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Il Costruttore9

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Contratti e riforme

I rinnovi contrattuali, di cui siamo protagonisti, si collocano in un momento politico diverso e più delicato rispetto ai rinnovi dell'autunno 1969.

Assistiamo infatti ad un forte attacco portato alla classe lavoratrice con l'aumento preventivo dei prezzi, riducendo così il potere d'acquisto dei lavoratori sia con licenziamenti e ristrutturazioni che riducono così i livelli di occupazione.

Di fronte alle richieste dei lavoratori, il padronato finge di mostrarsi preoccupato per lo sviluppo economico. Gli aumenti salariali secondo i padroni, metterebbero in crisi l'economia.

Eppure si propongono forti aumenti di stipendio per i dirigenti statali, si liquidano alti personaggi con cifre vertiginose decisi dal governo Andreotti - Malagodi, si punta sul soddisfacimento di esigenze voluttuarie (TV a colori) prima dei bisogni sociali, case ,scuole. ospedali.

Ma quale sviluppo economico vunie il padronato?

Non certo quello che è nell'interesse delle masse lavoratrici.

Noi vogliamo uno sviluppo che aumenti l'occupazione, mentre il padronato mette in pericolo continuamente il nostro posto di lavoro. Noi vogliamo una espansione del mercato interno, perchè nuesto vuol dire aumento reale del benessere. Sappiamo che non si espande il mercato interno se non si Alimenta il potere d'acquisto dei lavnratnri.

Vogliamo una più razionale uti-

lizzazione delle risorse naturali ed umane, mentre con il modello di sviluppo della società attuale si distruggono le risorse naturali e quelle umane.

Nella ricerca di questi obiettivi di progresso, la classe operaia può realizzare un'oggettiva alleanza con altri ceti sociali; valga per tutti l'esempio dei commercianti i quali hanno tutto da perdere con una politica dei bassi salari perchè bassi salari portano al contenimento dei consumi e quindi meno potere d'acquisto.

Di fronte a questa situazione sociale, le forze più retrive del paese hanno dato vita al governo di centro destra il quale dopo aver avallato una politica di aumento

dei prezzi, nega la riforma delle pensioni discriminando i pensionati e negando loro un minimo di vita decorosa.

I comunisti ritengono che la lotta per i contratti non debba essere vista come fine a se stessa, ma che sia un momento importante di collegamento con le riforme sociali e che abbia come fine la maturazione di nuove e più avanzate condizioni politiche. E' in queste spirito che i comunisti si preparano a condurre le lotte contrattuali. sollecitando una vasta mobilitazione unitaria e democratica dei lavoratori sulle piattaforme contrattuali e sul loro contenuto.

Un gruppo di comunisti

Critica o disfattismo ?

Grandi sono state le conquiste che il movimento operaio alla Ferrotubi ha saputo ottenere nei 25 anni della sua esistenza, a cominciare dalle libertà sindacali e politiche, alla rottura del fronte padronale sul premio di produzione e per ultimo la piattaforma rivendicativa del giugno 1971.

Certamente queste vittorie sono dovute alla grande compattezza esistente nella fabbrica ed ai giusti indirizzi che il sindacato ed i suoi dirigenti all'interno hanno saputo

dare.

Gli operai ed impiegati hanno saputo esprimere un rilevante contributo nell'ultimo rinnovo contrattuale. Si è venuto così alla creazione dei consigli di fabbrica, organismo di base e trainante del sindacato. Di conseguenza si è sviluppato un vasto dibattito, all'interno della fabbrica sulla giustezza o meno del superamento della vecchia Commissione interna. Dobbiamo riconoscere obbiettivamente che il movimento rivendicativo ha subito un COMUNI:M IN !•

rallentamento, in termini di lotta e di ricerca, ma comunque era necessario creare nuovi organismi di base che sapessero autogestire e far partecipare più larghi strati del proletariato alle scelte per delle nuove conquiste e per un rinnovamento profondo delle strutture economiche e politiche del paese. Nel nostro giornale di fabbrica si sono lette critiche, che io ritengo da come sono state esposte non costruttive, al C.D.F. e ai suoi membri.

Il delegato ha una funzione se riesce a recepire le esigenze di un giusto rapporto dialettico fra gruppo omogeneo e la sua persona.

Quando si viene meno allo sforzo di ricerca sui problemi del reparto, della fabbrica, e aggiungo, sulla vasta problematica della categoria e più in generale del paese il delegato automaticamente deve decadere.

Ma come mai i gruppi omogenei, i reparti, gli uffici, non hanno mantenuto un controllo perrhanente sul proprio rappresentante, ma si è teso di fare sugli errori di qualche delegato, di tutta un'erba un fascio. Screditando la funzione dirigente del C.D.F. e minando l'unità tradizionale, forza motrice per ulteriori passi in avanti del movimento. Certamente è un fatto grave che il reparto che ha eletto il delegato non sia stato sempre capace di mantenere una verifica costante atta ad autogestire le conquiste dell'autunno.

Noi saremmo degli incapaci, e dei falsi democratici, se dall'alto del nostro mandato attenderemmo una verifica costante da parte della base, ma dobbiamo essere noi stessi, come C.D.F. CHIEDERE una verifica e nuove elezioni.

I lavoratori hanno bisogno di una guida, delle giuste idincazioni su tutti I problemi della fabbrica e del Paese: questa guida può venire solo da quelle forze democratiche che costruiscono una alternativa reale al regime di sfruttamento.

Il delegato può diventare un opportunista o incapace, i lavoratori devono avere la responsabilità di saperlo sostituire subito.

Il C.D.F. risponderà in modo fermo e democratico agli attacchi qualunquisti e disfattisti che da vario tempo gli sono pervenuti.

Il Consiglio di fabbrica può man-

tenere una funzione di guida egemonica sui lavoratori, solo se dietro la sua guida si sapranno mobilitare la stragrande maggioranza degli operai e degli impiegati.

I lavoratori della FIT Ferrotubi sapranno eliminare dal seno del C.D. F. gli opportunisti e gli arrivisti, con una corretta valutazione dei

meriti e dei demeriti.

