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Sindacato nuovo E1

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IMPEGNO DI TUTTI

Anche alla Elettrocondutture si è dato inizio ad un'ampia consultazione e ad un lavoro di documentazione per impostare le future rivendicazioni aziendali con chiarezza.

Nei prossimi giorni tutti i lavoratori, in assemblee di reparto, verranno chiamati a dibattere i problemi che esistono nei loro reparti ed a decidere sulle richieste da presentare alla direzione per risolverli.

Già alcuni elementi o filoni su cui articolare la nostra piattaforma rivendicativa, che ci accingiatrio a presentare alla direzione, sorio emersi nelle ultime riunioni del consiglio di fabbrica, nel cui seno stanno operando delle Commissioni di lavoro, e nell'esame dell'ampia documentazione raccolta in questi giorni fra i lavoratori e che pubblichiamo in altra parte di questo giornaletto.

Una dimostrazione indicativa, sulla volontà crescente di andare avanti, ed anche come la Elettrocondutture, di mettersi al passo con il movimento rivendicativo dei metalmeccanici che si è sviluppato in questi mesi con il raggiungimento di importanti accordi, è stata l'ora di sciopero effettuata dal reparto attrezzeria.

E' chiaro ormai che anche alla Elettrocondutture è ora di affrontare seriamente il problema dei cottimi, dei livelli salariali, delle qualifiche e categorie e per il riconoscimento dei nuovi strumenti sindacali come i delegati ed il Consiglio di Fabbrica, questi strumenti si avviano ad essere (dopo le decisioni della 2' Conferenza Nazionale dei Metalmeccanici) gli unici strumenti sindacali a livello di fabbrica e cioè quelli che diri-

La 2' Conferenza dei

geranno tutta l'attività sindacale in azienda.

E' evidente però che se indispensabile è la elaborazione, la discussione e l'approvazione, da parte dei lavoratori, delle richieste da presentare e cioè, la consultazione democratica della base come ormai è costume fra i metalmeccanici, altrettanto indispensabile sarà l'impegno di tutti nel portare avanti la conseguente azione sindacale.

metalmeccanici

COSTRUIRE IL SINDACATO UNITARIO

Si è svolta a Roma nei giorni dal 6 al 9 marzo 1971 la 2' Conferenza Nazionale Unitaria dei metalmeccanici indetta dalla FIMFIOM-UILM con la partecipazione di 900 delegati di base.

Come già quella di Genova, ma in modo più organico questa conferenza racchiude in sè contenuti profondamente diversi rispetto ad altri incontri unitari, sia pure validi.

Basti citare il fatto che per la

prima volta ogni organizzazione rinunciava alla propria sovranità e qualora ci fossero stati nelle votazioni 3/4 dei delagati la decisione era vincolante per tutti, fatto questo innovativo su tutto il fronte sindacale.

Si è trattato di una assemblea nazionale che aveva a monte migliaia di assemblee di fabbrica e 75 assemblee provinciali, che hanno coinvolto più di mezzo milione di lavoratori.

SINDACATO NUOVO N. 3 Marzo 1971
Bollettino del Consiglio di Fabbrica dell' Elettrocondutture
ELABORARE LA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA li a e a Ia e li li e te e a e e aaznte fiz-
CONTINUA IN 2•

DALLA PRIMA

I metalmeccanici con questa 2' Conferenza non hanno voluto scegliere la strada della sommatoria degli apparati, ma hanno voluto che si costruisse il movimento del basso tant'è che nel non facile cammino le diversificazioni oggi vi sono, queste passano fra le Organizzazioni Sindacali e non fra rigide chiusure di singole Organizzazioni Sindacali.

Non è stata ne lo è quella dei metalmeccanici una scelta facile ne agev9le, ma è la strada sicura proprio perchè si fonda su una democrazia dal basso, sulle volontà delle nuove generazioni, sul patrimonio di lotta e di esperienze dei meno giovani, sulle nuove strutture di fabbrica i Consigli di Fabbrica, che sono l'asse portante di questa unità.

L'unità dei metalmeccanici non è una unità corporativa, al contrario vuole porsi come fase d'avviamento per tutto il movimento generale, perchè nostro obiettivo è quello dell'unità di tutti i lavoratori, in un sindacato unitario, capace di promuovere la risoluzione dei problemi della classe operaia per una società diversa dove l'uomo ritrovi il suo valore.

Ma quel che più conta sono le prospettive che questa 2° Conferenza ha tracciato già nella sua introduzione. La strategia di lotta dei metalmeccanici sta nella connessione tra le lotté di fabbrica su punti qualificanti come il superamento del cottimo, l'inquadramento unico, ambiente di lavoro, aumenti ecc. e lotte per le riforme; non vi può quindi essere a!ternativa fra l'una e l'altra azione, questo per togliere ogni illusione circa una presunta « pace sociale » in cambio delle riforme. Stessa connessione è stata individuata tra lo sviluppo delle lotte e la crescita dei nuovi organismi di democrazia di base, cioè delegati e consigli di fabbrica, che non possono che nascere dal vivo dello scontro di disse.

Un accento particolare è stato fatto sulla problematica internazionale. Si è ribadita la collocazione di classe del sindacato, che è essenzialmente una collocazione di pace, tale da farci schierare decisamente dalla parte degli sfruttati contro gli sfruttatori dalla parte di coloro che vogliono la pace contro coloro che vogliono e attuano le guerre.

E' quindi indispensabile come logica conseguenza un impegno deciso contro il fascìsmo, e il qualunquismo risorgente, che rappresentano un attacco alla classe operaia ed alle istituzioni democratiche.

