Rullano 19 Mensile di informazioni politica e cultura della Zona 19 Anno IX - N. 11 - Novembre 1985
Milano dal fascismo a Piazza Fontana
In bici alla scoperta di un bosco in città
Ben tornato Robin Hood' A proposito di decentramento No, cara Falcucci no Quartieri cronache 40 anni, una vita nella storia di San Siro I mestèe de la Milan de semper
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Al Consiglio di Zona 19
Al Centro di piazzale Segesta
Un DC vice presidente, il PSI si tura il naso
Anziani si mobilitano contro la distruzione del "loro" giardino
Cronaca di una seduta svoltasi tra tante "dimenticanze" - Presentato dalla maggioranza un "programma che non è un programma" - Timori di futuri possibili incidenti procedurali o limitazioni delle regole democratiche
Impedito l'accesso all'impresa che dovrebbe costruire i campi di bocce - Delegazione a Palazzo Marino - Assenti gli assessori del Pentapartito
Lettura di un programma che non è un programma, elezione del vice presidente e nomina della Commissione del regolamento, che la maggioranza pentapartitica si è "dimenticata" di mettere all'Ordine del Giorno, sono i tre avvenimenti della seconda seduta dell'attuale legislatura del Consiglio di Zona 19. la seduta si è aperta con la lettura da parte del presidente, il socialista Gianpiero Chioccola, di un tardivo documento che iniziava con la frase: "Amici Consiglieri, siamo riuniti stasera per la nomina del Vice Presidente, valida a tutti gli effetti anche se, di fatto, è la prosecuzione della precedente" (dove soltanto con un grosso sforzo di immaginazione si riusciva ad intuire che quel "valida" e quel "prosecuzione" si riferivano non alla nomina del vice presidente, bensì alla non nominata precedente seduta del Consiglio di Zona) e che non aveva neppure la pretesa, come espressamente dichiarato dallo stesso presidente, di essere il "programma" del pentapartito che peraltro non lo aveva neppure inserito nell'Ordine del giorno. Era soltanto, come hanno fatto rilevare i consiglieri dei gruppi comunista e demoproletario, un elenco superficiale ed incompleto di problemi non ancora da discutere. Ma allora, perché presentarlo? Evidentemente per salvarsi la faccia dopo il ribaltamento della maggioranza laica e di sinistra e la sua sostituzione con una maggioranza pentapartitica, senza alcuna motivazione politica, nè programmatica di zona. Unica giustificazione addotta dalla nuova maggioranza: la tensione politica che si sarebbe venuta a creare con il referendum del 9 giugno. Terminata la lettura del "programma che non era un programma" (nove pagine dattiloscritte per dire mente), la maggioranza pentapartitica ha proposto per l'elezione a vice presidente del Consiglio di Zona il democristiano Giuseppe Bella, contrapponento tale candidatura a quella della indipendente Gabriella Finazzi presentata nella precedenter seduta dal gruppo comunista. Smorfie, facce strane, ilarità nel gruppo socialista e conseguenti preoccupazioni in quello democristiano. Ma non avevano concordato un nome? O dobbiamo credere che anche il vice presidente di zona, come già il presidente, è stato imposto dai vertici cittadini del pentapartito? Fatto sta che si è andati al voto: Bella è risultato eletto, ma soltanto eletto con 18 voti (due in meno dei consiglieri della maggioranza), la Finazzi ha ottenuto 10 voti (PCI e DP), due consiglieri (evidentemente della maggioranza) hanno votato scheda bianca, mentre i due consiglieri missini non hanno partecipato alla votazione, come già avevano fatto per l'elezione del presidente. Infine si è passati alla nomina della Commissione per il Regolamento interno del Consiglio di Zona 19 (senza il quale il Consiglio di zona non può operare) e si è scoperto che la mag-
gioranza pentapartitica si era "dimenticata" di farla mettere all'ordine del giorno. Si sono dovute raccogliere le firme dei consiglieri! C'è soltanto da sperare che nel prossimo futuro la confusione nel pentapartito non porti il Consiglio di Zona 19 ad infortuni procedurali o a limitazioni delle regole democratiche (tra l'altro il presidente si è anche "dimenticato" di dare la parola al pubblico) e neppure che, in attesa della formazione delle commissioni e delle nomine dei rappresentanti del Consiglio di Zona nei Comitati di Gestione e negli organismi scolastici, ci si ' 'dimentichi" anche dei problemi urgenti sui quali comunque il Consiglio di Zona può già decidere ed intervenire, fra cui, ad
esempio, il Centro Civico di Zona, in via Quarenghi, ancora inagibile, e la questione dei campi di bocce nel Centro Anziani di Piazzale Segesta, per i quali il gruppo consiliare comunista ha presentato rispettivamente un'interpellanza ed un'interrogazione, che riportiamo in altre parti del giornale. Ma tanti altri problemi sono aperti nella zona a oltre 5 mesi dalle elezioni: per cominciare quaranta miliardi di lire del Fondo di Zona per le attività ricreative e culturali per il secondo semestre 1985 sono ancora fermi in attesa di delibere e vanno spesi entro l'anno. Vogliamo sperare che non rimangano inutilizzati e tanto meno che vengano spesi male, magari in modo clientelare.
