LA NOCIVITA' NON SI PAGA, SI ELIMINA
Siamo in un momento in cui si impone la necessità di una lotta progressiva che, attaccando i centri di potere nella fabbrica e nella società, operi una profonda trasformazione della società stessa.
Obiettivo principale da perseguire con azioni che intacchino e modifichino in modo sostanziale l'organizzazione stessa del lavoro che oggi è determinata su basi esclusivamente di sfruttamento produttivistico.
Uno degli aspetti più immediatamente influenti sulla condizione operaia e a cui quindi va indirizzata la nostra azione è quella riguardante l'ambiente di lavoro.
Per l'ambiente di lavoro che oggi in nessun caso si concilia con le esigenze di salvaguardia per la salute del lavoratore, la linea di fondo sindacale è rappresentata da un fermo no ad ogni ipotesi di monetizzazione; non si accetta, cioè di barattare la salute con indennità in danaro.
Ob iettivo primario quindi deve essere la ricerca e la costruzione di strumenti efficaci di analisi, controllo, contestazione e contrattazione delle condizioni ambientali nella fabbrica, partendo dal gruppo di lavoratori interessati.
Deve essere affermato il principio che la valutazione sulle condizioni ambientali spetta soltanto ai lavoratori.
Definiti quindi su nuove basi i metodi di analisi per la rilevazione dei diversi fattori di nocività s'imposta la contrattazione dei tempi delle saturazioni e degli brganici imponendo gli investimenti
necessari per assicurare quelle trasformazioni tecnologiche capaci di eliminare i fattori di disagio e di nocività.
Passaggio obbligato per un miglioramento della condizione lavorativa sono l'eliminazione del cottimo (lasciando beninteso inalterato il guadagno del lavoratore in questione), la riduzione della permanenza nei luoghi dove è impossibile annullare totalmente gli effetti nocivi e l'uso più generalizzato degli strumenti di difesa tradizionali (maschere ecc...) che pe-
rò per essere efficace deve essere fisiologicamente subordinato ad una drastica riduzione dei tempi effettivi di lavoro.
Infine, ci deve essere un'azione incisiva per la contrattazione preventiva delle condizioni ambientali connesse alle installazioni di nuovi impianti al fine di assicurare soluzioni tecniche ed organizzative che abbiano come fine la tutela della nostra salute e la effettiva prevenzione delle malattie.
VALZASINA ROBERTO,
DIARIO SINDACALE C.G.S.
APRILE SINDACALE
5 APRILE
— L'azienda fa conoscere la prima risposta globale in merito alle qualifiche (78 sì su circa 280 richieste).
Saputa la risposta sono scesi in sciopero i seguenti reparti: Magazzeno, Nichelatura e PS. La commissione di elaborazione delle modifiche allo statuto del F.A.I. per conformare questo ente alle norme dello • statuto dei lavoratori », si incontra col sig. Ferrari per ribadire le richieste già più volte avanzate. Attuando una precisa volontà emersa in C.d.F. è stato imposto un ultimatum alla ditta, forti anche del favorevole
parere giuridico del legale della CISL, avvocato Surrenti, in precedenza consultato. La risposta dell'azienda è completamente negativa.
Si iniziano le trattative per le qualifiche. Le trattative sono condotte da una apposita commissione di 10 elementi integrati, di volta in volta, dai delegati dei reparti interessati; si inizia dal settore meccanico.
Ore 16,30 assemblea plenaria retributiva dei lavoratori. Problemi trattati: condizione e amministrazione degli enti interni, dopo l'e ntrata in vigore dello • statuto dei lavoratori •. Si
DALLA PRIMA
denuncia l'atteggiamento oltranzista e provocatorio della ditta in fase di aplicazione dello statuto stesso. L'assemblea decide a stragrande maggioranza di attuare domani un'ora di protesta: dallle 10 alle 11.
6 APRILE
Continua lo sciopero dei reparti Magazzeno, Nichelatura e PS. Ore 10: attuato lo sciopero di protesta deciso ieri in assemblea.
