sezione sindacale aziendale FIOM -CGIL della Fit-Ferrotubi- aprile 19"
Unità operaia
I metalmeccanici al termine della seconda Conferenza Unitaria, si preparano per dare l'avvio col prossimo congresso, alla fase costituente della unità sindacale.
L'importanza nazionale di questo grande avvenimento non sfugge a nessuno, da parte sua il padronato ha già dato la “ sua » risposta pagando e armando le bande fasciste come reazione al prevedibile inasprimento delle lotte operaie sulle riforme, favorito in questa sua azione dall'inaccettabile tesi governativa degli opposti estremisrni, Ecco perchè si rende necessaria la mobilitazione unitaria delle masse lavoratrici per le rivendicazioni sociali e per la lotta antifascista, se si vuole uno sviluppo democratico delle lotte fuori e dentro la fabbrica per migliorare le condizioni della classe operaia.
Il dibattito che c'è stato durante la conferenza, ha rilevato giuste critiche all'attuale, metodo di lotta che ha dato risultati al di sotto delle aspettative quindi (è stato detto) bisogna coinvolgere più larghi settori dell'opinione pubblica sui problemi attuali precisando gli obiettivi in maniera più chiara e approfondita per ottenerne il consenso.
Si è detto che ín questo momento è necessario eliminare le controversie ancora esistenti decidendo il superamento delle C.I. ed il trasferimento dei loro poteri ai Consigli di Fabbrica proiettando all'esterno il rapporto democratico rappresentato dalle nuove strutture.
Ma per avere tutto ciò, bisogna sviluppare un ampio dibattito fra le masse e chiamarle all'azione per trasformare le strutture della società, solo così si può ottenere una
reale partecipazione popolare alla manovra delle leve del potere.
Altri nodi da sciogliere sono quelli della autonomia e della incompatibilità fra cariche sindacali e politiche.
L'autonomia non si costruisce a tavolino, ma attraverso un processo continuo che trova sbocco naturale nell'unificazione.
Per I' incompatibilità dobbiamo
essere consapevoli che l'unità sindacale sarà fatta tra uomini di diversa ideologia ed i lavoratori non vogliono che questo sia motivo di divisione della classe operaia, ma la nostra scelta alla base deve riguardare solamente la capacità e l'abnegazione del candidato.
Un membro del Consiglio di Fabbrica
Le pensioni sono sempre troppo basse
In questi giorni, con grande risalto, i giornali hanno dato notizia del primo « scatto » della scala mobile delle pensioni INPS: dal 1° gennaio infatti (anche se poi gli interessati se ne accorgeranno fra qualche mese, perchè per fare i conti ci vogliono poi sempre tempi molto lunghi) vi è stato un aumento del 4,8 per cento.
La notizia, come si è detto, è stata data con grande risalto quasi l'avvenimento fosse destinato ad adeguare le pensioni al costo della vita. In realtà, come ogni lavoratore ben sa, le cose stanno molto diversamente. Prima di tutto c'è da rilevare che l'aumento delle pensioni avviene molto tempo dopo che la vita ha rincarato i suoi costi, cosicchè esso non copre che solo in
parte quanto i pensionati hanno già perso del valore reale della loro pensione. In secondo luogo se si confronta il 4,8 per cento di maggiorazione con quello che è stato l'aumento dei salari negli ultimi due anni, ci si accorgerà che l'incremento delle pensioni non è pari che a circa un terzo di quanto non siano i lavoratori riusciti ad accrescere le loro retribuzioni. Da qui la conferma della validità della linea a suo tempo sostenuta dai sindacati e tendente a far sì che i periodici automatici aumenti delle pensioni non fossero collegati al variare del costo della vita ma a quello dei salari.
Una seconda osservazione che c'è da fare è che l'aumento avverrà, CONTINUA
Pensioni basse
come si è detto, dal 1° gennaio 1971, mentre era atteso, anche in base ad una serie di promesse fatte più volte dal Ministro del Lavoro, con decorrenza dal gennaio del 1970: in realtà il governo non ha poi accolto tale richiesta dei pensionati interessati perchè si sarebbe corso il rischio di immettere in circolazione un certo numero di miliardi che avrebbero potuto... squilibrare l'economia nazionale. Così, se fosse vera una tale tesi — e non lo è certo — l'economia nazionale dovrebbe esser salvaguardata grazie ai sacrifici dei pensionati.
Ma le osservazioni non finiscono certo qui: a quanto ammonta in concreto un aumento del 4,8 per cento? Certo per quei pochi che hanno pensioni alte può anche corrispondere a qualche biglietto da mille, ma per ì milioni (perchè sono milioni ancora) di pensionati al minimo sarà pari a poco più d'una decina dì biglietti da cento lire. Una miseria che non cambia, ovviamente, la drammatica situazione in cui sono costretti a vivere i vecchi lavoratori. E che tale situazione sia davvero drammatica basterà un solo dato a confermarlo. Un dato che è stato reso noto nelle scorse settimane dalle statistiche relative ai bilanci dell'INPS, da cuì si è appreso che alla fine del 1969, il valore medio delle pensioni INPS in Italia era pari a 28.250 lire al mese. E questa cifra era stata raggiunta in quell'anno con gli aumenti previsti appunto dalla legge in vigore dal 1*-5-1969.
