LA VOCE
Consiglio di Fabbrica CARBURATORI DELL'ORTO di Seregno
PERCHE' UN GIORNALE DI FABBRICA?
Molti sono i motivi che ci hanno spinto a pubblicare un giornale di fabbrica. Per primo la necessità di una più ampia informazione, di strumenti che permettano il dialogo e il collegamento che tutti sentiamo come indispensabili.
Informazione sui nostri problemi, su ciò che si vuole e si deve fare e su conquiste che strappiamo al padrone;
Dialogo tra operaio e operaio, tra reparto e reparto, sulle reciproche necessità che spesso non conosciamo o non capiamo proprio perchè il padrone cerca di isolarci costringendoci nella logica del «ognuno pensa ai fatti suoi»;
Collegamento con le altre fabbriche per discutere i problemi e le esperienze comuni.
Così riusciremo ad avere una visione più generale della visione operaia confrontando le nostre condizioni e le nostre conquiste con quelle di compagni di altre fabbriche.
Ecco quindi il giornale come strumento di unità e di coscienza di classe.
Poi l'esigenza per il C.D.F. dì avere uno strumento in grado di far partecipi tutti non solo delle linee e delle conclusioni cui si giunge ma anche del dibattito che si viene sviluppando. E inoltre nel giornale troverà spazio la linea sindacale unitaria e si cercherà di applicare le indicazioni generali ai problemi sia di zona sia di fabbrica.
Quindi giornale come strumento di dibattito e di informazione sindacale.
Non dimenticheremo neppure i problemi che ci troviamo di fronte anche al di fuori della fabbrica, cioè prezzi, affitto, casa, asili, scuole trasporti, ecc.
Sul giornale troveranno posto anche questi problemi e si cercherà col dibattito e con lo studio di riuscire a capirne le cause e a proporre le soluzioni.
Quindi giornale come strumento di informazione e di lotta sociale.
Infine abbiamo la garanzia, perchè proprio noi lo scriviamo, proprio perchè noi lo finanziamo, che l'irv;
formazione, i problemi, le proposte, sono affrontati dal nostro punto di vista, di un punto di vista operaio. Questo contrariamente ai nostri giornali locali che portano solo il punto di vista del prete, o del padrone, o di qualche suo tirapiedi. Quindi giornale « operaio ». Vogliamo troppo? Forse, ma siamo convinti che tutto dipenderà dalla nostra volontà di raggiungere questo risultato, dalla collaborazione di tutti questi operai che vogliono questi risultati.
In questo primo numero cerchiamo di mettere in pratica le cose dette sopra. Per questo pubblichiamo l'accordo del 18 Giugno 1971 con le modifiche del 13 ottobre CONTINUA IN 2•
DALLA PRIMA
1971. Lo facciamo non solo perchè è giusto che tutti conoscano l'accordo nei particolari, ma anche perchè di questa conoscenza ci si serva per verificare e vigilare in modo che il padrone lo applichi.
Dovremo inoltre spingere perchè quei problemi che l'accordo non ha risolto ma solo dilazionato, come la mensa e l'ambiente di lavoro, arrivino a conclusioni positive.
Alle modifiche di ottobre siamo arrivati proprio per la necessità di verificare continuamente corde lo accordo possa essere applicato faoendo rispettare il nostro punto di vista, portando avanti le interpretazioni più favorevoli per noi lavoratori.
Pubblichiamo anche la bozza di statuto elaborata dal C.d.F. bozza che sarà discussa e votata in assemblea generale.
Dopo che il Consiglio è stato rie-
letto e ha quindi verificato il mandato dei gruppi omogenei, lo statuto viene ad essere un punto fermo, che tiene conto dell'esperienza compiuta in questo primo anno dai consigli e dalle conclusioni della 2' conferenza unitaria dei metalmeccanici.
Lo statuto segna, per il consiglio un salto di qualità dopo un anno di esperienza, a volte confuso, ma che ha dimostrato la possibilità e la forza che ha questo nuovo strumento di organizzazione operaia.
Punto fermo da cui partire con maggior chiarezza ed efficacia nella difesa degli interessi dei lavoratori, per la conquista di migliori condizioni di vita, per raggiungere un traguardo di giustizia sociale.
Per questo la bozza di statuto non contiene norme tecniche ma un programma da realizzare.
Perciò è l'assemblea che deve decadere lo statuto perchè il programma si può realizzare solo se esprime le esigenze di tutti, solo
se è compreso ed attivamente appoggiato dai lavoratori.
Con questo articolo vogliamo aprire il problema « perchè un giornale di fabbrica ».
Noi abbiamo esposto i nostri perchè, ma abbiamo bisogno dei suggerimenti, dei pareri, dell'aiuto di tutti i lavoratori.
E' necessario se si vuole che diventi veramente il giornale di tutti gli operai. Vi invitiamo perciò a mandarci le vostre opinioni su questo primo numero per migliorare il giornale.
Questo giornale è gratuito perchè è un diritto di tutti i lavoratori. Però costa. E' importante essere indipendenti sul piano economico (autofinanziamento) perchè così è possibile essere indipendenti anche in quello che si dice. Invitiamo perciò tutti quei lavoratori che vogliono un giornale « operaio ■ a contribuire al finanziamento con delle piccole offerte volontarie.
