PERCHE' GLI IMPIEGATI DEVONO LOTTARE UNITI CON GLI OPERAI CONTRATTO: c' è qualcosa per gli impiegati
Per affrontare il rinnovo contrattuale i padroni hanno cercato di preparare il terreno loro favorevole in diverse manovre.
La strumentalizzazione della loro crisi politica ed economica, la repressione poliziesca, il governo di centro-destra sono fatti significativi di come i capitalisti e chi li
rappresenta attaccano i lavoratori per metterli in ginocchio e far loro pagare la crisi ancora una volta.
Nelle fabbriche l'intento è quello di dividere gli impiegati dagli operai, affinchè non si ricostituisca quel grado di unità espresso nel 1969.
Se in passato gli impiegati han-
no potuto difendersi individualmente nei confronti dei padroni, per condizioni di mercato della forza lavoro loro favorevole, oggi le condizioni sono cambiate e nuova dovrà essere la forza da opporre al capitale.
In passato la forza lavoro impiegatizia valeva di più di quella operai, perchè maggiore era il grado di istruzione e preparazione professionale richiesto agli impiegati rispetto agli operai.
Con la crescita della dimensione industriale e il rilevante numero di impiegati che vi lavorano. il padrone ha la possibilità e l'interesse a dividere e meccanizzaCONTINUA IN
SOMMARIO
petchè glí impiegati devono lottate uniti con glí, opetaí
/a vío/enza poliziesca ha provoca co un'a/tta vittima
Congtmo Ptovincia/e
UILM
Unita necmatia
Manigatazione di Po polo
Battete con /a lotta, padtonato e teazione.
GIORNALE UNITARIO DEL
DALLA PRIMA
re la maggioranza dei lavori impiegatizi facendo perdere valore e rendendoli più alienanti come prima aveva fatto col lavoro operaio.
Se si considera inoltre il gran numero di impiegati che offrono la loro forza lavoro sul mercato, ne risulta che abbiamo una massa di specializzati, diplomati e laureati a spasso ed i licenziamenti e la cassa integrazione, che toccano tanto gli impiegati quanto gli operai.
I padroni però, nonostante quanto detto, tentano di mantenere le tradizionali differenze normative e retributive per evitare l'unità Operai-Impiegati, che andrebbe ad alleggerire le sue gonfie tasche, a minare il suo potere in fabbrica e nella società a favore di una maggiore Democrazia per i lavoratori.
Per questo è necessario che gli impiegati lottino insieme agli operai, come e più del '69, considerando che, oltre alle rivendicazioni che li riguardano direttamente, prima si raggiunge la parità Operai-impiegati sui problemi più importanti, prima si potrà lottare uniti per obiettivi più qualificanti
Quindi via dalla barca dell'individualismo e del corporativismo che affonda, per saltare sull'unica barca che può permettere agli impleaati di stare a galla: la barca dell'unità di' lotta con la classe operaia.
Molti impiegati, non tutti in buona fede, hanno accolto la piattaforma con l'atteggiamento di critica sostenendo che non c'è nulla per gli Impiegati.
E' VERO O NON E' VERO?
E' VERO nel senso che la piattaforma sl propone di essere una tappa fondamentale verso la rivaluta7lone del lavoro degli operai.
Ciò è Incompatibile con richieste specifiche per una determinata categoria di lavoratori, se le richieste tendono a ricostruire differenze di trattamento che non trovano riscontro nella realtà (ma rispondono invece alla politica padronale).
NON E' VERO, invece, che le richieste non tocchino problemi sostanziali degli impiegati.
E non vogliamo parlare del valore politico delle richieste uniche Operai-Impiegati, che rafforzano l'insieme del movimento dei lavoratori.
Noi vogliamo limitarci ad una semplice rilettura della piattaforma per analizzare in che modo essa affronti e tenti di risolvere la problematica propria degli impiegati.
AUMENTO RETRIBUTIVO
L'aumento di 18.000 lire vuole essere una difesa immediata del salario contro il generale rincaro del costo della vita.
Solo quegli strati di impiegati che hanno un buon tenore di vita, possono sostenere che questa richiesta di aumento sia eccessiva. I prezzi, negli ultimi tempi, hanno subìto aumenti notevoli ancor prima dei rinnovi dei contratti.
