il calcolatore
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A partire da questo numero de " IL CALCOLATORE" vengono affrontati i problemi esistenti in tutto il gru po Lagomarsino.
Questa iniziativa è emersa dai vari collegamenti al fine di impostare unitariamente quelle eventuali lotte intese a garantire i livelli occupazionali.
Perchè il Coordinamento
Inutile rimarcare come la Direzione ha voluto fino ad oggi dividere i lavoratori fra i vari settori (Industria e Commercio) nell'intento di operare liberamente creando una netta divisione fra lavoratori e altri lavoratori che operano nello stesso gruppo.
Cassa integrazione a 24 ore settimanali per 13 settimane per 569 dipen denti su un totale di 680 occupati nella fabbricazione pari all'83,7% ed un organizzazione commerciale di circa 1.100 dipendenti (compresi 200 occupati, non dipendenti nei vari settori terziari).
MOTIVAZIONI E PROSPETTIVE FORNITE
DALLA DIREZIONE:
Causa la gravità persistente della crisi economica e la presenza sul mercato di potenze multinazionali fortemente concorrenziali quali Olivetti - mercato giapponese ecc.
Conseguente contrazione delle vendite del 50%, quindi magazzini pie ni con scorte da sei i nove mesi non più economicamente valide rispetto a quelle usuali dei tre mesi di produzione.
Questa tattica padronale era intesa a creare differenti repubbliche dal le quali emergevano problemi esclusivamente personali e corporativi che uscivano da ogni contesto generale rispetto ai problemi del gruppo stesso.
A conferma di ciò assistiamo a movimentati spostamenti di dirigenti aziendali nell'ambito del gruppo co me, ad esempio, il capo del personale che ha abbracciato tutti i vari set tori.
Le conseguenze di quella distorta politica hanno portato ad una situazione anomale dalla quale è possibile uscire solo attraverso un senso di responsabilità di tutti i lavoratori del gruppo.
Determinate scelte operate nel settore industria (più avanti esposte in tutti i suoi dettagli) rischiano di ripercuotersi in tutto il gruppo, compreso quei settori che,apparentemente fino a oggi,sembrerebbero non contagiati da questa crisi.
Nessun nuovo prodotto valido pronto, causa i ritardi della ricerca, quin di con problemi ancora di definizio ne di prodotto i cui tempi tecnici non sono misurabili se non nella necessità di fare il più presto possi bile.
Dopodichè vi sono i problemi tecnici di industrializzazione i cui tem pi tecnici non sono inferiori ai 10, 12 mesi.
PROSPETTIVE
Resistere con l'attuale prodotto LS 120 e 121 cercando di aumentarne la vendita.
nprupprare lavorazioni esterne (trasformatori, rullo stampante e attrezzi).
Accelerare la realizzazione del nuovo prodotto.
E'UNA CRISI REALE SIA RISPETTO ALLA CRISI GENERALE CHE:
RISPETTO AL PRODOTTO (macchina da calcolo per ufficio).
RISPETTO AL MERCATO in cui l'azienda ha esclusivamente voluto operare.
RISPETTO ALLA SUA ESPANSIONE COMMERCIALE "NAZIONALE; essenzial mente tesa alla commercializzazione di prodotti concorrenti al proprio.
RISPETTO ALLA ESIGENZA DI ESSERE AZIENDA OMOGENEA.
Essendo media azienda essa è relativamente competitiva sotto tutti gli aspetti aziendali rispetto alle multinazionali tipo Olivetti, prodotti giapponesi ecc. che operano sul mercato Nazionale ed Internazionale. Esse godono di appoggi e previlegi politici oltre che di potenziale economico proprio che nel mercato sono "causa ed effetto" della crisi stessa.
Il fatto che quale media azienda si si., "sviluppata" puntando ad una edificazione della propria struttura produttiva e commerciale tesa:
Per il 30% circa della propria produzione prima, volutamehte contenuta rispetto alle possibilità del mercato nazionale oggi, vuoi per la crisi, vuoi per il contenimento volu to e per la conseguente inadeguata struttura commerciale, vuoi per il modificarsi delle situazioni politi che e commerciali di alcuni Paesi, si sono venute a gonfiare le scorte di magazzeno del 50 + 60 %.
