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Escavatore1

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I' escavatore

febbraio 1971

Giornale del consiglio di Fabbrica - Link Belt

Politica provocatoria della direzione sull' orario di lavoro E' da parecchio tempo che è stato firmato il nostro contratto e verifichiamo ancora oggi nella nostra fabbrica metodi poco cori etti da parte di qualche « porta voce della direzione ». Veniamo ai fatti. Il nuovo contratto oltre tutte le innovazioni e le conquiste ha sancito una presa di coscienza da parte della maggioranza dei lavoratori, cioè di quella parte più avanzata, e tutto questo è dimostrato dal fatto che è volontà di tutta questa forza applicare ciò che è stato il frutto di quelle lotte durissime. Cosa significa allora aizzare elementi sempre disposti a fare i lecca... contro la commissione interna per la questione dell'orario di lavoro? Si vuole creare confusione nella fabbrica? Questo è momento particolare per gli operai impegnati a realizzare i successi ottenuti dalle lotte sia per quanto riguarda la sua applicazione, sia per quella riguardante il potere nella fabbrica. Non riuscirà nessun disegno che miri a scardinare, né la C.I. né il nuovo organismo di base sorto ultimamente. Noi operai non desideriamo la confusione, ma nello stesso tempo eleviamo un severo monito per quei galoppini, i quali dovranno scontrarsi con la maggioranza dei lavoratori; se tireranno troppo la corda. Per l'interesse dell'azienda, e dei lavoratori, riaffermiamo che il sistema produttivo non può basarsi sulle ore straordinarie, ma bensì vi è la necessità di cambiare politica nell'azienda con adeguati investimenti,

per riammodernarla, in modo da garantire la produzione e migliorarla, per far fronte anche all'applacazione dell'orario di lavoro, che nell'arco del contratto raggiungerà le 40 ore settimanali. Sono queste le basi per affrontare la nuova realtà. Gli operai non sono più disposti ad accettare i vecchi metodi padronali, nella fabbrica non è /più possibile applicare la politica umiliante verso chi lavora, non permetteremo di svuotare il significato delle nostre conquiste. Ripetiamo, questi

metodi che affiorano nell'azienda, forse sono ancora possibili solo con quei pochi operai che inconsciamente favoriscono il gioco padronale. E' vero una parte di operai ha bisogno di realizzare di più per soddisfare le necessità che la società di oggi impone, ma è altrettanto vero che questi operai ancora scoprono che la via giusta, non è quella di lavorare 12 ore al giorno come un secolo fa, ma lottando per conquistare sempre migliori condizioni. Va ricor-

i metallurgici del rione Solari di Milano manifestano per lo strade della città.

CONTINUA IN 2*


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