dicembre 197
Giornalino unitario a cura de I CONSIGLIO DI FABBRICA
C. G. S.
BUONE FESTE! Dopo gli auguri di prammatica vorremmo fare alcune considerazioni per dare ai nostro Natale un significato vero e profondo al di fuori di quella atmosfera che ha fatto di questa festa un autentico festival del consumismo. Vorremmo dare uno sguardo attorno per inquadrare l'ambiente nel quale viviamo e il tipo di società nella quale operiamo. La prima cosa evidente è che siamo in una società basata sulla legge del profitto, in una società quindi dove non si produce quello che veramente abbisogna all'uomo, ma solo quello che fa guadagnare i padroni. Una società nella quale si cerca di organizzare tutto per avere il massimo utile ed allargare e collegare sempre più l'industria per ottenere quell'organizzrzione monopolistica che permette e favorisce sempre più il concentramento del potere in mano di pochi. Ecco quindi che le decisioni di investimento dei capitali non vengono prese guardando i bisogni reali dell'uomo ma solo per il sempre maggiore profitto di pochi privilegiati. Questo allargarsi del grande capitale monopolistico è fatto sulla pelle dei lavoratori mediante un sempre loro maggiore sfruttamento. Noi combattiamo questo sfruttamento in fabbrica con tutte le nostre forze ma, purtroppo, non altrettanto tenacemente contrastiamo le scelte e gli indirizzi che questa società ci impone. Infatti se noi nella fabbrica contrastiamo la mentalità e la organizzazione capitalistica del lavoro
al di fuori di essa con il notro modo di vivere. di giudicare, di scegliere, diamo la linfa vitale necessaria a questo tipo di società per alimentarsi e sostenersi. Perchè è accettando e magari approvando un certo tipo di scuola classista e discrirninatrice, è subendo un certo tipo di politica accomodante e anti-riformatrice, perchè è non facendo nessun sforzo per capire che la disuguaglianza tra uomo e uomo è il piedistallo su cui si basa la società dei consumi, che noi sosteniamo quel tipo di organizzazione sociale che in fabbrica ci costringe a produrre con ritmi di lavoro sempre più alienanti non quello di cui abbiamo veramente bisogno ma quello che serve a dilatare sempre più i redditi di chi ci comanda. Ma il fatto grave è che questa società tramite un certo tipo di pubblicità « scemizzante » riesce a convincerci ad acquistare tante cose inutili e non necessarie facendole sembrare indispensabili. Ridotto in fabrica a « produttore schiavo » all'uomo dí oggi non resta altro che rifarsi del servilismo di tutta la giornata con delle ore di « consumo », diventando così facile preda di qualsiasi pubblicità o moda. E' per avere una automobile sempre più bella, il frigor, la lavastoviglie, il battitappeto, è per lavarsi col bagnoschiuma, è per farsi la barba con la lametta al platino, è per profumarsi all'essenza di muschio che fa denli uomini tanti « Tarzan », è per fare del nostro figlio un Plasmoniano. è per restare giovani con la
Fiuggi o per non rompere le amicizie con traspirodor che diventiamo, magari senza accorgercene, oltre che schiavi produttori anche schiavi consumatori. Perchè è accettando certi ideali di vita o certi valori fasulli ad arte reclamizzati che alimentiamo e sosteniamo una organizzazione sociale che ci fa vivere in continua tensione con ritmi sempre più accellerati di lavoro e conse(;juenti rischi fisici e malattie professionali. Un tipo di società che tende ad ostacolare ogni nostro intendimento di organizzarci sindacalmente e • politicamente, che ci impone lo eterno assillo della quadratura della busta paga, il terrore di un figlio dopo il primo o il secondo, il pensiero dell'affitto astronomico, delle medicine costosissime e delle visite fuori mutua. CONTINUA IN 2.
SOMMARIO: BUONE FESTE! QUALIFICHE RISULTATI E PROSPETTIVE NON BASTA SCIOPERARE NOTIZIARIO MFNTALITA' DA CORREGGERE POESIOLA IL MONUMENTO CRONACA C.D.F. CRAL = IMMOBILISMO FLASH SU V.B.