SAPERNE UNA DI PIU' DEL PADRONE. LE 150 ORE 5 ANNI DI ESPERIENZE
LE 300 E LE 1000 PAROLE
Eh sì, è impegnativo a volte scrivere un articolo di fondo, che già per il nome che ha, impone l'essere complessivi, e non per gioco, ma perché i padroni sono, nell'uso della stampa, efficaci. I loro articoli di fondo parlano dei problemi della società, del nostro paese, dei nostri problemi, spiattellandoti in faccia le loro 1000 parole, usandole bene, con proprietà, costruendo le verità che fanno loro comodo, mettendo insieme concetti e paroloni, che a volte leggendoli, ci pare proprio che abbiano ragione.
A noi hanno insegnato le 300 parole, quelle che a loro giudizio bastano, ma che essendo meno di un terzo delle loro, stabiliscono nettamente chi più sa e quindi chi più ha diritto di parlare.
E' una polemica vecchia; nel '69 gli studenti scrivevano sui muri « no alla scuola dei padroni »: era uno slogan massimalista, che esprimeva un'utopia; ma c'era dentro un bisogno importante: mettere in discussione l'ordine delle cose, il fatto cioè che a noi toccassero le 300 e a loro le 1000 parole. E che c'entrano le 150 ore con tutto ciò? C'entrano, perché quella proposta contrattuale, pur venendo da molto lontano, come veniva da lontano quel bisogno di cui prima parlavamo, raccoglieva le spinte di una fase di lotte per portare praticamente anche all'interno della fabbrica il problema, cioè che abbiamo bisogno di accrescere le nostre 300
parole. E non è solo una questione di numeri, perché tutti siamo capaci di guardare un vocabolario, ma è la capacità di usare le parole per capirci, per esporre i problemi che abbiamo, per esprimere le nostre verità, insomma!
IL CARLI E L'AVvocATO
DICONO CHE Noni
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li C.d.F. ha formato una commissione che cerchi di affrontare i problemi. Abbiamo discusso una mattina sui risultati di questi anni, su come abbiamo usato questa nostra conquista, su cosa abbia voluto dire per molti di noi avere una licenza elementare ‘o media, ma non può bastare. Abbiamo usato, giustamente, queste licenze anche per darci l'opportunità di cambiare lavoro, di farne di nuovi e migliori, di passare di categoria, ma non basta! i dati dimostrano che c'è un momento di stasi; le 150 ore (che nel frattempo sono diventate 250 e nel contratto proponiamo diventino 350) ci devono servire per studiare anche noi stessi, la nostra realtà, per approfondire i problemi che abbiamo. Ristrutturazione, riconversione, nuove tecnologie, organizzazione del lavoro: sono grandi concetti che spesso ci appaiono distanti. Ma perché stanno cambiando le macchine?, perché facciamo meno pezzi di ferro, perché i relè si usano sempre meno? perché cambia il modo di fare i collegamenti?, cosa vuol dire l'introduzione' del calcolatore?. Sono domande che incontriamo sul nostro posto di lavoro ogni giorno, e stanno dentro ai grandi concetti che il sindacato esprime e su cui sta lottando. Dobbiamo riuscire a tradurli, a « vederli » quando ne parliamo, e per fare questo abbiamo bisogno di conoscere tutti di più •
In commissione Luisa, una delegata, ha detto che c'è un crescente interesse delle donne della fabbrica rispetto ai problemi della salute. Si sta affermando il concetto di quanto sia importante per le donne controllare la loro salute e il loro corpo per poter decidere, per poter contare. Questo all'interno della partecipazione ai corsi è l'unico dato in aumento.
Da ciò tutti dobbiamo imparare, perché dentro c'è un concetto essenziale da generalizzare.
Attraverso la conoscenza e la coscienza della propria situazione, di ciò che si vive, si acquista magniere potere. E' allora importante ricominciare a discutere, a fare proposte, perché tutti insieme si riesca a lavorare, sapendo che costa fatica, affinché quelle 300 parole riescano, attraverso una marcia luraa e paziente e che deve continuare, a diventare 1001; sí riesca cioè a saperne una in più del padrone.
OPERAI
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BREVE BILANCIO DI CINQUE ANNI
DELLE 150 ORE IN SIEMENS
L' esperienza di partecipazione ai corsi 150 ore per i lavoratori della Siemens è iniziata 5 anni fa dopo la conquista del contratto del 1973. Circa un migliaio di lavoratori tra Milano e Castelletto (7% del tot. dei lav.) hanno usufruito di questa possibilità di accrescere le proprie conoscenze, il proprio sapere, la propria cultura. In queste tabelle sono riportati i dati della partecipazione ai corsi dal 74 ad oggi.
