febbraio 1972
I' escavatore Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt
LA POLITICA E IL SINDACATO La crescita e il rafforzamento del movimento sindacale, della sua unità e interna democrazia, è stato in questi anni uno dei fatti positivi della vita politica italiana: uno dei momenti di rafforzamento della democrazia nel nostro paese. D'altronde lo stesso sindaco è interessato all'avanzamento della democrazia. L'esperienza storica italiana e internazionale dimostra infatti che i sindacati dei lavoratori per adempiere con efficacia ai loro compiti hanno bisogno dí vivere i nun regime di democrazia politica. In un paese nel quale muore la democrazia politica muore anche il sindacato. In un paese nel quale la democrazia si restringe, per forte che sia il movimento sindacale, immediatamente le sue capacità di azione si riducono pericolosamente. Nessuna organizzazione sid acale può resTare indifferente al problema della difesa e dello sviluppo della democrazia politica. Questo significa innanzitutto una
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chiara scelta antifascista perchè è nell'antifascismo la base della nostra democrazia politica. E significa anche intendere che le sorti della democrazia sono legate al fatto che gli istituti democratici vivano ogni giorno della partecipazione attiva di milioni di cittadini non tanto con un voto ogni 5 anni ma con la continua mobilitazione e lotta politica attraverso i partiti. I problemi che oggi stanno davanti al paese sono di natura politica: il problema della casa, la riforma sanitaria intesa come medicina preventiva, l'occupazione, i prezzi e gli investimenti, lo sviluppo del Mezzogiorno. Sono problemi che stanno di fronte ai lavoratori e alle nostre organizzazioni sindacali ma soprattutto ai partiti, alle forze governative e a quelle di opposizione. Sono chiare le responsabilità del passato governo con le sue scelte antipopolari e conservatrici a favore dei gruppi monopolistici. Oggi uscire dall'attuale crisi senza tenere in alcun conto le spinte
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dei lavoratori, delle loro organizzazioni, significa acuire ancora di più la crisi stessa, peggiorare lo stato dell'economia e trascinare la amministrazione pubblica in uno sfacelo. Ecco il bisogno di un regime democratico dove i lavoratori possano far sentire e affermare la propria voce. Un governo che va a destra e che raccoglie le forze pi conservatrici fino a sollecitare l'appoggio dei fascisti, impedirà l'avvio di vere riforme che affrontino i problemi dei lavoratori e invece favorirà gli interessi dei padroni, degli speculatori, di chi tiene conto solo del proprio profitto. Noi lavoratori, tutti i lavoratori siamo interessati che questo non avvenga, perciò non possiamo e non dobbiamo stare alla finestra a guardare ma dobbÈamo essere noi i primi attori per fare in modo che le scelte politiche vengano condizionate dai lavoratori e non viceversa.
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(disegno di Vannini)
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