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LOTTA DECISIVA PER LA CONQUISTA DI UN POSITIVO ACCORDO PER TUTTI I
LAVORATORI DEL GRUPPO ITALTRAFO
L'atteggiamento dilatorio e inconcludente della direzione generale dell'Italtrafo nei confronti dell le richieste presentate, esige una più incisiva mobilitazione di lotta di tutti i lavoratori perchè solo così riusciremo a modificare la situazione nella quale l'azienda si è adagiata e cioè quella di un attendismo che certamente non gioca a nostro favore.
La non volontà della direzione di arrivare in tempi stretti ad un accordo è troppo evidente.
Per questo riteniamo utile rendere noto a tutti la situazione dettagliata relativa alla vertenza, perchè nella massima chiarezza ognuno possa valutare nel rapporto, richieste dei lavoratori e proposte della direzione, a che punto siamo e capire l'esigenza di accentuare la lotta per dare alla vertenza una svolta di impostazione e uno sbocco positivo.
La piattaforma presentata va realizzata nella sua globa Età e a livello di gruppo così corre è stata elaborata e formulata alla controparte. I problemi esistenti vanno affrontati e risolti punto per punto così come sono stati individuati da una dialisi precisa e concreta, non siamo disponibili a nessun compromesso di sorta che non risolva i punti specifici della piattaforma.
Per Milano e Sesto S. G. i dati sono complessivi in quanto è previsto il trasferimehto del T.G. di Milano a Sesto S. G., attualmente bloccato oltre che per i tempi annunciati dalla direzione nell'accordo del 1971 e saltati, anche per la lotta in corso per la piattaforma.
SITUAZIONE DOPO LA 4* TRATTATIVA
Strutture qualifiche
Chiedavamo I oltre alla eliminazione delle categorie più basse, operai e impiegati, l'armonizzazione delle categorie assegnate per le stesse mansioni, la mobilità verticale attraverso una maggior qualificazione del lavoro.
La direzione pur dichiarandosi d'accordo sul metodo dell'armonizzazione basato sul principio che a parità di prestazione deve corrispondere la medesima qualifica, ha proposto quantitativamente un numero di passaggi decisamente limitato rispetto all'applicazione del metodo che essa stessa dice di accettare.
Dalla nostra indagine risulta che devono avere diritto al passaggio di qualifica negli operai 331 lavoratori così suddivisi:
161 da O.C. I (Manovali specializzati) a O.Q. (Operai qualificati)
140 da O.Q. a O.S. (Operai specializzati)
32 da 0,5. a O.S.P. (Operai specializzati provetti)
Le proposte della direzione sono state:
64 da O.C. 1 a O.Q.
96 da O.Q. a O.S.
6 da O.S. a O.S. P.
Per gli impiegati essendo più corrnplesso il fenomeno, abbiamo proposto che una parte di impiegati di 2* categoria che hanno già uno stipendio decisamente alto rispetto alla media, vengano passati in 1 dichiarandoci disponibili a discutere i criteri professionali, la responsabilità e l'autonomia nell'esecuzione del lavoro assegnab.
Per i passaggi(empre degli impiegati) dalla 3 alla 2 abbiamo indicato come metodo che chi ha più di 10 anni di anzianità aziendale in quella categoria e che ha acquisito una completa conoscenza di tutto il lavoro che si svolge nell'ufficio (o nel reparto) venga passago in 2 cat.
Secondo questa indicazioni i passaggi dalla r alla 1A sarebbero 64, quelli dalla 3 alla r circa 50. Le proposte della direzione sono state:
7 passaggi dalla 2* alla 1-*
11 passaggi dalla 3 alla 2
Chiedavamo inoltre l'abolizione della 4* e 5* operai e della 3* B impiegati che sono rispettivamente: - 18 O.C. 2 (4* categoria operai)
40 M.C. (5-. categoria operai)
13 3 B (4'' categoria impiegati)
Su questo punto l'azienda ha accettato il passaggio completo alle categorie superiori pur dichiarandosi contraria all'abolizione di dette categorie. Per gli equiparati (C.S.) chiedavamo il passaggio nella 2- e 3 A impiegati (sono in tutto 17). La direzione propone 3 passaggi da C.S. 2.
a 2A impiegati. Chiedavamo anche che determinate mansioni operaie attualmente debbano avere il riconoscimento superiore alla massima categoria prevista negli operai. L'azienda ha proposto 12 passaggi a C. S.
Sul criterio di garantire la mobilità verticale in tutte le categorie ed in speciale modo da O.C. 1 a O.Q. attraverso una maggiore qualificazione acquisita in corsi professionali o con altri sistemi, come quello di attuare un allargamento delle attuali mansioni in modo da permettere al lavoratore (in un certo periodo) di arrivare a operaio qualificato - proposta indicata anche dalla direzione - l'azienda non ha accettato nè il criterio della temporaneità di permanenza massima nello O.C. 1, nè quello di fare una verifica di dette posizioni in un periodo successivo. Questo anche per quanto concerne gli impiegati.