Strutture commerciali così poco lungimiranti non possono e non riescono oggi a far fronte alle esigenze di vendita in quanto si trovano a dover competere con la più agguerrita e meglio preparata, oltre che protetta, concorrenza di levatura internazionale e nazionale (vedi Olivetti, prodotti giapponesi ecc.)
Per il 70% circa della sua capacità produttiva per un particolare mercato estero di relativo sviluppo economico, quale Marocco francese e spagnolo, Turchia, Spagna, Portogallo, Argentina, Brasile e vari Paesi latini del Sud America, compresa Cuba (prima di Fidel Castro) sino ad ieri.
Il modificarsi, in relativo tempo breve , della situazione politica ed economica di buona parte di questi Paesi ha determinato un oggettivo e prevedibile restringimento della commerciabilità dei propri prodot ti. Questo è soprattutto dovuto al fatto della "non volontà" di prendere atto di un mondo in rapida evoluzione politica ed ec(3nomica.
L'acutizzarsi della tipica crisi politico-economica del nostro Paese di .cui i "Sigg. Lagomarsino", quali imprenditori del sistema contribuire no alla crescita di un modello di sviluppo distorto con produrre beni di consumo durevoli essenzialmente per l'esportazione in mercati coloniali o semi coloniali, contemporanea mente gonfiando a dismisura l'attività terziaria commerciale con l'importazione e la commercializzazione di pro dotti esteri, subisce di fatto, col proprio e voluto relativo sviluppo tecnologico,la incapacità di essere competititiva sul mercato, fatto d'altronde comune alle nostre poco lungimiranti industrie di trasformazione.
PERCHE' NON CI PARLI DEL 30'/. DEGLI IMPIANTI INUTILIZZATI giffA COLPA DELL' A`9EN-(EISMO ! BRUTTO SEGNO!... NON RIcJPEffANO PIÙ LE NOSTRE MENZOGNE!!Il quale ha avuto in questi ultimi dieci anni una reale e convulsa evoluzione che esigeva decisi e consistenti investimenti nella ricerca.
La Lagomarsino S .p.A., pur riconoscendogli limiti di capacitài in quan to media azienda ad autofinanziarsi, si è limitata ad investire:
Per recepire i risultati altrui e susseguentemente decidere la scelta dei"nuovi prodotti" a cose fatte, godendo del privilegio che il "suo mercato estero" permetteva loro di fare arrivare i "nuovi prodotti" essenzialmente per inerzia.
Per l'assistenza di prodotti elettronici di non sua produzione.
Per ricercare ed aggiornare la sua struttura commerciale nazionale per la vendita essenzialmente di prodotti ad essa concorrenziali.
Di fatto quindi il prodotto Lagomarsino, per quanto concerne quello elet tronico, è risultato consigliarne. zione o per lo meno ridurlo alla sola "utilitaria" LS 12/120 e 121 poco competitiva rispetto alle macchine poco più o poco meno sofisticate del la grossa concorrenza.
La ricerca elettronica va avanti in modo stanco solo perchè coloro che contano non hanno ancora saputo accordarsi sul futuro di queste ricer che.
Con eccessivo ritardo e relativa volontà è stata accolta l'esigenza di affrontare il problema del nuovo prodotto per ufficio che corrispondes se contemporaneamente alle capacità produttive e occupazionali della
fabbrica, alla necessità del mercato, alla consistente concorrenza senza menomarne la redditività.
Il ritardo e la relativa volontà di affrontare il nuovo prodotto ha determinato l'attuale risultato di esse re proprio nel pieno della crisi sen za una alternativa produttiva pronta capace di rispondere alla necessità di urgenti investimenti per la conversione produttiva.
Il nuovo prodotto in realtà è solo , una ipotesi ancora in fase di progettazione, anche se risulta essere avanzato, tant'è che le ipotesi di industrializzazione non possono ancora essere affrontate in un piano organico.
Non solo la S.p.A. Lagomarsino si è dimostrata non pronta e adeguata a difendere la propria produzione ma persiste esigenze di soprattutto
a non rispondere alla professionalità tecnica, nella massima Direzione, col suo"prodotto familiare" dimostratosi insufficiente anche alle elementari esigenze di difesa dei propri interessi che dovevano corrispondere al minor spreco e alla minore confusione.