Avanti con coraggio verso la votazione dei delegati facciamo più forte la bandiera dell'unità di classe della nostra fabbrica e di tutto il movimento dei lavoratori. Avanti verso un autunno di lotta e di vittorie.

Importante

serve sempre il

mente che l'E.N.A.S. è il patronato della CISNAL e si cerca quindi dl carpire la buona fede dei lavoratori che possono finire per farsi tutelare dal patronato collegato organicamente con il MSI, mentre ogni giorno combiattiamo dentro e fuori la fabbrica per la libertà e contro il rìsorgere dei rigurgiti fascisti.

Questa iniziativa fascista, aiutata, laddove non sollecitata, da certi ambienti padronali, non ha certo lo scopo puro e semplice di svolgere pratiche presso l'INAIL, ma di inserirsi nel mondo dei lavoratori e nelle aziende, nel tentativo di estendere la presenza della CISNAL. Informare correttamente tutti i lavoratori di questo fatto, sollecitarli a resoinaere il subdolo tentativo dell'ENAS-CISNAL, è quindi una parte della più vasta battaglia contro il tentativo di rialzare la testa da parte dei fascisti nel Paese.

In caso d'infortunio, in ogni caso d'infortunio e di malattia professionale. i lavoratori debbono Invece rivolnersi al patronato INCA-CGIL, in fabbrica o presso la Camera del Lavoro. per essere opportunamente assistiti nel controllo dell'indennità temporanea e nella valutazione medico-legale dei danni subiti.

Viene segnalato dai lavoratori il diffondersi in talune aziende di episodi che vanno denunciati e contrastati. Ad alcuni operai, vittime di infortunio sul lavoro, è pervenuto una lettera che li invita ad autorizzare un ente, I'E.N.A.S., ad espletare le pratiche relative al riconoscimento ed all'indennizzo dell'infortunio stesso.

Nella lettera si tace accurata-

L'assistenza del patronato, assolutamente aratuita, è sempre necessaria poichè il lavoratore non è nieasi mai in arado, da solo. di valutare con esattezza le modalità con cui l'INAIL oaaa l'indennità economica e soprattutto la riduzione delle sue capacità lavorative.

L'assistente sociale

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DALLA PRIMA
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SI VUOLE FERMARE L'UNITA' SINDACALE

L'unità sindacale sta attraversando in questo ultimo periodo uno stadio di difficoltà caratterizzato da alcuni punti divergenti su come portare avanti la lotta del movimento operaio.

lo penso che a questo punto ci sia l'esigenza di una riflessione critica riesaminando tutta la situazione creatasi attorno ai vari problemi, ma ciò non vuol dire bloccare le lotte dei lavoratori poichè dobbiamo difendere le conquiste degli anni passati e nello stesso momento conquistare nuovi successi.

L'attuale crisi della CISL voluta dalle forze frenanti del processo unitario che, mettendo in discussione tutti i vari punti di unificazione, tentano con l'appoggio esterno della DC (mancando di autono-

mia), di rendere più acuta la divisione fra le tre organizzazioni facendo così crescere la delusione fra i lavoratori che col processo unitario avevano visto la strada da percorrere per un miglioramento della classe lavoratrice.

Non dobbiamo dimenticarci l'esperienza delle lotte autunnali del 1969 in cui abbiamo visto una grande crescita del movimento operaio su obbiettivi che ci hanno permesso più libertà sindacale-politica all'interno della fabbrica isolando le forze retrive e padronali che sono corsi anche alla provocazione fascista per arrestare la massa lavoratrice.

Nostro obiettivo è portare avanti il discorso unitario ed isolare così coloro che sono contro l'unità

sindacale e quindi contro la volontà di tutti i lavoratori che stanno conducendo delle lotte che vedono allacciati tutti gli strati sociali, bisogna collegare i nostri obbiettivi anche con coloro che attualmente sono disoccupati ed impiegarli così al nostro fianco per le lotte delle riforme (occupazione, carovita, casa, sanità, ecc. ecc.).

Bisogna sorpassare tutte le contraddizioni esistenti sia all'interno della fabbrica che all'esterno, dandosi dei strumenti di partecipazione evitando le lotte settoriali ed aziendalistiche sviluppando un grande movimento di lotta per la occupazione, le riforme, lo sviluppo economico, allacciando le lotte contrattuali con quelle sociali.

Un delegato

IL PILA (ACCUMULATORE)

Cerca • POLLI

li trova, li spenna, li costringe a pagare birrette.

Lui raccoglie poi mette LA' Che farà?

Quand'è piena la borsa gigante, porta a casa il tesoro raccolto. Non un brindisi

Con gli amici presenti! non un sorso nei giorni più caldi!

Ogni sera sotto fievole luce fa la tonta del biondo prodotto. Forse ha l'hobby di raccogliere birre? piuttosto

è tutta paura

Che la prossima estate

ci sia grande calura

"C crisi del bere àumento del prezzo? oppur vuole aprire in proprio un ricco chioschetto?

Sia come sia, dev'essere brutto di sete morire con davanti un monte, Lin monte di • BIRE

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ANCORA QUATTRO ANNI DI NIXON

Il giudizio di chi lavora otto e più ore al giorno come impiegato o come operaio sulle elezioni americane, non può ovviamente avere un grande valore politico ma crediamo che pur nei limiti di una conoscenza sommaria acquisita attreverso giornali e partiti, e dal vivo della esperienza quotidiana esso possa avere una sua propria dimensione e quindi, una ragione valida per essere espresso.

Come prevista, la vittoria di Nixon è giunta puntuale e con un margine tale di voti che gli permettono di fare il bello e il cattivo tempo negli Stati Uniti e determinare di conseguenza pace o guerra nel mondo.

Glielo permette il 65% del popolo che ha votato, quel popolo che in borghese o in uniforme serve il capitalismo del suo paese senza domandarsi mai il motivo per cui esso si trovi sempre a so-

stenere governi odiati dai lavoratori.

