settembre 1971
I' escavatore Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt
I UNITA' SINDACALE CONTRO I NEMICI DEI LAVORATORI L'unità sindacale continua ad essere al centro del dibattito delle confederazioni e delle organizzazioni di categoria. La scelta dell'unità organica è stata confermata da importanti categorie tra le quali quella dei metalmeccanici. Ma fra i vari confronti avvenuti negli ultimi tempi, si sono verificate posizioni antiunitarie, di una organizzazione sindacale italiana, su alcuni punti cardine, come l'organizzazione dei contadini, la collocazione internazionale, l'incompatibilità. Le attuali difficoltà sono anche la conseguenza di alcune prese di posizione di forze esterne al movimento sindacale, come uomini di governo, e socialdemocrazia, che continuano ad esprimere scetticismo e ostilità verso l'unità. Esaminiamo questi punti di discordia: il problema dei contadini. Un sindacato unitario, secondo logica, in quanto organizzazione dei lavoratori dipendenti non può avere al proprio interno gruppi di lavoratori, come ad esempio i coltivatori diretti che a loro volta sono datori di lavoro, lo stesso discorso si può fare per gli artigiani. Ad ogni modo è necessario portare avanti una politica che tenga conto dei problemi di queste categorie cioè una politica di alleanze, anzi da tempo il sindacato avrP',`le dovuto interessarsi di più 4 tutti questi lavoratori. Sul problema della collocazione internazionale, i contrasti sono evidenti fra le centrali sindacali per il fatto che bisogna eliminare le affiliazioni, dai
sindacati internazionali, ed è chiaro che se la C.G.I.L. dovrà uscire dalla Federazione Sindacale Mondiale, gli altri devono fare altrettanto nei confronti della C.I.S.L. internazionale. Dobbiamo impostare una politica internazionale che abbia una coerenza con le scelte che facciamo all'interno. Cosa significa scelte all'interno, significa in poche parole che i lavoratori italiani rifiutano di essere integrati in questo sistema, i lavoratori italiani sono per un sindacato di classe, anticapitalista, e soprattutto antifascista. Certo il cammino è difficile, ma deve esservi nei protagonisti di questa vicenda l'orgoglio, che deriva dal motivo stesso della difficoltà. Facile sarebbe il sentiero
dell'unità sindacale se si trattasse di costruire un'organizzazione di comodo per l'attuale assetto economico e sociale. Ma così non è: in Italia l'unità sindacale si va costruendo sulla base di una politica sindacale ispirata ai grandi contenuti innovativi della Costituzione, dunque alle esigenze di una profonda riforma democratica della società. Si tratta dí una società che sorge dunque, in opposizione ed in lotta contro le spinte corporative settoriali che hanno finito col prevalere in altri Paesi capitalisti che hanno fatto delle organizzazioni della classe operaia e dei lavoratori di quei Paesi strumenti non autonomi rispetto alle forze economicamente dominanti.
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DALLA PRIMA
Per quanto riguarda l'incompatibilità, non si può fare un sindacato unitario che pretendesse dí darsi una collocazione antagonista rispetto ai partiti, non si può non tener conto che ci siamo costruiti su una esperienza che è stata ed e sindacale, certo, ma anche profondamente politica, perciò le formule di incompatibilità non debbono rappresentare il simbolo di una ideologia, ma bensì formule di
incompatibilità, delle pure regole di comportamento. In questo aspetto la via per l'accordo bisogna trovarla, e spetterà a tutti i lavoratori non sottovalutare la delicatezza di questi punti, e fare ìn modo che il processo sindacale riaffermi con forza le sue scelte di classe. L'autunno ci vedrà impegnati nel grande dibattito attraverso le assemblee. Se vi sono piccole minoranze intenzionate a porre dei veti o degli ostacoli vanno battute, pur coscienti che vogliamo fare l'unità di tutti i lavoratori. Questo è l'orientamento della maggioranza dei lavoratori, il
1972 deve essere l'anno dell'unità sindacale. Perciò occorre battersi per ricercarla senza cadere in nessuna trappola: quello che conta è coinvolgere tutti i lavoratori ed ognuna delle componenti in essi — in un Paese così politicamente vivo — si riconoscono, andando verso soluzioni nate e maturate in un dibattito vivo e profondo. Su questa strada che è quella autonomamente seguita fin qui, resistenze, difficoltà, ostacoli, potranno essere battuti. Ciò che occorre in ogni modo ricordare è che l'unità sindacale nasce da una battaglia contro i nemici dei lavoratori.