A cosa servano, in concreto, 28 mila 250 lire, ognuno dei lavoratori lo sa. Ed è proprio da questi dati che prende valore la richiesta che ancora avanzano, molto giustamente, le organizzazioni sindacali di rivolgere particolare attenzione alla situazione delle pensioni in Italia, affinché alle parziali conquiste del 1969 facciano seguito altri miglioramenti, poiché, come si vede dalle statistiche, quanto pur è stato faticosamente raggiunto due anni fa non è ancora bastato a garantire una serena vecchiaia ai pensionati.
L'incaricato sociale I.N.C.A.
COME SI ELEGGE UN CONSIGLIO DI FABBRICA
Nell' ultima assemblea abbiamo preso delle decisioni sul problema del congelamento della commissione interna e sulla nuova strutturazione del consiglio di fabbrica. La nostra attenzione ed i nostri discorsi erano centrati sulla Commissione Interna e sui rappresentanti di reparto, ma dobbiamo tenere presente che questo problema si dovrà allargare alle altre organizzazioni che abbiamo: commissione mensa, commissione antinfortunistica e commissione culturale ed a tutte quelle che potremo avere nel futuro.
Perciò io penso che le nostre prossime elezioni che faremo per il consiglio di fabbrica, dovremo tenere presente di tutti questi compiti che verranno accentrati nel Consiglio stesso; pertanto si fa molto piu importante la scelta qualitativa
sulla singola persona e sulle sue qualità personali che vanno considerate nel contributo stesso che potrà apportare al C. di F. con le sue attività.
Vorrei ricordare come dovremo effettuare questa importante scelta del candidato. Il candidato deve possedere: buona volontà, intelligenza, serietà, senso di ragguagliarsi, cioè di essere il più informato possibile di tutti i problemi sindacali e politici che ci possono riguardare sia dall'interno che all'esterno della fabbrica, dai problemi aziendali ai problemi sociali; dovrebbe anche avere parecchio senso altruistico perchè tutte le altre qualità sarebbero insufficienti per formare quei o quel dirigente di una sana morale e di sani principi.
Un tornitore
- IL NOSTRO Ii SEMPRE -
Infortuni nell' industria - in Italia - Lombardia - Milano - nella nostra fabb.
Accettando l'invito della Segreteria del Consiglio di Fabbrica diamo, tramite il nostro giornale, un consuntivo dell'andamento degli infortuni.
Prima di passare ai dati statistici di Stabilimento, pensiamo sia abbastanza interessante darne alcuni che riguardano l'andamento generale degli infortuni nel nostro settore e che sono stati distribuiti dall'INAIL in relazione agli anni 1968 e 1969 (quelli del 1970 non sono stati ancora resi noti, anche se dati ufficiosi ci anticipano che sono tutt'altro che confortanti).
Questi dati ci dimostrano che il numero degli infortuni e il numero dei morti per infortunio sono aumentati nell'anno 1969 nel nostro settore; il fatto è tanto più preoccupante se si tiene conto che complessivamente gli operai occupati nel nostro settore sono diminuiti nel 1969 nei confronti del 1968.
Nella nostra fabbrica questi sono i dati statistici dell'andamento degli infortuni a partire dal 1967, anno preso come riferimento dato che nel dicembre del 1967 si costituiva il nostro Comitato Antinfortunistico Aziendale.
DI FREQUENZA INDICE DI GRAVITA'
Anni (N. infortuni ogni mille (N. giornate perse ogni mille giornate lavorative) giornate lavorative)
Questi dati dimostrano che l'andamento degli infortuni e delle giornate perse per infortunio (cioè la loro gravità) sono diminuiti nel nostro stabilimento. Tenuto presente che questi dati sono verificabili, è da scartare ogni possibilità di errata valutazione del fenomeno. A questo punto ci si chiede perchè gli infortuni alla FIT-FERROTUBI e la loro gravità sono diminuiti quando in campo nazionale negli ultimi anni si è registrato un sensibile aumento degli stessi.
A questo proposito cercheremo di dare il nostro parere anche se ci rendiamo conto che il nostro giudizio può non essere completamente condiviso dalla Direzione e magari da qualche operaio.
Noi peniamo che gl'infortuni e la loro gravità siEno diminuiti per tre ragioni fondamentali che citeremo in ordine d'importanza:
Alla Ferrotubi da qualche anno è stata pressochè abolita la notte; ciò ha contribuito a dare agli operai in produzione una vita più regolare, e gli attuali orari, nonostante i due turni, sono più umanamente accettabili. Complessivamente la coscienza antinfortunistica nelle maestranze della Fit-Ferrotubi, negli ultimi anni, è un po' cresciuta. Si è presa coscienza che con un po' di attenzione e buona volontà si può conciliare l'esigenza della produzione con quella dell'integrità fisica dell'operaio in molte occasioni della nostra vita produttiva di stabilimento.