II problema vero è, invece, quello di difendere i miglioramenti, costringendo il governo e il padronato ad una diversa politica produttiva.
GARANZIA
DEL SALARIO
Non dobbiamo dimenticare che durante le ferie il governo ha fatto una legge che estende l'istituto cassa integrazione anche agli impiegati.
La conseguenza è che viene facilitata la ristrutturazione delle aziende sulla pelle di tutti i lavoratori, e d'ora in poi anche sulla pelle degli impiegati (vedi Pirelli).
Noi chiediamo che sia corrisposto al lavoratore l'intero salario da parte delle aziende in fase di ristrutturazione.
ORARIO DI LAVORO
Con il consolidamento delle 40 ore su cinque giorni, con l'abolizione delle deroghe e con le limitazioni dello straordinario si intende indurrre le aziende a prendere una responsabile posizione nei confronti del problema della disoccupazione (in Italia i disoccupati ufficiali sono 620.000 e tra questi molti sono laureati e diplomati).
FERIE
La richiesta di 4 settimane di ferie per una anzianità fino a 10 anni e cinque settimane oltre i 10 anni implica, rispetto alla situazione attuale, un miglioramento da tre a dieci giorni di ferie fino ai diciotto anni di anzianità aziendale. Le condizioni di miglior favore per anzianità oltre i diciotto anni si intendono naturalmente conservate.
TRASPERIMENTI
La richiesta è che il datore di lavoro non ci possa trasferire da un posto di lavoro distante da quello di assunzione senza il nostro consenso
GARANZIA DEL POSTO
DI LAVORO
A differenza di quanto stabilito dal vecchio contratto, si chiede che il posto di lavoro venga conservato, per tutti casi di malattia fino a guarigione completa (senza
_ La 6 tk sfa pesante. dea try)pre
prestabiliti limiti di tempo).
INQUADRAMENTO UNICO
Il nuovo inquadramento prevede per gli impiegati:
1° Livello: 3a B
2° Livello: 3' A
3° Livello: una parte dell'attuale 2' categoria
4° Livello: la cat. e la parte restante dell'attuale 2' categ.
5° Livello: r super.
Una serie di interrogativi sorgono riguardo a questo tipo di inquadramento.
Quali sono i criteri generali sui quali si basa questa proposta di inquadramento?
Come avvengono i passaggi dalla categoria superiore?
Come ci si difende dalla qualificazione, dalla monotonia di mansioni troppo semplici e inadatte alle capacità dei lavoratori?
Quanto tempo si rimane in 313?
Come avviene la suddivisione della 2' categoria?
Come saranno inquadrati gli
impiegati che sovraintendono operai?
Perchè si chiede il pagamento degli straordinari per la la e la super?
Che valore avranno i titoli di. studio e gli accordi aziendali migliorativi?
Per cercare di rispondere premettiamo che i lavoratori saranno inseriti nei cinque livelli in base a nuove « declaratorie a, cioè in base a discrezioni nuove e più aggiornate dei vari tipi di lavoro svolto.
Questo significa da una parte che si cercherà di evitare che sia possibile inquadrare come ora ai livelli bassi, per esempio nell'attuale 3A, impiegati che svolgono mansioni più importanti, che hanno ad esempio responsabilità del lavoro di altre persone.
D'altra parte significa che per applicare in modo corretto il nuovo inquadramento si dovrà verificare in concreto quale sia la situazione in sede aziendale (e a questo lavoro di definizione siamo e sarema tutti chiamati a partecipare).
In generale il nuovo inquadramento vuole impedire che intere categorie di lavoratori, per sole ragioni aziendali, e non per man-
canza di capacità, di esperienza o di titolo di studio, siano segregate a vita in determinate categorie e mansioni.
Per questo si chiede la transitorietà della 3 B.
Per questo si chiede l'istituzione dei corsi di riqualificazione professionale, che insieme alla rotazione delle mansioni, acquisiscano il diritto di un migliore inquadramento.
