Consiglio di Fabbrica CARBURATORI DELL'ORTO di Seregno
I lavoratori del C. d. F. - « Riunioni »
Questa rubrica del giornale, avrà la funzione e il compito, di informare tutti i lavoratori, delle attività e delle decisioni sia del C.d.F. sia delle varie commissioni di lavoro del consiglio stesso.
Giovedì 11 Novembre con inizio alle ore 17,30 si è riunito il C.d.F., ed aveva all'ordine del giorno i seguenti temi:
A che punto è l'unità organica nei metalmeccanici della nostra zona;
Relazione dei delegati che hanno partecipato ai lavori della assemblea unitaria tenutasi martedì 9 novembre al Cinema Roma di Seregno;
Reazioni dopo l'assemblea generale dei lavoratori che votò lo statuto del C.d.F.
Formazione delle varie Commissioni di lavoro.
Il Consiglio di fabbrica, con un approfondito e costruttivo dibattito ha chiuso la riunione con queste decisioni:
Per quanto riguarda la situazione attuale dell'unità sindacale, decisamente amorfa e statica, il C.D.F. decide di formulare un ordine del giorno da inviare alle Federazioni sindacali zonali di categoria e cioè Fiom CGIL e Fim CISL.
In altra parte di questo numero del giornale ne pubblichiamo il testo.
Anche per la relazione dei delegati che hanno partecipato all'assemblea unitaria, in considerazione anche dei temi scot-
tanti e attuali, il C.d.F. ha deciso di approfondire, sviluppare e quindi redarne a parte un articolo proprio.
In riferimento invece alle decisioni e alle reazioni dell'assemblea generale dei lavoratori del 29 ottobre scorso, assemblea che ha approvato lo statuto del C.d.F. e che quindi ha dato un indirizzo di quali dovranno essere le attività future del C.d.F.
Il C.d.F. presone atto della volontà operaia, decide di organizzarsi, mettendo in pratica lo statuto.
Il C.d.F. si riunirà ogni 15 giorni, come appunto prevede il suo statuto, tenendo come punto di riferimento, il giorno che verrà distribuita la busta paga.
E' stato eletto un Comitato Esecutivo composto dai delegati: CANZI AMBROGIO - SALA GAETANO - SPINELLI ALDO - MILANESE MICHELE - PITITTO VINCENZO. Quali sono le funzioni e, i compiti del Comitato Esecutivo?
Seguendo le tracce dello statuto, il C.E. ha il compito di coordinare ed organizzare i lavori del C.d.F. Quindi non diventerà una nuova Commissione interna, la quale se ricordate, era sì un organismo di rappresentanza dei lavoratori, ma aveva anche ogni notere decisionale. Viceversa il C.E. non avrà nessun potere decisionale, il quale spetta all'intero consiglio e all'assemblee generali.
Si è deciso che tutti i delegati eletti si alterneranno, durante il
loro mandato, come membri del C.E. con un criterio di rotazione ogni 3 mesi e conseguentemente ai primi di gennaio vi sarà la prima verifica.
Vediamo ora quali sono i compiti principali del C.E.
Come coordinatore del C.d.F. spetterà al C.E. la stesura dei comunicati e cioè: gli ordini del giorno delle riunioni del C.d.F., che preventivamente dovranno essere consegnati ai membri del consiglio, l'affissione presso gli albi murali, che sono all'interno della fabbrica, di tutto il materiale sindacale e dei vari comunicati da portare in visione alle maestranze. Seguire da vicino i lavori delle varie commissioni del C.d.F. e procurare ad essi ogni materiale di cui avranno bisogno. Inoltre terrà la registrazione di tutte le riunioni del C.d.F., notificando l'O.d.G. in discussione, quindi le conclusioni e le eventuali decisioni che si prenderanno. Dovrà altresì registrare tutti i nominativi dei delegati presenti e accertare i motivi degli assenti. Spetta al C.E. comunicare alla Direzione le decisioni e le istanze che via via si prenderanno e quindi dobbiamo insistere perchè anche la direzione riconosca questo organismo di rappresentanza del C.d.F. Per ogni contrasto che si dovesse creare nei confronti della Direzione, il C.e. convocherà con urgenza il C.d.F. il quale studierà le decisioni da prendere in merito.
