Sulla piattaforma
Dopo il terzo incontro avvenuto il 29 marzo e prima del quarto incontro di gio vedi. 13 aprile tra i rappresentanti dei lavoratori e la direzione IBM ci sembra opportuno fare il punto della situazione per dare a tutti una visione chiara e completa dello scontro in atto.
Esaminiamo quindi uno per uno i punti della piattaforma rivendicativa illustrar do le posizioni della direzione con le no stre.
- Rappresentanza dei lavoratoriLa direzione dice: la rappresentanza sindacale nell'azienda è già assicurata da organismi ben definiti - i rappresentanti sindacali aziendali e le commissio ni interne - siamo disposti ad incremeni tare le ore retribuite che queste persone individualmente gi*ispongono (questo però solo per Vimercate). Premesso che ormai da molto tempo nessuna azienda dà più risposte dí questo tipo alla richiesta di riconoscimento del Consiglio di fabbrica (sono ormai migliaia gli accordi aziendali che hanno accolto questa ri vendicazione) si può capire il perchè di questa risposta esaminando la nostra richiesta. Noi abbiamo chiesto un monte-ore (quattro per dipendente) che venga utiliz zato dai delegati eletti dai lavoratori su scheda bianca all'interno dei loro reparti o gruppi omogenei, affinché abbiano la possibilità di riunirsi. Che questi delegati siano tutelati contro i licenzia menti, i trasferimenti, le discriminaziol ni. Che abbiano la possibilità di recarsi in altre sedi IBM per partecipare a riunioni di coordinamento o assemblee.
Quanto costa in termini economici questa richiesta? Niente. Le ore che abbiamo chiesto vengono già utilizzate dalle C.I. e R.S.A. delle varie sedi IBM, si tratta quindi di un semplice trasferimen to di ore.
E' chiaro quindi il perchè della rispo sta della direzione, ciò che non vuol ri conoscere è "l'organizzazione autonoma dei lavoratori".
La IBM non vuole dare ai lavoratori la possibilità di eleggersi i propri rappre sentanti, non vuole che questi si colleghino tra di loro, non vuole che prendano decisioni collettive, non vuole che entrino in altre sedi. Ma su questo punto la direzione ne stia certa i lavoratori non cederanno mai.
- Minimo aziendale -
La IBM ritiene valida la propria politica del"merito" per cui, riferendosi ad elementi "concreti " ed "obbiettivi" dà a tutti la "giusta" retribuzione, inoltre secondo la IBM "questa impostazione consente di fatto di assicurare una posizione avanzata in campo retributivo".
A chi? A quei 280 lavoratori (71% donne) che guadagnano meno di 120.000 lire al mese? A quei 610 lavoratori (62% donne) che guadagnano meno di 140.000 lire? A quei 1.140 lavoratori che guadagnano meno di 160.000 lire?
Noi abbiamo chiesto di poter trattare la cifra e il periodo entro il quale, a partire dall'assunzione, il minimo aziendale deve essere garantito a-tutti i lavoratori.
Perchè la IBM si oppone? Essa sa che se viene stabilito il minimo aziendale è costretta o ad abbandonare il mansionario, o ad aumentare i livelli di salario per le varie mansioni, in modo più sensibile per i livelli retributivi immediatamente superíorí al minimo aziendale e meno per quel li via via superiori.
In ogni caso i lavoratori avranno ottenuto un grosso risultato, perchè essi considerano profondamente ingiusta una politica retributiva che tiene un migliaio di lavoratori con uno stipendio da fame.
- Quarta categoriaAnche qui la IBM fa una questione di " merito" individuale. Considerando però che in questa categoria sí trova per la maggior parte personale femminile, se ne deduce che o le donne in IBM "non meritano" o che il "merito" non c'entra.
Di fatto questa categoria è usata dalla IBM con la giustificazione che le don ne sarebbero maggiormente adatte per lavori umili, ripetitivi, meno retribuibili.
Eliminare la quarta categoria significa superare la discriminazione uomo-donna e dare alle donne un giusto inquadri mento catégoríale.
Inutile dire che il superamento della quarta categoria è già stato ottenuto in centinaia di aziende meno "avanzate" della IBM.
- Contratti a termineL'IBM si trincera dietro la frase "c'è la legge".
Non abbiamo mai chiesto all'azienda di non avvalersi della legge che regola le assunzioni a termine. Quello che chie diamo sono due cose:
1°) Assunzione in definitiva di tutte le attuali persone che lavorano con contratto a termine.
Ciò per togliere queste persone dalla insicurezza circa il proprio futuro in un periodo in cui lo sciopero padronale degli investimenti rende precaria la ricerca di un nuovo posto di lavoro.
D'altronde accogliere questa richiesta non costa assolutamente niente all'IBM se come essa vuol far credere non è intenzio nata a licenziarle al termine del contrat to.