Perequazioni salari e stipendi
Abbiamo proposto di attuare una perequazione delle retribuzioni (operai - impiegati) sulle medie dei superminimi esistenti attraverso l'istituzione (negli stabilimenti dove non c'è) o l'elevazione (dove già esiste) di un 3 elemento garantito per ogni categoria.
La direzione accettanto il principio ha proposto che la perequazione avvenga in due tempi per gli operai (uno subito - l'altro all' 1/1/73) e in tre tempi per gli impiegati (uno subito - il secondo all' 1/1/73 - il terzo all' 1/6/73). Per gli impiegati non ha accettato il principio della sperequazione sulle medie dei superminimi attuali.
Medie ponderali dei superminimi esistenti calcolati globalmente per gli operai tra cottimisti ed economisti.
totale operai occupati
Facendo l'ipotesi di partire dalla media degli O.S.P. (97,3 lire/ora) e usando per le altre categorie la scala parametrale,si avrebbero queste medie:
O.S.P. 97,3 lire orarie
O.S. 93 " "
O .Q . 85
O .C.1 81
Partendo invece dalla media dell',0 .S. (67,6 lire ora) sempre usando la scala parametrale si avrebbero queste medie:
O.S.P. 70 lire orarie
O.S. 67,6 " "
O .Q . 61 ,8 "
O .0 .1 58 " i i.
Per gli impiegati non è possibile formulare una tabella attendibile per diversi fattori: Non si conoscono le retribuzioni esistenti nella 1».' categoria
Nella categoria,dai dati fomitoci dalla direzione -del resto molto approssimativi-risulta the le retribuzioni globali (minimo contrattuale superminimi e altri elementi) vanno dalle 130.000 lire mensili alle oltre 200.000 lire mensili.
Come per gli operai, anche per gli impiegati per l'istituzione del 3 elemento l'azienda assorbe fino a concorrenza di questi valori e nelle indicate scadenze, dai superminimi e da altri elementi già esistenti (esclusi evidentemente gli incentivi, gli scatti).
Dalle proposte della direzione sulle perequazioni risulta che:
1 ) le 35 lire orarie proposte per il primo scaglione degli operai riguardano complessivamente circa il 30 % degli occupati con un costo medio praticamente insignificante;
2A) - che le quote proposte per gli impiegati interessano percentuali ancora più basse rispetto agli operai e con un costo medio decisamente trascurabile.
Modifica dell'attuale sistema di cottimo
Abbiamo proposto:
1 ) l'armonizzazione al livello più alto (quello di Milano) degli zoccoli (partenze) di cottimo a rendimento normale;
2A) - la garanzia dei réndimenti medi esistenti in ogni stabilimento per cottimisti e concottimisti;
3 ) - il contenimento dei rendimenti massimi attraverso la disencentivazione della curva finale del cottimo;
4A) - trasformazione dei punti di incremento da individuali In collettivi;
5A) - superamento delle classi di posto e delle attuali forme di incentivo per i non cottimisti istituendo una compartecipazione agganciata in percentuale alla media del cottimo di stabilimento a seconda delle lavorazioni alli 80 % e al 90 %
La direzione ha proposto per l'armonizzazione delle basi di partenza , una sovrapposizione degli attuali valori su quello per Milano da estendere anche a Napoli e Pomezia , con una gradualità (in due tempi) per Pomezia.
Va detto che per Sesto S. G. il cottimo è praticamente congelato a rendimento 117. Sulla garanzia dei rendimenti medi , la direzione ha proposto una percentuale del 112 decisamente al di sotto delle attuali medie esistenti negli stabilimenti.
Per gli economisti la direzione ha proposto tre percentuali: 65 - 75 % - 80 %. Non si è pronunciata sulla trasformazione dei punti di incrementeo del cottimo da individuale a collettivo. Le proposte della direzione significano:
- non garantire sostanzialmente niente ai cottimisti;
- per gli economisti , in alcuni casi, addirittura una diminuzione degli attuali guadagni. unto.
SITUAZIONE
A Sesto S. G. il cottimo è congelato attualmente a R. 117 che significa per l'O.S. 187,64L./h A Pomezia il cottimo non è ancora completamente funzionanete essendo ancora in fase sperimenta,le.
Ambiente di lavoro e salvaguardia della salute
Abbiamo chiesto il diritto di indagine sulle condizioni ambientali, l'istituzione del registro dei dati biostatistici , dei dati ambientali, del libretto sanitario e di rischio, forme di tutela per le lavorazioni nocive.
La direzione ritiene questo argomento, non molto importante ' ed ha mostrato un'apertura generica che non è stata precisata nei particolari. Si è detta sostanzialmente disponibile a recepire una for mulazione contenuta in altri accordi (Breda Termomeccanica e Breda Fucine).
Armonizzazione istituti contrattuali
Per quanto riguarda i premi di produzione e altri premi esistenti nei quattro stabilimenti, l'ammontare complessivo annuo dei medesimi attualmente è il seguente:
Questi premi oltre che essere armonizzati vanno ricontrattati. La direzione ha accettato il criterio dell'armonizzazione proponendo però la gradualità. Per la ricontrattazione ha proposto un aumento di L. 15.000= per ogni stabilimento.