La redazione
BOZZA DI STATUTO DEL C. d. F. « CARBURATORI DELL' ORTO »
li Consiglio di fabbrica
li C.d.F. è la nuova struttura sindacale unitaria di base, espressione democratica di tutti i lavoratori, strumento di difesa degli interessi dei lavoratori fn fabbrica e nella società, nelle linee dell'organizzazione del Sindacato.
Funzioni e compiti del C.d.F.
E' compito del C.d.F.:
Coordinare ed elaborare in stretto collegamento con i lavoratori e con i membri delle commissioni tutta l'attività sindacale della fabbrica (problemi aziendali, di reparto, individuale vertenze, ecc.).
Promuovere incontri con le altre fabbriche, anche di altre categorie per verificare le proprie esperienze.
Promuovere iniziative atte a risolvere problemi collegati alla vita dei lavoratori in fabbrica e nella società.
Contribuire con un serio dibattito alle scelte ed alla elaborazione delle linee politiche sindacali.
Gestire in modo in cui viene ef-
fettuato il tesseramento sindacale.
Pubblicare il giornale di fabbrica e nominare la redazione.
Ir C.d.F. è responsabile di fronte all'assemblea dei lavoratori.
Spetta alle assemblee dei lavoratori (di reparto, di piano, generali), approvare o correggere le decisioni del C.d.F.
Strutture del C.d.F.
Il C.d.F. è composto dai delegati eletti e da tutti i lavoratori disponibili a partecipare attivamente.
Delegati
I delegati sono eletti dalle assemblee di reparto o ufficio su scheda bianca con voto diretto e segreto, Per evitare dispersione dei voti e la conseguente elezione del delegato con una limitata rappresentatività si stabilisce che il delegato è eletto in prima votazione se raggiunge almeno il 40% dei voti, qualora nessuno raggiungesse tale percentuale, si effettuerà una nuova votazione di ballottaggio tra i due lavoratori che avranno raccolto il maggior numero dei voti.
II delegato, deve assolvere ad un preciso ruolo dirigente di sintesi e di partecipazione dei lavoratori alla costruzione della politica sindacale a livello aziendale, deve trasferire al C.d.F., tutte le istanze del proprio reparto o ufficio (indipendentemente dalla sua valutazione e convinzione) per ulteriore approfondimento valutazione ed individuazione delle scelte da compiere. Quando nel reparto scaturiranno problemi importanti derivanti da anormali condizioni di lavoro (ritmi, ambiente di lavoro, nocività, ecc.) il delegato deve informare al più presto il C.d.F. il quale ha lo obbligo di esaminare il problema posto dal delegato.
Il delegato è responsabile e risponde della sua attività e del suo comportamento di fronte ai lavoratori del proprio reparto o ufficio e può in qualsiasi momento essere revocato dalla maggioranza dei lavoratori stessi.
La sostituzione dei singoli delegati dimissionari (perchè lasciano l'azienda, perchè vengono revocati dai lavoratori o per qualsiasi altra ragione), deve avvenire tramite
nuova elezione dei lavoratori interessati secondo le modalità sopra esposte, e non attraverso la semplice sostituzione con i primi non eletti.
Rappresentanti aziendali sindacali
Il C.d.F.; elegge nel suo interno i .R.A S.
Compito dei R.A.S. è quello di collegarsi attivamente con l'organizzazione sindacale.
Commissioni di studio di singoli problemi
ll C.d.F. articola la sua attività strutturandosi in commissioni (per la nocività, ritmi, categorie, ecc.) di queste possono farne parte anche tutti quei lavoratori che possono dare un serio contributo al lavoro delle commissioni stesse.
Comitato Esecutivo
Il C.d.F. elegge nel suo interno un esecutivo per il coordinamento delle proprie attività. Il C.E. non ha nessun potere decisionale, il quale spetta solo al C.d.F. e alla assemblea dei lavoratori. Il C.d.F. si riunisce una volta ogni quindici giorni e i componenti dello stesso devono essere preventivamente informati dell'ordine del giorno, inoltre il C.d.F. viene convocato ogni volta si riterrà necessario.
Alle riunioni del C.d.F. possono partecipare tutti i lavoratori senza possibilità però di votare le decisioni del C.d.F.
Qualsiasi membro del C.d.F. che manchi per tre riunioni consecutive, senza giustificato motivo, verrà sottoposto alla verifica del gruppo omogeneo che lo ha eletto.
Tutti gli organismi e i componenti il C.d.F. sono revocabili in ogni momento dall'organismo che li ha eletti.
Giornale di fabbrica
Al fine di promuovere tra tutti i lavoratori l'informazione, la formazione e il dibattito politico e sindacale, il C.d.F. istituisce un giornale unitario, che deve rappresentare una tribuna aperta al confronto di tutti i lavoratori.
La responsabilità politica e organizzativa di tale giornale è affidata all'intero consiglio che provvederà alle elezioni di una redazione.
Lo Statuto e le sue eventuali modifiche sono approvati a maggioranza (per alzata di mano) dalla assemblea generale dei lavoratori.