la lotta I RM dell
A CURA DEL CONSIGLIO DI FABBRICA
LAVORATRICI E LAVORATORI
Da tre mesi gli operai, i tecnici, gli impiegati della I.B.M. sono in lotta . Non è questo un fatto anomalo ma è la diretta conseguenza della storia del movimento sindacale italiano degli ultimi anni oltre che il frutto di una organizzazione aziendale che porta fino all'eccesso.la spersonalizzazione del lavoratore
La I.B.M. è composta di 7.0001avoratori circa , di cui solo 600 operai e per il resto tecnici, amministrativi, impiegati d'ordine.
Lo stabilimento di Vimercate iniziò la sua attività nel 1966 ed in esso vennero concentrate diverse unità produttive dapprima separate e sparse nella città di Milano.
Questa concentrazione consenti alla direzione di operare una formidabile ristrutturazione di tutta l'organizzazione del ciclo produttivo, della sua gestione e del suo controllo .
L'I.B.M. Italia da azienda di tipo artigianale, che produceva alcuni prodotti di scarso peso economico e tecnologico, diventava una filiale dell'I.B.M. Europa che produceva alcuni fra i più prestigiosi modelli della famiglia dei calcolatori I.B.M.
Ciò avveniva attraverso questo fenomeno di concentrazione della produzione e di ristrutturazione e con l'immissione nel ciclo produttivo di centinaia di giovani tecnici appena diplomati o con breve esperienza dí lavoro.
Il fenomeno di ristrutturazione dell'organizzazione del ciclo produttivo aveva come perno il calcolatore . Attraverso esso avveniva la gestione ed il controllo del ciclo produttivo; la logica, la discrezionalità, la decisionalità di una serie molteplice di operazioni per la gestione ed il controllo della attività produttive era inserita nei programmi di elaborazione .
In questo contesto al tecnico, lungi dall'essere un lavoratore che attraverso la professionalità acquisita nella scuola e nelle precedenti esperienze di lavoro svolgeva un lavoro creativo, diventava sempre più una semolice appendice del calcolatore stesso, impiegato d'ordine adibito al controllo ed allo smistamento delle informazioni che il calcolatore forniva, senza avere un minimo di controllo sulla logica con cui queste informazioni e decisioni venivano prese dal calcolatore e senza una minima visione d'assieme , complessiva del processo produttivo.
Si realizzava così un divario notevole ed incolmabile fra i miti reclamizzati dall'azienda e dalla scuola, miti relativi alla tecnologia, all'organizzazione del lavoro, all'azienda americana e la realtà vissuta da un numero sempre crescente di lavoratori in fabbrica fatta di un lavoro noioso, parcellizzato, dequalificato e con un livello salariale che si avvicinava sempre di più alla media dei salari italiani: la perdita della professionalità del tecnico, il suo processo dí proletarizzazione era accompagnato da un progréssivo deterioramento anche dei privilegi economici che per il passato avevano fatto del tecnico una categoria a metà strada fra il padrone e la classe operaia come tramite e strumenta di controllo per conto del primo della:, gran massa dei lavoratori/
All'esterno della fabbrica le lotte studentesche ed operaie del 68-69 davano una nuova spinta al movimento operaio nel suo complesso e creavano le premesse per le lotte contrattuali dell'autunno.
Anche all'I.B.M. nel vivo della lotta dell'autunno si realizzò per la prima volta l'unità di lotta fra gli operai e gli impiegati, togliendo la minoranza operala dall'isolamento in cui si era sempre trovata nelle lotte dei contratti precedenti
Per superare un momento di debolezza della lotta in I.B.M. dovuta in parte alla mancanza dí esperiefiza e di tradizione di lotta dei giovani tecnici in parte alla capillare repressione interna che la direzione attuava in modo sistematico,si realizzò una imponente manifestazione all'interno dei cancelli dello stabilimento di Vimercate Con gli operai della Falck .
Fu questo un episodio che assumeva un preciso significato e valore politico; il superamento nel vivo della lotta della divisione ormai artificiosa che il padronato si sforzava di mantenere ancora in vita fra tecnici e impiegati da una parte e gli operai dall'altra, la realizzazione dell'unità di classe su obiettivi emmuni di lotta .
Sull'onda delle lotte autunnali si cercò di raggiungere obiettivi di giustizia salariale e di democrazia interna che però non approdarono a risultati apprezzabili soprattutto per l'isolamento in cui si trovavano ancora i lavoratori d'allo, stabilimento di Vimercate in tutto il complesso I.B.M. Italia ( 2.000 lavoratori su 7000 ) .
Da questi riaultati cnntrastanti,quali:il reale efficace apporto alle lotte per i contratti,il mancato raggiungimento di obiettivi interni,portarono ad un lavoro di analisi prima della situazione e poi di costruzione dell'organizzazione sindacale cercando di superare i limiti dello stabilimento per raggiungere collegamenti stabili e costruttivi con i lavoratori di altre sedi I.B.M. in special modo con quelli di Milano.
Questo lavoro , serio e paziente, portò ad un prIpo risultato allo interno dello stabiliménto con la elezione dei delegati .del - Consiglio , di Fab-