Contro la strategia della tensione e della provocazione
DIFENDIAMO CON LA LOTTA LE ISTITUZIONI
DEMOCRATICHE DELLA REPUBBLICA
NATA DALLA RESISTENZA AL FASCISMO
L'attacco alle istituzioni, il terrorismo e i criminali attentati alle fabbriche sono at ti di un unico progetto : abbattere le istituzioni e la democrazia. La strategia di questo disegno eversivo inizia nel '69 con la strage di P.za Fbntana , con le bombe alla Fiera di Milano seguite da altre stragi come quelle al treno Italicus e Piaz za della Loggia a Brescia, per citare i fatti più sanguinosi. Ma altri fatti, altri crimini, sebbene meno sanguinosi (per pura fortuna e non per mancan za di volontà ) sono stati non meno importanti per la vita politica del Paese, dalle bombe ai treni dei metalmeccanici che viaggiavano verso Reggio Calabria, alla calata dei Boia chi Molla di Ciccie Franco, sfociata nell'assassinio dell'agente Marino, e da decine di altri non meno gravi episodi di violenza e di sangue che sarebbe troppo lungo qui elencare. Questi episodi, sono lì a rammentare, se ce ne fosse bisogno, che nel nostro Paese sono stati fatti tentativi per rovesciare co/Va violenza le istituzioni democratiche e instau rare un regime autoritario che bloccasse l'avanzata delle forze lavoratrici e delle mass( popolari.
I processi in atto in questi mesi per stragi e colpi di stato operati dai fascisti e dall destra reazionaria e conservatrice, sono li anch'essi a domostrare che il Paese indietro non può tornare .
Ma non si può dimenticare e nemmeno sottovalutare, che questi tentativi sono stati messi in atto con la compiacenza e l'aiuto di apparati delicati dello stato come l'ex S.I.F.A.R.
S.I.D., alti comandi di polizia e carabinieri etc.; apparati, non dimentichiamo nemmeno questo, tutti controllati dalla DC'e se questi processi che sembra non abbiano tal fine è perchè è il regime dei democristiani che è sotto processo, Le centrali del terrorismo e dell'eversione devono avere compreso dell'inutilità di questi tentativi, tutti respinti, non tanto per l'efficienza del governo, quanto per la coscienza antifascista del popolo italiano diretto dalla classe operaia, dai suoi partiti politioi. e dalle grandi organizzazioni sindacali, ma anche da altri strati sociali che hanno bloc_ cato sul nascere il proposito di fare tornare indietro la storia. Gli strateghi della ever sione, fallito l'attacco da destra con i fascisti, tentano di passare da sinistra, studiano
o. o 3
Giornale del Consiglio di Fabbrica FMC - Link Belt
strategie nuove, si vestono e parlano come dei "rivoluzionari". La C.I.A. è famosa in tut to il mondo per avere inventato personaggi da calare in questo o quel paese, ha inventato dei Re, dei Presidenti della Repubblica, dei dittatori e dei •rivoluzionari". Ecco che nascono le Brigate Rosse, i NAP e altri gruppi di violenti.
All'inizio si fa qualche bravata per attirare l'attenzione su di sè, il sequestro di qual che capo del personale, di una fabbrica importante come la FIAT, il sequestro di un uomo di legge dalle idee di destra come Mario Sossi.,la messa in scena dei "processi popolari" a cui le vittime venivano sottoposte. La propaganda della stampa borghese, gli ha creato at_ torno il mito necessario per raccogliere le simpatie di qualche emarginato con tanti moti_ vi per avercela con lo stato, per le ingiustizie e le discriminazioni che i governi dei de mocristiani hanno saputo seminare in trent'anni. La crisi tremenda che attanaglia il Paese doveva servire come sfondo per gettare sfiducia e qualunquismo nelle masse. Ma anche qui gli strateghi del terrorismo hanno sbagliato i loro calcoli. La classe operaia, i suoi partiti e le grandi organizzazioni sindacali li hanno subito denun ciati come provocatorie le loro azioni come provocazioni antioperaie. Di qui il loro tota_ le isolamento e il disprezzo dei lavoratori. Non c'è differenza infatti fra chi ha messo le bombe ai treni dei metalmeccanici che li recavano a Reggio Calabria e chi incendia le fabbriche: tutti e due gli atti (sebbene di colorazione diversa)provegono dalla stessa ma_ trice e sono crimini contro i lavoratori e come tali vanno qualificati e condannati. Questa Repubblica, che è nata dalla Resistenza al fascismo, ha una costituzione basata su valori e principi di uomini che hanno saputo sacrificare la loro vita per i valori della libertà e della democrazia.
