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Il Consiglio_TIBB4

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Consiglio TIBB di Fabbrica

A CURA DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DEL TIBB DI MILANO - P.LE LODI

PERCHE' IL GIORNALE

Queste poche righe non sono state scritte con la pretesa di dar corpo ad un ', articolo di fondo », bensì con l'intento di presentare il giornale, di cui oggi esce il primo numero, ed illustrarne le finalità.

La premessa da cui siamo partiti, e che ci ha convinti a dar vita ad un giornale di fabbrica, è costituita dal fatto che non sempre è possibile informare tempestivamente ed esaurientemente i lavoratori circa i dibattiti che si tengono in Consiglio di Fabbrica e le risoluzioni dallo stesso adottate rispetto alle varie questioni.

In particolare, in questo primo numero ci è parso opportuno evidenziare il lavoro svolto dalle varie commissioni perché individuiamo nella attività pratica del C.d.F., che si estrinseca nelle commissioni di lavoro, un reale momento di aggregazioni tra i delegati che agiscono nelle strutture sindacali ed il resto dei lavoratori.

Siamo inoltre convinti che il giornale non debba essere una specie di notiziario - bollettino, ma debba invece assumere le caratteristiche di un foglio critico e fonte di dibattito tra i lavoratori.

A tale scopo, invitiamo sin da ora tutti coloro che vogliono scrivere articoli, anche di argomento non strattamente sindacale, porre quesiti, chiedere che il giornale affronti determinati tem i, a prendere contatto con la Commissione Cultura.

Ci auguriamo che le premesse da cui siamo partiti trovino pratica realizzazione e che non venga a mancare l'apporto di tutti i lavoratori per rendere più interessante e più vario il nostro giornale.

Commissione Cultura

PARLIAMO DI MEDICINA DEL LAVORO...

Da qualche anno è aumentato l'interesse per questo settore della medicina, proprio perché le lotte dei lavoratori hanno imposto nuove esigenze di conoscenza e di cambiamento rispetto all'organizzazione del lavoro in fabbrica (nocività ambientale, ritmi. sostanze usate nei processi produttivi, rumore, polveri ecc.).

La coscienza che la propria salute è un bene primario che va difeso e salvaguardato al di là di qualsiasi monetizzazione, ha portato il movimento dei lavoratori a qualificare sempre più le proprie richieste e a darsi contemporaneamente strumenti nuovi per perseguirle.

In questo senso va anche la legge n. 37 deliberata dalla Regione Lom-

bardia che istituisce gli S.M.A.L. (Servizi di Medicina Preventiva Ambiente di Lavoro), ossia gruppi di medici e di tecnici preposti alla effettuazione di indagini ambientali, con lo scopo di individuare le fonti di nocività, attraverso prelievi, analisi di sostanze, misurazioni, ma soprattutto discutendo con i lavoratori che, meglio di chiunque' altro, possono dire come vivono in quell'ambiente di lavoro, in quanto ci stanno otto ore al giorno, non solo a livello ndividuale ma come gruppo omogeneo, affermando così il principio della soggettività operaia. Questo punto purtroppo rischia di essere soltanto una semplice affermazione di avanguardia se non si costruiscono precisi momenti di lotta accroarmoruA

DALLA PRIMA

canto agli SMAL ed agli altri Istituti sui quali quest'ultimo si appoggia per effettuare queste rilevazioni (es. LA CLINICA DEL LAVORO).

Anche se il momento attuale impegna il movimento sul fronte della difesa della occupazione e viene privilegiato questo problema non dobbiamo dimenticarci che anche lottare per la salute è estremamente importante che avere dei cedimenti equivale ad un arretramento rispetto alle conquiste faticosamente realizzate.

Al TIBB, per quanto a rilento, stiamo marciando in questa direzione. Purtroppo la nostra fabbrica è grande l'intervento dello SMAL sembra passare in sordina.

Abbiamo scelto come primo reparto di intervento I POLIESTERI per le condizioni ambientali in cui si lavora, data la presenza di diverse sostanze nocive e dove già da tempo i lavoratori premevano per un intervento da parte del C. di F.

Dopo i primi contatti con lo SMAL, tramite il delegato di reparto i lavoratori hanno contribuito alla compilazione del » REGISTRO DEI DATI AMBIENTALI E BIOSTATISTICI ». Questo registro raccoglie tutte le informazoni sul reparto, sui cicli produttivi, sulle sostanze usate, sui ritmi, sul rumore,

sulle polveri, sull'organico, facendone una fotografia molto dettagliata.