7 APRILE: Sciopero generale per le riforme.
8 APRILE: Prosegue lo sciopero dei reparti Nichelatura e Magazzeno.
9 APRILE: Continua lo sciopero di Nichelatura e Magazzeno.
— Scendono in sciopero anche due operai della Litografia ed uno delle Trance, sempre per il problema delle qualifiche. Dopo le risposte dell'azienda, considerate abbastanza positive, i reparti Magazzeno e Nichelatura cessano lo sciopero. Per i due operai della litografia, vi è risposta positiva solo per uno di essi: l'altro prosegue lo sciopero.
— L'aswolgitoria attua uno sciopero di protesta per le discriminazioni del capo-reparto.
13 APRILE: Tre lavoratrici che operano al microscopio al controllo dell'officina, scioperano affinchè i loro passaggi di cate-
goria non avvengano ad ottobre ma ad aprile; entrati in sciopero i lavoratori addetti ai controlli dopo le risposte in merito dell'azienda.
15 APRILE: Continua lo sciopero dei controlli.
E' in sciopero anche il reparto montaggio « Trasformatori in aria » contro l'atteggiamento « ipocrita « del capo settore. Il sig. Ferrari rivede la posizione sui controlli: i lavoratori interessati si ritengono parzialmente soddisfatti e riprendono il lavoro, assumendosi il preciso impegno di sostenere ad ottobre le richieste degli esclusi. E' in sciopero anche la Taratura Trasformatori.
Il reparto montaggio strumenti fa uno sciopero di protesta contro le discriminazioni attuate nella concessione delle qualifiche.
— Tutto il settore trasformatori attua uno sciopero di solidarietà per i lalvoratori del rep. montaggio trasformatori in aria. Il sig. Ferrari rivede la situazione del reparto dando il passaggio di categoria ai quattro lavoratori richiedenti: due ad aprile e due ad ottobre. Dopo questa risposta il rep. montaggio trasformatori in aria, riprende il lavoro.
20 APRILE SI CONCLUDONO LE TRATTATIVE DELLE QUALIFICHE PER QUANTO RIGUARDA GLI OPERAI.
Perchè limitare gli straordinari
Il mio articolo nasce dalla constatazione evidente che molti lavoratori considerano lesiva dei loro interessi la linea sindacale, tendente ad abolire gradualmente il lavoro straordinario nelle fabbri-
che.
Ci si chiede: perchè toglierci la possibilità di portare a casa qualche cosa in più? La domanda è pertinente ed ha una sua logica. Nella mentalità di molti di noi,
22 APRILE: L'officina attua uno sciopero di protesta dalle 10, 30 alle 11,30 per ;I problema dell'ambiente di lavoro (inquinamento, rumorosità, spazio vitale).
— L'officina studi attua due mezze ore di sciopero per il problema qualifiche del reparto. Incontro dell'esecutivo con il sig. Ferari, ingg. Taglietti e Goi, per la questione officina; l'ing. Taglietti visita il 'reparto in questione con l'esecutivo ed il capo settore. Risultati: impegno a risolvere subito i problemi più spiccioli (inserimento manovale e prolungata apertura delle finestre) e nel tempo, speriamo prossimo, per quelli più complessi (aspiratori ecc.).
23 APRILE: L'officina studi attua mezz'ora di sciopero (qualifiche).
28 APRILE: GLI IMPIEGATI EFFETTUANO UNA FERMATA DI PROTESTA DI MEZZ'ORA (14,30-15) CONTRO L'ATTEGGIAMENTO « SNOBBANTE CHE L'AZIENDA TIENE DA TEMPO NEI CONFRONTI DELLE LORO RICHIESTE.
30 APRILE: Con grave ritardo viene comunicata alla commissione qualifiche la lista dei passaggi di categoria degli impiegati: dei quattro che hanno fatto richiesta tramite il C.d.F., uno solo ha avuto il passaggio. Dopo pressioni da parte della commissione proposta, la azienda fa conoscere i passaggi ottenuti tramite i capi ufficio: questi passaggi sono 15.
poi, la prestazione straordinaria ha assunto l'aspetto di un'ora ordinaria pagata maggiormente, tanta è l'assuefazione a codeste prestazioni. Il problelma dello straordinario, però, per meglio valutare la logica della linea sindacale va inquadrato nell'ambito generale del campo del lavoro. Cosa significa oggi prestare opera straordinaria?
ha è taìala inlel ica ia?