Unitamente a scelte qualificanti di tale portata nella 2' conferenza attraverso una votazione finale vincolante per tutte e tre le Organizzazioni Sindacali sulla problematica dell'unità sindacale, si è stabilito quanto segue: apertura della fase costituente, per cui ogni organizzazione rinuncia alla propria sovranità per quanto riguarda l'elaborazione di piattaforme rivendicative, conduzioni di vertenze, proclamazione di scioperi generali di categoria e scelte di politica unitaria.

ORGANISMI SINDACALI UNITARI FUORI DALLA FABBRICA

Ribadito il concetto che il Consiglio di fabbrica rimane l'unico organismo unitario, si, pone il problema di un rinnovamento delle strutture esterne partendo dal Consiglio di zona unitario il quale deve aprirsi al collegamento con le altre categorie presenti in zona e creare un coordinamento con le strutture orizzontali (Camere del Lavoro e Unioni Sindacali). A tale fine le strutture di organizzazione a livello zonale, provinciale e nazionale, vanno rifondate con rappresentanze espresse direttamente dai Consigli di fabbrica secondo norme che verranno decise unitariamente. Tali organismi dovranno gestire la fase costituente.

UTILIZZO DIRIGENTI SINDACALI A PIENO TEMPO

Si è deciso l'utilizzazione in modo organico dei dirigenti sindacali a pieno tempo secondo esigenze funzionali e non di rappresentanza.

SEDI UNITARIE

Vanno parallelamente costituite ai vari livelli sedi sindacali unitarie.

TESSERAMENTO

Essendo questo uno dei momenti politici rilevanti per l'organizzazione considerato che tradizionalmente questo momento ha visto sempre divise le tre organizzazioni sindacali, si è deciso che il tesseramento 1972 sia unitario, con una tessera unica stampata a livello nazionale. Tale operazione avrà inizio nell'autunno 1971.

CONVOCAZIONE CONGRESSO COSTITUENTE

La 2' conferenza ha deciso di convocare entro il 1971 e comunque non oltre la primavera 1972 il congresso costituente il quale dovrà decidere lo scioglimento delle attuali organizzazioni. In tale modo il prossimo contratto di lavoro vedrà i metalmeccanici uniti in un solo sindacato.

Sul problema dell'autonomia e delle incompatibilità fra cariche politiche e cariche sindacali, la 2' conferenza a stragrande maggioranza, tale da rendere la votazione vincolante per tutti ha deciso che parallelamente alla formulazione di uno statuto unico, non siano da stabilire le incompatibilità tra i delegati di squadra o di gruppo omogeneo, ma di porre il problema dell'incompatibilità « tra le funzioni di responsabilità esecutive e di coordinamento dei consigli di fabbrica, con gli incarichi esecutivi di partito a livello nazionale, provinciale, comunale e di fabbrica, nonchè con i mandati pubblici e le candidature a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale ».

Per concludere possiamo dire che tali decisioni in sintonia, anche se in anticipo, rispetto alle decisioni delle Confederazioni, ripropongono il ruolo di avanguardia sempre assunto dai metalmeccanici, una avanguardia in funzione della crescita e dell'unità di tutta la classe lavoratrice.

Molti hanno definito giustamente, e i fatti lo hanno confermato, che la 2' conferenza nazionale, ha rappresentato un fatto storico, ora si tratta di rendere operanti e concrete a tutti i livelli le decisioni assunte in modo tale da permettere quando si farà il congresso costituente di avere alle spalle tutta una serie di iniziative concrete che potranno garantire la solidità, l'autonomia e la scelta politica di classe dei metalmeccanici italiani.

* • i

Sui risultati e le decisioni della 2' Conferenza dei metalmeccanici apriamo un dibattito fra tutti i lavoratori, invitandoli a scrivere le loro opinioni, pareri, proposte di lavoro, ma soprattutto a rendere operanti nel vivo della realtà di fabbrica le •decisioni assunte: SCRIVETECI!

ECONOMISTI - CONCOTTIMISTI : Rivedere le percentuali

Quanti sono gli economisti e concottimisti al I 'Elettrocondutture ? Pur non essendo in possesso dei dati precisi, possiamo affermare con tranquillità che sono una buona parte delle maestranze dell'Elettrocondutture e (considerato che nel 1970 le ore lavorate ad economia sono state il 29,1 del totale) che si aggirano attorno ad un terzo degli operai.

Si tratta di lavoratori dell'attrezzeria, della manutenzione, del montaggio quadri, dei preparatori delle trance e di reparto, dei magazzinieri, manovali, controlli, cioè operai sparsi un po' per tutto lo stabilimento.

A seconda del lavoro che svolgono hanno un diverso criterio di pagamento, sulla base dell'accordo raggiunto nel marzo del 1969, che per la prima volta regolamentava sindacalmente all'Elettrocondutture la materia.

Questa la situazione:

40q/o della media di cottimo (di reparto o stabilimento): manovali e controlli;

60% della media di cottimo dello stabilimento: montaggio quadri (reparto 5000);

70% della media di cottimo del reparto: preparatori trance e di reparto;

13,07% del minimo contrattuale (resa 100) reparto attrezzeria.

Per modificare questa si':uazione hanno recentemente scioperato i lavoratori dell'attrrzzeria, dopo che la direzione aveva risposto negativamente alla loro richiesta di compartecipazione al 100')/0 della media di cottimo dello stabilimento..

Noi riteniamo che tutta questa materia vada completamente rivista e definita con criteri nuovi per tutto lo stabilimento. Ad esempio, mettiamo in discussione fra tutti gli interessati, la soluzione concordata alla Ercole Marelli ove tutti i lavoratori non lavoranti a cottimo sono stati suddivisi per gruppi e compartecipano alla media di cottimo di stabilimento con percentuali che vanno da un minimo del 75°i° al 100%.

La parola ai concottimisti ed economisti.