WHAM
IL PADRONATO
SCONTRO COI LAVORATORI
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Promemoria alla Direzione Vorremmo far presente che il mese di aprile (firma dell'accordo aziendale) è passato da un pezzo e che alcuni dei problemi sottoscritti dalle parti rischiano di diventare pensionabili, quindi motivo di malumori e naturalmente di tensione all'interno dell'azienda anche se essendo problemi che interessano un numero limitato di lavoratori possono far sperare che la memoria si indebolisca fino al punto di dimenticarsene. Ora non ci sembra sia una buona politica aziendale procedere sul binario delle lungaggini. Riferendoci a questi problemi vorremmo ricordarli: Non si è ancora trovato rimedio ai puzzolenti carrelli elevatori che circolano nei reparti intossicando l'aria ed intorpidendo i riflessi ai lavoratori che si trovano nel raggio di azione dei gas di scarico di detti carrelli. I turnisti vedono con preoccupazione l'avvicinarsi della cattiva sta-
gione e si agitano per il posteggio delle proprie macchine, sembrava che il problema fosse già avviato a soluzione ma tutto ad un tratto si è fermato (ferie?) e ci ha lasciati nel dubbio di aver applaudito troppo presto. Rammentiamo che le scuole sono terminate da un pezzo ma dei due milioni e mezzo destinati alle borse di studio o concorso spese ai lavoratori-studenti e ancora non si è vista una lira nelle mani degli interessati. Riferendoci all'inizio di questo articolo vorremmo che si capisse l'importanza di mantenere normali rapporti tra le parti e che esasperando i piccoli problemi si rischia di farne sorgere di più grossi, perciò il rispettare seriamente ed Integralmente gli accordi sottoscritti con celerità serve anche a mantenere quei rapporti di convivenza che fanno prosperare l'azienda. Un Operaio
MANDIAMO IN PENSIONE LE MACCHINE VECCHIE Vogliamo essere partecipi nello snellimento dei lavori nel reparto premontaggio. In questo reparto esiste la necessità di pressare per un numero rilevante di ore settimanali, bronzine o bussole, nelle varie sedi di lavoro, ebbene per fare questa operazione esiste una macchina che risale al tempo Vittoriano e che rende l'operazione oltre che dispendiosa di tempo, oltremodo dispendiosa di energie umane con relativi pensierini diretti a programmatori e tecnici. Vogliamo risolvere il problema in modo razionale ed economico? Un gruppettino di operai del montaggio
Assistenza e previdenza Accentramento delle posizioni assicurative
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L'operazione accentramento delle posizioni assicurative, iniziata In molte provincie e che in quella di Milano è cominciata il 20 agosto 1971, parte dalla premessa che l'INPS intende realizzare tempi abbreviati nella liquidazione delle Pensioni di vecchiaia. E sotto questo profilo pensiamo che l'iniziativa debba ottenere l'appoggio dei cinquantanovenni e delle cinquantaquattrenni che, compiendo nel 1972 rispettivamente i 60 ed i 55 anni d'età, potranno richiedere la pensione di vecchiaia e verranno appunto invitati dall'INPS e dai Patronati a collaborare per preparare i documenti necessari al pensionamento. Ai 59enni ed alle 54enni viene rivolto l'invito dai Patronati e dall'INPS per primo di indicare se abbiano lavorato in altra provincia, dalla quale si dovrà richiamare la posizione assicurativa esistente presso la locale sede dell'INPS, per accentrarle nella sede dell'INPS di Milano (e nelle sedi provinciali delle altre città), ed e questa l'operazione che solitamente incide di più nella preparazione della pratica di pensionamento. Inoltre verranno indicati, nell'incontro dei lavoratori interessati coi Patronati o coll'INPS, i documenti che dovranno essere predisposti per ottenere dall'INPS l'accredito dei contributi figurativi, e cioè la certificazione di malatttia e d'infortunio, la certificazione dí maternità, il foglio matricolare, mentre per i periodi di disoccupazione e per quelli passati in tbc verrà provveduto d'ufficio da parte dell'INPS stesso, ed anche i documenti anagrafici. Sulle tessere, sulle quali sono m corso di applicazione le marche previdenziali, si deve accentrare l'attenzione dei lavoratori 59enni e perchè consegnandola si renderà più spedita l'azione conclusiva per il calcolo della pensione. Non è difficile prevedere, come abbiamo già accennato, che l'iniziativa avrà largo successo proprio perchè in essa sono impegna-
