoltre affiorato il problema se chiederlo uguale per tutte le categorie o in percentuale alte attuali retribuzioni.

Per la parte normativa si è inteso, per parità, normativa proporre quanto segue:

parità normativa, con quella in atto, degli impiegati che significa: 15 giorni fino a due anni di anzianità; 20 giorni fino a dieci anni di anzianità; 25 giorni fino a diciotto anni di anzianità; 30 giorni oltre i diciotto anni di anzianità.

Tenendo presente quanto detto sopra riduzione degli scaglioni.

Un mese di ferie per tutte le categorie (come per esempio: hanno ottenuto i dolciari e chiedono i chimici).

Praticamente su questo problema le tesi affiorate sono state due: una ulteriore riduzione dl orario a 36 ore settimanali.

Maggiormente appoggiata quella del consolidamento delle 40 ore in cinque giorni, ma rendendola effettivamente operante con l'eliminazione delle deroghe e della discrezionalità CONTINUA jN

CON LE CALUNNIE

: NIXON GUARDIANO DELL'OCCIDENTE, LA SALVEZZA ,_, DELLA

I temi sorti nella discussione si possono identificare in tre proposte:

BISOGNEREBBE` DEDICARGLI
PER
BASTA
ANTIAMERICANE
UNA VIA...
ESEMPIO: VIA LE MANI ML VIETNAN TIRESIA
1) FERIE 2) ORARIO DI LAVORO

DALLA PRIMA

dello straordinario, con conseguente condizionamento da parte dei Consigli di Fabbrica sull'argomento degli organici.

GARANZIA DEI SALARI

Su questo problema ha preso consistenza unanime la richiesta della mensilizzazione del salario parificandolo al trattamento degli impiegati.

INQUADRAMENTO PROFESSIONALE

I filoni di discussione sono stati:

riduzione delle attuali categorie.

Intreccio tra categorie impiegati e operai con rivalutazione delle categorie più basse.

Norme contrattuali di avanzamento (con passaggi automatici nelle categorie più basse, possibilità di rotazione, riqualificazione professionale).

A questo punto è stato posto il problema delle trasferte che finora è stato lasciato alla discrezionalità delle aziende col risultato che ogni azienda si regola per proprio conto a discapito della serietà dell'istituto contrattuale che con il MEC sta diventando sempre più attuale.

Una particolare attenzione occorre dare ai problemi dell'anzianità:

a) SCATTI BIENNALI - Attualmente sono per gli impiegati il 5 per cento sui minimi contrattuali nella misura di dodici scatti biennali. Per gli operai il 1,50 per cento sui minimi di paga base nella misura di tre. Morale della favola un impiegato che

ha 24 anni d'anzianità nella stessa azienda poniamo, nella 2" categoria, percepisce circa L. 60.000 al mese di sola anzianità, un operati nella stessa categoria e stessa anzianità percepisce circa L. 3.600 al mese.

b) LIQUIDAZIONE DELLE ANZIANITA' DI LICENZIAMENTO - DIMISSIONI (comunemente chiamato salario dilazionato).

Gli impiegati percepiscono una mensilità ogni anno d'anzianità. Gli operai hanno una macchinosa differenziazione per anni e periodi, che si può calcolare ad una quarta parte del trattamento degli impiegati.

Su questi argomenti la discussione è diventata difficile e nebulosa anche per chi era presente, perchè come tendenza sindacale si vorrebbe accantonare il problema e demandarlo ad una regolamentazione per tutte le categorie, quindi fatta dalle CONFEDERAZIONI.

Rivedendo i meccanismi in un quadro più ampio, cambiandone la logica e la sostanza; cioè costituire una cassa d'intervento come quella degli assegni familiari legata all'anzianità professionale del lavoratore e non più a quella aziendale. Su questi ultimi problemi occorrerà fare molta chiarezza, anche perchè, a dire il vero, lo scrivente ha ricevuto l'impressione dell'esistenza di una volontà che eluda il problema stesso.