Non serve, a nostro parere, sottilizzare sulle varie componenti che indubbiamente hanno influenzato questo voto perché la sostanza è che l'amministrazione degli Stati Uniti ha svolto nell'ultimo quarto dí secolo una politica conservatrice e reazionaria che più di una volta, ora con presidente repubblicano, ieri con quello democratico, ha portato il mondo sull'orlo della guerra e questo voto, l'ha convalidata, promuovendo un presidente sotto la cui direzione si è distrutto un pacifico paese che ha il solo torto di volere essere libero.

Ci auguriamo di sbagliare, ma anche la pace nel Vietnam per noi, rappresenta solo una pausa per rinfrancare lo spirito dei guerrieri e rabbonire i quaranta milioni di americani che non hanno votato

per riprendere il ruolo che si sono assegnati di • poliziotti del mondo •.

L'altra America, quella in cui crediamo è quella che ha perso votando Mac-Govern come minore dei mali, è quella che potrà sì un giorno imporre un presidente sceltole dalla borghesia ma non troverà mai un suo degno rappresentante fino a quando i lavoratori di questo paese non avranno preso coscienza della propria classe.

Dunque, scelta reazionaria che difficilmente potrà risolvere pacificamente i problemi interni (disoccupazione, droga, razzismo, delin9uenza, ecc.) e che comporta una più dura lotta dei popoli per liberarsi da chi li opprime e da chi li sfrutta e per noi una ragione in più ner far uscire il nostro paese dall'orbita americana.

Un operaio

monumento

Rieccolo lassù il monumento: bello, saettante sullo sfondo azzurro del cielo!

Un blocco di marmo bianco trasformato dalle mani dell'artista in un'opera d'arte ammirata dall'umanità intera.

Rappresenta un grande condottiero che, anche se fece una brutta fine, ebbe i suoi momenti di gloria.

AL PRESIDENTE NIXON

niente felicitazioni ma auguriamo a voi et vostri mieeitoi tutto il bene che avete fatto nel Vietnam.

Un gruppo di lavoratori

Oggi non rimane, di lui uomo, nemmeno un granello di polvere, ma la sua figura anche se priva di respiro è immortalata nel marmo, ed ora grande e immensa sta esposta ai raggi del sole e a tutti i venti sopra un bel basamento. Questi. è anch'esso grande, ben erigolato e simmetrico. Nessuno però si preoccupa di esso che deve sopportare tutto il peso di ciò che gli sta sopra. Di lassù la grande figura nar che ali dica: • Non t'illudere; tutti ammirano me, non te!

Un giorno accadde improvvisamente che si alzò dal posto dove

era collocato il gruppo marmoreo un gran polverone. Era successo che la base. causa un assestamento del terreno sottostante, si era scossa un po' troppo facendo precipitare a terra il superbo monumento che andò in mille pezzi. Da allora la base, che era diventata l'attrazione di tutti per essere stata essa la sostenitrice del personaggio famoso, sopportò meglio il peso di quei ragazzi che si divertivano a salirvi sopra per provare da vivi un istante di effimera gloria.

Ancora una volta fu la base che rimase ìn piedi.

Ancora una volta eccola là con un nuovo fiammante condottiero da sostenere.

PER CHI E' IN MALATTIA

Per evitare che in caso di malattia si veda negata l'indennità giornaliera da parte dell' INAM e per conseguenza anche da parte della direzione si prega di attenersi a queste norme:

NORME PER IL CONSEGUIMENTO DELLE PRESTAZIONI IN FORMA DIRETTA

Visite mediche.

Per ottenere le prestazioni in forma diretta, l'assicurato è tenuto a sottoporsi a visita medica: — recandosi presso l'ambulatorio del medico di fiducia prescelto se l'infermità gli consenta di uscire di casa:

chiamando il medico per la visita domiciliare qualora la malattia non gli consenta di uscire di casa.

Notifica della malattia all'Istituto ed al datore di lavoro.

La notifica della malattia all'Istituto avviene per mezzo del primo certificato (mod. Sez. 301): A che il medico di fiducia prescelto con segna al lavoratore e che dovrà essere inviato all'I.N.A.M. entro e non oltre il giorno successivo a quello in cui è stata effettuata la prima visita medica.

Nel certificato deve essere e-

splicitamente indicato, tra l'altro, se l'assicurato può o meno uscire di casa e, nella prima ipotesi, in quali ore del giorno.

tl lavoratore è tenuto a trasmet tere tempestivamente al datore di lavoro la dichiarazione rilasciata dal medico sull'apposito modulo Mod. Sez. 301 a giustificazione dell'assenza dal lavoro per malattia.

In caso di lesioni derivanti da infortuno extra lavoro l'assicurato è tenuto a dichiarare al medico curante le cause dell'incidente e le eventuali responsabilità di terzi al fine di consentire all'Istituto di rivalersi delle spese di assistenza nei confronti del terzo responsabile.

Data di inizio della malattia.

Per data di inizio della malattia s'intende, a tutti gli effetti, quella risultante dal certificato redatto dal medico di fiducia in occasione della prima visita.

Continuazione della malattia

li primo certificato medico è valevole per la prognosi in esso indicata.

Agli effetti della liquidazione ai lavoratori dell'indennità giornaliera. il prolungarsi della malattia comportante incapacità lavorativa, oltre la prognosi indicata nel cer-

tificato di inizio, deve essere documentato mediante certificati medici di continuazione da inviarsi alla Sezione Territoriale.

Nei casi di ricovero in ospedale il certificato di degenza rilasciato dall' amministrazione ospt. saliera sostituisce, a tutti gli effetti, i certificati medici di continuazione cui si è fatto cenno.

Visita di controllo.

L'assicurato ammalato ha l'obbligo di sottoporsi alle visite mediche di controllo ed agli accertamenti eventualmente disposti dalla competente Sezione Territoriale, la quale provvede a comunicarne tempestivamente l'esito all'interessato.

L'assicurato, qualora non accetti il giudizio emesso dal Primo Medico di Sezione sull'esistenza della incapacità lavorativa o sulla necessità obiettiva di una prestazione. può ricorrere, entro 15 giorni dalla data di comunicazione del giudizio stesso, al Collegio Medico provinciale, tramite il Patronato INCA-CGIL.

Il giudizio formulato dal predetto Collegio Medico è definitivo.