Ho stabilito il bilancio con il quale possiamo vivere, ma dovresti lavorare due turni al giorno per arrivarci

Cottimi : una situazionlc

Il cottimo, il ritmo di lavoro, la ossessione che ne deriva per i lavoratori che sono sottoposti a questo vincolo, sono problemi che ormai hanno varcato le mura, i cancelli delle fabbriche per investire l'opinione pubblica più in generale.

Di questi problemi si parla sempre più, non solo nei dibattiti culturali o medico-scientifici, ma negli stessi films, nelle commedie, nei drammi ed in varie trasmissioni televisive.

Ciò deriva dalle grandi e dure lotte combattute, in particolare nell'ultimo anno, da migliaia e migliaia di operai e operaie per l'abolizione dei cottimi; dal vertiginoso aumento delle malattie, causate dagli elevati ritmi di lavoro, come la nevrosi e così via.

Questo dibattito sulle conseguenze, in primo luogo, per la salute dei lavoratori, derivante dal ritmo ossessivo imposto dal lavoro a cottimo, e sul cosa fare per cambiare la situazione deve essere sviluppato e approfondito fra tutti noi lavoratori e lavoratrici dell'Elettrocondutture.

TEMPI SEMPRE PIU' BREVI

Innanzi tutto la sempre maggiore divisione del lavoro in tante operazioni semplici ha ridotto il tempo di esecuzione delle singole lavorazioni ormai a solo qualche secondo.

Infatti all'Elettrocondutture si hanno lavori — ad esempio al reparto trance, a rendimento normale, cioè 100 — per i quali la direzione ha assegnato dei tempi di due secondi e mezzo al pezzo. Questo significa che l'operaio addetto — senza praticamente guadagnare cottimo — deve fare, in 8 ore, oltre 11.500 pezzi al giorno; se poi vuole guadagnare la media di cottimo dello stabilimento deve fare circa 15.000 pezzi in un giorno.

45.000 MOVIMENTI AL GIORNO

In altre parole, ammesso che per ogni pezzo l'operaio debba compiere tre movimenti, e cioè: 1) mettere il pezzo; 2) schiacciare i

pulsanti (leve); 3) togliere il pezzo; al termine della giornata la lavoratrice ha eseguito ben 45.000 movimenti.

Non occorre essere ne un medico, ne uno psichiatra, ne un neurologo, ne un ginecologo per capire quali conseguenze abbia sulla salute, sul sistema nervoso di una lavoratrice di un lavoratore un simile ossessionante ritmo di lavoro.

Se questo riportato può essere considerato il caso limite, anche per tutte le altre lavorazioni eseguite dalle operaie dell'Elettrocondutture si tratta sempre di migliaia di movimenti da compiere ogni giorno.

LA SITUAZIONE NEL 1970

ALL'ELETTROCONDUTTURE

I tempi di lavorazione così brevi, oltre ad essere in generale insufficienti (stretti) per eseguire le singole lavcrazioni, oltre a rendere ossessionante il lavoro, non permette nemmeno di realizzare un regolare guadagno di cottimo.

E' doveroso premettere che, secondo i teorici padronali del cottimo, considerando il « rendimento 100 come normale », i rendimenti medi che i lavoratori in genere possono realizzare sono il 133.

All'Elettrocondutture, nel 1970,

invece le cose sono andate così: primo trimestre (gennaio, febbraio, marzo) rendimento medio 104;

secondo trimestre (aprile, maggio, giugno) rendimento medio 116;

terzo trimestre (luglio, agosto, settembre) rendimento medio 114;

quarto trimestre (ottobre, novembre, dicembre) rendimento medio 117.

Con un rendimento medio annuo del 112.

IL

16,2%

DELLE ORE IN PERDITA

Se approfondiamo ulteriormente l'esame del problema ricaviamo altri dati interessanti e più precisamente:

il 29,1% delle ore totali lavorate nel 1970 sono ad economia; il restante 70,9% delle ore a cottimo, le quali hanno avuto queste caratteristiche:

il 47,7°/o delle ore lavorate a cottimo con bolle normali ed una resa media anno pari al 122;

il 7% delle ore con bolle di cottimo anormali con una resa media annua del 121;

dcla cambiare

-- il 16.2% delle ore con bolle di cottimo in perdita e una resa media annua dell'81. Cioè circa un quarto delle ore lavorate a cottimo sono andate in perdita e per le quali la direzione non ha nemmeno pagato il minimo di cottimo alle operaie.

Aggiungiamo infine che per sole 23.258 ore in tutto l'anno 1970 (cioè pari a circa 10 operai-anno) si è avuto un rendimento superiore al 135.

COSA RIVENDICARE

Da quanto siamo sino a qui venuti esponendo risulta chiaro che anche noi all'Elettrocondutture dobbiamo affrontare seriamente e con decisione il problema dei cottimi, dei ritmi di lavoro.

La soluzione più radicale, che può sembrare più semplice, è quella della abolizione immediata e totale del cottimo salvaguardando i guadagni dei lavoratori. Riteniamo che questo debba essere un obiettivo finale da discutere fra noi.

Contemporaneamente vogliamo esporre una serie di problemi da affrontare — secondo noi -- immediatamente con la prossima vertenza sindacale.

