RIVATURB
SETTEMBRE 1978
Notiziario Sindacale Unitario a cura di( CONSIGLIOdi FABBRICA. RIVA-CALZONI
(SINTESI DELL'ATTI VI TÀ SVOLTA
Nel rispetto di quanto sancito nelle norme costitutive il C.d.F. rimette il suo mandato nel. le mani dei lavoratori.
L'attività del Consiglio dimissionario è no te e tutti, varrà comunque ricordare che operò in un periodo di transizione e di profonde inno vaziohi tuttora indefinite. Pur con queste turbative e malgrado grossi limiti costitutivi ha chiuso il biennio avendo all'attivo le conclusio ne di due vertenze integrative aziendali,una aperta nel novembre 1976 e chiusa nell'aprile 7.7 l'altra iniziata ai primi di aprile e chiusa a fine maggio di quest'anno. Vertenze integrative che in parte riprendevano norme del Contratto Nazionale di lavoro e ne chiedevano una più cor retta applicazione, vedi ed esempio: per la pri ma parte del Contratto sul problema degli investimenti e per l'occupazione; per l'inquadramen to categoriale; lo straordinario; l'ambiente di lavoro; la mobilità dal 2° al 3° livello; ed in parte integravano lo stesso Contratto ottenendo il riconoscimento dell'anzianità pregressa per gli ex operai; il recupero delle festività soppresse; il riconoscimento degli SMAL; i migliooramenti di carattere economico, che nelle due vertenze ha dato, distribuiti su varie voci e con tendenza pereguativa, aumenti medi mensili di £.30.000 più £.4.000/mese sul Premio di Pro duzione a partire dal 1-1-1979.
Non abbiamo ricordato queste cose per farcene dei meriti ben sapendo che senza la colla borazione e la spinta dei lavoratori non sareb be stato possibile concretizzare risultati ma li ricordiamo perchè questi, oltre ad altri problemi più generali ma non meno importanti, sono stati oggetto di approfondite e talvolta animate discussioni all'interno del C.d.F. Il dibattito all'interno del movimento sulle misure e sui metodi per affrontare il grave momento economico ha sicuramente influenzato an che l'attività nostra evidenziando anche disparità di modi di vedere che comunque si fon devano sempre nella volontà di operare con i lavoratori e per i lavoratori.
Al nuovo Consiglio lasciamo il compito di Perfezionare gli strumenti per la gestione de Kli accordi sottoscritti ed a tutti i lavora-
tori l'incitamento alla consapevolezza ed alla sensibilità verso tutti i problemi che pur troppo ci stanno dinnanzi e che potranno trovare soluzione solo se in tutti prevarrà lo spirito unitario di classe.
Il C.d.F. dimissionario
Scadenza di un mandato
Ogni organismo elettivo ohe oi tenga a non soadere sul piano democratico deve rispettare i termini del proprio mandato, ed é per questo che il Consiglio di Fabbrica si presenta, possiamo dire puntualmente, dimissionario al vaglio dei lavoratori della Riva Calzoni che nei prossimi giorni sono chiamati a eleggere i propri rappresentanti del Gruppo omogeneo.
Questa scadenza dovrebbe essere per tutti una pausa di riflessioni, sia per chi bene o male a portato a termine il biennio del suo mandato,sia per le scelte che i lavoratori faranno nel rinno vare i propri delegati. Riflessioni che devono tendere a salvaguardare prima di tutto il ruolo e lo spirito innovatore con cui i C.d.F.' hanno sostituito le "Commissioni Interne".
Ricordiamo ohe i Consigli di Fabbrica sono na... ti dalle lotte del 1968/69 sotto la spinta crescente dei lavoratori per l'unità sindacale e per un rinnovamento della nostra Società; unità che ha portato le Organizzazioni sindacali, dopo il 1968, a spellarne con atti concreti i primi significativi passi verso l'unità; questa unità é purtroppo ancora insidiata dall'interno delle stesse organizzazioni ma soprattutto dalle forti influenze esterne; unità che ha vissuto o stà vivendo momenti di arresto se non addirittura di ar retramento.
Siamo tutti convinti che l'aspirazione genuina dei lavoratori 6 sempre stata per una organizzazione unica e forte, ma certamente per costruirla bisogna partire dal basso e con idee chiare, diciamo che bisogna ridare ai Consigli di Fabbrica
i loro ruolo primitivo, alla partecipazione attiva nel ooinvolgimento del lavoratori sui proble mi della fabbrica con quelli più generali che abbiamo nella Sooi•tà.
Queste sono le tensioni e le attenzioni che i lavoratori devono avere nell'andare ad eleggere i propri rappresentanti anche in sede aziendale.
Dalla vostra scelta e partecipazione attiva di pende molto il tipo di unità sindacale che potrem mo consolidar, negli anni a venire nel nostro pae e.
