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Il calcolatore19

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il calcolatore

Bollettino Unitario del Consiglio di Fabbrica della Lagomarsino

In settimana il primo incontro di verifica del piano

Per progredire positivamente nel settore

Bilancio, indicazioni e proposte dei lavoratori

La situazione LAGOMARSINO si colloca all'interno di un quadro economico e sociale profondamente deteriorato e percorso da una crisi ben lungi dall'essere risolta.

Gravissimi sono gli errori del passato, e pesantissimo le responsabilità di coloro che hanno gestito il potere politico ed economico nel nostro Paese.

Nonostante questo, abbiamo ancora un quadro politico di gran lunga superato dalla volontà popolare, abbiamo ancora nelle fabbriche una classe imprenditoriale che ripropone i rapporti e le soluzioni di sempre.

Noi riteniamo che si possa procedere attivamente sulla strada del rinnovamento e del risanamento della struttura economica, a patto4che si rompa decisamente con il passato e ci si incammini nella direzione di un diverso /#apporto coi lavoratori e le loro organizzazioni politiche e sindacali.

Si assume oggi una grave responsabilità verso tutto il Paese chi, in nome di obiettivi di conservazione, evita di porsi su questo tereno.

Questo vale anche per la Direzione LAGOMARSINO, che negli ultimi mesi ha manifestato una pericoloba tendenza a ripiegare verso atteggiamenti di chiusura e verso una latitanza soce. spetta nei confronti dei numer, si problemi che la ristrutturazione del Gruppo impone.

Ci riferiamo in particolare, alle mancate risposte in merito alle scelte produttive del medio termine ed alla lettera del 14 Marzo 77, che definisce "problemi di stretta compe= tenza Aziendale" i temi proposti dalle Organizzazioni Sindacali, tesi allo sviluppo pro= duttivo e occupazione.

Tutto questo, mentre si fanno piu chiari i limiti del piano di ristrutturazione in meri= toalla possibilità di occupare tutti i lavoratori della LAGOMARSINO, se non si da prati.= ca attuazione, oltre ai programmi di assiemaggio, anche ai progetti e prodotti realizza= ti dalla Fabbrica e attraverso i quali non solo vi è sicurezza di ripresa occupazionale ma, se prodotti con concetti nuovi, anche di incremento.

Poiché questa strada è ampliamente possibile, SI TRATTA DI VERIFICARE NEI FATTI LA NUO= VA GESTIONE CARRARI.

aprite - 1977

Si tratta di vedere se essa persevera nella strada che la porta a diventare lo sfogatoio delle carenze della Olivetti, facendone pagare le conseguenze anche ai lavoratori. Oppure si tratta di verificare nei fatti come, nel mantenere un cordone ombelicale con la Olivetti, si è anche capaci dl darsi una struttura tecnica e organizzativa per svíìup= pare i PROPRI PROGETTI, per modificare le strutture produttive rendendo competitivi i pro dotti, per non avere un rapporto di sudditanza, per essere essa stessa capace di una auto: noma politica produttiva e commerciale.

E' necessaria, a questo punto, una ripresa dell'azione sindacale, proponendo ai lavora= tori una attenta analisi della fase e delle prospettive di lotta.

Situazione del gruppo

Come i lavoratori ricorderanno, lo scorso anno si era giunti alla stesura di due diffici= li accordi riguardanti la Fabbrica ed il Commercio per superare, attraverso un piano di ristrutturazione, le difficoltà esistenti/nèl gruppo ereditate dalla precedente miope Ge= stione.

Questi accordi, che consentivano alla Direzione di ottenere la Cassa Integrazione e, in prospettiva, un prestito di circa otto miliardi, fissavano tutta una serie di punti fermi rispetto al mantenimento dei livelli occupazionali Cle modalità di sviluppo del piano stesso

Da quel momento, l'impegno delle Organizzazioni Sindacali è stato quello di controllare l'operato della Azienda, che nei primi mesi di attuazione iniziava a muoversi sulle se= guenti linee:

I) Ricerca di finanziamenti e di credito presso le Banche.

