Documento del Consiglio di Fabbrica della Lagomarsino sulla situazione aziendale
La Lagomarsino dopo il boom economico del decennio 60-70, raggiunto attraverso lo sfruttamento dei vecchi modelli di macchine da calcolo, e non avendo mai speso niente in questi anni favorevoli per la ricerca di nuovi prodotti sostitutivi nè per l'ammodernamento degli impianti, si trova ora nella condizione di ristrutturarsi per meglio adeguarsi alle nuove esigenze di mercato, in quanto le macchine da calcolo attualmente sono in crisi, una crisi determinata dall'immissione sul mercato delle macchine elettroniche. Altro fattore che ha creato difficoltà commerciali è stata la crisi economica monetaria (dollaro).
La Lagomarsino non è nuova a questo tipo di esperienze, in quanto già negli anni 63-65 (crisi congiunturale), si ristrutturò a scie spese dei lavoratori, dimezzando il personale in contrapposizione allo aumento della produzione, acutizzando in questo modo la sperequazione fra aumento a smisura del
profitto privato e il reddito dei lavoratori, evidenziando che ad una maggiore produzione non corrispondeva un maggior benessere sociale.
I lavoratori, con le lotte del 1969 per il rinnovo contrattuale e quelle per le riforme che vi hanno fatto seguito, conquistavano la contrattazione articolata mutando così all'interno della fabbrica il rapporto lavoratori-azienda e conquistando in tal modo importanti miglioramenti normativi e salariali.
Nel 1971, quando il C.d.F. presentò, dopo averne discusso in assemblee con i lavoratori e in pieno accordo con il Sindacato, una serie di richieste che miravano a migliorare le condizioni generali dei lavoratori in fabbrica, la direzione della Lagomarsino reagiva portando a 40 ore settimanali l'orario di settore e creava cercando contemporaneamente all'interno della fabbrica, un clima intimidatorio ed allarmistico circa le stesse prospettive di esistenza della
azienda.
La vertenza apertasi il 16-4-71 si concluse per i lavoratori nelle conquiste dei seguenti punti (Vedi allegato n. 1). Ma intanto, la azienda portava avanti la sua politica allarmistica; come? Attuando lo smantellamento di interi reparti ( dimezzandole catene) aprendo licenziamenti consensuali con premi; spostando indiscriminatamente i lavoratori da reparto a reparto in ragione dei quali il valore della qualifica acquisita non veniva più rispettato e raggiungendo in questo modo, l'obiettivo della riduzione del personale (100 lavoratori hanno già abbandonato l'azienda) mmettendo nuovi macchinari e ciò per mascherare una ristrutturazione a suo esclusivo interesse tesa non solo a riconquistare ciò che sotto la pressione della lotta aveva dovuto concedere ma anche a rafforzare il proprio potere.
Il Consiglio di Fabbrica non è CONTINUA IN 2.
gennaio 197-
DALLA PRIMA
contrario alla ristrutturazione e agli ammodernamenti tecnologici sempre che questi tengano però conto di salvaguardare i livelli di occupazione (garanzia del posto di lavoro), di dar luogo a un progresso che si traduca ín benessere ed infine che nel processo stesso, non si escluda a priori il Consiglio di Fabbrica come espressione diretta dei lavoratori.
Il Consiglio di Fabbrica valutando la grave situazione, in pieno accordo con i lavoratori e i sindacati, prendeva delle iniziative atte al chiarimento della situazione, richiedendo alla Direzione una serie di incontri (vedi allegato n. 2), a fronte della quale la Direzione rispondeva in primo tempo con un comunicato (allegato n. 3) e in un secondo tempo informava il Consiglio dí Fabbrica della decisione di attuare un ulteriore riduzione di orario di lavoro con la messa in cassa d'integrazione di tutti i dipendenti (allegato n. 4).