Alcuni lavori antinfortunistici eseguiti, anche se pochini a confronto di quelli che si dovrebbero fare, hanno reso in qualche caso il lavoro meno pericoloso e l'ambiente un po' più accettabile.
Complessivamente perciò un bilancio positivo quello del 1970, ma ciò non toglie che molto c'è ancora da fare; troppe sono le occasioni di pericolo che ci trasciniamo dietro da anni e che ancora non abbiamo risolte, situazioni di pericolo che da un giorno all'altro possono dare origine a gravi infortuni. Troppe volte ci si affida incoscientemente alla speranza che ciò che è prevedibile continui a non accadere.
Concludiamo riservandoci di preparare un articolo dove si faccia il punto delle condizioni ambientali, stando ai progetti presentatici dalla Direzione, che si prospettano per il nuovo stabilimento di Corbetta. Faremo una relazione il più possibile dettagliata di come sono stati risolti certi problemi, e di quelli che la Direzione non ha intenzione di risolvere. In un successivo articolo metteremo in evidenza le prospettive aperteci con l'ultima piattaforma sanitaria aziendale in merito alla medicina preventiva nello stabilimento.
Un componente del Comitato Antinfortunistico
CRONACA CONGRESSUALE
II giorno 26-27 febbraio si è tenuta la seconda conferenza unitaria dei metalmeccanici a livello provinciale. La nostra Ditta ha partecipato con quattro rappresentanti, votati dal comitato di fabbrica e sono: Redondi G., Crespi G. F., Polonara, Galli C.
In questi congressi si ha modo di farsi delle esperienze che non si limitano al livello di fabbrica ma danno modo a chi partecipa di arricchirsi di tutti i problemi che possono investire la classe operaia, e dare la misura di chi veramente vuole un progresso operaio e di chi invece vuole solo svuotarlo nelle sue lotte del suo contenuto politico; però bisogna parlarci chiaro, i gruppi sindacali e politici che poggiano su strutture capitalistiche e di minoranza non parlano la nostra stessa lingua: non vogliono l'unità sindacale, perchè mirano solo a poltrone comode e ben retribuite e rifiutano una dialettica chiara che metta a nudo le deficienze della nostra società.
Ritornando al tema della conferenza, per problemi di snellimento dei lavori è stata suddivisa in tre gruppi: il primo per la politica internazionale, il secondo lotte di fabbrica e lotte sociali, il terzo sviluppi dell'unità sindacale.
Noi della Ferrotubi siamo stati divisi In maniera da essere presenti in ogni gruppo di lavoro (chi scrive è capitato nel primo gruppo, Politica Estera). Qui la mia prima impressione è stata negativa, mentre nelle altre commissioni i delegati erano a centinaia, nella nostra eravamo circa 4r) ricevendo l'impressione che i sindacati avessero snobbato l'argomento, ritenendolo non sufficientemente importante; la verità invece era quella di voler evitare la discussione su un problema che poteva dare fastidio a qualcuno, per poter continuare il dialogo sull'unità sindacale si cercava di aggirare l'ostacolo dando magari sì una mozione ma congedandola poi a livello di vertice, non è andata così. La discussione c'è stata ed anche vivace e si sono messi in luce le manchevolezze degli organismi, ed è stato deciso ed approvato poi nel documento finale, che i sindacati prendono atto di questo, non chiudendosi in una politica nazionale, ma che necessita attraverso commissioni l'avere con-
tatti più che turistici cioè politici, con i lavoratori di altri paesi europei e extra europei in modo di poter svolgere una politica unitaria anche mondiale. Dotare queste commissioni dei mezzi necessari per svolgere il proprio programma.
Molti di quelli che leggeranno arricceranno il naso per ciò che sto dicendo, ma io dico a queste persone e porterò degli esempi che non si può voler vedere, solo le lotte all'interno della fabbrica per sentirsi paghi, ma bisogna andare oltre chiarendo i problemi nazionali ed internazionali. Perchè? La risposta potrei darla a quelli che vedono la televisione o certi giornali come organi di sola informazione attendibile. A questi vorrei dire o sono ciechi o non vogliono vedere perchè non hanno un tornaconto. Ecco gli esempi: l'Italia spende un terzo del suo bilancio annuale (3
mila miliardi) per mantenere la NATO, aggiungo di più, siamo il Paese che in percentuale spende più degli altri, come non troviamo i soldi per le riforme e buttiamo miliardi per mantenere gli americani in Europa, qui la commissione si è espressa per l'uscita da questo organismo (Patto Atlantico) su proposta dei compagni della F.I.M.; altro esempio può essere la legge antísciopero in Inghilterra, leggi repressive in Francia, qui c'è da domandarsi se ci riguardano o no questi fatti?
