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Milano 19(83)

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milano 119 Mensile di informazioni politica e cultura della Zona 19

Anno X X I - Marzo 1997

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La redazione è aperta al pubblico il primo lunedì di ogni mese dalle ore 17.30 Tel. 3539458 (segreteria telefonica) Direzione - redazione amministrazione: Via Appennini 101/B MILANO Tel. 3539458.

Confronto serrato con l'Assessore Il CdZ 19 ha convocato il 13 febbraio scorso una riunione straordinaria con la presenza dell'Assessore comunale W. Ganapini e dei tecnici dell'Amsa, per discutere del nuovo progetto dell'impianto di incenerimento dei rifiuti solidi urbani a Figino. La Presidente G. Poletti ha lamentato che dopo l'impegno preso il 18 dicembre 1995 da parte dell'assessore, quando era venuto al CdZ 19 per illustrare il nuovo piano comunale di smaltimenti dei rifiuti, si era stabilito che nessuna decisione definitiva in merito al progetto dell'inceneritore a Figino sarebbe stata presa senza previa consultazione del CdZ 19 e dei cittadini. Inoltre vi era il suo impegno per una nuova Valutazione d'Impatto Ambientale, per discutere la potenzialità dell'impianto, (il CdZ 19 proponeva che non si superassero le 600 tonnellate giornaliere), la costituzione di una Unità di Crisi, oltre agli aspetti della viabilità per Figino. E passato oltre un anno e nulla di quanto richiesto

è stato fatto, nel frattempo si è appreso dalla stampa cittadina (19 dicembre 1996), che una serie di decisioni erano state assunte e che la potenzialità dell'impianto era di 900 tonnellate al giorno. In più si leggeva che era stata presa la decisione di chiudere l'inceneritore di via Zama e quindi veniva spontaneo di pensare che tutti i rifiuti di Milano sarebbero stati inceneriti a Figino. I cittadini di Figino e della Gallaratese appreso queste notizie si sono dapprima indignati e poi mobilitati, chiedendo al CdZ 19 di avere un incontro urgente con l'Assessore. L'Assessore è intervenuto scusandosi per questo ritardo e riconoscendo il mancato impegno assunto, ma respingendo la mancanza di trasparenza sugli atti compiuti, in quanto ha detto, tutto è stato fatto alla luce del sole. Ha ricordato le difficoltà che ha dovuto affrontare nel gestire la crisi dei rifiuti che incombeva su Milano, del grande successo, grazie ai cittadini, ottenuto con la raccolta differenziata, di come per decenni a Mila-

In questo numero Verde e Servizi

Quando il talento nasce femmina

Lalla Romano: persone e luoghi

pag. 7

Le cooperative per la casa in Lombardia

Isael

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Sindacato Italiano delle Cooperative

pag. 3

Volontariato e i giovani Sostituita Policarbo

pagg. 8-9 pag. 4

Uniti si vince l'incuria

pag. 5

Stupro che fare?

pag. 5

Il futuro del Gallaratese

pag. 10

Le strade e le vie della nostra zona

pag. 12

L'angolo dei bambini pagg. 6-7

pag. 15

Il 13 febbraio riunione straordinaria del CdZ 19 con Ganapini per il nuovo progetto dell'inceneritore di Figino. Polemica sui mancati impegni

no si è andati avanti con la filosofia del bruciare tutto o di portare in discarica i rifiuti urbani, senza preoccuparsi sia della salute dei cittadini sia dei costi. Detto questo, ha smentito che vi sia la chiusura dell'inceneritore di via Zama, anzi sarà potenziato; in merito agli impegni presi come quello della Unità di crisi

e della viabilità verranno presto affrontati. In merito al progetto per il nuovo impianto ha lasciato la parola all'ingegner Gilardoni che ha così riassunto quanto si sta facendo:

Le caratteristiche tecniche del nuovo impianto. L'impianto che costruirà l'Associazione T emporanea di Imprese con capofi-

la ABB SAE Sadelmi Spa nell'area di via Silla sostituirà l'attuale inceneritore dell'Amsa in funzione dal 1975. L'impianto di combustione con recupero energetico permetterà di produrre anche calore che potrà essere poi ceduto al quartiere di Figino, al Gallaratese e/o ai Comuni limitrofi.