TEMPI DI LAVORO: si deve cperare per la ricomposizione di almeno un certo numero di operazioni (mansioni) in modo che i tempi di lavorazione superino un determinato tempo minimo, ad esempio un tempo di lavorazione nel quale deve intervenire il lavoratore non può essere inferiore ad x minuti e secondi (da definirsi);

SPOSTAMENTI: definire una nuova precisa regolamentazione per i lavoratori che sono soggetti continuamente a passare da una lavorazione all'altra (jolli, sostituti, ecc.) che può basarsi sui seguenti principi:

squadra addetta agli spostamenti (jolli, sostituti, ecc) ; non lavorano a cottimo, viene ad essi corrisposta la media di guadagno di cottimo del reparto;

per coloro che hanno spostamenti saltuari:

pagare la media di reparto per un certo numero di ore che deve essere di molto superiore alle ore attuali; se il lavoro che viene eseguito, ove il lavoratore viene spostato, è inferiore, ad esempio, alle 48 ore di effettivo lavoro, non viene messo a lavorare a cottimo, ma per tutte queste ore corrispondere la media di cottimo del reparto;

GUADAGNO DI PARTENZA: al fine di rendere meno incentivante il lavoro a cottimo, considerato che nel 1970 la media annua di rendimento è stata del 112, si ritiene di dover richiedere la garanzia dei guadagni previsti attualmente dal rendimento 110. In altre parole avere uno « zoccolo garantito di partenza » pari al rendimento 110.

GUADAGNO MASSIMO TERMINALE: per limitare lo sfruttamento si ritiene che si debba bloccare i guadagni oltre al livello (considerato dagli stessi padroni ottimo) dei rendimenti, cioè oltre al rendimento 133. In altri termini per i rendimenti oltre 133 si percepiscono guadagni sempre eguali a quelli previsti per i rendimenti

133.

CURVA DI COTTIMO: rivedere la curva di cottimo, trasformando la stessa in una fetta spezzata che parte dal livello di rendimento 110 (per tempi impiegati eguali a quelli assegnati) e termina al livello del rendimento 133.

TEMPI - COTTIMI IN PERDITA: il fatto che circa un quarto delle ore di cottimo sono in perdita significa che i tempi assegnati dalla direzione sono sbagliati, quindi vanno rivisti perchè non corrispondenti, oltretutto, alle stesse norme contrattuali. Revisione che deve avvenire d'ufficio da parte della direzione, senza dover fare tutta la procedura di reclama trattandosi non di casi individuali. Va pure rivista la procedura per i reclami individuali.

Attorno a questi sei punti invitiamo le operaie ed operai di ogni reparto, squadra a discutere, raccogliere i dati del loro reparto o squadra in altri termini definire collegialmente fra tutti noi una precisa piattaforma rivendicativa sul cottimo da presentare alla direzione.

CURVA DI COTTIMO PROPOSTA à — T — i --4 - - - - I— fi - _ _ _ _ t _ I I i I i i I , i I I — _L _ i i I I 1110 4 /* utile di ottime 01120 ljo 133 eyo

Per poter decidere con cognizione di causa, e non sulla base degli stati d'animo, degli entusiasmi o delle aspirazioni, è necessario conoscere la realtà e da essa partire nel definire con precisione gli obiettivi.

Ecco perchè abbiamo effettuato questa indagine sulla situazione esistente alla « E » in merito alle qualifiche ed ai salari e stipendi reali e l'offriamo alla riflessione di tutti gli operai e operaie, alle impiegate e impiegati nel momento stesso in cui ci apprestiamo ad elaborare la piattaforma rivendicativa aziendale.

La « radiografia » della fabbrica che esponiamo è sufficientemente ampia e quindi si può considerarla esatta in quanto riguarda tutti gli operai e per tre anni di seguito ('69-'70-'71), relativamente le qualifiche, e ben 520 lavoratori (cioè listini paga esaminati) su 974 dipendenti per quanto riguarda i salari e stipendi di fatto.

Esaminiamo questi due aspetti singolarmente sulla base dei dati in nostro possesso.

QUALIFICHE, CATEGORIE

All'inizio di quest'anno erano occupati all'Elettrocondutture 974 lavoratori e più precisamente: 730 operai, (di cui drca 500 donne), 33 equiparati e 211 impiegati (circa metà in stabilimento, metà in direzione e un gruppo fuori sede come rappresentanti). Non conosciamo la distribuzione per categorie degli equiparati ed impiegati, mentre per quanto riguarda gli operai i dati sono quelli che riportiamo nella tabellìna che viene riprodotta in questa pagina.

I dati in essa contenuti permettono di fare alcune considerazioni e giungere a delle precise conclusioni, tenuto conto che si riferiscono a periodi ben precisi cioè:

1) luglio 1969 - prima del rinnovo del contratto di lavoro;

2) aprile 1970 - prima dell'accordo aziendale sulle qualifiche;

3) gennaio 1971situazione attuale.

Entriamo quindi nel merito:

a) in 5' categoria (manovale comune) praticamente non vi è mai stato nessuno (attualmente uno, ve ne erano 2 nel 1969);

la grande massa degli operai (fondamentalmente operaie e pressochè tutti i cottimisti) sono sempre stati e sono tutt'ora inquadrati nelle qualifiche più basse, cioè nella 3' e 4" categoria. Infatti, in queste due categorie, vi era il 79,83% degli operai nel 1969, 1'81,4% nell'aprile del 1970 e ancora tutt'ora vi è ben 1'80°'o della mano d'opera operaia; l'accordo aziendale del giugno 1970, che stabilisce il passaggio della 4' alla 3' categoria dopo 15 mesi di anzianità d'azienda, se ha permesso al 23,2% degli operai (161 operaie) di passare alla qualifica superiore (oltre a dimostrare che è troppo lungo il periodo di transizione di 15 mesi poichè in 4" vi sono ancora 167 operaie, cioè ben il 22%), non ha risolto il problema complessivo delle qualifiche, quella di far avanzare verso le qualifiche più alte le masse dei lavoratori;

la 3' categoria, con circa il 60% degli operai, si è gonfiata ed è diventata la categoria fondamentale;

la 1' categoria super, è praticamente quasi inesistente, mentre la 1" (operaio specializzato) e 2' (operaio qualificato) sono costanti e molto limitate.

In conclusione il problema delle qualifiche non è risolto e non si risolve se si rimane solamente nelle categorie esistenti. E' tutta la struttura del sistema cotegoriale che è in crisi (come lo dimostrano anche i dati che più avanti riportiamo sui salari), da questa crisi si esce solo cambiando tutta la struttura con l'inquadramento unico.