Pertanto la classe operaia difendendo le istituzioni dello stato prende nelle proprie mani le sorti del Paese e compie lo sforzo necessario per adempiere al compito che la storia stessa le ha assegnato e cioè il governo della Nazione.
LA SALUTE IN FABBRICA
Il problema della salute in fabbrica, è diventato uno degli impegni centrali del movimento sindacale nel suo complesso, a partire dalla ultima legge regionale n. 37 sulla modfcina preventiva e la costituzione dei consorzi sanitari, in particolare la medicina del lavoro, cioè gli SMAL
Lo SMAL è un servizio gestito da enti pubblici al servizio del cittadino ; in particolare l'utente deve essere il mondo del lavoro, interno ed esterno alla fabbrica .
Alla F.M.C. l'ambiente di lavoro F pesqimo .
Io corTincerei dalla sabbiatrice, dove c.,7, polvere e rumore Vorrei anche dire due parole di quo impianto isolato, vecchio e di concezione tecnologi ca superata; mi riferisco al caricamente che avviene per aspirazione . Questo metodo ha due inconvenienti :
11 Continua rottura delle gomme di chiusura e quindi forte incidenza sul lavoro di manu— tensione , fermate forzate dell'impianto, mancata produzione
2' L'aspirazione per il trasporto di sabbia produce un rumore insopportabile all'interno dell'impianto e disturba i. lavoratori più vicini o
Pier ovviare a questi inconvenienti vi è la possibilità di una alternativa che ormai in
V.B.
tutti gli impianti simili è stata apportata e cioè il trasporto meccanico oon viti senza fine e nastri trasportatori .
Rimanendo nel reparto carpenteria,forse il reparto peggiore di tutta la fabbrica rimane il problema dei fumi1della polvere e del rumore . I tre elementi di nocività di questo reparto possono essere eliminati ma radicalmente , in particolare polvere e fumo . Le nuove esigenze ci portano a non dover più espellere fumi e polvere, nell'atmosfera secondo una concezione vecchia con cappe é mirini perchè i corpuscoli po tati in alto si fermano in aria , a causa della bassa pressione ataosferica e si condensano in nubi e poi ridiscendono di nuovo Bisogna perciò installare un impianto centralizzato di aspirazione con cabina filtro a calze, come quello esistente in sabbiatrice, il più perfezionato oggi esistente sul mercato .
Secondo me le installazioni di aspiratori singoli sono soldi sprecati sia perchè non so— no funzionali alla fonte e nocivi all'uscita , sia perchè il fumo e la polvere da essi espulsa va nell'atmosfera .
L'installazione di un nuovo pantografo con 6 carrelli da taglio , raddoppierà la polvere in quella parte pertanto credo che non sia più derogabile la bonifica con l'installazione di una fonte di aspirazione con il concetto sopra citato . Tenendo conto della gravità di alcuni posti di lavoro sopra citati e altri, non sia più rinviato la venuta in fabbrica dei tecnici del consorzio sanitario medici e tecnici per dare un loro giudizio e sug— gerire le alternative per la bonifica . 13.
LA CRISI DELL' UNIVERSITA'
L'elemento che caratterizza l'attuale drammatica situazione dell'Università è il nesso esistente tra la crisi dell'Università e la più generale crisi che sta attraversando il Paese e, più precisamente, l'intreccio tra la politica universitaria dei governi che si sono succeduti in questi anni e le scelte politiche: - ._ed economiche, dei gruppi capitalistici dominanti .