Si vuole poi in generale che determinate categorie (la l* e la 1" super) siano considerate categorie normali, non eccezioni che facciano presumere gli interessati di dover automaticamente stare dalla parte della direzione. Per questo si chiede che buona parte della 2" categoria, tolte le attuai limitazioni, abbia precise possibilità di avanzamento. E se dunque la 1' categoria deve diventare molto più ampia di adesso, è necessario che il trattamento sia uguale anche per gli straordinari (e basta con oli aleatori e discrezionali fuori busta di fine anno!!).
Certo non abbiamo risposto a tutti i dubbi, ma la discussione continua e le occasioni per chiarirci a vicenda le cose e per migliorare dove è necessario, non mancheranno.
LA VIOLENZA POLIZIESCA HA PROVOCATO UN' ALTRA VITTIMA
Un giovane studente democratico è stato ucciso con un colpo di rivoltella sparato dalla polizia.
ROBERTO FRANCESCHI è un'altro nome d'aggiungere all'elenco delle vittime della • strategia della tensione a voluta dal governo per giustificare le assurde misure repressive usate dalla polizia, verso i lavoratori e gli studenti democratici.
Purtroppo alcuni gruppetti avventuristici, accettando le provocazioni, avvallano questa strategia impedendo alla verità di farsi Pece, infatti quando si vuole nascondere la verità vengono usati dalla polizia metodi di pretta marca fascista (a 28 anni dalla liberazione nata dalla Resistenza) in nome del cosiddetto • ordine a da mantenere anche a costo della vita umana.
Naturalmente bisogna respingere fermamente ogni tentativo di giustificare queste azioni da parte del governo e dei dirigenti dell'ordine pubblico, smascherando Ta ipocrisia dei loro ragionamenti.
E' necessario lottare perchè la polizia non sia più armata, perchè non intervenga più nelle scuole e nelle fabbriche, perchè gli studenti ed i lavoratori possano liberamente manifestare le loro idee senza subire la provocazione da parte delle forze dell'ordine pronte in assetto di guerra, come se fossimo dei criminali.
Gli studenti hanno pienamente ragione di lamentarsi della scuola di oggi, e se tante volte la loro lotta assume delle posizioni esasperate la responsabilità è della politica conservatrice e repressiva
dell'attuale governo che deve essere abbattuto prima che provochi nel Paese una situazione insostenibile.
A conclusione non è inutile dire che la gravità degli avvenimenti della Bocconi ha suscitato una profonda eco non solo fra i lavoratori e gli studenti, ma in tutti gli strati sociali, fatto stà che anche quotidiani notorian :te moderati se non conservatori, sono stati costretti a disapprovare l'operato della polizia e a denunciare le nebulose manovre di copertura del governo e del questore di Milano.
Sotto tale spinta gli organi competenti sono stati costretti a riaprire l'inchiesta che avevano frettolosamente chiuso e sarebbe auspicabile che la verità venga finalmente alla luce.
Una Lavoratrice
VII Congresso Provinciale della UILM
3-4 febbraio 1973
L'ampio dibattito svoltosi sulla relazione della Segreteria, oltre a confermare la piena validità, si è particolarmente soffermato su alcuni argomenti che hanno voluto significare la conferma della linea politica già assunta dalla organizzazione.
L'attenta analisi della situazione politico-sindacale del paese, ponendo l'accento sulla recrudescenza' delle tensioni sociali, prescindendo dalla volontaria impotenza del governo a porre rimedio alle contraddizioni che sempre più evidentemente contrastano con la necessità di un nuovo equilibrio democratico in grado, attraverso una oculata politica riformatrice, di superare l'attuale logica economica attuando un diverso indirizzo volto al conseguimento di una più equa distribuuzione dei redditi, ha concordemente ritenuto indispensabile impegnare i metalmeccanici UILM in una strategia di rilancio del processo unitario, per superare l'attuale fase di staticità oggettivamente creatasi col Patto Federativo, deucniando chiaramente le gravi responsabilità che si debbono ricercare tra quelle forze moderate e conservatrici che sia a Pivello sindacale, sia ali,felln componetni politiche, mirano a condizionare l'intero movimento ad un momento di gestione puramente burocratico o di « cinghia di trasmissione » partitica.