Acquisizione, dall'esterno, di una gamma completa di prodotti da montare in Fabbrica (Accordo Olivetti) senza dover fare uso di particolari macchinari e investimenti.

Revisione della politica commerciale e riorganizzazione della struttura di vendita e assistenza in funzione dei prodotti fabbricati.

La situazione attuale, rispettò_ ad una precedente assenza totale di prospettive, ci con— sente almeno di ragionare su qualcosa di concreto e ci lascia intravedere buone possibi lità di continuità del Qruppo.

Restano però molti punti oscuri, inadempienze, cose non precisate, scelte differite che ci preoccupano e ci impongono un serio confronto con la Direzione.

SECONDO LE ASSICURAZIONI DELLA DIREZIONE, si doveva pervenire all'inizio del 77 ad una chiara definizione degli obiettivi della LAGOMARSINO e, di conseguenza,ad un completa= mento dell'organigramma tecnico.

QUESTO ASPETTO E' ANCORA INSOLUTO. Si delinea una chiara scelta della Direzione rivolta il montaggio dei prodotti Olivetti, ma mancano totalmente indícazíoni sulle scelte produt= tive e commerciali a medio e lungo termine che la LAGOMARSINO deve fare nei settori del CALCOLO, della SCRITTURA, dei SISTEMI, della FOTORIPRODUZIONE o altri eventuali prodotti.

'URGENTE,QUINDI,LA DEFINIZIONE di questo piano che, enzialmente tre aspetti:~ air t b i/ols/oval

a nostro avviso, deve toccare es= ant 9lisqb33p i: tàd

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DEFINIZIONE DELLA GAMMA dei prodotti dal punto di vista delle prestazioni, dell'immagine, dei contenuti tecnologici.

2.

RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE, neiinetodi di lavoro negli impianti e nei servizi per rendere la produzione competitiva e costruire -l'immagine di una Azienda in grado di svolgere un ruolo attivo.

A questo scopo concorrono in grande misura: LA STRUTTURA TECNICA, GIUSTI INVESTIMENTI, iSERVIZI DI PROGRAMMAZIONE, DI ASSISTENZA e di VENDITA.

IMPEGNO, GRADUALE MA PRECISO, a costruire in Fabbrica parti che attualmente vengono acquistate dalla Olivetti,o, peggio, all'estero.

Questo NON PER INSEGUIRE UNA ILLUSORIA TEORIA AUTARCHICA E DI ASSOLUTA INDIPENDENZA INDUSTRIALE ( dí cui ci accusa la Direzione), MA PER UN CORRETTO SVILUPPO INDUSTRIALE.

Solo attraverso una politica aziendale che si muove decisamente in queste direzioni è possibile attuare una politica di risanamento.

LE POSSIBILITÀ' IN QUESTO SENSO ESISTONO E SONO CONCRETE!

(Secondo alcuni dirigenti n nostrani", in Italia, non si può andare oltre all'assiemaggio dei prodotti; poichè costerebbe troppo.

Si sono mai chiesti,, questi teorici dello sfascio, come fanno in altri paesi a produrre a costi inferiori?

Non hanno mai sentito parlare dí investimenti e organizzazione del lavoro?

Se continueremo con questi SIGNORI, finiremo con l'importare in Italia anche le carote!!!)

— La nostra ditta sta attraversando un periodo di grande confusione...

PRODUZIONI MECCANICHE

Da uno studio ín mano alla Direzione è possibile vedere come, con un riadeguamento dei macchinari (investimento di circa 150 milioni),sia possibile ridurre di un terzo i costi di produzione della LS 121.

Tali macchinari non sono particolarmente specializzati e sarebbero impiegabili (e quindi ammortizzabili meglio) anche per altre produzioni.