In caso di impossibilità a presentarsi a visita di controllo nella data stabilita, l'assicurato deve far CONTINUA IN 7,

-- Queste non sono urgenti, Bianchi. Mettici pure tutta la notte se occorre. GAG.

Siamo in buone mani !

L'annuncio del procedimento contro i tre alti funzionari di P.S., l'ex dirigente dell'ufficio (Affari Riservati) del Viminale Catenacci e dei capi degli uffici politici delle questure di Milano e Roma, Allegra e Provenza, ha fatto una certa impressione nella opinione pubblica del nostro paese ed ha gettato nel panico tutta la variopinta destra nazionale.

Sono accusati di aver occultato prove importanti sulle responsabilità fasciste nella strage di Piazza Fontana per addossarne la colpa alla sinistra extraparlamentare e dare così ulteriore credito alla teoria clerico-borghese sugli • opposti estremismi

Se nella opinione pubblica borghese (intendiamo i lettori del Corriere, della Umanità, del Popolo, Resto del Carlino, dei fumetti rosa ecc.) ha fatto scalpore la disonestà professionale di questi uomi-

ni, preposti alla tutela della giustizia e dell'ordine della Repubblica e a questo scopo pagati con i soldi del contribuente, nella opinione pubblica proletaria, sorprende che poliziotti del regime vengano smascherati per quei reazionari che sono, dato che ormai, tutte le azioni antidemocratiche e anticostituzionali che si susseguono nel nostro paese, non possono che avvenire con l'assenso degli organi governativi.

Al riguardo ricordiamo, per chi non lo sapesse, che i pochi funzionari fedeli alla Costituzione Repubblicata e i partigiani immessi nella polizia dalla resistenza vittoriosa, vennero cacciati o costretti a lasciare il loro posto da quella buon'anima di De Gasperi dando il via a quella restaurazione moderatoinvolutiva che l'attuale governo vorrebbe portare a termine.

Ci consola e ci rallegra questo

avvenimento perché dimostra che nonostante i Degasperi, gli Scelba, i Piccoli e i Malago-Andreottiani, cominciano ad emergere quelle verità e quelle vergogne che le sinistre hanno sempre denuciato; la collusione democristiana con le forze più retrive del nostro paese, a sostegno del privilegio e della conservazione, impersonate spesso, da uomini che devono la loro vita alla generosità della Resistenza Italiana.

Questo atto di giustizia fa rinascere la speranza in quella democrazia progressista per la quale gli Italiani migliori hanno combattuto e ci deve stimolare a lottare con maggiore determinazione per abbattere questo governo di impostori e snidare dai centri di potere il vecchio e il nuovo fascismo per rinnovare seriamente la democrazia italiana.

Un operaio

LA CHIOCCIA GOVERNATIVA

pervenire alla Sezione Territoriale Una circostanziata giustificazione, a firma del medico curante, nella quale devono essere precisati i motivi che determinano l'impossibilità medesima.

Fine della malattia.

Per data di fine malattia s'intende, a tutti gli effetti, il giorno

precedente quello di riacquisto della capacità lavorativa risultante dal certificato redatti dal medico curante. All'atto della guarigione, il medico stesso rilascia il prescritto Mod. Sez. 301 già citato che il lavoratore interessato deve aver cura di consegnare al datore di lavoro e all'I.N.A.M..

La data di riacquisto della capacità lavorativa può essere stabilita anche in sede di controllo medico disposto dall'Istituto. In tal caso il predetto Mod. Sez. 301 viene rilasciato dalla Sezione Territoriale.

Assistente Sociale

Rapporto della Commissione Culturale

Presenti alla riunione:

CRESPI G. FRANCO

ALLEGRI LUIGI

PASSONI G. CARLO

SICILIA LUIGI

GUSSONI AUGUSTO

LORUSSO FRANCO

Questa riunione è stata tenuta per tracciare il lavoro immediato e futuro di questa commissione.

Immediato per la nomina di un nuovo coordinatore e cassiere in seguito alle dimissioni del compagno Bossi; per la biblioteca; per gli spettacoli teatrali e cinematografici; per la partecipazione ai programmi E.T.L.I. e A.R.C.I.; futuri per studiare il metodo di consentire alla partecipazione della gita sociale a un maggior numero di lavoratori; rivedere il sistema della Befana Ferrotubi.

Dopo avere discusso questi punti si è deciso quanto segue:

Nomina a coordinatore del compagno CRESPI G. FRANCO.

Nomina a cassiere di questa commissione del compagno ALLEGRI.

Di pubblicare sul giornale di fabbrica il programma del Piccolo Teatro e della Scala di Milano.

Prendere contatti con E.T.L.I. e A.R.C.I. per conoscere i programmi per la stagione 72/73. Sempre sul giornale dare il resoconto in cifre della gita di Parigi.

Compito del coordinatore di riunire periodicamente o quando necessita i componenti della commissione e di far conoscere aali assenti quello che si è deliberato.

Preparare tutti i mesi materiale per il giornale.

Prendere in considerazione l'articolo firmato, un gruppo d'operai, sulla gita sociale e studiare il modo di migliorarla tenendo presente i mezzi a disposizione per far partecipare il maggior numero di lavoratori a questa iniziativa.

Rimandare a gennaio '73 la discussione per una nuova impostazione della Befana Ferrotubi essendo quella di quest'anno già organizzata.

Cercando con il nostro massimo impegno e avendo anche da parte dei lavoratori una partecipazione a questa attività nostro dovere sarà di migliorare il lavoro di questa importante commissione che non ha soltanto il compito di pensare allo svago ma anche quello di elevare sia politicamente che socialmente la cultura della classe lavoratrice.

Vorremmo riprendere il dialogo per quanto riguarda gli abbonamenti teatrali perchè ci sembra di essere stati piuttosto laconici con l'avviso dello scorso mese e forse perchè così facendo speriamo che al nostro appello rispondano in molti, non abbiate paura di disturbarci, venite pure in tanti e cercheremo di avere una risposta che sappia accontentarvi.