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dicembre 1971
LA VOCE
UNITARIA
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CONTINUA IN 2• el le o
Il C.E. avrà anche la cassa del C.d.F. e cioè i soldi per il finanziamento del giornale di fabbrica e ogni tre mesi compilerà un bilancio che renderà pubblico.
Il C.d.F., forte anche delle indicazioni che ha avuto durante la assemblea generale, decide che il finanziamento del giornale verrà effettuato con una trattenuta di Lire 100 al mese da effettuarsi direttamente sulla busta paga. Qualora qualche operaio o impiegato non voglia dare le 100 lire potrà rifiutarsi, comunicando il proprio nome all'ufficio paga. Se però la Direzione non accettasse questo sistema il finanziamento verrà gestito dai delegati, i quali si impegneranno a raccogliere personalmente le 100 lire.
E' stata istituita una redazione del giornale formata dai delegati: CANZI AMBROGIO, VILLA FERRUCCIO, SECCHI VIRGILIO. Que-
sti avranno il compito e la responsabilità e si impegneranno alla ricerca degli argomenti di volta in volta da portare a conoscenza di tutta la fabbrica; curandone il testo e la stesura.
Ricordiamo però che la responsabilità dei testi è dell'intero consiglio infatti ogni numero prima di essere stampato verrà letto e discusso e approvato dal consiglio stesso.
Sono stati nominati i rappresentanti dei lavoratori che dovranno formare la commissione paritetica per l'ambiente di lavoro e sono: Formentí Angelo, Cerbotta.
Secondo l'accordo questi due compagni, dovranno con due rappresentanti della Direzione discutere la situazione ambientale e la nocività del lavoro in fabbrica, concordando delle soluzioni. Occorre però perchè la commissione possa raggiungere il suo scopo, che si arrivi all'incontro coi rappresentanti della direzione con una visione generale e specifica degli
effetti che alcune situazioni di lavoro e di ritmi in fabbrica, provocano sulla salute. Per questo sarà compito del consiglio e della commissione coadiuvata da medici, condurre un'inchiesta sulla nostra salute, in rapporto all'ambiente di lavoro. Ci pare di indicare come esempi da seguire l'inchiesta fatta alla Breda di Sesto S.G. sullo stesso problema. Solo in questo modo i nostri rappresentanti potranno reclamare soluzioni che, sulla base di dati reali, tocchino tutti gli operai, per impedire che il padrone riduca la commissione a un posto dove si discute singolarmente di una macchi na che perde olio o di altri problemi che sono sì importanti ma non toccano la radice del problema e la personalità degli operai. Questi sono stati i lavori e le conclusioni della riunione dell'Il nov. scorso. Venerdì 19 si è nuovamente riunito con in discusisone il 20 numero del giornale.
La Redazionè
A cosa serve un Presidente
L'elezione del prossimo Presidente della Repubblica è un problema importante per il movimento operaio e per le forze progressiSte italiane. Per capire il perchè vediamo quali sono i compiti e le possibilità aperte al Capo dello Stato.
In tempi normali i compiti del Presidenti sono di scarsa importanza (compiti di rappresentanza). E' nei periodi di crisi politica che le sue funzioni diventano più interessanti; tocca al Capo dello Stato infatti avere quei contatti coi partiti che gli permettano di conferire a qualcuno l'incarico di formare eah nuovo Governo.
Qualora non veda questa possibilità è suo diritto sciogliere le camere e indire nuove elezioni entro 6 mesi dallo scioglimento.
E' quindi evidente che in un momento di acuta tensione politica e sociale, il Capo dello Stato può diventare per 6 mesi l'arbitro della situazione concentrando . in se sciolte le camere, tutti i poteri. E' quindi importantissimo per il mo-
vimento operaio e per le forze progressiste che venga eletto al Quirinale un uomo che sicuramente dia le garanzie di rispettare la democrazia di essere alieno dalle tentazioni presidenziali.
Se invece sarà eletto un uomo della destra, un assersore della cosidetta « Repubblica presidenziale », il Quirinale può diventare l'anticamera per l'avvento della dittatura in Italia.