Significa puntellare quell'organizzazione capitalistica e produttivistica del lavoro che noi stiamo mettendo in discusisone in tutti i suoi aspetti. Significa avallare una politica impreditoriale che non crea nuovi posti di lavoro, che non segue una linea programmata di investimenti, che acuisce il divario industriale tra nord e sud, accentrando la produzione in poche zone al li mite di saturazione che gonfia a dismisura i suoi redditi con salari inadeguati al costo della vita, e che ostacola in tutti i modi la avanzata sociale dei lavoratori. Possono, si chiederà il lavoratore, le mie ore di straordinario avere così grande importanza ed in senso così negativo? Lo possono indubbiamente, perchè lo straordinario è motivo per le aziende di conservazione e di attivazione in una determinata politica. Una Politica di disi mpegno strutturale, di discriminazione tra i lavoratori stessi e quindi di condizionamento per alcuni di essi. Una politica che non accoglie la sfida di ordine organizzativo dalla conquista di una radicale riduzione dell'orario lavorativo. Una politica di vanificazione delle lotte operaie attraverso un'azione di recupero che le aziende fanno con l'attuazione degli straordinari in altre ditte a loro collegate.
Limitare gli straordinare significa creare nuovi posti di lavoro, significa favorire gli investimenti per nuovi impianti e per nuove aziende in zone meno sviluppate, significa combattere gli squilibri esistenti tra le varie zone industriali, significa impedire quell'azione di recupero aziendale delle conquiste operaie, che s'identifica in un maggiore sfruttamento degli stessi. Significa infine far fare uno sforzo veramente serio al mondo imprenditorile, per comprendere il tipo di contestazione che avanza nei confronti della organizzazione del lavoro attuale.
Dobbiamo capire che lo straordinario, questo oppio dei lavoratori, è un'arma potente di condizionamento in mano ai padroni. Questo specchietto per le allodole che ci attrae con le sue 15000 mensili, ci impone scelte negative che forse nemmeno consideriamo.
I nostri bisogni e le nostre necessità non si tutelano con la prestazione straordinaria che và ad esclusivo interesse del padrone, ma con un'azione decisa ad ottene-
re una reale rivalutazione dei salari, azione che deve seguire due linee parallele; quelle di un aumento sostanziale in sede di• rivendicazione e di difesa e garanzia della paga attraverso l'azione riformatrice e l'istituzione e il consolidamento di quelle garanzie sociali senza le quali il lavoratore resta in balia di una società che gli è quotidianamente nemica. E' pagando affitti più equi, è economizzando su trasporti più celeri ed adeguati alle reali necessità dei lavoratori, è non pagando cifre astronomiche le prestazioni specialistiche e sanitarie in genere, è non spendendo capitali per far studiare i figli, è ponendo un limite alla spinta inflazionistica dei prezzi, che noi tuteliamo e rivalutiamo i nostri guadagni. Questa nostra azione, così decisiva e senz'altro
così difficile per la resistenza che la classe padronale oppone ed opporrà, passa anche attraverso la prestazione straordinaria. Certo, perdiamo quelle 15-20000 lire che ci fanno comodo, mase queste nostre prestazioni aiutano a ritardare quel salto di qualità organizzativa del lavoro che le classi imprenditoriali devono fare per rispondere positivamente alle nostre giuste ed impellenti richieste, non deve esserci titubanza.
La scelta è una sola per un reale progresso dei lavoratori che mai, come in questo momento pur così delicato, sono stati vicini all'attuazione di quelle modifiche che sole ci possono assicurare un'avvenire migliore e più giusto.
VALZASINA
Dignità nel reparto avvolgitoria
Consideriamo che dopo il dono della vita, il secondo dono più prezioso che il creatore ha dato all'uomo è la libertà; dobbiamo convenire che questa ultima è, moltissime volte, insidiata ed attaccata da individui subdoli e senza scrupoli che si proclamano portatori di giustizia, a parole.