Veniamo dunque alle novità che ci offre la stagione 72-73 sotto il patrocinio del Piccolo Teatro, ci sono in cartellone per gli abbonamenti due grosse commedie e una novità per l'Italia per un totale di tre rappresentazioni al prezzo di lire 5400, da notare che mentre ali anni scorsi, si avevano due ordini di posti, quest'anno si potrà usufruire di un solo ordine.

Gli spettacoli sono:

OPERA DA TRE SOLDI

BARABBA.

Tutto per L. 5400.

Fuori abbonamento agli appassionati della lirica viene offerta la possibilità di assistere ad un'opera rappresentata al teatro della Scala per una cifra di L. 2200 per poltrone di platea e di L. 1200 per la prima galleria; c'è poi una terza ipotesi per chi preferisce il balletto, rinunciando all'opera lirica, può vedere uno spettacolo dei tre che saranno messi in cartellone al Palalido di Milano.

Siamo del parere che queste novità siano da prendere in considerazione e valga quindi la pena di seguire il programma di questa stagione ricordando ancora che possiamo usufruire del contributo di L. 2000 (accordo interno del giugno 1971).

Il primo spettacolo (RE LEAR) inizierà alla fine d'ottobre o nei primi giorni di novembre, perciò pensiamo sia utile fissare la data del 30 novembre come chiusura denli abbonamenti.

Per ulteriori informazioni vi asnettiamo nell'ufficio del Consiglio di Fabbrica.

Commissione culturale

CONDOGLIANZE

Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze a nome di tutta la Ferrotubi alla famiglia Rabboni per la scomparsa della Figlia.

CONTINUA DALLA QUINTA ( MALATTIA )

Programma teatrale

Pubblicando tutto il programma del teatro vogliamo ricordare che per I gruppi di sei o più persone si può avere Io sconto del 40% sul prezzo del biglietto.

« Un ballo in maschera », il 7 dicembre e la « IX Sinfonia » (danzata al Palazzetto dello Sport) il 23 maggio '73 apriranno e chiuderanno la prossima stagione degli spettacolo scaligéri. Il cartellone è stato presentato stamane dal sovraintendente Paolo Grassi, da! direttore artistico Bogianckino e dal vicepresidentè Belgioioso che non si sono limitati ad elencare i lavori in programma, ma hanno aggiunto tutta una serie di ciharimenti sugli scopi sociali e culturali del teatro.

Grassi, in particolare, ha insistito sulla visione di una Scala aperta ad un pubblico nuovo, con una funziòne di cultura viva nel nostro tempo: rapporti con la Regione oer ora sperimentali, progetti di collaborazione e coproduzione con la RAI-TV, contatti diretti delle associazioni dei lavoratori per spèttacoli riservati a operai, impiegati e studenti e per particolari condizioni di abbonamenti. Una prospettiva indubbiamente lama. almeno nelle intenzioni, da verificare all'atto pratico.

L'aspetto culturale del cartelloè stato poi il criterio di una proarammazione che non vuole esaurirsi nel ciclo annuale. il Iename ornanico con varie nersonalità e la divisione di compiti tra (Irande e piccola Scala che dovrebbe servire la città e la reninne con siip (future) strutture stabili. Anche alli le idee sono interessanti.

Per quanto riguarda il cartellone vero e proprio, esso è assai diverso dal banale tran-tran della vecchia gestione Chailly. Eliminato l'affollamento donizettiano, è ridotto al minimo anche il repertorio veristico di cui si è fatto sin troppo uso negli scorsi anni. Mozart, anch'esso assente, è promesso per il prossimo anno; ritorna Monteverdi; inizia il ciclo tetralogico nell'allestimento di Visconti (confermato) e si scopre finalmente

Dessau, mentre due novità di Scarrino, Cortese e Negri appariranno alla Piccola Scala.

Ed ecco il calendario:

7 dicembre: « Ballo in maschera », direttore C. Abbado. Allestimento Zeffirelli - Mongiardino. Interpreti: Lou Ann Wyckoff, Placido Domingo, Piero Cappuccini, Margherita Guglielmi.

9 dicembre: spettacol ostravinskiano diretto da Abbado, « Oedipus Rex » (all. De Lullo - Pizzi) e a Sagra della Primavera », con la coreografia di John Tarass.

22 dicembre: « Norma ». Direttore Gavazzeni. All. Bolognini - Cerosi. Interpreti: Monserrat Caballé, Fiorenza Cossotto, Gianni Raimondi, Ivo Vinco.

28 dicembre (Piccola Scala): « Il ritorno di Ulisse in patria », di Claudio Monteverdi. Direttore N. Harnoncourt.

31 dicembre: spettacolo di balletti: « Notte trasfigurata » (cor. Caulev), a L'après-midi d'un faune » (core Amodio, scene e costumi di Manzù), « Schiaccianoci » atto II, cor. Nureyevl. Dir. De Mori.

15 gennaio: « Don Pasquale ». dir. Bellugi, all. Wallmann - Colonnello; interpreti, Guglielmi, Kraus. Panerai.

18 gennaio: « Ballet du XX Siècle », di Béjart: « Offerta Musicale », « Le marteau sans Maitre », « Mathilde » (sui "Wesendonk lieder" di Wagner), dir. Maderna.

22 gennaio (Piccola Scala): « La cambiale di matrimonio », di Rossini; dir. B. Campanella. AH. Missiroli Mayo.

9 febbraio: « Boris Godunov » (versione Rymski). Dir. Gavazzeni. All. Tumanov - Benois. Interprete Chiaurov.

16 febbraio (Piccola Scala): a Amore e Psiche», di Salvatore Sciarrino e « Le Cinesi », di Gluck. Dir. G. Taverna. All. Crivelli - Alik Cavaliere.

20 marzo: « L'oro del Reno ». Dir. Sawallish, all. Visconti.

2 aprile: « Suor Angelica », di Puccini. Dir. Bartoletti. All. Guicciardini-Ghiglia. Balletto « La Peri », di Paul Ducas (cor. Gai - Meneciatti) e interpretaz. Fracci.

8 aprile: ripresa a Ballo in ma-

schera », con seconda compagnia. Dir. Vecchi.