. DOVEIE PERCIÒ AmmEnERE CHE SE NON CI FOSSIMO NOI .
Se ieri, per condizioni particolari di importazione e "ragioni" di imme diato profitto, si è gonfiato a dismisura la struttura commerciale es senzialmente in funzione dei prodot ti stranieri, oggi, venute meno le condizioni particolari d'importazio ne, invece che adattare la propria struttura commerciale alla maggiore vendita dei propri prodotti, essi "responsabili e lungimiranti" marciano spediti nella "geniale" trasformazione delle Filiali di vendita in agenzie col risultato di non essere più in grado di pilotare con rigorosità le stesse vendite nel mercato nazionale.
Non solo;* ma oggi si scopre quanto sia relativa la presenza strutturale e quanto grossi siano i vuoti di presenza sul mercato.
La volontà di non rimuovere per tempo le ragioni che hanno fatto operare la Lagomarsino S.p.A. in quel suo mercato estero in cui forti e decisi vi erano gli appoggi conservatori al limite della ottusità integralista, ha fatto si che essa non sapesse togliere la "scomunica" preconcetta ad altri mercati come l'Est europeo ed al terzo e quarto mondo che acquisiva nuova indipendenza.
I pochi tentativi fatti in questa direzione sono stati osteggiati, comunque non incoraggiati, da coloro che nella S.p.A. "contano"e che hanno fatto del confessionalismo una bandiera, venendo meno ai propri do-veri e dimenticando coscientemente le esigenze dei lavoratori.
La decisione della Direzione di tre anni fa, già in se tardiva, di unificare in un tutt'uno il settore produttivo e commerciale col mettere in evidenza i relativi, maggiori e più facili utili commerciali, in con trapposizione a quelli meno facili e meno consistenti della fabbrica (che oltretutto richiedevano il reimpiego di almeno una parte di essi per la ricerca), di fatto non ha conseguito nemmeno l'unificazione amministrativa del gruppo. Infatti, non solo non si è saputo unificare i problemi aziendali e commerciali relativi alla produzione-mercatoi ma addirittura si stanno inserendo nell'organigramma direzionale buona parte della parente la Lagomarsino riversando rivalità, errori, essenzialmente sulla fabbrica.
Nonostante gli esempi non positivi della Direzione familiare, oggi si corre ai ripari col "genero" Dr. Carrari, esperto Aziendale, nominando lo Amministratore Unico. Costui da esperto finanziario d'azienda, pretende ritenersi valido ed efficien te anche come Direttore Generale di una azienda in crisi per la sua natura confessionale e perchè parte di un sistema in crisi.
ESSA HA URGENTE BISOGNO SI DI ESPERIENZA FINANZIARIA, MA ANCHE DI COMPETENZA MANAGERIALE CAPACE DI RISPONDERE AL QUESITO AZIENDA-PRODOTTO, PRODOTTO- MERCATO.
La direzione e gli operai devono cooperare... ‹ Noi diamo gli ordini e voi dovete ubbidire .!Se questi sono i termini "oggettivi" della crisi Lagomargino che fan no emergere la difficoltà del supe ramento degli effetti e delle cause di questa crisi, è altrettanto vero che il Movimento Operaio unitamente al Sindacato unitario, alle istituzioni democratiche, Regione, Provincia - Comune e alle forze politiche possono contribuire al supe ramento del vero pericolo rappresen tato da chi minaccia il Paese, come i Lagomarsino che pare intendano volere utilizzare la crisi polico-eco nomica del nostroPaese per far assor bire anche quella della incapacità imprenditoriale, e non solo, ma strumentalizzarla ai fini speculati vi oltrechè reazionari-integralisti. E' dal 1972 che richiamiamo l'atten zione sulla realtà e profondità del la crisi generale e particolare che investe il nostro Paese e denuncia mo che i Signori Lagomarsino si so no configurati imprenditori attenti al privilegio della trentennale direzione politica del Paese di abdi cazione degli interessi nazionali per quelli privatistici del grande capitale. Tanto è vero che essi impostarono la propria attività per far crescere un modello di sviluppo economico distorto.