Il ruolo marginale che è stato assegnato, dalle forze che hanno diretto il nostro Paese, ai problemi dello sviluppo culturale e scicntifico; la conside razione della scuola e dell'Università più che altro come un'insieme di interessi di categorie da amministrare o come aree di parcheggio per forza lavoro giovanile nen occupata, non sono certamente fatti casuali : al contrario si collocano in una logica angusta e limitata dei bisogni del Paese e ne ha sacrificato le prospettive di un più ampio sviluppo economico, cultuale e civile , nel quadro di un'espansione produttiva ristretta e squilibrata dell'Italia nell'ambito della divisione internazionale del lavoro fra i paesi capitalistici più sviluppati .
El la responsabilità delle forze di Governo di non aver dato una risposta positiva alla spinta progressista presente nella crescita di massa della scolarità , al rinnovamento che nonostante tutto è avvenuto nella vita cuI turale e negli orientamenti ideali e politici così degli intellettuali come delle grandi masse , alla domanda di una nuova organizzazione degli stu
u.
di, di un nuovo rapporto con i problemi della società che pure era oggettiva mente presente nelle lotte studentesche del 1968 .
E' questa l'unica chiave di lettura in grado di evitare il fraintendimento anch'esso presente in certa pubblicistica, che attribuisce i fenomeni della crisi universitaria esclusivamente alle inefficienze della macchina hurocra tica statale e alla funzione che considera in definitiva, "irrazionalità " dovuta alle tà italiana a cui viene contrapposta la " razionalità " delle punte più avanzate dello sviluppo capitalistico .
parassitaria svolta dai potentati accademici; la crisi attuà e com4ina manifestazione della storiche della socie arretratezze e alle tare
Accanto alle responsabilità dovute alle inadempienze governati. e al consolidarsi negli atenei di un vero e proprio sistema di potere che spesso lega i gruppi accademici ai settori più tetrivi delle classi dominanti, il dato saliente è che la disgregazione che investe l'istituzione universi taria , i fenomeni di vera e propria " crisi sociale " che interessano gli studenti universitari, sono l'espressione della crisi che sta a ttraversaa do il Paese e delle contraddizioni proprie delle società di capitalismo maturo .
Essendo l'Università un luogo di formazione dell'individuo e , al tempo stesso, della sua forza lavoro, l'istituzione viene a stabilire un collegamento stretto con il complesso chi valori dominanti da un lato e con il mercato del lavoro ed il modello di sviluppo esistenti, dall'altro. Attraver so questa duplice relazione, in una fase di crisi generale, come quella che attraversa oggi il nostro Paese, l'Università viene a vivere profondamente, al suo interno e nel rap parto con la società , i termini complessivi di questa crisi.
L'Università vede aggiungersi e combinarsi, alla crisi di ruolo e di collocazione nella società italiana che la investe dalle fondamenta, un processo di disgregazione culturale e materiale che la attraversa sempre più profondamente mettendo in discussione le condi_ zioni indispensabili della sua stessa sopravvivenza.
Siamo oggi in presenza di un processo, relativamente largo, di scolarizzazione che tende a tradursi, per la crisi profonda che vive l'Università , in uno spreco culturalmente e socialmente inaudito del potenziale di sviluppo della forza produttiva umana.
L'incremento delle immatricolazioni riflette la condizione di disoccupazione tecnica e in tellettuale, parte della più generale disoccupazione giovanile, che sta assumendo nel no: stro Paese dimensioni abnormi. A differenza del 1969—'70, quando l'aumento delle immatri_ colazioni aveva il segno di una domanda di istruzione superiore da parte di strati e clas si sociali da sempre esclusi, l'incremento attuale va messo in relazione alla difficoltà di trovare lavoro per i giovani diplomati e quindi accentua la funzione della Università come sacca di contenimento delle contraddizioni determinate dalla disoccupazione giovani le. Inoltre la ristrettezza della base di classe degli studenti universitari (la bassis cima percentuale di giovani di estrazione operaia e contadina è rimasta praticamente im mutata in questi anni) è .il riflesso del funzionamento complessivamente classista del sistema dell'istruzione.
