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Escavatore4

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I' escavatore

marzo 1972Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt

I NEMICI DELL' UNITA' SINDACALE

GETTANO LA MASCHERA

Dalle lotte dell'ultimo contratto e dalla lotta per le riforme è emersa evidente la necessità dell'unità sindacale.

La stragrande maggioranza dei lavoratori, con grande volontà, ha pressato i dirigenti sindacali delle tre confederazioni democratiche CGIL-CISL-UIL affinchè l'unità d'azione si concretizzi in una unità organica con la nascita del sindacato unitario.

Con la conferenza unitaria e paritetica di Firenze dell'anno scorso, si è raggiunta una soluzione a tutti quei problemi che l'unità comporta, concordando che ogni confederazione convochi il proprio congresso di scioglimento entro il settembre del 1972 e il congresso dell'unificazione entro il febbraio 1973.

Tutto questo è stato approvato con i voti favorevoli di tutte le componenti della CGI - CISL - UIL (con l'eccezione dell'astensione di un gruppo di socialdemocratici della UIL).

A questo punto la dichiarazione del segretario generale della UIL Raffaele Vanni (repubblicano) fatta all'Espresso il 22-2-1972. nella quale afferma che « non è più possibile fare l'unità, ma è preferibile restare buoni amici «. tesi subito accolta con favore dalla corrente socialdemocratica della UIL e col plauso della CISNAL (fascista), lascia spazio ad una sola conclusione: Raffaele Vanni getta la maschera unitaria e mostra il suo vero volto di nemico dell'unità sindacale.

Prese di posizione molto dure nei confronti delle dichiarazioni di Van-

ni sono prese dalla CGIL e dalla CISL, le quali si sono dichiarate per l'unità organica entro i limiti fissati.

All'interno della stessa UIL non poche sono state le critiche, anche di esponenti della stessa corrente repubblicana, e la maggior parte delle federazioni della UIL si sono dichiarate per l'unità.

Ma al di là di queste prese di posizione di vertice resta la realtà della volontà unitaria che ogni giorno aumenta sempre più a livello di

base fra tutti i lavoratori compresi i militanti della UIL.

VolOntà chiara che senza tanti giri di parole vuole l'unità di tutti i lavoratori in un unitario e forte sindacato di classe, volontà che non permette di essere presi in giro da esopnenti sindacali guidati da sete di arrivismo e di attaccamento alla poltrona su cui oggi siedono.

Lavoratori unitari combattiamo con fermezza tutti quegli esponenti sindacali che pretendono ancora di calare dall'alto le loro personali decisioni, senza tener conto della volontà unitaria delle masse lavoratrici, e diciamo chiaramente che con o senza il signor Vanni noi l'unità sindacale la facciamo ugualmente.

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LAMISTERIOSA COMITIVA

Milano, 9 marzo 1972

Questa mattina è stata vista aggirarsi fra i reparti una strana comitiva che, data la sua eterogenea composizione, non si è riuscito capire se erano tecnici dell'ENPI o turisti.

In un primo momento eravamo convinti fossero turisti in cerca di rari soggetti da fotografare, ma poi visto fra loro il nostro instancabile dott. Satta, col suo candido camice (sotto al cappotto), abbiamo pensato fossero tecnici dell'ENPI.

Ma se erano tecnici dell'ENPI, perchè non c'era la nostra rappresentanza sindacale? Perchè non è stata invitata?

E ancora parchi: non sono stati avvertiti i lavoratori dell'arrivo dei tecnici?

Tutto questo fa pensare che la direzione ritiene che il problema della salute non riguardi i lavoratori, ma bensì i dirigenti, quasi fossero loro a passare l'intera giornata nei reparti al posto nostro.

Nonostante tutto un piccolo dubbio continua a persistere in noi.

Erano tecnici o turisti?

Di preciso non lo sappiamo ma siamo ugualmente certi che il dilemma sarà presto chiarito: se erano turisti senz'altro ci invieranno una cartolina con i saluti, se invece erano tecnici dell'ENPI (come auspichiamo) invieranno senza dubbio all'azienda un rapporto sulla visita.