Si, ci riguardano, lo ha detto pure la televisione, perchè se i vari Governi europei vogliono arrivare, scadenza dí 10 anni alla meta della unità europea monetaria e ad una eguale politica, anche noi dobbiamo muoverci in questo senso per far sì che le nostre lotte rivendicaCONTINUA
Sottobraccio coi fascisti
Whot ;Az toti€ ADEKIPUTI TiTOLD PE1tSowi1t
Sperando che la pubblicazione dettagliata dei libri a nostra disposizione aumenti anche il numero dei lettori, ci scusiamo per non aver potuto includere i volumi acquistati ultimamente nell'inserto precedente del giornale di fabbrica. Passiamo ad elencarveli pregandovi, qualora voleste essere nel numero dei nostri graditi clienti, di consultare tale lista in modo da semplificare il compito del bibliotecario.
Autore
A. Higgyns
A. Moravia
A. Bevilacqua
J. Tanyzaki
S. Wiesenthal
D. Virgili
L. Capuana
Filip
W. Graham
Chiara
Bonura
P. G. Conti
Giraudoux
C. Gassala.
Kaitzetmik 135633
Troyat
M. Prisco
Sol Yurich
A. J. Cronin
A. J. Cronin
A. J. Cronin
A. J. Cronin
A J. Cronin
F. Sagan
F. Sagan
J. Steinbeck
J. Steinbeck
S. N. Behrman
Editore
Feltrinelli
Bompiani
Rizzoli
Bompiani
Garzanti
Mondadori
Garzanti
Garzanti
Longanesi
Mondadori
Rizzoli
Ceschina
Bompiani
Einaudi
Mondadori
Rizzoli
Rizzoli
Ceschina
Bompiani
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Bompiani
Bompiani
Bompiani
I. Cremaschi Rizzoli
R. Allen
B. W. Tuchman
A. Whitehouse
A. Moorehead
Longanesi
Garzanti
Longanesi Garzanti
ROMANZI SOCIALI - POLITICI - ECONOMIA POLITICA
1015 L'azione svolta dal partito comunista durante la guerra
1019 L'autorità e la famiglia
ROMANZI INCHIESTA - NARRATIVA - VIAGGI - SPIONAGGIO
La diavolessa
Primavera al parcheggio
Sifar
La festa dei poveri
Regina Coeli
Papillon 1013 Dall'Expo a Sarayevo
1016 Sette giorni e mezzo di fuoco a Palermo
1017 La strage di stato
1018 Le ore di Yalta
DIARI - SAGGISTICA - CARTEGGI - BIOGRAFIE
997 Un fiore mortale
1007 Una donna spezzata
ID ATTICI
1020 La grande avventura della terra
1021 Il mondo del futuro
1022 Tnimali nomadi e migratori
1023 I grandi deserti
1024 La natura e i suoi segreti
1025 Le grandi vie commerciali
TORIA
991 Da Giolitti a Salandra
992 Lucrezia Borgia
SCIENTIFICI TECNICI
961/bis La cibernetica illustrata
SPORTIVI - MANUALI
962/bis I francobolli
GIALLI - FANTASCIENZA
1009 Il dio del 36° piano
1010 2001: Odissea nello spazio
P Secchia
H. Marcuse
V. Mantovani
C. Rochenfont
Martinelli
A. Rossi
L. Ugolini
H. Charrier
B. W. Tuchman
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A. Natta
Feltrinelli
N. Politecnico
Rizzoli
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Mursia
Laterza
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Mondadori
Mondadori
Andò
Ed. Riuniti
H. Suyin Bompiani
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M. O. Hyrde
K. K. Goldsten
O. Von Frisch
F. Ouilici
Stephen Lockie
J Duche
Vigezzi
M. Bellonci
W. R. Fuchs
F A. Rubini
Fruttero Lucentini
A C. C. Lanke
Rizzoli
Rizzoli Rizzoli
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Rizzoli
Vallecchi
Mondadori
Rizzoli
Sansoni
Mondadori
Lcnganesi
CONTINUA DALLA PAGINA 8
Cronaca congressuale
tive siano anche quelle del proletariato europeo e mondiale. Su questo argomento si potrebbe continuare delle ore, si riempirebbero molti giornali, perciò lo riprenderemo di volta in volta che se ne presenterà l'occasione passando alle conclusioni delle altre commissioni.
Avevamo illustrato anche se non approfondito in assemblea quali erano i punti in discussione che andavano: dalle qualifiche, superamento dei cottimi, ritmi di lavoro, stipendio mensile anche per gli operai, alla politica economica nel Sud, lotte per la casa, i trasporti, la riforma fiscale, la scuola, l'unità sindacale come impegni a strette scadenze: estensione dei C. di F. su scala nazionale in sostituzione degli organismi esistenti, comitati aventi funzioni interne ed esterne a livello di quartiere o comunale, nessuna distinzione tra i delegati e rappresentanti sindacali tutelati agli effetti dello svolgimento di funzioni esecutive, non rielezione delle commissioni interne ma integrazione di esse nel nuovo organismo, tutto questo ha trovato consenso unanime anche nelle votazioni.