2°) Proprio perchè la direzione dichiara di essere disposta ad esaminare la posizione delle persone assunte a termine, chiediamo che le future assunzioni a ter-
mine vengano comunicate ai delegati affinchè i rappresentanti dei lavoratori possano intervenire laddove si renda necessario. Altrimenti non si capisce con chi la direzione è disposta ad esaminare queste situazioni, se esse non sono a conoscenza dei lavoratori.
- Premio di produzioneL'affermazione della società secondo la quale i rappresentanti dei lavoratori vincolerebbero ogni ulteriore trattativa del premio di produzione all'accoglimento degli altri punti non corrisponde al vero.
I rappresentanti dei lavoratori hanno sempre sostenuto sia nelle assemblee sia al tavolo delle trattative che il p.d.p. è uno dei cinque punti oggetto di trattativa e che la valutazione di quanto offerto dalla società verrà fatta nell'ambito di una valutazione globale.
Non possiamo però non dire che l'offerta fatta dall'IBM anche su questo punto è lontanissima da quello che noi abbiamo chiesto (meno 100.000).
La nostra richiesta di 280.000 lire, come abbiamo più volte specificato, tende a ridurre il potere discriminante che l'IBM esercita tra i lavoratori, in quanto all' atto pratico ottenere questa cifra è come avere un aumento mensile uguale per tutti di circa 10.000 lire.
A quanto richiesto quindi non siamo disposti a rinunciare facilmente.
QUESTO NOTIZIARIO E' APERTO A TUTTI COLORO CHE. INTENDANO PARTECIPARE ALLO SVILUPPO DI UN DIBATTITO, ATTRAVERSO ARTICOLI, INFORMAZIONI, PROPOSTE, CHE SERVA ALLA CRESCITA POLITICA E SINDACALE DELLA CLASSE LAVORATRICE.
RESPONSABILE POLITICO DEL NOTIZIARIO E' IL COORDINAMENTO NAZIONALE LAVORATORI IBM CHE LO GESTISCE ATTRAVERSO UNA APPOSITA COMMISSIONE.
L'INVIO DEGLI ARTICOLI, CHE SOLLECITIAMO VIVAMENTE, DOVRA' ESSERE FATTO TRAMITE I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI DELLE VARIE SEDI IBM-ITALIA.
LO SCIOPERO DEL 28 MARZO
L'organizzazione e la lotta sono le uniche armi a disposizione dei lavoratori per far valere le loro istanze.
Questo ormai è stato capito dai lavoratori dell'IBM, dopo che l'esperienza ha dimostrato che altre strade (fittizie) aperte dalla direzione (porta aperta) sono a volte valide per risolvere casi personali, non riescono mai a dare una soluzione aí problemi di tipo collettivo. Altre volte i lavoratori IBM hanno lottato per la soluzione dei loro problemi, ma tutte le volte che sono rimasti divisi e isolati non è stato possibile ottenere gran chè. Questo perchè le lotte frammentarie e divise sono molto deboli e non riescono a costruire nulla di nuovo, limitandosi al massimo a difendere diritti già acquisiti.
Alla fine di una lunga serie di contatti e di riunioni nazionali í lavoratori IBM sono riusciti a collegare tra di loro le varie situazioni ed a riunire i loro sforzi mediante il coordinamento nazionale. Questo coordinamento è quindi un fattore molto importante per la lotta attualmente in corso.
E' in quest'ottica che è stato proclamato lo sciopero nazionale del giorno 28 marzo, sciopero pienamente riuscito e sul quale diamo alcuni dati.
A Vimercate, partecipazione del 70-75% dei lavoratori allo sciopero, all'interno del quale si è sviluppato un corteo interno, che ha manifestato nella palazzina della direzione la volontà dei lavoratori in merito alla piattaforma.
A Milano, nonostante una nutrita presenza della polizia nelle sedi del centro direzionale e di via Jenner, la partecipazione è stata altissima:
Jenner 85%
Tolmezzo 90%
Fara 90%
Tonale 90%
Bastioni 95%
A Roma, nonostante le difficoltà incontrate, nelle sedi dí filiale non coperte dai R.S.A. dove la direzione oppone un net to rifiuto alla libertà di spostamento di questi ultimi da una sede all'altra, nella sede di via Rizzo lo sciopero è riuscito al 90%.
A Firenze la partecipazione è stata mínore nelle filiali mentre tra il personale del centro SB (operatori, programmatori, analisti, tecnici ecc.,) lo sciopero è stato quasi totale.
A Torino, Brescia, Verona la partecipazione si è limitata a quei lavoratori che erano venuti a conoscenza degli obbiettivi della piattaforma.
Una vittoria dei lavoratori dunque.
Vittoria che non poteva non allarmare la direzione IBM che ha reagito in diversi modi. Abbiamo visto distribuire fotocopie del "bulletin board" ad personam (forse che ha intenzione per il futuro di adottare í nostri stessi metodi ín altre occasioni definiti "di cattivo gusto"?), nella sede di via Tonale i capi in una fitta serie di"col loqui personali" hanno cercato di convincere i lavoratori della "giusta" posizione dell'azienda, sono state fatte circolare false notizie sullo sciopero: persone picchiate, incidenti ecc., tendenti a rompere la compattezza dei lavoratori, screditando l'azione delle R.S.A.