te in prima persona le organizzazioni sindacali, che attraverso i Patronati ed i propri rappresentanti operanti nei Comitati provinciali dell'INPS, hanno messo in cantiere questa operazione. E' vero anche che giuocherà un ruolo importante, per portare a buon fine questa iniziativa, la pubblicità che ad essa verrà data appunto per sollecitare i lavoratori pensionandi, ma siamo convinti che tutta la stampa sindacale, i giornali d'informazione e la radio aiuteranno a portare in ogni
casa la notizia che l'INPS si preoccupa di invitare i lavoratori a preparare la loro pensione. Inoltre tutti i dipendenti che volessero controllare la propria situazione contributiva possono rivolgersi presso l'ufficio personale e richiedere il « libretto personale » INPS, onde poter effettuare i conteggi, in quanto interessa tutti coloro che si apprestano a raggiungere i 35 anni di contributi, e che sono intenzionati ad inoltrare domanda di pensione.
E' un'assistito dell'INAM ! INDENNITA' DI MALATTIA FINO AL 31.12.1971
Si nota una certa confusione negli operai per quanto riguarda il calcolo dell'indennità di malattia. Si ricorda che l'indennità che l'I.N.A.M. paga all'ammalato deve essere integrata dall'azienda sino a raggiungere il 75 per cento del guadagno netto che l'operaio a-
vrebbe percepito lavorando. Per effettuare il calcolo esatto di tale pagamento si consiglia: appena si riceve l'assegno dell'I.N.A.M. di recarsi dall'incaricato di servizio col talloncino dell'assegno e il listino paga inerente al periodo di malattia. L'incaricato provvederà a dare tutti i chiarimenti richiesti. Il Com. di Fabbrica
ENTI PREVIDENZIALI E MEDICI DEI PADRONI Per continuare il nostro discorso dovevamo parlare in questo numero delle malattie professionali ed in particolare della « Silicosi ». Ma viStO che c'è stata una sortita da parte padronale, parleremo in al-tra parte della Silicosi perchè ci interessa far conoscere ai lavoratori la reale portata di questa malattia che si eredita solo ed esclusivamente ne luoghi di lavoro, mentre qui cercheremo di mettere in evidenza le responsabilità degli enti previdenziali, dei padroni e dei medici dei padroni. Abbiamo già dimostrato ampiamente con le statistiche la gravità del problema dell'infortunistica e delle malattie professionali, che da sole sono una vera accusa al sistema sanitario vigente nel nostro paese ed al sistema di sfruttamento dentro le fabbriche dove si garantiscono i profitti ai padroni e si negano quelle misure o quegli accorgimenti tecnici per salvaguardare l'integrità fisica di chi lavora. Per demolire il discorso di chi cerca di travisare le cose, noi ci serviamo di fatti concreti, potremo aggiungere che non varchiamo neanche i cancelli della fabbrica per citare doe esempi, senza strumentalizzarli, che da soli coinvolgono nelle responsabilità l'E.N.P.I. ed il medico di fabbrica. Il medico intanto è.presente solo due ore al giorno, dalle 10 alle 12. Perciò gli infortuni auguriamoci che non avvengano In questo orario, in caso contrario può succedere come tempo fa che un operaio si infortunava