16 aprile: « Cenerentola », di Rossini. Dir. Abbado. All. Ponnelle. Interpreti: Teresa Berganza. Luigi Alva, Renato Capechi, Enzo Dara, Paolo Montarsolo.

21 aprile: « Aida », ripresa dell'edizione Abbado - De Lullo - Pizzi. 30 aprile (Piccola Scala): o Le notti bianche »e di Luigi Cortese. Dir. Rosada. All. Chazalettes - Guglielminetti.

11 maggio: « La condanna di Lucullo », di Paul Dessau - Brecht. Realizzazione in collaborazione col Piccolo Teatro. Dir. Bartoletti. All. Strehler - Bregni.

12 maggio. Coppelia, di Delibes

23 gennaio. a chiusura della stagione: « IX Sinfonia », di Beethoven al Palazzetto dello Sport realizzata da Béjart col Balletto del XX Secolo e quello della Scala.

La stagione è completata da alcuni spettacoli per i bambini alla Piccola Scala in ottobre-novembre (rinrese di « Pierino e il Lupo ». a Carnevale degli animali », Ahmal ») e il 24 marzo: a La tarantella di Pulcinella »e novità di Gino Negri. e a Noi costruiamo una città », rli Hindemith.

Inoltre. sempre alla Piccola Scala. tradici concerti di musica da camera e. dall'8 al 16 marzo una densa settimana di musica contemooranea. Comm..

Culturale CONTRO L'ASSENTEISMO
Lo sò io quando è ore Sig. Brambilla!

BILANCIO GITA A PARIGI

Ringraziamo il gruppo dei compagni che hanno fatto una critica molto costruttiva nell'articolo gitasociale pubblicato nel giornale del mese di settembre eli assicuriamo che sarà nostra premura discutere i punti da loro proposti e intanto diamo il resoconto della gita di Parigi.

BILANCIO GITA A PARIGI 1972

Spesa

N. 4 penalità x 16.730 L. 16.920

N. 48 partecipanti x L. 25.000

L. 1.200.000

N. 62 x 3.000 L. 186.000

Totale L. 1.452.920

Avuti dalla Direzione L. 2.500.000

Spesa per viaggio

Rimanenza in cassa

L. 1.452.920

L. 1.047.080

N.B. - Bisogna tener conto di preparare la gita per il 1973 partendo già con la cifra attuale più il conteggio con I' accordo del 26 maggio 1972.

Per penalità s'intendono le spese di viaggio per quelli iscritti ma che per ragioni motivate non hanno potuto partecipare.

Comm. Culturale

ANALOGIA CON I FILM

Strategia controproducente per i lavoratori.

Divise i lavoratori...

Una volta • abbasso i ricchi •, ora

Finalmente abbiamo capito

Credevamo che il mondo fosse fatto di uomini, invece

Dio ci salvi da tutte le bande, compreso la

L'era in cui ridono anche i morti

Il parere dei carrieristi

Uno dalle idee chiare

A nome di tutta la Fabbrica a Tancredi Pietro per il suo Matrimonio.

Strategia del ragno.

— ... e poi lo chiamarono il Magnifico.

Beati i ricchi.

Siamo tutti in libertà provvisoria.

Un mondo maledetto fatto di bambole.

Banda degli onesti.

Tempi moderni.

Spara forte, più forte, non capisco.

Amico stammi lontano almeno palmo.

IL BIPEDE E IL VELOCIPEDE FUORILEGGE

Nel regno delle bici, in quel di Corbetta, tutto filava liscio che era un piacere. Questo equilibrio però si spezzò dal momento in cui entrò « LEI •: la bicicletta privata di un lavoratore. Ora che c'è • LEI • nessuno ammira più gli altri velocipedi, parche • ELLA • si presenta con un diverso • SAVOIR FAIR • e ostenta ovunque, orgogliosa, il suo distintivo, simbolo del proletariato.

La • PROLETARIA • ha diversi nemici che incontra spesso nel suo giro quotidiano. Imperturbabile.

A Bruno Savino per la nascita del nuovo Erede.

LEI • li saluta ugualmente tutti, e questo gli fa vedere certi visi, che magari appartengono a certi cuori tinti di bianco oppure nero, prenCONTINUA IN

GAG • •
10• AUGURI

IL BIPEDE

dere fuoco.

La « RIVOLUZIONARIA », calma e tranquilla, ritorna regolarmente ogni sera alla sua base; si mette docile docile nelle mani del compagno e par che gli dica: « Sono stanca, ma soddisfatta pur se ho ricevuto le solite pedate di coloro che mi odiano, compreso la pedata gigante di colui che mì odia più di ogni altro ».

Alla sera, quando ormai tutto tace, se avesse la parola sentiremmo nell'oscurità il suo solito pensierino notturno:

« Anche oggi sono stata forte; ho sempre tenuto le mie ruote sulla carreggiata dei lavoratori, ora posso tranquillamente riposare ».

GAG.

IMPRESSIONI SULLA CONFERENZA DI REGGIO CALABRIA

Nord-Sud uniti nella lotta, questa é stata la parola d'ordine che i lavoratori di tutta Italia, giunti a Reggio Calabria gridavano a fianco del proletariato meridionale. Parole d'ordine che rappresentano un momento d'unità, di volontà di combattimento e di lotta, per cambiare le condizioni di vita del popolo meridionale, per obbligare il governo Andreotti-Malagodi a nuove scelte che implicano riforme di struttura profonde per avviarsi attraverso la partecipazione popolare per risolvere la• questione meridionale. Gramsci poneva al centro dello scontro di classe, la questione meridionale, le contraddizioni profonde fra industrializzazione del nord e arretratezza profonda del sud. Senza l'unità su obiettivi di riforma, che facciano avanzare le condizioni di vita dei contadini meridionali, il proletariato italiano non potrà mai prendere nelle proprie mani il controllo dei mezzi di produzione, istaurare nel paese un governo popolare progressista e di Pace.