Se è vero che la maggiore automazione del lavoro riduce l'occupazione, lo studio di opportune gamme di prodotti ci consente, grazie anche all'abbassamento dei prezzi, l'aumento delle quantità prodotte e vendute, quj.ndi il mantenimento dei livelli occupazionali.

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Il discorso investe l'intera produzione meccanica (torneria, trancíatura,banchi, ecc.) dove incidono pesantemente sui costi di produzione la lentezza delle macchine, lo scarso livello dí automazione e la scarsa organizzazione e programmazione del lavoro.

Anche i Giapponesi non fanno miracoli e;f posto che il reddito medio pro capite in Giap= pone, é più elevato che in Italia anche il costo del lavoro sarà vicino ai nostri li= velli. Bisognerà quindi vedere non tanto quanto i Giapponesi lavorano, ma come producono e, senza andare così lontano, si può vedere l'esempio di fabbriche italiane come l'OLIVETTI stessa e la ZANUSSI.

UNA EFFICIENTE RIORGANIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE MECCANICA può quindi garantire una completezza del ciclo produttivo, il che significa:

SALVAGUARDIA DELLA OCCUPAZIONE E DELLE CONOSCENZE TECNICHE DEL- PERSONALE.

PRODUZIONE DI PLUSVALORE SULL'INTERO CICLO PRODUTTIVO, e quindi margini di guadagno più elevati e sufficienti a garantire investimenti rin s. attrezzature e ricerca.

MAGGIORE INDIPENDENZA DAI FORNITORI ESTERIì

A proposito di quest'ultimo punto, desideriamo ribadire il significato politico, cioé alleggerimento della bilancia dei pagamenti, minori condizionamenti da parte dei capitali stranieri. Ricordiamo inoltre quanto sia utile l'inserimento della LAGOMARSINO in un discorso che privilegi l'elettronica nazionale per quanto riguarda il set= tore dei componenti.

PROGETTAZIONE

E' evidente che la meccanizzazione ora 4:mendicata, modificando il ciclo produttivo, richiede anche un diverso modo di affrontare !il problema della progettazione, non più soltanto in funzione delle caratteristinhe iintrinseche del prodotto, ma anche e sopra.. tutto della sua producibilità ed economicità; Questo significa un nuovo modo di lavorare, non più chiuso a compartimenti stagni ed impenetrabili, ma aperto a scambi di esperienze tra i vari settori della Fabbrica, attento alla realtà tecnica esterna, e supportato da tutta una serie di servizi,quali:

•

I) Apparecchiature e metodi di collauda Controllo qualità Servizio archiviazione e documentazione tecnica. Servizio di elaborazione dati, ecc. che sí devono potenziare o creare dal nuovo. Queste cose sono realizzabili potenziandb loéstaff tecnico con nuove assunzioni e con la riqualificazione del personale attualmente in Fabbrica.

COMMERCIO

Il settore commerciale della LAGOMARSINO apparato produttivo, della funzionalità cato e, in definitiva, della duttilità e

La: struttura decentrata, con le filial il continuo contatto con la clientele; i nuova!) fanno si che qualsiasi sol ne registrata ed amplificata come in una bili all'infinito e guasti che, talvolta arte da parte di chi, all'esterno o all' dello scetticismo abile strumento di d

è il pettine a cui vengono tutti i nodi dello ell' rganizzazione, del confronto con il mer.. coe nza della gestione.

dislocate in tutto il territorio nazionale; costante misurarsi con la concorrenza (vecchi4 ecitbzione negativa, reale o strumentale, vie.. cassa di risonanza, con effetti non controlla dan_o 1 11 i reazione di essere provocati ad nterno dell Azienda, fa della conflittualità sgreigailkone.