I SALARI E LA LORO STRUTTURA

Qualifica, categoria, significa poi concretamente (oltre agli aspetti morali) salario orario, stipendio mensile. Ecco perchè abbiamo esteso la nostra indagine al salario globale di fatto ed alla sua struttura, cioè alla sua composizione. Nell'esaminare i dati relativi al salario di fatto vanno tenuti presenti due accordi aziendali. Il primo, quello del marzo 1969, con il quale si stabilì un aumento orario per gli operai cottimisti di 24 lire

orarie e 14 lire gli economisti; il secondo, quello del 23 marzo 1970, con il quale si stabilì il conglobamento nello stipendio di un certo numero di quote (180esimi) per gli impiegati ed equiparati.

Relativamente alla struttura del salario va ancora tenuto presente che per quanto riguarda gli operai — mentre le qualifiche più basse (3' e 4' categoria) sono nella quasi totalità cottimisti. le qualifiche più alte (1' super, 1' e 2' categoria) sono economisti o concottimisti. Per questi ultimi è molto limitata questa parte del salario (concottimo), cioè circa il 13% del minimo contrattuale, mentre per i cottimisti si aggira sul 27% del minimo; gli impiegati ed equiparati sono invece economisti e percepiscono solo il 5%. Cid chiarito vediamo i risultati dell'inchiesta sui salari estimati base di fatto.

Sono stati raccolti ed esaminati 520 listini paga di tutte le categorie: operai, impiegati ed equiparati. Riportiamo i dati minimi, massimi rilevati e la media ponderale dei superminimi di ogni categoria, escluso la 1' e 4" piegati per le quali poche. e quindi non significative, sono le buste controllate.

OPERAI

Incominciamo dalle categorie più basse per poi andare verso l'alto:

4" categoria: sono tutte operaie cottimiste (abbiamo riscontrato una sola operaia economista con 14 lire). Il superminimo (cioè superiore al minimo contrattuale) per tutte è rappresentato dalle sole 24 lire orarie dell'accordo aziendale 1969;

3' categoria: la quasi totalità sono cottimisti (uomini e donne). per la stragrande maggioranza il superminimo è di sole 14 lire per gli economisti e di sole 24 lire per i cottimisti, come previsto dagli accordi. Una parte dei lavoratori in 4' categoria ha dei superminimi superiori che arrivano, in qualche caso, alle 60-100 lire orarie, co• munque la media ponderale, di co• loro che percepiscono di più di quanto previsto dagli accordi azien• dali. è di Iíre 42 orarie (cioè 18

Qualifiche, categorie, salari : radiografi I
lir Ú no ha or, va un 75 no da 14 di no da riE E( qi lir m. lir Pc IN

della realtà alla " E „

lire all'ora, come media, superiore quanto contrattato):

2" categoria: sono operai economisti, fra i listini controllati, 5 hanno superminimi solo di 14 lire orarie (accordo 1969), i rimanenti vanno da 28 a 148 lire all'ora, con una media ponderata pari a lire 75,82 dí superminimo; categoria: tutti operai economisti, i loro superminimi vanno da 67 a 284 lire orarie (2 sono a 14 lire) con una media ponderata di lire 170,50 all'ora;

1" categoria super: tutti economisti, i loro superminimi vanno da 114 a 350 lire all'ora, con una media ponderata di lire 220,30 orarie.

EQUIPARATI

Relativamente agli intermedi questi i dati sintetici:

l'' categoria: da 29 a 55.000 lire mensili, con un superminimo medio ponderato di 43.500 lire mensili;

2" categoria: da 21 a 66.000 lire con un superminimo medio ponderato di lire mensili 44.300.

IMPIEGATI

Infine i dati relativi a due cate-

gorie di impiegati:

2" categoria: da 9 a 90.000 lire mensili, con un superminimo medio di lire 41.200;

3" categoria: da 24 a 52.000 lire mensili sono i superminimi, con una media di lire 37.800.

CONCLUSIONI

I dati sin qui esposti permettono di trarre alcune prime rapide conclusioni, che sottoponiamo alla verifica ed al dibattito fra tutti i lavoratori dell'Elettrocondutture: L'attuale sistema di categorie e qualifiche è completamente in crisi, come è dimostrato dal fatto che, arrivati ad un certo livello, il salario non è più in rapporto alla qualifica o categoria, bensì raggiunge livelli paragonabili al livello delle capacità professionali effettive (cioè al livello degli impiegati). Da qui risulta sino in fondo l'assurdità di mantenere la separazione fra operai, impiegati ed equiparati.

La grande massa degli operai (1'80%), che sono cottimisti, ed inquadrati in 3' e 4" categoria, percepiscono solo quanto concordato contrattualmente o con accordi aziendali: una piccola minoranza ha un superminimo medio superiore agli accordi di 18 lire

orarie.

il 70, Darto )er iel ite Da)iù ele o è sail ensul ed sti ,10 'indi nacaluimi, on ste n. operai 534 3 51 56 187 235 2 0,0 sul totale 100 0,56 9,46 10,76 35,93 43,90 0,39 Aprile 1970

Gli economisti e concottimisti (che sono gli operai qualificati e specializzati) hanno dei sostanziali superminimi, che però sono fortemente differenziati fra di loro (sino al paradosso di oltre 20 volte di differenza), anche quale conseguenza di avere un guadagno inferiore come concottimo ai cottimisti, nella parte mobile del salario (l'economia o il concottimo).

Ciò sottolinea l'esigenza di sistemare l'economia e il concottimo.

Infatti vi è il fatto della mancanza di possibilità di carriera (intesa come qualifica) a causa della separazione netta e assurda fra operai e impiegati.