dire che in certi reparti la resistenza umana ha un limite. Poi dicono che dobbiamo studiare e diventare tutti dottori ma poi quando saremo al più tutti colti, le medicin erriep rpee r i la v oi r ar etoprei ir ersetes trearnanno quelle, no sempre quelli. Quando chiediaVr KITtlQ mo i diritti, in questo caso la salute, si ricorre al vecchio slogan (come nel 1922) sovversivi! ed ubriaDI MUTUA coni!, e per finire dicono che ci utsi 410f04 dobbiamo difendere dall'aria inquinata, dai cibi alterati chimicamente e così via. Ma andiamo, l'inquialla testa (era nella prima mattinamento, le alterazioni, le sofistinata), l'operaio si recava in infercazioni le produce sì l'uomo, ma meria, denunciava come era accal'uomo padrone. Perchè non si è duto l'infortunio e faceva presente detto che debbano fare meno prodi risentire disturbi anche allo stofitti, e garantirci un ambiente di maco oltre che alla testa. Il medilavoro sano? Perchè non si dice co gli prestava delle cure che poad esempio che i responsabili sotremmo definire « sommarie » nei no i padroni, assieme a certi Enti locali della stessa infermeria, riche dopo tutti i controlli che efmandandolo poi nel reparto a rifettuano (il che significa essere a prendere il lavoro. conoscenza dello stato fisico e psiNel pomeriggio a causa dei dichico dell'operaio, si lascia che sturbi, proveenti dal precedente uno arrivi a perdere quasi tutta la infortunio, l'operaio stesso insistevista ad un occhio per poi dirgli va presso l'infermeria per essere « Lei da oggi dovrà fare un altro inviato ad una visita specialistica lavoro a. Vogliamo andare avanti? dell'INAIL. Il medico dell'INAIL O vogliamo lavorare seriamente, rimproverava aspramente il lavorapadroni, medici e lavoratori? Se tore perchè si era recato in ritarquesta volontà esiste c'è un rimedo e senza essere accompagnato. dio, il medico incominci a fare il La prognosi emessa, oltre che medico, con il denunciare tutte essere piuttosto grave, forte stato quelle situazioni che danneggiano commotivo, gli venivano praticati i lavoratori, esistono tutte le cartre punti di sutura sul cuoio capeltelle ENPI si incominci con il fare luto. Ci si potrà obiettare che queun bilancio per individuare le causto è un caso limite, ebbene per se per le quali tanti operai accuchi si trova al di qua della barriesano quasi tutti gli stessi sintomi. ra non lo è! Si disponga di questo materiale D'altra parte si può dire che i a Per una ricerca seria delle conmedici di fabbrica fanno di tutto dizioni dei lavoratori in fabbrica. per garantire la presenza in fabbrica del maggior numero di forza lavoro, però a nostro giudizio è anche un umiliare la propria coscienza professionale. Altro che spegnere le sigarette, che pure nocive sono certamente, ma lo sono in maniera micidiale per tutti quelli che non lavorano all'aria condizionata, ma bensì in reparti dove la polvere fa mostra di sè in quantità tale da essere maggiormente pericolosa, ai medici di fabbrica rimproveriamo il fatto che nen hanno mai alzato un dito per
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Il C.S. promuoverà una inchiesta ». Ma ci si limita, usando due grosse firme, a fare un polverone dove si denunciano delle cose solo sotto l'aspetto tecnico, ma questo non dice nulla, bisogna fare, per dimostrare di amare l'uomo o l'uomo-lavoratore, per stare dalla parte del giusto. Il parlare generico o in generale dell'inquinamento senza mettere il dito sulla piaga è come parlare al vento. Ai lavoratori bisogna dire come stanno esattamente le cose, e cioè cosa significa la riforma sanitaria cosa significa una società a misura dell'uomo-lavoratore e noi diciamo anche che la via per una vera riforma sanitaria è dura. E' dura per vari
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motivi; lo è perchè deve eliminare tutti i carrozzoni governativi e no, lo è perchè una riforma di quelle che costano, perciò bisognerà trovare chi la deve pagare, certamente non i lavoratori perchè di sacrifici questi ne fanno già abbastanza. Ma non è tutto, c'è l'industria farmadeutica in mano ai monopolisti ed ai baroni della medicina, e per concludere ci sono i medici: senza i medici la riforma sanitaria non si fa, questo i medici lo sanno, ed allora noi dobbiamo iniziare un discorso nuovo con i medici che sono all'avanguardia, democratici, umani, disposti a lavorare a tempo pieno per la classe lavoratrice, e combattere le posizioni di quelli che restano legati ai carrozzoni ed ai padroni. L'inquinamento che sta avanzando paurosamente sul nostro pianeta e che mette in Pericolo la sopravvivenza dell'uomo, con gli infortuni, le malattie professionali, i dodici e più morti al giorno nelle fabbriche e nei campi altri non sono che il risultato dello sfruttamento capitalista. Ma vale la pena se qualcuno ha