Alla nostra fermezza la direzione ha opposto la sua "tattica": un no detto in maniera diversa ma pur sempre un no.
Sulla base di queste valutazioni nella riunione del consiglio di fabbrica allargata alle rappresentanze sindacali di Milano del 30 marzo 72 e nelle successive assemblee si è deciso il proseguimento della lotta in modo articolato:
a Vimercate 5 ore complessive a cominciare da mercoledì 5 aprile 72 fino al gior no della prossima trattativa (13 aprile 72) a Milano 4 ore complessive articolate tra le varie sedi a partire da mercoledì nelle altre sedi le modalità dello sciopero verranno decise autonomamente.
Contemporaneamente a questa lotta e perchè essa abbia il massimo dell'efficacia è stata decisa la sospensione degli straordinari per tutta la durata delle trattative. E' infatti evidente che ogni ora straordinaria è un danno per i lavoratori in lotta, che si paga con l'allungamento della vertenza.
Lavoratori, solo l'unione di tutti può darci la forza di costruire la nostra organizzazione e di conquistare i nostri obbiettivi.
La direzione IBM, opponendo il suo NO alla nostra richiesta di riconoscere una rappresentanza dei lavoratori (Consiglio di Azienda)più allargata e più diretta del le attuali Rappresentanze Sindacali Aziendali e delle "defunte" commissioni interne, si è giustificata dicendo che questo tipo di rappresentanza non è ben definito in tutta la letteratura sindacale finora distribuita in IBM e non si riesce a capire quindi la fondatezza della richiesta.
La cosa ci stupisce quando la colleghimo col fatto che se la direzione dopo due giorni ha l'elenco delle persone che hanno partecipato a uno sciopero, dopo due anni di "funzionamento" del Consiglio di Fabbrica di Vimercate, non ha ancora capito bene che cosa è.
Comunque noi prendiamo atto di queste osservazioni che ci servono da spunto per
prevedere i discorsi/he i capi hanno fatto e faranno con i loro "collaboratori" di 2° , 3° e 4° categoria e a contratto a termine nell'ambito dei rispettivi uffici.
E ci è stato motivo di conforto vedeL, , che i.nostri modi di avvicinare le persone (volantini,• assemblee, cotatti personali) cominciano ad essere seguiti anche da questi capi. C'è da chiedersi se la cosa si ferma qui o no.
Una cosa abbiamo in comune in queste fasi: dopo aver ascoltato la gente, entrambi ci regoliamo di conseguenza. Una la differenza: noi non diamo aumenti in seguito a determinati meriti dell'impiegato che possono emergere da quel contatto, nè li neghiamo per demerito; certi capi lo fanno.
In seguito al primo sciopero per la piat taforma la direzione non ha aspettato una richiesta dei lavoratori che in via personale chiedevano dei chiarimenti. Bensì certi capi si sono sentiti in dovere di chiamare a raccolta i propri dipendenti per illustrare meglio il bollettino della direzione sull'incontro coi sindacati e per suggerire poi, ín termini ovviamente diplomatici, qual'è l'atteggiamento che il dipendente deve tenere per il "suo bene".
Che si tratti di un "dovere" di natura umanitaria rimane ancora da dimostrare, visto che"a monte" di tutto ciò ci stanno alcune riunioni di dirigenti e capi dei vari servizi svoltesi qua e là.
Perchè la libertà d'azione sindacale è menzionata nello Statuto non solo per i R.S.A., bensì per tutti i lavoratori. Purtroppo succede che certi discorsi possono essere fatti dai R.S.A. e dai capi: entrambi hanno il mandato per farlo, però í primi hanno solo il permesso retribuito, mentre gli altri hanno la retribuzio ne che glielo permette.
Una cosa comunque ci riesce difficile da prevedere: che certi capi lottino per una giustizia retributiva ed una libertà di espressione dei lavoratori.
A questo fine invece è volto il Consiglio di Fabbrica.
Qualsiasi problema che si presenti all'interno di un reparto viene esaminato dal delegato eletto in quel reparto insieme ai lavoratori interessati, e poi viene riportato nel Consiglio di Fabbrica perchè venga presa una decisione collettiva sul modo di risolverlo. Tale decisione viene poi portata alla direzione per l'applicazione.
E' evidente che in questo modo sono i lavoratori, tramite i loro rappresentanti a trattare direttamente con la direzione per la soluzione dei problemi senza dover ricorrere tutte le volte ai sindacati provinciali.
I sindacati trarranno delle indicazioni da tutte le decisioni prese nei Consigli delle varie aziende e su queste indicazioni costruiranno la loro linea nazionale.
Speriamo che sia chiaro l'esempio sopra citato e che la direzione alla prossima trattativa non ci racconti più "che non sa che cos'è il Consiglio di Fabbrica".