Telefonia Contratto Organizzazione
Il 9 e 10 dicembre 1975 — ad un anno di distanza della prima assemblea nazionale di Gazzada — si è svolta la 2" assemblea nazionale dei delegati del gruppo presso la sede di Cologno Monzese.
Questa iniziativa ha avuto un momento di confronto e di ampio dibattito articolando la discussione sui seguenti punti:
la situazione politico/economica in forte recessione la vertenza telefonia e rilancio delle iniziative nel vivo della battaglia contrattuale verifica dell'organizzazione del Coord. Naz. — propostelinee programmatiche di intervento nel gruppo.
La particolare e grave situazione economica non aveva ancora visto i riflessi speculativi della caduta del governo del 7 gennaio. Oltre alla recessione economica si è inserita successivamente la questione finanziaria e monetaria come elemento di novità dello scontro in atto; gli scandali delle "bustarelle", i silenzi dei ministri sui problemi tariffari già delineati — se non in forma completa — con i sindacati, il continuato blocco degli investimenti produttivi per la riconversione industriale e per il rilancio dell'economia e dell'occupazione hanno fatto si che la crisi precipitasse.
Il movimento sindacale sta intervenendo in questa situazione con alto senso di responsabilità, conducendo le battaglie contrattuali e le vertenze di settore contro le pregiudiziali del padronato pubblico e privato e per una nuova politica di sviluppo dell'occupazione.
L'assemblea dei delegati nell'approfondire le questioni che riguardano il gruppo GTE e nel verificare l'attività
sindacale del 1975 ha rilevato degli elementi di positività per quanto riguarda la crescita di tutti i lavoratori verso una mentalità complessiva di gruppo per gli accordi che si sono prodotti (significativo è l'accordo del 20 giugno 1975 in materia di investimenti e occupazione) e per la capacità dei C.d. F. a salvaguardare e promuovere gli interessi salariali, professionali e ambientali dei lavoratori.
Rimane ancora della strada da fare dove il nostro impegno sarà più intenso e le capacità dovranno essere più qualificate. Il secondo documento dell'assemblea traccia le linee programmatiche sulle quali ci dovremo confrontare con la direzione ed imposta nella sua ultima parte gli aspetti divenuti necessari — se pur in via di ulteriore approfondimento — della riorganizzazione del Coordinamento Nazionale.
La rappresentatività, la credibilità, la funzionalità, il senso di responsabilità, le capacità, il decentramento, il dibattito generalizzato fra i lavoratori, sono tutti elementi indispensabili per poter affrontare le problematiche che l'anno in corso ci presenta. Adeguare le nostre strutture sindacali, considerando complessivamente questi elementi, significa anticipare e prevenire quelle situazioni che si prospettano difficili e complicate.
Per queste ragioni e per queste necessità diventa importante il ruolo del nostro giornale di gruppo in quanto deve continuare a promuovere gli aspetti unificanti all'interno dei lavoratori attraverso una sollecita informazione e una sempre maggiore partecipazione dei C.d.F. e di tutti i lavoratori alla sua elaborazione.
Risoluzione Finale
COLOGNO 9/10 DICEMBRE 1975
DOCUMENTO POLITICO SULLA SITUAZIONE POLITICA, ECONOMICA E SULLA VERTENZA CONTRATTUALE
E' in atto a livello internazionale una profonda crisi delle economie capitalistiche, tale crisi trae origine dai mutati rapporti di forza tra i paesi capitalistici e si indirizza verso una nuova suddivisione internazionale del lavoro. Il nostro Paese risente con particolare acutezza la gravità di tale situazione, soprattutto per l'esile struttura dell'appato industriale, per la non soluzione dei gravi problemi storici del nostro paese come il Mezzogiorno, l'agricoltura, etc, e per il tipo di sviluppo economico perseguito in questi anni dalle forze economiche e politiche dominanti.
A fronte di questa crisi, la risposta dell'attuale linea governativa è quella di riproporre il vecchio mecanismo di sviluppo, puntando cioè sull'espertismo, la riduzione della domanda interna, il ristringimento della base produttiva con la espulsione dal ciclo produttivo di una grossa fetta di lavoratori, il contenimento dei salari e diminuendo le possibilità agli Enti Locali di operare in investimenti sociali.