In ambo i casi, niente paura! li dott. Barbara sarà tanto premuroSO che prestissimo vedremo affisso alle bacheche il rapporto dell'ENPI con i dati dell'indagine o la cartolina.

Comunque nulla è inutile. Questa visita porterà notevoli innovazioni.

Come antidoto per la nocività ai saldatori che operano alla C.0.2. sarà loro dato in abbondanza barb-ra e cognac (a scelta). Il carellista colpevole di aver reso pubblico il tipo di carrelli elevatori che vengono usati alla LINK-BELT. sarà processato per alto tradimento.

Un gruppo dl operai

Ilcappello dipioggia

Parliamo dello Spogliatoio anzi del gocciolatoio. Quando sei lì, al più bello devi cambiarti con l'ombrello, dico, si può dare un'occhiata è una cosa che va sistemata. Per l'Azienda non è una cosa vera forse pensa: fra poco è Primavera! Sì ma... quando ci sono i temporali per entrar ci vogliono gli stivali!! Chi vuoi parlar non osa dice solo: la cosa è difettosa si prende il tutto come una [freddura e rimane per tutti una fregatura. C'è chi fa in fretta e vavia anche con i piedi e calzini a bagno [maria mentre quello lavato ed asciugato, vestito e pettinato alla fine sente il sedere bagnato ti irrigidisci di botto quasi come un fessacchiotto. Di risate ne facciamo tante quasi a dir: hai fatto pipì nelle [mutande? Guardi in aria... ah!... ecco il difetto ci son le crepe sotto II tetto.

Un Operaio

Statuto dei Lavoratori

La redazione invita tutti i lavoratori a rileggere l'articolo 5 della legge 300 (Statuto dei Lavoratori), ed a pretenderne II rispetto.

Art. 5. Accertamenti sanitari

Sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.

Il Controllo delle assenze per in-

fermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti, i quali sono tenuti a compierlo quando Il datore di lavoro lo richieda.

II datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico.

II problema degli spogliato) si sta trascinando da troppo tempo, nonostante le continue richieste della Commissione interna (in passato) affinchè fossero rispettati gli accordi presi, finora la direzione ha sempre fatto la sorda.

Recentemente l' esecutivo dei Consiglio ha inviato due lettere, una in data 4 febbraio 1972 e una seconda 1'8 febbraio 1972, affinchè sia messo fine alla grave situazione degli spogliatoi e del servizi igienici in generale.

Finora nessuna iniziativa ha dato risultati concreti e il problema degli spogliatoi e dei servizi igienici in generale è rimasto Irrisolto.

Fino a quando saremo costretti ad aspettare?

L'UNITA' SINDACALE E LE ELEZIONI POLITICHE

Intervista rilasciata da Lama e Storti al settimanale • Giorni 3,

LUCIANO LAMA

Segretario generale della CGIL

Domanda — Le elezioni anticipate sono un fatto positivo o negativo per l'unità sindacale?

Risposta — E' evidente che !e elezioni politiche anticipate, soprattutto per un movimento sindacale che voglia esprimere un proprio impegno sugli aspetti della vita economica, sociale e politica del paese, sono un fatto di grande importanza e bisognerà fare ogni sforzo per assumere una posizione unitaria attiva. Più chiaramente, io ritengo che le Confederazioni dovranno dire ai lavoratori, all'opinione pubblica, alle forze politiche quali sono le esigenze ed i problemi che il movimento sindacale ritiene debbano essere risolti nei corso dei prossimi anni, in modo che ogni partito abbia la possibilità di pronunciarsi sulle linee di sviluppo economico-sociale indicate dai sindacati.

BRUNO STORTI

Segretario generale della CISL

Domanda — Nel corso dl una vicenda elettorale così insolita e difficile l'autonomia dei sindacati non finirà per esprimersi in una discutibile • neutralità » rispetto al programmi elettorali dei partiti e rispetto ai disegni di involuzione moderata?

