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maggio

1979 -

n. 1

SAPERNE UNA DI PIU' DEL PADRONE. LE 150 ORE 5 ANNI DI ESPERIENZE LE 300 E LE 1000 PAROLE Eh sì, è impegnativo a volte scrivere un articolo di fondo, che già per il nome che ha, impone l'essere complessivi, e non per gioco, ma perché i padroni sono, nell'uso della stampa, efficaci. I loro articoli di fondo parlano dei problemi della società, del nostro paese, dei nostri problemi, spiattellandoti in faccia le loro 1000 parole, usandole bene, con proprietà, costruendo le verità che fanno loro comodo, mettendo insieme concetti e paroloni, che a volte leggendoli, ci pare proprio che abbiano ragione. A noi hanno insegnato le 300 parole, quelle che a loro giudizio bastano, ma che essendo meno di un terzo delle loro, stabiliscono nettamente chi più sa e quindi chi più ha diritto di parlare. E' una polemica vecchia; nel '69 gli studenti scrivevano sui muri « no alla scuola dei padroni »: era uno slogan massimalista, che esprimeva un'utopia; ma c'era dentro un bisogno importante: mettere in discussione l'ordine delle cose, il fatto cioè che a noi toccassero le 300 e a loro le 1000 parole. E che c'entrano le 150 ore con tutto ciò? C'entrano, perché quella proposta contrattuale, pur venendo da molto lontano, come veniva da lontano quel bisogno di cui prima parlavamo, raccoglieva le spinte di una fase di lotte per portare praticamente anche all'interno della fabbrica il problema, cioè che abbiamo bisogno di accrescere le nostre 300

parole. E non è solo una questione di numeri, perché tutti siamo capaci di guardare un vocabolario, ma è la capacità di usare le parole per capirci, per esporre i problemi che abbiamo, per esprimere le nostre verità, insomma!

IL CARLI E L'AVvocATO DICONO CHE Noni P0550No FIRMARE IL CONTRATTA!

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