Oggi il candidato di una parte del partito di maggioranza è un uomo di destra. E' evidente che questa candidatura fa parte della svolta repressiva che padronato e go-
verno stanno portando avanti in tutti i campi e con tutti i mezzi contro il movimento operaio e le forze progressiste.
Un Presidente di destra al Quirinale è un'altra vittoria dei padroni, una spada sulla testa dei lavoratori.
Per questo l'elezione del Presidente non deve restare solo nel Parlamento dove esiste la possibilità di eleggere un uomo diverso, di sinistra, anche se all'interno della DC, ma deve essere rilanciata tra il popolo affinchè vigili e prema contro l'elezione al Quirinale di uomini di destra.
FARE IL CRUMIRO te--
DALLA PRIMA
ovvero cosa vuoi dire la repressione
Due operai della Agrati sono stati arrestati lunedì 8 novembre durante una ingiustificata carica di un plotone djcarabinieri contro un corteo operaio, pacifico e debitamente autorizzato. Gli operai delle fabbriche Agrati, Fontana; Formenti e Giovenzana, dimostravano per protesta contro l'intervento, avvenuto giorni prima in fabbrica, di un reparto di Carabinieri chiamato dal padrone per difendere il « diritto al lavoro » del direttore della Fontana.
I due arrestati -vengono processati per direttissima e condannati a sei mesi, sono poi scarcerati per applicazione della condizionale.
Questi fatti hanno indignato tutti, è stata la prima volta che i carabinieri sono intervenuti così violentemente in Brianza, contro degli operai in sciopero, per rivendicare i propri diritti. Non è però un episodio che dobbiamo considerare isolato, dovuto solo alla provocatoria diligenza di un qualunque capitano fascista.
Si inserisce invece in un piano generale studiato dal Governo e dal padronato per stroncare con la violenza poliziesca e le condanne dei tribunali la decisione operaia di lottare contro la volontà padronale di schiacciare rgni lotta, di togliere agli operai il potere conquistato in fabbrica, di battersi contro i ricatti dei licenziamenti e delle riduzioni di orario.
Ci si può chiedere a cosa servivano i 3.000 carabinieri richiamati in servizio dal governo a settembre ed i fondi supplementari stanziati per l'« arma benemerita »!
Da allora a tutt'oggi la solerzia della « benemerita » è visibile a tutti.
Basta aprire un giornale in un giorno qualunque, e sapremo che la « benemerita « è intervenuta contro cortei di operai, ha disoccupato fabbriche, ha arrestato sindacalisti, ha sgomberato case sfitte occupate ai baraccati, ha sgomberato scuole e università, ha arrestato e caricato studenti, e tante altre benemerenze simili.
Nella nostra zona, i fatti di Veduggio, di Rho, di Nerviano, di Brugherio, di Milano, per fare qualche esempio dimostrano che dove sí lotta in modo incisivo, dove non si cede ai ricatti, dove si riesce a mettere il padronato alle corde, subito in suo aiuto intervengono i carabinieri. Non è certo una novità per il movimento operaio che dalla nascita della repubblica italiana ad oggi, ha avuto quasi 100 morti in conflitti di lavoro o politici con l'arma dei carabinieri in servizio di « ordine pubblico »; da tempo abbiamo capito che carabinieri, polizia, magistratura, sono solo degli strumenti al servizio del padronato e del governo.
Quello su cui dobbiamo meditare e capire è il perchè da settembre è iniziata in forze questa manovra repressiva; perchè oggi i carabinieri intervengono così spesso e arrestano indiscriminatamente in corso di lotte sindacali.
Questi interventi repressivi devono essere visti insieme agli ingiustificati attacchi padronali alla occupazione, alla riduzione delle ore di lavoro, alla crescita dei prezzi e del costo della vita, alle misure protezionistiche americane, alla crescente attività provocatrice dei fascisti, alla volontà di parte del partito di maggioranza di portare un uomo di destra, alla presidenza della repubblica, allo insabbiamento delle riforme, ecc.
Infatti nel piano del governo e del padronato, che ha l'obiettivo di ricacciare indietro il movimento operaio a prima del 1969, carabinieri, prezzi, riforme non fatte.
Sono tutte facce diverse di un unico disegno: fermare il movimento operaio ottenere la pace sociale, ritornare ad essere in fabbrica come nella società il padrone, indiscusso, trovarsi su posizioni di forza alla scadenza ormai prossima dei contratti di lavoro, questo vogliono i padroni.