Il fascismo non ha saputo risolvere la questione meridionale, e i governi D.C. con una politica demagogica, hanno accentuato mag-

giormente gli squilibr sociali ed economici del Mezzogiorno. I piani di bonifica, i miliardi della cassa del Mezzogiorno, i piani verdi, hanno contribuito a rafforzare il potere economico dei grandi monopoli, ad impinguare maggiormente le tasche dei mafiosi e dei latifondisti del sud. I prezzi nelle regioni meridionali sono aumentati, la disoccupazione persiste, il popolo meridionale è costretto ancora ad emigrare all'estero. La conferenza di Reggio, la possente manifestazione dei contadini, degli operai, del sud e del nord, ha chiesto con forza e con volontà di ottenere nuovi posti di lavoro, una profonda riforma agraria che levi il potere di mano ai mafiosi al soldo del governo, ai proprietari terrieri, che incentivi maggiormente l'agricoltura. Certamente siamo consapevoli che eliminare le condizioni di miseria e di arretratezza, è un compito arduo. Ma aià con la conferenza di Reggio Calabria sul mezzogiorno il movimento ooeraio ha creato un'alternativa alla politica demagogica del aoverno centrista Anlreotti-Malagodi. Il movimento operaio ha saputo creare attorno alla questione meridionale un rafforzamento del-

l'unità sindacale e politica, e schierare a fianco di esso nuovi strati sociali, ad isolare maggiormente la corrente scissionista di Scalla all'interno della CISL. L'unica arma della borghesia e del suo governo, è di armare la mano al fascismo ed alle sue squadracce.

Hanno tentato in tutti i modi di sabotare la riuscita della manifestazione a Reggio, attentando con cariche al plastico i treni degli operai, le bombe fasciste non hanno fermato la volontà di lotta del proletariato del nord e del sud. I delegati della FIT FERROTUBI non hanno chiuso i finestrini dei treni quando la teppaglia nera a Villa S. Giovanni tentava di provocare col saluto romano, ma gridavano più forte, NORD SUD UNITI NELLA LOTTA IL POPOLO MERIDIONALE VINCERA', LE BOMBE FASCISTE NON CI FERMERANNO MAI.

La conferenza del mezzogiorno ha certamente lasciato un segno positivo. Nel meridione, i camerati di Ciccio Franco sono ora più che mai isolati, il popolo meridionale ha capito che tutto il movimento operaio italiano è al suo fianco, compagni lavoratori, lottiamo tutti assieme per un nuovo governo avan-

Te e J
Iwifir' .-- ," 41tork, «111111"— "set„ Meglio che attacchi mamma. Lo sai bene che Guido è antigovernativol

zato, a sinistra, che risolva la que- progresso, di pace, per tutto il po- sicuri lavoro per tutti. stione meridionale, un governo, di polo lavoratore italiano il quale as- Un delegato a Reggio Calabria

BREVISSIMA STORIA UNIVERSALE

PRIMA PUNTATA SOCIETA' SCHIAVISTICA

Fra tutte le società schiavistiche, quella che ha sviluppato al punto più alto il sistema schiavistico è la società romana.

L'apogeo si è raggiunto ai tempi delle grandi conquiste, le quali fornirono enormi masse di prigionieri di guerra da vendersi come schiavi a basso prezzo.

Le conquiste, inoltre, furono la base della creazione della grande proprietà terriera (latifondo) che, per la sua estensione, richiedeva il lavoro di un grande numero di schiavi. Esistevano latifondi che impiegavano 1000-2000 schiavi.

Gli schiavi sono strumenti di produzione esattamente come gli utensili, con la sola differenza di possedere la parola, ma, come quelli di proprietà del padrone il quale può disporre di essi illimitatamente. Può cioè comprarli, venderli, batterli, ucciderli.

Il lavoro deali schiavi è utilizzato nell'agricoltura ma viene anche rivolto ai servizi domestici e all'artiaianato.

Lo schiavo, come mezzo di pro(lozione. non possiede alcun diritto civile. Gli schiavi per la loro origine disparata. non formano una classe omogenea e ciò, insieme al fatto di appartenere a nadroni diversi. non li porta a colleaarsi e a riunirsi. La schiavitù è condizione dei nriainnieri di Guerra fin cienere oli schiavi srsno stranieri) ma si diventa schiavi anche per insolvenza di debiti.

gehlavici non erano soltanto i nnhili natrizi, ma anche i plebei nnsserlpvann schiavi, se pur in mistira minore.

La stessa distinzione fra patrizi e plebei, nel periodo di massimo sviluppo dello schiavismo, scompare: patrizi e plebei formano un'unica classe di proprietà di schiavi.

Lo stato romano è l'organizzazione di questa classe di proprietari. Le grandi conquiste rispondevano proprio agli interessi di questa classe nel senso che diedero sviluppo al latifondo e costituirono la fonte prima del commercio e della disponibilità di schiavi.

Le lotte intestine e le guerre civili che scoppiarono, in una certa fase, in seno alla classe dirigente romana, erano indicative nelle sopravvenute divergenze di interessi fra grandi latifondisti, che possedevano un grande numero di schiavi, e piccoli proprietari terrieri con pochi schiavi.

Da questa diversità materiale Derivarono diverse concezioni di governo, diverse concezioni dell'esercito ecc..

La società romana cominciò a decadere con l'inizio stesso dell'impero. Con l'impero finivano sostanzialmente le conquiste e le grandi campagne militari ed iniziava li periodo dell'amministrazione dei territori conquistati.

Con la fine dell'espansione finiva anche l'afflusso e la riserva di schiavi. Gli schiavi stessi, essendo estranei ai prodotti e alla terra che lavoravano, non producevano abbastanza da soddisfare le esigenze dell'impero; né d'altra narte potevano essere intearati dalla popolazione libera perché il lavoro produttivo, nella società romana, era occupazione degradan-

te, specifica degli schiavi; per cui sorse il problema di aumentare la produttività degli schiavi.

Si migliorarono le condizioni degli schiavi, si concesse loro qualche diritto civile e si abbozzarono alcune riforme di struttura, come quella di affrancare parte degli schiavi, cointeressandoli alla produzione agricola, dando loro in affitto appezzamenti di terra. Una frazione dei prodotti spettava agli ex schiavi.

Si cercava ín questo modo di aumentare la produttività.

Terre in affitto furono anche date a una parte della popolazione libera (sottoproletari, parassiti), sviluppando così forme primitive di colonia e di servitù della gleba all'interno delle strutture schiavistiche.