Non v'd dubbio che se aspiriamo ad una organiz sezione sindacale saldamente unitaria, dobbiamo consolidar• sempre più un tipo di organizzazione oh• operi autonomamente dalla sfera partitioa, con tutto quel oh• ne consegue; dobbiamo daroi una organizzazione ohe nella società sia in grado di operare con tutte quelle forze sociali e politiche tese ad un avanzamento del progresso, per una società più giusta e più egualitaria.
Chest° riteniamo sia prioritario rispetto al giudizio ohe i lavoratori potranno dare sull'operato del Consiglio dimissionario. Consiglio che per primo rioonosoe i suoi grossi limiti; nonostante queste sue carenze ha chiuso il biennio con due vertenze integrative Aziendalis una aper ,ta nel novembre 1976 e chiusa nell'aprile 1977, l'altra aperta ai primi di aprile e chiusa a fine maggio 1978.
Vertenze integrative che in parte riprendevamo norme del Contratto Nazionale di Lavoro e se ne chiedeva una più corretta applicazione, come per la prima parte del Contratto stesso in merito ai problemi degli investimenti e della occupazione, così dicasi per l'inquadramento categoriale, lo straordinario, l'ambiente di lavoro, la mobilità dal 2° al 3* livello; si sono poi affrontati altri problemi integrativi, come il riconoscimento dell'anzianità pregressa per gli ex operai, il ricupero delle festività soppresse, il riconoscimento degli SMAL • i miglioramenti di carattere •oonomi 00 che, nelle due vertenze ha dato, distribuito su varie voci • con tendenza perequativa, aumenti mensili medi di lire 30.000 più 4.000 lire mensili sul Premio di Produzione a partire dal 1/1/79.
Non abbiamo ricordato queste cose per farcene dei meriti perché siamo consapevoli che senza la spinta • la oollaborazioné dei lavoratori non sarebbe stato possibile oonoretizzare questi accordi, ohe in parte vanno però gestiti • il loro risultato dipende sempre dalla oonsapevolezza e sen sibilità che ogni singolo lavoratore ha verso questi problemi, ma li ricordiamo perché questi hanno impegnato assieme ad altri problemi più generali tutto il C.d.F. oon discussioni approfondite ed alle volte anche abbastanza animate, importante 6 però avere la volontà di operare oon i lavoratori • per i lavoratori.
A. Cagno
'E' tempo di rinnovt.
La scadenza per il rinnovo del C.d.F. coincide quest'anno al periodo preparatorio del rin novo contrattuale con tutte le implicazioni relative ai vari problemi in discussione nel movi mento sindacale: occupazione, riforma del salario, riparametrazione, inquadramento, perequazione normativa, scala mobile, ecc. Se da un punto di vista formale le due scadenze possono sembrare indipendenti va invece ricordato che la loro coincidenza pone problemi di scelta anche per la composizione del nuovo Consiglio, nel sen so che dalla sua capacità e dalla sua forza, la nostra comunità aziendale trarrà la competenza e l'energia per partecipare ella discussione ed alla formulazione delle proposte che il movimen to sindacale porrà alla trattativa. Non è cose di poco conto!
E' dunque veramente importante che ognuno si ponga seriamente il problema del rafforzamento del C.d.F.: o mettendo le sue capacità a disposizione della comunità o scegliendo con ocula-. tezza il proprio rappresentante poichè deve essere chiaro a tutti che è finito il tempo delle improvvisazioni e delle soluzioni settoriali,di gruppo, di reparto o individuale. Oggi si gioca grosso! Si gioca la credibilità del Sindacato come forza trainante dell'esigenze di trasforma sione di una società che tutti sentiamo giunta al limite di rottura. Perciò nel dire "è tempo di rinnovi" si intende soprattutto il modo di essere di ognuno, perchè al convincimento ed al la generale denuncia che la società così com'è presenta Tane paurose, deve far seguito il pro ponimento di ricercare soluzioni valide per l'in sieme e non indugiare alla difesa di privilegi assurdi ne e ugualitarismi generici e utopistici, frutto entrambi di cieco egoismo individualistico e per questo privi di serie prospettive
Il mondo del lavoro, i lavoratori, hanno in se tanta forza da rinnovare veramente la società a condizione che a legittimare la strenua di fesa dei propri diritti e le irrinunciabili richieste di trasformazioni etico-sociali faccia riscontro un'inattaccabile e trasparente condot ta rispettosa dei doveri di ognuno in tutti i campi e che ognuno sia cosciente che la propria individualità è parte e non astrazione dall'insieme.
Con questi principi basilari poniamoci all'opera del rinnovo del nostro C.d.F. Per il suo potenziamento e per combattere il tentativo di divisione dei lavoratori da parte di pseudo movimenti sindacali "autonomi", stringiamoci attor no alla F.L.M. e scegliamo con serietà i compagni più preparati ad affrontare i tanti e gravi problemi che incombono.
Solo così i lavoratori porranno autorevolmente la loro parola e il loro volere sul come impostare il futuro e solo così porremo le basi per una vera innovazione e per una fertile mate razione morale e politica.