E per ottenerlo si fanno forti di una certa congiuntura economica, dovuta a loro e alle misure del loro « amico » Nixon. Gonfiandola a dismisura e strumentalmente
con la riduzione al minimo degli investimenti: ricattano il movimento operaio con la minaccia delle riduzioni di orario e coi licenziamenti, approfittano di un momento di stallo dell'unità sindacale e di una diminuzione della lotta operaia.
Contro quegli operai che, come a Veduggio, non sì sono fatti incantare dal quadretto pitturato dal padrone ed hanno rivendicato i propri diritti, ecco intervenire subito il manganello dei carabinieri. Dobbiamo capire che i carabinieri sono uno strumento che viene giocato oggi dal padronato per piegare il movimento operaio.
I carabinieri potremo batterli solo lottando con chiarezza e decisione contro chi comanda il man— ganello, ricordiamoci che nel 1969, durante le lotte contrattuali, quando il movimento operaio era al culmine della sua forza, i carabinieri non si vedevano neppure durarle le manifestazioni.
Oggi,c~pegb, , ci vogliono disarmare, ci vogliono far tacere con la paura dei licenziamenti e, quando non basta, col manganello.
Se cediamo la nostra lotta per l'emancipazione tornerà indietro di 10 anni. Per vincere dobbiamo ricostruire l'unità e la forza del 1969, dobbiamo battere tutti coloro che nel sindacato non vogiono l'unità, o la vogliono sotto la bandiera del compromesso, dobbiamo capire quale è la posta in giocò oggi per il movimento operaio 'e lottare con chiarezza senza piegarci nè ai ricatti nè alla violenza.
Gli
arresti di Veduggio
a 3
ORDINE DEL GIORNO FORMULATO E REDATTO DAL C. d. F.
DELL' ORTO, INVIATO ALLE FEDERAZIONI SINDACALI ZONALI DI CATEG.
Alla Federazione Italiana Metalmeccanici FIM-CISL CARATE
Alla Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici FIOM-CGIL DESIO
I Consigli di fabbrica della Dell'Orto Carburatori e della IMAS di Seregno, chiedono alle sopra citate Federazioni zonali di categoria, a quale punto è la fase d'attuazione dell'unità sindacale organica della nostra zona.
Riferendosi al documento unitario, formulato e redatto dalla apposita commissione, che doveva appunto indicare quali erano le fasi indispensabili per l'attuazione dell'unità, seguendo anche le linee indicate dalla 2' conferenza unitaria di Roma.
Orbene questo docdmento è stato approvato il 22 settembre scorso dal Direttivo Unitario dei metalmeccanici della nostra zona e in esso erano indicate delle serie proposte di attuazione quali: la formazione di un esecutivo unitario zonale composto da 9 compagni di fabbrica e dai funzionati sindacali di categoria a tempo pieno, al quale spettava il compito politico di portare avanti le decisioni prese appunto dal nostro Direttivo unitario.
La formazione del consiglio e delle leghe di zona unitarie.
Questi organismi si ritenevano indispensabili per un collegamento di tutti i lavoratori e di conseguenza di tutte le fabbriche della zona.
Il documento indicava anche altre iniziative quali: l'in tervento nelle fabbriche del funziona r:o unico, la necessità di aprire sedi unitarie, la formazione (con urgenza) di una commissione zonale con il preciso compito di studiare le realtà delle nostre piccole e medie fabbriche.
In ultimo e non per importanza, dava una completa disponibilità e responsabilità ai consigli di fabbrica, i quali dovevano delegare quei compagni che dovevano rappresentare la loro fabbrica nei va-
ri organismi da formare.
Tutto questo con l'obiettivo di raggiungere l'unità sindacale entro la fine anno con la relativa tessera unica.
Orbene sono passati due mesi ed ancora non si è visto concretizzare nessuno di questi momenti organizzativi.
Di chi la colpa!?