Approfittanto della possibilità di esportare i valori prodotti senza controllo sul rientro della corrispettiva valuta monetaria.
Aggravando lo squilibrio della bilancia dei pagamenti importando prodotti e manufatti dall'estero per rivenderli in Italia, in misura map giore non solo dell'esportazione, ma del prodotto di sua fabbricazione.
I Signori Lagomarsino e C. da buoni imprenditori del sistema reagirono alle prime avvisaglie della crisi 1972, imboccando la strada della spe culazione edilizia e del disimpegno e con severa "amarezza" si vedevano costretti a buttare sul lastrico oltre 400 operai, disponibili anche a sascrificare il patrimonio produttivo della fabbrica e l'area sull'altare di una macroscopica speculazione edilizighostituendo alla fabbrica enormi palazzi signorili. Alla fine di tale sacrificio si sarebbero ritirati a far penitenza nel,- sola attività commericiale, importando e vendendo solo prodotti stranieri.
I Signori Lagomarsino furono vittima del loro integralismo feudale che non aveva permesso loro di capire che vi erano state grandi lotte sin dacali e politiche, ispirate agli interessi dei lavoratori e della democrazia nel nostro Paese, le quali hanno modificato il rapporto sociale e politico.
In queste lotte anche le maestranze della Lagomarsino erano state protagoniste. Organizzate nel loro sindacato, nei partiti operai, unitamen-t-e alle forze democratiche e antifa- _ sci.;ste reagirono allo strapotere, bloccando ogni possibile speculazione edilizia, imponendo la ripresa dell'attività produttiva e la piena occupazione, indicando oltre che i limiti negativi del processo produt-
tivo, la necessità di affrontare con più urgenza e sollecitudine il nuovo prodotto valido a garantire la continuità produttiva e occupazionale della fabbrica.
Nei tre anni che seguirono le lotte per il riconoscimento del gli accordi aziendali Furono impron tati a incalzare la Direzione ad operare investimenti adeguati alla ricerca e alla alternativa produttiva e commerciale. I Signori Lagomarsino a queste sollecitazioni e a questi nuovi problemi hanno risposto in modo fumoso e contraditto rio portando avanti il vecchio pate racchio familiare aggravato da una
incompetente Direzione Generale cheg non solo non ha unificato l'azien da in un tutt'uno valido (FabbricaCommercio), ma ha operato per mortifi care il valore industriale e produttivo per un falso, distorto e negativo potenziamento dell'attività commerciale, non adeguata oggi a ven dere in tutto il mondo, e poco rispetto alle possibilità addirittura nel nostro Paese.
Se è veron e noi ci crediamo, che l'azienda ha solo finanziamenti a breve termine e che con la grave crisi in corso e le scarse vendite le soluzioni non sono facili, è anche vero che la realtà aziendale è composta dal valore del prodotto attuale e del nuovo prodotto. Come intende essa difenderli per avvalerse ne positivamente? Depauperando il valore delle capacità produttive? Limitandosi ad una attesa messianica del nuovo prodotto e senza adeguare l'at tività produttiva e commerciale?
IL NON RISPONDERE CON CHIAREZZA LASCIA SUPPORRE CHE PARTENDO DALLE REA LI DIFFICOLTÀ' AZIENDALI SE NE VOGLIA FARE PRETESTO PER ADDOSSARE GLI ONERI SUI LAVORATORI E SUL PAESE (cassa integrazione - ricerca di un prestito pubblico - ingiustificate impor-
GLI INVESTIMENE SONO CONGELATI E LA PRODUZIO NE E' CROLLATA.tazioni) PER FAR RESISTERE L'AZIENDA CONSERVANDONE IL VALORE PATRIMONIALE SINO ALLA DEFINITIVA PROGETTAZIONE
DEL NUOVO PRODOTTO E QUINDI FARE DEL PROGETTO STESSO UNA SPECULAZIONE
VANTAGGIOSA, CON QUALCHE MULTINAZIONALE TIPO PHILIPS, DIABLO ECC.