M. Capre
I due anni che ho passato come delegato del C.d.F. penso abbiano coinciso con uno dei momen ti più difficili che il movimento sindacale ha attraversato dopo la ritrovata unità. Sono stati due anni difficili sia sul piano aziendale che su quello più complessivo del ruolo che il movimento dei lavoratori deve svolgere in una mo derna società industriale. Naturalmente questi due momenti si sono continuamente intrecciati ed hanno portato a momenti di dibattito intenso sia in C.d.F. che nelle strutture esterne che il sin dacato si è dato.
Qui emerege a mio parere la grave contraddi zione a cui il sindacato (e per sindacato inten do tutti, dai segretari nazionali all'apprendirata) dovrà dare una risposta quanto più immedia ta possibile se non vorrà disperdere il patrimo nio acquisito in tutti questi anni: il problema di un rapporto con i lavoratori che riesca a far superare questo momento di stasi in cui si avwr te indifferenza per le strategie che il movimen to va elaborando.
Dirò di più, sembra quasi che il dibattito in corso sia diventato un qualche cosa da addet ti ai lavori nei confronti del quale vi è un so stanziale scetticismo nel credere che il sindacato sia in grado di dare il suo fattivo centri buto per far uscire il paese dalla crisi. Credo che l'addossare la colpa di questo stato di cose ai nostri vertici sindacali sia solo demagogia (ed un grosso favore ai padroni): il proble ma è più articolato 3 complesso.
Un primo livello di discussione ci deve far riflettere su ciò che è stato l'operare del C.d.F. in questi due anni: i provvedimenti del Governo su festività e contingenza, il tentativo di ingabbiare la contrattazione aziendale, l'assemblea dell'EUR.
Tutti questi problemi, a cui dobbiamo aggiun Bere la discussione per la stesura delle piatta forme aziendali, sono stati ampiamente dibattuti in C.d.F. e portati in assemblea, ma in che modo?
Mi hanno ripetuto molte volte in questi due anni che il C.d.F. deve essere una "gabbia di vetro" ma questo non è avvenuto, non che i lavo ratori siano stati tenuti all'oscuro da ciò che ai andava a decidere ma, di fronte ed una situazione estremamente incerta e nuova per il sin dacato, con più differenziazioni di posizioni a cui da tempo non eravamo abituati, il dibattito è arrivato ai lavoratori come filtrato, come po sto in modo da non creare nuovi problemi a chi era chiamato a decidere in un momento di estreme difficoltà economica e sociale.
Ed eccoci al secondo livello di discussione strettamente collegato al primo: la difficoltà a comprendere certi meccanismi di sviluppo ed a trasformarci in elementi di discussione collettiva per una piattaforma politica valida per i prossimi anni.
Io sono convinto che una fase della politica sindacale nel nostro paese vada considerata chiusa, non si tratta assolutamente di rinnegare il nostro più o meno recente passato ma di comprendere che il movimento dei lavoratori deve passare da una visione della contrattazione ristretta all'ambito delle proprie condizioni in fabbrica, ad una contrattazione capace di da re a questo paese un livello di programmazione e di democrazia industriale da cui siamo ben lan tani.
Per potere fare questo, per riuscire ad incidere realmente sui processi di sviluppo, per riuscire a conquistare un futuro più sicuro bisogna che il movimento dei lavoratori riesca a farsi realmente carico dei problemi che ostacolano la sua emancipazione, vogliamo fare degli esempi? Come il movimento ha utilizzato la prima parte del contratto nazionale di lavoro? che conoscenza abbiamo delle strutture amministrati ve e produttive dell'azienda e del settore in cui operiamo? come pensiamo di andare a rivendi care una programmazione quando noi stessi non sappiamo cosa produciamo?
Occorre allora che i lavoratori facciano uno sforzo di comprensione e comincino e mettere a fuoco tutte le componenti che agiscono sul le compressione del loro tenore di vita economi co e sociale: credo di poter dire che i lavoratori debbano fare un salto qualitativo di tipo culturale, e per culturale intendo in primo luo go l'esperienza che ci deriva dalla nostra espe rienza produttiva e professionale.
Un'ultima cosa per finire: ognuno di noi al di là delle proprie convinzioni politiche porta con se l'aspirazione ad una società diversa e migliore, negli ultimi tempi ci siamo limitati a discutere su problemi importanti ma immediati ed abbiamo un pò abbandonato i nostri ideali che, per quanto diversi, devono essere la reale ragione per cui lottiamo.
D. Marzorati
L
"L'esperienza di un delegato.
D 5
'Una diversa impostazione.
Si chiude in questi giorni il mandato al C.d.F. e si conclude anche la mia esperien za di delegato. Esperienza che non esito definire entusiasmante anche se talvolta avara di soddisfazioni per la incomprensione, entro e fuori dal Consiglio, di.posizioni che, lungi dal voler essere di difesa di privilegi, avevano ed hanno impostazioni diverse ma che (forse presulituosament3) ritengo anticipino soluzioni che si imporranno al movimento.
