SINDACATO
Bollettino del Consiglio di Fabbrica dell' Elettrocondutture
D opo il positivo accordo
MANTENIAMOCI VIGILANTI UNITI E MOBILITATI
Dopo un mese di lotta decisa e compatta il 20 luglio siamo riusciti a strappare un primo ed importante risultato firmando garanzie per il posto di lavoro e benefici economici non indifferenti che rimarranno un precedente valido anche per il futuro.
Con questo accordo l'azienda si è impegna ta a non effettuare licenziamenti in questo momento ed in un prossimo futuro di operare per un ritorno alla normalità entro 3 mesi e ci o è entro il 15 ottobre 1971, questo insieme all'integrazione di 7 ore e mezzo mensili di salario sono gli cospetti più positivi dell'accordo e che ci permettono di andare in ferie con più tranquillità.
Per il futuro invece è chiaro a tutti che bisognerà seguire con lo massima attenzione l'evolversi degli eventi, infatti l'accordo non ci dà una garanzia definitiva, ma solo transi toria, non solo ma la maggior parte dei lavo ratori continua a perdere 3 ore e più di sala rio settimanale senza sapere con sicurezza se fra 3 mesi si ripristinerà la normalità.
Perciò occorre consolidare il risultato raggiunto estendendo i margini di garanzia attra vers o l'incontro che si dovrà tenere in Prefet tura e vincolando le autorità pubbliche in un interessamento costante e permanente, ciò è più che mai possibile anche perchè il maggior
cliente della Elettrocondutture è l'ENEL e cioè una azienda pubblica.
Però riteniamo che gli impegni sottoscritti o verbalmente comunicati acquisteranno maggior garanzia e potranno essere mantenufi se vi saran no sforzi comuni nel futuro tra l'azienda e le autorità pubbliche, specialmente del vice Prefetto, affinchè si creino i presupposti per una rapida ripresa della normalità aziendale.
Abbiamo l'obbligo però di chiamare tutti i lavoratori alla massima vigilanza ed a conservare intatta la mobilitazione costruita in questo mese di lotta, avere strappato un accordo con garanzie minime, non significa avere il fu turo assicurato n'è che tutto sia rientrato nella normalità, per noi la normalità significa ritornare ad avere assicurato il posto e l'orario con trattuale di lavoro.
Nell'ultima assemblea abbiamo deciso di sospendere tutte le forme di lotta come atto di fiducia nei confronti degli impegni assunti dal l'azienda, però dobbiamo tenerci tutti pronti per effettuare le necessarie pressioni qualora il vice Prefetto non intenda convocare le parti o l'azienda si rifiuti di venire all'incontro, prora ti anche a riprendere la lotta se si affacciassero pericoli di un peggioramento dell'attuale situazione o si verificassero ripensamenti della di rezione sugli impegni assunti nell'accordo raggiun ).
Martedì 22 giugno
L'azienda espone l'avviso con il quale comunica che dal 28 giugno verranno messi in "cassa integrazione" a 32 ore settimanali quasi tutti gli operai ed a 40 ore settimanali un'altro piccolo gruppo.
Mercoledì 23 giugno
Sciopero di 1 ora e mezzo con assemblea generale, in mensa, dei lavoratori ove si decide l'inizio di un programma di lotta che prevede l'immediata riduzione a 100 della resa per i cottimisti e l'impostazione di una serie di manifestazioni e scioperi brevi a sorpresa.
Mercoledì 30 giugno
Prima forte manifestazione, obbiettivo la Prefettura, un corteo di 600 lavoratori partendo da via Palestra sfila per le vie di Milano, passa davanti alla Prefettura ove una delegazione viene ricevuta dal vice Prefetto - Dott. Materia - che si impegna ad interporre il proprio interessamento e di prendere contatti con l'azienda per la ricerca di un accordo.
Lunedì 5 luglio
Incontro in Prefettura fra una delegazione com posta da sindacalisti e commissione interna da una parte ed il vice Prefetto dall'altra. In detta riunione il vice Prefetto comunica sui primi contatti intercorsi con l'azienda ove si registrano le prime disponibilità dell'azienda che prevedono la limitazione a 3 mesi della cassa integrazione e la non attuazione di licenziamenti per l'immediato futuro.
