Inserto speciale settembre '77
INTERVISTA A
LUCIO DE CARLINI Segretario generale della C. d. L.
a cura del Consiglio di fabbrica FLM dai lavoratori IRT-FIRT
Su costo del lavoro e struttura del salario
E' UNA TASSA SULL'OCCUPAZIONE Il Congresso della OGIL e quelli che lo hanno preceduto, in particolare quelli milane si sia della FIOM che della OGIL, ha deciso sul tema della struttura del salario di iniziare una fase per modificarla. Questa fase politica e sindacale, passa necessariamente attraverso : il dibattito e l'approfondimento sia, degli organi dirigenti della Federazione OGIL CISL UIL, sia so prattutto da parte di tutte le strutture di fabbrica e di tutti i lavorat3ri. La prima questione quindi è quella della partecipazione — sulla base di dati, di ama lisi, di una conoscenza oggettiva della situazione — dell'intero movimento sindacale. Non possiamo dividerci tra chi ha fretta di modificare la struttura del salario e chi non ha fretta. Sia la OGIL come la CISL,che la UIL hanno riconosciuto che questo è un tema importan_ te da affrontare, vi sone ancora_delle differenze di tempi, queste differenze non de_ vono ostacolare la piena partecipazione dei lavoratori a questa fase di dibattito. — PERCHE' MODIFICARE LA STRUTTURA DEL SALARIO ED IL COSTO DEL LAVORO ? Perchè oggi la struttura del salario così come è in particolare nel rapporto tra sala rio .iretto e oneri riflessi è ostacolo alla occupazione nell'industria e in generale. Quando diciamo questo, pensiamo alla diversità che si è accresciuta negli ultimi anni anche grazie all'inflazione, fra struttura del salario italiana e struttura del salario in tutti gli altri paesi, capitalisti o socialisti che siano. Non c'è in nessun paese del mondo un peso degli oneri riflessi che sia superiore al salario diretto, e così è invece in Italia. Ed è vero ci nel sistema fiscale degli altri paesi capitalistici, tasse e impo— ste sulle cifre d'affari e sui profitti, sono superiori a quelli italiani, e se si somma quindi il costo del lavoro in quei paesi e la tassazione, la differenza non è grande. Ma questo è un argomento in più, perchè? Perchè con una fiscalizzazione di fat to degli oneri sociali, lo stato e il suo intervento nelreconomia ha una maggior pos sibilità di graduare le proprie priorità, cosa che oggi invece non ha, perchè gli oneri vanno direttamente e in particolare alla Previdenza Sociale; vanno alla Previdenza So_ ciale, non dimentichiamolo, a coprire il deficit di gestione di altre categorie, com_ mcrcianti, artigiani, e in particolare.00ntedini e coltivatori diretti. 11111NOI DOBBIAMO MODIFICARE QUESTA STRUTTURAMI" L'obbiettivo più grosso e più rilevante non è quello di una diminuzione del costo del lave ro, è quello di un rapporto di verso tra oneri diretti e one ri indiretti. In questo modo non è che noi proponiamo che tutto vada in sAario diretto con pericoli inflazionistici tremendi, la diminuzione del costo del lavoro c'è, ma deve essere sostituita (altrimenti le entrate dello stato si ri_ durrebbero) da una imposizione fiscale superiore a quella at_ tuale sulle cifre d'affari, sul fatturato, sui profitti di im presa.
La struttura del sala_ rio che noi vogliamo rag— giungere, è una struttura che premia la prestazione lavorativa e la vita lavo rativa di un operaio, di un impiegato piuttosto che l'anzianità e la fedeltà ad una azienda, questi so ne i due cardini principa li. Tutti sappiamo che è falso che il lavoratore più diventa anziano più rende, è esattamente il contrario, oltre una cer_ ta età, voglio dire quel_ lo che il lavoratore dà (3)
Di CA1114111
che è sempre moltsimo, è minore rispetto certi perio di della sua vita lavorati_ va. Noi dobbiamo cioè, se il salario è una misura, come cbve , ssere, della prestazio ne affettiva, e non dclnan zi..2ità di lavoro, premiare quella età lavorativa che el tre tutto corrisponde anche all'età di maggiori bisogni del lavoratore e della sua fa miglia. No~ non dobbiamo prelliare la fedeltà all'azienda rispetto alla possibilità e al dirit_ to di poter scegliere la mi gliore occasione lavorativa;