risultati della politica perseguita in tutti che si è costantemente rifiutata di operare nel ~so del "Sato tecnologico 11 che ha implicazioni delle lotte operaie in termini
La crisi della ricerca scientifica è uno dei questi anni dai grandi gruppi capitalistici, modifiche nell'apparato produttivo del Paese permanentemente evitato di cogliere tutte le di nuova politica industriale e degli investimenti; sono scelte che in questa fase si tra ducono nel tentativo di ridimensionare la base produttiva e di ridefinire in maniera an_ cora subalterna la collocazione internazionale dell'Italia.
Va in queste senso la separazione sempre più marcata tra formazione e realtà dell'appara_ to produttive (e problemi della crisi del Paese) con una conseguente "deprofessionalizza
zione" degli studi universitari.
Conseguenza ultima di tutto ciò è la bassissima produttività sociale e culturale dell'Uni versità , tale che molti studenti universitari lo sono solo ai fini delle statistiche; lo. dimostra la percentuale irrisoria dei frequentanti, l'aumento del numero di coloro che ab bandonano l'Università prima di conseguire il titolo, l'incremento dei fuori corso. L'insieme di questi elementi definisce una situazione in cui la condizione sociale, mate riale e culturale degli studenti in rapporto all'istruzione universitaria, lungi dall'es sere il prodotto di semplici "inefficienze" dell'apparato statale che lo stesso sviluppo capitalistico tenderebbe a eliminare e ad .2esprimere il semplice "disagio" di strati emar ginati dalla produzione è l'espressione al livello più alto dei processi formativi della crisi generale del Paese ed è profondamente segnata dalle scelte delle classi dominanti. La delusione per gli studi dequalificati e per la mancanza di prospettive di occupazione dopo la laurea ha dato origine a due diversi fenomeni: da un lato una parte degli studen ti si è allontanata da una partecipazione attiva alla vita universitaria e alla lotta per una -tua trasformazione; dall'altro si è costituito un movimento di lotta per la radicale trasformazione dell'Università .
Questo movimento ha avuto aspetti contradditori: accanto alla lotta degli studenti demo_ cratici per la riforma universita, la politica di alcuni gruppi estremisti, giocando sul la esasperazione di alcuni strati di studenti in particolare modo nelle Università meri_ dionali2 ha favorito il sorgere di forme di lotta violenta che in alcuni casi sono degene rati in una vera e propria provocazione criminale.
Non è certo la politica del "tanto peggio, tanto meglio", la strada che condurrà alla solu zione dei gravissimi problemi dell'Università . Solo con uno sforzo unitario di lotta e di partecipazione di tutti gli studenti, i docenti ed il personale non docente in collegamen to con le organizzazioni del movimento operaio sarà possibile restituire all'Università un ruolo sociale e produttivo. In questa direzione vanno gli sforzi dei partiti di siri_ stra che hanno presentanto in Parlamento vari disegni di legge per la riforma dell'Univer sità •
I principali obiettivi cui deve tendete la riforma sono:
1) Il ritorno dell'Università a sede privilegiata della ricerca scientifica e della forma zione professionale altamente qualificata in collegamento con le esigenze della riconver_ sione industriale e del nuovo modello di sviluppo per cui sta lottando il movimento opera io. 2) La programmazione di nuove facoltà e di nuove sedi universitarie che non segua più criteri clientelari, ma colleghi le strutture universitarie corte reali esigenze economi che e culturali del territorio. La programmazione di nuove sedi universitarie è resa ur_ gente dalla inadeguatezza delle strutture culturali di fronte alle nuove esigenze poste dalla necessità di creare una Università di massa e qualificata.
NellAmbito della più generale crisi del Paese la crisi dell'Università assume centrale rilevanza per la ripresa economica. E' quindi necessario uno sforzo unitario del movimen_ to operaio e di tutte le forze democratiche per sconfiggere le resistenze alla trasforma_ zione democratica dell'Università e per renderla adeguata alla necessità di qualificazio_ ne culturale e professionale che il movimento operaio ogni giorno di più pone.