Giovedì 8 luglio
Seconda grande manifestazione assieme ai lavoratori della Titano minacciati di licenziamen to, per richiamare l'attenzione degli enti locali sulla situazione di queste due fabbriche.
Il corteo sfila per le vie del centro, prima sosta davanti a Palazzo Marino ove una delegazione è ricevuta dal capo Gabinetto del Sindcr ca; seconda sosta davanti alla sedè regionale, qui il Dott. Morvelli - assessore regionale al lavoro - ricevuta una delegazione si impegna
a fare un'inchiesta presso l'ENEL.
Lunedì 12 luglio
Riunione presso il sindacato del Consiglio di Fabbrica ove si decidono ulteriori 2 ore di sciopero di cui un ora da articolare reparto per reparto con occupazione della direzione per una giornata, si è programmato inoltre una 3 manifestazione davanti all'Ufficio Provinciale del Lavoro per il 20 luglio.
Mercoledì 14 luglio
Sciopero di un ora articolata reparto per reparto con occupazione della direzione per tutto il giorno.
Venerdì 16 luglio
Iniziano trattative ufficiali a livello aziendale.
Lunedì 19 luglio
Riprendono le trattative su basi più concrete. Martedì 20 luglio
I lavoratori in assemblea approvano l'accordo raggiunto in azienda con impegno di sottoporlo in sede di Prefettura.
Questo l'accordo raggiunto
Il punto più importante dell'accordo è senz'al tro l'impegno a non effettuare licenziamenti in questo momento ed in un prossimo futuro, voci allarmistiche circolavano nella fabbrica su questo problema creando preoccupa- one particolarmente fra gli impiegati ed i lavorato ri di alcune produzioni.
L'azienda non ha voluto confermare nell'accor do quelb che invece aveva fatto intravedere a livello di Prefettura e cioè per il ritorno da 32 a 40 ore settimanali per tutti i lavoratori dal 15 di ottobre, però nell'accordo l'azienda si impegna ad "operare con tutti i mezzi" per
chè detto periodo non superi i tre mesi, ora sta a noi verificare se l'azienda opererà veramente in questa direzione.
Non di secondaria importanza è il risultato economico raggiunto tramite l'accordo che verbalmente, infatti l'azienda attraverso le somme mensili che elargirà ai lavoratori, integrerà l'equivalente di 7 ore e mezzo circa mensili dal 28/6/71 che con la corresponsione integrale della gratifica natalizia porterà la o garanzia di un salario mensile pari al 92,5%, inoltre l'azienda si è impegnata verbalmente a garantire la retribuzione di 46 ore e mezzo di salario settimanale, più la corresponsione integrale della gratifica natalizia qualora si passasse alle 40 ore settimanali di lavoro, cioè anticiperà la riduzione dell'orario di 41 ore e mezzo pagate 48 previsto dall' 1/1/72 dal con tr.atto di lavoro.
Inoltre come primo passo verso la normalizzazione per una serie di reparti e gruppi di lavoratori è stato ripristinato l'orario contrattuale.
za dei tre mesi, per gli scopi e nei limiti per i quali quest'ultima verifica è stata concordata.
3) - agli operai che effettueranno 32 ore settimanali sarà corrisposta la somma mensile (+ rateo gratifica natalizia che non sarà trattenuto sulla gratifica stessa):
l ^ e l A super L. 6.000 2 ^ 5.000
3 *ed inferiori " 4.500
4) - a parziale modifica dell'avviso del 22/01 il gruppo degli operai dei reparti sottoindicati riprenderanno l'orario normale di lovoro di 42,5 ore settimanali:
1 000 Schuler-Bruderer-Variomatic
1 000 Saldatura S 34 1000 Carpenteria
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TESTO ACCORDO TRA LA DIREZIONE AZIENDALE E LA COMMISSIONE INTERNA
La Direzione Aziendale, la Commissione Interna e le R.A.S., dopo una approfondita di scussione circa le gravi perplessità procurate alle maestranze dall'avviso esposto dall'azienda in data 2 2/ 6/1 971, concorda quanto segue:
- l'azienda si impegna di non effettuare li cenziamenti in questo momento ed in un prossimo futuro.