Il Consiglio di Fabbrica respinse tale disposizione e proclamò uno sciopero con assemblea di reparto. Dopo ampie consultazioni con i lavoratori maturavano le seguenti richieste:
garanzia del salario (40 ore con integrazione da parte dell'azienda);
garanzia del posto di lavoro; riqualificazione del personale; impegno dell'azienda per la ricerca di un prodotto sostitu. tivo.
Dopo varie trattative con la Direzione si è concordato quanto è contenuto nell'allegato n. 5.
Con questo tipo di accordo il Consiglio di Fabbrica non ritiene conclusa la vertenza apertasi il 26-4-71, in quanto non sono stati risolti ma solo rinviati di 3 mesi i problemi, relativi alla garanzia del posto di lavoro, del salario e del futuro degli 850 lavoratori dipendenti dell'azienda.
Il Consiglio di Fabbrica non può non denunciare l'inspiegabile atteggiamento della Direzione che malgrado le vendite realizzate in campo nazionale e internazionale, contrastando efficacemente la concorrenza di queste aziende pur non avendo mai avuto un adeguato ufficio tecnico. Ora si elimina anche quello e inoltre l'azienda non sa spiegare gli investimenti attuali
per acquisti di macchinario che serve esclusivamente per produrre macchine meccaniche.
Ecco alcuni significativi esempi: Perchè l'ammodernamento della T A macchine che vengono utilizzate solo al 25% mentre il 75% viene lasciato fermo completamente?
Perchè si procede all'acquisto di nuove presse, attualmente utilizzate solo al 50%?
Come si spiegano i nuovi impianti di Fosfatazione, inefficienti? e di ampliamento del Rep. LC1 con aggiunta di 3 nuovi forni al cianuro, lasciati anche questi completamente fermi e mai usati?
Perchè si costruiscono in azienda macchine rotanti, p er la ribattitura dei perni, macchine che quando entrano in produzione non lavorano perchè il modello per cui sono state costruite non viene più prodotto?
Perchè si è acquistata nel reparto A T una Elettroerosione costo 24 milioni circa) per produrre di attrezzature tecniche produttive che invece l'azienda fa costruire fuori mantellando così il Rep . AT? Inoltre, malgrado la situ,,,zione interna sia grave, per i livelli di occupazione, l'azienda continua a fare eseguire lavori ad altre ditte, mentre potrebbero essere alla Lagomarsino. nr La Lagomarsino è in possesso di 120.000 metri quadrati a Cormano e 400.000 metri quadrati a S. Zenone al Lambro oltre all'area di V.le Umbria. Cosa intende fare l'azienda di queste aree? Pensa forse ad una grossa operazione speculativa del terreno?
Tutte queste operazioni che la azienda ha portato a compimento, indicano che non si vogliono produrre solo i modelli P4, P3 e macchine elettroniche, ma che si stiano compiendo studi per la costruzione di un prodotto sostitutivo della tradizionale macchina da calcolo, del prodotto sostitutivo, che ne è stato?
Gli scopi che l'azienda persegue sono quelli di ridimensionarsi per diventare una piccola industria con pochi dipendenti, ponendosi come obiettivo la chiusura dello stabilimento di Milano?
Per il Consiglio di Fabbrica, la ulteriore riduzione da 40 a 32 ore dell'orario di lavoro, rappresenta
unatto che colpisce ancora una volta il lavoratore nel suo salario e nel suo diritto al lavoro. L'azienda infatti sfrutta i lavoratori con ritmi di lavoro eccessivi, traendone vantaggi economici in quanto con meno forza lavoro si produce come prima e come si lavorasse ad orario pieno. Quindi maggiori sono i profitti dell'azienda a discapito dei lavoratori che vedono così compromessi anche i loro livelli di occupazione.
Ed infine per confondere e mascherare il reale livello delle vendite, l'azienda ha creato magazzini in Francia e negli Stati Uniti, tacendo anche ricerca di lavoratori disposti a trasferirsi all'estero.