Nel Consiglio si è molto discusso intorno al problema dell'appiattimento salariale per effetto dei premi uguali per tutti e della parificazione del punto di contingenza così come si è lungamente dibattuto sul merito dell'inquadramento categoriale, dei passaggi automatici e dello splafonamento oltre il 5° livello per alcune figure di operai. L'esito è a tutti noto; mi si consenta solo esporre qui le ragioni del mio modo di vede re e spero si voglia interpretare il mio dire come semplice contributo alla soluzione di nodi esistenti e non come meschina rivalsa o puerile recriminazione.
1°) Appiattimento salariale
Nel Contratto di lavoro che innovava profondamente l'inquadramento dei lavoratori si stabiliva che la scala parametrale salariale fosse improntata al rapporto 100/198 ed i valori reali aziendali erano poco discosti da tale propoz sione in quanto l'indennità di contingenza aveva una modesta incidenza sul totale della retri buzione, anche perché differenziata per categoria, come risulta dal prospetto che segue:
RIVAC.d.F.CALZONI Milano RETRIBUZIONE LORDA IN VIGORE DAL l• NOVE4BRE 1 973 Per faoiltt& di comparazione tutte le yooi della retribuzione sono ripartite • indicate in TREDICI MENSILITA' t nohe es• la loro liquidazione avviene in tempi divorai. Vool retribuzionedella LiY•1 li 2* 30 4° 5° Operai )spiego Operai {-1:479, Operai 1• • Eqeipar leggo. Operai Equipari inplep. 5° S 6 * Noto Parametrobase 100 105 113 124 136 160 174 158 PAGA LIVELLO TERZO ELEMENTO - I. .._ PREMIO DI PRODUZIONE PREMI O FERIALE PREMIO ESERCIZIO Supplemento PEVOI110 FERIALE Supplementooollettimo - di oat•Foria 105.000 72.0qo 14.000 5.500 - . 1.001 5CC 111.000 23.000 14.0 5. 7.0011 i 111.000 23.000 14.000 5.500 7.01:0 119.000 25.000 14.000 5.500 7.003 119.1200 25.000 14.000 5.500 7.003 503 • 130.000 27.000 14.000 5.500 7.000 1100 130.000 27.000 14'.000 6.500 7.0E1 130.00( 17.0« 14.09 5.500]7.034Ì '• 143.000 30.000 14.000 5.500 7.000 Ke3 143.0001 30.000 14.000 5.5081 7.000- i5.200 143.00[ 30.013C 14.000 5.500 7. i 5.900 188.000 35.000 14.000 5.500 -7.000 183.000 38.000 14.000 5.500 11.500 ' 11.2081 2011.030 43.000! 14.000 S SODI 11.000 ,Corrispostela*necela ,olia a fine 1.911..CorrisposteIn une sola/altaafin.diceiabro. Corrispostelamasala i voltaafinluglio. 1 AZIENDALE 154.000 191000 110.500 TOTALE SALARIO 171.0001170.503 1114.100113;500 113.500 200.100 204.700 205,403729.500 258.200 2161.000 Parametro 100 105 111 L 119 130 133 149 164 185 CONTINOFSIZA al1/11/73 23.011 24.522 29:055 25.535 32.407 27.143 32.279 32.407 30.391 43.810,i 44.031 44.031 58.788 58.768 TOTALE arTRIBuzIONE 177.011 185.522 189.555 1911.5351 202.907 211.243 215.779 215.907 730.489 248.510: 249.431 i 273.531 318.996 347.788 Parametro 100 105 107 111 115 119 122 130 141 154 176 194 Rotate (1) Ilterzoeleacntosubisce,par i nuoviassunti,lesoguontivsrlantl: i0 Suppleaentoannuale prestoUrtale os per operai: Per assueend i dietà Inferiore al20alni: per assusiondldl*tisuperioreal 20anni; aanovalIt6000 operaiguai.C7000 • operaisp.C&Jim - finoalcsapisentodel18vai 255 i i S ..." l ive-° 60 % per n priooanno CIScattianziani95operai:3 Z mucchi 1,5 7. sul 4scatti fra 119 ed i 19anni 5) i .,fra119ed123Mal 75 i •1tre t a) ami 100 i 5.4• 11..1 1. 11005all'iniziodelsecondoamo 50 i per11prioe area 75 7. per n secondeanno 100"; all'inizio delterzo uve contrattuali. valori esposti zoo.PII(..10Di ESCICIZIO sono i aiutai contrattati. Gli Equiparati • gli Impiegaihannoquote !adivi:N:M109CDIMitalATE.
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'La strategia dell'EUR.
Nei giorni 26 e 27 settembre ci sarà l'elezione del Consiglio di Fabbrica che sarà la nuova struttora dirigente dei lavoratori a livello aziendale.