Ma, a fatti, cercano di strumentalizzare il prossimo, a proprio vantaggio e a nutrimento delle loro ambizioni.
Nella misura che l'uomo riesce a difendersi dalle manovre di questi lupi, che si ammantano di agnello, nella forza con la quale si rifiuta di piegarsi alle discriminazioni, nell'unione (non a parole ma a fatti) con i più maltrattati, i più misconosciuti, con coloro che lottano per la giustizia e pagano di persona; ebbene in questo stà la dignità dell'uomo.
Spesso questa dignità noi la perdiamo per un piatto di lenticchie, per un aumento di paga, per un piccolo scalino sociale rinnegando amicizie e legami di compagni di lavoro.
A questo punto vogliamo raccontare i fatti successi nel reparto Avvolgitoria il giorno di venerdì santo.
E noto che i nostri elementi della commissione qualifiche per trattare i passaggi di categoria di alcuni operai richiedenti, trovano
ostacoli insormontabili presso il capo del personale, il quale ha diverse volte lamentato le poche disponibilità finanziarie della ditta anche nei riguardi di operaie chiaramente meritevoli.
Il mattino di venerdì santo arriva in esecutivo una lista di dodici passaggi di categoria, per l'avvolgitoria, dalla terza alla seconda e dalla seconda alla prima, per operaie chiaramente meritevoli, ma anche più chiaramente usate come catapulta contro le altre (colpevoli solo di odiare l'ingiustizia) e contro il consiglio di fabbrica.
La manovra eversiva partita dal capo reparto (già ben noto su questo giornale) concertata con la direzione e tesa a seminare zizzania e discordia fra i lavoratori, è ben chiara e inconfutabile.
Ancora una volta la violenza numero uno scaglia la sua staffilata contro i miseri, gli sprovveduti, gli eterni sfruttati e ancora una volta molti di costoro si schierano silenziosi e ossequianti dalla parte opposta ai veri interessi della classe lavoratrice, abilmente manovrati dalla lunga mano del padrone che si chiama capo reparto.
Quando si comprenderanno queste realtà che intralciano l'unità dei lavoratori?
Un gruppo di operai ed operaie dell'avvolgitoria
Ponzio Pilato 2000
Il processo ebbe luogo in un severo ufficio presenti i rappresentanti dei lavoratori, il Capo del Personale e il superiore diretto del lavoratore in questione.
Il reo era accusato di voler ottenere il passaggio di categoria da tempo promessogli per meriti effettivi e riconosciuti.
Il Capo, con un ampio discorso che trovava le sue remote origini nella fondazione di Roma e nella uccisione di Giulio Cesare, cercò di motivare la sua decisione di non mantenere gli impegni assunti a suo tempo.
Alla fine della sua lunga requisitoria, i rappresentanti dei lavoratori sopravvissuti a tanta verbosità e per nulla convinti da tanto sfoggio di eloquenza, imperterriti riaffermarono in coro: « Specializzazione •.
A questo punto il Capo, novella Pilato, rimembrando antichi balconi dominanti assemblee nereggianti di folle invocanti e sognando un argenteo catino ricolmo di fresche acque proferì queste storiche parole: « Io non farò niente per ostacolare II passaggio di categoria del lavoratore in questione, ma nello stesso tempo non farò nulla per fargli ottenere quello che chiede » (e che, diciamo noi, gli spetta di diritto).
Morale del fatto: L'ipocrisia regna sovrana nella mentalità e nei discorsi dei nostri Burocrati aziendali perchè è con queste frasi celebri, pregne di ottuso disimpegno, chi si !ascia campo libero all'azione dell'azienda e si avvallano le sue decisioni unilaterali che si dimostraRo purtroppo sempre negative nei confronti dei lavoratori.
Dalmine
ACCORDO ALLA DALMINE; verso la parità fra operai e impiegati.
Dopo circa 50 ore di trattativa è stata siglata ieri una bozza di accordo che risolve la vertenza aperta alla Dalmine da oltre tre mesi e che interessa dodicimila lavoratori.