Un nuovo modello di sviluppo presuppone la massima utilizzazione delle proprie risorse per i bisogni del Paese, prima zione.
ancora che per l'esporta
Piaccia o no, i Signori Lagomarsino devono capire che il Movimento dei Lavoratori è impegnato in una duris sima lotta democratica per la cresci ta della democrazia stessa in Italia e per modificare il modello di sviluppo economico e produttivo.
E' noto che il progetto del nuovo prodotto ha un grosso valore intrinseco per la geniale funzionalità , la duratura utilità, la indiscussa competitività e la consistente remunerabilità per i quali i colossi della concorrenza non disdegnerebbero un suo blocco, un controllato utilizzo o l'acquisizione per il fatto che questo nuovo prodotto sconvolgerebbe i loro piani produttivi, la loro posizione di monopolio e di cartello dei prezzi.
Quindi, mentre gli oneri, gli sforzi generali (Cassa integrazione-finanzia mento pubblico) sono tesi ad attende re la soluzione del nuovo prodotto, di fatto, "lor signori" operano per l'utilizzo'. dello stesso col fine di una liquidazione o concessione del gruppo Lagomarsino.
Se è per tali intendimenti che i Signori Lagomarsino hanno arrischiato di affidare i loro interessi all'esper to Dr. Carrari, commettono l'errore di non aver capito che il Movimento Operaio non può permettere più nessun trucco e, piaccia o no, bisogna tenere conto di questa nuova realtà.
Tale proposta vale anche per la Lagomarsino, la quale deve andare ad una riconversione per diventare complesso produttivo e commerciale in funzione delle esigenze nazionali, con corretti rapporti commerciali di interscambio verso tutti i Paesi e mercati, abbandonando quelle operazioni commerciali passive e parassitarie nei confronti dell'eco nomia del Paese.
Per raggiungere tale obiettivo si rendono indispensabili duri sforzi comuni, quindi non solo dei lavora tori, ma anche da parte dell'intera società.
LAMA - Non scoglieremo la via della rassegnazione.Contrariamente a ciò i Signori Lagomarsino si sono estraniati, come se non facessero parte di questa società.
Quindi si rende necessario un grosso e doveroso impegno, in quanto es si non possono e non devono scordare quanto hanno accumulato durante il boom economico, e che si vuole salvaguardare e consolidare l'azienda Lagomarsino.
In questo modo si avrebbe una gamma di macchine capaci di rispondere alle esigenze del mercato dei calcolato ri da tavolo.
Per eliminare subito i vari superstipendi "familiari e no" che al di là dei meriti invadono la scala gerarchica della Società.
Per ridurre al minimo le spese di rappresentanza, elim.nado i doppi costi, centralizzando il più possibile l'organizzazione dell'azienda, oggi sparsa in tutta la città.
Per allargare, se è il caso, la base sociale della Società (con capitali italiani) per un consolidamento finanziario.
Quindi in primo luogo a dimostrare con fermezza la volontà di salvaguardare con ogni mezzo e sforzo le capacità produttive attuali, migliorandole, se possibile; in funzione del nuovo prodotto.
Perchè,se è vero,che nel nuovo prodotto vi sono prospettive di ripresa duratura, è ovvio che per tale obiettivo, non solo non si può pen sare di operare con i vecchi sistemi e metodi, ma già da ora è necessario operare con fermezza:
Per un nuovo ma consistente sforzo teso a recuperare il vuoto di presen za del nostro prodotto nel mercato italiano, pilotando e non delegando le venete ; assistendo in proprio e ion delegando ad altri la manutenzione; seguendo e ricercando i difet ti di progettazione e montaggio per rimuoverli e non facendo finta che non esistono; mantenendo un rapporto con il cliente e non rompendo ogni legame.
Per la massima difesa dell'attuale produzione LS 120/121 accrescendone la competitività e allar gando la gamma dei prodotti con la 141 che è pronta e che può sosti tuire la 314 e con qualche accorgimento può sostituire anche le attuali LS 16 che sono in fase di estinzione.
- Per il conseguimento di nuovi rapporti commerciali con i Paesi sino ad ora trascurati e no , e non solo in rapporto alla componentistica e ai prodotti similari che importiamo, ma in prospettiva del nuovo prodotto.