Tale iniziativa interna cade in un momento particolarmente delicato e di crisi del nostro paese. Sottovalutare questo aspetto che ormai stà investendo l'economia, i costumi e la moralità di tutti noi, significa adattarsi ad un modello di vita che ricerca soluzioni a livello egoistico ed individuale escludendo a priori una scelta partecipata, democratica e di massa.
I fatti stanno però a dimostrare che la stragrande maggioranza dei lavoratori Italiani, dei delegati sindacali, a livel lo di tutto il territorio nazionale, hanno imboccato non il vicolo cieco del corporativismo categoriale bensì hanno intra preso la strada maestra che passa attraverso scelte non facili, che lasciano poco spazio alla demagogia spicciola ma che incidono profondamente nel modo di vivere di tutti noi.
Battersi per dare lavoro ai giovani, alle donne, ai disoccupati in generale, battersi per la rinascita del Sud abbandonato da secoli al saccheggio di vari no tabili e cosche mafiose, risanare le azie nde a partecipazione statale, attuare nei fatti una mobilità controllata dalle orga nizzazioni sindacali che salvaguardi la professionalità di ognuno non é una linea subalterna al capitale bensì una linea che mette al centro l'uomo come valore fondamentale e creativo della nostra società.
Tale strategia che é stata sancita dal convegno dell'EUR, ha questi ob iettivi, scelti UNITARIAMENTE, che devono stnre dentro al rinnovo del contratto dei metal meccanici come uno dei momenti di scontro nei confronti del padronato pubblico e privato
L'unità di partecipazione che ci dovrà vedere impegnati dovrà essere la più ampia possibile cercando di dialogare di più fra operai e impiegati facendo cadere barriere di incomprensione reciproca ed affrontare temi come la rivalutazione del lavoro manuale, come una nuova professionalità per i lavoratori impiegati che li svincoli da automatismi e che esalti inve ce lo sforzo di studio e di approfondimen to di questa categoria di lavoratori.
La strategia dell'EUR vuol affrontare i nodi centrali e non marginali del model lo di vita attuale con una lotta di grande respiro che trasformi la società nella quale viviamo.
Per portare avanti questi obiettivi dobbiamo calarci nella realtà di ogni giorno sia in fabbrica che fuori ed impegnarci seriamente a costruire un C.d.F. che sia realmente rappresentativo di ogni gruppo omogeneo e che sia una forza trainante per tutti i lavoratori.
Gianfranco Fasciotti
'Una prova di responsabilità.
In un mondo del lavoro come l'attuale, dove il diritto, il rispetto, non sono ancora assimi lati dai più e causa dell'insaziabile sete di profitto, è confortante vedere che nel settore Dirigenziale (uomini) impegnati nella messa in atto di misure finalizzate a sopprimere gli infortuni sul lavoro o quanto meno a ridurli in termini di sopportabilità, non secondario è l'at teggiamento sotto il profilo finanziario del pa dronato.
Ora se una critica va fatta questo va detto per il modo in cui si porta avanti questo problema.
Perno per una conduzione esemplare occorre porre l'attività diretta a promuovere tra tecni ci e i fondamentali interlocutori della Direzio ne Generale quale è il concetto fondamentale che ispira questo impegno perchè a mio parere questo non è ancora stato compreso da questi ultimi i quali valutano il problema in rapporto ai rischi che il lavoro comporta come un problema (diverso) a ciò non deve escludere ovviamente i rappresentanti dei Lavoratori cardine sia nell'aspetto della ricerca, sia dell'applicazione.
Quello che mi premeva sottolineare è che una prospettiva di continuità adeguata ha bisogno di tutte queste cose.
Tonino
4
Ogni uomo opera quotidianamente la scelta del meglio e paga il meglio in diversa misura; perché quindi non riconoscere ai "meglio" fra noi la diversa misura? non sarebbe più onesto tende re ad essere loro pari in capacità per essere eguali?
2°) Inquadramento categoriale
Analogamente alla retribuzione anche per l'in quadramento penso si sia operato un'anomalo appiattimento; mi riferisco essenzialmente alle Mansioni operaie in quanto racchiuse in soli 4 livelli contro i 7 per gli impiegati. Se approfondiamo un poco il ragionamento risulta poi che Per gli addetti alla produzione il numero dei li velli si riduce a 3 ed in questi TRE troviamo che nel 5* sono confluite individualità professionali decisamente diverse.
Muovendo da queste considerazioni e tenendo conto che la professionalità media aziendale é indubbiamente superiore a quanto riscontrabile nella stragrande maggioranza di aziende a lavoro ripetitivo, nel Consiglio si é discusso a lungo ed anche aspramente, se chiedere o meno:
il passaggio automatico dal 2° al 3° livello;
lo splafonamento al 5° livello superiore per la voratori operai;
la stesura dei profili professionali aziendali.