Il primo risultato si concretizza in un inquadramento unico per
operai e impiegati su otto livelli professionali e retributivi.
MENSILIZZAZIONE DEL SALARIO
In questo quadro tutti gli elementi che compongono la retribuzione sia degli poerai che degli impiegati vengono conglobati.
Il minimo dellal nuova scala retributiva (esclusi contingenza, scatti di anzianità e premi annuali) è passato a lire 123.000 mensili (le medie delle retribuzioni delle categorie impiegatizie e operaie più basse oscillavano tra 100.000 e 180.000).
AMBIENTE DI LAVORO
Viene istituito il libretto individuale sanitario e di rischio e si estende il potere di accertamento, di controllo e di liquidazione dei lavoratori per le singole aree produttive; i lavoratori sono consultati in rapporto alla modifica o costruzione di impianti: in particolare, per le posizioni di lavoro disagiate si procederà all'esame degli organici in rapporto al carico di lavoro e ai rimpiazzi.
ASPETTI SALARIALI
In attesa della realizzazione del nuovo inquadramento che andrà in vigore il 1' Gennaio 1972, a tutti i lavoratori viene corrisposta una somma « una tantum » pari a 60000 lire e a decorrere dal primo luglio un aumento a titolo di anticipo di lire 35 orarie.
Il nuovo accordo sarà sottoposto per l'approvazione alll'esame delle assemblee dei lavoratori.
FERIE
Entro il 1972 le ferie degli operai saranno equiparate a quelle degli impiegati.
Delegato di reparto
Forse non è a tutti molto chiara la figura del Delegato di Reparto. Cosa fa, chí è, quali scopi si prefigge il Sindacato col Delegato di Reparto? Vediamo di dare risposta a queste domande.
Cosa fa;
II Delegato di Reparto non è solo il portavoce tra il Consiglio di Fabbrica e i lavoratori come fino a non molto tempo fa era identificato ma, quale espressione diretta del Sindacato nell'ambito dell'amb:ente di lavoro, essendo parte integrante di esso, ha il compito di recepire ed, in prima Istanza, nell'ambito del Reparto, tentare la soluzione di quei problemi che dovessero insorgere nel reparto stesso Nel Delegato di Reparto ogni lavoratore deve vedere un amico, un consigliere e a lui rivolgersi senza timori senza remore alcune è Lui che, essendo nello stesso Reparto in cui il problema viene ad essere sollevato, può con maggior cognizione di causa conoscere quei particolari molte volte determinanti al buon conseguimento della loro soluzione.
E' ancora al Delegato di Reparto che ci si deve rivolgere per meglio farci illustrare quelle posizioni del Sindacato che talune volte non sono recepite totalmente e lasciano adito a qualche dubbio e, pur nei pieno rispetto della libertà individuale, accettarne gli inviti anche se come talvolta può capitare qualche punto può sembrare oscuro ma ad un vaglio più attento sempre in carattere con la linea Sindacale.
Chi è il Delegato di Reparto?
Eccolo è lì, è un nostro amico, un compagno, un collega di lavoro è ogni giorno al nostro fianco occupato a svolgere il suo lavoro di dipendente e oltre a questo si è assunto l'onere d'interessarsi di tutti quei problemi che anche quotidianamente insorgono, è lì, pieno di buona volontà, di entusiasmo, non è un essere superiore è come tutti noi pronto ad accettare le nostre critiche cosciente della sua natura umana fallace ma vuole essere altruista, vuole poter dare qualcosa affinchè le non molto floride condizioni di lavoro non solo non abbiano ulteriormente a peggiorare ma se è possibile a migliorare.
E nei riguardi del Sindacato cosè il Delegato di Reparto; Questo è presto detto.
In un Sindacato moderno dove la base, cioè i lavoratori tutti, è l'espressione più valida di quelle richieste di quelle aspirazioni che ogni lavoratore ha, il Delegato di Reparto è il primo gradino di quella piramide che dal Consiglio di Fabbrica, di cui il Delegato di Reparto è parte integrante, attraverso i vari Consigli Zonali, Provinciali ecc. giunge fino al vertice.