Dove c'è stata una profonda divisione tra i congressisti è stata l'incompatibilità a livello di fabbrica per cariche esecutive nel C. di F. con quelle politiche o costituzionali, come era logico ha prevalso la tesi che a livello di fabbrica queste incompatibilità non esistono; perchè non si può togliere o privarsi di elementi validi con esperienze fatte anche politicamente nel PCI, nel PSIUP, nelle ACLI, nella sinistra DC solo per fare piacere ai socialisti del PSDI, che di socialismo hanno solo il simbolo del partito ma per il resto sono dei borghesi. Certo che loro trovandosi in minoranza o non avendo elementi nei C. di F. vorrebbero svuotare del contenuto politico questi organi facendo un grosso regalo al Governo e agli imprenditori che trovandosi davanti ad un gruppo di persone spoliticizzate avrebbe buon gioco e vorrei terminare riportando ciò che ha detto il compagno Carniti della FIM-CISL nella relazione finale rivolgendosi ai congressisti ed alla Presidenza: « L'unità sindacale si farà nel più breve
tempo possibile e chi non ci crede o non la vuole, chi non vuole se-
guire le indicazioni della base si tolga dal nuovo organismo che si andrà a formare, anche se funzionario ad alto livello, che troveremo sempre il modo e le persone che lo sostituiranno ».
Un collega al Congresso
Analogie coni films in proiezione a Milano
L'uomo dalle due ombre.
Vaga negli alti cieli alla Ferrotubi:
Cerimonia segreta.
Incontro semiclandestino di certi nostri compagni:
Grido di battaglia.
Vogliamo il socialismo!: Tempo di massacro.
Gli operai alle catene di mon-
taggio:
Arrivano i russi.
Gli arrivi che fanno paura ai vili e ruffiani:
Un tipo che mi piace.
Un capo che dà soddisfazione al subalterno:
Circolo vizioso.
Benestanti al circolo:
LETTERE AL GIORNALE
Siamo due marchigiani che non condividono la teoria dei due pesi e due misure ed è per questo che ci teniamo a mettere in evidenza il diverso trattamento che si è usato per il matrimonio di due conterranei di Chiaravalle.
Le due persone del nostro caso sono: una ingegnere e l'altra operaio.
Per l'ingegnere si è costituito un comitato per la raccolta dei fondi per il regalo di nozze tassando, chi voleva partecipare, con una somma che si aggirava sulle 5.000 e realizzando un totale di circa L. 150 mila, mentre per l'operaio c'è stata difficoltà nel trovare le persone disposte ad interessarsi per il festeggiamento del collega, e dopo non poche discussioni si è riusciti a mettere insieme la cifra di L. 25.000.
Ora, non è tanto una questione di cifra, quanto la disuguaglianza che in questo caso è inversamente proporzionale: molto a chi ha; poco a chi non ha. Se poi si tiene pre-
sente che con questo compagno di lavoro siamo cresciuti insieme e da tanti anni siamo alla Ferrotubi lavorando e lottando insieme nei buoni e cattivi momenti per creare una vita migliore nella fabbrica e nella società, viene spontaneo il dubitare della fede sulla solidarietà operaia e mette in risalto il gretto intento di ricavarne un vantaggio personale. Noi non abbiamo nulla sulla coscienza perchè non aderimmo alla sottoscrizione per l'ingegnere, ma solo per l'operaio. Con questo nei riguardi dell'ingegnere non abbiamo proprio nulla, anzi cogliamo la occasione per rinnovargli gli auguri unitamente alla sua consorte, ma vogliamo rimarcare che noi lavoratori, che combattiamo l'ingiustizia, quando siamo al concreto siamo i primi a integrarci nel sistema che vogliamo combattere usando metodi che invece di unirci, ci dividono. Grazie dell'attenzione dataci.
Due operai marchigiani
Individuo e società
E' da quando è nato che l'uomo è alla ricerca disperata della felicità, individuale prima, collettiva e sociale poi, e continuerà sempre così fino a quando durerà la sua vita sulla terra.
Partendo da questo presupposto, bisogna riconoscere che essa è irraggiungibile se intesa nel senso pieno della parola, e la lotta affannosa che si fa per raggiungerla non è altro che una eterna marcia di avvicinamento che ognuno fa a suo modo: chi individualmente, chi a gruppi, chi a grandi masse.
Ai primordi, è pensabile (dato il feroce egoismo umano) che I' esemplare più robusto abbia assoggettato il più debole per ricavarne vantaggi che rendessero la sua vita meno grama, come pure che i deboli abbiano fatto fronte comune per stabilire un più giusto equilibrio; oggi, anche se le moderne condizioni non sono così animalesche, la nostra vita cosiddetta civile è ancora regolata da quei rapporti di forza i quali, anche se non si svolgono a suon di muscoli, nulla hanno perso di quell'antagonismo mortale che divide gli schiavi dagli schiavisti, gli sfruttati dagli sfruttatori.
Oggi, questa lotta per una società di uguali, quindi più libera e giusta, la possiamo ottenere solo con la lotta della classe lavoratrice contro la grossa borghesia capitalista e i grandi industriali, in quanto essendo i nostri interessi diametralmente opposti, li salviamo solo se la nostra clasre avrà il dominio egemonico sulle altre.