L'importanza di questo registro è notevole in quanto permette ai medici ed ai tecnici dello SMAL, di avere le idee chiare su quello che vedono e verificano nel momento in cui effettuano il sopralluogo nel reparto.

L'indagine fin qui svolta ha coinvolto tutti i lavoratori compresi caporeparto e controllo, attraverso momenti di assemblea di gruppo omogeneo, che hanno permesso ai lavoratori mediante l'ausilio dello SMAL, la compilazione dei libretti sanitari e individuali di rischio; libretti che contengono tutte le notizie sanitarie sul lavoratore e anche l'indicazione dell'uso di sostanze nocive usate nell'ambiente di lavoro ed eventuali rischi a cui il lavoratore stesso è esposto.

Questi libretti accompagneranno il lavoratore durante l'arco della sua vita fuori dalla fabbrica; sarebbe cosa ottima se questi libretti fossero compilati per ciascun cittadino, speriamo che la riforma sanitaria tenga conto anche di ciò.

Tutti i lavoratori del reparto sono stati visitati; per alcuni di loro che soffrono di allergie sarà chiesto all'azienda opportuna convenzione con la Clinica del Lavoro per la effettuazione di particolari test allergologici o visite specialistiche mirate.

Alla fine di questa indagine tutti i dati raccolti sul ciclo produttivo, i risultati dei prelievi, le notizie sulle sostanze usate e sui componenti stessi, saranno trascritte in un particolare verbale che sarà illustrato ai lavoratori in apposita assemblea e quindi consegnato sia ai lavoratori che alla Direzione aziendale.

Ma il nostro lavoro non finisce qui. L'indagine non è fine a sé stessa, ma serve agli operatori dello SMAL che con l'ausilio di specialisti e dei lavoratori, formuleranno dove necessario proposte di cambiamento nell'uso delle sostanze o modifiche dell'ambiente stesso (es. aspirazioni, ricambi d'aria, protezioni individuali o sulle macchine ecc.).

La commissione ambiente che ha seciito e partecipato all'indagine ha ii compito di utilizzare le indicazioni dello SMAL, traducendo in richieste specifiche e coinvolgendo il C.d.F. in prim9 persona ed i lavoratori ed intervenire quindi nei confronti dell'azienda perché si apportino nel più breve tempo possibile le modifiche richieste nate da un lavoro di gruppo tra medici tecnici e dalle esigenze dei lavoratori e quindi per nessun motivo devono rimanere soqanto scritte sulla carta.

Commissione Ambiente T.I.B.B.

FABBRICA E TERRITORIO

Dopo l'Insediamento delle varie Commissioni in seno al Consiglio di Fabbrica, anche la Commissione Territoriale ha incomincirto una serie di lavori in stretto collegamento con la zona FLM Romana, la quale si è strutturata in leghe per una maggiore possibilità d'intervento nei vari problemi delle singole fabbriche.

I problemi emersi sono parecchi e di importanza notevole: l'occupazione, vertenze aperte nella Lega 12, Aziende che vanno commercializzandosi (Vanossi), riducendo la manodopera produttiva. Officine Seveso 70 licenziamenti, ex TLM che non rispetta l'accordo firmato in Assalombarda, accordo che garantiva ai lavoratori l'occupazione in Aziende della zona, fra queste anche il TIBB.

Dopo questo lavoro iniziale, altri problemi d'importanza primaria che la Commissione Territoriale sta per affrontare, sono il problema dei trasporti urbani ed extraurbani dopo l'accordo Sindacati Regione Lombardia, l'Equo canone che nei prossimi mesi verrà approvato in Parlamento, cosa da non sottovalutare in tutti i sensi.

1) Per i trasporti la Commissione inizierà con un'indagine in seno alla Fabbrica per poi inserirsi sotto ogni aspetto per alleviare i disagi che i nostri pendolari extraurbani subiscono tutti i giorni con diversi interventi: controllo Km, percorso e rispettive tariffe„ controllo e verifica disciplinare del numero di vetture da inserire sulle linee, vedere il grado di stato delle vetture, la loro manutenzione. Tutto questo lavoro darà la possibilità ai singoli lavoratori di denunciare la decadenza dei servizi alle amministrazioni locali e di poter intervenire in appoggio ai lavoratori come la Legge Regionale prescrive.

