Contratto e riforme
L'impiego unitario assunto dalle organizzazioni dei lavoratori meà talmeccanici e delle categorie ad a essi collegate nel proporre il binomio a Contratto-Riforme » al ta)- volo delle trattative in questo rinnovo contrattuale è di per se stesi' so motivo per dimostrare quanto i. coscienti esse siano che, data l'attuale situazione politica, vincere la vertenza sulle Riforme sia inscindibile necessità per consolidare le 3- conquiste contrattuali, proprio per;r chè misurarsi su temi tangibili come: occupazione, garanzia del sa3. tarlo. politica dei prezzi, significa stabilire un concreto rapporto di dinamica continuità tra le realtà in fabbrica ed al di fuori di essa.
Minimizzare o rinunciare questi obiettivi significa quindi svuotnre di contenuto politico le nostre aspirazioni. e non soltanto quelle per le quali oasi siamo in lotta, lasciando. di fatto. ampi spazi di manovra ad una controparte che. in termini politici e di azione, si rivela pericolosamente allineata, propensn non solo a contrastare l'avanzata dei lavoratori, ma a recunerare amniamente quanto precedentemente ceduto.
In questo senso dobbiamo quindi concretizzare l'impegno per caratterizzare auesto rinnovo contrattuale non soltanto come momento espressamente cateaoriale ma come democratica, autonoma indicazione volta a conseauire il rafforzamento delle istituzioni democra-
tiche e, nel contempo, fondare il rilancio economico su precisi obiettivi sociali, perchè soltanto su queste scelte si creano reali garanzie di propulsione e stabilità per la libertà e l'economia del paese.
Riforme, quindi, non intese come gratuita demagogia, ma come proposta alternativa al complesso quadro politico-economico attuale, come impegno al conseguimento di una struttura sociale più rispondente alle esigenze delle classi
SOMMARIO :
- Contratto e
riforme
Gli impiegati e il Contratto
- Elezioni del CRAL
Leggono
gli
lavoratrici, come garanzia di più equa distribuzione dei redditi, come annullamento della discriminante al diritto di tutti i cittadini alla salute ed alla scuola, come momento irreversibile di rafforzamento della stabilità democratica dell'ordinamento politico, come momento, in ultima analisi, di rivalutazione dell'uomo nella contestazione delle isttiuzioni espressione della produttività fine a se stessa.
GIORNALE
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impiegati ? - Dal Vangelo . . .
GLI IMPIEGATI E... IL CONTRATTO
Un tempo, tra le tante figure impopolari vittime del completo disinteresse della gente, c'erano gli impiegati: snobbati da chi guadagnava più di loro, accusati di crumiraggio dagli operai, stavano tra l'incudine ed il martello della società.
Paolo Villaggio, con i suoi personaggi radiotelevisivi, parla degli impiegati come di omini striscianti davanti al capufficio, frustrati, vittime di ogni sorta di disavventure. Fino a qualche tempo fa questo ritratto dell'impiegato, per quanto paradossale, poteva anche andare: negli anni 50 e 60 la partecipazione impiegatizia alle lotte operaie era stata tutt'altro che massiccia, anzi.
Poi c'è stato l'autunno del 1969, quello caldo, e gli impiegati hanno cominciato a capire molte cose: ad esempio che le catene di montaggio esistono anche per loro, sotto forma di scrivanie, tavoli, macchine per scrivere, calcolatrici. E poi, monotonia del lavoro, parcellizzazione delle mansioni, completa estraneità tra l'impiegato ed i compiti che svolge: verità di tutti i giorni, molto simili a quelle operaie.
Si comnrese allora che ci si doveva « collegare » alle lotte operaie; poi gradualmente alla parola colleaamento si sostituì quella di unità » di lotta e di classe.
Oggi. in una situazione tanto diversa da auella del '69. gli imnierati si trovano di fronte a massicce ristrutturazioni e licenziamenti, mentre il padronato sta tentando di flre assumere ad essi un ruolo antionerain. giocando fino in fondo la carta della divisione.
E' auindi necessario rendere consanevoil ali imnienati che. al di là deall stessi obiettivi contrattuali immediati esistono prohlemi di carattere più generale che avranno delle rinercussioni all'interno delle aziende.
