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Consiglio_Tosi5

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Il consiglio di fabbrica n. 4

FEBBRAIO 78

F.L.M.

Bollettino Unitario dei Lavoratori della FRANCO TOSI - LEGNANO

II contributo dei lavoratori della F. TOSI alt' imponente manifestazione dei metalmeccanici a ROMA il 2 dicembre 1977

Un nuovo statuto, un nuovo C .d. F .

Perché un nuovo statuto?Perché in questi momento?Con quali motiva zioni?

Queste sono ledemande che molti lavoratori della Tosi si sono Posti dopo le elezioni del nuove 'Consiglio di Fabbrica.

E'stata solo un''esigenza formale di adeguamento alle decisioni della 4°Conferenza Organizzativa della F.L.M.,o perché il nostre Statuto era nei fatti superate dalla vita di questi ultimi anni?

Il Sindacato,soprattutte nelle sue strutture di base i C.d.F., non è mai stato e non è un'organ izzazione burocratica regolata autoritariamente dall'alto.

Le nostre scelte e decisioni sono il frutto di una larga e ampia consapevolezza di massa,per que, sto,anche decisioni prese da. una Conferenza nazionale abbisognano dei tempi e dei modi per raggiun gere tutti ipunti del movimento in mode che le decisioni o nello ambito delle agibilità e dei diritti cemplessivanente accqui siti r non siano delle imposizioni, anche da parte di maggioranze su minoranze r ma delle convinzioni di tutti. Per lo statuto basta pensare alla questione della "cooptazionencioé la possibilità del sindacato di.nominare comun que dei delegati non eletti dal loro gruppo omogenee,per capirne la inadeguatezza.

(Serto queste sono state anche delle motivazioni,ma asselutamen te non le più iportanti.

E'atata soprattutto una scelta politica di un salto reale in avanti del C.d.F.della Tesi.

L'esigenza di questo Featutn nasce infatti dalla necessit di superare i limiti di demncrzia interna al sindacato che non • sempreka portata gd un giusto dibattite per una. marmior compren sione ed elabordzione della linea, confederale(vedl accordo centinge za,festività,liquidazinni)

Da questa emerge la necessità di non relegzire i C.d.F.ad un semplice ruolo di ratificazione della linea, ma di diventare,attraverso un ra£ porto più diretto e ampio con i lavoratori,gli strumenti per la ela bnrazione della linea stessa.

Già nel dibattito sul bilancio di 2 anni di attivitd-, del C.d.F. uscen— te,era emerso con chiayezza un peri colo di involuzione d(I'vúlMémpre meno partecipative dei delegati ed ad un ruolo sempre più decisionale dell'esecutivo.

Emergeva sempre più un ruolo del delegato come agente passivo nella fabbrica,una ripresa pesante del meccanismo di delega,un disabituai. si a pensare,a ragionare,a decidere ed ad assumersi delle responsabilità. Il nuovo statuto attraverso il rila noie politico e un migliore funzio namentodelle commissioni da un lato,dall'altro con nuovi meccani smi di regolamentazione dell'ese: cutivo l come la rotazione totale 'nei due anni dei membri(art.I6)e l'e.d.g.allegate all'art.2I che prevede gli stacchi a rotazione nella sala del C.d.F. tra i mem— bri compagni dell'esecutivo,si muove nel senso di un'allargamento dell'area decisionale permettendo una estensione delle conoscenze, delle esperienze che gradualmente

alzano il livello della capacità di intervento dell'insieme dei delegati aumentando democrazia e partecipazione.

Non è stata una scelta facile e indolore,lo testimoniano il ritar do con cui si è arrivati al C.d.F a discutere dello statuto e a eleg gere il nuovo esecutivo.

Ritardo che nen ha mancato di cren re tra i lavoratori perplessità legittime e preoccupazioni in cui si sono inserite anche stumentaliz zieni.

Pensiamo che il dibattito di 2 gio rni del C.d':F.dove molte cose sono

state discusse e i risultati a cui si è pervenuti siano la migliore smentita.