2) Equo canone, come il documento economico confederale CGIL-CISL-UIL lo stesso direttivo nazionale della FLM apportavano alcune modifiche per questa legge, affinché vengano salvaguardati in alcuni punti i diritti dei lavoratori (giusta causa, indici di costo e di vari coefficienti di calcolo), la commissione territoriale potrà dare una serie di indicazioni al comportamento dei singoli lavoratori alle loro famiglie per una politica che salvaguardi concretamente il potere reale del salario sul problema della casa.

la Commissione Territorio

SONO DISPONIBILI PRESSO LA SALA DEL C.D.F. UNA SERIE DI TESTI A CARATTERE POLITICO, SINDACALE, SOCIALE, STORICO E NARRATIVO. TUTTI I LIBRI VERRANNO VENDUTI CON UNO SCONTO DEL 20% SUL PREZZO DI COPERTINA. Si INVITANO I LAVORATORI INTERESSATI AD EVENTUALI ACQUISTI A CHIEDERE ULTERIORI INFORMAZIONI AI PROPRI DELEGATI.

DONNE NELLA FABBRICA

Ci sembra che affrontare le questioni che seguono sia fondamentale per uscire dal malcontento, dalla insoddisfazione che le donne-lavoratrici vivono e che si esprime di solito in atteggiamenti individuali di stanchezza soprattutto, ma talvolta di ribellione. Per noi discutere delle discriminazioni e dell'oppressione che viviamo anche sul posto di lavoro signilica cominciare a dare una risposta che parta da noi, significa cominciare a lavorare concretamente, mettendo insieme le esperienze e soprattutto prendendo coscienza che solo organizzandoci potremo affermare la nostra volontà di essere soggetti e persone che decidono della propria vita e che non accettano più di essere subordinate al ruolo di inferiorità che questa società ci impone.

La commissione femminile vede in questo momento oltre alla presenza delle delegate del C.d.F. la partecipazione di alcune lavoratrici: ma è chiaro che solo attraverso il contri-

buto anche delle altre donne del TIBB, sarà possibile portare avanti un lavoro concreto capace di produrre risultati, sia in termini di obiettivi di lotta che di unità ed aggregazione di tutte le donne sulle loro specifiche tematiche.

Noi pensiamo che sia ora di passare dalla tipica risposta che solitamente una donna esprime in questi casi, cioè una giusta reazione di rabbia momentanea, che però una volta sbollita lascia tutto immutato, ad una risposta complessiva che unisca le donne a partire dalle loro condizioni di lavoro e che sia in grado di contrapporre una nostra visione della donna, affermando la nostra autodeterminazione a decidere e lottare su nostri specifici obiettivi.

Ci rendiamo conto che denunciare queste discriminazioni è solo il primo passo, che è solo cominciare a parlarne, anche se non è poco, e che occorre portare avanti con coerenza la battaglia sull'organizzazione del la-

voro, perché è soprattutto. ai padroni che questa divisione, questo cacciare le donne ai livelli più bassi e alle mansioni più ripetitive, è funzionale, ma ci rendiamo altrettanto conto di come spetti alle donne prendere coscienza e organizzarsi, sensibilizzando e convincendo poi anche i propri compagni di lavoro: gli uomini, cioè, che tutto sommato accettano l'inferiorità della donna per mantenere i propri privilegi.

Lavorare con le donne, tra le donne e per le donne: questo è il senso dell'intervento che questo gruppo di donne cercherà di portare avanti.

Per raggiungere questo obiettivo sarà indispensabile costruire un saldo legame tra tutte le donne, metterci insieme, discutere di tutti i nostri problemi, dalla salute, alla famiglia, al lavoro: per questo motivo la commissione femminile e il nostro notiziario sono aperti al contributo e alla partecipazione di tutte le donne.

Commissione Femminile

Per una migliore gestione nella mensa aziendale

L'attività della Commissione mensa si ò, negli scorsi mesi, evidenziata a due diversi livelli. Da un lato si sono contrattate con la direzione aziendale una serie di esigenze emerse dai contatto con i lavoratori, in particolare si è ritenuto di richiedere all'azienda di farsi tramite presso la gestione Pellegrini per un miglioramento e qualitativo ' (la immissione di nuovi piatti) e logistico (la sistemazione delle strutture della mensa).