Le proposte stesse del piano a medio termine che prevede un financiamento di 3.000 miliardi per la ristrutturazione e la riconversione industriale, può rimanere un niente di fatto se non si opera attraverso una selezione, un indirizzo preciso e coerente con la scelta di un diverso sviluppo economico.
Lasciato così può solo rafforzare la posizione dei grossi gruppi monopolistici, la cui politica è stata ed è una causa di fondo dell'attuale crisi italiana.
L'atteggiamento del padronato è quello di tendere ad un recupero del potere in fabbrica soprattutto sul controllo dell'uso della forza-lavoro in riferimento ai problemi di mobilità, ristrutturazione, qualifiche, ambiente. Le proposte del sindacato contenuto nei rinnovi contrattuali, coerente con le scelte fatte a Rimini relativamente ai problemi posti prioritariamente come l'agricoltura, l'edilizia, l'energia, trasporti, telefonia; contrappongono una linea complessiva che va verso il consolidamento e l'estensione dell'occupazione, indica le linee sulle quali si debbono orientare gli investimenti, stimola la domanda interna, difende la rigidità dell'uso del la forza-lavoro, facendo sì che le necessarie riconversioni produttive non siano utilizzate per peggiorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori. Vi è inoltre un'esigenza ed un'impegno da parte del sindacato verso quei settori e zone che hanno subito o possono subire orientamenti che si contrappongono al movimento, strumentalizzati in questo senso dai sindacati autonomi, andando risolvere quei problemi che
sono alla base del malcontento di certi strati o zone di lavoratori.
Nel campo di questo impegno generale ampio può essere il campo di lavoro del Coordinamento. Riteniamo in particolare per il Mezzogiorno prioritario diventi il rapporto coi disoccupati con iniziative tali che ne facciano una lotta unitaria coi lavoratori occupati.
In questo ambito si pone pure il problema con le masse giovanili e studentesche del Nord e del Sud in cerca di prima occupazione.
L'ampiezza ed il significato generale delle proposte assunte dal movimento aprono possibilità per iniziative concrete con altre forze sociali del Paese che si collegano aì problemi concreti che sono al centro dell'iniziativa sindacale, facendo proprie le soluzioni che vengono proposte dal movimento.
Per realizzare concretamente tale unità sono necessarie forme di lotta ed iniziative che tendono a collegarsi strettamente con la collettività e ai suoi problemi nel territorio e nel quartiere. In questo ambito la nostra iniziativa dovrà tendere a coinvolgere attivamente ie istituzioni democratiche (Enti Locali, Regione, etc.) perchè affrontino positivamente i problemi che si pongono.
In questo quadro di iniziativa dobbiamo rivolgere ia nostra attenzione verso le piccole fabbriche soprattutto in riferimento ai problemi dell'occupazione e dei licenziamenti ed al collegamento con le aziende che operano sull'indetto in stretto rapporto con !e zone sindacali.
Per questo si ritiene necessario che i CUZ, dove già esistono, operino concretamente e si diano gli strumenti di lavoro necessari che garantiscano la partecipazione democratica della popolazione e il contributo degli organismi democratici (Consigli di Quartiere, ecc.).
C'è l'esigenza di andare rapidamente alla costituzione dei CUZ laddove non si sono ancora costituiti con un impegno da parte dei C.d.F. che si facciano carico di tale esigenza.
La mobilitazione sui problemi dell'occupazione dovrà rafforzarsi ed estendersi affinchè coinvolga tutte le categorie intrecciandosi così con le vertenze contrattuali e non isoli le fabbriche già in lotta su questi problemi. La linea complessiva si può affermare a condizione di un forte sostegno unitario dei lavoratori. Nei mesi trascorsi il processo di unità sindacale ha incontrato varie difficoltà, al punto dì minacce di scissione. A fronte di tali pericoli dobbiamo ribadire che l'unità sindacale deve essere il punto d'incontro delle forze vive che operano nel movimento dei lavoratori che ne fanno proprie le esigenze generali considerandone le diversità, garantendone l'espressione democratica e la libera circolazione delle idee.