Questi problemi non trovarono sbocco anche per ché le stesse organizzazioni sindacali si pronunciarono contrarie ad accordi separati sul merito dello splafonamento e della stesura dei profili, tuttavia, anche su questo, mi piace dire quale fù il mio modo di vedere ad evitare fraintesi:
sul passaggio automatico dal 2° al 3° livello mi pronunciai negativamente perché ritenni e ritengo che un simile provvedimento avrebbe solo carattere economico e snaturerebbe l'impostazione "professionale" del Contratto creando altresì una logica e naturale spinta degli operai qualificati verso il livello superiore e quindi aumento di tensione in seno al 5° livello.
ho sostenuto e sostengo la legittimità di dif ferenziazioni all'interno del 5° livello perché in esso esistono più professionalità reali. Sarebbe di cattivo gusto e comunque prava ricante ch'io specificassi qui: chi, dove e perché, in quanto penso che ognuno, onestamen te, poss1giungere ad individuare le persone e le mansioni che emergono fra noi; non posso però nascondere la mia soddisfazione nel sapere ohe le Confederazioni sindacali stanno seriamente vagliando l'opportunità di richiedere lo splafonamento oltre il 5° livello per (o) alcune ben determinate figure operaie. con la consultazione di tutti i gruppi omogenei si era giunti alla stesura dei profili professionali aziendali senonché, vuoi perché
ormai prossimi al rinnovo contrattuale, vuoi per la rinuncia allo splafonamento, vuoi per la sostanziale opposizione da parte della Direzione, vuoi per un non perfetto accordo in seno al Consiglio, si rinunciò a sostenere la richiesta. Ritengo tuttavia che il problema vada ripreso in quanto credo che una più specifica descrizione dei profili professionali aziendali serva a chiarire la posizione nei lavoratori e serva ad un maggior controllo dell'inquadramento da parte del C.d.F. Questi sono i fatti della mia diversa impostazione, ed é con la convinzione piena nel libero confronto di idee che mi son sentito il diritto di esporli. So che certe teorie possono urtare particolari posizioni e interessi ma non potevo sottacere che tal'altre sono illogiche.
Il dibattito in seno al Sindacato é fatto ap-4 . punto per chiarire dubbi, per eliminare storture e per rendere le cose più giuste.
I problemi esposti saranno fra i tanti che il nuovo Consiglio dovrà affrontare; ad esso il mio augurio di saperli risolvere con la concorde volontà di tutti i lavoratori ed a tutti i lavoratori l'incitamento a discutere per capire anche le "diverse impostazioni" e ricercare l'indispensabile accordo per un giusto progredire di tutta la classe lavoratrice che non deve e non può, mai, essere di parte, categoria o confessione.
M.Capra
RIVA CALZONI S.p.A.
Stabilimento Riva ',I.A.R.C. am/5
Milano, 27 Giugno 1978
FONDO INTEGRATIVO AZIEhAIE RIVA CALZONI
Situazione provvisoria di cassa al 27 Giugno 1978
ENTRATE: da cassa del 31/12/1977
da trattenute effettuate a Operai ed Impiegati in attività e alle mogli dei Pensionati,...dal mese di Gennaio al mese di Giugno, RIVA CALZONI e DIV. SERIE (con previsioni per i mesi di maggio e giugno
concorso Ditta Riva Calzoni per l'anno 1978
versamenti effettuati dalla Soc. Hydrciart: da. trattenute effettuate al Personale (dal mese di Gennaio al mese di Aprile) concorso Ditta per l'anno 1978
altri versamenti da Ditta Riva Calzoni versamento effettuato dal Gruppo Anziani per il primo semestre del 1978
I. 5.611.454
TOTALE "ENTRATE" L. 24.011.244 USCITE: Pagamenti effettuati dal mese di Gennaio al mese di Giugno I. 19.976.450 TOTALE "USCITE" z. 19.976.450 Tota].e "ENTRATE" L. 24.011.244 Totale "USCITE" " 19.976.450 Cassa attiva (con previsioni) al 27-6-1978 L. 4.034.794 11.197.700 3.000.000 1.258.800 500.000 306.290 1.137.000 Ia
Successivamente si sono operati aumenti ugua li per tutti (vedi EDR - Premio di Produzione Premio Feriale) e si é parificato il punto di contingenza generando il fenomeno dell'appiattimento salariale che di fatto umilia o perlome no non riconosce la specializzazione e quindi non premia ne stimola l'arricchimento professio fiale quasi invitando all'inerzia e comunque sol lecitando i più dotati a cercare nuovi spazi al di fuori dell'industria (infatti tutti sanno che l'usciere di banca guadagna più di un operaio di 50 livello). L'effetto peggiore 6 comun
qua dato dal fatto che una simile impostazione crea spazio all'iniziativa padronale che può ri fugiarsi nel riconoscere indennità e inquadramenti particolari pur di mantenersi i lavoratori ohe interessano ed in questi generare il sentimento di non essere più difesi dal Sindacato tradizionale dando spazio e credibilità ai tutt'altro che fantomatici "autonomie.