Dall'altro lato la commissione mensa si è fatta carico di svolgere una

costante opera di collegamento ed appoggio alla lotta che ha vista negli scorsi mesi, i lavoratori della mensa richiedere alla gestione Pellegrini il rinnovo contrattuale.

In questo senso la Commissione ha operato sensibilizzando i lavoratori del TIBB al boicottaggio della mensa durante le azioni di sciopero del perso. nale.

I dipendenti T.I.B.B. hanno, pur dovendo sottostare a vari disagi, compreso che la lotta dei lavoratori della mensa andava anche nella direzione

di un effettivo miglioramento della situazione generale del « ristorante aziendale » ed hanno conseguentemente appoggiato, con le azioni di boicottaggio, la lotta dei dipendenti Pellegrini.

Nell'immediato futuro il compito che si prefigge la Commissione mensa è quello di riprendere e sviluppare i contatti con, la direzione al fine di contribuire a rendere il ristoro aziendale il più affine possibile alle esigenze dei lavoratori.

Commissione mensa

150 ORE, CULTURA E LAVORO

La ricerca di uno sviluppo culturale che parta, non da una generica ripresa del « sapere tradizionale - che la nostra società esprime, ma dalle esigenze primarie dei lavoratori, è stata la molla che ha originato la esperienza delle 150 ore in particolare, nella nostra fabbrica, si è assistito a due livelli di utilizzo di questa importante conquista operaia: il recupero della scolarità dell'obbligo (media inferiore) e la frequenza a corsi monografici a livello universitario tesi all'analisi dei principali momenti della nostra vita di lavoratori all' interno della fabbrica

(ambiente di lavoro, economia) ed al suo esterno (rapporti con la famiglia, fra i sessi eccetera).

La capacità di gestire questi momenti di crescita culturale e sociale, di costruire con i corsisti un momento di confronto che veda un rapporto organico fra C.d.F. e « studenti » è il compito prioritario che spetta alla Commissione 150 ore e cultura. Questo confronto, questo rapporto organico dovrà, nel contempo, generare la crescita di una maggiore attenzione fra tutti i lavoratori, verso uno svilup-

po culturale che attraverso libri, spettacoli teatrali, cinematografici, musicali metta i lavoratori stessi in condizione di superare quella tendenza alla alienazione massificata che è nopria della società in cui viviamo.

La Commissione 150 ore e cultura dovrà quindi divenire punto di riferimento prioritario per tutti coloro che, dentro e fuori la fabbrica, avvertiranno la esigenza di un più stretto rapporto tra crescita culturale e sviluppo sociale. ,

Commissione 150 ore e culture

Parliamo di elettromeccanica

La situazione del settore elettromeccanico, come sempre ci interessa da vicino. Ad essa è legato direttamente il destino del T.I.B.B. ed il nostro posto di lavoro.

L'importanza di tale settore ci interessa oltremodo anche politicamente, essendo il medesimo un settore trainante dell'economia in quanto produttore di beni così detti strumentali, cioè non destinati al consumo ma alla produzione di altri beni.

Il T.I.B.B. è tra le tre maggiori aziende nazionali in esso operanti e per tanto ha un ruolo primario.

In questo articolo ci ,limiteremo ad un'analisi generale della linea W, promettendo successivamente l'ampliamento del discorso.

Da anni si parla di piano energetico, apparentemente una enunciazione, in pratica una sostanza importantissima per il paese.

Dopo anni di dibattito e di lotte, nell'ambito della “ Vertenza Energia il sindacato ha prodotto una proposta di piano presentata da CGIL CISL UIL che costituisce il primo esempio di programmazione operato in Italia e che parallelamente alla crescita del sindacato, esprime la consapevolezza dei lavoratori anche su temi di tanta importanza.

Il Parlamento ha affrontato in prima analisi l'argomento e ne sono scaturite decisioni importanti se si considera che n passato veniva scavalcato dall'arbitrio dell'ENEL e dei Governi, ma deludenti se visti nel loro assieme, poiché trascurano molti punti importanti posti dal sindacato, occupandosi solo parzialmente dell'energia nucleare, tralasciando tutte le altre forme di energia possibile. Su tali elementi con i problemi connessi il dibattito andrà sviluppato.

Il T.I.B.B. come si inserisce in questo discorso?

