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Escavatore23

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I' escavatore

Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt

LA POLITICA E IL SINDACATO

La crescita e il rafforzamento del movimento sindacale, della sua unità e interna democrazia, è stato in questi anni uno dei fatti positivi della vita politica italiana: uno dei momenti di rafforzamento della democrazia nel nostro paese.

D'altronde lo stesso sindaco è interessato all'avanzamento della democrazia.

L'esperienza storica italiana e internazionale dimostra infatti che i sindacati dei lavoratori per adempiere con efficacia ai loro compiti hanno bisogno dí vivere i nun regime di democrazia politica.

In un paese nel quale muore la democrazia politica muore anche il sindacato. In un paese nel quale la democrazia si restringe, per forte che sia il movimento sindacale, immediatamente le sue capacità di azione si riducono pericolosamente.

Nessuna organizzazione sid acale può resTare indifferente al problema della difesa e dello sviluppo della democrazia politica.

Questo significa innanzitutto una

chiara scelta antifascista perchè è nell'antifascismo la base della nostra democrazia politica. E significa anche intendere che le sorti della democrazia sono legate al fatto che gli istituti democratici vivano ogni giorno della partecipazione attiva di milioni di cittadini non tanto con un voto ogni 5 anni ma con la continua mobilitazione e lotta politica attraverso i partiti.

I problemi che oggi stanno davanti al paese sono di natura politica: il problema della casa, la riforma sanitaria intesa come medicina preventiva, l'occupazione, i prezzi e gli investimenti, lo sviluppo del Mezzogiorno.

Sono problemi che stanno di fronte ai lavoratori e alle nostre organizzazioni sindacali ma soprattutto ai partiti, alle forze governative e a quelle di opposizione.

Sono chiare le responsabilità del passato governo con le sue scelte antipopolari e conservatrici a favore dei gruppi monopolistici.

Oggi uscire dall'attuale crisi senza tenere in alcun conto le spinte

dei lavoratori, delle loro organizzazioni, significa acuire ancora di più la crisi stessa, peggiorare lo stato dell'economia e trascinare la amministrazione pubblica in uno sfacelo.

Ecco il bisogno di un regime democratico dove i lavoratori possano far sentire e affermare la propria voce.

Un governo che va a destra e che raccoglie le forze pi conservatrici fino a sollecitare l'appoggio dei fascisti, impedirà l'avvio di vere riforme che affrontino i problemi dei lavoratori e invece favorirà gli interessi dei padroni, degli speculatori, di chi tiene conto solo del proprio profitto.

Noi lavoratori, tutti i lavoratori siamo interessati che questo non avvenga, perciò non possiamo e non dobbiamo stare alla finestra a guardare ma dobbÈamo essere noi i primi attori per fare in modo che le scelte politiche vengano condizionate dai lavoratori e non viceversa.

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C'E UNA STRANA F INE STRA.
t febbraio 1972
(disegno di Vannini)

Rielezione del Consiglio di Fabbrica

Il 25 novembre 1971 sono avvenute le rielezioni del Consiglio di Fabbrica.

Pertanto il Consiglio di Fabbrica è così formato:

BASSI - operaio

BERNACCHI - impiegato

BIANCHI - impiegato

BURINI - operaio

CALCAGNOLO - operaio

COGNETTI - operaio

CARPARELLI - operaio

DANANTE - impiegato

FORNONI - operaio

FRAIOLI - impiegata

GALLONE - operaio

LI DESTRI - operaio

POLARI - operaio

PRANDINI - operaio

VAILATI - operaio

VARSORI - impegato

SALA - operaio

Nella orima riunione si è proceduto all'elezione nell'ambito dei delegati dei componenti l'esecutivo nelle persone di: GALLONEPOLARI - LI DESTRI - FRAIOLIVARSORI.

Il delegato è sostituibile da parte del proprio gruppo elettore o dal Consiglio di FQbbrica qualora tenga un comportamento che vada contro l'interesse della collettività.

Qualsiasi iniziativa per la sostituzione del delegato per motivi personali va combattuta e isolata da tutti i lavoratori.

II nostro nemico è il padrone e di fronte a riò non hanno valore simpatie o antipatie personali, ma solo la volontà di essere uniti e di lottare senza alcun equivoco.

A volte si sente dire da qual-

cuno — ma questo consiglio farà più o meno le stesse cose della Commissione Interna?

Non credo si possa dire che le C.I. non hanno fatto tutto il possibile per risolvere i problemi dei lavoratori, così come non si può fare il processo ad un organismo che è appena nato e che non può sottrarsi alle difficoltà di avviamento. Per cui è inevitabile che per un certo periodo i risultati visivi non siano molto brillanti.