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Parti o Party ?
Un giorno della settimana scorsa mi si avvicina un compagno di lavoro e mi dine: Lo sai che su dagli impiegati avvengono dei parti? — . — Ma va, dico io, non diciamo fesserie ! — Si.— Mi dice il compagno con insistenza, ne hanno fatto uno anche questa settimana e se te lo dico io è perché è vero. -
Ma ti rendi conto — faccio io — che è inaudito che alla FMC avvengano di qua__ ste cose? -
Eppure avvengono — mi fa lui.-
Ma la Direzione cosa dice di questi "parti"? -
La Direzione lascia fare, eppoi vi partecipa ogni tanto anche qualche diriger_ te ai "parti" di una certa importanza, sai — continua lui — col fatto che siamo un'azienda americana, abbiamo preso un po' dagli inglesi — E' incredibile ! —'replico — che al giorno d'oggi accadano di queste cose, ma ti rendi conto, che se vengono a saperlo i "collettivi delle femministe", qui suc cede un macello, e poi, — continuo io sempre più scioccato — fare i parti così... senza nessuna assistenza sanitaria se capita alla mattina c'è il medico, ma se succede al pomeriggio, chi fa l'ostetrica? ... e poi ti sembra tanto bello par torire in ufficio?—
Il compagno che mi stava guardando già da qualche secondo e aveva cambiato espres sione tentando di interrompermi, ad un tratto è sbottato e mi fa — Huè, pirla, ma da dove cavolo arrivi? — e io pronto — da Zibido San Giacomo, perchè?perché non hai capito un tubo! Io sto parlando dei "parti" che sono delle picco le festicciole che gli impiegati fanno su negli uffici ogni qualvolta si presenta l'occasione: compleanni, onomastici, quando si licenziano o quando vanno in pensi* ne , insomma tutte quelle occasioni buone per festeggiare qualcuno ... al tuo Zibi do San Giacomo non tengono mai festeggiamenti?Si,—rispondo io— quando fanno il Festival dell'Unità , i "comunisti"-
- Sei un deficiente ,— mi risponde — non hai capito niente !Se io sono deficiente — rispondo offeso — quelli che fanno i "parti", cosa sono?— In quella si avvicina un meridionale che è stato all'estero, quindi conosce la lin gua: — Non si dice parti, ma "party", ignoranti, ed è una parola inglese importata dagli americani in Italia. Gli americani quando vanno a un "party" invitano tanti amici, donne e uomini, mangiano poco e bevono tanto, poi si buttano nella piscina vestiti, vanno a letto tutti insieme e alla mattina, si trova sempre qualcuno strani gelato o impiccato, per rendere più piccante la festa. Questo è il party, quelli che fanno gli impiegati alla FMC sono "Fantozzate", capito?! — + 3partael
GLI INVEStIMENil SONO CONG-EtAfi.,.
3
LE ESPORTAZIONI LAN600N0..
DUE VERTENZE, DUE PROBLEMI
Nel mese di Giugno, presso la Pretura del Lavoro del Tribunale di Pilano si sono te nute due vertenze, ambedue vinte da un lavoratore della nostra fabbrica.
La prima vertenza aveva come problema centrale l'interpretazione da dare a problemi come la professionalità , le mansioni, la mobilità .
L'antefatto in pratica consisteva in questo: un lavoratore di 3° livello, in partico lare carrellista, si era rifiutato di continuare a svolgere mansioni di manovale, in quadrabili nel 2° livello. In quanto il problema di fondo sollevato al reparto montag gio era che due manovali licenziatisi non erano mai stati sostituiti investendo così problemi di organico e di assunzioni oltre al fatto puro e semplice di dequalificazio ne di quegli operai che sino a quel momento, del tutto SOGGETTIVAKENTE, si erano pro stati a svolgere mansioni che a loro non competevano.