La scelta per l'UNITA'. per la realizzazione di una forza in grado di gestione sociale, di politica contrattuale ed economica, deve continuare in una visione di qualificante confronto all'interno delle Federazioni e delle Confederazioni, in un contesto di indipendenza dagli interessi di organizzazione. tenendo ben presente che se l'obiettivo è l'unità, organica, concretamente operante, ad essa ci si può giungere unicamente con il chiaro consenso ed il contributo di tutte le forze e le rappresentative dei
lavoratori, non soltanto limitandoci a quelle che già hanno fatto questa scelta
Irrinunciabili sono quindi i Consigli di Fabbrica, di Zona, Intercategoriali, nella misura in cui, superando concetti aziendalistici ed impegnati nel conseguimento di una volontà politica omogenea, vengono incentivati qualitativamente e quantitativamente, impegnandosi operativamente nel coordinamento tra quelle che sono le lotte in fabbrica e le realtà sociali ad essa esterne, muovendosi, analizzando le oggettive carenze territoriali, in perfetta sincronia con una politica riformatrice, ricercando l'autonomo apporto e l'aperto confronto con le forze sociali e politiche ad essa interessate.
La scelta politica operata dalla UIM prov. di Milano, così come
quella toriense, vuole essere in questo senso chiaramente espressione della volontà di contribuire concretamente, come organizzazione, al conseguimento dell'obiettivo unitario, in un contesto di istanze che dalla volontà della base trovino riscontro al vertice, valorizzando ed ampliando la partecipazione dei lavoratori alle scelte decisionali e direttive, impegnati nella realizzazione di quel più vasto obiettivo che si identifica nella realtà di un sindacato di classe.
E' questo il primo impegnativo passo, al quale seguiranno a breve scadenza i momenti congressuali delle altre organizzazioni metalmeccaniche, che ratifica definitivamente e concretamente, se pur in mezzo a molte difficoltà, l'impegno di continuare sulla strada della Unità.
IL SALE
Il mare è immenso e ci dà il sale. Anche il sale perciò è immenso.
Con le saline si fanno montagne di sale. La montagna di sale, nella salina, sale.
La massaia che ha comperato il sale e sale al settimo piano, sale col sale.
La TV dice che con l'IVA il sale deve scendere.
Amleto è ancora là col suo dubbio: il sale, sale o scende?
Mamma T.V., la nostra cara bugiarda, cerca ora di barcamenarsi, ossia fa il sali-scendi.
Al negoziante a cui viene chiesto se il sale scende, lui sorride, scende dalle nuvole e dice che il sale è sale e basta.
Solo un bambino ha visto scendere veramente il sale: da un camion hanno fatto scendere sale sulla strada ghiacciata.
P.S. - Finalmente dopo varie consultazioni ad alto livello, mafia-speculatori-governo, hanno capito la vera importanza di far scendere il prezzo del sale ed hanno dato il via a questo unico ribasso per camuffare tutti gli altri rialzi.
RISPOSTA DEL POPOLO GABBATO
« Imbroglioni patentati potevate benissimo fare a meno di far scendere il prezzo del sale.
I prezzi dei generi alimentari che con la scusa dell'IVA avete rialzato, sono ora SALATI a tal punto che sì potrebbe fare a meno del vero sale per insaporirli ».
I CONGRESSI DEI METALMECCANICI
L' unità necessaria
La minuziosa operazione delle piattaforme contrattuali a livello di alcune categorie, non solo nel settore industria, ha quanto mai imposto la necessità di unire le lotte contrattuali a quelle sociali al fine di creare l'unità di classe al di sopra del corporativismo.
Per lotte sociali si intendono gli scioperi, le manifestazioni e altre forme di pressione per sostenere rivendicazioni attue a migliorare la condizione civile ed economica al dí fuori della fabbrica; ad esempio la rivendicazione di case a basso prezzo, di servizi sanitari, di una informazione diversa da parte della RAI TV a così via.
