n. 3 aprile '79
il varo
Anno 2
Bollettino mensile di informazione del Gruppo SADELMI - COGEPI
RIUNIONE TRIMESTRALE DIREZIONE - CCU 16 febbraio 1979 Ai nostri quesiti, vedere nostra lettera n. 3/79 del 18 gennaio 1979, la Direzione ha risposto con dovizia di cifre e commenti. 1) Situazione generale della Società Il fatturato del 1978 è stato di 240 miliardi. Rispetto al 1977 c'è stato un incremento di 91 miliardi. Le officine di Genova e Novara hanno contributo al fatturato 1978 nella misura del 4,9% del totale pari a 11,7 miliardi (nel 1977 tale quota era stata del 3%). L'organico aziendale in Italia è passato da 620 unità a 724. L'incremento è stato così ripartito: 69 unità Milano, 19 ELE/Roma, 9 SAV/Novara, 2 UGE/Genova e 5 ONO/ Novara. Gli investimenti effettuati durante il 1978 sono stati 19 miliardi di cui 4b/ milioni per I officina di Genova e 406 milioni per quella di Novara. Degli altri 18 miliardi non sono stati dati particolari. Gii ordini in mano ai 31-12-1978 ammontano a 449 miliardi. La ripartizione geografica risulta essere (in miliardi): Algeria 183, Iran 146, Iraq 22.5, Arabia Saudita 53, Zaire 15, Nigeria 9.5, Italia 11, Libia 9. La ripartizione tecnologica è la seguente (in miliardi): DCS 2b i, uu-t 118, ELI 44, UOF 6 e vari 12. Uai dati di cui sopra se ne ricava che il 1978 è stato un anno d'espansione e questo nel segno di una continuità cne e proprio una costante della Societa tin dal 19I3. Alcune perplessità non possono non essere sottolineate. Ad esempio il DLR registra una contrazione del proprio portafoglio ordini. Le diffico,tà uel DLR non possono spiegarsi solamente con la contrazione del mercato mondiale delle linee. Altri motivi certamente concorrono a questa crisi, motivi cne purtroppo non ci sono completamente comprensibili per l'incompletezza delle informazioni in nostro possesso. Un'altra nota stonata riguarda le officine di Novara e Genova. La Direzione afferma che è già un successo garantire la continuità produttiva delle officine a fronte di una situazione italiana di crisi permanente. Inoltre è stato aggiunto che l'attività delle officine è strettamente legata ai dipartimenti tecnici (DCS - DLR ELE). La prima parte del discorso ci sembra riduttiva a nostro parere ed esprime una logica di pura sopravvivenza. Il fatturato delle officine è stato: nel 1974 7%, 1975 4%, 1976 3%, 1977 2% e nel 1978 5% con una media nell'arco dei 5 anni. sopra menzionati, del 4%. Mentre il fatturato generale ha denotato dal 1974 al 1978 una fortissima espansione (da 37 miliardi a 240). Il carico di lavoro certo per le due officine per il 1979 è così suddiviso: 30.000 ore OGE e 20.000 Novara mentre si parla di acquisire altre commesse nel medio periodo Sulla base delle cifre sopra riportate si intuisce come la logica della sopravvivenza sia da noi temuta, combattuta
e denunciata ad ogni occasione. 2) Perchè il D.C.E. (Dipartimento Consociate Estere) Il DCE è nato per favorire lo sviluppo delle attività all'estero. Le funzioni dello stesso sono: Conduzione operativa delle società di cui la Sadelmi ha e/o avrà la maggioranza o minoranza del pacchetto azionario. Collaborazione con i dipartimenti tecnici. Al momento attuale sono state costituite due società: S.S.T. in Saudi Arabia e S.N.L. in Nigeria. La partecipazione della Sadelmi è maggioritaria rispetto ai soci sauditi e nigeriani. Diversificazione tecnologica Su questo problema c'è molta attenzione da parte della Società. Per il DLR vengono ipotizzati altri settori d'attività in considerazione del fatto che la capacità d'ingegneria espressa da questo dipartimento è potenzialmente in grado di diversificarsi senza eccessivi problemi. Ritorno attività Italia Permanendo la mancanza di investimenti nel nostro paese, vedere chimica e siderurgia, non esistono al momento possibilità generalizzate. La soia novità è rappresentata dall'acquisizione della ELE di una commessa di 4 miliardi per la costruzione della linea « B • della metropolitana di Roma. C'è interesse per il progetto governativo, ancora non esecutivo, di costruzione di varie centrali nucleari. Situazione Iran I lavoratori della Sadelmi in Iran non hanno corso e non corrono nessun pericolo ha dichiarato la Direzione. Nei momenti culminanti della crisi si è provveduto a ridurre l'attività ed il personale. L'Iran col 28%, ordini acquisiti nel 1977, è uno dei mercati più importanti, se non il principale in assoluto per la Sadelmi. In parte alcuni lavori erano già stati eseguiti al 100% prima della fase cruciale della rivoluzione. Ci pare ovvio affermare che la situazione iraniana potrà influire negativamente sulle società operanti nell'ex regno dello Scià. Tutti gli operatori economici presenti in Iran speravano che il trapasso di poteri dal vecchio al nuovo regime avvenisse in modo graduale e nel segno della continuità. Tutto ciò non è avvenuto e l'ipotesi gattopardesca teorizzata dal governo Baktiar è stata travolta dagli avvenimenti. Appare scontata una drastica epurazione in seno alla vecchia amministrazione e la costituzione di una commissione governativa per vagliare tutti i contratti firmati dal vecchio regime. COPIRTKIJA ¢rr 1P.