Se tale è la nuova volontà imprenditoriale, rimangono credibili la crea-zione epaccettazione di strumenti di cnntrollo rivendicati dal C.d.F.
E5150GNA CNE 5IA CHIARO, NOI IMPRENDITORI NON P055IAMO•AUMENtARE 5AIAR I NEMMENO UNA LIRA I. PRIMA DEI 'ALARI (I ,,ONO I DISOCCUPATI
AUMENtW40 DI5OCCUPAII
per verificare il progredire di tale modo nuovo di operare e il processo stesso, sia del completamento della progettazione, che nell'approntamento della fase ristrutturale vera e propria della azienda per il nuovo processo produttivo.
Ma oggettivo e conseguente laquantificazione degli investimenti necessa ri alli° sviluppo, alla ripresa e alla riconversione produttiva.
Quindi precisarne lo sviluppo occupazionale necessario alle varie fasi sino a quelle ottimali.
Altrettanto oggettivo è il riconoscere la ragiondlessere di un controllocontributo delle istituzioni democra tiche non solo a garanzia del buon fine di eventuali contributi pubbli ci, ma per la stessa piena ripresa produttiva.
zazione di una stampante di nostra produzione. Comunque l'effettiva decisione sulla rinuncia o meno di questo progetto avverrà nel mese di apri le.
che intende, col nuovo prodotto, arrivare nelle prossime settimane ad un collaudo probabilmente definitivo e che questo è riduttivo rispetto agli obiettivi iniziali.
che intende, sulla base di questo programma, operare spostamen ti di tecnici indirizzandoli sul la fatturatrice e sul nuovo prodotto.
Nelle successive riunioni la DIGE ha confermato quanto segue:
La più logica considerazione che emerge, dopo la decisione di proseguire con la sola LS 12, è la riduzione o la perdita del 50% dell'attuale mercato. Solo una azienda che non intende proseguire nella sua attività produttiva e commerciale può permettersi di rinunciare con tanta facilità ad una grossa fetta di mer. cato pur avendo in calendario nuovi prodotti da inserire sul mercato stes
a) che intende andare all'esaurimen to delle attuali calcolatrici LS 314, LS 16/2 e LS 16/2TC per proseguire con la sola LS 12 nelle versioni 120 e 121.
Inoltre non intende ripristinare la gamma della LS141 pur avendo pronto oltre il 50% delle attrez zature.
Come giustificazione l'azienda ha fatto rilevare i costi troppo elevati.
Questa rinuncia alla predisposizione all'ampliamento del mercato,e non solo, fa enormemente riflettere sulle volontà di realizzare e vendere in proprio il nuovo prodotto stesso;
Questo conferma l'analisi precedentemente descritta nel documento.
Il fatto che l'azienda non abbia in programma oggi l'obiettivo iniziale significa che intende predisporre la base del nuovo prodotto perchè sia realizzato da altri.
b)
Tutto cilè sufficientemente prevedibile dall'andamento aziendale e so- che intende realizzare il proto tipo della fatturatrice intorno prattutto dai viaggi fatti da alcuni al mese di aprile. Per questo dirigenti alla Diablo americana e ai prototipo non è prevista l'utiliz contatti con la Philips.
L'anormale situazione che si è creata nella nostra fabbrica ha reso eviden te la necessità di iniziare una serie di incontri fra i vari tecnici di ogni settore.
Questi incontri sono alquanto utili e significativi in quanto, attraverso questo contributo, si rende possibile una reale verifica al fine di obbliga re l'azienda verso serie e valide scel te impedendo, di conseguenza, tutte quelle errate scelte tese a snobbare ogni realtà mirando esclusivamente oscu ri fini.
Questo naturalmente nell'interesse sia di tutti i tecnici che di tutti i lavoratori che direttamente ne conseguo no.
Chiaramente queste riunioni devono es sere continuative, pertanto riteniamo doveroso rivolgere un invito a tutti i tecnici affinchè perduri la massima responsabilità contributiva.
A questo punto riteniamo opportuno pubblicare il testo integrale elaborato dagli stessi dopo l'ultimo incon tro.
Non pensiamo si dica niente di nuovo quando si afferma che la situazione della Lagomarsino è pesante.