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E'stato quindi giusto fare uno sforzo,anche se travagliato e dif_ ficile,per arrivare ad una ',anzi_ one unitaria,non per mediazione, ma per cinvinzione di tutti delle scelte che si stanno facendo. Certo uno statuto é un pezzo di carta che non é di per sé garanzia di cambiamento,ma se i contenuti.: politici di questo pezzo di carta vengono assimilati dai lavoratori senza dubbio avremo alla Tosi un nuovo e migliore C.d.F. il oso .,
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Consiglio di fabbrica

ART. 1

Il C.d.F., struttura base del sindacato nel luogo dì lavoro, realizze la po litioe complessiva della F.L.M. e della federazone G.G,I,L. - C.7.3,1.U.I.L. e ha poteri di iniziativa e di contrattazione deiAro e fuori la fabbrica.

Imposta l'azione rivendicativa e la gestisce, dtrige la politica eiada".ale nella fabbrica.

Ricerca la sintesi unitaria sui problemi che rignarano tutti i lavoratori, risponde a quelli specifici di reparto e ufficio,li affronta decidendo e 000rdinando le azioni di mobilitazione dei lavoratori.

Promuove le iniziative necessarie per la sensibilizzazio,-: 5- a crescita politica sindacale dei lavoratori, contribuendo alla concreta partecipazione degli stessi alle scelte politiche sindacali ed alle decisi,i d'azione del sindacato.

Il consiglio di fabbrica deve inoltre garantire l'attività del patronato (IN CA - INAS - ITAL), attraverso la nomina di appositi incaricati sulla base di intese unitarie raggiunte tra F.L.M., Patronato e C.d.F.

ART. 2

Il consiglio di fabbrica è composto unicamente da delegati regolarmente elet ti dai gruppi omogenei.

Il criterió per individuare il gruppo omogeneo viene stabilito dal C.d.F. facendo riferimento al prooesso produttivo e all'organizzazione del lavoro.

Il delegato eletto è l'espressione dei lavoratori del gruppo omogeneo, indipendentemente della qualifica di appartenenza o mansione svolta.

Ogni gruppo omogeneo elegge un solo delegato, in oasi ecezzionali dovuti a ragioni ogettive di carattere tecnico e produttivo, si eleggono più delegati.

ART. 3

I1 mandato del C.d.F. è di 24 mesi, al termine dei quali si procederà alla ele zione di tutti i delegati.

I DELEGATI

ART. 4

Il delegato è espressione sindacale unitario di un gruppo omogeneo o area di lavoratori.

ART. 5

- Il compito del delegato è quello di dirigere la politica sindacale nel gruppo omogeneo ohe lo ha eletto. Egli deve esercitare un potere di controllo e di intervento in merito alla organizzazione del lavoro nella squadra, nel reparto, nell'ufficio. Il punto di riferimento per il delegato è la linea espressa dal consiglio di fabbrica alla cui definizione egli deve concorrere attivamen te.

STATUTO
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ART. 6

Il delegato è politicamente impegnato a portare e applicare nel proprio grup— po omogeneo le decisioni approvate dall'assemblea e dal consiglio di fabbrica.

ART. 7

Il delegato del gruppo omogeneo può essere revocato in qualsiasi momento. La revoca è un atto politico di estrema importanza. L'uso di questo diritto da parte dei lavoratori deve avvenire dopo un dibattito in un'assemblea espressa— mente convocata, sulla base di motivazione precise.

Dopo il dibattito sentite le motivazioni, la maggioranza dei lavoratori del gruppo omogeneo con voto palese può revocare il mandato del delegato.

La richiesta di assemblea per la revoca avanzata al C.d.F., può essere convoca ta se sottoscritta dalla maggioranza dei lavoratori del gruppo (50% + 1 per un solo delegato — 2/3 per reparti o uffici con più delegati)

ART. e

Qualora il delegato cambi di reparto, ufficio, per interruzzìone del rapporto di lavoro, (o per sua scelta rassegni il suo mandato). Si dovrà procedere alla sua sostituzione attraverso nuove elezioni entro 30 giorni.