Risposta — Autonomia e neutralità sono concetti ed atteggiamenti solo superficialmente apparentabili: in realtà mentre l'autonomia è un concetto attivo, la neutralità implica passività. I sindacati hanno imboccato e stanno percorrendo — sia pure tra errori, difficoltà e qualche inevitabile incoerenza — la strada dell'autonomia: e questa scelta è stata fatta nella convinzione che si potesse In questo modo aumentare la for-

za ed il potere, la capacità di pressione e di incidenza della classe lavoratrice organizzata sugli altri centri di potere economico politico e sociale presenti in una società democratica, articolata e pluralistica. Altro che neutralità, dunque! Altro che Indifferenza rispetto ai programmi del partiti e rispetto ai disegni di involuzione moderata!

Ci siamo muniti, come sindacato, di precisi metri di giudizio In

base ai quali confrontare l'atteggiamento anche dei partiti. Abbiamo concordato, CGIL, CISL e UIL, piattaforme abbastanza circostanziate di politica economica. Abbiamo detto chiaro quello che vo--, gliamo in materia di riforme di struttura. E' sulla base di queste comuni posizioni che i lavoratori organizzati giudicheranno i programmi dei partiti traendone tutte le debite conseguenze: in piena autonomia personale, dunque, ma certamente non • alla cieca

Rivalutazione della C.A.I. alla luce della parità normativa

Col 1° gennaio ed il raggiungimento da parte degli operai del pari trattamento economico con gli impiegati aventi uguale anzianità.

Si è sentito qualcuno poco informato dire • ora che siamo al 100%, la C.A.I. non ha più ragione di esistere p. Questo dimostra ele ancora non c'è completa chiarezza, pertanto sarà bene rileggerci assieme il Contratto Collettivo di Lavoro.

Parità normativa con gli impiegati significa che in caso di malattia non sul lavoro, l'operaio ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di:

6 mesi per anzinità di servizio fino a 5 anni compiuti, dei quali i primi 2 mesi con retribuzione ai 100% e i rimanenti 4 mesi con la sola indennità INAM.

8 mesi per anzinità di servizio oltre i 5 anni fino a 15 anni compiuti, dei quali i primi 3 mesi con retribuzione al 1000/o e i rimanenti 5 mesi con la sola indennità INAM.

10 mesi per anzinità di servizio oltre 1 15 anni, del quali I pri-

mi 4 mesi con retribuzione al 100% e i rimanenti 6 mesi con la sola indennità INAM.

A questo punto la C.A.I. con le sue modifiche, che il suo consiglio ha apportato ultimamente torna con tutta la sua validità con il suo Intervento di L. 50.000, dà una certa garanzia per tutti quei mesi di conservazione del posto di lavoro, dei quali il lavoratore percepisce solo indennità INAM.

Questo è senz'altro un passo avanti verso l'obbiettivo irrinunciabile delle garanzia del posto di lavoro e la relativa retribuzione in caso di malattia, senza limiti di tempo.

Questi obbiettivi di fondamentale importanza sociale non possono certo essere risolti a livello aziendale, ma con una radicale riforma sanitaria, solo allora si potrà prendere in esame, se la C.A.I. debba ancora esistere o no.

Per ora io sono fermamente convinto che la C.A.I. debba continuare ad esistere.

Un Consigliere della C.A.I.

STATUTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA

LINK-BELT

SCopi e funzioni del Consiglio di Fabbrica

Il Consiglio di Fabbrica è l'organismo sindacale aziendale che rappresenta tutti i lavoratori nella fabbrica. Esso deve, in particolare, elaborare e coordinare i vari prblemi aziendali di gruppo o reparto e partecipare con la discussione alle scelte del Sindacato e della Società Italiana, contribuendo alla soluzione dei problemi dei lavoratori.

Costituzione del Consiglio di Fabbrica

Costituiscono il Consiglio di Fabbrica: i Delegati di Reparto, di Ufficio e di Gruppi Omogenei, eletti in forma diretta su scheda bianca ed in ragione di 25-30 lavoratori.