Le dire7inni a7ienriali si muovono con la %intoni-à dichiar-ta di ridurre oli nroanici ed aumentare la nroduttività dol lavoro imnieaatizio. nuestn sinnifica Im cambiamento nrofondo delle cnndiiinni di lavoro dagli imnienati• si tratta di vedere se niteRtn cambiamento avverrà se~fin scelte unilaterali dalle aziende oppure se gli impiegati riusci-
ranno ad imporre un loro controllo su queste modifiche ed impedire che esse si traducano in un peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita di migliaia di lavoratori.
E' ovvio che queste considerazioni valgono anche per la nostra azienda, dove molti, troppi, colleghi impiegati sembrano non aver ancora compreso la necessità dell'affermazione di un rapporto unitario tra impiegati ed operai, accompagnato da una crescita della nostra capacità d'azione, per poter contrastare con successo, anche dopo il contratto, l'iniziativa padronale.
Ed è proprio per questi motivi che i delegati del Consiglio di Fabbrica stanno convocando assemblee comuni di impiegati ed operai, nelle quali chiarirci vicendevolmente le idee, individuare i coinuni problemi ed acquistare la consapevolezza che l'unità degli impiegati e degli operai significa un contratto positivo per tutti.
E' un invito all'unità che ci auguriamo venga compreso e raccolto da tutti i colleghi impiegati: un invito al quale oggi non è più permesso rispondere negativamente. Sia chiaro per tutti.
UN IMPIEGATO
DALLE LINEE DI MONTAGGIO
La direzione, considerato l'affollamento della prima ora ai gabinetti ed avendo impiegato tutti i sostitutori in sostituzione dei bisognosi, invita i lavoratori delle linee di montaggio a presentarsi al posto di lavoro muori di apposite attrezzature (pappagalli, orinari, secchielli, ecce.) per poter far fronte alle esigenze corporali.
Un incaricato addestrato a rendimento 160 passerà a ritirare i recipienti per vuotarli nelle limpi-
de acque del Lambro.
Chi non fosse già provvisto in casa della attrezzatura necessaria si può rifornire da ARTSANA. La Direzione rimborserà il 75 per cento della spesa totale.
Per i casi più urgenti la Direzione si fa carico di piazzare un albero per linea, mentre per i regolari turni ai gabinetti si consiglia di prenotarsi per tempo presso i capi rep,Irto.
— Queste non sono urgenti, Bianchi. Mettici pure tutta la notte se occorre.
CHIEDETE E VI SARA' ... TOLTO ( DAL VANGELO SECONDO ANDREOTTI )
(Dal Vangelo secondo Andreotti)
Ho letto sullo « illuminato » Corriere della Sera di metà ottobre che ben 132 deputati della DC vorrebbero proporre un aumento degli assegni familiari a cifre variabili in funzione dei carichi di famiglia.
Nonostante l'iniziativa non sia nè originale nè nuova (in quanto da diversi anni le Organizzazioni Sindacali ed i Partiti di Sinistra chiedano che i fondi per gli assegni familiari vengano utilizzati per aumentare gli stessi e non per finanziare manovre di sottogoverno e per concedere prestiti ai grandi monopoli), questa resta sempre un'iniziativa interessante, destinata a ricevere il consenso di tutte le forze democratiche in Parlamento.
Pertanto, affinchè la proposta non si trasformi in una delle solite sparate demagogiche, ma si concretizzi, è necessario accelerare il dibattito alle due Camere per dare effettiva applicazione a quanto si desidera fare.
Nessuno più dei lavoratori può essere soddisfatto che i fondi accantonati vengano realmente utilizzati nella giusta direzione e non per altri scopi. Tra l'altro le ouote attuali sono così misere che c'è da domandarsi se l'assegno familiare sia una elemosina, una presa in giro o un diritto dei lavoratori. Ci si spieghi allora come si può allevare un figlio, mandarlo a scuola, mantenerlo adeguatamente con lire 5.720 mensili.
Ben vengano quindi gli aumenti, i lavoratori non avranno nulla da eccepire.
'articolo del Corriere però affermando che si vorrebbero aumentare la Ricchezza Mobile e la Complementare dello 0,20%. Ed è qui che casca l'asino!
E' il solito gioco della DC e dei suoi Governi. con proposte che danno una carota a pochi e bastonate a tutti.