E recependo queste aspirazioni direttamente dalla base vagliandole, verificandole, discutendole per quanto gli compete da così un apporto concreto per quanto concerne gli indirizzi sindacali.
Chiudo esortando tutti specie i giovani a maggiormente interessarsi dei problemi sindacali, c'è posto per tutti, tutti dovrebbero sentire il dovere di fare qualcosa per la collettività, dovrebbe essere un onore ricevere la fiducia dei compagni di lavoro non rinunciando agli incarichi che ci vengono proPosti, facciamoci avanti, non restiamo indifferenti, scrolliamoci di dosso l'egoismo, tutti uniti per un domani migliore.
Il problema degli asili nido
Nel grande processo riformatorio messo in atto dai sindacati nel nostro paese, un ruolo importante assume il problema dell'Assistenza nei riguardi dell'infanzia.
Come i problemi della casa, della sanità della scuola e della riforma fiscale anche questo deve trovare una soluzione a livello nazionale e a questo scopo le tre Confederazioni Sindacali hanno presentato un progetto di legge che stà attualmente compiendo il sui iter parlamentare.
Tuttavia a Milano i Sindacati hanno intrapreso un'azione locale per fare pressione sull'approvazione della legge, ma principalmente per dare una soluzione ad un problema che in loco si presenta sotto aspetti drammatici.
E' nella nostra zona infatti che il fenomeno degli investimenti padronali aventi come unico scopo la massimalizzazione dei profitti senza la preoccupazione degli effetti collaterali che questo comporta ha generato una situazione di grave disagio per i lavoratori.
La speculazione edilizip sorta parallelamente alla richiesta disordinata e non programmata di manodopera ha fatto sì, valendosi anche della complicità delle amministrazioni comunali, che migliaia di lavoratori fossero ammucchiati in quartieri senza servizi, senza trasporti, senza scuole.
Per questi motivi le organizzazioni sindacali milanesi avanzano precise rivendicazioni nei confronti delle aziende e delle amministrazioni locali.
Esse chiedono che i padroni comincino a contribuire al finanziamento della costruzione e gestione di una rete di asili nido che garantisca lo sviluppo sano ed armonico dei figli dei lavoratori e il diritto al lavoro per le donne.
Chiedono che i comuni forniscano gratuitamente le aree per la fabbricazione degli asili.
Inoltre chiedono che questi asili siano gestiti a livello comunale o di zona da un comitato di gestione in cui siano rappresentati l'amministrazione comunale, i sindacati locali, i datori di lavoro che contribuiscono al finanziamento degli asili e gli utenti degli stessi.
La presenza delle famiglie interessate nei comitati di gestione è un punto fondamentale delle rivendicazioni perchè non è più accettabile che le famiglie siano escluse da ogni decisione che investe direttamente la vita collettiva dei loro figli.
L'azione dei sindacati interessa ormai una ventina di comuni della provincia.
In alcune situazioni sono già state avviate le trattative con le aziende e sono già stati formati dei comitati di gestione provvisori con reperimento di aree fabbricabili.
Questi risultati sono stati ottenuti con un alto grado di mobilitazione fra i lavoratori attraverso numerose assemblee di fabbrica e distribuzione di volantini nelle stesse.
Nostro compito è allargare il dibattito fra tutti i lavoratori per responsabilizzare su questo importante problema e per far pesare la loro decisa volontà affinchè la legge presentata in parlamento possa nascere ed iniziare la sua opera di riequilibrio e di graduale soluzione di un problema tanto vicino ad ogni famiglia di lavoratori.
Parla un lavoratore studente
Le lotte studentesche suscitano nell'opinione pubblica le più svariate discussioni; la maggior parte di queste, sono concordi nel ritenere tali lotte un mezzo per ottenere il « fantomatico » pezzo di carta senza fatica.