Più giusta: si intende che l'uomo, qualunque sia l'ideologia e lo spirito che lo anima, non può prescindere dalla società in cui vive e ad essa deve dare un contributo proporzionato alle sue capacità intellettuali, tecniche, o manuali, per il progresso civile, economico e culturale della comunità.
Ovviamente contro chi usa le sue qualità individuali per sfruttare altri esseri uguali devono unirsi tutti gli sfruttati per stabilire la giustizia proletaria la auale si compendia nella frase: « da oanuno secondo le sue capacità. Ad ognuno secondo i suoi bisogni », ed è solo quando saremo arrivati a questo stadio sociale che il singolo potrà
sviluppare veramente se stesso senza danno per la comunità, ed essere quindi più felice.
Una siffatta società ìn Italia, dati í rapporti di forza oggi esistenti fra capitale e lavoro, non la si può vedere che in prospettiva e, a maggior ragione, ci si deve impegnare per creare le condizioni ideali per capovolgere questi rapporti di forza in favore della classe lavoratrice. Ma come? Le varie classi sociali, nel nostro paese, sono rappresentate da una infinità di partiti politici i più dei quali creati o promossi appositamente dal capitale per mettere confusione fra i lavoratori e continuare così con falso alibi democratico a governare, con questo o quel partito, con uno o più partiti, l'Italia.
Per l'impiegato, l'operaio, il bracciante o il contadino sacrificato dalle sue condizioni di vita e di lavoro alla ignoranza politica, diventa oltremodo difficile, se non impossibile, la sua scelta se cade nel tranello del confronto dottrinario fra i partiti, perchè il tempo occorrente per questo studio comporterebbe il trapasso a miglior vita senza aver trovato il « suo » partito, e nel frattempo continuerebbe la sua vita di sfruttato continuando ad appoggiare o sostenere il partito di tradizione familiare, lascian-
do così in eredità ai figli la stessa condizione subordinata da lui vissuta.
Noi che comprendiamo e crediamo solo a cose, fatti, e azioni per la loro chiara immediatezza e per la loro cruda e incontestabile eloquenza (non è possibile manipolare o travisarne il senso come si fa con i discorsi e le parole), dobbiamo da questi partire per giudicare chi è con noi o contro di noí e agire di conseguenza isolando e smascherando singoli, gruppi, e partiti che, pur coperti da etichette diverse, formano un solo blocco che di fatto opera perchè questa società rimanga tale e quale è, con quelli che tirano il carro e quelli che ci stanno comodamente sopra.
Contro questa forza agire individualmente alla maniera anarchica o frazionati come lo sono i vari gruppi e movimenti extraparlamentari, è possibile intaccare le strutture della attuale società?
I fatti hanno dimostrato il contrario anzi, il rumore e il fumo provocato da queste componenti velleitarie sono serviti come pretesto alle forze dominanti per scatenare la repressione fuori e dentro le fabbriche, contro noi lavoratori e i nostri migliori attivisti, con l'intento di creare- così nelle masse CONTINUA IN IO.
E' molto semplice; dovresti vedere quello chi mi fanno fare alle catene di montaggio.
CONTINUA DA PAGINA 9
divisioni e quel senso di incertezza che ci renda docili al punto da rinunciare a quelle rivendicazioni atte a rinnovare in senso progressista il nostro paese.
I fatti stanno dimostrando ancora una volta (in modo drammatico sanguinoso a Catanzaro, l'Aquila Reggio Calabria) che la reazione borghese non esita a servirsi dei criminali fascisti per organizzare attentati e rivolte, che sono veri e propri attacchi allo stato, quando le masse lavoratrici sono disorganizzate e inconsapevoli come quelle delle regioni abruzzese e calabra, o danno segni di stanchezza.
Abbiamo ottenuto con dure lotte buoni contratti di lavoro e consistenti aumenti salariali ma i padroni, attraverso l'aumento dei prezzi in meno di un anno ce li hanno riassorbiti senza che il governo si sia minimamente impegnato per impedirlo.
Chiediamo case, ospedali, scuole: industrializzazione del mezzogiorno, ristrutturazione delle mutue ecc., e il governo per racimolare i fondi occorrenti per la realizzazione di questi servizi sociali, non ha trovato migliore soluzione che inventare un decreto che incide ulteriormente sui nostri sempre più fittizi salari, sordo ai suggerimenti della sinistra che indicava in maniera dettagliata come fosse possibile e più giusto prelevarli dai grossi redditi e alle classi ricche.
Comperiamo grossi quantitativi di carne all'estero e nel medesimo tempo si premiano i contadini per l'abbattimento dei capi di bestiame; si è promossa e incentivata la produzione specializzata della frutta, poi si pretende l'estirpazione dei frutteti; professano l'antifascismo, dal presidente della Repubblica all'ultimo dei ministri, e i fascisti vecchi e nuovi possono im-
punemente fare la prova generale per ridurre l'Italia allo stato greco; sono pochi esempi fra i tanti, ma non sono sufficienti per dimostrare che le classi dirigenti fanno di tutto per non fare niente?
