LA VOCE
ottobre 1971
UNITARIA
Consiglio di Fabbrica CARBURATORI DELL'ORTO di Seregno
PERCHE' UN GIORNALE DI FABBRICA? Molti sono i motivi che ci hanno spinto a pubblicare un giornale di fabbrica. Per primo la necessità di una più ampia informazione, di strumenti che permettano il dialogo e il collegamento che tutti sentiamo come indispensabili. Informazione sui nostri problemi, su ciò che si vuole e si deve fare e su conquiste che strappiamo al padrone; Dialogo tra operaio e operaio, tra reparto e reparto, sulle reciproche necessità che spesso non conosciamo o non capiamo proprio perchè il padrone cerca di isolarci costringendoci nella logica del «ognuno pensa ai fatti suoi»; Collegamento con le altre fabbriche per discutere i problemi e le esperienze comuni. Così riusciremo ad avere una visione più generale della visione operaia confrontando le nostre condizioni e le nostre conquiste con quelle di compagni di altre fabbriche. Ecco quindi il giornale come strumento di unità e di coscienza di classe. Poi l'esigenza per il C.D.F. dì avere uno strumento in grado di far partecipi tutti non solo delle linee e delle conclusioni cui si giunge ma anche del dibattito che si viene sviluppando. E inoltre nel giornale troverà spazio la linea sindacale unitaria e si cercherà di applicare le indicazioni generali ai problemi sia di zona sia di fabbrica.
Quindi giornale come strumento di dibattito e di informazione sindacale. Non dimenticheremo neppure i problemi che ci troviamo di fronte anche al di fuori della fabbrica, cioè prezzi, affitto, casa, asili, scuole trasporti, ecc. Sul giornale troveranno posto anche questi problemi e si cercherà col dibattito e con lo studio di riuscire a capirne le cause e a proporre le soluzioni. Quindi giornale come strumento di informazione e di lotta sociale. Infine abbiamo la garanzia, perchè proprio noi lo scriviamo, proprio perchè noi lo finanziamo, che l'irv;
formazione, i problemi, le proposte, sono affrontati dal nostro punto di vista, di un punto di vista operaio. Questo contrariamente ai nostri giornali locali che portano solo il punto di vista del prete, o del padrone, o di qualche suo tirapiedi. Quindi giornale « operaio ». Vogliamo troppo? Forse, ma siamo convinti che tutto dipenderà dalla nostra volontà di raggiungere questo risultato, dalla collaborazione di tutti questi operai che vogliono questi risultati. In questo primo numero cerchiamo di mettere in pratica le cose dette sopra. Per questo pubblichiamo l'accordo del 18 Giugno 1971 con le modifiche del 13 ottobre CONTINUA IN 2•