Le lotte sociali sono anche una possibilità reale di costruire alleanze partendo da obbiettivi di classe ed hanno la capacità di unificare tutti i lavoratori riuscendo a recuperare molti di essi aaendo sul terreno delle contraddizioni che questi vivono fuori dalle fabbriche al pari degli altri. Alcuni lavoratori però manifestano dubbi circa l'opportunità di incrementare le lotte sociali. altri invece temono che le lotte sociali diventino un'alternativa alle lotte di fabbrica e affermano che oggi la classe lavoratrice deve dedicarsi in completo allo scontro nella realtà produttiva aspettandosi per ali obiettivi sociali qualcosa dall'arto.
Queste sono certamente linee da cancellare nerchè indebolirebbero la classe lavoratrice; tuttavia l'errore che si potrà cgmnettere sari nueffn di non saner collegare ansi scontri contrattuali le risooste alle esigenze sociali. nerché così facendo Pi allargherà la convinzione qualunnutlistica della inutilit delle rivendicazioni di fabbrica, il cui beneficio verrà assorbito dal sistema esterno
Le lotte sociali nerciò hanno In scopo di tutelare le connuiste di fabbrica. In realtà dietro le nninioni di onesti lavoratori, c'è l'intenzione di ridimensionare l'imoortanza del sindacato e delle lotte di massa facendo affidamento su forme di ~oste opinioni tutte dirette ai meccanismi rappresentativi.
Queste reticenze sono spienPhili esaminando il modo in cui l'organizzazione padronale rende as-
surde e inaccettabili molte divisioni di classe; da qui deriva la paura di lottare per fare più uguaglianze nelle categorie o nelle fabbriche. Sono le divisioni che vanno cancellate categoricamente e per fare ciò, per realizzare una concreta possibilità di stabilizzare le con-
quíste dei lavoratori, per garantire al sindacato una sua reale dimensione politica, non solo è necessario limpegno a livello contrattuale ma è anche necessario unire tale impegno ad obbiettivi sociali e di sviluppo.
Un Impiegato
LETTERA DI UN LAVORATORE
Provocatore di mestiere
Ancora una volta sui quotidiani si legge: « Attentato alla sede del P.S.I. di Brescia «; e questo nel mezzo della battaglia sindacale per il rinnovo del contratto dei metallurgici.
Quello citato, è purtroppo uno dei tanti episodi di marca fascista che negli ultimi tempi stanno sconvolgendo la vita economico sociale del nostro paese.
Almirante si frega le mani e strizza l'occhio, decanta il suo « ordine » mentre Andreotti spara sugli studenti per fare « ordine «; è lo stesso « ordine » Mussolini metteva nel 1922.
Riflettete compagni lavoratori: vogliamo che ancora una volta in Italia torni quella triste pagina di storia?
Solo con l'intento e la volontà dei veri democratici si può dimenticare che un momento infelice ha fatto di noi degli inetti, dei timorosi, dei menefreghisti, ma oggi non possiamo più essere menefreghisti, non possiamo più aspettare che si modifichino le cose non siamo noi a farle cambiare.
Leggendo la storia, ed ascoltando gli anziani, abbiamo saputo che così è cominciato il fascismo; chi sono i responsabili di questa aggiornata situazione? A Montecíto-
rio i rappresentanti del grande padronato oggi al potere operano col frutto del nostro sudore e del nostro sangue (i martiri del lavoro si contano a migliaia) senza la volontà di esprimere un governo che ci protegge, una sana scuola, delle assistenze sociali che vadano incontro ai problemi dei lavoratori, una casa a prezzo sostenibile in funzione ai salari.
Bastano queste poche considerazioni per suscitare sdegno in ogni persona realmente democratica che fa il suo dovere ma pretende che gli vengano concessi i suoi diritti, primo fra tutti la valutazione dell'essere umano come tale, e non l'uomo al servizio della macchina come strumento di accumulazione di capitale per la precisa volontà politica dittatoriale dell'uno su tutti, sappiamo benissimo che si fanno progetti a spese dei lavoratori, e non si pensa alla casa, alla scuola, agli ospedali, ma si pensa in compenso a sparare.
Lavoratori riflettete!!!...
Un Lavoratore del Rep. 416
Protagonista I' unità di classe
La grande manifestazione di Roma, da annoverarsi tra le più imponenti nella storia del movimento cperaio italiano, ha palesemente significato il fallimento del tentativo congiunto del padronato e del governo di isolare la classe operaia.