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Era importante, perciò, arrivare a questa fase del processo di ristrutturazione in cui la gamma dei prodotti è stata rinnovata e completata, con una serie di interventi ca= paci di rafforzare nei lavoratori la FIDUCIA NELL'AZIENDA E NEI PRODOTTI, stabilizzare e consolidare la struttura e l'occupazione delle Filiali, avviare una nuova organiz= zazione del lavoro in cui la professionalità del lavoratore sia elemento di razionaliz= zazione del servizio e riconoscimento delle sue capacità.

Questi obiettivi, è bene ricordarlo a qualcuno, sono saaciti dall'accordo sindacale del 13 Ottobre 76, per cui ci siamo battuti in maniera corretta e responsabile in un momen= to in cui il rapporto con l'OLIVETTI non era ancora consolidato; difendevamo il posto di lavoro, come é sacrosanto, ma ribadivamo (e ne siamo tuttora convinti) il concetto che la LAGOMARSINO ha una sua precisa ragion d'essere nel settore.

QUALE E' LA SITUAZIONE; OGGI, NEL COMMERCIO ?

L'occupazione é calata, complessivamente, di circa il 9% rispetto a sei mesi fa: Analizzando questo dato, é possibile vedere come la flessione é concentrata sopratutto in alcune Filiali del nord, come Milano, Varese, Venezia e riguarda principalmente í venditori della General Line, gli amministrativi ed i programmatori.

Vi é stato, è vero, un'assai limitato numero di assunzioni, ma riteniamo elakílibiruble.■ ma deve avere ben altre soluzioni: non si può manovrare oltre un certo limite la mobi= lità, né si può pretendere che la vendita diretta, ad esempio, continui ad assolvere alla sua funzione di rafforzamento dell'immagine con un organico decimato, disorientato e non riqualificato convenientemente e tempestivamente.

Il servizio programmazione, nonostante il fatto positivo del primo corso di riqualifi= cazione sui nuovi sistemi, fatto nel mese scorso, non ha riscontrato finora mutamenti sostanziali nell'organizzazione del lavoro, che privilegia ancora l'improvvisazione nei confronti della programmazione dei ruoli e delle funzioni.

Non é sostenibile ancora per molto l'assicurazione che la collaborazione con le Software Houses sia una valvola di scarico per l'eccesso di lavoro, dal momento che l'organico (e quindi l'esperienza e le capacità tecniche) continua a contrarsi, la richiesta di prestazione tende a dequalificarsi e l'approccio al nuovo tipo dí Software viene per= seguito con gli schemi e gli orientamenti di sempre: DI QUESTO PASSO, LA PROGRAMMAZIO= NE RISCHIA O DI TRASFORMARSI IN UN GROSSO CENTRO-SERVIZI A SUPPORTO DELLE SOFTWARE HOUSES, O DI ESSERE UNA STRUTTURA INADEGUATA ALLA MOLE ED ALLA

CHE LA GESTIONE DEI NUOVI SISTEMI IMPONE.

LAVORO
QUALITÀ' DEL
la tondo -siamo tutti metallurgici. Solai ah* s ma ,tocesSo rata

Quindi

Dopo i precedenti accordi i Lavoratori hanno dimostrato un considerevole senso di re= sponsabilità ed ora si attendono, come minimo, che l'Azienda manifesti, nei fatti, la propria.

Il piano di ristrutturazione doveva essere inevitabile in quanto, in caso di mancato accordo, avremmo assistito al peggio con conseguente rischio di una probabile chiusura aziendale.

QUALCOSA SI E' MOSSO.

L'ATTUALE SITUAZIONE E' SENZA DUBBIO DIVERSA.

Quello che doveva costituire il breve periodo, anche se con notevoli ritardi e con quel= le difficoltà oggettive conseguenti ai diversi prodotti, sta funzionando .

CIO' E' POSITIVO MA NON CI DEVE ILLUDERE.

La durata del piano prevedeva e prevede tuttora una lunga scadenza attraverso la quale vi dovevano essere precisi impegni.