Essendo il piano visto solo sotto l'aspetto nucleare, apparentemente la fabbrica appare tagliata fuori da questa committenza. In realtà, essa acquisì ordini notevoli sul tradizionale per il quale oggi si lavora e se si considera che la centrale nucleare non è fatta del solo alternatore (anzi esso non incide per oltre il 30% della parte elettrica), ma ci sono tutte quelle costruzioni indispensabili alla centrale stessa, il discorso è da ri-

tenersi aperto ed interessante.

Con ciò non vogliamo dire che si debba rinunciare alla costruzione della macchina grande, ma rifiutiamo la logica che vede solo in funzione di essa la centrale ed il futuro dei settori appositi.

Tale logica la riteniamo pericolosa e pretestuosa, alla quale qualcuno potrebbe far risalire in futuro problemi di carico di lavoro per la linea W.

Nel campo delle centrali, a cui è direttamente collegata la fabbrica macchine, (che costituisce oltre il 300/0 di 13.1e Lodi) nbnché di tutti gli altri settori dagli apparecchi all'impiantistica, questo è il momento di proseguire attivamente la ricerca di mercati di esportazione. E' questa una area percorribile che in passato ha dato qualche risultato e che si presta per darne altri.

Tuttavia ci preoccupa molto l'assetto che il T.I.B.B. si è dato in questa attività e lo riteniamo largamente inadeguato.

A fronte di una SPIN dalle vicende strane ed alterne, comunque lontano dall'essere ciò che pretende; nella D 4 l'ufficio che si occupa di questa attività è ridotto a qualche elemento e manca inoltre di direzione del settore. E' logico che senza un ruolo propositivio della struttura sistemistica, che tale non è, non corrisponderà mai un reale inserimento di mercato, ma si tenderà al tirare a campare sulla eventuale commessa politica dell'ENEL.

E' una politica pericolosa e soprattutto senza sbocchi che potrebbe preludere a problemi di carico lavorativo fra non molto.

Noi denunciamo questo fin d'ora e poniamo l'azienda dí fronte alle sue responsabilità.

Si può fare di più e non ci si muove in modo adeguato.

Questa maniera di operare ci fa inoltre pensare a cosa ci può essere di vero nell'accordo TIBB - FIAT - MARELLI a suo tempo discusso e recentemente ripreso dai giornali.

La linea W, così strutturata con un numero di occupati in diminuzione. inserita in un contesto apparentemente senza sbocchi ci riconduce direttamente a quell'accordo e ci fa dire che non è solo un fatto occasionale di mercato precario ma anche una scelta di politica aziendale.

Altri elementi si pongono alla nostra attenzione, noi per ora proponiamo questi all'analisi dei lavoratori, augurandoci che se ne dibatta e ci si rifletta.

Proseguiremo nell'analisi delle altre linee tirando in fine una sintesi politica che sarà frutto del lavoro che come C.d.F., come commissione Elettromeccanica faremo con i lavoratori.

E' parte del nostro programma andare al confronto con le altre aziende di settore per approfondire la consistenza di questi problemi vedendoli anche oltre il T.I.B.B..

Nella convinzione che per le grosse macchine non sarà il' piano energetico l'unico strumento per risolvere i problemi anche se avverranno raggruppamenti aziendali.

E' risaputo che esso non coprirà tutte le capacità produttive nazionali per cui necessitano strategie aziendali che vanno oltre ad esso e si collochino in una dimensione che si presti anche alla esportazione, creando le strutture necessarie sia qualitative che numeriche.

Commissione Elettromeccanica

INFORMIAMO
I LAVORATORI CHE, ALL'INTERNO DEI CORSI MONOGRAFICI 150 ORE PER LA ZONA ROMANA CORVETTO, E' PARTITO IL GIORNO 14 APRILE UN CORSO SUL TEMA « PIANIFICAZIONE TERRITORIALE » CHE COMPRENDE. TRA L'ALTRO, ALCUNE INFORMAZIONI SULLA PROSSIMA DEFINIZIONE DELLA LEGGE RELATIVA ALLO « EQUO CANONE ». INVITIAMO QUEI LAVORATORI INTENZIONATI, IN PROSPETTIVA, ALL'UTILIZZO DELLE 150 ORE A PRENDERE PREVENTIVO CONTATTO CON I PROPRI DELEGATI.

"ir irdr, T..