A questa possente forza della conservazione coalizzata che lavora dentro e fuori l'area governativa, non possiamo opporre dei discorsi o fronteggiarla in ordine sparso, ma attaccarla e incalzarla unitariamente con tutti i mezzi che ci sono concessi dalla costituzione, se vogliamo avere serie prospettive di successo.
Se i partiti non sono in grado di mobilitare le masse per il contrasto ideologico che essi comportano, dobbiamo essere noi operai e impiegati uniti a imporre alle forze politiche e ai sindacati le richieste da fare e le forme di lotta che più crediamo opportune per qualsiasi problema ci si ponga di risolvere, quindi, via l'assurda delimitazione fra lotte politiche e sindacali, le nostre sono lotte per migliorare la società nel suo insieme, perciò spetta a noi lavoratori particolarmente la scelta di dare la priorità a questo o quel problema, politico o sindacale che sia.
Questa pensiamo sia la via più pratica per dare veramente l'av\--'.o ad una società più giusta e dove l'uomo possa vivere una vita più felice e meno tribolata di quella che stiamo vivendo ora.
Mai come oggi è valido l'appello: lavoratori di tutto il mondo unitevi!
Solo con le azioni e i fatti che ognuno di noi nell'insieme della nostra classe siamo in grado di compiere ogni giorno, potremo ottenere le « cose » di cui abbiamo bisogno e l'avvicinamento più rapido alla felicità a cui aspiriamo.
CONDOGLIANZE
Noi tutti della FERROTUBI partecipiamo al dolore che ha colpito:
_ MAR TINELLI SAULE per la perdita del padre
STIVANELLO GINO per la perdita del padre
ZAMBOR LIN DANILO per la perdita del padre
CELSI FRANCO per la perdita del padre
MOSCOLONI GIORGIO per la perdita del padre
POCHINI LUCIANO per la perdita della madre.
L'ANIDRIDE SOLFOROSA
Ho lasciato laggiù il mio paese, povero, sì, ma dove il sole quando c'è tl'illumina; dove le nubi quando ci sono le vedi; dove l'aria che respiri d'ossigeno ti sazia. Sono ora quassù, a Milano, la grande città che mi ha dato lavoro; ma quanta tristezza in cambio di un po' di pane! quanta nostalgia in cambio della sopravvivenza! Qua mi dicono che c'è il sole, ma non sento calore; mi dicono che ci son le nubi, ma non si vedono. L'aria è una muraglia che t'impedisce di vedere ti fa tossire.
Tutti i cibi hanno lo stesso sapore, tutti i fiori hanno lo stesso odore, Persino la rosa.
Tutto odora ha sapore di ANIDRIDE SOLFOROSA ». Mi hanno detto che a Milano ci sono tanti osservatori: quello di Niguarda, di Brera, Zavattari, Juvara, Liguria. Osservano e basta?
Intanto l'aria con la sua ANIDRIDE SOLFOROSA si fa sempre più pericolosa. Io dico che di questo passo finiremo di non osservarpiù niente, perchè s'inquineranno ad un punto tale i nostri occhi i nostri polmoni, che esaleremo in massa l'ultimo respiro.
Allora diranno: « C'era una città bella, una città grande che si chiamava Milano. In questa città c'erano tanti abitanti che lavoravano sodo. Ora, tutto e tutti sono morti per colpa di una semplice cosa: l'ANIDRIDE SOLFOROSA ».
PERCHE' I FATTI POLACCHI?
Alla luce delle recenti « dimissioni » del generale dell'esercito polacco Korczynski (vice ministro della difesa) riteniamo utile e necessario fare alcuni rilievi sui sanguinosi incidenti accaduti a Danzica perchè, ogni avvenimento che accade nel mondo, bello o brutto che sia, dove protagonisti sono lavoratori come noi, ci deve interessare in ogni suo aspetto, sia come materia di studio sulle lotte operaie, sia per quel sentimento di partecipe solidarietà internazionalista che deve accomunare tutti i lavoratori della terra.
Non è la prima volta che accadono fatti del genere: Ungheria, Germania orientale, Polonia 1956, Cecoslovacchia, e adesso ancora la Polonia.
Ma possibile che uno alla volta i paesi socialisti debbano venire alla ribalta mondiale per il ripetersi degli errori degli uomini che guidano i loro governi? Questa volta l'innesco delle esplosioni popolari è stato di natura economica, poteva esserne causa lo stalinismo, deviazionismo di destra o di sinistra, a seconda dell'angolo visivo di chi
segue gli avvenimenti del campo socialista, ma la matrice vera di queste proteste è il distacco che si è venuto a creare fra il potere centrale e la base popolare.
Fa rabbia constatare che a 25 anni dallo spodestamento del capitalismo non si sia ancora instaurata quella democrazia socialista per la quale quei popoli si sono battuti.