CORSI DI ALFABETIZZAZIONE
La prima considerazione che emerge dai dati delle tabelle è che il numero dei partecipanti ai corsi del '74 ad oggi è in sensibile diminuzione. Dopo un quadriennio in cui il totale degli Iscritti si aggirava sulle 200 unità negli ultimi 2 anni 77/78, 78/79 esso è caduto prima a 101 e poi a 71 e così pure per ciò che riguarda i corsi monografici. Cosa significa questo dato?'
ADE SSO MICHE 41-1Esso è dovuto ad un esaurirsi dell' interesse o della disponibilità dei lavoratori? O forse dell'esaurirsi dei lavoratori che devono conseguire la licenza media? O forse ad una scarsa informazione da parte del C.d.F. e dei delegati nei reparti?
Probabilmente da tutte queste ragioni messe insieme. Occorre quindi riflettere sulle prospettive future delle 150 ore, su come rivitalizzarle anche, per non regalare queste ore destinate alla crescita culturale dei lavoratori ai padroni, i quali ovviamente le usano per il loro profitto.
Così se nei primi anni vi era stato molto entum siasmo nel partecipare ai corsi, anche nel deciderne i programmi stessi e i contenuti, portando all'interno della scuola i contenuti, le tematiche, l'esperienza delle lotte operaie, oggi assistiamo ad un calo di tutto ciò, il che mette anche in discussione la natura stessa dei corsi, abbandonati alla gestione dei singoli insegnanti caso per caso, con un ritorno ai contenuti e ai programmi tradizionali, con uno scadimento quindi anche qualitativo. Sta incrinandosi • quell'incontro tra mondo della scuola e mondo del lavoro che era stato uno dei pilastri dell'avanzata democratica degli anni scorsi. Siamo ancora in tempo per porre un freno a questa tendenza e riconquistare, insieme alla voglia di conoscere, di imparare sempre cose nuove, anche la voglia di intervenire nella scuola, nei suoi contenuti, riaprire un dibattito fecondo con insegnanti e studenti, affinché questi ultimi siano i nostri compagni di lavoro e non i disoccupati di domani.
COSA SONO E COME SI PARTECIPA Al CORSI DELLE
150 ORE
I corsi 150 ore si dividono in 2 filoni principali, quelli della scuola dell'obbligo, per il conseguimento della licenza elementare e media, e i cosidetti corsi monografici, cioè corsi su argomenti vari, es. Salute della donna, informatica ed elettronica, musica, organizzazione del lavoro, economia ecc. Il CCNL 1976 prevede che le ore retribuite a disposizione per partecipare a questi corsi siano 250 per lavoratore nell'arco del triennio, e che ne possano usufruire contemporaneamente fino al 3% del totale dei lavoratori.
Per quanto riguarda i corsi per le scuole dell'obbligo il contratto prevede un rapporto tra le ore utilizzate nell'orario di lavoro e quelle fuori dall'orario di lavoro di 2 a 1 (cioè 2 ore nell'orario di lavoro: es. dalle ore 15 alle ore 17, e 1 ora fuori! dall'orario di lavoro. Es. dalle ore 17 alle ore 18).
Per la retribuzione delle ore è obbligatoria la frequenza all'intero corso.
Per i corsi monografici, a cui possono partecipare tutti i lavoratori con qualsiasi titolo di studio, il rapporto tra ore utilizzate nell'orario di lavoro e quelle fuori dell'orario di lavoro deve essere invece di 1 a 1 (cioè 1 ora durante l'orario di lavoro e 1 ora fuori dall'orario di lavoro). Anche in questo caso la retribuzione è collegata alla frequenza dei lavoratori all'intero corso.
Per iscriversi ai corsi, il cui programma è affisso in C.d.F., basta rivolgersi al proprio delegato o ai membri della commissione formazione 150 ore del C.d.F. che sono per Milano: Arnaboldi, Monza, Canzano, Carrera, Aragno, e per Castelletto: Busi Moroni Tiengo.
Con questo giornalino vogliamo anche aprire un dibattito tra la commissione 150 ore, i lavoratori che hanno frequentato o che vogliono frequentare i corsi e gli insegnanti che gestiscono i corsi. Per questo invitiamo tutti i lettori a inviare le loro imoressioni, le loro critiche, i loro sualerimenti. le loro or000ste anche sui temi per eventuali nuovi corsi, in C.d.F., le mali saranno poi argomento per il prossimo giornalino.