gennaio 197-
il calcolatore Bollettino Unitario del Consiglio di Fabbrica della Lagomarsino
Il Consiglio di Fabbrica il giorno 10.1.1972 si è recato dal Consiglio di Zona 4, a esporre i gravi problemi della Lagomarsino, presa visione del problema il Consiglio di Zona 4, si è fatto promotore a convocare per il 1° febbraio 1972 ore 21,00 presso Viale Molise n. 70 una Conferenza sulla situazione Lagomarsino, invitando la Direzione Generale, gli organismi competenti della Regione, Comune, Provincia, Sindacati, Consiglio di Fabbrica. Pubblichiamo la documentazione presentata
Documento del Consiglio di Fabbrica della Lagomarsino sulla situazione aziendale La Lagomarsino dopo il boom economico del decennio 60-70, raggiunto attraverso lo sfruttamento dei vecchi modelli di macchine da calcolo, e non avendo mai speso niente in questi anni favorevoli per la ricerca di nuovi prodotti sostitutivi nè per l'ammodernamento degli impianti, si trova ora nella condizione di ristrutturarsi per meglio adeguarsi alle nuove esigenze di mercato, in quanto le macchine da calcolo attualmente sono in crisi, una crisi determinata dall'immissione sul mercato delle macchine elettroniche. Altro fattore che ha creato difficoltà commerciali è stata la crisi economica monetaria (dollaro). La Lagomarsino non è nuova a questo tipo di esperienze, in quanto già negli anni 63-65 (crisi congiunturale), si ristrutturò a scie spese dei lavoratori, dimezzando il personale in contrapposizione allo aumento della produzione, acutizzando in questo modo la sperequazione fra aumento a smisura del
profitto privato e il reddito dei lavoratori, evidenziando che ad una maggiore produzione non corrispondeva un maggior benessere sociale. I lavoratori, con le lotte del 1969 per il rinnovo contrattuale e quelle per le riforme che vi hanno fatto seguito, conquistavano la contrattazione articolata mutando così all'interno della fabbrica il rapporto lavoratori-azienda e conquistando in tal modo importanti miglioramenti normativi e salariali. Nel 1971, quando il C.d.F. presentò, dopo averne discusso in assemblee con i lavoratori e in pieno accordo con il Sindacato, una serie di richieste che miravano a migliorare le condizioni generali dei lavoratori in fabbrica, la direzione della Lagomarsino reagiva portando a 40 ore settimanali l'orario di settore e creava cercando contemporaneamente all'interno della fabbrica, un clima intimidatorio ed allarmistico circa le stesse prospettive di esistenza della
azienda. La vertenza apertasi il 16-4-71 si concluse per i lavoratori nelle conquiste dei seguenti punti (Vedi allegato n. 1). Ma intanto, la azienda portava avanti la sua politica allarmistica; come? Attuando lo smantellamento di interi reparti ( dimezzandole catene) aprendo licenziamenti consensuali con premi; spostando indiscriminatamente i lavoratori da reparto a reparto in ragione dei quali il valore della qualifica acquisita non veniva più rispettato e raggiungendo in questo modo, l'obiettivo della riduzione del personale (100 lavoratori hanno già abbandonato l'azienda) mmettendo nuovi macchinari e ciò per mascherare una ristrutturazione a suo esclusivo interesse tesa non solo a riconquistare ciò che sotto la pressione della lotta aveva dovuto concedere ma anche a rafforzare il proprio potere. Il Consiglio di Fabbrica non è CONTINUA IN 2.