dei dubbi, di riportare questa lettera, inviata dalla Direzione delle Acciaierie di Terni alla C.I. in risposta ad una richiesta di modifica degli impianti. « Il documento (della CI) è inammissibile perchè sovverte l'ordine esistente. La premessa della nostra impresa industriale sta nel quantitativo di tonnellate di acciaio da produrre da cui discende la scelta dell'organizzazione del lavoro, delle macchine e degli uomini che vi lavorano. Se gli uomini soffrono vi sono le mutue che li riparano. Voi invece domandate che si anteponga a tutto l'uomo, che all'uomo si adattino le macchine e che da tutto questo si ricavi un certo risultato finale di produzione. Può essere un criterio rispettabile, ma non è applicabile in una società fondata sulla concorrenza ». Ci sembra che questo documento sia di una eloquenza tale da interpretare il pensiero di tutti i padroni italiani e di chi dimostra di essere ligio a difendere queste posizioni di privilegio. Si è fatta una esposizione sommaria di chi è esposto più o meno alle malattie professionali, o da lavoro, sono state chiamate in «servizio» escludendo buona parte dei lavoratori delle industrie e totalmente l'industria metalmeccanica, come se i ritmi, i rumori, i raggi x e ultravioletti, la polvere di silicio, le polveri in generale, i gas, l'umidità, la ripetitività, e tanti altri fattori nocivi non riguardassero la nostra
categoria, ia nostra fabbrica, i lavoratori. La condizione dei medici italiani di fronte all'organizzazione sanitaria sarebbe a detta di un illustre clinico, del tutto simile a quella del viaggiatore che tornando a casa dopo anni di assenza trova un bambino già cresciuto e la moglie che gli chiede di adottarlo. I medici ad accettare questo paragone in questi ultimi quaranta anni, chiusi nella loro torre di avorio professionale, avrebbero assistito disarmati a quel lento ma sicuro processo di burocratizzazione della medicina che, nella pratica li ha avvicinati al ruolo del noto avvitatore di bulloni di chapliniana memoria. In realtà osserva Severino Delogu nel suo libro: « Sanità pubblica, sicurezza sociale e programmazione economica «. (Einaudi 1967). Tutto ciò è avvenuto perchè i medici hanno deliberatamente assunto un atteggiamento di ostilità rispetto allo sviluppo della medicina sociale, con una totale mancanza di partecipazione costruttiva al dibattito ed alla battaglia politica del paese. Lavoratori, compagni, la nostra azione tende a rendere consapevoli tutti, in modo da creare attorno al problema della salute una vasta mobilitazione. Si realizzi un grande movimento di lotta contro chi attenta alla vita di chi lavora, in modo da conquistare una vera riforma sanitaria per tutti i cittadini. Una riforma sanitaria che parta dalla fabbrica. Un Operaio
E' un caso urgente, dottore, dobbiamo recuperare la perforatrice.
Il Comitato Sanitario di Fabbrica
Politica basata sul conservatorismo di certe situazioni e condizioni di lavoro, fondato ad esclusivo sfruttamento dell'uomo senza tener conto della moderna tecnologia. Si sono sentiti strani discorsi di leggerezza e faciloneria da parte degli operai nell'effettuare il proprio lavoro, insomma, come se ogni operaio lavorasse con la testa fra le nuvole ciò sarebbe, secondo costoro, la conseguenza degli infortuni, causa unica, si badi bene, e senza tener conto delle difficoltà oggettive e soggettive a cui un operaio è quotidianamente sottoposto.