Previsioni
CATTIVE
ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DELEGATI GRUPPO
GTE COLOGNO MONZESE 9 e 10 dicembre 1975
(CASSINA — MILANO E INSTALLAZIONE — MARCIANISE — COLOGNO MONZESE — ROMA)
DOCUMENTO FINALE
(3 astenuti)
L'Assemblea Nazionale dei delegati GTE ha valutato nel corso della riunione tenuta il 9 ed il 10 dicembre, la situazione complessiva della vertenza telefonica ed elettronica, il significato politico che essa assume nella realizzazione delle linea del convegno di Rimini e la sua qualificazione nella battaglia per l'occupazione e gli investimenti nell'ambito dei rinnovi contrattuali.
L'assemblea condivide le valutazioni complessivamente negative espresse dal coordinamento FLM del settore sull'atteggiamento del governo nei vari incontri coi Sindacati sul problema.
Infatti in materia di tariffe, — pur registrando alcuni passi in avanti —, riteniamo inaccettabile la volontà espressa dal governo sia del ricupero completo, sia della non retroattività dei miglioramenti, ma soprattutto riteniamo assolutamente necessaria una modifica dell'atteggiamento del governo in materia di investimenti fino ad oggi elusi in quanto le proposte governative a tale riguardo non sono altro che una vuota esposizione di cifre di spesa che riguardono solo la telefonia e non hanno relazione alcuna con il settore dell'elettronica (informatica, componentistica, elettronica strumentale) che sempre di più investirà il settore della telefonia per l'avvento di necessarie nuove tecnologie.
Inoltre non si rilevano le finalità e gli obiettivi tendenti all'incentivazione della domanda pubblica di servizi che della tecnologia di questo settore abbisogna nel campo delle comunicazioni, della scuola, della sanità, dei trasporti, dell'agricoltura e della produzione.
Pertanto l'assemblea dei delegati GTE ritiene necessario realizzare la consultazione decisa dalla federazione CGIL — CISL — UIL nelle fabbriche e nei quartieri, con l'utenza popolare per un rilancio complessivo della vertenza telefonica ed elettronica rivolto all'ottenimento di un preciso piano del governo che coordini gli investimenti nel settore soprattutto per il ruolo che in esso assumono le partecipazioni statali.
A tale riguardo si propone alla FLM territoriale e nazionale ed alla federazione CGIL — CISL — UIL di indire una conferenza nazionale di tutti i delegati del settore in collegamento con le altre categorie per confermare gli obiettivi di Rimini e per tracciare una linea di lotta più generale che si saldi con la battaglia contrattuale e le vertenze aziendali.
Tale conferenza dovrebbe tenersi in Campania ed in particolare nella provincia di Caserta dove esiste un alto concentramento di aziende del settore (GTE, Sit-Siemens, Face, Texas Instruments, Olivetti) e dove esistono esperienze di accordi (ad esempio la GTE) in materia di investimenti, di assunzioni e relativa gestione, e di riconversione produttiva.
E' importante sottolineare a questo punto la crescita politico-sindacale del coordinamento nazionale maturata nel corso delle lotte per la risoluzione positiva di vertenze di gruppo, dove, da una sommatoria di varie problematiche, si è determinato un salto di qualità nelle prospettive sindacali del movimento dei lavoratori della GTE.
Questo sviluppo si riscontra nei contenuti espressi negli accordi che il coordinamento e tutti i lavoratori hanno portato a termine. La nostra maggiore attenzione fu rivolta a tutte le problematiche del Mezzogiorno attuando sia lo sviluppo della autonomia dello Stabilimento di Marcianise, sia lo sviluppo dell'occupazione e degli investimenti, dove si sono raggiunti risultati positivi in materia di autonomia e di assunzioni a Marcianise, mentre rimane ancora da definire il problema del nuovo insediamento industriale della GTE in Campania (4" centro).
NOTIZIE, SIRE ... I METALMECCANICI RIFIUTANO DI TORNARE IN FABBRICA DIGLI CHE DI QUESTO SCIOPERO I PRIMI A SOFFRIRNE SARANNO LORO !Nella linea complessiva del movimento sindacale abbiamo affrontato in maniera articolata altre questioni quali: appalti, lavori a domicilio, indotto, contribuzioni sociali, assistenza sociale in fabbrica, inquadramento unico, ristrutturazione e riconversione.