Istituti sociali
Avendo situazioni differenziate nei vari stabilimenti abbiamo richiesto l'istituzione di un unico organismo sociale del Gruppo Italtrafo e che oltre alla contribuzione dei lavoratori ci fosse un contributo anche dell'azienda e che la stessa si assumesse il costo di tutte quelle prestazioni necessarie ad assicurare il mantenimento complessivo delle condizioni psico-fisiche dei lavoratori.
La direzione ha proposto di estendere i trattamenti esistenti a Napoli agli altri stabilimenti.
Attualmente a Napoli esiste un fondo al quale ogni lavoratore versa 600 lire al mese e l'azienda L. 250 mensili. Ir sostanza la direzione si rende disponibile a versare per ogni dipendente L. 3.000 annue.
Orario di lavori
Riguarda sostanzialmente il lavoro a turni (che l'azienda intende istituire in tutti gli stabilimenti dove non esistono) per il quale chiedavamo che la mezz'ora di intervallo per il pasto fosse retribui ta e contata a tutti gli effetti nell'orario settimanale di lavoro (cosa che non avviene in tutti gli stabilimenti).
Inoltre abbiamo chiesto l'armonizzazione delle indennità di turno attualmente differente nei diversi stabilimonti.
La direzione è disponibile per la mezz'ora del pasto pagata ed a considerarla a tutti gli effetti orario di lavoro.
Per l'indennità di turno ha proposto una gradualità in due tempi sulle condizioni di Napoli. Attualmente Napoli ha una indennità di turno di L. 600 giornaliere per 6 giorni , più una indennità di trasporto di L. 200 al giorno. La disponibilità della direzione non riguarda l'indennità di trasporto.
Per Sesto S. G. la disponibilità dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali all'introduzione dei due turni è legata alla condizione che l'azienda precisi:
- per quali lavorazioni, per quanti lavoratori, per quanto tempo e che l'orario dei turni sia compatibile con le condizioni logistiche di domicilio e con i mezzi di trasporto dispon-fbili.
Diritti sindacali
Abbiamo chiesto il riconoscimebto dei Consigli di Fabbrica per ogni unità produttiva, del Coordinamebto Nazionale, un monte ore per tutti i delegati di ogni stabilimento e per il Coordinamento.
Inoltre abbiamo richiesto i mezzi indispensabili per il funzionamento del Coordinamento.
La risposta della direzione è stata di un accoglimento generale che va per altro concretizzato e definito in tutti i suoi aspetti particolari .
U altro punto pregiudiziale rispetto a tutta la piattaforma è stato posto dalle Organizzazioni Sindacali alla direzione ed è quello relativo alla sistemazione definitiva dei progettisti di Milano e di Sesto S. G. che non hanno accettato il trasferimento a Napoli e degli impiegati eccedenti sempre a Milano e a Sesto S. G. e che l'azienda attualmente non è in grado di dire i I numero preciso .
Secondo gli accordi nazionali la direzione si è impegnata a trovare a questi lavoratori un posto adeguato alla loro professionalità in altre aziende della Finmeccanica a Milano. La risposta dell'azienda è stata quella di definire la questione in un prossimo incontro a tempi brevi.
Conclusione
Le proposte globali della direzione sono state ritenute da parte delle Organizzazioni Sindacali e di tutta la delegazione dei quattro stabilimenti insoddisfacenti e deludenti soprattutto per tre motivi:
) - Perchè le proposte di ordine economico sono inconsistenti e ancora lontane dall'essere una base concreta di soluzione;
2 A) - Perchè il metodo usato dalla direzione non è certamente dei più validi in quanto l'azienda resta nel generico sui punti che richiedono invece una affermazione precisa dimostrando così la non volontà di arrivare in tempi brevi ad un positivo accordo.
3 A) - Perchè la direzione dice di essere d'accordo a parole sui principi e sui metodi e dimostra invece nei fatti quando si tratta di applicare e concretizzare le affermazioni che lei stessa propone, di non accettare l'impostazione.
Dopo quattro trattative delle quali l'ultima durata praticar/ente tre gicrni consecutivi, non ha permesso di registrare sostanziali cambiamenti da parte della direzione generale dell'Italtrafo, rispetto alle posizioni tenute dalla stessa nelle precedenti trattative.
Il Coordinamento nazionale e la delegazione dei lavoraiori assieme alle Organizzazioni Sindacali riunitesi subito dopo la trattativa - nella quale l'azienda non si è nemmeno ritenuta in dovere di fissare la data di un altro incontro - ha deciso di intensificare la lotta in tutti gli stabilimenti del Gruppo con queste modalità:
- passare da 1 ora a 2 ore di sciopero articolato al giorno;
- sospensione di qualsiasi prestazione straordinaria a tempo indeterminato;
- di attuare la non collaborazione per l'uscita dei prodotti finiti;
- di bloccare qualsiasi trasferimento di persone e macchinario da Milano a Sesto S. G.;
- di dare vita nella giornata di mercoledì 29 marzo a delle manifestazioni a Milano, Pornezia, Napoli.