E nella certezza e nella convinzione che a questo punto, il problema della Lagomarsino nel suo insieme non può essere solo problema di ordine sindacale ma assume valore sociale. Infatti il presente ed il futuro di una azienda rispondono ad una esigenza sociale. Di qui la nostra iniziativa di cointeressare al problema le forze politiche, le associazioni, le istituzioni del quartiere. Ecco perchè c1 siamo rivolti al Consiglio di Zona che rappresenta l'espressione di base democratica del decentramento politico e sociale e cittadino, affinchè evochi a sè il caso Lagomarsino per farsi promotore insieme al Consiglio di Fabbrica, alle Organizzazioni Sindacali ai Partiti di tutte le iniziative che si renderanno necessarie per portare a soluzione i gravi problemi dei lavoratori della Lagomarsino e della loro giusta lotta in difesa del posto di lavoro.
In tal senso, è già stato fissato un primo incontro per il primo febbraio al quale è invitata a partecipare anche al Direzione dell'azienda.
Il Consiglio di Fabbrica
ALLEGATO 1
Addì 5 luglio 1971, in Milano tra l'Associazione Ind. Lombarda in persona dell'Avv. Salvatore Arengi che rappresenta ed assiste la ditta LAGAMARSINO presente nelle persone dei Sigg.: Rag. Almo Facchin e p.i. Mario Biancardi i Sindacati Provinciali dei Lavoratori:
FIOM - presente nelle persone dei Sigg.: Giovanni Battista Bosio Egidio Grassi.
FIM - presente nella persona del Sig.: Antonio Zerillo e Andrea Viani.
UILM - presente nella persona del Sig.: Mario De Mas
la Commissione Interna e i Rappresentanti Sindacali Aziendali si è convenuto quanto segue:
1) Il premio di produzione di cui all'art. 3 della Parte Quarta del CCNL viene elevato per l'anno 1971 dalle attuali L. 81.000 a Lire 100.000 annue pro-capite comprensive di tutti gli istituti contrattuali. (centomila).
ALLEGATO 2
Milano, 20.12.1971
Spett.le Direzione LAGOMARSINO S.p.A.
Sede
Con riferimento alla riunione avuta con la DIP il giorno 9.12, il C.d.F. ritiene opportuno irnnovare le richieste per la non chiarezza àvuta durante la riunione stessa e chiede un nuovo incontro.
Esame preventivo degli sviluppi produttivi aziendali.
Garanzia e mantenimento del livello d'occupazione.
Garanzia degli organici, contrattazione preventiva eventuali spostamenti fermo restando il valore della qualifica e non la dequalificazione.
per il Consiglio di Fabbrica
f.to: Scotti - B.
Verrà costituita una Commissione paritetica di sei membri di cui tre nominati dalla Direzione e tre nominati dalle rappresentanze sindacali aziendali nell'ambito delle stesse per l'esame delle posizioni di lavoro, in vista dell'eventuale passaggio di categoria di tutto il personale attualmente inquadrato nella 4' categoria operai ed impiegati nonchè degli appartenenti alla 2' categoria speciale, nonchè di quei lavoratori che ritengono di svolgere mansioni superiori a quelle corrispondenti all'attuale inquadramento. I lavori di tale Commissione saranno esauriti entro e non oltre il 30 novembre 1971. Per l'espletamento dei compiti ad esse demandati ed in aggiunta alle ore già loro spettanti per effetto delle vigenti disposizioni di legge e di contratto, le rappresentanze sindacali aziendali protranno usufruire, per assenza dal posto di lavoro, di altre 80 ore mensili di permesso retribuite, (ottanta).
ALLEGATO 3
Alla Commissione Interna Ai RappreSentanti Sindacali Sede
OGGETTO: Vostra comunicazione del 20.12.1971.