- l'azienda dichiara che farà, come sta facendo, tutto il possibile per contenere la forzata riduzione dell'orario di lavoro a 32 ore settimanali in tempi sufficientemente brevi com patibilmente con i carichi di lavoro. A tale proposito l'azienda opererà con tutti i mezzi a sua disposizione nell'intento che tale periodo non superi i tre mesi. A questo scopo si impegna con le R.A.S. e la Commissione Interna a verificare mensilmente la situazione del carico di lavoro ed in modo più approfondito entro il 15/1 0/1971, prima della scaden-
3000 Assiexutura spazzole a partire dal
5) - il personale dei reparti:
1 000 Schuler - Bruderer - Variomatic (6 unità circa)
3000 Assiematura spazzole (12 unità circa)
lavorerà diviso in due gruppi con il seguente orario:
1 :gruppo - 7/1 6.30 per 5 gg. settimanali 2 gruppo - 9.30/19
- tutti gli altri reparti e gruppi di operai non previsti nei comma precedenti continueran no ad effettuare l'orario di lavoro stabilito dalla direzione aziendale e comunicato nell'av viso della stessa del 2 2/ 6/1971.
- in conseguenza del presente accordo le parti si danno atto che si intende ripristinare la normalità aziendale.
Milano, 20 luglio 1 971.
l'Unità / venerdì 9 luglio 1971
AVVENIRE
ELETTROCONDUTTURE — Hanno manifestato ieri i lavoratori della Elettrocondutture di Turro. che hanno inviato una delegazione alla Giunta regionale lombarda ricevuta dall'assessore al lavoro Marvelli. Seicento lavoratori della fabbrica elettromeccanica sono stati messi da 12 giorni in cassa integrazione a 22 ore settimanali con la giustificazione di un rallentamento degli ordini da parte dell'ENEL. I dipendenti chiedono di conoscere esattamente tl futuro dell'azienda per sapere se esiste la possibilità di un ritorno alla normalità e per evitare pericoli nell'oecupazione, tenuto conto anche che quattro settimane fa era stato raggiunto con il pieno consenso delle parti un accordo aziendale integrativo. Un'altra delegazione di lavoratori si è poi recata a Palazzo Marino.
„la testa del corteo dei lavoratori della Elettrocondutture
CORTEO IERI MATTINA DEI LAVORATORI DELLA ELETTROCONDUTTURE e della Titano nelle strade di Milano. La direzione dell'azienda metallurgica di Turro, dopo aver firmato nelle scorse settimane un a:ccordo aziendale, ha ridotto l'orario di lavoro a 32 ore settimanali. Il provvedimento costerà ai lavoratori almeno 210 milioni di salario. Ieri i lavoratori hanno inofrmato della grave situazione la Regione e il Comune.
- IL GIORNO
TITANO — I lavoratori della Titano-accumulatori, che ha sede in via Tem-nonni 56-10, sono preoccupati per il loro futuro: in un documento essi affermano che la proprietà ha comunicato loro di voler smobilitare la fabbrica entro il 31 dicembre perchè la stessa sarà assorbita da un gruppo finanziario che la trasferirebbe al Sud.
Questa mattina, in un'assemblea alla quale sono state invitate tutte le forze politiche della zona, vengono esaminate le iniziative da prendere.
ELETTROCONDUTTURE — Un gruppo di dipendenti dell'azienda ha manifestato per le vie del centro, recandosi poi a Palazzo Marino, dove una delegazione è stata ricevuta dalla segreteria del sindaco.
I mille dipendenti della Elettrocondutture hanno manifestato nuovamente ieri per le vie di Milano la loro protesta contro la messa in cassa integrazione a 32 ore settimanali di settecento lavoratori.
Buone ferie
Venerdì 9 luglio 1971
Nella mattinata una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti dell'amministrazione comunale di Milano e dall'assessore regionale al lavoro, compagno Marvelli. Nella scorsa settimana i lavoratori della Elettrocondutture avevano promosso una analoga manifestazione alla Prefettura di Milano.