ART. 9

Il lavoratore eletto delegato ha il dovere qualora non lo fosse, di iscriversi al sindacato.

ART. 10

Il delegato è tenuto a partecipare regolarmente alle riunioni del consiglio di fabbrica, salvo giustificazioni valide.

Dopo 3 assenze consecutive ingiustificate, il comitato esecutivo sottoporrà al C.d.F. e al gruppo omogeneo che lo ha eletto la necessità di sostituire il de— lecato tramite nuove elezioni.

CRITERI PER LE ELEZIONI

ART. 11

— Leelezioni sono curate da un comitato elettorale designato dal consiglio di fab brica uscente rappresentativo delle organizzazioni sindacali (C.G.I.L. — C.I.S.L.— U.I.L.), presenti in fabbrica.

ART. 12

— Hanno diritto al voto e sono eleggibili tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato, appartenenti al gruppo omogeneo.

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.-. L'elezione avviene su scheda bianca, sulla quale il lavoratore scriverà il nome o i nomi prescelii.

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ART. 14

Tutto il gruppo omogeneo, procede su scheda bianca all'elezione del delega— to. Risulta eletto in prima votazione il lavoratore che ottiene il 50gr + 1 dei voti validi.

Nell'eventualità che nessun lavoratore raggiunga il 505 + 1 dei voti si pro cede al ballottaggio tra i due lavoratori che avranno ottenuto il maggior numero dei voti.

ART. 15,

Nei oasi di gruppi omogenei che per ragioni oggettive di carattere tecnico e produttivo si. devono eleggere più delegati ogni lavoratore potrà esprime— re su scheda bianca, un numero massimo di preferenze nella misura dei 2/5 dei delegati da eleggere, in caso di frazioni si arrotonda sempre per difet to fermo restando il principio di un "quorum" minimo di voti così determina to i

n° delegati x 2

Nel caso in cui nessuno o qualcuno non ottenga il "quorum" previsto si provee derà ad un ulteriore votazione di ballottaggio fra i primi ndn eletti in nu mero doppio a quello dei delegati da eleggere.

STRUTTURE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA — Comitato eseoutivo —

ART. 16

Il consiglio di fabbrica allo scopo di coordinare i propri lavori, e per da— re pratica attuazione alle decisioni, elegge con voto palese un comitato e— secutivo composto da n° 12 membri.

Si riafferma il criterio della rotazione periodica preceduta da una valutazio ne politica ogni 6 mesi di 1/3 dei componenti l'esecutivo, in modo da realiz— zare una più ampia responsabilità dei delegati.

Il comitato esecutivo si riunirà tutte le volte che lo ritiene necessario, co aunque almeno una volta alla settimana.

Nelle eventuali trattative con la direzione riguardanti uno specifico reparto gruppo omogeneo, sarà presente oltre all'esecutivo, anche il delegato del gruppo omogeneo.

100
Esempio
Delegati da Voti di Quorum eleggere preferenza minimo 2 1 26 % 3 1 17,5% 4 1 13,5% 5 2 11 %
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CONVOCAZIONE DEL CONCIPLIO DI FABBRICA

ART. 17

Il ce,rsiglio di fabbrica si riunisce tutte le volte che lo ritiene necessario comunque almeno una volta al mese, esso, viene convocato su decisione del co— mitato esecutivo, su richiesta del sindacato, oppure su richiesta di almeno 1/4 dei delegati.

— l comitato esecutivo prima di ogni riunione comunicherà a tutti i delegati l'ordine de gic)rno dei lavoratori possibilmente 2 giorni prima.

ART 18

Le riunioni del consiglio di fabbrica sono presiedute e dirette dal comitato esecutivo, il presidente verrà designato di volta in volta.

ART. 19,

Le decisioni del L.Insiglio di fabbrica dovranno essere assunte dopo una ampia discussione, tese ad una sintesi unitaria e comunque a maggioranza assoluta (50g 1) dei presenti.