Ugo Gallone

Il Consiglio di Fabbrica e la Redazione del giornaletto, invita tutti i lavoratori ad iniziare un dibattito su questi problemi ed intervenire in prima persona, tramite anche i delegati, per far si che le aspettative dei lavoratori non siano eluse o tanto meno trasformate.

IL TARLO AZIENDALE

I problemi Aziendali sono tanti solo i più urgenti si portano avanti. Scegliamone insieme uno racchiude in sé un problema per uno;

Sono diversi esempi tristi quello dei soliti turnisti sono sempre e solo quelli alterna-ti disagiati, mortificati e rassegnati.

Ci sono anziani, tema molto doveroso fargli fare i turni è vergognoso, se reclamano al più bello dicono a O così, o fuori dal cancello a.

E quelli che son lontani, non v'è riguardo ti richiamano persino, se fai ritardo; quindi disagiati ed anche salari decurtati, si sopporta con rassegnazione la LINK-BELT non fa distinzione dalle 7 alle 15, 15, 23 già fatto il callo soltanto noì siamo in ballo anzi aumentiamo e il posto di lavoro restringiamo.

Un ritorno che non ci deve essere

La direzione e gli operai devono cooperare... Noi diamo gli ordini • voi dovete ubbidire l'I

Permetteteci questa osservazione così... aumenta la produzione? Se ampliate i reparti e i posti, diminuiscono i costi. Il turno costa e tanto dunque, riflettiamo ogni tanto Eliminando questo malcontento

Tutto come prima ?

Nei commenti dei • grandi giornali • a io:M/settimana di distanza dalle elezioni, il tono dominante è quello anteriore al 7 maggio, perfino le parole sono le stesse. C'è in più, semmai, l'ipocrisia. Perchè gli editorialisti della grande borghesia si sforzano di dimostrare che le elezioni avrebbero confermato o per lo meno avrebbero lasciato aperte, quelle alternative moderate e conservatrici per le quali essi si erano tenacemente battuti durante la campagna elettorale. Essi sono i primi a sapere che non è così: ma continuano a sostenerlo per dovere d'ufficio e di stipendio, e chiudono perciò deliberatamente gli occhi davanti alla realtà.

La quale realtà è invece ben diversa. Tutta la parte finale della quinta legislatura, sino allo scioglimento delle camere, e la vivace polemica politica che ha preceduto le votazioni si sono svolte all'insegna di un pesante attacco contro la sinistra, sviluppatosi su diversi piani, da quello sociale a quello della torbida strategia degli attentati. Lo scopo era quello di ridurre la forza della sinistra italiana, a cominciare dalla sua ala più avanzata, e di determinare una brusca sterzata a destra imperniata sulla ipotesi neocentrista.

Tali obiettivi sono falliti, ecco il responso vero delle urne, il centrismo è numericamente e politicamente improponibile, il progresso dell'estrema destra è stato validamente contenuto, la sinistra ha raccolto il 40 per cento dei suffragi (massimo livello mai raggiunto nel dopoguerra).

E' perciò che i tentativi di continuare il vecchio discorso appaiono contraddetti in partenza dai dati di fatto. Certo, se all'editorialista del Corriere della sera • piace trastullarsi nell'illusione che il 7 maggio sia stato • la Caporetto dell'estrema sinistra », faccia pure. Ma, basandosi su premesse così clamorosamente false, tutto il suo ragionamento va a gambe all'aria. E' perfettamente inutile parlare di

la produzione aumenta in un momento tra questi e quei risparmi vari eliminando anche gli straordinari migliora la produzione si elimina una contestazione. Siamo molto ottimisti

brutto inizio •, lamentarsi delle difficoltà dell'ora, e così via, se si parte dal presupposto di ignorare la volontà chiaramente espressa dal quaranta per cento del corpo elettorale: una volontà di rinnovamento, di trasformazione democratica del Paese, di partecipazione delle masse lavoratrici alle fondamentali scelte economico-sociali. Di qui derivano tutte le difficoltà, di qui la inutilità di girare attorno alle formule. Siamo chiari: una qualsiasi soluzione politica che trascuri la vera essenza dell'esito del voto comporta totalmente non un

Eliminando i suddisti diventiamo tutti verdisti ovvero Turnisti e Normalisti così diverrà tutto più bello perché diventerà un ambiente modello. La voce del Turnista

qualche equilibrio centrista o •centrale•, come piace dire a qualcuno; comporta l'appoggio della destra eversiva, e il caporione missino non ha mancato di ricordarlo in T.V.