Lo stesso discorso, fatto per gli operai specializzati e qualificati, vale in gran parte per gli equiparati e impiegati.

Infine, anche se per una minoranza di lavoratori, risulta chiaro che (una parte di un aspetto del rapporto di lavoro) i superminimi di salario e stipendio, sfuggono alla contrattazione sindacale collettiva.

rie rso peonsta ioè (e) en' lità e). il per per tori imi 3he co' cc' di 11)

n. operai 725 14 47 79 262 328 — % sul totale 100 1,93 6,48 10,89 36,2 45,2 — Gennaio 1971

n. operai 730 13 43 84 422 167 1 0,0 sul totale 100 2 6 11,3 58 22 0,7

fl
Che non ci si può limitare ad affrontare il problema delle qualifiche se contemporaneamente non si affronta anche il problema del salario delle sue componenti e della sua struttura. ANDAMENTO DELLE QUALIFICHE All'Elettrocondutture negli ultimi tre anni DATA n. operai occupati 1' sup. (OSP) l' (OS) 2' (00) 3' 4' 5' (MC) Luglio 1969

Qualifiche: cos'è l'inquadramento unico?

E' necessario qualificare la nostra azione rivendicativa individuando una precisa strategia per la contrattazione aziendale, e contemporaneamente puntare, in prospettiva, per i prossimi anni ad una radicale trasformazione della struttura contrattuale. Uno dei modi — riteniamo — sia quello del('inquadramento professionale che, in conseguenza delle trasformazioni tecniche e dell'organizzazione produttiva, è attualmente in profonda crisi.

Oual'è l'attuale situazione delle qualifiche e categorie?

Nella industria metalmeccanica esistono 13 categorie (5 per gli impiegati, 2 categorie speciali equiparati, 6 operaie).

Le differenze tra le diverse categorie sono date dai PARAMETRI, che segnano appunto i rapporti salariali contrattuali tra l'una e l'altra. La tabella che riportiamo sotto dà, per ogni categoria di impiegati, equiparati ed operai, il livello di parametro, e da essa si possono dedurre le differenze di paga tra una categoria e l'altra.

Prendiamo ad esempio la 5' categoria operai (manovale comune); essa è a parametro 100 — ed è la base di tutta la struttura salariale — ad essa corrisponde

una paga base oraria di 349,55 lire. Il parametro 116 della 2' operai (qualificati) sta a significare che gli operai che vi sono inquadrati hanno una paga base del 16% superiore a quelli della 5' cioè lire 405,45 orarie, per la stessa ragione quelli della 4' impiegati hanno un salario del 21% superiore a quelli della 5' operai, cioè lire 88.000 mensili (pari a lire 349,55 x 208 mensili ed il risultato moltiplicato per il parametro 121); quelli della 1' sup. operai il 32%, quelli della impiegati il 34,1%, fino alla 1' super. impiegati che hanno uno stipendio base del 130,51% più alto.

Poniamoci anzitutto una domanda: a questi tredici diversi valori di categoria e quindi salariali, corrispondono realmente tredici diversi livelli di capacità professionale e tredici diversi valori della forzalavoro? Ed è giusta e reale questa separazione netta tra impiegati, intermedi ed operai?

Questa differenziazione fa l'interesse dell'operaio e dell'impiegato (come alcuni sostengono motivando che è giusto che per ogni ulteriore capacità professionale acquisita si faccia un salto in avanti nella scala delle qualifiche, e che occorre premiare con una qualifica maggiore, e differenziare eco-

nomicamente, l'operaio che ha imparato con sacrificio un mestiere da quello che non si è evoluto) oppure questa divisione netta tra qualifiche di impiegati, operai ed equiparati (come se fossero di serie A, serie B, serie C) non impedisce una giusta valutazione dell'effettiva capacità professionale e delle prestazioni di lavoro? E come conseguenza non porta a corrispondere un ingiusto salario?

In ogni caso siamo noi in grado di proporre un sistema di classificazione più giusto e più rispondente alla realtà di quello attuale?

Vi invitiamo a fare direttamente voi un rapporto tra parametri salariali ed effettive prestazioni di lavoro di operai, equiparati ed impiegati.

Alla Elettrocondutture abbiamo di fatto superato la 5 categoria operai e resa di transito (dopo 15 mesi) la 4' categoria sempre operai, ciò significa aver portato un po' più in alto gran parte delle categorie più basse. Ma cosa facciamo per gli operai di 3', 2' e 1' e 1' super., per tutti coloro il cui inquadramento fa a pugni con i più evidenti criteri di giustizia e di riconoscimento delle capacità professionali? Far avanzare le categorie più basse risolve il problema?

GLI ATTUALI PARAMETRI CONTRATTUALI IMPIEGATI EQUIPARATI OPERAI Categorie Parametri Categorie Parametri Categorie Parametri 1' super. 230,5 1" 227,3 2' 174 1" 173 3' 134,1 2' 133 1' super. 132 1' 127,5 4' 121 116 109 105,5 100

In realtà l'avanzamento delle categorie piu basse fa parte di una strategia complessiva che ha come obiettivo finale l'inquadramento unico.

Riteniamo necessario approfondire la ricerca per individuare le qualifiche che hanno una certa omogeneità, per giungere a ridurre gli attuali tredici parametri; e il superamento delle categorie più basse, che da solo non risolve il problema, certamente va in questa direzione.

Un sistema di classificazione quindi con pochi livelli parametrali e con un inquadramento unico per operai, equiparati ed impiegati.

Le caratteristiche di questo nuovo sistema (da non confondersi con la falsa teoria della categoria unica) potrebbero essere:

riduzione del numero dei parametri;

completa possibilità di sviluppo di carriera con l'eliminazione della separazione tra operai, equiparati ed impiegati.

