L' ACCORDO AZIENDALE CI AIUTA A LOTTARE CON MAGGIORE VIGORE E
CONSAPEVOLEZZA PER I PROBLEMI GENERALI
Tre mesi di lotta che ha visto C.d.F., Sindacato e Lavoratori uniti per costruire uraccorda, su questioni di vitale importanza ormai diventati per la maggior parte linee di strategia sindacale, come la occupazione, gli investimenti, la organizzazione del lavoro per un inizio di sviluppo positivo delle condizioni deì lavoratori a livelli di fabbrica e contribuendo se p4imitatamente ad un discorso più generale.
In questo periodo abbiamo sviluppato oltre ad un'analisi della situazione produttiva della fabbrica,che presentava situazioni sempre più di incertezza e preoccupazioni sul piano del lavoro, determinatasi dalla grave crisi generale tutt'ora aperta, capito il tentativo da parte del padronato di passare con la ristrutturazione unilaterale e selvaggia, al ridimensionamento del potere di contrattazione del sindacato e conseguente taglio de7 gli occupati in modo indiscriminato. Ta nostra azione è stata decisa e unitaria, caratterizzandola attraverso un rapporto diretto tra C.d.F. Sindacato e Lavoratori con decine di assemblee, scioperi articolati e manifestazioni in fabbrica, contatfi con il quartiere per i problemi di ecologia all'esterno, accanto a scioperi provinciali e generali che vedeva la vertenza di fabbrica legata ai nuovi diritti che sirivendicanonel contratto e la lotta per la occupazione.
In questo senso una prima risposta all'ASSOLOMBARDA dopo 6 incontri, dove mantiene tutt'ora la pregiudiziale politica, e che l'accordo firmato all'interno della ditta dopo una lunga trattativa portata avanti dal C.d.F.e dal Sindacato di zona e approvata dai lavoratori segna un punto importante a favore dei lavoratori stessi.
L'accordo prevede alcuni obiettivi, necessari per una gestione positiva, garanzie indispensatili per il breve e medio termine, oltre una conoscenz4della prospettiva produttiva per alcuni settori.
Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli - gennaio 1976
I primi elementi da portare avanti, da non lasciare in mano alla Ditta/sono lé variazioni strutturali e organizzative già presenti oppi in fabbrica;l'accordo prevede oltre le garanzie sull_profesianalità, carichi di lavoro, stabilità del nuovo posto di lavoro, lo obbligo di far conoscere prima ogni variazione e di discuterla insieme al C.d.F., così per il futuro,vedi caso fonderia, ma che comunque la Ditta in questo caso, a breve deve rimuovere le causekai inquinamento sia all'interno che all'esterno della fabbrica.
Altroelemento è l'impegno della Ditta per assumere 150 lavoratori per l'anno 1976, questo impegno va seguito e controllato costringendo la Ditta a dare Adati e i settori dove questo si verifica, questo problema delle assunzioni va visto anche in merito al mantenimento del centro scuola aziendale, in questo caso bisogna far assumere alla Ditta un impegno di programma per l'anno 1976, per non permettere alla stessa la scusante ed il paravento riferito al discorso del mercato che non dà manodopera qualificata.
La conoscenza di un piano di investimenti nel quadro di un triennio intorno ai 12 miliardi di lire per ristrutturare e riorganizzare la struttura produttiva di alcuni settori, l'impegno che a fronte di commesuper produrre centrali nucleari, si avrà altri investimenti ed un incremento occupazionale intorno alle I00 unità, sono fatti, che vanno controllatiiseguiti con la necessaria rigorosità per non lasciare campo libero su questa ma-, teria che è quella dello sviluppo e della prospettiva della fabbrica.
,Altro punto importante sono le garanzie poste alla base dell'impegno assunto per quanto riguarda le consociate, il problema per noi sta nel saper gestire e legare in modo unitario tutti i lavoratori nel far rispettare i contenuti che l'accordo stesso prevede.