Provino, coloro cui piace la critica fine a se stessa, a rimanere una giornata intera fra i fumi della carpenteria, in quei mesi particolarmente con atmosfera bassa, tra il pulviscolo colmo di silicio delle smerigliatrici, nel frastuono delle martellate e delle piegatrici in carpenteria, tra la polvere di ghisa in torneria, provino costoro cosa significa restare chiusi tra quattro lamiere del montaggio sia nel caldo estivo che nel gelo dei
fL CRONOMETRO
LLA >LINk-DELT
Pin FIOM o
Vorrei qui esprimere un giudizio, senza peraltro pretendere che sia un giudizio definitivo/ bensì costruttivo, che sia cioè un aiuto a coloro i quali coscienti di ciò che sono i problemi che riguardano la salute nella fabbrica, si sono posti all'avanguardia con passione/ coscienti delle difficoltà a cui andranno incontro. II mio pensiero è la diretta conseguenza di ciò che ai sta cercando di portare avanti da parte di alcuni, che pur agendo in buona fede, si rendono inconsapévolmente strumenti della politica padronale.
inisvm la Mica
mesi freddi e provino infine a passare una sola ora in verniciatura alla fontana e poi voglio vederli e sentirli se avranno ancora la forza e il coraggio di fare certe allusioni che ripeto, non portano certo un aiuto nel risolvere certe situazioni davvero insostenibili. Se dovessi qui elencare ciò che è la causa di malattie che ognuno di noi cova in sè, e che trovano facile esca in ambienti particolari di lavoro, occorrerebbe un libro, ma non voglio questo, solo mi permetto di dare un consiglio a tutti, operai ed impiegati, affinchè si adoperino nell'appoggiare quelle che saranno le future rivendicazioni dalle quali potranno scaturire nuove condizioni che migliorino quelle condizioni umane dei posti di lavoro. I futuri mesi dopo le ferie estive, saranno il banco di prova della raggiunta coscienza e maturità di tutti noi, lavoratori della LINK-BELT per far sì di rispondere in modo corretto e consapevole, a quei corvi che, ripeto, inconsapevolmente, si rendono complici di una politica padronale conservatrice tendente a frenare l'avanzata e la maturità di tutti i lavoratori. Un Operaio
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DELL' ASSENTEISMO Dopo quanto scritto sull'Escavatore del Maggio 1971 circa la divisione degli interessi fra proprietà assenteista e classe lavoratrice, si vuole ulteriormente procedere nell'analisi dei fatti che hanno portato alle attuali rivendicazioni dei lavoratori, ed alla loro azione unitaria contro un sistema sociale arretrato e frutto di modelli « sovrani » introdotti dalla consuetudine del passato. Di fatto la società considerata, è un residuo dello stato dinastico predatorio dei primi tempi moderni, superficialmente modificato dalla vernice delle istituzioni democratiche e parlamentari dei tempi recenti, talchè il vero esercizio dell'iniziativa, della discrezionalità, del potere, risiede nelle mani delle grandi intese industriali per le quali la maggioranza della popolazione, in quanto adibita al lavoro o strettamente a questo connessa, non costituisce altro che un oggetto d'affari da essere manipolato con moderato spirito di usufrutto per il prolungato e cumulativo vantaggio del loro interesse, e di quello delle comunità ausiliarie degli affari in generale prima fra tutte la comunità bancaria, la cui funzione esprimendosi sul controllo del credito, salvaguardia, estende e facilita questa opera. Per svolgere un'attività imprenditoriale con profitto, si deve comprare a buon mercato e vendere a Caro prezzo come tutti sanno. Nei suoi rapporti .con la massa della Popolazione, la comunità capitalista acquista la forza-lavoro a più buon mercato possibile e vende mezzi di sussistenza al consumatore ultimo al prezzo più alto possibile. Nel frattempo però, il flusso prolungato dei crediti e delle capitalizzazioni continua ad espandere il potere di acquisto del mercato, e così continua ad elevare il costo della vita in termini di prezzi ed a favorire l'arretratezza sociale dei lavoratori. Alle giuste rivendicazioni di questi ultimi, il capitale » risponde agendo di concerto contro la manodopera dell'industria e degli altri settori di attività, ormai considerata « co-
mune nemico », e contro la quale occorre agire d'intesa entro i limiti di vantaggio che ne possono derivare. Ne segue un semplice fatto di senso comune, radicato in abiti immemorabili, secondo cui la classe padronale cui spetta la direzione della produzione industriale, deve essere LIBERA di limitare la produzione o di RESTRINGERE la occupazione (si ricordino i fatti del 1963-1964), in vista della massimizzazione dei suoi profitti, mentre il diritto di sciopero fatto valere dalla classe lavoratrice nel tentativo di promuovere un adeguamento sociale, interferisce ccn gli ordinati guadagni del mondo degli affari, porta scoraggiamento e miseria ritardando i processi industriali e creazione di disturbo alla tranquillità dei proprietari assenteisti legati al flusso del reddito « gratuito » dell'attività imprenditoriale.