In questo caso infatti ad ogni qualifica e livello parametrale corrisponderebbero sia mansioni di quelle che oggi chiamiamo impiegatizie, sia mansioni di quelle che oggi chiamiamo operaie. Con la differenza che, essendo ogni mansione valutata, non più in senso formale (operaia o impiegatizia), ma sostanzialmente (valore del lavoro, capacità professionale effettiva. responsabilità,' ecc.) ad ogni lavoratore, sia che lavori in officina, sia che lavori in ufficio, corrisponderà una qualifica ed un salario adeguato al valore reale della propria prestazione; da questa scelta, se si compie, sorgono tutta una serie di problemi che bisogna affrontare come: 1) diverso stato giuridico attualmente esistente tra operai impiegati ed equiparati; 2) passaggio per tutti dalla paga oraria a stipendio mensile, e problema della intangibilità dello stipendio; 3) differenze normative tutt'ora esistenti (scatti, anzianità, ferie eccetera).

Noi vi chiamiamo a discutere ed approfondire questi temi: sul prossimo numero del « giornaletto » proseguiremo la discussione. Inviateci le vostre opinioni in merito.

Discutete, organizzate la elaborazione delle vostre richieste.

Siate protagonisti della costruzione della piattaforma rivendicativa. Partecipare significa decidere!

Non preoccuparti per II tuo lavoro, Perkins. Noe-coni=e già messo un altro sulla tua macchina!

La politica degli "opposti estremismi"

Ci siamo trovati pochi giorni fa nella condizione di vedere spuntare anche in Italia al comando della Nazione dei Generali. Quando qualche mese fa si è detto che il padronato stava cercando di svuotare il potenziale di lotta dei lavoratori creando un allarmismo economico; subito come sindacati abbiamo detto che questo non era altro che una manovra per ricacciare indietro l'avanzata del movimento.

Ebbene il padronato non si è fermato, coadiuvato da uomini di governo, si è coalizzato per fare muro contro le richieste di progresso portate avanti dai lavoratori, tentando la carta della più gretta reazione per conservare gli equilibri di potere esistenti, montando una campagna allarmistica da un punto di vista sociale.

Oggi la grande stampa sostiene questa linea con motivazioni qualunquistiche tali da far sembrare alla gente che in fondo, la accettazione passiva e acritica dei poteri costituiti così come sono oggi, e ciò che un cittadino deve fare. Questa teoria dimostra come le conquiste dei lavoratori trovino da parte padronale e anche da parte

governativa un impedimento per un autentico progresso sociale.

Lo svuotamento della riforma della casa nonostante gli accordi presi con Organizzazioni Sindacali, è un sintomo della debolezza del governo che ha preferito accettare le imposizioni dei costruttori edili, nel non far passare quanto si era già concordato.

Nel contesto di questa situazione sociale, si sono inseriti i fascisti tradizionali e i neofascisti che stavano lavorando per uno spostamento a destra dell'asse politico italiano. Ora, il fatto che ci siano nostalgici del passato regime non è una novità, come Sindacati abbiamo chiesto l'applicazione di una legge del 1952, che tende a sciogliere le forze organizzate fasciste, il fatto che queste forze seguano la politica del manganello non ci meraviglia in fondo non ne conoscono altre, del resto oggi non hanno un retroterra politico che permetta loro di fare ciò che hanno fatto nel 1922.

Quello che preoccupa, invece, è che vengono lasciati liberi di agire, che trovano protezione in sfere influenti della magistratura e della

polizia, che esistono mandati e denunce che contro di loro non sono stati ancora applicati; questo ci fa pensare, ne siamo convinti, che dietro loro vi siano forze industriali e politiche che hanno interesse a creare la confusione, per ricacciare indietro, con scelte politiche moderate o reazionarie l'avanzata del movimento operaio.

Una situazione di confusione politica non può che giovare a chi oggi ha il potere per potersi presentare come garante dell'ordine e della legalità. Ed è qui che entra in gioco il governo o parte del governo che con la sciagurata « teoria • degli « opposti estremismi fa, di fatto, da copertura alle forze moderate.

La teoria degli « opposti estremismi » che noi rifiutiamo in blocco, vuol dire mettere sullo stesso piano i lavoratori della Elettrocondutture ed i lavoratori in genere che lottano per difendere e conquistare nuove condizioni economiche e normative in fabbrica e nella società, ed i fascisti che invece tentano di reprimere questa avanzata; minano le istituzioni democratiche, e professano apertamente la dittatura del capitale.

Un'altra falsità insita nella tesi degli opposti estremismi, sta nel fatto che una nazione come la nostra, sorta dalla Resistenza trova nella Costituzione il motivo vero delle sue fondamenta cioè quella di una Repubblica Antifascista; quindi ogni attenuante su questo problema diventa un alibi per i fascisti; che si sentono legittimi abitanti di una nazione che è sorta dopo la guerra contro il fascismo. E' quindi più che mai opportuno respingere tesi di questa natura, rifiutare l'ideologia qualunquista, dei giornali indipendenti, che gridano contro gli scioperi e minimizzano i colpi di stato; e vigilare nelle fabbriche e nella società per stroncare ogni attacco contro la democrazia e le conquiste dei lavoratori.

ESSERE O NON ESSERE UN UOMO DI «ESPERIENZA»!

Nel numero 2 di « ESPERIENZA »; mensile dell'Associazione Nazionale Lavoratori Anziani (associazione politica hocjale il cui presidente è l'On. Giulio Andreotti), che la direzione manda a molti di noi, si può leggere un articolo intitolato « Dal 1970 al 1971 » che esprime un giudizio « disperatamente » negativo sull'annata sindacale trascorsa.