Potenzialità. L'impianto, che sarà realizzato in trenta mesi, prevede la realizzazione di un sistema di combustione del tipo a griglia orizzontale e si compone di 3 linee, che sono in grado di smaltire una portata di rifiuti solidi urbani di 900 tonnellate al giorno. La potenzialità dell'impianto (900 t/g) è da intendersi di progetto: il fattore di utilizzo è pari al1'85%. Preselezione. Prima dell'avvio alla combustione i rifiuti saranno sottoposti ad una attività di preselezione al fine di sottrarre ingombranti e materiali fini, che possono ridurre la capacità dell'impianto o addirittura danneggiarlo, in misura pari a circa 300 tonnellate/giorno. Valutazione d'impatto d'area. L'appalto prevede da parte del consorzio di imprese aggiudicatrici la realizzazione di una Valutazione d'impatto che dovrà analizzare la situazione a livello territoriale e il Continua a pag. 3 Nella foto: l'Assessore, al centro, mentre interviene nel dibattito.

È il momento di una riflessione coraggiosa sul Gallaratese

Occorre un progetto chiaro Ripensare alla storia del Quartiere Gallaratese può essere utile e istruttivo. Non si tratta di richiamare alla memoria, nostalgicamente, fatti e idee di venti e più anni fa, ma di fare una operazione di revisione critica ed insieme di recupero di alcune elementari verità dimenticate, non senza dolo. La prima verità è che dopo l'elaborazione e l'approvazione del Piano Particolareggiato della Spina Centrale del Quartiere (la Spina Centrale è quell'insieme continuo, o quasi, di aree libere, in gran parte pubbliche, che attraversa il quartiere nella sua lunghezza) e la conseguente realizzazione del Centro Commerciale Bonola, nulla più è avvenuto di significativo, cioè degno di essere visto come un fatto capace di modernizzare e arricchire la vita del quartiere di luoghi di socializzazione e di attrazione degni di una città di quarantamila abitanti. Il Quartiere si presenta ancora come un sistema di nuclei abitativi disposti attorno ad un'area in gran parte vuota, che ha al centro una grande struttura la

quale soddisfa solo una parte delle attuali esigenze sociali e civili. Q uesta semplice osservazione basterebbe a dimostrare che non è stata colpa dei piani urbanistici, generali e particolareggiati, come troppo spesso si è sentito dire, se da un certo momento in avanti si è soltanto fatto della ordinaria amministrazione, con nessuna idea su come si dovesse completare il progetto del quartiere in tutte le sue parti e di indicare le cose importanti e prioritarie da fare. Io ritengo al contrario che proprio la rinuncia a ridefinire un nuovo progetto generale, e quindi a porsi delle domande di fondo, sui grandi obiettivi possibili, sulle grandi potenzialità offerte dalla particolare struttura del quartiere e dalla sua riserva di aree libere, ha fatto scadere il livello del dibattito e delle rivendicazioni sociali, fino a consentire che l'attuale amministrazione si possa accontentare di accondiscendere di volta in volta e casualmente a questa o quella richiesta più avanti si capirà a cosa

intendo riferirmi. Immagino che qualcuno si ribellerà a queste affermazioni, ricordando il tentativo, non ancora tramontato, di far approvare la famosa Variante della Variante, cioè un nuovo "Piano Regolatore" del Quartiere. Questo tentativo tuttavia è destinato a un meritato insuccesso per almeno due motivi: perché appare come un modo per superare vincoli e difficoltà normative ai fini di consentire nuove edificazioni e perché il risultato progettuale, rappresentato da grafie astratte, non è facilmente valutabile, soprattutto da parte di chi non è un esperto di questa materia. Il risultato progettuale sarebbe una conseguenza incontrollabile a priori, della

Variante, e non invece il punto di partenza da cui far derivare le nuove regole urbanistiche. Q uesto metodo non può garantire i cittadini del rispetto delle loro esigenze, risarcendoli, se necessario, con precise visibili proposte, della eventuale perdita di qualche area. Su questa strada non si può che incontrare una opposizione crescente, e non è pensabile una approvazione se non per qualche disattenzione preelettorale. La posizione culturale politica che sostiene la "Variante della Variante" quella dei "gruppi verdi", tesa soprattutto a conservare l'esistente, sono le due opzioni estreme, entrambe insoddisfacenti, Continua a pag. 4

Il 27 aprile si vota È finito il tormentone tra chi voleva rinviare le elezioni amministrative e chi no. 11 27 aprile, per il primo turno, i milanesi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Sindaco e i Consigli di Circoscrizione; 1'11 maggio ci sarà il secondo turno di ballottaggio. Con questa decisione il Governo ha posto fine alle polemiche. Quando il nostro giornale sarà in distribuzione, saranno altri gli argomenti e le polemiche ad investire i milanesi, quelli di carattere elettorale.


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