Per essere eletto il Delegato dovrà ottenere almeno un terzo delle preferenze del proprio gruppo. Qualora i candidati non riportino la maggioranza di un° terzo si procederà ad elezioni di ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.

Ogni Delegato ritenuto inadempiente al mandato conferitogli è destituibile in ogni momento dai lavoratori che rappresenta o dal Consiglio stesso con voto di due terzi dei componenti e sostituito con elezioni parziali del gruppo elettore, in caso di dimissioni e altresì prevista una nuova votazione. Il Consiglio di Fabbrica rimarrà in carica due anni.

2 bis) Opzione dei Delegati nel Consiglio di Fabbrica

Il Consiglio di Fabbrica può optare nel suo interno tre delegati con decisione dei due terzi dei suoi componenti.

— Il Consiglio di Fabbrica si riterrà dimissionario qualora due terzi dei suoi componenti avrà rassegnato le dimissioni, in tal caso si procederà a nuove elezioni generali.

3) Funzioni dei Delegati: Portare in Consiglio e discutere i problemi e le proposte del proprio gruppo.

Informare e dibattere nel proprio gruppo le risoluzioni presa nel Ponsiglio.

Intervenire in merito ai problemi che insorgono a livello di reparto od ufficio e curarne la risoluzione tramite il Consiglio stesso.

I Delegati hanno obbligo di partecipazione alle riunioni di Consiglio e le ripetute assenze possono portare alla loro estromissione dal Consiglio stesso.

4) Comitato Esecutivo:

Fra tutti i Delegati che formano il Consiglio di Fabbrica vengono nominati cinque membri che formano il Comitato Esecutivo. Compito del Comitato Esecutivo: è il coordinamento dell'attività, e l'esecuzione delle decisioni prese dalla maggioranza del Consiglio.

Ogni sei mesi un membro dell'esecutivo verrà sostituito con votazione del Consiglio, che dovrà essere effettuata da almeno l due te zi del Consiglio stesso.

Il Consiglio di Fabbrica eleggerà ogni qualvolta sarà necessario i Responsabili Sindacali Aziendali. (R.A.S.).

Il Consiglio ha !o scopo di approfondire i vari problemi che riguardano i lavoratori, potrà nominare Commissioni che dovranno poi riferire é>> Consiglio i risultati raggiunti.

Il Consiglio di Fabbrica che deve sviluppare tra i lavoratori formazione, l'informazione ed il dibattito si dà un proprio giornale che sarà aperto alla collaborazione di tutti i lavoratori e che sarà finanziato in base ad accordi con l'Organizzazione Sindacale.

TIRESIA

I

Convocazione del Consiglio di Fabbrica

Il Consiglio si riunisce almeno una volta al mese e i componenti dello stesso dovranno essere preventivamente informati dell'ordine del giorno.

Il compito di convocazione spetta al Comitato esecutivo o ad un terzo dei Componenti del Consiglio di Fabbrica.

Normalmente le riunioni vengono tenute al di fuori dell'orario di lavoro, se necessario anche nell'orario di lavoro usufruendo delle ore a disposizione in base all'accordo aziendale del 22 aprile 1971.

II locale sarà messo a disposizione dall'Azienda in base alla legge 300 (Statuto dei Lavoratori).

Convocazione dell' Assemblea Generale (ai sensi dell'art. 13 della parte comune del CCNL).

L'Assemblea Generale è II massimo organo deliberante dei lavoratori e la sua convocazione è fatta dal 51 % dei lavoratori, dal Consiglio di Fabbrica o dall'organizzazione sindacale.

N3. - Per il riconoscimento dei Consiglio di Fabbrica. - Si ritiene di portare avanti nell'ambito della strategia generale la battaglia del riconoscimento del C.d.F.

I lavoratori possono assistere alle riunioni del C.d.F. tenute al di fuori dell'orario di lavoro.

— Letto, corretto, confermato all'unanimità dai presenti.

Successivamente approvato dall'Assemblea di tutti i lavoratori.

OLO
FASCISTI HANNO LANCIATO UN ALTRO APPELLO ALLA NAZIONE
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