Alla gravità di questi fatti, nulla toglie che le condizioni metereologiche siano state particolarmente sfavorevoli in questi ultimi due anni alla agricoltura polacca (come del resto riconosciuto dalla stessa stampa borghese) nè che gran parte dei territori dove sono scoppiati i tumulti siano stati per lunghi anni sotto l'influenza tedesca.
Rimane l'estraneità delle masse dai problemi che riguardano lo sviluppo economico, industriale e politico del paese.
Il popolo vietnamita in condizioni ben peggiori di quello polacco, dimostra a tutto il mondo la validità intrttaccabile del socialismo come sistema e come fine ideale quando i dirigenti operano insieme ad esso, con la sua partecipazione diretta e
responsabile, quindi la necessità di usare la polizia o l'esercito contro di esso, diventa un non senso a questo livello di democrazia.
Inoltre questi avvenimenti si ripercuotono negativamente sui movimenti operai degli stati capitalisti frenandone la combattività.
La via italiana al socialismo scelta dal P.C.I. e le sue dichiarazioni di condanna acquistano maggior valore sotto l'aspetto della autonomia di giudizio pur nelle sue ripetute affermazioni di voler rimanere fedele al più rigoroso internazionalismo proletario.
Rimane discutibile per contro l'aggiornamento e la tempestività delle informazioni che esso dovrebbe dare a tutti i lavoratori italiani e la conoscenza precisa del dipanarsi della vita dei lavoratori nei paesi socialisti.
Che funzione hanno ad esempio i sindacati in questi paesi se non sono in grado di prevenire azioni le quali, più che rivendicazioni economiche, hanno tutta l'aria di sommosse per minare il regime?
E perchè ci si deve spaventare se gli operai scioperano in questa in quella città, in questo o in quel settore, se essi lo fanno per richiamare l'attenzione del potere esecutivo su problemi che chiedono soluzione?
Questi fatti devono servire di lezione a noi lavoratori per spronarci nella volontà di partecipare ai problemi che ci riguardano, e ai nostri dirigenti a non prendere alcuna decisione senza la nostra consapevole approvazione; ci devono insomma abituare quotidianamente ad esercitare la democrazia socialista per evitare che una volta al potere la classe lavoratrice, si commettano anche noi quegli errori
Il fatto però che a pochi mesi dall'accaduto tutti i maggiori responsabili di queste sanguinose repressioni siano già stati destituiti costretti alle dimissioni, dimostra quanto siano sani i principi di fondo di questo giovane stato popolare e i contatti che i nuovi dirigenti hanno avuto direttamente con gli operai delle fabbriche per chiarire i motivi delle agitazioni, fanno sperare in un sollecito ripristino della legalità socialista.
Un lavoratore
(VI PROMETTE L'AUMENTO DEI ..t‘L.4121, L& etruZiom DELLE TASSE, IL LUCRO E LA PACE/Dal giornaletto della fabbrica Link-Beli
A QUEL GRUPPO DI IMPIEGATI
Certi Italiani, da un'idea mia sono al colmo dell'ipocrisia dando la colpa alla democrazia. Gli impiegati, quelli più emancipati, con l'impiego si credono arrivati. Stan lontani dalle masse come i primi della classe. Egoisti e diffidenti pensano a salvare gli stipendi.
— Su diamoci una mano! — Noi siamo agrumi da .spremere tra scioperi e trattenute!
Voi fate i belli,
ma a lottar siam sempre quelli. Di noi nessuno dorme, vogliamo per tutti le riforme. D'accordo libertà e democrazia, ognuno per la sua via. Quando avviene il miglioramento pensateci un momento. Noi fessi abbiam lottato anche per Te che te ne sei fregato. Allora rimanete distaccati per forza, volete essere... invitati! Noi teniamo duro e veniamo su col tamburo. Fate gli indignati per poi essere considerati?
C'è ancora un poco di prudenza, ma se ci scappa la pazienza... Il Padrone è un furbone, pensa prima alla produzione;
ma rimane preoccupato per l'operaio, e non per l'impiegato. Dal manovale - àllo specializzato, se tante ore si è scioperato per le riforme o la sperequazione la fate voi la produzione?
Voi incidete sul costo in quel momento siete un peso morto. D'accordo, senza esagerare però quel poco bisogna scioperare. Nella costituzione è scritto:
— Abbiam tutti lo stesso diritto. Se il sistema è democratico, amico cerca di essere più pratico. Un operaio
R A LLEGR A MENTI
Per la nascita della figlia a Barchiesi Pier Giorgio
Per la nascita della figlia a Borroni Paolo
Per la nascita della figlia ad Allegri Luigi
Per la nascita della figlia MONICA a Sabatini
Per la nascita della figlia SABRINA a Cantatore
Per la nascita del figlio a Galli Aldo.
Per la nascita del figlio a Garavaglia Carlo
Per la nascita del figlio ANTONIO a Barra Salvatore
Per la nascita del figlio ANTONIO a Improta Aniello
Per la nascita del figlio FABRIZIO a Passoni
Ho detto ai capo che guadagni meno di quello che meriti. E lui mi ha detto: ~seri ne avessimo di più come quello.