La risposta sia del capo-reparto che della Direzione fu repressiva : dapprima lasciar_ do senza lavoro per intere mattinate il lavoratore, poi, quando ormai era stato rag_ giunto, per la soluzione del problema, un accordo verbale tra lavoratore - caporeparto - direzione, l'anacronistiga punizione disciplinare di tre giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, vera e propria anticamera del licenziamento.
il lavoratore è ricorso alla Pretura del Lavoro sostenendo la tesi seguente:
Il lavoratore che svolge una determinata mansione, inquadrato in un determinato livel lo, può essere impiegato nella sua prestazione d'opera solo in mansioni equivalenti dello stesso livello o superiore, non in mansioni di livelli inferiori che, oltre a rappresentare in concreto dequalificazione, rappresentano attacco reale all'organico, ad una politica di piena occupazione,
Il pretore ha condannato la FMC al ritiro dei tre giorni di sospensione (e al relativo pagamento) oltre a spese processuali di Lit. 200.000.
La sentenza nella sua esatta formulazione verrà depositata in un secondo momento, ma sin d'ora si può affermare la sua importanza in quanto costituirà precedente giuridico in materia di professionalità , mansioni, mobilità .
Sembra che su questa prima vertenza la FMC voglia ricorrere in Appello. Auguri.
La seconda vertenza riguardava l'interpretazione da dare al fatto che la malattia 2cs sa interrompere le ferie o meno.
Il lavoratore in causa era caduto in malattia tre giorni durante le ferie.
La Direzione si era rifiutata di riconoscere che quei tre giorni di malattia non dove vano essere considerati ferie e che quindi il lavoratore doveva usufruire ancora di 3 giorni di ferie.
Il lavoratore si trovava costretto alla vertenza per far riconoscere il proprio dirit to. Davanti al pretore la FMC proponeva come conciliazione il diritto. del lavoratore a usufruire dei tre giorni di ferie entro il mese di Giugno e quindi la pratica accet tazione della tesi che LA MALATTIA INTERROMPE LE FERIE.
Ed anche in questo caso la FMC è stata condannata a Lit. 200.000 di spese processuali.
Pinotti Giorgio
LA REDAZIONE DEL GIORNALE E IL C. d. F.
AUGURA A TUTTI I LAVORATORI BUONE FERIE
Riteniamo utile portare a conoscenza dei lavoratori la seguente tabella sui coloranti, per mettere in grado chiunque di esercitare un rigoroso controllo su tutti quei prodotti e bevande che vengono venduti sul mercato. Inutile sottolinearne l'importanza rispetto al problema del controllo preventivo della salute che si esercita non solo in fabbrica, ma anche nella distribuzio ne e nel consumo.
GUIDA AGLI ADDITIVI ALIMENTARI (tdhuile, redatta dall'Ospedale Villejuif di Parigi, specializzato per la lotta contro il cancro.)
Tutti gli additivi sotto ulencoti :;nn) attualmente autorizzati dalle lorei italiano, pur ora devono esiiuru indicati.
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E 1 1241= TOSSICO E( 12S)= SOSPETTO E 126 = INOFFENSIVO 100 126 162 250 1 261 307 333 405 46 0210) 101 11271 163 MIO 262 308 334 1211 406 (2.61) 11021 130 170' 263 309 335 (22_1(2,9J €Ì (W) 103 =Cr)270 336 408 (W) 1 311 C131_)CED 104 132 236 260 337 410 GFED 1 312 (172) C2110 105 140 CII) 237 2',2,1 ( 320i 411 470 0215 ) (1338) IMMO 174 16 238 282 413' 471 1110 I i 3211CUE) 111 175 290 322 C 414 472 217 )1239J (142 ) (17) 180 300 325 420 473 1120j 220 OOP 121 151 181 301 326 1400 421 474 241) in 122 , 152 200 IINKRO 302 327 401 422 475 I 250j MIO 201 303 402 440 (122) 1123 1 E C21251 1124 160 202 (77A) 304 331 403 450 480 (_252.) 161 203 260 305 332 404 (125 ) CUL) CSEL) _ d; id e in ni P1