E' paventando questi pericoli e perché convinto che non si possa continuare su questa linea che invito a soffermarsi sui dati che seguono • al loro confronto coi precedenti:
C) Il TERZO (ORTO sublece, per I avevi assenti, le seguenti varianti:
.
fina al
18 od t 19
50E
Fel diagramma che segue ho cercato di evidenziare la riduzione delle scale parametrali citate nelle tabelle ed ho inserito due ipotetiche linee di fondo partendo dal presupposto (non auspicabile) di una continua inflazione e quindi di una crescita dell'indennità di contingenza proporzionale a quella verificatasi in questi ul timi cinque anni senza che si siano operate varianti di metodo.
Nel 1988 noi avremo così una scala parametrale 100/125 con retribuzione mensile di £ 919.000 al 1° livello, £ 1.007.000 al 5° e £ 1.142.000 al 70, per avere poi, nel 1998 una ulteriore ri7 duzione del parametro a 100/116.
C.d.F. RIVA CALZONI Milano della retribuzione sono ripartite e indicate in TREDICI MENSILITA' anche tee la loro liquidazione avviene in ton.pi divorai. .._.--- Livelli VOCI DELLA 2* 3° 4° 5° Note RETRIBUZIONE „ Op en) 1100. Operai I lagieg. 1• 5.3 Open! Equipar. lapieg. Operai lEguipar. lapleg. 6' 7. Parametro bae• 100 105 113 124 136 160 174 198 PAGA LIVELLO (+ EDR) 142.000 148.000 148.000 156.000 156.000 167.003 107.030 167.000 180.000 180.000 160.000 205.000 110.000 245.000 TERZO E1:80a:2TO 51.030 54.300 54.303 60.150 60.150 61.300 63.700 61.700 68.800 68.800 68,800 78.000 82.200 91.000 PREMIO PRODUZIONE 26.900 26.900 25.900 26.900 26.900 26.900 26.1100 26.900 26.900 26.900 26.900 26.900 16.900 16.990 PRI1810 FERIALE 11.540 21:540 21.540 21.540 11.540 21.540 21.540 11.54021.540 21.540 21.540 21.540 _-. 21.543 21.540 Co voltastein me sole volta a fine Luglio Suporminiino ooli e Wfvo di oatogoria -- -- - -- ..- -. - 5.280 5.890 - 6.201'SupplementoPRE.II0 FERIALE 500 500 - 540 .-- 015 -05 ""-- 'Corrisposto in une sola vetta a fine lugli: GRATIFICA ANNUALE • 1 1 1 7 1 TOTALE SALARIO AZIENDALE /42.300 251.240 250.740 265:130 264.590 279.755 279.140 279.140 297.855 302.500 303.130 329.440 356.641 384.440 Parametro 100 104 109 116 124 136 148 159 CONTINGENZA al 1/5/78 176.619 163.959 187.430 190.502 196.153 193.851 195.685 196.153 209.249 111,613 222.634 222.834 257.719 257.719 TOTALE RETRIBUZIONE 419.119 435.199 430.170 455.732 460.743 473.607 474.615 475.293 50/.104 525.113 525.964 551.174 614.560 641.159 Parametro 100 104 109 115 121 124 132 146 153
RETRIBUZIONE LORDA IN__ VIGORE DAL 1 • MAGGIO 1 978 Per facilità di comparazione tutte le vooi
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(1) Scatti anzianttO eptsi: 31 ensich3 1,51 sul quattro mieti mr mamme dl sii inferiore al 20 ami:
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dei 111 amai 23% ) per s'emendi di eil superi:ire .1 N anemie cantrattuali. dl 1s.r: l'oellvelles Iirdi fica uale: elements salariale NOI contrattelo ne con- annuale: C
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E' evidente che la cosa é insostenibile ed il movimento sindacale deve ricercare soluzioni ad evitare che continui l'iniziativa della controparte, vedi:
il blocco della contingenza sulla indennità di liquidazione che di fatto vanifica la conquista delle 173 ore per tutti e che così com'é imposta ta rischia di toglierci quasi tutto (basti pensa re a quanto potrà ammontare la contingenza fra dieci anni).
riforma del paniere, che non può essere che ri duzione del valore punto per tutti. scatti semestrali con conseguente allontanamen to dell'adeguamento dell'indennità ai costi reali.'
Parlare di contingenza, delle sue storture presenti e future e d'altro canto della sua insostituibilità non basterebbe un libro, ho voluto solo dire dell'effetto più deleterio anche se non ho in tasca la soluzione alternativa.
Ritengo però che bisogna ristabilire per tutto il salario un certo ordine proporzionale alle capacità di ognuno salvaguardando naturalmente il potere d'acquisto e quindi l'adeguamento al costo della vita per i salari più bassi.
Con i problemi che il movimento sipìacale si trova a doveraffrontare quello qui denunciato pub sicuramente considerarsi marginale e nessuno penso possa seriamente e coscienziosamente
anteporre la soluzione di questo ai problemi della occupazione e della ripresa produttiva. Non posso però sottacere impostazioni che giudico errate perché lesive anche della naturale e legittima competitività produttiva e perohé falsa il concetto di egualitarismo riducendolo al semplice aspetto retributivo e per ciò atee so assurdo e iniquo.