ETA DEL 1\1'1ILPANE E 15 RD5E

In questo numero del bollettino abbig mo pensato di riprendere il discorso appena iniziato sulla condizione della donna che lavora, individuando alcune situazioni all' interno del TIBB che ci sembrano particolarmente significati ve, soprattutto in questa fase di ri strutturazione, per parlare del rapPorto tra le donne e l'organizzazione del lavoro.

Non siamo'sicuramente riuscite a svilupPare per esteso tutta l'ampiezza e la ricchezza in termini di rivendicazioni Precise per noi donne, ma crediamo che i viziare a analizzare le realtà concrete, informandone tutte le lavoratrici e i la voratori della nostra fabbrica sia il me todo migliore per poter cominciare a definire le linee generali dell'organizzazione del lavoro con particolare attenzione -alla specificità della donna al l'interno di questa.

Pensiamo anche che sia indispensabile co minciare ad appropriarci di una serie di informazioni sui diritti che già -abbiamo, Proprio per impedire. che il padronato li metta in discussione, e per questo indichiamo i punti fondamentali della legge di tutela della maternità: pensiamo anche che sia opportuno aprire un discorso nuo vo, cioé tentare di definire la nostra auto-determinazione intesa come esigenza di decidere della nostra vita in tutti i suoi aspetti, di diventare cioé dei soggetti che non accettano il tradizioni. le ruolo di madri imposto dalla società, me credono che questo sia un fatto soci, le di cui tutta la società deve farsi ci rico.

DONNE INSIEME

Giugno 1978 - Bollettino n. 2 a cura della Commissione Femminile del C.d.F. TIBB - Milano

".. La condizione della donna è la misura della civiltà di una società .."

Anche rispetto al problema della salute e quindi al nostro rapporto con la medicina sentiamo l'esigenza di aprire nuove tematiche che mettono in discussione la nostra subordinazione ai medici, e che sia ora di attrezzarci appropriandoci an zitutto di una serie di strumenti per di fendere la nostra salute e contribuire al la costruzione di una medicina al servizio delle donne fatta anche da noi. Sicuramente tutte queste questioni sono appena accennate, ma crediamo che, per come si è cercato di sviluppare il dibaì tito sulle nostre proposte di lavoro e sulle nostre iniziative in prima persona tra le donne e complessivamente, eriche ee non in modo lineare e con qualche contraddizione, tra i lavoratori, si stia persi guendo un importante risultato: l'aggregg zione delle donne alla commissione femmi nile per riuscire a denunciare con fermezza e vivacità la nostra oppressione ed sprimere concretamente le nostre esigenze. Anche all'interno dello stesso consiglio di fabbrica si è aperto un interessante dibattito che in prospettiva ci consenti rà di far diventare i nostri obiettivi di donne patrimonio di tutto il movimento sindacale, recuperando cosi i grossi ritardi che sulla questione femminile si sono accumulati negli ultimi anni. Portare avanti con decisione i nostri problemi, approfondire il dibattito, individuare anche specifici obiettivi rivendicativi, significa partire dalla nostra presa di coscienza e iniziare una grande battaglia anche culturale della quale artefici principali siamo proprio noi donne.

c.c.wkatiwintri. ;1Ik CULP.W3. i 4 14

Come commissione femminile abbiamo de ciao di effettuare riunioni di donne nell'ambito degli uffici e della fabbrica sui temi dell'organizzazione del lavoro e della salute.

Il 4 maggio si sono riunite le segretarie della Divisione 4 le quali, scon tendo la difficoltà iniziale di prendere la parola hanno cercato di descrivere la situazione del proprio uf ficio, quale tipo di lavoro viene svol to e quali prospettive si intravvedono in campo professionale.

Abbiamo analizzato in linea generale le mansioni cui siamo addette e le ca tegorie in cui siamo inserite; per al cune di noi la possibilità di accedere a livelli superiori è aperta in quanto si fa uso delle lingue stranie re a livello tecnico e commerciale, per le quali esiste già un precedente al TIBB al 6° livello.

Per la maggioranza il problema è più difficile da affrontare, in quanto il lavoro degli uffici è strutturato in maniera tale da escluderci, poichè le nostre conoscenze tecniche inerenti gli impianti non esistono, lasciandoci regine del battere a macchina e del dividere bollettini e fotocopie.

In alcuni settori ci potrebbe essere qualche possibilità dovuta alla vendi ta di materiali di serie e di ricambi, venduti per listini che darebbero la possibilità di contattare direttamente i clienti e quindi dare un minimo di autonomia.