INell'articolo in questione si inizia così: « II 1970 lo avevamo cominciato con grande fiducia, con grandi speranze ed invece ci ha lasciati delusi. », è evidente che molti lettori di « esperienza » conoscendo questo foglio così « Socialmente impegnato» avranno pensato o penseranno di trovare fra i motivi di tanta delusione il « DECRETONE », l'aumento dei prezzi, il caos nella compagine governativa che fra mille contraddizioni ha cercato e cerca di rallentare, deformare e svuotare quei provvedimenti di RIFORMA (casa sanità, fisco, trasporti, ecc.), attesi da anni e per i quali milioni di lavoratori hanno lottato e lottano; INVECE NO, i motivi di « insoddisfazione » per i piccoli giornalisti « Anziani » di ,« Esperienza » sono gli scioperi e la testardaggine dimostrata dai lavoratori e dai sindacati nel battersi per mantenersi ed estendere quello che è stato conquistato con duri sacrifici nell'autunno Sindacale.

Infatti, la « fiducia tradita » di « ESPERIENZA » non è rivolta contro padroni e governo ma bensì verso questi lavoratori « Materialisti » e « Fannulloni », (dato che secondo « Esperienza » il dovere del lavoro si è trasformato in una facoltà discrezionale), questi operai che rivendicando e lottando creano«disordinehe nell'odio insulso distruggono e danneggiano le aziende dei poveri padroni, violando oltretuttoia«libertà di lavorare»ai poveri seguaci di « esperienza » quando vogliono fare i crumiri.

Ed i padroni, ed i loro profitti,? Per « Esperienza » il problema non esiste, bisogna lavorare e basta, non ha importanza se l'azienda è

diretta, amministrata e di proprietà del padrone, il quale può decidere di ridurre il personale, di cessare la attività e di conseguenza licenziare i lavoratori, ma per « Esperienza , la titolarietà del capitale è un fatto estraneo all'azienda », bisogna dare atto che scorrendo tutto l'articolo un piccolo richiamo c'è anche nei confronti dei padroni e cioè quando timidamente ci si chiede « di essere un po' più aperti alle istanze del lavoro », ma subito si precisa (bontà loro) che le esigenze non sono « Materiali » ma soprattutto « Morali », (esempio, fiori, medaglie e, perchè no, anche il discorso agli anziani dell'Ing. CALI').

Pensiamo però che una cosa « Esperienza » insegni, ed è che quando si vuole fare politica filopadronale tutti i mezzi sono validi compresi quelli di inventare una Associazione Lavoratori Anziani, questo insegnamento dovrebbe più che mai servire a quei lavoratori che rifuggono la politica.

In quanto alla Direzione della Elettrocondutture la possiamo assicurare che gli anziani dell'azienda hanno abbastanza «Esperienza» per sapere valutare e giudicare, perciò per ora il consiglio che diamo all'azienda è quello di spendere per le esigenze dei lavoratori i quattrini degli abbonamenti ad « Esperienza ».

Sottobraccio coi fascisti

Tutto sommato avrebbero fatto- meglio a star* siiti ancora un

Tesseramento 1971: RAFFORZARE IL SINDACATO

Con il rinnovo della tessera del 1971, il sindacato, ha avuto la conferma della sua massiccia presenza organizzata alla Elettrocondutture.

Non facile si presentava all'inizio dell'anno la campagna del tesseramento, oltre, al passaggio dalla quota fissa mensile a percentuale con un conseguente ed indispensabile aumento del costo della tessera che ha determinato non pochi equivoci e non giuste valutazioni, altre erano le difficoltà da superare, per esempio nel dicembre del 1970 per dimissioni dalla azienda (durante l'annata), gli isctitti al sindacato erano rimasti 641 su 715 iscritti del 1970, cioè 74 in meno, non solo ma parallelamente vi è stata una riduzione dei dipendenti e cioè, l'azienda, non ha assunto lavoratori in numero pari a quelli che se ne sono andati, infatti nel 1970 i dipendenti, in azienda, erano 923 mentre nel gennaio 1971 sono scesi a 907.

Tutto ciò ha determinato grosse difficoltà ed ha comportato per il gruppo attivo di fabbrica un grosso sforzo per recuperare questa grossa fetta di iscritti e raggiungere così i livelli del 1970.

Malgrado ciò, il consiglio di fabbrica, insieme agli attivisti sindacali, sono riusciti con un tenace lavoro svolto reparto per reparto a raggiungere significativi successi portando al sindacato 124 nuovi iscritti che sommati ai 517 rimasti, (dato che alcuni per motivi vari hanno revocato la tessera) hanno permesso di arrivare, nella data odierna, a quota 630 e cioè con la differenza di soli 35 iscritti per realizzare il 100%.

In questo quadro va considerato che vi sono ancora 230 lavoratori, in prevalenza impiegati, senza la tessera del sindacato, è nei loro confronti che dovremo operare per conquistarli nel futuro alla grande famiglia del sindacato.

E' necessario, proprio per una forte mobilità nelle fabbriche, che l'attività per il rafforzamento del sindacato venga svolta per tutto l'arco dell'anno, cioè è necessaria un'attività permanente che si intrecci con l'iniziativa rivendicativa e sindacale, premessa indispensabile per ritrovarci sempre più forti ed organizzati.

CONVEGNO PROVINCIALE delle donne lavoratrici

Sul tema:

indetto dalla Camera del Lavoro per venerdì-9 aprile, in corso di Porta Vittoria, 43.

Ore 9,— inizio dei lavori con relazione introduttiva - Interventi. Ore :12,30 Interruzione per il pranzo,. Ore 14;30 Ripresa dei :lavori.

Ore 17,30 Conclusione'cOn discorso del compagno RINALDO SCHEDA, Segretario della CGIL. •

"La lavoratrice oggi nella fabbrica e nella società"
solo NON CONTI NIENTE uniti ED ORGANIZZATI SI E' FORTI • • • w iscriviti AL SINDACATO FIRMA LA DELEGA

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