L'egualitarismo vero, quello da perseguire, quello di base e dei diritti primari: l'istru zione, l'assistenza sanitaria, la casa, il lavo ro, la giustizia fiscale, la parificazione normt tiva per tutti i lavoratori di tutte le categorie, l'abbattimento delle rendite parassitarie, mille altre storture dette, sempre denunciate mai risolte per carenza del potere politico o meglio per un preciso disegno politico certo a noi non favorevole.
Non si pub sostituire a queste cose di base l'egualitarismo salariale e per di più alla sola industria senza provocare ripulsa per questa branca di attività e la conseguente fuga verso categorie più privilegiate come le attività ter' tiarie dove invece si continuano a difendere i privilegi più assurdi.
Per me una società egualitaria e giusta deve riconoscere a tutti i diritti primari ma deve anche riconoscere il valore dell'Uomo e del suo operare.
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9 e i • r t t • f. • i I t v e I I • • 1 44. 4 ,,_,-1- $ tV*I V : '. ; . t t . t . f .t r r r • r i 1-: • • 1 .4 4 i t :•iti' t 4 I f ! i t / t 't i t_i.........li 4._t. 1 Lì D -.E t t t-9 1 't- t' s - 14M ; }: 1, ;;ri t•: i.. :. ` I' .." ! 4 t t i ..t. -Jt-i ' ; - tt•A''' t • ' ,i't• t•il .I „ ;i , -t t - t • 4 • /l • -1i tDir. ... l l• 4.11., p•F• - -+-1 !MESI salarle adeadal a ol ti coottagama e • F - -1 -rt. '-!•, r ! i t , • r.i ,,,, ,-; 1....".. 1_:),...,-1 . •1., ,.,--, i t. I ''! t t t t ! , ' i I il I I V • • 88 • paetre 10)7125 ~ rri t . • INTESI salario azioadale p18 coptireelui t-.1 • h:t-i : + t • irr 2 ; <:..'' ;'*14: 1 : t,•!---i I r 1 V i ••i ' • • 4. I. t ;. ; t ;,4...j, ......,..... • . . .?..-$ .• 114.4.4 ' ;. I .- - al 1/5/1998 . permei, 100/118 4 ...,eIIA I gig1 H 7. * t I afa .:::• i • • i i t i é • i r -" '' . i r ti- 4 I I i;1 I 4 -I t 200 110 110 r LIYEU.1 91.011111
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FONDO
Pagamenti effettuati dal Gennaio al Giugno 1978
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INTEGRATIVO AZIENDALE RIVA CALZONI
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L. 19.976.450
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"USCITE"
Art. 3 paragrafo B dello Statuto
L'elezione del delegato avviene su scheda bianóa, con voto diretto e segreto da parte di tutti i lavoratori appartenenti al Gruppo omogeneo.
Nel caso che nessun lavoratore ottenga nella votazione un numero di voti pari o superiore al 30 % più UNO dei lavoratori presenti, si procederà al ballottaggio fra i primi due che hanno riportato il maggior numero di voti.
Ogni lavoratore é elettore ed eleggibile!
Il Comitato Elettorale nominato dal Consiglio di Fabbrica uscente garantirà la corretta procedura ed il regolare svolgimento della elezione dei delegati.
Nei TRE gruppi in cui si debbono eleggere TRE delegati ogni elettore può esprimere solo DUE preferenze.
LE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL C.d.F. SI EFFETTUERANNO NEI GIORNI 26 e 27 SETTEMBRE 1978 .=. 000 saa
ELENCO GRUPPI OMOGENEI E NUMERO DELEGATI
Lavorazione ferro
Uffici Amministrativi
Uffioio
Uff. Tecnico Officina ì
e Tecnici Officina
Divisione Serie (operai e impieg.
Torneria picoola
Macchine diverse
Macchine Aggiusta&
Macchine grandi
Manovali macchine
Trasporti interni
Agg. o Montaggio
Agg. Regolatori
Sale prova
Laborat. elettronico
Molatori
Manutenz. macchine
{
NORME PER LA VOTAZIONE DEL DELEGATO
000
DA ELEGGERE Pi CI s GE d t PE o Gruppo Gruppo N°
Ufficio Tecnioo
Produzione
Impiegati
Tracciatori ì Modellisti Attrezzeria Controllo i 1 1 2 3 Servizi Generali
Elettricisti
Garage
Addetti
Impianti (operai e impiegati) Addetti Uffici Infermeria Totale numero delegati 20
Spedizione Magazzino Manutenz. Stabili
Custodi
pulizia
N.B. . Per i montatori esterni l'elezione del delegato avverrà tramite corrispondenza inviando al Scheda di votazione al Consiglio di Fabbrica RIVA CALZONI entro un mese dalla data delle votazioni. Tutto il materiale necessario sarà recapitato ai lavoratori dall'Ufficio Impianti.