Voi del C.d.F. della Dell'Orto Imas come membri di questo nuovo strumento sindacale unitario di base e in considerazione anche della pressione costante e coerente della maggior parte dei lavoratori delle nostre Fabbriche, chiediamo che venga attuato al più
presto quanto era stato deciso il 22 novembre scorso. Che vengano denunciate e emarginate quelle forze del movimento operaio che prefano e ostacolano l'unità sindacale e quelle forze sindacali e politiche che invece vorrebbero che l'unità sia realizzata con un certo indirizzo ed in un certo modo.
Il movimento operaio vuole e lotta per l'unità di classe.
Il Sindacato deve concretizzare la volontà dei lavoratori.
Quindi Sindacato di CLASSE! Sicuri che questa nostra istanza venga da voi capita e che ci darete in merito una risposta....
Assemblea unitaria di tutte le categorie della
Zona Desio
Si è tenuta martedì 9 novembre al cinema Roma di Seregno una assemblea unitaria di tutte le categorie della zona Desio e brianza, con all'ordine del giorno problemi inerenti all'occupazione ai prezzi e alla politica della rivendicazione articolata aziendale della zona.
Viene spontaneo rilevare come questa assemblea sia per i temi che ha discusso, sia per la partecipazione di quasi tutti i rappresentanti sindacali delle categorie al dibattito, rappresenti una svolta nuova nel modo di portare il contributo unitario del mondo operaio brianzolo alla risoluzione dei problemi della zona ed anche una occasione in più per scambiarsi le esperienze di lotta fatte sia nella fabbrica che nella società.
Questo dimostra come il movimento operaio&ianzolo stia uscendo da una mentalità puramente
e Brianza
egoistica e controproducente, che poneva come scopo principale la effettuazione di un maggior numero di ore per un maggior salario e che veniva a contrastare con la nuova politica sindacale atta a favorire l'occupazione con la riduzione dell'orario lavorativo settimanale a parità di salario.
C'è poi da notare un fatto molto positivo della zona, il crescente numero di operai che entrano spontaneamente in lotta nelle fabbriche e che partecipano ad attività sindacale perchè si sono finalmente accorti che l'immobilismo operaio è un'arma molto potente nelle mani del padronato.
Dopo questa breve parentesi sul movimento operaio della brianza, incominciamo a fare una breve sintesi del dibattito svolto in assemblea. Presenti i tre responsabili sindacali della zona, la relazione introduttiva è stata tenuta
DELLA
unitariamente da Murri della CISL.
La ragione principale ha detto Murri, per cui l'assemblea è stata tenuta a Seregno, è perchè qui, più che altrove, è in atto una azione padronale volta a frenare le conquiste sindacali operaie, con la messa in opera di licenziamenti, di operai in cassa integrazione o ad orario ridotto e di fabbriche ad amministrazione controllata.
Ora più che mai è stato detto occorre che il movimento operaio insorga unito e compatto contro questa manovra padronale e contro l'inerzia governativa che ne favorisce le mosse.
Perciò è stato proposto da parte delle tre centrali sindacali uno sciopero provinciale unitario di tutte le categorie con una grande manifestazione.
Toccando il tema dei prezzi, è stato messo in rilievo come la fermentazione dei prezzisia internazionale. Per di più in Italia, più che nelle altre nazioni, la produzione è aumentata.
Ne deriva che le conquiste salariali vengano annullate da questi aumenti indiscriminati ed ingiustificati dei generi di prima necessità, favoriti peraltro da un potere politico inefficiente e collaborazionista.
Questa collaborazione avviene a più livelli ed in special modo nel contrastare le manifestazioni operaie con la presenza in luogo di formazioni di polizia e di carabinieri, che creano costantemente il presupposto per caricare operai e sindacalisti buttandoli poi in galera come è avvenuto recentemente a Veduggio, Rho, ecc.
Questi sono stati i temi principali dell'asseblea; è però impossibile riassumere completamente la Profondità e l'articolazione del dibattito.