Ammessa, anche fra gli studenti, la presenza di :ma minoranza parassitaria, che sfrutta tali lotte per propri fini, si deve anche ammettere che, il resto degli studenti, è ben consapevole dei fini che vuol raggiungere attraverso queste mobilitazioni. A questo punto, come esempio, riporto l'esperimento dell'I.T.I.S. di Sesto San Giovanni, e, dell'Hensemberger di Monza, dove le lotte sono state caratterizzate
SI DICE CHE
dando loro due fini: uno immediato e l'altro a lunga scadenza.
Tra quelli a scadenza immediata, i più importanti sono: riduzione delle tasse scolastiche di laboratorio che incidono in maniera rilevante sul costo della scuola. E' da notare che tali tasse passano sotto il nome di contribuzioni volontarie e servono per la manutenzione dei laboratori nei quali poi svolgono le loro prove le industrie di Monza e Brianza.
Altro problema è quello del corpo insegnante, il quale molte volte non è all'altezza, anche per via di una selezione che vede fra gli elementi determinanti di giudizio le decorazioni e le varie motivazioni di guerra, facendo passare in secondo piano le reali capacità d'insegnamento.
Si è chiesto anche, che le assenze non siano determinanti sul risultato finale, e che i problemi della scuola siano trattati all'interno di essa anche in orario non scolastico.
Tra quelli a lunga scadenza, se ne può distinguere principalmente due:
svincolare la scuola dal sistema produttivo; far crescere fra gli studenti una effettiva coscienza di classe.
Mai come in questi tempi si è notato il legame tra scuola e fabbrica, ed es.: lo slittamento del titolo di studio, cioè, il fatto che un neo diplomato sia ritenuto inferiore ad uno con lo stesso diploma, ma conseguito anni addietro, altro non è che una manovra degli industriali, necessitando di un più alto livello di specializzazioni per la mano d'opera hanno allentato le maglie della selezione.
La selezione poi, è l'arma migliore nelle mani del padrone, difatti chi la supera crede autenticamente di aver raggiunto un livello superiore e quindi di valere più degli altri e di essere autorizzato a tenere nei loro confronti un atteggiamento dispotico. Nella famiglia moderna, per impegni di lavoro dei aenitori, l'educazione e quindi la formazione dei figli è purtroppo demandata alla scuola.
A questo punto, si evidenzia l'importanza della scuola come mezzo per la trasmissione dell'ideologia dominante, difatti, una scuola impostata sulla rivalità degli studenti, serve solamente al padrone che punta sulla divisione delle masse per meglio dominare. Da qui risul-
ta la necessità dì far capire che l'interesse egoistico del singolo è negativo e il bisogno di saper perdere qualcosa di proprio senza avere niente in cambio di pratico, ma puntando solo alla acquisizione di uno spirito di classe di quei valori morali (altruismo, lealtà) la mancanza dei quali è la causa prima di tutte le divisioni della classe operaia.
Antonio Brambilla (lavoratore studente)AVIS - CGS
30 ANNI DI VITA
Il gruppo AVIS della CGS si rinnova e si potenzia.
Attualmente è composto da 88 soci; durante il 1970, altri 10 nuovi iscritti sono entrati a far parte del gruppo donatori di sangue: di questi, ben sei lavorano nel settore trasformatori.
Dal 20 dicembre 1969 al 19 dicembre 1970, 85 donatori attivi hanno effettuato 158 trasfusioni per un totale di 42.750 centimetri cubici di sangue donato.
Un riepilogo dell' attività del gruppo AVIS-CGS nei suoi 30 anni di vita, si riassume in 2.439 trasfusioni, per complessivi 620.500 C.C. di sangue donato.
Attualmente parecchi altri aspiranti donatori stanno effettuando i necessari esami; considerando che sono quasi tutti giovani, è consolante constatare che l'accusa che si fa di egoismo dilagante nei confronti di questa società dei consumi ed in particolare dei giovani, non è, fortunatamente, del tutto vera.
(N.d.R.) Un buon gruppodi donatori giustamente segnala che, sarebbe logico, anche per il gruppo AVIS-CGS, si facessero delle regolari e democratiche assemblee e votazioni per eleggere un Consiglio Direttivo ed un segretario; il gruppo AVIS è abbastanza consistente e, così facendo, oltre che a ripartire su più persone i compiti organizzativi, si attuerebbe quanto da sempre si fa per i vari gruppi aziendali ed anche per la stessa sezione AVIS dí Monza.