In questo modo, se pur non si risolveva la arave crisi di sistema. anzi rendendo più acuta la contraddizione fra forze produttive e rapporti di produzione, si operava ad omogeneizzare la cl4sse denli schiavi e a trasformarla in classe rivoluzionaria.

Gli schiavi non erano più isolati, ma avevano interessi comuni con la parte più povera della popolazione libera.

Così, quando i barbari. Per l'indebolimento militare e politico dell'imoero, attaccarono e invasero dall'esterno l'Italia, all'interno ali schiavi e la popolazione povera favorirono in diversi modi la invasione barharica e contribuirono al crollo dell'impero e con esso ai crollo del sistema schiavistico di nroduzione.

ORIZZONTALI

1 Le bombe fasciste non hanno fermato quella sindacale di Reggio Calabria

8 Senza questo partito oggi avremmo in Italia un governo di tipo greco.

16 Le consonanti di fiala

18 II nome dell'imperatore d'Etiopia.

5 Vuol dire raccogliere interpretare, captare il pensiero delle masse; parola di moda usata a proposito e a sproposito in ogni comizio.

6 Città del territorio vesuviano che la speculazione demo-laurina a trasformato in una immensa frana.

7 Una parente... tratta dalla polizia.

8 Pronome dimostrativo.

9 Ciascuno.

10 Affinché in latino.

11 Si stanno addensando sulle trattative del nostro contratto.

12 Bassa.

13 Lo diventeranno i lavoratori della Ferrotubi se non si provvederà ad attutire i rumori nei reparti.

14 Terni.

15 Serve ai contadini per stendervi le granaglie.

II colore che si addice al terrorismo.

33 Una collaboratrice de II Costruttore. 34 Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. 36 II partito che di cristiano... ha solo il nome. 38 L'inutile Comitato Interministeriale Prezzi. 39 Una mezza... Olga. 40 Fa la punta... ai tubi, a Corbetta. 43 In mezzo... alla chiazza. 45 Spagna, Belgio, Lussemburgo. 47 Affermazione tedesca.

48 Se ai padroni andassero male come dicono le fabbriche, le avrebbero già date ai lavoratori!

53 La moneta che scarseggia nelle tasche dei poveri dell'India.

56 L'aspra... vita del bracciante.

57 Ravenna in auto.

59 Li emanano... i fiumi inquinati.

62 Non sono liutai... finiti.

64 L'io... da cui nacque l'egoismo.

65 La rinunciataria sopportazione che insegnano le religioni.

68 il verbo di chi considera poche, otto ore di lavoro.

li Sosta necessaria per interrompere l'alienante lavorazione a catena.

72 Dittongo di chiesa.

73 II capoluogo lombardo dove si è svolto il possente sciopero per le riforme. Sigla.

74 La criminale e sistematica distruzione del popolo vietnamita attuata dagli assassini USA.

75 Lo sono e lo saranno sempre padroni e sfruttati per gli opposti interessi che perseguono.

76 Nome di piccoli fiumi d'Europa.

77 La mancata (defascistizzazione) dell'apparato statale.

VERTICALI

1 II ministro del lavoro perfettamente in linea con il governo Andreotti-Malagodi.

2 I buchi del naso.

3 Le tre lettere che allungano il nome della Ferrotubi.

4 La montenegrina che sposando Emanuele il piccolo divenne regina d'Italia.

16 II leader cattolico cileno che insieme ai reazionari e fascisti di quel paese tenta di fare saltare la via del socialismo di Alende.

17 II rivoluzionario cinese morto in circostanze misteriose.

28 II colle di Gerusalemme da cui prese il nome il movimento per la ricostruzione dello stato ebraico.

24 L'alto funzionario che dovrà rispondere della sparizione dello spago di una delle borse della strage di piazza Fontana: poteva scagionare Valpreda.

25 Andare.

26 La fine dei pazzi.

27 Le iniziali del compagno Serbandini.

30 Le consonanti del micio.

40 Quella operaia come tale, è completamente inesistente negli Stati Uniti.

41 II segretario generale della C.G..L.

42 Capoluogo della Moldavia.

44 Inizio e fine di uno zulù.

46 Scienziato spaziale tedesco che cessato di servire il nazisme, serve ora l'imperialismo americano.

49 Le consonanti della fame.

5C Federazione Italiana Caccia e Pesca.

51 II nostro sorridente ministro dell'interno che ha promesso di punire inesorabilmente il terrorismo da qualsiasi parte provenga, ha ipocritamente affermato.

52 Patria di Ulisse.

54 Sta per tornare in Argentina dopo un lungo esilio in Spagna.

55 Sarà sostituita dalla famigerata I.V.A.

58 Non ha nè capo nè coda questo... magico!

60 II nome della gloriosa partigiana Bandiera, torturata e fucilata dai nazifascisti.

61 II continente giallo.

63 Associazione Nazionale Industria Zuccheri.

66 Sigla di una delle tante squadracce fasciste.

67 Macchie cutanee congenite.

69 Organizzazione mondiale delle nazioni dove l'egemonia USA ne condiziona l'attività.

70 Maggiordomo, educatore.

71 II grande fiume che le installazioni termonucleari potrebbero inquinare irreparabilmente.

74 Genova.

INCROCIO PROLETARIO 2 3 4 5 e. 7 9 3 <o 11 12. e it (6 <6 .<7 4r3 ale 11r. Iti 22 23 25 , ac , 29 e s 29 30 iir!';' 114. î4 37 38 lirtill .. " 31 32 41 35 47 o so si 52 53 5f 55 57 5 3V o 6,1 42 Ci Ea CS e6 e7 . 68 ,g9 I 70 M72 74 76 77
sia;
significativo
19 Preposizione articolata. 20 Negli indirizzi precede il nome. 21 Sempre più maligni... nella società dei consumi. 22 Rieti in auto. 23 L'impegno di chi vuole contare nella società. 28 Vi prendiamo il caffè alla spicciolata. 29 E così
dicono acriticamente i fedeli. 31 Ha in Malagodi il suo più
alfiere. 32

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