Nella fabbrica vi è ora il grosso problema dove non si intravedono le prospettive dei prodotti propri ( progetti realizzati dalla LAGOMARSINO ).

Il piano di ristrutturazione deve essere gestito giorno per giorno e la mancanza di que= sti prodotti comporterebbe un profondo e negativo mutamento della fabbrica tramutata in un assiemaggio vincolato agli esclusivi umori degli altri.

Conseguentemente alcuni uffici e reparti legati alla fabbricazione non avrebbero motivo di esistere, pertanto una elevata percentuale di lavoratori non troverebbe una effettiva collocazione.

Questi dubbi non sono casuali ma derivano da una logica aziendale dovuta ad una miope politica sulle scelte riguardanti i prodotti di propria progettazione.

Assistiamo infatti a precisi impegni verbali non mantenuti.

Non a caso gli uffici tecnici e della progettazione si sono svuotati e, con l'attuale realtà numerica, è impossibile intraprendere ogni iniziativa in proposito.

QUALI SONO LE VOLONTA' AZIENDALI?

Da tempo il C.d.F. sollecita l'Azienda a pronunciarsi su queste cose proprio per verificare le volontà aziendali rispetto agli obbiettiví concordati.

Ci aspettiamo il 19 c.m. un discorso chiaro e preciso e, se vi sono alcune difficoltà e diversi indirizzi, l'Azienda ha l'obbligo di confrontarsi e pronunciarsi.

Da parte nostra abbiamo espresso valide e positive soluzioni le quali sono emerse da una logica analisi che in sintesi esige una diversa mentalità ed un nuovo modo di operare da parte aziendale.'

Vi sono grossi problemi anche da parte del Commercio. Su questo , il Coordinamento intende ribadire l'importanza del Settore richiamando alcuni lavoratori (fortunatamente pochi!) della fabbrica e del commercio che non hanno ancora capito come l'unificazione in atto sia un fattore decisivo per essere in grado di fare una polita produttiva e commerciale.

Infatti gran parte dei fallimenti di gruppi sballi al nostro sono imputabili alla mancanFa o debolezza di una struttura produttiva o! di una rete ditributiva. 6

Di questo dobbiamo rendercene conto ed esserne convinti altrimenti agiremmo su un terreno pericoloeo e partiremmo decisamente sconfitti.

Vi sono inoltre enormile pericolose anomalie che devono essere superate.

Anzitutto va detto, con l'inserimento di,yersi prodotti impropri, si rende urgentemente necessario un corso di riqualificazioee per garantire una migliore qualità sia per l'as= sistenza che per la vendita.

Rimane comunque il discorso prioritario, che è anche una carenza dell'attuale gestione dove i migliori tecnici trovano wla diversa ed unica collocazione alla ELSI.

Ciò non stupirebbe se non vi-fossero di mezzo le vecchie trame.... dei LAGOMARSINO.

Tale contesto è rimarcato dall'attuale atteggiamento dei sopravvissuti i quali non solo non hanno saputo adeguarsi alla diversa realtà, ma contrastano la stessa attraverso pe= ricolosi discorsi tesi a far apparire unicamente il lato negativo.

Questi discorsi hanno dato i loro frutti con le conseguenti dimissioni ed i diversi inse= rimeni in quella realtà precedentemente descritta.

STUPISCE L'ATTEGGIAMENTO DELLA NUOVA GESTIONE LA QUALE, sino ad oggi, non ha voluto contrapporsi a tali trame/

Questa lecita preoccupazione deve trovare nella Di.rezione, una giusta risposta proprio per la sua gravità che minaccia da vicino la sopravvivenza degli ultimi accordi.

Su queste fondamentali tematiche e per i grossi problemi esposti su questo giornale con le conseguenti analisi e proposte ci confronteremo con l'azienda.

Tali soluzioni sono fattibili se vi è volontà aziendale.