...
... In officina agisca un TEMPISTA, che non si limita a stringare le tariffe di lavorazione al massimo, ma si prende la licenza di minacciare coloro che tentano di contestare verbalmente il suo operato dicendo « Non vuoi fare 300 pezzi all'ora, ebbene, vedrai che io te ne farò fare 350 ». Il « lungo caporale » non deve dimenticare che sino a poco tempo fa, era anche lui operaio addetto alla produzione (ed aveva molte difficoltà ad osservare le vecchie tariffe) pertanto deve sapere cosa vuol dire lavorare con le tariffe che ora vuole imporre. E quì cade a proposito il proverbio che dice; « Quando il villano monta in scanno, o che puzza o che fa danno ».
... Che all'indomani della protesta che il CdF ha presentato al capo del personale, riguardante lo scadentissimo Menù che la mensa aziendale ci propina da mesi a questa parte, le cose non siano per nulla cambiate anzi....
Forse i responsabili pensano che risparmiando qualche liretta sulle spalle dei dipendenti, il già pingue bilancio dell'azienda ne tragga ulteriori benefici?
Forse saremo monotoni ma non ci stancheremo mai di dire che': è ora di sistemare per il verso giusto lal questione della MENSA con adeguati finanziamenti e conseguente miglioramento dei menù. Una sistemazione ulteriore della cucina, che a detta degli operai che ci lavorano lascia molto a desiderare, vuoi per mancanza di personale e vuoi perchè il sistema di aspirazione del vapore non è per niente soddisfacente, e pregiudica notevolmente la salute di chi ci è costretto a lavorare, è cosa poi di massima urgenza.
... La CGS, società per azioni che, finora ha prodotto strumenti di misura elettrici, abbia intenzione di dedicarsi in avvenire alla produzione di VINO.
Infatti, durante lo SCIOPERO del 7 Aprile scorso, alcuni « Agricolcrumiri », normalmente adibiti ad altra mansione, siano stati utilizzati per la potatura delle viti d'uva, che crescono nel cortile della ditta.
Per potere utilizzare per l'avvenire altri CRUMIRI (che in previsioni di eventuali prossime agitazioni, già stanno facendo corsi accellerati per specializzarsi in agricoltura) consigliamo all'azienda di seminare per tempo, RAPE, ZUC-
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CHE, ortaggi per i quali i nostari EROI, sono eccezionalmente Area parati, al punto che ne hanno persino pieno quella cosa che hanno sopra le spalle.
... Il FILIPP, non ami vedere coma, parire il suo su di questo foglio, e ò piagnucolando protesti dicendo che i redattori del REGISTRATORE lo prendano ingiustamente di mira. Però il CAPO fà di tutto perchè a questo avvenga.
Cosa fà il FILIPP? Continua con 3- la sua politica vecchia e stantia che, anche a giudizio del DirettoE re Generale non è più adeguata ai tempi che corrono (affermazione a questa fatta al cospetto di tutta la a ex C I).
Il « Filip Pas » infatti ha presentato 15 nomi di operaie SUE protette, e tutte e quindici hanno avuto la qualifica ad Aprile, di cui 8 da 2 a 1.
Delle 12 che hanno chiesto la qualifica tramite il CdF hanno ricevuto la qualifica 7 e di queste, 4 ad Ottobre. Qui è evidente la discriminazione che il CAPO tenta ancora di mantenere in seno al reparto.
Ma si deve convincere l'ex duro, che questi mezzucci ormai non attaccano più, e qualcuna delle operaie che hanno dovuto subire queste MESCHINITA', già glielo no cantato chiaro sul naso.
cumenti personali. per andarsi a comperare il quotidiano ecc.
Pare perfino che per questi « servizi » sia stato necessario uscire anche due volte in un'ora....
Per questi individui poi lo stato di « servizio » risulterà naturalmente ottimo sotto tutti gli aspetti.
Giove