ACCORDO AZIENDALE
La ERCOLE MARELLI E C. - S.p.A. - nelle persone del dott. Renato Briano e del dott. Virgilio Castoldi. e
la FLM provinciale di Milano nelle persone dei signori Crippa Aurelio, Desperati Dino, Girola Ferruccio e Stoppini Mario, presente la Rappresentanza Sindacale Aziendale Unitaria delle unità produttive di Sesto
S. Giovanni e di Milano - Via Lancetti; sottoscrivono quanto segue.
Entro il corrente anno l'Azienda provvederà ad assegnare una destinazione di lavoro ai37 lavoratori della ex Sezione Trasformatori per i quali ancora non si è potuto provvedere. In ordine alle previsioni relative agli investimenti del triennio 1976/1978 vengono forniti i seguenti dati:
Investimenti straordinari
Divisione Prodotti di Serie
Divisioni impianti Sist.Traz.eMarina
Direzione Qualità Direzione Gestione Materiali L. milioni 4.136 It 2.900 It 329 1.470
Investimenti ordinari
Varie Direzioni e Divisioni : " 3.000
La produzione centrali nucleari, interessante la Divisione Energia, oltre a quanto già operato, comporterà:
incremento dell'organico della Divisione Energia di circa 100 unità di nuova assunzione; investimenti nella misura variante tra L. milioni 6000 e 12000 L. milion4 seconda delle soluzioni tecniche che verranno adottate.
Tali dati fanno parte di un progetto pluriennale che scatterà dal momento dell'assegnazione di ordini adeguati.
Per il 1976 tendenzialmente si cercherà di non superare l'attuale livello di lavorazione all'esterno.
Le Variazioni strutturali ed organizzative di interesse collettivo che si renderanno necessarie verranno effettuate tenendo conto dell'esigenza di salvaguardare i livelli professionali dei lavoratori interessati, di rispettare i normali carichi di lavoro, di rispettare il principio che il nuovo posto di lavoro abbia la normale stabilità e dopo una illustrazione alla Rappresentanza Sindacale Aziendale, onde consentire alla stessa di fare le proprie osservazioni come da prassi in atto.
A fronte di esigenze di riqualificazione professionale, si provvederà a mantenere l'attuale Centro Scuola Aziendale.
Tenuto conto dell'evoluzione tecnologica del settore collegata alle esigenze commerciali, l'attuale fonderia verrà gradualmente trasformata. L'Atiendaillustrerà alla Rappresentanza Sindacale Aziendale, a suo tempo, il piano della trasformazione nelle varie falli. Tenuto conto dei tempi lunghi della trasformazione di oui sopra,. l'Azienda si impegna ad apportare i miglioramenti che risulteranno indispensabili, alle condizioni ambientali di lavoro nella fase intermedia, alla luce di ogni obiettiva rivelazione tesa a salvaguardare la salute dei lavoratori. Parimenti si procederà per quanto riguarda l'aspetto ecologico verso l'esterno, come precedentemente dichiarato.
Alla ttnova Società che risulterà dalla fusione della Divisione Aerotecnica -Ventilazione esclusa - e dalla Società Aermarelli, e nella quale confluiranno gli imprimiti della Direzione Centrale Finanza e Controllo addetti alle mansioni che verranno; decentrate alle Divisioni, verranno applicati gli istituti contrattuali di legge aziendali, compresi quelli ricreativi. La sede della nuova SOcietà sarà a Milano Via Lancetti, I problemi sindacali futuri di carattere generale verranno trattati in modo unitario con un'unica rappresentanza E. Marelli, I D I, Aermarelli, Nel passaggio E. Marelii-Aermarelli verrà mantenuta la continuità del rapporto di lavoro. Nella riconversione del trattamento dei lavoratori Aermarelli non ci dovrà essere nè vantaggio nè svantaggio per le parti. Uguale criterio ed uguale normativa (Istituti di legge, contrattuali ed aziendali E. Morelli) si applicherà per la Società I D I - sede Milano, dopo che nella stessa sarà confluito il settore Ventilazione dell'attuale Divisione Aerotecnica ed il settore Idrameccanica della Divisione Impianti.
Le modalità specifiche di tali operazioni verranno definite in riunioni apposite da compie-
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tarsi possibilmente entro il 1975.
La E. MarellieC. - S.p.A., la I D I e la nuova Società che risulterà d1 concentramento di parte della Divisione Aerotecnica e della Società Aermarelli, effettueranno complessivamente nel 1976 150 assunzioni circa, suddivise nelle varie qualifiche e nei vari settori.
Per il personale interessato dal presenta accordo, non si farà ricorso nel 1976 nè all'intervento della Cassa Integrazione Guadagni, nè a procedure di licenziamento per riduzione di personale.
Il presente accordo verrà verificato nel 1976 con cadenze, di massima, trimestrale.