L'inquadramento unico va considerato come un aspetto di unificazione dei vari trattamenti esistenti nel gruppo tenendo presente la necessità di continue verifiche e l'approfondimento di questa materia nel campo dell'organizzazione del lavoro.
La ristrutturazione e la riconversione produttiva sono stati i problemi più recenti che il coordinamento ha affrontato e che ha prodotto l'accordo del 20 giugno 1975.
Elementi di fondo di quest'accordo sono la contrattazione preventiva della mobilità, la salvaguadia degli interessi salariali e normativi dei lavoratori, la conoscenza dei piani produttivi e della struttura delle unità di produzione, la garanzia dell'occupazione e dell'orario di lavoro e la contrattazione della riconversione mediante addestramento e senza ricorso alla sospensione dal lavoro.
Su questi problemi deve esserci l'impegno di continuità del coordinamento, dei C.d.F. e dei lavoratori della GTE nell'ambito della vertenza contrattuale.
Nel confermare la validità delle linee scaturite dall'assemblea di Gazzada, l'assemblea nazionale dei delegati GTE individua le linee di tendenza alle quali i C.d.F. dovranno attenersi per le loro quotidiane attività sindacali. Oltre a quelli sviluppati e sopraccitati (inquadramento unico, organizzazione lavoro, 4" centro, ristrutturazione e riconversione) si specificano i problemi seguenti:
Armonizzazione salariale e normativa (cottimo, perequazione, premio produzione, ecc.). Per quanto riguarda il cottimo occorerà andare verso il superamento, partendo dall'aumento dello, zoccolo garantito e fissando una fascia massima di guadagno. Inoltre si opererà affinchè le lavorazioni ad economia non vengano trasformate in lavorazioni a cottimo e che i lavoratori impiegati in lavorazioni ad economia, in caso di trasferimento di reparto, rimangano economisti.
coordinamento nazionale dovrà porre una maggiore attenzione al BOLLETTINO DEL GRUPPO al fine di realizzare quanto previsto dallo statuto.
L'assemblea nazionale dei delegati della GTE ritiene che sugli aspetti organizzativi sia necessario un ulteriore approfondimento nei C.d.F., tenuto conto dei contributi espressi dal dibattito. Perciò l'assemblea stessa dà mandato al comitato di coordinamento di decidere — dopo l'approfondimento nei C.d.F. — le modifiche dell'attuale statuto ai suoi articoli 4 e 5 secondo le indicazioni sottoriportate:
Sulla base dell'esperienza dell'attività degli ultimi mesi che ha visto impegnato il coordinamento nella problematica dell'installazione, si valuta opportuna una maggiore rappresentanza dei delegati del linstallazione nel coordinamento nazionale, rappresentanza che deve tener conto delle particolari caratteristiche di dislocazione dell'installazione su tutto il territorio nazionale. Dopo approfondito esame dell'attività svolta nel 1975 e degli impegni sopravvenuti e già previsti — in parte — a calendario, e tenendo conto del numero dei dipendenti (1 ogni 200) per ogni unità, si propone la seguente ristrutturazione del
Tenendo conto della complessità del dibattito nelle sue specificità, l'assemblea dei delegati valuta nella fase attuale di non proporre una proporzionalità diretta per la segreteria, ma indica al dibattito dei C.d.F. di raggiungere una soluzione che tenga conto da un lato delle esigenze politico-sindacali di una reale rappresentatività della segreteria e dall'altro di individuare una soluzione che eviti il prevaricamento della segreteria sul coordinamento per la quale rimangono confermati i compiti previsti dall'attuale articolo 5 dello Statuto.
Con queste considerazioni si propone al dibattito dei C.d.F. la seguente composizione:
Sviluppare il discorso sulle decisioni in merito alle contribuzioni sociali.
Ricerca sul lavoro dato dall'esterno (collegamenti con i C.d.F. delle piccole fabbriche interessate e convegni locali sui problemi dell'indotto).
Diritti sindacali e verifiche periodiche dei rapporti con la Direzione.
Sulla base della sollecitazione del dibattito il
Si indica di sviluppare queste proposte entro il mese di febbraio 1976.
La decisione del Coordinamento nazionale dovrà essere ratificata alla prossima assemblea nazionale dei delegati — fermo restando l'operatività immediata della decisione stessa.