Le conclusioni sono state:
Per il problema dei prezzi: dal momento che il padronato si serve dell'aumento dei prezzi per recuperare subito gli aumenti salariali strappati in fabbrica con le nostre lotte, per batterlo occorre raggiungere lo obiettivo di agganciare il salario all'effettivo costo della vita: crescono i prezzi, cresce automaticamente anche il salario; questo dovremo raggiungere e la ri vendicazione sarà gestita a livello nazionale sul fronte dei prezzi al minuto
dobbiamo rivendicare la costituzione di organismi gestiti dai lavoratori e dalle loro organizzazioni che controllino la situazione dei prezzi, dei prodotti di più largo consumo, vaglino il perchè delle proposte di aumento, le respingano quando chia►4mente immotivate riforma e controllo del sistema distributivo e del mercato all'ingrosso pressione presso le amministrazioni comunali per ottenere il blocco dei prezzi sociali cioè il costo dei trasporti, acqua, gas, elettricità costo del servizio di nettezza urbana, rette di organismi gestiti dal comune, ecc.
4) proposta ai comuni di istituire un sistema di vendite controllate e di mercati che pratichino prezzi concorrenziali.
Sul problema della difesa della occupazione emergono questi orientamenti:
1) Obiettivo principale è quello del salario garantito per gli operai.
Per raggiungere questo fondamentale punto verso la pari-
tà normativa tra operai ed impiegati, da tempo ci si batte e con maggior forza dovremo rivendicarla a livello nazionale nel corso delle prossime lotte contrattuali.
Pressione verso gli organi costituiti per una nuova e qualificata politica di investimenti sociali (costruzione di case popolari e di indispensabili strutture sociali), e di investimenti pubblici e privati.
lotta contro ogni tentativo padronale di ricorrere ai licenziamenti, allo smantellamento di industrie, alla riduzione di orario.
Sviluppo dell'occupazione attraverso la lotta contro la sottoccupazione, il lavoro minorile, il ricorso indiscriminate alle ore straordinarie, contro i ritmi impossibili di lavoro e la incentivazione di cottimo.
Per raggiungere questi obiettivi si decide di proclamare uno sciopero provinciale e di incontrarsi con i sindaci dei comuni della zona per concordare quei provvedimenti di ordine locale di controllo dei prezzi e dei costi sociali.
Ancora uno volta l'asfalto ha voluto una vittima e ha colpito il nostro collega e compagno di lavoro
PAOLO POZZI
stbricato ancora nel fiore della sua giovinezza.
La notizia, così tragica nella sua cruda realtà, ci ha sconvolti ed un vero dolore, uno sgomento indicibile, ci ha presi tutti.
Era un bravo e valente tecnico, circondato dalla stima di tutti, dalla Direzione ai suoi colleghi, ai
suoi diretti collaboratori.
E ne abbiamo avuto una prova con il constatare quante persone hanno partecipato ai funerali, sia con la numerosa rappresentanza della nostra ditta, sia con il concorso veramente eccezionale di tante persone di Oggiono.
Alla vedova abbiamo inviato telegrammi di viva partecipazione al suo grande dolore.
Onoreremo la Sua memoria con un segno tangibile.
Lo ricorderemo con commosso affetto; lo merita!
LETTERA DI UN LAVORATORE
Alla redazione de « La voce unitaria ».
Sono un dipendente della Dell'Orto Carburatori e vorrei sottoporre a voi ed ai lettori del nostro giornalino alcuni dei problemi che sono sorti o che sono sempre esistiti specialmente dopo il rinnovo del C.C.N.L. del 1969. Problemi che sono nati o per inesatta interpretazione mia o che sono evitati volontariamente dai nostri datori di lavoro perchè le norme del contratto lese; ano dare a loro il significato che fa comodo.
Ignorando il recente statuto dei lavoratori la Ditta chiede tuttora i certificati penali ai dipendenti da assumere fra un mese grazie all'accordo di giugno avremo raggiunto le 40 ore settimanali che darà atto all'entrata in vigore in anticipo delle norme previste in merito dal C.C.N.L.L. Faccio notare che l'art. 3 lettera D descrizione dell'accordo a pagina 187 dice: « le parti convengono che attraverso la riduzione effettiva dell'orario di lavoro non intendono determinare alcuna perdita di guadagno ». Tenendo presente quanto sopra andiamo a vedere il nostro premio orario che è composto dalle varie 17 lire, 35 lire, ecc. e che quando si facevano 48 ore setimanah si prendeva, considerando uno quota media di L. 100 orario: L. 48x100 = Lire 4.E30 mentre ora lavorando 40 ore si prendono L. 40x10 = L. 4.000 con una perdita mensile variante da L. 3.000 a Lire 5.000 a secondo delle categorie. Tutto questo in barba allo articolo del C.C.N.d.L. sopra citate. Ricordiamoci che per L. 10.000 al mese abbiamo fatto 3 mesi di sciopero, ciò vuol dire che i miseri soldi che ci hanno dato ieri ora se li stanno riprendendo.