Nella riunione del 9 corrente vi sono state date tutte le possibili informazioni sui problemi generali di andamento aziendale, oggetto della vostra richiesta di incontro con la Direzione del 2.12.1971;
Poichè risulta dalla vostra comunicazione che tali informazioni non sono risuiltate chiare, ne riassumiamo i punti principali:
Premessa
Gli sviluppi produttivi aziendali sono condizioanti dalla situazione del settore nel quale operiamo. il quale sta attraversando un periodo di eccezionale sconvolgimento per i seguenti pirncipali motivi:
Trasrmazione tecnologica del prodotto
Le macchine da calcolo diventano ogni giorno di più elettroniche.
Trasformazione della tecnologia
La percentuale di cottimo dì cui al punto 2) dell'art. 16 del vigente CCNL viene elvata al 15% della retribuzione minima attuale dell'operaio di 2' categoria; l'azienda inoltre opererà in modo da garantire la possibilità del conseguimento dell'utile di cottimo effettivo non inferiore al 20% delle retribuzioni minime tabellari. Ai percentualisti (denominati aziendalmente concottimisti) verrà riconosciuto un aumento pari al 15% di quanto a questo titolo attLialmente in atto.
Per gli impiegati l'incentivo di cui all'art. 2 della Parte Quarta del CCNL viene elevato all'8%; inoltre agli impiegati di nuova assunzione viene garantito un aumento retributivo non inferiore a L. 5.000 dopo 10 mesi di servizio ed a L. 10.000 dopo 18 mesi; detto trattamento verrà con effetto immediato riconosciuto a coloro che avessero già maturato tale anzianità senza avere conseguito aumenti individuali.
elettronica
che ha permesso maggior produzione e minori costi. Esempio: per realizzare un gruppo di calcolo occorrevano fino a 5 anni fa circa 5000 componenti, ifno a 1 anno fa circa 200 componenti, oggi 6i7 componenti. E' stato fornito un chiaro esempio di questa trasformazione tecnologica.
Concorrenza giapponese
Sono stati forniti dati sull'impressionante aumento della produzione giapponese.
Sovra-produzione a livello mondiale
La produzione di macchine elettroniche si è praticamente sommata a quella di macchine meccaniche.
In conseguenza di tale situazione tutti i fabbricati di macchine da calcolo sono in difficoltà.
Per quanto riguarda la nostra azienda, gli aspetti di maggior rilievo sono:
Negativo andamento economico, in conseguenza dell'aumento dei costi e della diminuzione dei ricavi (sono stati forniti precisi dati sui costi e sui ricavi.
Sempre maggiore difficoltà di vendita
Sui maggiori mercati mondiali la nostra posizione è la seguente:
Giappone: perso a causa della concorrenza locale.
U.S.A.: perso per il 5% a causa della concorrenza giapponese (sono stati forniti i dati relativi alle nostre vendite in questi due mercati).
Sempre maggior concorrenza nei mercati europei.
I paesi sottosviluppati hanno poche possibilità di assorbimento. Dopo un anno e mezzo di intenso olavoroo, di contatti, di partecipazione a Fiere, di continue visite in luogo, non abbiamo ottenuto nessun concreto risultato di vendita nei paesi dell'Europa Orientale.
In conseguenza di tale premessa le risposte ai quesiti postici sono le seguenti:
1. - Le prospettive aziendali sono legate:
Ai costi, alla qualità, alle possibilità di vendita delle calcolatrici meccaniche della linea P. Tutti gli altri modelli sono ormai fuori mercato e si vendono sempre meno e sempre peggio. Data la situazione sopra descritta ogni previsione al riguardo è impossibile. Al risultato degli studi in corso per la produzione di macchine elettroniche.
2. - Per cercare di evitare guai peaniori, è necessario in questo momento un ridimensionamento dei nroarammi di produzione. per realizzare il quale le alternative sono:
o una forte riduzione del personale n diminuire l'orario di lavoro. Fra le due alternative è stata scelta la seconda. anche se la più onerosa per l'azienda
3. - Per quanto concerne gli spostamenti, essi sono determinati da oaaettive necessità tecniche, colleaate alla diminuzione dei programmi e alla diversa distribuzione fra i reparti del lavoro di produzione del modello P 4 rispetto agli altri modelli. Essi vennono fatti tenendo conto, nel limite del possibiel, delle esioenze di tutti e in ottemperanza alle norme contrattuali in visore.
