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Bollettino del Consiglio di Fabbrica della Ercole Marelli - ottobre 1979
ELEZIONE DEL CONSIGLIO DI FABBRICA
Importante scelta dei lavoratori Crisi economica - programmazione - occupazione - investimenti situazione aziendale. Principali temi del dibattito L'occasione del rinnovo del Consiglio di Fabbrica, ci offre l'opportunità di aprire un ampio dibattito fra i lavoratori per compiere un esame autocritico del lavoro svolto in questi anni. Soprattutto intendiamo discutere partendo dalle esperienze compiute sui temi della crisi economica, che travaglia il nostro Paese e sui compiti per molti versi nuovi rispetto al passato, che si è assunto il movimento sindacale e all'interno di questi la funzione del C.d.F. L'azione del sindacato in questi ultimi tre anni è stata caratterizzata principalmente dal tentativo di modificare a fondo le scelte di politica economica e l'apparato produttivo del nostro Paese, attraverso l'introduzione di elementi di programmazione, per rispondere in modo propositivo all'attacco durissimo ai livelli occupazionali, all'elevato tasso inflattivo attestato intorno al 20% annuo, alla crescita spropositata della spesa pubblica, al mancato rinnovamento ed adeguamento tecnologico che la crisi economica da una parte e le scelte operate dal governo e dal padronato dall'altra hanno determinato. Di fronte al perdurare ed all'aggravarsi della crisi economica e dei suoi disastrosi effetti sulle condizioni di vita dei lavoratori e degli strati più deboli del nostro Paese, il movimento sindacale ha elaborato una propria proposta complessiva decisa con l'assemblea dell'EUR del Febbraio 1977, al centro della quale è stato posto l'obiettivo della piena occupazione sorretto dalla definizione della politica di settore quale strumento di cambiamento profondo delle scelte di politica economica adottate finora
nel nostro Paese, dalla definizione di questioni relative alla politica industriale e fiscale, al problema della casa, alla mobilità ed alla politica rivendicativa. Le scelte adottate dal movimento sindacale all'EUR si sono scontrate in questi anni con le misure di politica economica ed industriale del governo e con gli orientamenti e le scelte del padronato. Scelte deflazionistiche e processi di ristrutturazione selvaggia, compressione dei consumi a tutti i livelli, massicci finanziamenti pubblici alle imprese fuori da qualsiasi programmazione e controllo, ritardi e forti contraddizioni con i nostri obiettivi dei piani di settore, sono tutti atti che indicano un'oggettiva convergenza fra politica del governo ed iniziativa del padronato contro la proposta di profondo cambiamento adottata dal movimento sindacale. L'insieme di questa politica economica, accompagnata da un certo ritardo del sindacato di adeguare la propria iniziativa e le proprie strutture alle scelte di fondo adottate, hanno di fatto vanificato e snaturato la linea dell'EUR, che troppo spesso è stata intesa dal padronato e dal governo come ad una riedizione della politica dei due tempi, ad una sorta di concessioni.immediate senza alcuna contropartita. Sulla linea dell'EUR il movimento sindacale, pur riconfermandone le scelte di fondo, sta sviluppando una profonda verifica sui limiti evidenziatisi in questi anni e sta operando un riadeguamento su alcune questioni quali il rapporto col quadro politico, la politica fiscale e la difesa