So che agli impiegati non pagano le festività che cadono di sabato esono sempre 2 o 3 all'anno, « l'assurdo » non è stato pagato nemmeno il 1° maggio festa dei lavoratori. Notare che agli operai viene pagato re-
golarmente mentre agli impiegati pagano di quei giorni solo il premio orario, evidentemente il sabato lo considerano integrato nello stipendio il che non è possibile perchè la settimana lavorativa termina il venerdì.
Un'altra per l'imipegato, quando è in malattia il premio orario non viene pagato malgrado che mensilmente quando lavora paga anche sul premio le regolari trattenute sociali e fiscali; per l'operaio all'INAM viene dichiarata tutte le volte la paga lorda percepita il mese prima della malattia, forse che per l'impiegato non esistendo questa dichiarazione da atto ad una truffa? Faccio notare che l'impiegato percepisce circa 120 lire orario di premio e cioè gli viene truffato circa L. 1.000 al giorno. Ancora per gli impiegati, la quota oraria viene calcolata dividendo lo stipendio per 180 invece che per 178 come da accordo di giugno e CCNL. Perchè è ricominciata la storia delle straordinarie?
Le quali hanno sempre fatto un buon effetto sui dipendenti ma dando falsi risultati al fine della paga. Mi risulta che a fare gli straordinari ci restano rappresentanti del Consiglio di fabbrica. Questo succede in un momento di fuori della Ditta ci sono molti disoccupati.
A moltissimi dipendenti non viene pagato il premio orario e viene pagato parzialmente anche dopo oltre l'anno dalla assunzione. Siccome molti di questi dipendenti non sono al corrente delle quote dei premi, vogliamo pubblicare i termini dell'accordo e le relative quote dei premi che variano secondo l'età e la categoria di modo che tutti possano controllare il furto che la Dell'Orto fa loro ogni giorno.
I dipendenti che hanno un'età inferiore ai 18 anni e lavorano già a 40 ore settimanali non vedo come usufruiscano delle quote ottenute nell'accordo di giugno, soldi derivanti dalla riduzione d'orario, anche loro
hanno fatto sciopero però egoisicamente a loro non si è pensato.
Questi stessi che sono in maggior parte studenti serali avendo già da diversi mesi presentato i relativi documenti per il rimborso della quota di iscrizione alla scuola dell'anno scorso, tuttora che è già iniziato un altro anno scolastico non hanno ancora ricevuto niente dalla Dell'Orto.
I problemi esposti fino ad ora ho potuto solo dirli sottovoce e hanno fatto nessun effetto neanche sui delegati di reparto, ed allora tramite il giornale gridiamoli in faccia a tutti e facciamola finita con tutte quelle piccole e grosse truffe che la « Dell'Orto riesce a mettere in atto per l'ignoranza di certe norme dal lavoratore.
Questo è lo sfogo di uno che non ha approfondito i problemi prima per paura delle rappresaglie invisibili che la « Dell'Orto » mette furbescamente in atto, e che ora trova il coraggio dí dirle attraverso il giornale.
P.S. Questa lettera vorrei fosse pubblicata completamente, i problemi esposti vorrei fossero trattati singolarmente in più pubblicazioni e in modo elaborato. Vi chiedo anche di non pubblicare il mio nome per i motivi che ben potete pensare.
Lettera firmata
La Redazione risponde:
Caro compagno, come vedi la tua lettera l'abbiamo pubblicata integralmente. Ci hai fatto un grosso piacere con questo tuo intervento; ci hai dimostrato di aver capito quanto sia utile e importante il giornale.
La risposta ai tuoi quesiti ci ripromettiamo di darla nel prossimo numero per due motivi: per permetterci uno studio più approfondito, punto per punto, dei problemi che hai esposto vorremmo che in merito, dato che sono problemi che interessano tanti in fabbrica, ci siano lettere e opinioni di altri compagni di lavoro.