A fronte di una propoe+s di aumento per nna parte di lavoratori (e cioè alieni che percepiscono gli asseani familiari), per contro si propone di fare una trattenuta indistintamente a tutti i lavoratori, con il conseguente decurtamento del salario
Una simile manovra umilia ed of-
ffente la capacità di comprensione di ciascun lavoratore, prendendoli volgarmente per cretini.
Da tale modo di esporre i fatti emerge chiaramente che: si intende recuperare più di quanto si andrebbe a spendere con l'aumento degli assegni familiari; si annullerebbe l'esiguo beneficio ottenuto dai lavoratori con la lotta per l'elevazione della quota esent eda R.M. pagando in più sulle quote successive, il che in ultima analisi vuol dire un aumento su quanto già si pagava in materia di R.M. e
di Complementare.
Per concludere, si può rispondere a chi ha formulato le proposte sul Corriere della Sera che i lavoratori non sono usciti tutti dalle Università e non hanno dimestichezza con i Computers, però i conti li sanno fare anche loro, in particolare quelli sulla busta paga; inoltre certe manovre poco chiare le capiscono al volo e ci saranno anche loro a far sentire la propria voce, visto che sono la parte più direttamente interessata ed ulteriori decurtazioni sulla busta paga non ne vogliono più.
Capito? A buon intenditor...
LEGGONO GLI IMPIEGATI ?
Una constatazione purtroppo negativa è quella di sapere che nella categoria impiegatizia, categoria che molti degli appartenenti ritengono privilegiata, esiste l'assenza di opinione.
Sembra un paradosso ma a meno che facendo un'indagine individuale si ottenga qualche cosa, così come stanno le cose c'è ignoranza di informazione. Vero è che non si può sapere cosa legga, per Informarsi, nella propria casa l'impiegato, ma si può saperlo in fabbrica.
Prima di passare in fabbrica però diamo una risposta ai credenti televisivi: il loro Ente è un mezzo di informazione amministrato con criteri faziosi e di parte dalle forze politiche che detengono il potere nel nostro paese da ciò deriva che le informazioni « ob iettive » che esso ci fornisce quotidianamente non possono bastare per farci meditare sulla reale situazione nazionale. Riprendendo il discorso in fabbrica: qui esiste il qualunquismo e le frasi retoriche sono sempre valide.
« Io di politica non mi interesso è la frase più comoda ma non può sussistere in un periodo nel quale la strategia della 'tensione tende a spaventare e a spostare le masse del ceto medio su posizioni di conservazione; perciò si deve sfo-
gliare qualche giornale, dico qualche per escludere quelli sportivi.
Alcuni atteggiamenti sono lenti a scomparire perchè retti per anni dall'idea che l'impiegato e il « funzionario » si sentano dei privilegiati nei confronti dell'operaio quasi, vien da pensare, ricevano a fine anno un dividendo per il loro apporto fedele dato alla fabbrica. A loro modo si interessano alla fabbrica, giusto, però deve essere un interessamento a fine collettivo e non, come accade. a fine corporativo. Però è il « funzionario » che più fa specie. Quanti di noi hanno visto uno di questi zelanti dipendenti entrare in fabbrica con in mano un giornale che non sia di quelli « consentiti ». Possibile che su decine e decine di questi individui a nessuno di loro interessi sapere cosa scrivono gli altri giornali su ciò che non è solo politica. La conferma di quanto si è detto è data quando ai cancelli della fabbrica viene distribuito un volantino informativo: lo leggono, sì, perchè sono avidi di notizie che sanno riguardano tutti, però lo fanno con circospezione per confermare stupidamente il loro qualunquismo. A conclusione l'audurio, nell'interesse di tutti i lavoratori, è quello di poter affermare un domani che anche gli impiegati, negli uffici, leggono ciò che veramente vogliono leggere.
IL CRAL GESTITO DAI LAVORATORI
Le recenti elezioni per il Consiglio del Dopolavoro hanno registrato una grossa partecipazione dì lavoratori che fino a pochi mesi fa erano rimasti esclusi dalla vicenda aeiendale relativa alla gestione del tempo libero.
Con ciò non si vuole affermare che questo importante fatto democratico abbia modificato di punto in bianco la realtà: diciamo che come inizio abbiamo notato una presa di coscienza certamente positiva da parte dei lavoratori.