L'importanza e la validità di questa azione di massa, con le sue oltre 250.000 adesioni, cresce ed assume un chiaro valore politico se consideriamo come i metalmeccanici hanno saputo catalizzare attorno a loro un grande schieramento di forze democratiche, dalle Regioni alle Amministrazioni Provinciali, dai Partiti ai lavoratori di tutte le categorie, dagli studenti ed insegnanti agli strati sociali intermedi, che hanno trovato negli obiettivi che ci siamo preposti in questa lotta non un momento di pur valida solidarietà contrattuale, bensì una indicazione atta a modificare la struttura del paese, per una nuova politica economica e sociale, per un governo che sia in grado di recepire e realizzare le esigenze più urgenti dei ceti popolari.
E' stata certamente, quindi, la conferma della validità della piattaforma per la quale i metalmeccanici oggi sono in lotta, ma soprattutto un severo monito per il grande padronato e le forze politiche che lo sostengono, coordinati assurdamente nell'azine volta a scaricare sui lavoratori i gravosi costi della difficile situazione economica attuale, in un momento politico che vede impegnate nell'indicazione di concrete scelte alternative le forze sindacali e democratiche, responsabilmente ed autonomamente, contrastando la linea avventurista e conservatrice dei grandi industriali, responsabili in primo luogo, con le loro errate scelte, del pessimo andamento della economia italiana, così come quella del governo Andreotti-Malaaodi
Contemporaneamente è stata una severa lezione per i cosiddetti
gruppetti di sinistra », ormai specializzati nel discredito delloperato sindacale, confermando come non imboccando la strada dell'avventura che porta all'isolamento ed alla conseguente sconfitta del movi-
mento operaio, ma democraticamente operando nella evoluzione politica del paese si può giungere a fare i conti con quell'Andreotti che i conti, con la classe operaia, non li vuole assolutamente fare.
SOTTOSCRIZIONE
Anche in questa occasione i lavoratori della Innocenti hanno tenuto fede alla loro tradizione dimostrando una maturità politicosindacale grandissima, partecipando in grande numero alla manifestazine di Roma, portando il loro contributo concreto di militanti della classe operaia che sa sacrificarsi per un domani migliore.
Il viaggio, di notte fino a Roma, la lunga marcia per la manifestazione, e il ritorno a Milano hanno messo a dura prova la resistenza fisica dei partecipanti che hanno brillantemente superato l'ostacolo ritornando ricaricati di entusiasmo pronti di nuovo a lottare fino alla soluzione positiva della vertenza.
a detto, inoltre, che anche questa volta i lavoratori hanno lanciato una sottoscrizione autofinanziandosi le spese di viaggio.
Nel ringraziare tutti i lavoratori che hanno sottoscritto, tutti i lavoratori che hanno partecipato alla raccolta dei fondi è dovere nostro informare che la sottoscrizione ha dato i seguenti risultati:
Tra i lavoratori sono state raccolte L. 1.213.000 mentre la raccolta tra i cittadini del quartiere è stata di L. 297.000 per un totale complessivo di L. 1.510.000, ciò a dimostrazione dell'impegno e della serietà con la quale il movimento operaio affronta le varie situazioni anche in momenti che non sono del tutto facili.
Quattro mesi di dura lotta non
hanno piegato, contrariamente alle previsioni dei padroni, il movimento operaio, la manifestazione di Roma ne è una chiara risposta. La Redazione
PRDR.ONi. IR SRUITE E LRCOSP-Più-REIIP VOI CI ROVINRTE ANCHE- CluELLA
MANIFESTAZIONE DI POPOLO
L'INTRANSIGENZA ED IL TENTATIVO REAZIONARIO DEI PADRONI
L'atteggiamento chiaramente antisindacale ed il tentativo della Federmeccanica di drammatizzare la vertenza in corso non può certo collocarsi in quella che dovrebbe essere la logica, in un regime democratico, di una coerente linea di sviluppo delle relazioni sindacali, delineando invece la volontà di interpretare con una visione reazionaria e pericolosamente avventurosa tali rapporti.