ART. 20 — Commissioni di lavoro -

Il C.d.F. per studiare, ricercare ed elaborare la linea di intervento sui pro blemi di fabbrica e generali, si struttura in commissioni di lavoro. Alle com missioni di lavoro possono essere chiamati a far parte tutti quei lavoratori attivisti che pur non essendo delegati vogliono partecipare all'attività sin— dacale in fabbrica. Superando come deciso dalla conferenza nazionale dei delega *ti F.L.M. forma di cooptazione.

MONTE ORE E DISTACCHI

ART. 21

Il monte ore a disposizione del C.d.F. è gestito collegialmente. Per l'at—

Come li vorrebbero (tla Le Munde di 7

tività dell'esecutivo nell'ambito dell'agibilità e diritti complessivamen— te acquisiti si pone l'esigenza di una presenza nella sede del C.d.F. Essa deve essere garantita attraverso la presenza a rotazione da un membro dell'esecutivo o da un delegato, superando ogni forma di distacco permanen te.

ASSEMBLEA

ART. 22

— L'assemblea è un momento democratico essenziale del rapporto sindacato—la— voratori e va utilizzata in modo da consentire al maggior numero di lavora tori di prendere la parola per discutere e partecipare effettivamente alle decisioni.

L'assemblea di reparto o di gruppo omogeneo è lo strumento fondamentale di conoscenza e di elaborazione dei problemi, di dibattito e di confronto di tutte le opinioni e perciò occasione importante della crescita politica sin dacale di tutti i lavoratori.

L'assemblea generale è il momento di partecipazione dei lavoratori alle de— cisioni e alla verifica dell'azione sindacale dentro e fuori la fabbrica.

L'assemblea generale viene convocata dal C.d.F. o dal sindacato.

GIORNALE FABBRICA

ART. 23

— Il consiglio di fabbrica per sviluppare tra lavoratori la formazione, l'in formazione, il dibattito, ha come strumento informativo un proprio giorna— le di fabbrica, garantendo il suo autofinanziamento. Esso deve essere una tribuna aperta al confronto fra tutti i lavoratori e il sindacato.

ART. 24,

— Il comitato esecutivo nominerà al proprio interno una commissione per la ge stione dei fondi del C.d.F.

Sarà comunque cura dell'esecutivo, rispettivamente all'inizio e alla fine del mandato del C.d.F., sentite le commissioni di lavoro, presentare un bilan— cio preventivo di massima e un bilancio consuntivo al C.dèF.

APPROVAZIONE E MODIFICA DEL REGOLAMENTO

ART. 25

— Il regolamento viene elaborato ed approvato a maggioranza dei 4/5° dal C.d.F. e sottoposto all'assemblea generale dei lavoratori. Il regolamento pub essere modificato a maggioranza qualificata (4/5° dal consiglio di fabbrica e sottoposta all'assemblea generale dei lavoratori.

Ordine del giorno approvato dal C.d.2. del 29-11-77

Il Consiglio di Fabbrica nell'ambito di quanto previsto dall'articolo 21, da mandato all'esecutivo, di predispor= re una norma al proprio interno, che preveda come ma ssi= mo periodo di distacco temporaneo continuativo, per i sin= ;;oli compagni dell'esecutivo, di una settimana nell'ambito di orni 3 mesi di attività.

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UNA SERIA PROPOSTA

CULTURALE

Il consiglio del Dopolavoro "FRANCO TOSI" , al fine di migliorare le attività culturali già esistenti e di promuoverne delle nuove ritiene opportuna un'iniziativa di vasta attività culturale.

Questa vuol essere una maniera concreta per rispondere alla domanda culturale emergente all'interno della fabbrica coinvolgendo tutti i lavoratori interessati.

Un modo di fare cultura che ribalta la logica che vede i lavoratori come semplici consumatori della cosa Prodotta, ma partecipanti attivi nella elaborazione della stessa e delle iniziative culturali proposte.

Riteniamo corretto indire un'assemblea che chiarirà più dettagliatamente ouesta iniziativa culturale.