II Consiglio eletto si troverà ad operare in una realtà differente rispetto al passato non solo perchè è composto da consiglieri direttamente eletti ma anche perchè avrà dietro di sè la forza contrattuale necessaria per l'affermazione di una politica autonoma che esprima e rappresenti efficacemente gli interessi sociali e culturali dei lavoratori.
Finora il Dopolavoro aziendale in termini formali è associato alI'E.N.A.L. che ha un proprio statuto. una propria tessera ed un proprio assetto giuridico (ereditato dall'Opera Nazionale Dopolavoro dell'era fascista).
Ora Però dopo l'accordo aziendale che ha permesso le elezioni generali e la comnleta autonomia del nuovo Consiglio, l'ENAL ed il suo Statuto sono superati nel fatti: si tratterà di oerfezionare anche formalmente (con la disaffiliazionel ouesto suneramentn
Disdire I' affiliazione all' ENAL no nè un fatto meccanico e formale: è un attn di caratterizzazione che deve affermare senza mazzi termini la volontà del nuovo Consiglio di superare i vecchi schemi Per Qualificare le scelte culturali, sociali e ricreative del C.R.A.L. aziendale.
La logica conseguenza di questa scelta propone immediatamente il problema del collegamento all'esterno: avere superato l'ENAL non significa chiuderci nell' aziendalismo. La recente costituzione del Comitato Interassociativo dei Circoli Aziendali rappresenta un Punto to di riferimento molto interessante per Iniziare un discorso nuovo con gli organismi democratici del tempo libero. A meste scelte è chiamato il nuovo Consiglio e per
questo ci dichiariamo disponibili e partecipi. Non solo a parole.
Portiamo a conoscenza dei lavoratori che il nuovo Consiglio del Dopolavoro, per quanto riguarda la « Leyland-Innocenti », è così formato:
Bocchialini Fabio
Fumagalli Franco
Aliotta G. Franco
Tocchetto Giuseppe
Ottazzi Enzo
Sala Silvano
Mariot William Colonna Vincenzo
De Gradi Severino
Revisori dei Conti:
Orlali Renzo
Castoldi Roberto
Nella prima riunione tenutasi il 24/11 il Consiglio del Dopolavoro, unitamente ai Consiglieri eletti della Innocenti S. Eustachio, ha riconfermato alla Presidenza Fabio
Attenzione ai trucchi L'ENASè il patronato della CISNAL
Viene segnalata dei lavoratori il diffondersi in talune aziende di episodi che vanno denunciati e contrastati. Ad alcuni operai, vittime infortunio sul lavoro, è pervenuta una lettera dee li invita ad autorizzare un ente, VENAS, ad espletare le pratiche relative al riconoscimento ed all'indennizzo dell'infortunio stesso.
Nella lettera si tace accuratamente che l'ENAS, è il patronato della CISNAL e si cerca quindi di carpire la buona fede dei lavoratori che possono finire che farsi tutelare dal patronato collegato organicamente con il MSI, mentre ogni giorno combattono entro e fuori la fabbrica per la
Questa iniziativa fascista — aiutata, laddove non sollecitata, da certi ambienti padronali — non ha cere; lo scopo puro e 'semplice di svolgere pratiche presso lo INAIL, ma di inserirsi nel mondo dei lavoratori e nelle aziende, nel tentativo di esten-
dure la presenza della CISNAL Informare correttamente tutti i lavoratori di questo fatto, sollecitarli e respingere il subdolo tentativo del I 'ENAS-C ISNAL, è quindi uvea parte della piè vasta bettagra contro il tentativo di riattare la testa de parte dei fascisti nel Poes.
In caso di infortunio, in ogni caso di infortunio e di malattia professionale, I lavoratori debbono invece rivolgersi ai Patronati delle organizzazioni sindacali, INASCISL, INCA-CGIL, ITAL-UIL, per esser opportunamente assistiti nel controllo dell'indennità temporanea e nella valutazione medico-legale dei danni subiti.
L'assistenza di Patronato, assolutamente gratuita, è sempre necessaria poichè il lavoratore non è quasi mai in grado, di valutare con esattezza le modalità con cui l'INAIL paga l'indennità economica e, soprattutto, la rIduzione delle sue capacità lavorative.