Abbiamo intravisto la possibilità di richiedere un corso informativo sulle

procedure di emissione dei bollettini di vendita e le varie operazioni collegate, perchè avviene spesso che a noi che svolgiamo queste pratiche non vengono passate le varie comunicazioni che la direzione distribuisce. Capire quello che stiamo facendo lo reputiamo il primo passo per uscire dall'alienazione.

Un altro aspetto che merita di essere approfondito è quello dei carichi di lavoro. E' nostra intenzione, laddove vediamo la carenza di segretarie, chie dere l'assunzione di personale, facen olio specifico riferimento alla legge 285 sull'occupazione giovanile.

Ci siamo lasciate fissando un ulterio re riunione alla quale arriveremo dopo aver discusso nell'ambito dei nostri uffici sul nostro ruolo e sulla nostra collocazione.

Questo lavoro cominciato positivamente deve continuare creando dei collegamenti stretti tra noi e gli altri settori della fabbrica, cercando insie me, non con fughe in avanti, ma a pie coli passi, un'alternativa di zo reale delle nostre capacità.

E' quindi importante che in ogni piano ci sia una rappresentante dei vari gruppi che faccia la sintesi delle di scussioni e con la quale si tengano i collegamenti.

Ciò però non significa che noi della commissione femminile vogliamo escludere le altre lavoratrici, poichè ci saranno dei momenti assembleari dove tutte noi, liberamente, potremo espri mere il nostro parere.

Giorni fa la commissione femminile è venuta a conoscenza del comportamento offensivo e provocatorio di qualche ometto del piano terra (palai zo uffici) nei confronti di una giovane lavoratrice dell'impresa di pu lizia. Il fatto è avvenuto nella toilette maschile. Frasi lanciate da un valido esponente del sesso forte sul tipo "... se avessi una figlia come te la manderei sui marciapiedi dei bastioni di Porta Venezia .:." rivelano evidentemente un grave stato di turbe psichiche causato da un preoccupante avanzamento della malattia chiamata "virilità maschile". Non siamo più disposte a tollerare simili "apprezzamenti" (anche se qualcuno li ritiene complimenti ...).

ATTENZIONE MISTER X !!!

ASSEMBLEA DI SOLE DONNE AL 4° PIANO: COMINCIAMO A DISCUTERE

Da qualche tempo in questo ufficio stiamo assistendo ad un pesante at tacco alla qualificazione ,professionale delle lavoratrici.

I vari capetti, infatti, piazzati da un noto boss della direzione, pensano che le donne siano a loro completa disposizione: loro non pos sono certo "perdere tempo" a fare fotocopie e andare in cancelleria, noi sì. Ma questa è una vecchia storia, in questo ufficio come negli altri.

Inoltre, si sta tentando di cambia re in peggio le mansionio naturalmeL te quelle delle'donne. Se il nostro lavoro è quello di fare le tradut triti e le corrispondenti in lingua straniera, noi non siamo tenute a svolgere anche la corrispondenza in lingua italiana, non perché ci sentiamo delle privilegiate,masem plicemente perché non siamo dispo ste a rinunciare ad una qualifica-. zione professionale, aumentando tra

.r.Si<jnorina, mi dica cosa sa fare , gt l stud; <le ha iatto l'altro i nostri carichi di lavoro, che ci ha permea so, con una dura battaglia, di ottenere il riconoscimento del livello. Abbiamo discusso a lungo delle nostre condizioni di lavoro e ribadiamo con forza che non siamo più disposte a subire il peso della ristrutturazione in atto : chiediamo una salva guardia della nostra professionalità, laddove in parte l'abbiamo ottenuta, un miglioramento di questa rifiutando il ruolo di "cameriere tutto-fare" sul posto di lavoro e chie diamo anche nuove assunzioni soprattutto femminili e non la ridistribuzione dei carichi di lavoro.

Continueremo a batterci per migliorare la nostra condizione lavorativa, continueremo a lottare per affermarci come soggetti e persone che decidono e che si oppongono a chi vuol decidere su di noi.