Continua la lotta per l' occupazione, per una nuova politica economica e per il Mezzogiorno
Il continuo aggravarsi della crisi economica internazionale evidenziata dall'aumento massiccio della disoccupazione, Dal sempre più vasto elenco delle aziende che vedono minacciata la continuazione dell'attività produttiva nel nostro Paese, si collegano al continuo procedere del processo inflazionistico che riduce in modo sempre più vistoso il potere di acquisto dei salari, questo ci dà la mimnra delle risposte inadeguate delle classi dirigenti del nostro Paese. Alcuni esempi di situazioni gravi, riferite alla disoccupazione in Italia ci viene espressa attraverso queste cifre:
Piemonte 1974 44 mila iscritti alle liste di collocamento, 1975 59 mila
Milano 1975 gli iscritti sono saliti a 30 mila
Umbria 1975 gli iscritti si aggirano sui 18 mila
Tazio gli iscritti si sono raddpiati rispetto al 1974 (circa 60 mila)
Mezzogiorno 710 mila disoccupati
Dobbiamo anzi registrare da parte del padronato un irresponsabile atteggiamento, che senza differenAnzioni significative fra privati, pubblici e multinazionali, si pone un unico obiettivo, strumentalizzare la crisi per colpire il movimento dei lavoratori e il Sindacato, cercando una impossibile rivincita puntando a far arretrare i lavoratori sul piano del potere conquistato nella fabbrica e nella società.
E' in questo quadro che si sono poste al sindacato due necessità impellenti, dare nello stesso tempo risposte positive alle aspirazioni dei lavoratori occupati che non fossero in contraddizioneianziiche fossero supporto irdiRpenzabile ad una battaglia più generale per un nuovo sviluppo econamico che sappia puntare ad un pickpo utilizzo di tutte le risorse economiche ed umane contro la disoccupazione e l'arretramento delle condizioni di vita delle masse lavoratrici.
E' in questo senso sempre importante accamunare le scelte di politica economica effettua-
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te a Rimini con le vertenze di settore, con le piattaforme contrattuali formulate dalle più importanti categorie come un'unica piattaforma complessiva attorno alla gliale ~vere una decisiva battaglia che deve vedere mobilitati assieme ai lavoratori tutta la popolazione e tutte le forze che sinceramente pongono al primo posto interessi generali al di sopra delle rivendicazioni personali di gruppo,di categoria. E' chiaro che una battaglia di questa portata vede la necessità da parte del Sindacato e dei lavoratori di confrontare contemporaneamente due parti: Padronato e Governo, dando all'azione di lotta a sostegno delle nostre rivendicazioni maggiore puntualità e continuità di quanto non siamo stati capaci di fare nei mesi passati soprattutto sul terreno delle rivendicazioni di politica economica e delle scelte di settore cioè per il Mezzogiorno:per un nuovo sviluppo dell'agricoltura, per un reale e pubblicamente controllato processo di riconversione industriale che punti all'ampliamento e allo sviluppo dei settori più qualificati e tecnologicamente avanzati della nostra economia per dare una risposta positiva alle più impellenti richieste di beni sociali da parte delle masse popolari e nello stesso tempo una posizione non marginale e saltuaria ma consistente e duratura sui mercati internazionali.
Decisivo in questo contesto il confronto che il Sindacato ha aperto con il Governgil quale ha prodotto fino a questo mcment serie di provvedimenti che a nostro giudizio ancora si muovono in una logica che si dimostra incapace di compiere scelte precise e che segue invece l'andamento delle spinte e dei condizionamenti che vengono portati dai vari centri di potere economico-pubblici-privati sulla strada di un tentativo di recuperare la crisi con un sostanziale ridimensionamento delle capacità produttive e con la creazione di ampie sacche di disoccupazione più organo mascherata attraverso sovvenzionarne/1ti, in attesa di ventilate ristrutturazioni e riconversioni guidate unicamente da interessi particolari e condotte dal padronato nella logica del maggior profitto aziendale senza alcun riferimento agn. interessi più generali. Un esempio sintomatico di quanto sta avvenendo lo abbiamo nel settore che più direttamente ci coinvolge come azienda : il settore Energetico. La lotta dei lavoratori ha costretto il Governo, più precisamente il Ministro dell'industria, alla formulazione di un primo accenno di.programmazione in questo settore che è da tutti considerato decisivo per ogni ipotesi. di. ripresa del nostro Paese; è stata così emanata una prima proposta di piano energetico, che presentava però una carenza essenziale: quella di essere sostanzialmente.un piano per le centrali termonucleari pur facendo riferimento alle più diverse fonti energetiche. si ha in sostanza, in questa. proposta di piano l'accettazione delle proposte e delle' pressioni formulate dalle Multinazionali americane.