Ma non si può certo valutare l'importanza che il Consiglio di Fabbrica ha nella formazione dei nuovi quadri e del conseguente allargamento del numero di perso-

ne impegnate nell'attività sindacale di fabbrica.

Quando l'unico organismo di rappresentanza dei lavoratori era la Commissione Interna il numero di persone direttamente impegnate nell'attività di fabbrica era un massimo di cinque persone. Oggi con il Consiglio di Fabbrica i cinque sono diventati 17. Certo non tutti hanno la preparazione necessaria, ma con un serio impegno e il necessario sostegno da parte di tutti i lavoratori, questi fra non molto avranno migliorato la loro conoscenza dei problemi aziendali e sindacali.

Un delegato

La psicologia al servizio dei padroni

Che il problema degli infortuni sul lavoro, sia un grave aspetto della situazione di lavoro esistente oggi nelle fabbriche, è un fatto ormai compreso da tutti, anche dai padroni, seppur con una visione diversa.

Ma ecco come la direzione della Link-Belt cerca una soluzione a questo problema.

L'operaio X, infortunato, dopo essere andato in infermeria per le prime cure, viene mandato in direzione per la lettera d'accompagnamento per l'infortunio.

A questo punto, ecco che scatta il metodo antinfortunistico, brevettato dalla direzione.

L'operaio che si trova nell'uffi-

cio della direzione del personale viene scrutato attentamente per varie volte con occhi inquisitori, che fanno capire all'operaio, quale sbagli. grave abbia egli commesso nell'infortunarsi.

Senza dubbio, dopo tale trattamento, l'operaio diventerà immune da ogni pericolo dell'infortunio. Un opera io

I LAVORATORI DELLA LINK-BELT CONTRO IL FASCISMO VECCHIO E NUOVO

Milano, 11 febbraio 1972

ONOREVOLE MINISTRO

DEGL !INTERNI RESTIVO ROMA

c.c. Sig. PREFETTO di MILANO Sig. Ministro, i CINQUECENTO DIPENDENTI, meno due, della LINK-BELT S.p.A., via Val Savona, 21, Milano, esprimono la loro preoccupazione per la mancanza di volontà repressiva da parte degli Enti proposti, contro le azioni fasciste di violenza e teppismo che ormai sono condotte gior-

nalmente da ben individuati gruppi legati economicamente a certi industriali della onstra città.

Nell'esprimere la loro protesta per questi fatti, sí dichiarano pronti a lottare per salvaguardare gli ideali democratici e repubblicani espressi dalla lotta di liberazione e sanciti dalle leggi dello Stato, lasciati CALPESTARE IMPUNEMENTE da gente che non ha diritto di cittadinanza nella Repubblica Italiana fondata sul lavoro.

Il Consiglio di Febbrica della LINK-BELT S.p.A.

GLI IMPIEGATI NELLA LOTTA DI CLASSE

Nell'ultimo anno, sono andati maturando numerosi aspetti dello scontro sociale e politico nel nostro paese, e hanno preso forma i problemi da risolvere, le posizioni delle classi sociali e delle forze politiche impegnate nello scontro.

In una città come Milano è balzato in primo piano, di fronte allo scontro fra la classe operaia e il padronato, il peso delle altre categorie sociali nel determinare l'avanzata dello schieramento democratico e delle sue prospettive.

Tra queste categorie, molto importante risulta essere quella de-

gli impiegati, con tutte le sue differenziazioni, verticali e orizzontali (dell'industria, del settore pubblico, delle attività terziarie), sia per il sua peso, sia per le particolari situazioni oggettive, di profondo malessere sociale, in cui viene a trovarsi.

Nel corso degli scontri politici e sociali in cui si è venuta a trovare nella città, la categoria degli impiegafi è stata sottoposta a notevoli pressioni da parte della classe dominante, perchè assumesse in massa posizioni nettamente ostili alle lotte della classe operaia

ed ai suoi obiettivi.

Dall'altra parte, la concretezza e la giustezza degli obiettivi posti dalla classe operaia, la oggettiva condizione in cui gran parte degli impiegati si trova, hanno impedito che questo si verificasse, anche se non si è riusciti a collegare globalmente la categoria con la classe operaia. Carenze organizzative, di orientamento, hanno sicuramente influito negativamente sulla conduzione di numerose lotte e più in generale sul processo di alleanza stretta degli impiegati con la classe operaia.