Grandi e urgenti problemi attendono d'esser affrontati e risolti.

E' attorno a questi problemi che, nelle settimane e nei mesi prossimi, si concentrerà in concreto la battaglia politica.

E si confermerà che il 7 maggio non ha lasciato davvero tutto come prima.

LO SCIOPERO

Molte sono le interpretazioni che la stampa e la R.T.V. danno allo sciopero e questo naturalmente anche a secondo del tipo di sciopero del tipo di giornale che leggiamo. Ad esempio quando i Fascisti con alla testa il Sindaco Battaglia misero sottosopra Reggio Calabria, arrecando gravi danni economici oltrechè morali al popolo calabrese, organizzando scioperi di fabbriche, uffici e scuole, che guarda caso venivano direttamente proclamati dai padroni, dai presidi delle scuole e dal Sindaco stesso (attraverso gravi pressioni per quanto riguarda gli uffici comúnal) l'interpretazione che la stampa di destra e certa stampa cosiddetta • indipendente » dava è positiva.

Quale fu allora la posizione dei giornali e delle organizzazioni dei lavoratori? Che il problema della occupazione nel mezzogiorno doveva essere visto nell'insieme di una politica di riforma tendente a trasformare l'agricoltura e ad industrializzare (con fabbriche adatte) tutto il meridione e non come volevano certe Forze Politiche a mettere Reggio contro Catanzaro, strumentalizzando la disperazione di quel popolo, per avere qualche ufficio burocratico in più.

Come al solito la R.T.V. di chiacchiere ne ha fatte molte, di chiarezza poca.

Altro grave sciopero è quello or-

ganizzato nell'Ulster-Irlanda del Nord dai protestanti che vedeva lavoratori e padroni uniti contro la minoranza cattolica per difendere privilegi (molto più per i padroni che per i lavoratori) ingiusti (anche qui tante parole e poca chiarezza).

Quando invece i giornali • indipendenti » e di destra con R.T.V. si scagliano decisamente contro lo sciopero? Quando viene usato ad esempio per convincere padronato governo ad eliminare le ingiustizie esistenti nelle fabbriche e nel paese, nelle campagne e nelle scuole, oppure quando (e con grande coraggio e coscienza di classe) i lavoratori dell'industria scendono in lotta, non solo per i loro interessi ma per risolvere i problemi più generali del popolo italiano (tranne parassiti mafiosi e grande padronato). Ed ecco le calunnie contro i lavoratori e la loro organizzazione che mettono in pericolo la stabilità economica, a tutta questa brava gente che calunnia il movimento dei lavoratori.

Dobbiamo dire basta a quei signori che gestiscono la R.T.V. di proteggere personaggi loschi e avventurieri Fascisti e condanna le grandi e democratiche lotte per una politica economica che risolva i grandi problemi delle masse popolari. Soltanto facendo l'interesse delle masse lavoratrici si difenderà la democrazia nel nostro paese.

LE PENSIONI OGGI IN ITALIA

Nel nostro paese il sistema pensionistico ha avuto un notevole miglioramento nel 1969, legge 153, con la grande mobilitazione di tutti i lavoratori il governo è stato costretto a rivedere e migliorare il sistema pensionistico, introducendo fra l'altro il principio di collegare la pensione con la paga del lavoratore.