Attorno a questa proposta di piano energetico. il. sindacato ha mosso oltre alla valutazione complessiva una serie di critiche su tutti gli aspetti della proposta, critiche che abbiamo già pubblicato in preceden4ollettini sindacali. Attorno alle osservazioni sindacali si è aperto un ampid ed approfondito dibattito con tutte le forze interessate, Enti locali; Regione, forze politiche. Questo dibattito ha avuto importanti risultatizgs
basta ricordare la posizione assunta dalla Cammissione Industria della Regione Lombardia o più in generale gli orientamenti emersi al convegno delle Regioni svoltosi a Perugia nel mese di dicembre dove ampiamente sono stati dibattuti e assunti come orientamento e momento di pressione le critiche del movimento sindacale.
Queste massiccie prese di posizione hanno costretto le forze che tendevano ad un sostanziale accantonamento de]ioiano energetico per andare ad una serie di provvedimenti particolarit ad una formale approvazione del CIPE, con modificazioni rispetto al testo originale formulato dal Ministro Donat Cattin.
Questi parziali risultati ci devono vedere impegnati con una ancora maggiore determinazione nella nostra battaglia che è nello stesso tempo contrattuale e politica per un nuovo indirizzo econamicgperchè sul piano energetico si apra immediatamente il dibattito in Parlamento e nel Paese e si assumano le posizioni che complessivamente vengono sostenute da un così ampio arca di forze sociali e politiche.
L'esempio del settore che più direttamente ci coinvolge ci serve per sottolineare la necessità di interventi immediati nel settore dell'economialnecessari da mantenere anche a fronte della crisi del Governo onde accentuare la nostra pressione di lotta perchè si arrivi ad una soluzione dei problemi energetici e perchè si costituisca, un Governo che abbia ad assumere nel proprio programma le rivendicazioni del movimento sindacale che sempre più diventano rivendicazioni della intera società.
AVVIATE LE TRATTATIVE
LE PRIME INIZIATIVE DI LOTTA
Il 18 dicembre dopo una prima presentazione delle reciproche posizioni tra F.L.M. e Federmeccanica è stato fissato per il 19 gennaio 1976 un secondo incont'o essendo le posizioni tra Sindacato e padroni quanto mai lontane, la F.L.M. ha comunicato il calendario delle prime ore di sciopero per il contratto; saranno 12 nel mese di gennaio, 4 delle quali saranno effettuate il 15 gennaio.
La piattaforma dei metalmeccanici, oltre ad avere gli obiettivi salariali e normativi ha, come è noto, al primo punto la richiesta di controllo degli investimenti sul quale dobbiamo evitare e respingere ogni interpretazione fantastica di tale obiettivo, ma sostenere con forza che quello che il Sindacato vuole riconosciuto è il diritto alla conoscenza e alla discussione, senza la pretesa di ottenere un diritto di veto, tanto più che tale diritto di veto presuppone un accordo tra le parti. Pertanto, respingendo qualsiasi ipotesi di cogestione, al Sindacato interessa solo entrare nel merito del problema degli investimenti e trovare le cause che li paralizzano, o che siano devianti. t
Perciò se vogliamo raggiungere e cogliere la sostanza degli ob iettivi posti nei contratti, occorre, partire in gennaio, avendo l'occhio, oltre che sulla quantità anche sulla qualità delle lotte evitando due rischi: la monotonia e l'appiattimento o l'alimentazione di una contestazione continua, ma senza disegno. Disegno dove ristrutturazione riconversione na.ssima occupazione vengono fatti emergere sulla base dei bisogni sociali e collettivi della gente (e non solo consumismo) se, come dice un classico, la lotta è il motore della storia non si potrà essere neutrali, ma partendo dai gruppi omogenei del C. d.F., nel Sindacatoiesseresoggetti impegnati e creativi per dare a tutte le iniziative contenuti di classe unitari e di massa. Asiendo sempre prèsen-: te che una soluzione valida per i problemi dell'economia e politica generale,non dipende certo soltanto dalle scelte dei metalmeccanici, ma investe altri settori( di lavoratori). Infatti, esempi come la grandiosa manifestazione di Napoli, del 12 dicembre e quella dell'8 gennaio, le riprese televisive dél Natale e del Capodanno in fabbriche occupate, cane la raccolta di fondi nelle parrocchie, nelle fabbriche la solidarietà, la presenza, il contributo che le forze politiche democratichkanno espresso e sono impegnate, non devono isolarsi ma generalizzarsi se vogliamo far maturare rapidamente presto e bene, le condizioni per avere un contratto che sia anche contributo (come quello aziendale)alla soluzione dei problemi generali del Paese. Per un differente sviluppo economico sociale e politico a totale beneficio dei lavoratori.