Con la nuova legislazione
Diventa più leggera la mano del fisco sulle liquidazioni Anche se si è lontani dalle interpretazioni delle Commissioni Tributarie che avevano sollevato dubbi di costituzionalità sulla precedente tassazione - Come si calcola l'imposta - La domanda di rimborso per le liquidazioni già percepite Approvata in via definitiva dal Parlemento iL 19 settembre scorso la nuova legge sulla tassazione dell'indennità di fine lavoro (più comunemente detta liquidazione) dopo un iter lungo e sofferto, durato oltre un anno dalla sua presentazione alle Camere quale disegno di legge governativo. Molto brevemente va detto che questa legge per la riforma del trattamento lrpef sulle liquidazioni porta a differenti risultati di convenienza, ma sostanzialmente, con la visione del comune buon senso, non si può negare un giudizio positivo sui principi di maggior giustizia fiscale, seppure di modesta entità, in essa contenuti. In altre parole, già molti lavoratori e pensionati, ai diversi livelli di qualificazione, hanno manifestato le loro perplessità e il loro disappunto su questo provvedimento, purtroppo senza verificare che almeno in una certa misura esso ha riservato l'eliminazione di una sperequazione che si protraeva da troppo tempo. Quella, per l'esattezza, che colpiva soprattutto i lavoratori con elevata anzianità e a basso reddito. Chi scorge nella nuova normativa tendenze di marchio populista, a nostro avviso si sbaglia di grosso. Troppo giusto era cancellare la disparità esistente tra lavoratori liquidati a più riprese con brevi anzianità e altri con lunghe anzianità e, al limite, anche con unico rapporto di lavoro, trattati fiscalmente in uguale misura. Oggi finalmente questo traguardo è stato conseguito. Quanti non hanno avuto la fortuna di raggiungere briganti carriere di lavoro con (segue a pagina 16)
È continuata per tutto il mese di ottobre la mobilitazione degli anziani del centro di piazzale Segesta contro la realizzazione, da parte del Comune, di due campi di bocce nel giardino del centro stesso. Sabato 5 ottobre il Comitato di Gestione ha indetto un'assemblea di utenti del centro, vista l'intenzione dell'impresa incaricata di iniziare i lavori il lunedì successivo. Ben 150 anziani, seduti ai tavolini sparsi nel giardino sotto il sole caldo di quest'autunno eccezionale, hanno discusso il da farsi assieme ai consiglieri di zona del PCI (Calerio, Ferri e Beretta) e del PSI (Zaccaria e Giorcelli), intervenuti per sostenerli nella loro lotta, ed hanno deciso di firmare una petizione da consegnare alla Giunta Comunale, al Sindaco, agli assessori ai lavori pubblici, all'assistenza ed al demanio, nella quale è stato scritto: "Gli utenti del Centro Anziani di Piazzale Segesta 11, riunitisi in assemblea il 5 ottobre 1985, chiedono l'immediato annullamento dei lavori per la formazione di due campi di bocce il cui inizio è stato annunciato dall'impresa Edil Alba per il 7 ottobre 1985, in quanto la realizzazione di tale opera, mai richiesta dal Comitato di Gestione né dal Consiglio di Zona 19, eliminerebbe completamente lo spazio verde esistente, uti(segue a pagina 16)
P unto E così il primo governo Craxi è caduto. Certo, non neghiamo il fatto che tale governo non ci piaceva, ma ancor meno ci è piaciuto il modo in cui è stato fatto cadere su questioni essenziali riguardanti l'autonomia nazionale e la politica internazionale dell'Italia. Dobbiamo infatti riconoscere che nella vicenda della Achille Lauro gli atti compiuti da Craxi sono stati ispirati alla volontà di salvare vite umane, di tutelare la sovranità e l'autonomia dell'Italia e di affermare il metodo della trattativa per la soluzione pacifica del conflitto israelinao-palestinese. Nessun arretramento è possibile rispetto a tali principi così come a quello della più intransigente difesa delle leggi che regolano i rapporti tra le nazioni. Non è possibile infatti sconfiggere il terrorismo se gli
Bella democrazia! stati stessi violano il diritto internazionale così come è avvenuto con l'incursione israeliana su Tunisi e con il dirottamento dell'aereo egiziano da parte degli USA. Certo, la situazione nel Mediterraneo è esplosiva, ma proprio per questo è più che mai necessaria per il nostro paese una politica capace di fargli svolgere una funzione positiva per una soluzione pacifica del conflitto medio orientale. Per raggiungere tale obiettivo è necessario che l'Italia si renda elemento attivo di un processo di distensione e di disarmo controllato. Ma di tutto questo gli alleati (o ex alleati ?)di Craxi,.sottraendosi al dibattito sui motivi delle dimissioni del governo, hanno impedito al Parlamento di discutere e agli italiani di sapere. Bella democrazia!