A verifica di questa affermazione è la decisione da parte della Direzione Aziendale di attuare un lungo periodo di messa in cassa integrazione, dando come contropartita una garanzia di oc cupazione fino a settembre ed una generica dichiarazione di volontà di su perare la situazione attuale mettendo in campo nuovi prodotti.
Sorge quindi la necessità da parte del Consiglio di Fabbrica di verificare lo stato di avanzamento dei nuovi pro getti allo studio.
A questo scopo, è stata effettuata una riunione con i Tecnici dei vari uffici, in cui si è fatto il punto sul la situazione e si è pervenuti alle
conclusioni che più avanti esporremo.
E' emerso innanzitutto la volontà re ciproca di dare un seguito a questa collaborazione con incontri regolari che avranno lo scopo di verificare la situazione di questi uffici e quindi di portare a conoscenza di tutta la fabbrica le conclusioni e le valutazioni emerse, pubblicando articoli sul "Calcolatore".
Questa verifica è determinante per la continuità della fabbrica e quin di per la salvaguardia dell'occupazione, partendo dalla semplice constatazione che se gli uffici proget ti non lavorano vuol dire che, a breve scadenza, potrà non lavorare più nemmeno la fabbrica.
La prima decisione operativa che si è presa in questa riunione è llag, giunta di un tecnico nella commissio ne prevista, dall'accordo tra il C.d.F.; e la Direzione stipulato nel Dicembre scorso, che dovrà controllare lo stato di avanzamento del nuovo prodotto.
Una valutazione emersa, a proposito del nuovo prodotto è che, nell'ipote si -.tutta a verificare - che fosse già pronto il prototipo funzionante, passa un periodo di tempo almeno (18-24 mesi) perchè se ne possa avviare la produzione. A questo, biso gna aggiungere il tempo che intercorre tra l'inizio della produzione e l'immissione nel mercato, fino al raggiungimento di un volume di produzione sufficiente, tempo non certa mente breve.
La domanda che sorge spontanea a questo punto, è che cosa la fabbrica potrà produrre durante tutto questo periodo.
Questo interrogativo, è ancora più pressante se si pensa che ormai la fabbrica produce un solo tipo di macchinaaddizionatrice e che i tecni ci impegnati nei nuovi progetti in questo settore si sono visti annullare un progetto ormai pronto per 11. produzione LS 41 4/141 e bloccare
altri due studi quasi terminati. La mancanza di prospettive per questi tecnici è resa più evidente, se quanto scritto sopra non bastasse, dalle di missioni di uno dei dirigenti di que sto ufficio.
Accanto a questi che possono essere considerati prodotti tradizionali per una azienda di meccanica leggera quale è la Lagomarsino viene sviluppato un progetto di fatturatrice che, in linea di principio 'DA essere assimi lata da un elaboratore elettronico, molto piccolo in grado di compiere automaticamente, delle operazioni di fatturazione.
La fatturatrice, è di per se un pro Z dotto valido, in quantoA alto contenuto tecnoclogico, con buone possibi lità di vendita e che garantisce, alla Lagomarsinol ampi margini di guada gno.
La produzione però comporteleUhe pre valentemente un lavoro di assiemaggio e di collaudo di parti elettroniche su quantità che sono notevolmente al di sotto di quelle delle addizionatri ci, il che vuol dire un numero di lavoratori impiegato abbastanza limitato e con diverse qualificazioni:. Anche in questo caso, i tempi di attuazione sono lunghi -sicuramente superiori ad un anno- e dipendono in maniera determinante dalla volontà della Direzione.
A questo proposito è significativo che un tecnico di questo ufficio è stato licenziato a pochi giorni dal termine della prova, pur essendo un elemento di riconosciuta validità. La sintesi sopra esposta, pone pressantemente tutta una serie di richie ste cui noi non possiamo rispondere. E' necessario chiarire che la Direzio ne Aziendale abbia la volontà di por tare avanti decisamente dei programmi che diano garanzie di continuità pro contini _ duttiva; per noi verificare in questi uffici, vengono licenziate le per i sone, si blocaano i lavori e non si danno mezzi sufficienti a un senso to tal," e n te opposto.