DA DONNA E LA MATERNITA': DIFENDIAMO I NOSTRI DIRITTI

Tempo fa la commissione femminile aveva preso posizione attraverso un manifesto 'murale rispetto all'episodio riguardante una lavoratrice che si presentava al lavoro pur esser do all'ottavo mese di gravidanza. Riteniamo opportuno ripreúdere_questa questione, soprattutto alla luce del fatto che questa "violazione" alla legge che tutela i diritti della lavoratrice madre ha sollevato vive preoccupazioni, in particolare tra le altre donne del TIBB attualmente in stato di gravidanza.

Ci sembra necessario riportare alcuni articoli fondamentali di questa legge (n.1204 del 30 dicembre 1971) :

Art. 3) - E' vietato adibire al trasporto e al sollevamento di pesi, nonché ai lavoripe ricolosi, faticosi ed insalubri le lavoratrici durante il periodo di gestazio ne e fino a 7 mesi dopo il parto ....

Art- 4) - E' vietato adibire al lavoro le donne :

a) durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto ....

c) durante i 3 mesi dopo il parto ....

Art. 7) - La lavoratrice ha diritto di assentarsi dal lavoro, trascorso il periodo dtikstensione obbligatoria .... per un periodo, entro il primo anno di vita del bambino, di 6 mesi, durante il auaie le sarà conservato il poeto.

n E LI. Ft
S' pori na s Stenoaraa re: 7 Sa rispondere ai kiefonoi Sa ricedere i Client'i ? Qui le donne n0411 5br 01BOV10 mal mansioni 1-,
I
ALL'UFFICIO ESPORTAZIONE LA PAROLA D'ORDINE E' : DEQUALIFICHIAMO LE DONNE
no,
ho sv-olto mansioni di Direttrice d'Azienda

Art. 11) - In sostituzione dalle lavoratrici assenti dal lavoro, ... il datore di lavoro pub assumere personale con contratto a tempo determinato ....

.Abbiamo brevemente citato solo alcuni punti della legge proprio per dimostrare la precisa responsabilità della direzione e ribadire, come donne, che intendiamo difendere.repplicagione di una legge che ci tutela quando diventiamo madri e che à il risultato delle lol te fatte proprio dalle donne negli anni '50 e dopo. In un momento in cui il padronato sta scatenando una campagna nei confronti del cosiddetto "assenteismo ed elevato costo del lavoro" delle donne, noi intendiamo respingere queste concezioni secondo cui la nostra mi ternità é una colpa (in quanto "costo") e, al contrario, affermare che essa è un fatto sociale, cioè qualcosa di cui tutta la società deve farsi carico. La realtà invece dim2 atra, e la carenza dei servizi sociali ne è un esempio, che spetta sempre alla donna tro vare una risposta pratica ed individuale ai propri problemi nella cura dei figli. Difendere i diritti acquisiti è il primo passo: tanta strada rimane ancora da percorrere.

"Stare bene" è un'esigenza r di tutti, soprattutto in ne società dove la qualità della vita (il lavoro noci vo o stressante, il poco tempo a Aispohitione per riuscire a fare tutto ecc.) non dipende dai nostri bisogni come persone, ma dal l'organizzazione di una n cietà finalizzata all'ao03 aulazionedeiprofitti. Qui sto problema assume caratteristiche ancora più pesanti per le donne le quali, costrette di fatto al doppio lavorb (in fabbrica e a casa), pagano spesso prezzi troppo alti in termini di salute, sia fisica che psichica. Noi crediamo che sia importante e IQ gente aprire un discorso si.11 la salute per le donne : quante volte l'abbiamo rimandato, per le troppe co2e da fare, 'quante volte abbiamo vissuto il rapporto con i medici accettando 'che non ci spiegassero le nostre malattie, riempiendoci di inutili medicinali,utili solo alle industrie farmaceutiche ?

questione: il

Le donne del TIBB nel passato si sono sempre mostrate pep-test, la presenza tempo fa di une ginecologa con cui n tutte iniziative che pensiamo sia utile riprendere. dalla conoscenza del nostro corpo, delle esigenze anche di me siamo fatte, sui nostri problemi, sui nostri disturbi e dere in prima persona la nostra salute, sia il modo migliore per iniziare. Cominciamo discuterne tra noi : raccontiamoci le nostre esperienze, partiamo dalle nostre esigenze. Aspettiamo le vostre proposte cercheremo di organizzare presto una riunione per inizi) re a discutere della nostra salute. Vediamoci I

interessate a questa avevamo cominciato a parlare se Ci sembra che partire da noi, conoscenza scientifica su cosulle nostra volontà di difeU

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