L'irrazionale sviluppo della linea padronale, culminato nella grave responsabilità della rottura delle trattative, ha dimostrato la infondatezza dei discorsi lungamente strumentalizzati dalla stampa conservatrice e dalla RAI-TV, più volte denunciati dalle Organizzazioni Sindacali, sulla presunta disponibilità a trattare ed a risolvere in tempi logici la vertenza da parte degli imprenditori privati.
Nel corso delle ultime riunioni, infatti, gli industriali non hanno esoresso alcun segno di disponibili1.4 concreta a discutere sui punti della nostra piattaforma, mentre noi coerentemente evidenziavamo la necessità, ed oggi a maggior ragione. di verificare totalmente e congiuntamente i contenuti della stessa, senza nulla rinuncia-e alla logica di una più ampio tematica quale, ad esempio, il macrosconico e semnre più preoccupante problema della occunazione. del quale essi sono oli unici e determinanti responsabili.
La soluzione a questo allarmante « status quo • si può ricercare non certo, come gli imprenditori vorrebbero, nella insostenibile nroposta di una serie di formulazioni ch esfociano nell'intaccamento delle conquiste sindacali già acnuisite. ma attraverso una niù realistica alternativa, che è quella dettata da una politica di responsabile partecipazione tendente alla graduale revisione di un meccanismo di sviluppo che, anche in campo internazionale, mostra chiaramente gravi
sintomi di irreversibile crisi.
Una politica, quindi, che, come indicato dal Movimento Sindacale, sia in grado di incentivare solidamente lo sviluppo equilibrato della economia italiana, accentrandosi con particolare attenzione sul nuovo Improrogabile ruolo che il Mezzogiorno deve farsi suo; poiché soltanto in questi termini, conseguendo in tempi attendibili ma certi l'obiettivo di una crescente stabile occupazione, di riflesso si potranno Impostare solide basi che concretamente partecipino, come momento propulsivo, alla risoluzione su scala nazionale dei problemi sociali più contingenti dei quali, ormai, la classe operaia e produttiva non può più accettare espedienti tipici di una certa classe politica, inutilmente proroganti nel tempo.
La reazione padronale, quindi, non si ravvisa soltanto nella volontà restauratrice dei rapporti col Movimento Operaio ma investe, in realtà, una concezione più globalmente politica, allineandosi inequivocabilmente con la logica di sostegno all'attuale espressione go-
Vampirismo
LA • CARA • I.V.A.
L'I.G.E., raggiunta l'età della vecchiaia, andò in pensione mentre il suo posto fu preso dall'I.V.A.. raccomandata dal governo e piena di giovanile ardore. A chi gli chiedeva le sue intenzioni, essa rispondeva sempre che il suo compito lo a-
vernativa, rifiuto aprioristico di ogni ipotesi riformatrice, chiaramente significante la volontà di riproporre negativamente quanto, sebbene faticosamente e talvolta suscettibile di critica, precedentemente sia stato realizzato.
Il Movimento dei Lavoratori deve maggiormente farsi carico, in questa critica fase, della insostituibile necessità della sua massiccia partecipazione allo scontro per risolvere positivamente la vertenza: soltanto attraverso una strategia di lotta impegnata e continue, con la concreta dimostrazione della crescita e della volontà politica delle masse coinvolte in questa decisiva svolta contrattuale, si potranno definitivamente sconfigge., re non solo i disegni restauratori comuni a Governo e Padronato, ma assumerci quel ruolo autonomo, storico, che ci spetta, come movimento di classe, per indicare a linee precise e responsabili una politica che sappia concretizzare una stabile, moderna economia e, soprattutto, una evoluzione positiva della logica democratica del paese.
Un lavoratore
vrebbe svolto con serietà e aggiungeva di avere idee rivoluzionarie in favore del popolo.
Mentre questi fiducioso attendeva i buoni risultati, la « cara - I.V.A., presa negli ingranaggi della solita macchina speculo-mafiosa, finiva per diventare anch'essa la tassa pulisci tasche dei lavoratori, passando addirittura a simboleggiare fa potenza dei potenti.
I. V. A. IMPERO VAMPIRI ANONIMI Come
voliVAsi dimostrare.
BATTERE
CON LE LOTTE
TUTTI nel Sinda cato