Chiediamo ai lavoratori di parteciPare all'assemblea che si terrà il giorno 9 b.arzo alle ore 18 presso la sala proiezioni cinemafotografiche per un sincero confronto dialettico.

Informiamo altresì i lavoratori che le Proiezioni cinemafotografiche Presso la nuova sala del Circolo Dopolavoro continuano. La Domenica mattina alle ore 10 vengono proiettati films per ragazzi, il venerdi sera alle ore 21 films per adulti.

Anche in questo senso si inserisce

Il discorso culturale proposto dal 2°neiglio del Dopolavoro perchè la Scelta delle programmazioni cinemafotografiche o di spettacoli

teatrali e musicali venga fatta in base a proposte e indicazioni dei lavoratori stessi.

Il Consiglio Direttivo del Dopolavoro Aziendale

ASSEGNAZIONE DI N° 38 ALLOGGI IN LEGNANO.

Mercoledì 15/2/78 alle ore 15,30 si é riunita la Commissione Alloggi per esaminare i ricorsi presentati ed indi procedere alla araduatoria definitiva. E' stato chiamato a fare parte della Commissione anche il Sindaco di Legnano. In sua rappresentanza é interventto l'Assessore Tessari.

tutto si é svolto alla presenza di un notaio.

All'aasegnazione degli alloggi si é proceduto per sorteggio. Trattandosi di appartamenti dom posti da 5 o 6 vani al nucleo familiare composto di due persone non verrà assegnato l'alloggio così come indicato all'Art. 11 del Bando di concor=so.

Allorché la Stazione Appaltar te invierà all'Istituto il déit tificato di abitabilità si pro-. cederà all'assegnazione dei sir Boli alloggi agli aventi dirit to.

Qualora tale certificato parve nisse all'Istituto entro la fi ne del corrente mese, nel pros simo mese di marzo si potrà procedere all'assegnazione. Le persone alle quali verrà as segnato l'alloggio e che non intendessero usufruirne dovran no dare comunicazione scritta della rinunzia allorché verran no chiamati dall'Istituto per la scelta dei locali.

La comunicazione di rinunzia potrà essere consegnata anche tramite altra persona, assegnataria di un alloggio, che si presenterà all'Istituto nel lo stesso giorno.

E' obbligatoria l'assegnazione dell'appartamento con il box abbinato.

Alle persone che hanno presentato ricorso contro la grad,;1toria provvisioria verrà irta comunicazione scritta l'esito del ricorso stesso.

ACCORDO PER GLI IETERVENTI AL CUORE.

Nella riunione del 3/2/78 fra l'Esecutivo di Fabbrica e la Direzione Aziendale cori la presenza del Presidente dell'Associazione Mutua Assistenna, l'Esecutivo ha chiesto l'aggiornamento del contributo a favore dei dipendenti che vengono sottoposti ad interventi chirurgici al cuore in cliniche private La Direzione Aziendale si é det ta disponibile a rivedere il precedente accordo, accettando la richiesta che il contributo sia il 60% della quota effettivamente rimasta - a carico del di pendente.

La definizione esatta del contributo, previa controllo della documentazione, si stabilirà volta per volta fra il Presidente dell'Associazione Mutua delegato dall'Esecutivo e la Di rezione Aziendale.

SETTIMANA BIANCA

Nella riunione del 3/2/7 8 é sta to raggiunto l'accordo con la Direzione per la settimana Bian ca nella misura di 4 giorni.Inoltre la percentuale del 300X del bonifico, che veniva la costituzione della settimana bianca é stato elevato in misura tale da mantenere le condizioni attuali.

ECCa.LENZA,3 COMMIA SARI0 STA RAccoGuENDO PROVECONIROuNGRUPPO DI FASCI Sri 505PEffAl AffiVIfPfERRoRiTIGIE 7 MA—ECCELLENzA, I SOSPEffi DEL COM • MISSARIO SONO DtullEFONDAti... SEW11,UP, DOVREfl CHIARIRMI LE IDEE SUI SINDACATI AUTONOMI.. AD ESEMPIO ...DA CHI SONO AUTONOMI ?
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