Per fornire le ulteriori informazioni chieste con la comunicazione del 20.12.1971 viene fissato un nuovo incontro per mercoledì 5 gennaio ore 16.
ALLEGATO 4
ORDINE DI SERVIZIO N. 7
del 28.12.1971
A partire dalla settimana che ha inizio da 13.1.1972 l'orario di lavoro degli OPERAI e delle CATEGORIE SPECIALI viene così definito:
Orario settimanale di 36 ore, suddiviso in prestazioni giornaliere di ore 8 a settimane alternate: una di 5 gg. lavorativi (40 ore - dal lunedì al venerdì) e l'altra di 4 gg. lavorativi (32 ore - dal lunedì al giovedì), con media settimanale di 36 ore, per i seguenti reparti:
S4 - AD - P4 - IM - MG - MRAF - MS
Orario settimanale di 32 ore, suddiviso in prestazioni giornaliere di 8 ore per 4 gg. lavorativi (dal lunedì al giovedì), per i seguenti reparti:
PR - BN /2 - GP - LC,1 (due turni) - ML - RT - PB - S3 - COGAC - MA - AT - MP - MO - ALSP - PRO - UPM
Orario settimanale di 24 ore, suddiviso in prestazioni giornaliere di 8 ore per 3 gg. lavorativi (dal lunedì al mercoledì), per i seguenti separti:
BAI/1 - LC/2 - FS - TA (due turni) - TR - CS.
Per i dipendenti OPERAI e CATEGORIE SPECIALI dei sopracítati reparti verrà inoltrata la domanda di AUTORIZZAZIONE AL PAGAMENTO DELLE INTEGRAZIONI SALARIALI.
Per i restanti reparti e servizi, gli OPERAI osserveranno il seguente:
Orario settimanale di 40 ore, sulla base di una prestazione di 8 ore per 5 qq. lavorativi settimanali (dal lunedì al venerdì) ('AA - SEL - ME
SPR SPL
SFA
SMO
DIE
Commissione Interna
Quadro Impiegati V.le Umbria Quadro Operai
DPE ALLEGATO 5
Milano, 5.1.1972
La Direzione e i rappresentanti dei lavoratori hanno avuto una serie di incontri per esaminare la situazione e i problemi aziendali. A conclusione è stato concordato quanto segue:
- L'ordine di servizio n. 7 del 28.12.1971 viene annullato.
- Il nuovo orario di lavoro entrerà in vigore dal 10.1.1972 e sarà così definito: orario generale 32 ore settimanali per tutti i reparti, con possibiiltà di 36 ore quando possibile e dopportuno orario 40 ore settimanali per i reparti SEL - ME.
- Gli spostamenti di personale da reparto a reparto di durata superiore a 1 settimana saranno preventivamente comunicati ai rappresentanti dei lavoratori per essere concordati.
Verrà stilata una relativa procedura.
- La Direzione conferma che non ha in programma pratiche di riduzione di personale.
Si impegna a non effettuare licenziamenti nè diminuzioni ulteriori di orario nei prossimi tre mei.
- Per quanto rinuarda la produzione di macchine elettroniche e altre eventuali necessità di personale di diversa qualificazione, la Direzione si imoeana ad utilizzare il nersonale attualmente dipendente, previa la necessaria istruzione.
p. La Direzione F.to: 0 %ancorai
- E' stato concordato che saranno tenuti incontri periodici fra la Direzione e i rappresentanti dei lavoratori con lo scono di fornire informazioni e di discutere i prohlemi aziendali. Non viene esclusa la nossibilità di concordare la partecinaizone anche di persone estranee all'azienda, quando ciò si renderà opportuno.
"
ninE VDG I FG DIA DPF SPE DPG SPM SEL SAC DIP