Questi miglioramenti sono validi solo se vi è una effettiva partecipazione di tutti i lavoratori al controllo dei versamenti contributivi, cosa che oggi è ancora da raggiungere, sia per la vastità della materia, sia perchè fra noi vi è la tendenza a pensare « tanto c'è tempo a. Questo è un grande errore in quanto non è affatto vero che c'è sempre tempo. Dopo 10 anni I contributi persi cadono In prescrizione e molto difficilmente si riesce a recuperarli.

Pertanto se non si segue continuamente la propria posizione assicurativa, quando giunge il momento di andare In pensione si ha la brutta sorpresa di scoprire che contributi effettivamente versati sono molto Inferiori a quelli che il lavoratore ha pagato.

Per evitare tutto questo è necessario che ogni lavoratore eserciti un continuo controllo sui contributi versati attraverso il libretto personale sul quale sono registrati tutti I contributi versati all'INPS dall'inizio dell'attività lavorativa.

Detto questo passiamo ad elencare brevemente i tipi di pensioni più comuni.

a) PENSIONE DI INVALIDITA'

La pensione di Invalidità spetta al lavoratore o lavoratrice che abbia perso il 50 delle capacità di guadagno.

Abbia 5 anni di anzianità assicurativa (siano trascorsi cioè 5 anni dal primo contributo versato).

Nell'arco dei 5 anni precedenti (a domanda abbia versato almeno un anno di contributi, obbligatori e figurativi.

b) PENSIONE DI VECCHIAIA:

i requisiti per percepire la pensione sono:

avere compiuto 60 anni se uomo, 55 se donna.

Avere almeno 15 anni di contributi versati, obbligatori, figurativi, volontari, pari a 700 contri-

buti settimanali o 180 mensili.

Per le pensioni di invalidità e vecchiaia i contributi figurativi validi sono:

Periodo di servizio militare, partigiano o parificato (presentando la relativa documentazione).

Periodo di persecuzioni politiche antifasciste, carcere, confino, ecc. (presentando la relativa documentazione).

Periodo di assenza per TBC.

Periodo di disoccupazione indennizzata.

Per questi due periodi (3-4) lo INPS mette direttamente lei i contributi figurativi.

b) Periodo assenza per malattia o infortunio per un periodo massimo di un anno per tutta la vita lavorativa.

Periodo di assenza per maternità obbligatoria e facoltativa.

Per queste ultime due voci, il lavoratore o lavoratrice deve fare richiesta all'INPS entro il limite massimo di 10 anni affinchè siano messe le marche figurative.

PENSIONE DI ANZIANITA':

i requisiti necessari sono:

1) Avere 35 anni di contributi versati, pari a 1.820 contributi settimanali o 420 mensili.

I soli periodi di contributi figurativi sono:

Periodo di servizio militare, partigiano o parificato.

Periodo di persecuzione politica antifascista (carcere, confine,

ecc.).

3) Periodi di assenza per maternità.

d) PENSIONE SOCIALE

La pensione sociale spetta a tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 65 anni e che non paghino imposte di ricchezza mobile.

L'importo di tale pensione è di 12.000 mensili per 13 mensilità all'anno.

A conclusione di questa rapida panoramica ricordiamo alcune cose:

per fare applicare le marche figurative per le assenze di malattia, il tagliando dell'assegno INAM è valido come documento da allegare al modulo per la domanda, mentre per l'infortunio è valida la lettera che l'INAIL manda alla fine dell'infortunio. In ogni caso è bene non aspettare molto tempo in quanto più lontana è la data dell'assenza, inclusa la maternità, più difficile è reperire i documenti necessari.

Per chi intende fare la domanda per la pensione di anzianità è bene che questi si consigli prima con il delegato incaricato del lavoro di patronato onde evitare spiacevoli sorprese.

Infine ricordiamo che I lavoratori che lasciano il lavoro per la pensione hanno diritto all'indennità di disoccupazione per 180 giorni.

IL CONSIGLIO DI FABBRICA

L'Assistente Sedei('

MI RIFIOT o Di LADOCaiZE Firfo ARA tlo2TE !! -SoLo P. Re.s-rqee. VITI3 -
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