Importanti scadenze, quali la ripresa delle lotte aziendali, la grande stagione del rinnovo dei contratti, richiedono che queste carenze siano superate e che l'azione del sindacato si dispieghi con tutta la sua intensità, per far avan zare in questa categoria il processo di sindacalizzaziong, tenendo presente che gli impiegati dei settori industriali costituiscono buona parte della categoria.

Il sindacato deve intervenire con maggior peso e affrontare la specificazione degli obiettivi di lotta generali del sindacato per poterli più facilmente far penetrare nelle masse impiegatizie, in particolare per la politica delle riforme e lo sviluppo economico (problema del mezzogiorno, riforma sanitaria, lotta per i prezzi ed occupazione).

Lavorare quindi per la costituzione di una giusta linea sindacale per gli impiegati e per la loro massiccia presenza nel sindacato, soprattutto nella fase di unificazione in atto.

Un delegato

ZITTO! DIMMI LA POESIA ! BRAVO! lO A POSTO E ZITTO!
rgIGNoR MAESTRO LUI DICE CHE NON SI DEVE SCIOPERARE E VERO CHE E UN FASCISTA? LA VISPA TERESÀ\ GRIDAVA Li HO PRESA L' 140 PRESA

PER CHI ANCORA NON LO SAPESSE

Lo scorso mese le visite di controllo ENPI hanno denunciato un fatto sconcertante: ai due saldatori che lavoravano alla CO2, è stato rilevato un forte abbassamento della vista, rendendo necessario il loro trasferimento ad altri lavori con i quali la vista non sia ulteriormente danneggiata.

Si è tentato di sostituirli con altri saldatori, ma nessuno è riuscito a resistere più di qualche giorno in quanto a tutti si gonfiavano gli occhi ed uno è addirittura finito all'ospedale per alcuni giorni.

Qualcuno si è affrettata a giusti-

ficare tutto questo col fatto che i vetri delle maschere erano troppo chiari.

Al di là delle frettolose giustificazioni, questo dimostra ancora una volta che troppo spesso le macchine vengono costruite ed usate senza le necessarie misure protettive, che salvaguardino la salute e la vita dei lavoratori, ma vengono costruite pensando solo al profitto del padrone, senza tener conto che lo sfruttamento e le malattie aumentano sempre più.

Un operaio

LA CAVALLINA STORNA

L'8 febbraio nel montaggio i turnisti del Il con coraggio sopportarono l'asfissia a lungo raggio per quei rottami per demolitori ovvero: i carrelli elevatori.

All'improvviso iniziò una fumata rendendo l'aria inquinata.

Mal di testa, rovesci e capogiro provocava quel gas tutto in giro. Noi chiediamo: Signori della Direzione è finita la presa in giro?

Sempre noi col pericolo, lì, sul vivo. Dalla vertenza del maggio 1971 andremo a giugno del 72. Per ottenere ci vogliono lotte. E' rimasta l'orma dell'ultima piattaforma: 3 carrelli però! quelli non ci sono. Loro dicono: se va bene, a giugno. Cavallina, cavallina storna tira avanti e attenta alle corna, quando l'aria dal tuo fumo è invasa noi pianteremo tutto e andremo a casa.

Un operaio del II turno

ELETTO IL CONSIGLIO UNITARIO DI ZONA

Venerdì 21 gennaio 1972 si è tenuto l'attivo unitario di zona per eleggere il CONSIGLIO UNITARIO DI ZONA del quale sono risultati eletti 64 lavoratori impegnati nell'attività di fabbrica.

Per la LINK-BELT sono stati eletti: GALLONE UGO e COGNETTI LEONARDO. Nella prima riunione del Consiglio Unitario di Zona sarà eletta una segreteria composta da 11 membri, la quale avrà il com-

pito di coordinare le decisioni prese dal Consiglio Unitario di Zona. Importante sottolineare che la formazione dei Consigli Unitari di Zona che si stanno formando in tutte le zone di Milano, segue da circa un anno le elezioni dei Consigli Unitari di Fabbrica. Questo testimonia ancora una volta che l'Unità Sindacale nasce dalla fabbrica e si concretizza poi a tutti i livelli.

Un delegato

Art. 9.

Tutela della salute e dell'integrità fisica I lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca. l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.

In venti anni sono stati spesi per l'esercito italiano ventimila miliardi. Quest'anno il bilancio è di 1.600 miliardi.

L'organigramma prevede per le tre armi 321 generali, ne abbiamo invece 1.016 così ripartiti:

Esercito 588 invece di 192

Marina 207 invece di 64

Aviazione 221 invece di 65.

PIU' CANNONI, MENO ASILI NIDO

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