Il finanziamento è legato anche a questo. Se invece le volontà si sono tramutate verso diversi obiettivi esse devono essere imperniate su contenuti migliorativi e occupazionali in quanto la classe operaia non intende essere sottovalutata.

25 aprile 1945: insurrezione!

la gente manifesta nelle strade la sua 34"

e

E le donne ?

La crisi profonda che scuote il nostro Paese ha reso più evidente la condizione di subordinazione in cui vivoho le donne.

Siamo sempre noi donne a subire per prime gli effetti di una crisi economica: Paghiamo con l'espulsione massiccia dal mondo del lavoro; paghiamo con l'emarginazione a ruoli subalterni cui tende a rinchiuderci una cultura per tanti versi falsa e mistificatoria; paghiamo, nell'ambito familiare, quando dobbiamo farci carico di problemi che "questa" società non vuole o non è capace di risolvere (casa, asili-nido, scuola,sanità).

Questo è ildato,contro il qualei ogni giorno, noi donne siamo costrette a cimentarci nelle case, nelle fabbriche, negli uffici, nelle campagne, nelle scuole;

Se questo è il dato, è altresì: evidente che la classe lavoratrice , di cui noi siamo., parte integrante, è impegnata oggi più di ieri a lottare perchè esso venga cambiato. Noi donne,però, non siamo più disposte a concedere deleghe, neppure ai nostri compagni: la lotta comune per una società più giusta richiede un contributo specifico, "nostro", Cffcli-ei per il quale è necessario strumenti autonomi di analisi e di proposta che vadano adarricchire in maniera originale, ed ad integrare, la tensione ideale e la capacità di costruire una condizione più umana, che persegue la classe lavoratrice. Occorre, per questo, trasformare la frustrazione, la remisssività il senso di impotenza derivanti da una secolare ingiustizia, in determinazione; occorre sottrarsi alla catena delle convenzioni e delle false verità che ci condannano alla schiavitù di certi ruoli (dove è scritto che picchiare per otto ore sui tasti di una macchina da scrivere, o rispondere al telefono, o fare la segretaria di un capo, sono lavori "per donna"?).

Noi lavoratrici della LAGOMARSINO, in gran parte, siamo consapevoli della necessità di lottare: siamo presenti in misura non trascurabile nel C.d.F. e nelle Rappresentanze Sindacali Aziendali, e nelle Commissioni di Lavoro, partecipiamo alle iniziative volte a salvaguardare l'occupazione e a conservare a questa Azienda un suo ruolo autonomo nel settore in cui opera.

Ciò nonostante, avvertiamo l'esigenza di una nostra maggiore presenza,ung partecipazio= ne più attiva alla elaborazione della strategia, un impegno più qualificato politica= mente, all'interno dell'ambiente di lavoro ed anche. all'esterno, nel nostro ambito sociale.

Per rispondere positivamente a tale esigenza e per offrire un punto di riferimento a quelle dimoi, che sentono il bisogno di impegnarsi, abbiamo istituito in fabbrica una Commissione Femminile, che ha iniziato il suo lavoro con una piccola inchiesta sulla condizione della donna lavoratrice, il cui contenuto non è possibile purtroppo riporta= re su questo numero per ragioni di spazio, ma che ha ribadito, per la prontezza con cui é stata accettata, la volontà di riconoscerci come una realtà specifica.

Da queste colonne, perciò, estendiamo a tutte le lavoratrici del gruppo, l'invito a far proprie e a sviluppare le considerazioni che abbiamo fin qui svolto ed a partecipa= re, con i mezzi che saremo in grado insieme di approntare, alle iniziative di analisi, dí dibattito, di proposte che noi donne della LAGOMARSINO promuoveremo.

Potrete mettervi in comunicazione con la Commissione Femminile usando il recapito della Segreteria del Coordinamento, in V.le Umbria 36.

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