Inoltre il senso comune resta violato dalla presunzione della classe lavoratrice di potersi mettere contro la classe padronale, poichè si dice che ciò non è un suo diritto in quanto è al di fuori dell'abitudine ispirata ai modelli d'azione della società, secondo cui la forza-lavoro è libera di « prendere o lasciare » le offerte padronali, e i padroni sono liberi di fare quelle offerte che rispondono alla « ottimalizzazione » dei loro profitti. Nell'ambito di queste realtà è dunque da valutarsi l'accordo LinkBelt del 22 Aprile 1971 che muovendosi su una base di azione articolata ha creato nuovi punti di contatto e necessarie premesse per un ulteriore sviluppo dell'azione tendente a ricostituire certi equilibri, sui quali sarà utile non distogliere lo sguardo. C. Lupano
La logica padronale
Se si vogliono fermare i licenziamenti.—
debbono ridurmi le aiutarmi a competasse per....
rare nuove macchine....
che faranno aupiù moderne ed mentar• la produ- con meno lavoraetticenti.... zione.... tori occupati! •
Impressioni di un partecipante alla manifestazione del 30 - 5 - 71 a Roma Vorrei, in queste poche righe ed anche a nome dei miei compagni di lavoro che hanno partecipato alla imponente manifestazione di Roma, esprimere ciò che è stato il valore immenso di questo movimento di massa, che aveva lo scopo di dare una risposta ferma e decisa a ciò che oggi si cerca di far passare nel nostro paese, e Cioè: 1) Riforme che sembra tutti le auspichino ma che in definitiva poco, finora hanno risolto se non addirittura niente a favore dei lavoratori. 2) Occupazione ,e progresso del mezzogiorno con la creazione di posti di lavoro in modo da bloccare l'emigrazione di centinaia di migliaia di lavoratori dalla loro terra. 3) Ritmi di lavoro più umani che permettano un minor sfruttamento di energie psicofisiche, causa di malattie nervose, polmonari e quindi migliorare nombiente di lavoro. 4) Salari più alti, in modo da creare un tenore di vita che permetta a tutti i lavoratori di vivere una vita migliore e di eliminare, quindi, tutta una serie di ingiustizie sociali che vedono gli operai all'ultimo scalino della scala sociale. Costretti a veri salti mortali per arrivare al pareggio del bilancio familiare, questo naturalmente per il continuo rincaro dei generi di prima necessità. Dicevo qui sopra, valore immenso della manifestazione; certo è stato entusiasmante il vedere sotto' le bandiere e striscioni inneggianti all'unità sindacale, braccianti e tecnici, operai e ricercatori scientifici, contadini e artigiani, tutte le categorie insomma rappresentate per uno scopo unico ed unitario, quello cioè di una volontà seria e -responsabile di continuare a lottare dentro e fuori i posti di lavoro per un'Italia veramente democratica fondata non solo sul lavoro ma anche sui lavoratori per una politica che non permetta più lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo che non permetta più il ripetersi di tentativi di bloccare l'avanzata dei lavoratori con azioni diversive antidemocratiche di pretta marca
fascista. In questa manifestazione si è recepita una volontà impressionante di far avanzare la classe lavoratrice verso quel mondo nuovo e democratico auspicato da tut-
ti quelli che operano per costruire col proprio lavoro una società migliore.
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